Posts tagged Toronto Raptors

Raptors, Jay Triano non sarà il coach della squadra

I Toronto Raptors hanno fatto sapere di aver esercitato la clausola presente nel contratto di Jay Triano che rimarrà in Canada ma non nel ruolo di capo allenatore.
Triano diventerà “consulente ed assistente speciale del presidente e del general manager”.

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Belinelli 13, Hornets ‘suonati’. Gallinari e Bargnani ai box

La notte degli italiani Nba: altra sconfitta con brutte percentuali per New Orleans contro gli Utah Jazz. Danilo fermo per una distorsione si perde il successo di Denver con Golden State, Andrea il k.o. di Toronto a Milwaukee

Marco Belinelli, unico italiano in campo nella notte Nba, firma 13 punti nella sconfitta interna di New Orleans contro Utah. Danilo Gallinari, ai box per una distorsione alla caviglia destra, si perde il successo di Denver in casa con Golden State, Andrea Bargnani il k.o. esterno di Toronto a Milwaukee.

Marco Belinelli, autore di 13 punti. Reuters
Marco Belinelli, autore di 13 punti

New Orleans Hornets-Utah Jazz 78-90

La gara contro i Jazz (38-43) sembra la perfetta fotocopia del match disputato lunedì sera a Memphis. Gli Hornets (46-35) anche contro Utah tirano con brutte percentuali, si fanno dominare sotto canestro e nella ripresa non danno mai l’impressione di poter portare a casa il successo. “E’ stata una prestazione difficile da descrivere – commenta sconsolato al termine del match il coach Monty Williams – faccio i complimenti ai Jazz ma noi abbiamo giocato senza energia”. Gli Hornets in effetti dalle battute iniziali sembrano scarichi. Utah, priva di Kirilenko e Bell, parte forte e segna i primi otto punto del match. Marco Belinelli, reduce dallo straordinario primo quarto di Memphis, prova ad accendere la scintilla e, dopo un bel recupero, trova il suo primo canestro del match. L’azzurro pero’ paga dazio a due rapidi fischi ed e’ costretto a tornare in panchina dopo cinque minuti di gara. Gli ospiti, trascinati dalla coppia Miles-Harris, arriva al vantaggio in doppia cifra e chiude il primo quarto avanti 29-21. New Orleans fatica troppo a trovare buone soluzioni in attacco. Chris Paul gioca decisamente meglio rispetto alla sfida con i Grizzlies ma non riesce a scuotere gli Hornets che nel secondo quarto mettono a referto solamente 16 punti. Monty Williams preferisce tenere Belinelli in panchina fino all’intervallo, i Jazz pero’, pur senza fare cose straordinarie, prendono possesso del match e vanno negli spogliatoi in vantaggio di 10 lunghezze. Nel terzo quarto la musica non cambia. Belinelli va subito in lunetta e firma due liberi, Utah pero’ tiene in mano il pallino del gioco, difendendo con ordine e dominando la zona pitturata. I Jazz accelerano e a meta’ frazione arrivano al +15. Il match scivola via senza scossoni. Nell’ultimo periodo Utah rimane saldamente davanti. Belinelli realizza dal perimetro, trova il canestro con due belle penetrazioni e nel finale firma una tripla ma i Jazz con i canestri di Harris e Millsap mettono al sicuro il risultato, conquistando un meritato successo.

New Orleans: BELINELLI 13 (4/6 da due, 1/2 da tre, 2/2 ai liberi), 1 assist, 1 recupero in 23’. Paul 15 (6/12, 0/1). Rimbalzi: Gray 9. Assist: Jack 6
Utah: Miles, Harris 18, Millsap 16. Rimbalzi: Jefferson, Millsap 6. Assist: Harris, Jefferson 5.

Keith Smart, coach di Golden State. Reuters
Keith Smart, coach di Golden State

Denver Nuggets-G.State Warriors 134-111

Denver (50-31) conquista contro Golden State (35-46) la sua 50ª vittoria della stagione al termine di un match stile All Star Game nel quale nessuno sembra avere veramente la voglia di difendere. Come ampiamente previsto Danilo Gallinari resta precauzionalmente a riposo. La caviglia destra non sembra dargli più grossi problemi, pero’ a meno di una settimana dall’inizio dei playoff e con la quinta posizione nella Western Conference oramai conquistata, non ha senso rischiare. L’azzurro potrebbe disputare qualche minuto nel match di mercoledì contro Utah, comunque sia sarà a pieno regime nella postseason. I Nuggets recuperano Chris Andersen e Arron Afflalo ma contro i Warriors devono rinunciare, oltre al Gallo, anche a Wilson Chandler, Al Harrington e Timofey Mozgov. Dopo un primo tempo equilibrato, la squadra di casa cambia marcia nella ripresa. Nene, a causa di un problema muscolare, rimane negli spogliatoi (non dovrebbe trattarsi comunque di una cosa grave), Kosta Kuofos, utilizzato da coach Karl con il contagocce fino a questo momento, pero’ lo sostituisce egregiamente, realizzando 18 punti. A meta’ frazione i Nuggets piazzano lo sprint grazie ai canestri di Smith, Andersen e di un ottimo Felton. La produzione di Stephen Curry non basta perché la difesa di Golden State fa acqua da tutte le parti. La truppa di coach Karl realizza la bellezza di 44 punti nel terzo quarto e mette al sicuro il risultato nei primi minuti dell’ultima frazione. Koufos trova il canestro con continuità, Forbes e Felton fanno il resto e i Nuggets così vanno a vincere in scioltezza.

Denver: Smith 22 (2/8, 4/9), Koufos 18, Forbes, Felton 15. Rimbalzi: Andersen 12. Assist: Felton 10
Golden State: Curry, Wright 27, Williams 17. Rimbalzi: Amundson 6. Assist: Lee, Curry 5.

Milwaukee Bucks-Toronto Raptors 93-86

Harakiri finale. Nella seconda gara di un back-to-back e con la rotazione ridotta a 8 uomini dagli infortuni, Toronto (22-59) naufraga negli ultimi 8’30” a Milwaukee (34-47) incassando l’8ª sconfitta esterna consecutiva. I Raptors hanno dovuto fare a meno di Andrea Bargnani (ma anche di Calderon, Barbosa, Evans, Kleiza, Amir Johnson, Weems e Kleiza) per la 15ª gara stagionale: il Mago, che non ha seguito la squadra in trasferta, ha un problema alla caviglia destra rimediato martedì scorso contro i Knicks, e la sua presenza nell’ultima sfida stagionale, mercoledì in casa con Miami, è incerta. Coach Jay Triano deve puntare sui giovani, e qualche buon segnale per il futuro lo vede: il rookie Ed Davis sforna la 13ª doppia doppia stagionale; il 27enne veterano Joey Dorsey centra il massimo in carriera a rimbalzo, DeRozan e Bayless si intendono alla grande. La sconfitta arriva dopo un ottimo primo quarto, chiuso avanti 33-25 grazie ai 9 punti di Davis. Toronto, che domina a rimbalzo, fatica a trovare il canestro (5/18 nel secondo quarto) e all’intervallo i punti di vantaggio sono 5. Il trend prosegue anche nel terzo parziale: Milwaukee acciuffa la parità sul 62, poi viene ricacciata indietro e inizia gli ultimi 12’ sotto 71-69. Toronto allunga fino al 77-71 a 8’49” dalla fine, poi crolla: Milwaukee gira il match con un 15-0 alimentato da Jennings, resiste al poco convinto ritorno di Toronto (86-84 a 1’33” dalla fine) e chiude i conti con Gooden, chiudendo la stagione al Bradley Center con una vittoria.

Milwaukee: Salmons 24 (8/13, 1/1, 5/7 tl), Jennings 21, Gooden 19. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Gooden 5
Toronto: Bayless 20 (5/13, 2/7, 4/6 tl), DeRozan 17, Davis 15. Rimbalzi: Dorsey 20. Assist: Bayless 5.

tratto da gazzetta.it

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Gallinari sbanca Los Angeles. Vola pure Belinelli sui Pacers

Denver conquista il 6° successo di fila vincendo addirittura in casa dei Lakers per 95-90, trascinati dai 22 punti dell’ala italiana. Bryant e compagni perdono dopo 9 vittorie consecutive, e la rincorsa al primo posto ad Ovest – in testa ci sono gli Spurs – si complica. Buona prova di Belinelli (9 punti) nella sfida conquistata dagli Hornets contro Indiana. Ok Toronto anche senza Bargnani

Eccellente prestazione dei Nuggets che, guidati da un ottimo Danilo Gallinari, sbancano lo Staples Center (95-90 il punteggio) e contro i campioni in carica – reduci da nove vittorie di fila ora indietro 2 gare e mezzo ad Ovest sui San Antonio Spurs – conquistano il loro sesto successo consecutivo. I Nuggets devono fare a meno di Arron Afflalo, out a causa di un problema muscolare, così coach Karl inserisce Wilson Chandler in quintetto.

Gallinari assalito da Gasol e Fisher. Reuters
Gallinari assalito da Gasol e Fisher

gallinari trascina i suoi — Si parte a ritmi blandi. Andrew Bynum, in uno straordinario momento di forma, si presenta subito con due schiacciate, Danilo Gallinari risponde in transizione, ma il match stenta a decollare in uno Staples Center piuttosto silenzioso. Entrambe le squadre faticano a carburare in attacco, Denver nei primi otto minuti del match tira con un brutto 3/13 dal campo, ma ci pensa il Gallo dalla lunga distanza a riportarla davanti. L’azzurro replica nelle battute finali di un quarto sicuramente poco spettacolare e i Nuggets chiudono la frazione avanti 21-20. George Karl, che deve rinunciare anche all’infortunato Chris Andersen, regala minuti al russo Mozgov, che fa il suo dovere usando il fisico contro un avversario difficile come Bynum. All’inizio del secondo quarto si mette a produrre anche Al Harrington. I Lakers faticano parecchio, soprattutto quando Kobe Bryant va a prendere fiato in panchina e Gallinari li punisce ancora una volta chiudendo un bel contropiede con una perentoria schiacciata. L’azzurro è caldissimo, attacca il canestro e va in lunetta con frequenza, Denver così rimane davanti. Il grande protagonista degli ospiti nel primo tempo è sempre il Gallo che trova un altro canestro pesante a cinque minuti dal riposo. Bryant però decide di cambiare marcia e si mette a punire la pur volonterosa difesa di Denver producendo alcune giocate da cinema. Il leader dei Lakers trascina la squadra di casa che negli ultimi minuti del match prende possesso della gara e va negli spogliatoi avanti 47-40. Un ottimo Danilo Gallinari chiude la prima frazione con 18 punti (nonostante quattro errori dalla lunetta) ben 12 in più del secondo miglior marcatore di Denver Al Harrington.

Lamar Odom va a canestro. Reuters
Lamar Odom va a canestro

decide il tap in di martin — Gli ospiti partono con il piede giusto nella ripresa. Il solito Gallinari riporta sotto Denver che con i canestri dalla zona pitturata di Martin e Nene torna a una sola lunghezza dalla squadra di LA. Il Gallo trova la retina con la mano sinistra dopo un bel movimento da sotto, Odom pero’ prova ad accendere la scintilla per i Lakers. Denver continua a difendere con grande disciplina e riesce a rimanere aggrappata alla truppa di Phil Jackson chiudendo il terzo quarto sul 69 pari. Felton con sei punti in un paio di minuti fa capire al pubblico dello Staples Center che i Nuggets sono venuti a LA per vincere. Gli ospiti grazie al gioco da tre di Mozgov e al canestro di Smith vanno al+4. Phil Jackson così riporta Kobe Bryant sul parquet, ma i campioni in carica in attacco non decollano. Felton, invece, continua a produrre, Martin lo imita e i Nuggets a due minuti dalla sirena si ritrovano avanti 91-83. I Lakers non si arrendono. Bryant, Gasol e la tripla di Odom riportano LA al -2 a 15’’ dalla fine. Nene viene mandato in lunetta e dopo aver realizzato il primo libero fallisce il secondo ma Martin sgomita, conquista il rimbalzo offensivo e firma il canestro che manda k.o. Bryant e compagni.

Los Angeles Lakers: Bryant 28 (10/23, 0/4), Odom 17, Gasol 16. Rimbalzi: Bynum 16, Gasol 12. Assist: Odom 5.
Denver: GALLINARI 22 (4/7 da due, 3/6 da tre, 5/11 ai liberi), 7 rimbalzi, 3 assist, 3 recuperi in 41’. Martin 18, Felton 16. Rimbalzi: Martin 8. Assist: Lawson 8.

Chris Paul, protagonista del successo degli Hornets. Reuters
Chris Paul, protagonista del successo degli Hornets

New Orleans Hornets-Indiana Pacers 108-96

Tutto facile per gli Hornets che dominano i Pacers vincendo anche più nettamente di quello che direbbe il 108-96 finale. Monty Williams vuole dimenticare in fretta la sconfitta subita venerdì tra le mura amiche con Memphis e chiede ai sui giocatori una partenza decisa. Okafor e Ariza con la loro produzione accontentano il tecnico di New Orleans, Marco Belinelli trova il canestro con una bella penetrazione e i padroni di casa prendono subito in mano le redini del gioco. Okafor domina la zona pitturata, la leadership del solito Chris Paul illumina New Orleans e Indiana va in grande difficoltà. Gli Hornets arrivano al vantaggio in doppia cifra, poi chiudono la prima frazione avanti 29-21. L’ex di turno Darren Collison prova a scuotere i Pacers ma la squadra di casa tiene alta l’intensità e continua a giocare una buona pallacanestro. Belinelli con una tripla porta gli Hornets al + 13 a quattro minuti dal riposo, Ariza e Landry si mettono a produrre e New Orleans inserisce il pilota automatico, arrivando al riposo avanti 57-44. Okafor mette a referto una doppia doppia (con ben 13 rimbalzi) già all’intervallo, coach Williams non può che ritenersi più che soddisfatto della prestazione della sua truppa. I Pacers poco brillanti del primo tempo fanno addirittura peggio nel terzo quarto. Gli ospiti, infatti, subiscono subito un parziale di 11-0, al quale contribuisce anche Belinelli con un canestro in penetrazione, e perdono definitivamente contatto con gli Hornets, arrivando al -24. Tutto diventa facile per Paul e compagni. L’azzurro trova la retina dal perimetro, Landry fa quello che vuole nella zona pitturata e New Orleans dilaga. Monty Williams così può permettersi di regalare ossigeno in panchina ai suoi titolari nell’ultimo quarto. Le seconde linee della Big Easy pero’ mostrato una certa sufficienza nella seconda parte dell’ultimo quarto. Le triple di Mike Dunleavy e Dahntay Jones mettono paura al tecnico di New Orleans che a tre minuti dalla sirena decide di non correre rischi e, sul 103-92, rimette sul parquet i suoi titolari. Gli Hornets mettono al sicuro il risultato senza nessun problema e si preparano nel modo migliore all’importantissima sfida di mercoledì contro Houston.

New Orleans: BELINELLI 9 (3/4 da due, 1/5 da tre), 2 assist in 23’. Ariza 19 (6/10, 2/3), Landry, Paul 18. Rimbalzi: Okafor 17. Assist: Paul 8.
Indiana: Granger, Dunleavy 15. Rimbalzi: Hibbert 6. Assist: Price 6.

Il passaggio di Sonny Weems nella sfida vinta su Orlando. Reuters
Il passaggio di Sonny Weems nella sfida vinta su Orlando

Toronto Raptors-Orlando Magic 102-98

Privi di Andrea Bargnani e Jose Calderon i Toronto Raptors (21-55) si tolgono una grossa soddisfazione battendo in casa con il punteggio di 102-98 gli Orlando Magic (48-29) di Dwight Howard. Anche Orlando scende in campo con varie assenze (JJ Redick, Duhon e Arenas) e ottiene in tutto soltanto 9 punti dalla panchina, ma la differenza principale è il desiderio di vincere questo match inutile per la classifica, ed è maggiore nei giovani e affamati Raptors. Già a Chicago, nella prima gara del back to back, Toronto aveva giocato bene impegnando Derrick Rose e compagni più del previsto. Contro i Magic il successo è ampiamente meritato come sottolinea Stan Van Gundy, coach di Orlando: “Hanno preso 18 rimbalzi più di noi, in contropiede è finita 14-3 per loro e abbiamo concesso 21 punti sui secondi possessi. Hanno meritato di vincere”. Orlando appare stanca nel finale in cui arriva sempre in ritardo sulle palle vaganti e sui rimbalzi lunghi che sono preda delle rapide guardie di Toronto. I Raptors hanno un uomo in più nel finale, Jerryd Bayless che dimostra spirito competitivo non comune andando a procurarsi falli, catturando rimbalzi e strappando la palla dalle mani di Howard. In tandem con Barbosa, il playmaker sostituto di Calderon si fa beffa degli avversari approfittando della superiore velocità e con anche un brillante DeRozan le guardie di Toronto dominano il confronto con il reparto dei Magic alquanto sprovvisto. Dwight Howard è il migliore in campo per i Magic e infatti quando esce a rifiatare un attimo scende il buio. Howard va in panchina nell’ultimo quarto sul +8 per Orlando e in un attimo Toronto piazza un 8-0 di parziale. “È ridicolo che io non possa nemmeno dargli una pausa per bere. Appena esce la nostra difesa svanisce e oggi abbiamo anche avuto poco attacco”, prosegue un arrabbiato Van Gundy. Oltretutto Reggie Evans, monumentale come sempre a rimbalzo (17), fa sudare ogni punto al centro dei Magic Howard che chiude con 31 punti, ma deve faticare per ogni canestro. In attacco invece Toronto vive sui funambolismi di Barbosa e DeRozan (14 punti in tandem nell’ultimo quarto) e la grinta di Bayless, ma anche un buon contributo del collettivo. Importante anche il 14/15 ai liberi di DeRozan e Bayless. “Ognuno sta giocando bene adesso – dice Bayless -. Con una buona circolazione di palla tutti sono coinvolti. È un modo divertente di giocare e un metodo efficace se vogliamo aver successo. Abbiamo avuto un percorso travagliato quest’anno, ma magari finiamo la stagione in modo positivo”. Con 29-19 nell’ultimo quarto i Raptors hanno interrotto una striscia perdente di 6 gare e archiviato con 2-1 la serie contro i Magic. Per Orlando si tratta invece della terza sconfitta nelle ultime quattro gare.

Toronto: DeRozan 24 (8/16), Bayless 23 (7/14), Barbosa 14, J. Johnson e Weems 11. Rimbalzi: Evans 17. Assist: Bayless 8.
Orlando: Howard 31 (11/20, 9/15 tl), Nelson 21, Bass e Richardson 13. Rimbalzi: Howard 9. Assist: Nelson 7.

tratto da gazzetta.it

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Sorridono Belinelli e il Gallo. Toronto, non basta Bargnani

Ottima gara dell’azzurro che contribuisce al fondamentale successo degli Hornets su Portland. Vince anche Denver contro Sacramento, grazie anche ai 17 punti di Gallinari. I Raptors crollano in casa con i Bucks nonostante i 22 punti del Mago

New Orleans, grazie anche all’ottima performance di Marco Belinelli, conquista un importante successo contro Portland. Bene anche Denver che supera Sacramento, mentre a Toronto non bastano i 22 punti di Bagnani per superare Milwaukee.

Marco Belinelli, 25 anni, 16 punti contro i Blazers. Reuters
Marco Belinelli, 25 anni, 16 punti contro i Blazers

New Orleans Hornets-Portland Blazers 95-91

Successo fondamentale in ottica playoff per gli Hornets che mostrano grande carattere contro Portland andando a vincere 95-91 dopo essere stati sotto anche di 11 lunghezze. New Orleans così in classifica supera i Blazers (attualmente a pari merito ma gli Hornets sono in vantaggio negli scontri diretti) e si porta in sesta posizione, ma soprattutto distanzia Houston di ben quattro partite, garantendosi in pratica, salvo una clamorosa frenata nelle ultime sette gare della regular season, l’accesso ai playoff. I Blazers partono con grande personalità. LaMarcus Aldridge fa subito capire di voler creare parecchi grattacapi alla difesa di New Orleans, i padroni di casa rispondono con Okafor e con un canestro dal perimetro di Marco Belinelli. Il cestista italiano si muove moltissimo sul perimetro e dalla lunghissima distanza tenta una conclusione che trova la retina e porta gli Hornets al +3. L’azzurro sprizza fiducia da tutti i pori, Chris Paul lo capisce e lo imbecca. Beli dall’angolo trova la sua seconda tripla consecutiva, replicando, praticamente dalla stessa posizione, 40’’ più tardi. Nove punti in meno di 1’30’’ per il bolognese che però si vede fischiare il suo secondo fallo ed è costretto a tornare in panchina. Portland approfitta dell’assenza del giocatore più caldo di New Orleans per piazzare un parziale di 12-0 e arrivare al +8. Patrick Mills regala ai Blazers una produzione importante dalla panchina, il resto lo fa Aldridge così gli ospiti a metà secondo quarto arrivano al +11. Carl Landry, al quale tocca il difficile compito di sostituire l’infortunato David West, si mette a lavorare nella zona pitturata e trova i canestri che riportano sotto la truppa di Monty Williams. New Orleans al riposo è in svantaggio di due lunghezze, un passivo accettato di buon grado, per come si erano messe le cose, dallo staff tecnico degli Hornets. Gerald Wallace e Aldridge provano a spingere lontano Portland all’inizio della ripresa, Landry non ci sta e un ottimo Belinelli con la sua quarta tripla del match riporta davanti (61-60) i padroni di casa. Portland torna al +2 a fine terzo quarto ma nell’ultimo periodo la panchina di New Orleans cambia l’inerzia del match. Willie Green e Jarrett Jack prendono per mano gli Hornets che, con un parziale di 16-5, a 4’13’’ dalla fine arrivano al +9. I Blazers non si arrendono e nel finale tornano sotto, ma i liberi di Landry mettono al sicuro gli Hornets che così conquistano un successo davvero importante.

New Orleans: BELINELLI 16 (1/2 da due, 4/5 da tre, 2/2 ai liberi), 2 rimbalzi in 26’. Landry 21 (7/15), Okafor 15. Rimbalzi: Okafor 10. Assist: Paul 12.
Portland: Aldridge 24 (11/18, 0/1), Miller 19. Rimbalzi: Aldridge 15, Wallace 10. Assist: Miller 5.

Denver Nuggets-Sacramento Kings 104-90

Un ottimo secondo tempo è sufficiente ai Nuggets per raffreddare i caldissimi Kings, reduci da quattro vittorie consecutive. Grazie alla contemporanea sconfitta di Portland, Denver così allunga in classifica e solidifica il quinto posto nella Western Conference. La squadra del Colorado però soffre per tre quarti di gara, poi prende il controllo delle operazioni nell’ultimo periodo e, sfruttando anche il calo dei Kings, va addirittura a vincere in scioltezza. Gli ospiti escono dai blocchi a tutta velocità, trascinati dalla verve dell’ex Hornets Marcus Thornton. Danilo Gallinari dalla media distanza prova a rallentare la marcia di Sacramento che però a metà frazione arriva al vantaggio in doppia cifra. Tyreke Evans entra in campo e ha subito un impatto sul match. I Kings tentato la fuga ma a inizio secondo quarto i canestri di Harrington e Smith riportano sotto Denver. Si scalda anche Ty Lawson ma negli ultimi minuti del primo tempo gli ospiti si rimettono a correre e vanno al riposo avanti di 10 lunghezze. Troppo altalenanti i Nuggets nel primo tempo, coach Karl prova a dare la scossa nell’intervallo ma a inizio ripresa Sacramento con DeMarcus Cousins crea non pochi problemi alla difesa di Denver. Ci pensa Gallinari con un gioco da tre a suonare la carica. Chandler, Lawson e Harrington rispondono presenti e il Pepsi Center diventa rumoroso. I padroni di casa tornano davanti e chiudono la terza frazione in vantaggio 74-71. Sacramento deve pagare dazio a un faticoso “back to back” e nell’ultimo quarto gioca senza l’energia mostrata nel primo tempo. Harrington e Smith continuano a segnare e la schiacciata in contropiede (più fallo, ma l’azzurro fallirà il libero) del Gallo porta i Nuggets al +5. I Kings oramai boccheggiano e proprio il giocatore milanese li manda al tappeto trovando una tripla. Felton replica, sempre dalla lunga distanza, 30’’ più tardi e Denver mette praticamente il risultato in cassaforte arrivando al +11 a tre minuti dalla sirena. Gli ospiti alzano bandiera bianca ma c’è ancora tempo per vedere la perentoria schiacciata di Gallinari che fissa il punteggio sul definitivo 104-90.

Denver: GALLINARI 17 (4/7 da due, 1/5 da tre, 6/8 ai liberi), 9 rimbalzi, 2 assist, 3 recuperi in 36’. Lawson 20 (6/6, 1/3), Smith 17, Harrington 15. Rimbalzi: Nene 15. Assist: Felton 7.
Sacramento: Thornton 27 (4/8, 5/11), Evans 22. Rimbalzi: Dalembert, Thompson 6. Assist: Udrih 10.

Toronto Raptors-Milwaukee Bucks 98-104

Con il punteggio di 98-104 i Milwaukee Bucks (30-44) infliggono a Toronto (20-54) la quinta sconfitta consecutiva. Non bastano i 22 punti di Andrea Bargnani, autore di una solida gara malgrado i problemi alla caviglia destra che gli avevano fatto saltare la gara precedente. I Raptors mantengono la sfida aperta fino agli ultimi minuti, ma dopo la tripla del sorpasso di Carlos Delfino (88-90) a 4’13” dalla sirena non riescono più a raggiungere gli avversari. I padroni di casa giocano bene nel primo quarto andando a +12, ma si fanno riprendere nel secondo quarto che inizia con un parziale di 11-3 per Milwaukee e vede i Raptors poco attenti a proteggere il pallone (8 turnover nella frazione). Trascinati da 12 punti di Bargnani i ragazzi di Triano chiudono il terzo quarto in parità (76-76), ma nel quarto decisivo i Bucks hanno qualcosa in più e tagliano primi il traguardo. Toronto fa 0/5 nelle triple nell’ultimo quarto, mentre Drew Gooden punisce la difesa dei Raptors con 12 punti e 8 rimbalzi. Se Andrew Bogut è il perno su cui ruota l’intero attacco dei Bucks, l’uomo in più è Gooden non solo per i punti, ma per la tenacia che mette in campo. “È stato Gooden che ci ha creato tanti problemi con i suoi canestri dalla media contro il nostro secondo quintetto”, spiega Triano. Ma i problemi difensivi di Toronto nascono soprattutto dalla marcatura di Bogut, un giocatore che secondo il Mago è davvero difficile contenere. “Non puoi raddoppiare Bogut – dice Triano -. Bisogna cercare di contenerlo uno contro uno. Appena mandi un secondo difensore è bravissimo a trovare i tiratori. È uno dei migliori passatori della lega tra i big men”. I Bucks sono una squadra migliore di quello che lascia intendere la loro classifica (decimi in lotta per l’ottavo posto), ma nel corso della stagione hanno avuto molte avversità che hanno frenato la loro corsa ai playoff peraltro ancora raggiungibili anche se Indiana ha un calendario favorevole. Troppi giocatori chiave hanno saltato molte partite e ora che sono tutti recuperati, da Delfino a Bogut, a Gooden e Redd forse è troppo tardi. I Raptors intanto continuano a giocare (anche se in palio c’è poco o nulla tranne per chi è in cerca di contratto) e a far fare esperienza ai giovani, ma ormai l’aria che si respira intorno alla squadra è di rassegnazione. In sei delle ultime sette gare che ha disputato il Mago ha comunque superato quota 20. Contro i Bucks la squadra canadese ha tirato con il 51% dal campo con DeRozan subito dietro al Mago nelle marcature con 20 punti, seguito da Barbosa con 18. James Johnson ha chiuso con 10 rimbalzi, record in carriera, mentre Calderon ha abbandonato la gara all’inizio dell’ultimo quarto per un problema muscolare. Sia Gooden che Bogut hanno ottenuto una doppia doppia, mentre il miglior marcatore dei Bucks è risultato Brandon Jennings con 25 punti. Delfino ha chiuso con 14 punti e 4/10 nelle triple.

Toronto: BARGNANI 22 (6/9 da due, 2/5 da tre, 4/4 tl), 2 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse, 3 falli in 32’. DeRozan 20, Barbosa 18, Calderon 13. Rimbalzi: J. Johnson 10. Assist: Calderon 8.
Milwaukee: Jennings 25 (8/18), Gooden 22 (8/17), Bogut 17, Delfino 14. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Salmons e Jennings 7.

tratto da gazzetta.it

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Bargnani non nei piani futuri dei Raptors?

Secondo il “New York Dailynews”, Toronto, nonostante la perdita di Chris Bosh e la deludente stagione, sarebbe intenzionata a riaffidare a Bryan Colangelo un nuovo progetto di ricostruzione. Nei piani del general manager dovrebbe ancora rientrare coach Jay Triano, ma si vocifera che, se D’Antoni dovesse essere spesato da New York, Colangelo potrebbe puntare sull’allenatore col baffo, vista anche la positiva convivenza di entrambi ai Suns. Sul fronte dei giocatori giunge un rumor che per gli appassionati italiani ha del clamoroso: Toronto infatti per ricostruire vorrebbe puntare sul centro al primo anno Ed Davis e sulla guardia DeMar DeRozan, mettendo sul mercato Andrea Bargnani.

tratto da sportando.net

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San Antonio si inchina a Denver. Bargnani c’è ma vince Phoenix

I Nuggets continuano la loro marcia superando gli Spurs orfani di Tim Duncan al termine di un match combattuto e divertente: è la vittoria n.11 dell’era “post Melo”. Il Mago realizza 27 punti ma i Suns hanno la meglio e restano in corsa per i playoff ad Ovest

Danilo Gallinari cotro Tony Parker. Ap
Danilo Gallinari cotro Tony Parker

Se a New York non sanno più dove sbattere la testa, a Denver i si godono una squadra che lotta, diverte e soprattutto che vince. I Nuggets (43-29) continuano la loro marcia spedita e battono gli Spurs (57-14) 115-112 al termine di un match combattuto e divertente. San Antonio si presenta in Colorado priva dell’infortunato Tim Duncan, sotto canestro così Nene e Tiago Splitter danno vita a un duello tutto brasiliano. Coach Karl chiede aggressività a Danilo Gallinari e l’azzurro risponde attaccando il canestro e guadagnandosi sei liberi nei primi cinque minuti del match. Gli Spurs però con le triple del solito Manu Ginobili piazzano un parziale di 11-0 e arrivano subito al vantaggio in doppia cifra. Denver risponde con la schiacciata in contropiede di un Gallo applaudito a scena aperta dal pubblico del Pepsi Center, l’ingresso di Gary Neal però cambia gli equilibri. Il giocatore di San Antonio trova subito ritmo dalla lunga distanza, gli Spurs arrivano al +14 all’inizio del secondo quarto ma un redivivo Harrington e un ottimo Smith riportano sotto i padroni di casa. Il match è intenso e divertente e gli attacchi hanno la meglio sulle difese. Gallinari torna sul parquet a metà frazione e si presenta subito con una tripla delle sue. L’azzurro replica, sempre dalla lunga distanza, e Denver, grazie alla produzione di Harrington, torna al -2. San Antonio nel finale di tempo si affida a Ginobili che con uno dei suoi marchi di fabbrica, la tripla con il passo all’indietro, manda gli ospiti negli spogliatoi avanti di cinque lunghezze.

seconde linee decisive — Grazie alla panchina Denver in attacco nel secondo quarto è quasi infallibile e chiude la frazione con qualcosa come 40 punti a referto. San Antonio, comunque, riesce a rimanere davanti. Nel terzo quarto le due squadre iniziano a sporcare le proprie percentuali al tiro ma la qualità della pallacanestro non ne risente. Gli ospiti tornano al vantaggio in doppia cifra ma ogni volta che San Antonio prova a scappare, Denver la riprende. Sale in cattedra Raymond Felton e i Nuggets chiudono la terza frazione sotto 93-90. Harrington, grazie alla sua produzione in attacco, si guadagna i minuti del Gallo e i Nuggets nell’ultimo quarto si mettono anche a difendere con aggressività. La forza di Denver “post trade” è proprio quella di poter contare su due potenziali titolari per ogni ruolo e contro San Antonio sono proprio i panchinari a fare la differenza. Felton, Smith e Harrington spingono i Nuggets, trascinati da un pubblico caldissimo, al parziale di 11-0 che li riporta al +4 (102-98) a sei minuti dalla sirena. Il solito Gary Neal (25 punti, suo massimo in carriera) e Tony Parker rispondono ma a 29’’ dalla fine Chandler, con un bel movimento, trova il canestro del 114-112. 20’’ più tardi Felton potrebbe chiudere i conti ma realizza un libero su due, regalando così agli Spurs un’ultima possibilità. La palla va nelle mani di Ginobili che però è costretto a forzare una tripla dall’altissimo quoziente di difficoltà che non trova la retina. Denver vince e festeggia così la sua 11ª vittoria (con sole quattro sconfitte) dell’era “post Melo”.

Denver: GALLINARI 13 (1/3 da due, 2/4 da tre, 5/8 ai liberi), 7 rimbalzi, 1 assist in 26’. Harrington 27 (3/6, 5/6), Felton, Smith 18. Rimbalzi: Nene 10. Assist: Felton 8.
San Antonio: Neal 25 (3/7, 6/8), Ginobili 20, Parker 19. Rimbalzi: McDyess 12. Assist: Parker 5.

Bargnani, al centro, a gioco fermo Reuters
Bargnani, al centro, a gioco fermo

Phoenix-Toronto 114-106

Toronto (20-51) prova a fare lo sgambetto ai Suns, esausti dopo i tre supplementari giocati contro i Lakers la sera prima, ma cede nell’ultimo quarto. Phoenix (36-34) trova la zampata vincente spinta dal migliore in campo Aaron Brooks e con il risultato finale di 114-106 ottiene un successo importante che la mantiene in corsa per i playoff in decima posizione ad Ovest. I Raptors prevalgono nei primi tre quarti trascinati dai punti di Bargnani e DeRozan, ma i Suns arrivano primi allo sprint finale e Brooks firma la tripla decisiva del 110-105 a 54” dalla sirena. I ragazzi di Triano iniziano bene e soprattutto Bargnani (autore di 8 punti con 4/7 nel primo quarto) indica la strada con i primi due canestri di Toronto su altrettanti tentativi. I Suns invece hanno le gambe molli e sono tenuti in piedi all’inizio da Vince Carter con 3/3 nelle triple e da Brooks che ha troppa libertà d’azione in attacco. Carter parte bene ma si spegne col passare del tempo, mentre i Raptors mostrano buona energia e buon ritmo in attacco anche con l’ex Barbosa protagonista dalla panchina. Trascinata da 16 punti del Mago (6/11 e 4/4 liberi) Toronto va all’intervallo in vantaggio di 6 punti. Il massimo distacco è di 13 punti nel terzo quarto dopo un canestro da tre dell’ispirato Bargnani, ma Phoenix non molla. Sono Gortat e Brooks a suonare la carica alla fine della terza frazione che vede i Suns trovare il pareggio con un layup di Brooks (86-86). Coach Gentry è bravo a gestire i minuti di Steve Nash e se lo ritrova con sufficienti energie per guidare la sua truppa nell’ultimo quarto. Il primo sorpasso dei Suns avviene con una tripla di Frye a otto minuti dalla fine, poi Toronto ripassa in testa, ma dal 97-103 i Suns completano una rimonta con 15-2 di parziale (di Bargnani l’unico canestro dei Raptors) grazie anche alla difesa a zona contro la quale i Raptors si inceppano non avendo grandi tiratori in campo. Toronto si disunisce negli ultimi minuti e nemmeno il Mago riesce a salvare la squadra dal k.o., tirando con 1/4 negli ultimi 4’ oltre a una stoppata subìta da Gortat. Il finale premia i padroni di casa che hanno lottato con orgoglio contro la fatica e le avversità. Dopo aver perso in fretta Grant Hill (debilitato dall’influenza) si è infortunato Pietrus con una distorsione al ginocchio. Indispensabile per la vittoria dei Suns l’apporto della panchina che contribuisce con 63 punti realizzati (25 di Brooks, 15 di Gortat e 13 di Dudley).

Toronto: BARGNANI 27 (9/19 da due, 1/3 da tre, 6/6 tl), 4 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse, 2 falli in 39’. DeRozan 19, Barbosa 14. Rimbalzi: Davis 9. Assist: Calderon 13.
Phoenix: Brooks 25, Nash 16, Gortat 15. Rimbalzi: Gortat 8. Assist: Nash 8.

tratto da gazzetta.it

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Il derby d’Italia va al Gallo. Denver strapazza Toronto

Gallinari realizza 9 punti ed è determinante nel largo successo dei Nuggets contro i Raptors (123-90) a cui non bastano i 20 punti di Bargnani, attivo in attacco ma impreciso

La grinta di Danilo Gallinari contro Toronto. Reuters
La grinta di Danilo Gallinari contro Toronto

Dopo la grande vittoria a Oklahoma City i Raptors hanno un brutto risveglio a Denver dove vengono letteralmente spazzati via da una squadra che non fa nessuno sconto agli addormentati ragazzi di Triano. Denver massacra Toronto vincendo 123-90 e chiudendo il match nel primo tempo che termina 72-44. Il derby italiano tra Bargnani e Gallinari (il primo per il Gallo con la maglia dei Nuggets) ha senso solo nel primo quarto, poi cala di interesse in una gara a senso unico con i Raptors irriconoscibili rispetto alla sera precedente e i Nuggets invece impressionanti per la facilità di produrre punti e l’eccellente intesa tra compagni vecchi e nuovi. Lo stesso Gallinari, da poco rientrato dopo lo stop per l’infortunio al piede, si è inserito in maniera egregia negli schemi di George Karl ed ha portato ancora più equilibrio a una squadra completa in ogni reparto.

L’EFFICACIA GALLO — Coach Karl inserisce Gallinari in quintetto insieme a Wilson Chandler e i Nuggets volano subito in attacco approfittando delle lacune difensive e della scarsa energia di Toronto. Denver sembra una macchina perfetta guidata da un ispirato Ty Lawson che ha all’attivo 17 punti (5/5) nel primo quarto. L’ottimo impatto di Gallinari non risulta tanto in punti realizzati (Denver ha sempre qualcuno che fa canestro) ma negli altri aspetti del gioco. Il Gallo crea per gli altri infilandosi nella difesa avversaria e fa vedere di essere completamente guarito quando in due occasioni conduce il contropiede dopo il rimbalzo difensivo: prima lancia Chandler a canestro e poi fa tutto da sé palleggiando da un canestro all’altro e andando a concludere con un layup mancino in mezzo agli avversari. Dopo un quarto Denver ha 36 punti realizzati e Gallinari guida i suoi con 6 rimbalzi.

La difesa di Andrea Bargnani su Nenè. Reuters
La difesa di Andrea Bargnani su Nenè

BARGNANI NON BASTA — Dall’altra parte Toronto è ipnotizzata dal brillante attacco dei Nuggets e insegue di 13 lunghezze. Bargnani è molto attivo in attacco, ma impreciso (2/6 per 4 punti). La difesa fa acqua da tutte le parti anche nel secondo quarto e Denver aggiunge altri 36 punti in scioltezza. Mentre Gallinari riposa per parecchi minuti Bargnani rientra in campo e segna subito per il 44-28. La partita è praticamente già finita a metà della seconda frazione dopo un parziale di 10-0 per Denver che ottiene il +25. Dopo aver subìto una stoppata da Martin, il Mago completa un gioco da tre punti, mentre Gallinari risponde sulla sirena con un rimbalzo offensivo e canestro da sotto. Con un vantaggio di 28 punti a metà gara Kenyon Martin si esalta comunque per la giocata del Gallo e va a complimentarsi. I Raptors invece sono dei fantasmi e al ritorno in campo devono anche fare a meno di Amir Johnson. Ma ormai la sfida non ha più nulla da dire e c’è spazio e gloria per le riserve. Tra cui Alexis Ajinca che chiude con 3/5 da tre, 11 punti e 9 rimbalzi.

UN BILANCIO — Bargnani e Gallinari giocano all’inizio del secondo tempo e come gli altri titolari osservano poi il garbage time dalla panchina. Bargnani conclude con buone cifre personali al tiro: 20 punti (di cui 9 consecutivi nel terzo quarto) e 8/14, ma in difesa è lento a reagire così come il resto della squadra. Gallinari aggiunge 3 punti dalla lunetta nel terzo quarto che si aggiungono ai 6 del primo tempo. Una sua decisa penetrazione viene fermata fallosamente dal Mago in ritardo sull’aiuto difensivo. Gallinari chiude con 5/6 ai liberi e nessuna tripla tentata. I Nuggets mandano sette giocatori in doppia cifra mettendo in evidenza soprattutto la verve di Ty Lawson e lo strapotere di Nene sotto canestro. Ma la vera forza dei Nuggets è nell’attacco bilanciato e nel coinvolgimento di tutti i giocatori in campo. Se i Thunder (quarti ad Ovest) si troveranno ad affrontare Denver, quinta con 42-29 di record, rischiano di cadere al primo turno.

Denver: GALLINARI 9 (2/4 da due, 5/6 tl), 7 rimbalzi, 2 assist, 3 palle perse, 1 stoppata in 30’. Lawson 23, Nene 18, Harrington 15, Forbes 14. Rimbalzi: Smith 10. Assist: Smith e Lawson 8.

Toronto: BARGNANI 20 punti (6/9 da 2, 2/5 da 3, 2/2 tl), 3 rimbalzi, 1 palla persa e 1 recuperata, 1 stoppata, 4 falli in 29’. DeRozan 14, Ajinca 11. Rimbalzi: Evans e Ajinca 9. Assist: Calderon 7.

tratto da gazzetta.it

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