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Bargnani, partita da leader. Magic, una tripla beffa Gallinari

I Raptors vincono contro i Wizards anche grazie ai 33 punti del romano, molto convincente. I Denver Nuggets cedono invece in casa di Orlando con un canestro da 3 all’ultimo secondo di Nelson: per il Gallo 17 punti e buon rientro dopo l’infortunio

I Toronto Raptors vincono in casa contro Washington grazie a un’eccellente prestazione di Andrea Bargnani, autore di 33 punti e di una partita da leader. Niente da fare per i Nuggets di Danilo Gallinari, sconfitti in casa dei Magic proprio allo scadere: per l’italiano 17 punti.

Toronto Raptors-Washington Wizards 116-107

L’aria di casa fa bene ai Raptors e ad Andrea Bargnani che, insieme a DeRozan, trascina Toronto alla vittoria (116-107) contro i Wizards con un’eccellente prova conclusa con 33 punti, di cui ben 15 dai tiri liberi (suo massimo in carriera così come i 18 liberi tentati). Una prestazione super efficiente condita anche da un ottimo 8/15 dal campo e un canestro fondamentale in layup quando i Wizards si erano avvicinati a -2 a 3’19” dalla fine. Da quel momento i Raptors riallungano e si assicurano il successo con 16 punti in meno di tre minuti. Bargnani contribusce anche con 5 assist in una serata che vede i Raptors in progresso nella coesione offensiva (26 assist di squadra e 50% al tiro) e raggiunge una pietra miliare nella sua carriera in maglia Raptors, arrivando a quota 500 per triple realizzate nei cinque anni a Toronto. Meglio di lui hanno fatto solo gli ex Mo Peterson (801) e Vince Carter (554).

complimenti — “Complimenti ad Andrea – dice coach Triano – non per diminuirne il valore, ma è sempre stato un buon tiratore. Quello che lo ha fatto migliorare come giocatore è la sua abilità a mettere il pallone per terra e sfruttare a suo favore i cambi di marcatura quando è difeso da un piccolo. Se non avesse sviluppato questi aspetti del gioco ora non avrebbe 500 canestri da tre al suo attivo”. Un buon esempio si è visto proprio contro Washington, squadra che ha vinto solo una gara in trasferta in tutta la stagione: “33 punti con 15 tiri significa grande efficienza – prosegue Triano – Andrea ha giocato molto bene, con pazienza e senza andare nel panico quando era marcato dalle guardie. Ha portato gli avversari in post basso e preso posizione sotto. È stato aggressivo fin dall’inizio e ha anche beneficiato dal fatto che abbiamo fatto circolare bene la palla. James Johnson ha finito con 5 assist e ottime cifre. Andrea era alla fine della rotazione in attacco e ha avuto tante buone occasioni”.

clamore — Anche DeRozan ha avuto una brillante partita chiudendo con 30 punti senza troppo clamore. Per la seconda volta quest’anno sia DeMar che Bargnani sono arrivati a quota 30. Il Mago ha attaccato il canestro subito dopo la palla a due iniziale segnando dalla lunetta 7 dei suoi 12 punti del primo quarto. A metà gara è autore di 18 punti con 6/6 ai liberi nel secondo quarto. I Wizards hanno faticato tutta la gara a coprire i buchi creati in difesa e sono stati costretti a bloccare il Mago fallosamente. Javale McGee, reduce da una tripla doppia nella gara precedente con 12 stoppate, ne ha rifilate 4 ai Raptors ed ha chiuso in doppia doppia con 11 punti e 12 rimbalzi. Con una formazione rimaneggiata per le tante assenze (tra cui Nick Young, Rashard Lewis e Josh Howard) i protagonisti di Washington sono diventati i rookies Jordan Crawford, 25 punti (ma 12/27 dal campo) subito dopo il suo career high di 27, e Trevor Booker con 26 punti (anche questo career high) e 13 rimbalzi. I Wizards avevano un quintetto formato da tre matricole (il terzo è John Wall) insieme a McGee e il cinese Yi. Ora Toronto deve affrontare una lunga e difficile trasferta con 5 gare in 7 giorni e avversarie nettamente superiori come Thunder, Nuggets e Suns, e per finire Warriors e Clippers prima del ritorno a Toronto.

Toronto: BARGNANI 33 punti (6/13 da 2, 2/2 da 3, 15/18 tl), 3 rimbalzi, 5 assist, 3 palle perse, 3 falli in 41’. DeRozan 30 (11/15), Calderon 17, Barbosa 15. Rimbalzi: Evans 15. Assist: Calderon 6. Washington: Booker 26 (12/15), Crawford 25, Wall 21. Rimbalzi: Booker 13. Assist: Wall 7.

Orlando Magic-Denver Nuggets 85-82

Non basta un buon Danilo Gallinari, al rientro dopo l’infortunio all’alluce sinistro. I Nuggets (41-28), infatti, si devono inchinare alla tripla di Nelson proprio allo scadere e vengono superati 85-82 dai Magic (44-26). L’attacco di Orlando fatica a carburare nel primo quarto. I Magic devono sudare per fare arrivare il pallone in post a Dwight Howard per l’aggressività sul perimetro di Denver e quando ci riescono Nene, con la sua fisicità, limita il pericolo pubblico numero uno. I Nuggets passano a condurre grazie alla produzione di un ottimo Wilson Chandler e a 1’13’’ dalla fine della frazione ritrovano finalmente Danilo Gallinari. L’azzurro, out dalla trasferta di Portland, fa subito sentire la sua presenza. Dopo due secondi recupera palla con una buona difesa di Turkoglu, dà il via al contropiede e lo chiude con una tripla delle sue. L’infortunio sembra definitivamente alla spalle.

gomiti — I Nuggets chiudono la prima frazione avanti 21-18 e allungano all’inizio del secondo quarto, arrivando al +6. Il Gallo in attacco sfrutta al meglio il mismatch con Clark che non riesce a reggere le penetrazioni dell’azzurro. L’ex giocatore di New York si guadagna quattro liberi su due falli dello stesso Clark, poi lavora di gomiti e trasforma un rimbalzo in attacco in un gioco da tre. Denver torna al +6 ma nella seconda parte della frazione subisce il ritorno dei padroni di casa. Orlando torna davanti con i canestri di Nelson e Turkoglu. Howard va a corrente alternata ma si mette a produrre negli ultimi minuti, i Magic così piazzano un parziale di 12-4 a vanno negli spogliatoi all’intervallo avanti 47-42. Denver dopo un buon inizio fa fatica a trovare buone soluzioni in attacco e chiude il primo tempo con un deludente 37% al tiro. Ottimo, invece, l’impatto del Gallo che con nove punti e quattro rimbalzi in otto minuti al riposo è il miglior marcatore e il miglior rimbalzista di Denver.

Gallinari in azione contro Orlando. Ap
Gallinari in azione contro Orlando

in carreggiata — Anche all’inizio del secondo tempo, come nei primi minuti del match, Orlando sonnecchia. Gli ospiti così ne approfittano per tornare davanti segnando otto dei primi nove punti della ripresa. Il Gallo torna sul parquet a metà terzo quarto, i Magic, però si rimettono in carreggiata con le triple di Nelson e Anderson. Howard si mette a fare la voce grossa sotto canestro, Orlando prova a scappare nel finale della frazione ma Gallinari si guadagna altri due liberi e riporta Denver al -4. L’azzurro tiene i Nuggets in scia all’inizio dell’ultimo quarto trovando la retina con la mano sinistra dopo una bella penetrazione. Orlando prova ad andare da Howard in attacco ma gli ospiti rispondono. Gallinari si vede fischiare in attacco un dubbio quinto fallo ma continua a difendere con aggressività e ad attaccare il canestro, portando a casa altri due liberi. Denver riesce a rimanere aggrappata al match e a 41’’ dalla fine, grazie a Nene, torna al -2. I padroni di casa fanno di tutto per non chiudere i conti. Bass realizza un solo libero su due e a 14’’ dalla fine Turkoglu addirittura li fallisce entrambi. Orlando resta a +2 e con l’ultimo possesso coach Karl chiede l’uno contro uno a Gallo. L’azzurro penetra e subisce il fallo di Hedo Turkoglu a cinque secondi dalli fine. Il giocatore milanese va in lunetta e con personalità fa due su due, rimettendo il match in parità. Il supplementare sembra la conseguenza logica di un match comunque molto equilibrato, invece Nelson trova una tripla impossibile proprio sulla sirena e regala il successo ai Magic.

Orlando: Howard 16 (5/9), Turkoglu 15. Rimbalzi: Howard 18. Assist: Turkoglu 8.
Denver: GALLINARI 17 (2/4 da due, 1/3 da tre, 10/11 ai liberi), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero, 1 stoppata in 26’. Chandler 20 (5/10, 3/6). Rimbalzi: Martin 10. Assist: Felton 7.

tratto da gazzetta.it

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Mike Bibby e Troy Murphy a Miami???

I Golden State Warriors hanno raggiunto un accordo con Troy Murphy per la rescissione del contratto. Murphy potrebbe ora andare a Miami, Boston, Orlando o Dallas. Ma la squadra dei big three è la più seria candidata.

In carriera il giocatore viaggia ad una media di 11.8 punti ed 8.5 rimbalzi. Murphy ha iniziato la stagione ai Nets per poi passare ai Warriors nelle ultime ore disponibili per la trade.

I Washington Wizards hanno trovato un accordo con Mike Bibby per liberarlo dal contratto. Il giocatore era arrivato a Washington la passata settimana nell’ambito della trade che ha portato invece agli Hawks Hinrich ed Armstrong.

Bibby potrebbe ora finire in Florida, ai Miami Heat dei Big Three.

Il giocatore ha rinunciato a tutti i 6.2 milioni di dollari previsti dal contratto per la prossima stagione pur di giocare con una squadra che possa vincere il titolo. “Ha rinunciato a tanti soldi perche vuole vincere un anello” ha detto David Falk, agente del giocatore. “Dopo 10, 11 anni di NBA, ti interessa solo vincere. Ha molte offerte interessanti sul piatto”.
Altre squadre interessate a Bibby sono i Lakers, i Celtics ed i Blazers.

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Carl Landry agli Hornets in cambio di Thorton. Hinrich agli Hawks

Carl Landry

I New Orlenas Hornets hanno scambiato Marcus Thorton per il mini centro dei Kings Carl Landry.

Marcus Thorton

Gli Atlanta Hawks invece hanno scambiato 5 giocatori per arrivare al play dei Wizards Kirk Hinrich più Hilton Armstrong. A Washington volano Mike Bibby, Jordan Crawford e Maurice Evans.

Kirk Hinrich

 

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Scambio a 3 tra Magic, Wizards e Suns

 

I NUOVI VOLTI DEI MAGIC: Turkoglu - Richardson - Arenas - Clark

Gli Orlando Magic prima delle feste natalizie piazzano un maxi scambio in collaborazione con Washington Wizards e Phoenix Suns.

I Magic ottengono Gilbert Arenas dagli Wizards in cambio di Rashard Lewis.

Da Phoenix invece arrivano Jason Richardson, Hedo Turkoglu (il ritorno dopo 1 anno e mezzo) e Earl Clark in cambio di Marcin Gortat, Vince Carter, Mikael Pietrus e un futuro first round pick.

 

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Arenas vicino agli Orlando Magic??

Gli Orlando Magic stanno lavorando ad un clamoroso scambio con Washington per portare in Florida Gilbert Arenas, come confermato da Yahoo!Sports.

Arenas, secondo alcune fonti, ha già detto ad alcuni amici che la sua prossima destinazione è Orlando che è in cerca di un giocatore capace di segnare dal perimetro.

Ancora non è chiaro chi verrebbe girato a Washington, se il contratto in scadenza di Vince Carter oppure Marcin Gortat insieme a qualche altro giocatore e futura scelta.

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Bargnani non è in giornata. Toronto cade a Charlotte

Il Mago si ferma a 12 punti realizzati con cattive percentuali (4/14) e anche 4 palle perse, i Bobcats, pur con Stephen Jackson sottotono, conquistano la vittoria per 97-91. Michael Jordan, entrato nella “Hall of Fame” di Nord Carolina, carica i suoi prima del match

Michael Jordan e l'ex coach di North Carolina Dean Smith. Ap
Michael Jordan e l’ex coach di North Carolina Dean Smith

I Raptors inciampano a Charlotte e Andrea Bargnani si ferma a 12 punti realizzati con cattive percentuali (4/14) e anche 4 palle perse. Quando il Mago gioca male di solito Toronto perde e così è stato anche contro i Bobcats che, pur con Stephen Jackson sottotono, conquistano la vittoria per 97-91.

Michael Jordan nella “Hall of Fame” — La sfuriata di Michael Jordan prima della partita provoca la giusta reazione e Wallace e compagni evitano di fare ancora arrabbiare il proprietario che tra il primo e il secondo tempo è stato inserito nella “Hall of Fame” di Nord Carolina insieme al suo coach dei tempo del college Dean Smith. “Ci ha detto che avremmo fatto meglio a non perdere proprio nella sua serata – racconta Wallace del messaggio di MJ alla squadra -. Ma ci ha anche incitati ad andare in campo con maggiore grinta”. I deludenti Bobcats (9-15) non incantano, ma riescono a battere Toronto dominando sotto canestro con 18 punti di Nazr Mohammed (8/11 dal campo), diretto avversario di Bargnani. I Raptors continuano ad avere problemi con le palle perse e si affidano troppo al gioco perimetrale. Difficile sperare di vincere con 8/26 nelle triple e anche 11/21 ai tiri liberi. Il vantaggio di 12 punti accumulato nel primo tempo grazie a un parziale di 20-2 viene poi sprecato nel secondo tempo. Anche quando nel secondo tempo Toronto prova ad attaccare il canestro non ottiene buoni risultati e si vede respinta dalle stoppate dei vari Wallace (quattro), Brown e Thomas (due a testa). I Bobcats chiudono con 13 stoppate contro 6 dei Raptors che in questa specialità sono il fanalino di coda della lega. A 2’13” dalla fine Toronto era pienamente in partita dopo un canestro di Bargnani che mette il risultato in parità (87-87), ma nel finale va tutto storto agli ospiti: 5 errori su 6 conclusioni e altre 2 palle perse, compreso un passaggio al vento di Bargnani che neutralizza il suo rimbalzo offensivo sul punteggio di 93-89 a mezzo minuto dalla sirena. Era l’ultima chance per Toronto che si arrende alla maggiore determinazione dei padroni di casa. Il canestro che porta in vantaggio definitivamente Charlotte è opera di Tyrus Thomas, al rientro dopo due gare saltate, e autore di 14 punti. Per i Raptors (9-16) si stratta della quinta sconfitta in sei partite.

Andrea Bargnani contro Gerald Wallace. Ap
Andrea Bargnani contro Gerald Wallace

bargnani opaco — Tra le fila di Toronto era ancora assente Jose Calderon sostituito discretamente da Bayless (17 punti e 7 assist). La guardia DeRozan ha aggiunto 14 punti mettendo in mostra le sue doti di saltatore con una schiacchiata sensazionale sul finire del terzo quarto che porta momentaneamente avanti i Raptors (69-70). Non sono molte le azioni degne di nota da parte di Bargnani: una tripla allo scadere del primo quarto per il +9 Raptors e poco più, e un minutaggio inferiore al solito per problemi di falli. Triano richiama in panchina l’azzuro dopo un fallo in attacco contro Boris Diaw e un altro su Mohammed a metà del secondo quarto. Quando rientra prima dell’intervallo, Bargnani commette il terzo fallo dopo appena 12 secondi, quindi deve essere di nuovo sostituio. L’azzurro poi contribuisce con un solo canestro nel terzo quarto e un altro nell’ultimo quarto. Quest’anno il Mago ci ha abituato a ben altro, ma sul campo di Charlotte è apparso privo di energie. Bargnani potrà subito rifarsi stasera nel secondo incontro del back to back contro Joakim Noah e i Chicago Bulls.

Toronto: BARGNANI 12 punti (3/10 da 2, 1/4 da 3, 3/5 tl), 8 rimbalzi, 2 assist, 4 palle perse, 1 stoppata e 3 falli in 28’. Bayless 17, DeRozan 14. Rimbalzi: Johnosn 12. Assist: Bayless 9.

tratto da Gazzetta.it

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Il Gallo vola con i suoi Knicks. Passi falsi per il Mago e Belinelli

New York vince a Washington trascinata da un grande Stoudemire: buona la gara di Gallinari che realizza 16 punti. A Toronto non bastano i 24 punti di Bargnani e Denver regala a coach Karl la vittoria numero 1000. K.o. anche gli Hornets di Belinelli contro Oklahoma

Vince soltanto Danilo Gallinari. La notte Nba regala infatti il 12° successo nelle ultime 13 gare per i New York Knicks: stavolta a farne le spese è Washington, con 36 punti di Stoudemire e 16 del Gallo. Niente da fare per Bargnani, non bastano i suoi 24 punti: a Toronto coach Karl alla guida dei Nuggets conquista la vittoria numero mille in carriera. Sconfitta casalinga anche per gli Hornets di Belinelli contro Oklahoma.

Da sinistra Stoudemire, Gallinari e Felton. AP
Da sinistra Stoudemire, Gallinari e Felton

Washington Wizards-New York Knicks 95-101

Nulla sembra poter rallentare i Knicks in questo momento. Il calendario sta dando una mano ma la squadra di Mike D’Antoni ancora una volta mostra grande personalità giocando un ottimo secondo tempo e conquistando a Washington il suo settimo successo consecutivo. Non è un caso che le sette vittorie di fila vengano accompagnate da altrettante prestazioni super (almeno 30 punti a referto) da parte di un Amare Stoudemire che sta attraversando un momento di forma davvero devastante. Il primo tempo degli ospiti però non è memorabile. I Knicks giocano senza grande intensità e si dimenticano di Danilo Gallinari che prende la sua prima e unica conclusione dal campo nel primo quarto (trovando la lunetta) a 2’40’’ alla fine della frazione. I Wizards si affidano ad Andray Blatche e a Gilbert Arenas e chiudono il primo periodo avanti di quattro lunghezze. Dalla panchina nella seconda frazione Washington trova la produzione di un ottimo Nick Young e dell’ex Bulls Kirk Hinrich. La compagine newyorchese subisce il buon momento dei padroni di casa i quali, nonostante la prestazione opaca dell’acciaccato John Wall, a metà secondo quarto arrivano al +12. Il Gallo suona la carica puntando il canestro e realizzando da sotto con la mano sinistra dopo un bel movimento e i Knicks nel finale di frazione mostrano segnali di risveglio. Gli ospiti, infatti, grazie ai canestri dal perimetro di Wilson Chandler e alla produzione nella zona pitturata del solito Stoudemire riescono a limitare i danni e vanno al riposo sotto 54-49. L’intervallo fa benissimo ai Knicks che tornano sul parquet con un’intensità diversa nella ripresa. New York mette subito le cose in chiaro prendendo possesso del match con on parziale di 13-3. Ci pensa proprio Danilo Gallinari con una tripla a riportare davanti i suoi. Stoudemire, nonostante i troppi turnover (alla fine saranno ben 11), nell’area di Washington è assolutamente incontenibile. Gli ospiti così chiudono il terzo quarto avanti 76-73 e spazzano via la resistenza dei Wizards nei primi minuti dell’ultima frazione. L’azzurro porta in dote quattro liberi, Stoudemire e Larry Fields fanno il resto e a sette minuti dalla sirena la compagine newyorchese raggiunge il vantaggio in doppia cifra. Arenas e compagni non sembrano avere più la forza di mettere in difficoltà i Knicks che però commettono l’errore di tirare i remi in barca prima del dovuto. Con il cuore più che con il gioco Washington prova la rimonta e, con il canestro di Arenas a 1’36’’ dalla sirena, arriva al -3. Nessun problema, ci pensa Stoudemire. Il leader dei Knicks, infatti, con quattro liberi porta New York a distanza di sicurezza, a chiudere i conti, poi, sempre dalla lunetta, ci pensa l’affidabilissimo Danilo Gallinari. La compagine newyorchese così porta a casa il suo 12° successo nelle ultime 13 gare.

Washington: Arenas 20 (7/11, 2/7), Young 17, Blatche 16. Rimbalzi: McGee 10. Assist: Arenas, Wall 6.
New York: GALLINARI 16 (2/4 da due, 1/1 da tre, 9/9 ai liberi), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 recupero, 1 stoppata in 38’. Stoudemire 36 (13/24), Chandler 16. Rimbalzi: Stoudemire 10. Assist: Douglas 6.

Andrea Bargnani lotta con Shelden Williams. Reuters
Andrea Bargnani lotta con Shelden Williams

Toronto Raptors-Denver Nuggets 116-123

Con 123 punti totalizzati dai suoi giocatori, coach George Karl festeggia finalmente dopo le ultime tre sconfitte il successo numero mille della sua lunga e prestigiosa carriera, unendosi a un ristretto gruppo di altri sei allenatori. Anche senza Carmelo Anthony (infiammazione al ginocchio destro) l’attacco dei Nuggets si rivela troppo devastante per la fragile difesa dei Raptors che cedono in casa per 116-123 pur con quattro giocatori autori di almeno 20 punti. Bargnani arriva a quota 22 (con 7/17 e 8/8 ai liberi), Kleiza sforna una prova da 26 punti (4/5 da tre) e 12 rimbalzi, Barbosa contribuisce con 22 (8/12) e Weems ne aggiunge 21. Denver però fa ancora meglio, trascinata da Nene dentro l’area pitturata e da Al Harrington che semina il panico dal perimetro (6/11 da tre) e in entrata: “Denver ha avuto molti mismatch stasera – spiega sconsolato il coach dei Raptors alla 15ª sconfitta contro 8 vittorie -. Le nostre ali non sono state in grado di contenere Harrington che li batteva ogni volta. Andava via ai lunghi con la sua velocità e contro i piccoli sfruttava la maggiore potenza fisica. Inoltre loro stavano molto larghi in attacco e giocavano con un quintetto piccolo. Abbiamo cercato di adattarci, ma Harrington è stato un vero incubo”. L’ala dei Nuggets ha messo a segno 31 punti con 12/19 dal campo ed ha trovato un valido sostegno in Billups (21 punti di cui 11 dalla lunetta) e nel rookie Gary Forbes, degno sostituto di “Melo” nel quintetto di Karl e autore di 7/8 al tiro per 15 punti. Come se non bastasse sotto canestro c’era Nene che con la sua stazza esagerata ha mandato in tilt la batteria di lunghi di Toronto, rivelandosi il dominatore assoluto della zona intorno al canestro. Per il centro brasiliano il bottino finale è di 26 punti con 9/12. Secondo Bargnani il problema principale in difesa sono stati i continui aiuti necessari per tamponare le penetrazioni. Da qui sono nate anche le difficoltà a chiudere su Nene. Nel primo quarto dal punteggio altissimo (33-39) i Raptors pagano il dominio di Nene autore di 10 punti e l’ottimo avvio di Billups con 15 punti. I Nuggets tirano col 75% (12/16) rendendo la vita impossibile ai difensori avversari.

Coach George Karl, mille vittorie in carriera. Ap
Coach George Karl, mille vittorie in carriera

Toronto tiene botta per un po’ guidata dall’ispirato Bargnani (9 punti con 3/5 al tiro e 3/3 ai liberi) seguito dai vari Weems, DeRozan e Barbosa, ma Denver non dà segni di rallentamento nel secondo quarto andando al riposo con 74 punti realizzati (che batte il precedente record negativo di 71 nella storia di Toronto per punti subiti nel primo tempo). Protagonisti della frazione sono il ritrovato Kleiza (17p.) da una parte e Harrington (16p. e 5r.) dall’altra. I Raptors hanno 9 punti da recuperare all’intervallo, ma Denver scopre il rookie Forbes che mette 13 punti nel terzo quarto durante il quale gli ospiti raggiungono il +19. Toronto sembra sull’orlo del crollo perché la bravura degli avversari invoglia ad alzare bandiera bianca. Invece con una buona reazione nel finale di gara e un parziale di 10-4 i Raptors riescono a riportarsi a -4 a 47” dalla sirena grazie a una tripla di Bargnani (9 punti per lui nell’ultimo quarto dopo essere stato ben marcato da Harrington), ma ormai è troppo tardi. I Nuggets si precipitano ad abbracciare coach Karl, visibilmente commosso per la dimostrazione d’affetto dei suoi ragazzi. Dopo la difficile battaglia contro il tumore alla gola George Karl può ora assaporare le gioie del campo di gioco: “Mi sento circondato da una grande serenità e pace”, dice Karl prima di elencare tutte le persone a cui è grato per averlo sostenuto durante la lotta, dai familiari ai collaboratori e a tutta la squadra. “Senza il loro amore, sostegno e perdono non sarei mai arrivato fino a qui. Ho sentito una vera unione con i giocatori stasera, anche nello spogliatoio dopo la gara. Durante la stagione a volte non esiste collegamento tra coach e giocatori. Stasera l’abbiamo sentito e mi farà star bene per un paio di giorni. Poi dovreno tornare a pensare a migliorare il nostro record e dimenticarci di George Karl”. Toronto ha dovuto fare a meno del play Calderon (infortunio a un piede, assente anche stasera a Detroit), così Jarryd Bayless ha diviso con Barbosa i compiti in regia. Bayless, in serata storta, ha chiuso con 1/9 subendo in difesa l’esperienza di Billups.

Toronto: BARGNANI 24 punti (5/10 da 2, 2/7 da 3, 8/8 tl), 3 rimbalzi, 3 assist, 3 palle perse e 3 recuperate, 1 fallo in 40’. Rimbalzi: Kleiza 12. Assist: Bayless 5.
Denver: Harrington 31 (12/19), Nene 26 (9/12), Billups 21, Forbes 15. Rimbalzi: Williams 7. Assist: Billups 8.

New Orleans Hornets-Oklahoma City Thunder 92-97

Partita interessante tra una delle squadre più sorprendenti di questa stagione, gli Hornets dell’esordiente coach Williams, contro una che sta cercando di confermare tutto il potenziale fatto vedere in quella passata. Ne nasce la terza sconfitta interna della stagione per Marco Belinelli e compagni, che devono arrendersi alla furia di Russell Westbrook e al talento straordinario di Kevin Durant. Proprio Westbrook è l’autore della giocata che sembra spezzare in due la gara, con il canestro fuori equilibrio (con il fallo subito da Chris Paul, che paga lo strapotere fisico dell’avversario) per portare i suoi Thunder avanti 93-87 con 1’40 da giocare. Per riaprirla, gli Hornets cercano le mani di Belinelli, che già aveva colpito con la tripla del 76 pari a 9’56 dalla fine. L’ex fortitudino mette la tripla del -3 su assist di Paul (90-93) con 1’17 sul cronometro, e si prende anche la responsabilità quando mancano solo 46 secondi alla fine per firmare i 2 punti del 92-95. Durant, per una volta non infallibile, sbaglia la replica, e New Orleans vuole ancora andare da Marco, a ulteriore conferma dello status raggiunto dal giocatore italiano all’interno di una squadra guidata da uno dei migliori playmaker (e giocatori tout-court) della Lega. Stavolta, però, la tripla dell’azzurro non trova la retina ma soltanto il ferro, e si spegne la possibilità di agganciare Oklahoma City. Paul commette fallo su Durant per fermare il cronometro, l’uomo franchigia dei Thunder fa 2/2 dalla lunetta e manda i titoli di coda.

New Orleans: BELINELLI 15 (3/7, 2/7, 3/4 tl), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero, 4 perse, 2 falli in 37 minuti. West 24 (11/18, 2/2 tl), Paul 18, Jack 13. Rimbalzi: West 13. Assist: Paul 7.
Oklahoma City: Westbrook 29 (8/14, 2/4, 7/8 tl), Durant 25, Ibaka 18, Green 13. Rimbalzi: Ibaka 9. Assist: Westbrook 10.

tratto da Gazzetta.it

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