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7° puntata de L’Angolo di Ale & Pasqui

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In questa settima puntata vi parleremo dei premi individuali di campionato assegnati dalla lega, poi riepilogo dei risultati dell’ultima giornata e analisi playoff.

Proseguiamo con i Quintetti Top & Flop della giornata e per questa puntata anche 1° e 2° Quintetto dell’anno.

Concludiamo la puntata con le critiche nostre ai premi individuali assegnati dall’Euroleaga e analisi/pronostici sulle Final Four di Londra di Eurolega.

Specialmente per questa puntata PRONOSTICONI su Playoff Serie A e Final Four Euroleague solo su Facebook!!

Nel dettaglio minuto per minuto:

  • Premi individuali Legabasket dal secondo 30′

  • Risultati Serie A dal minuto 5.10

  • Analisi Playoff al minuto 13.20

  • Quintetto Top & Quintetto Flop dal minuto 22.30

  • 1° e 2° Quintetto dell’anno dal minuto 27.20

  • Eurolega dal minuto 38′

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Eurolega è il regno di Obradovic: Sesto trionfo del Pana, Siena è 3ª

Il Panathinaikos è campione d’Europa per la sesta volta nella sua storia, Maccabi battuto 78-70. La Mens Sana supera 80-62 il Real nel match tra le battute

Zelimir Obradovic, 8° trionfo per lui. Reuters
Zelimir Obradovic, 8° trionfo per lui

L’ottava meraviglia di Zelimir Obradovic. Il Panathinaikos Atene vince l’Eurolega 2011, battendo in finale 78-70 il Maccabi Tel Aviv e il 51enne tecnico serbo si aggiudica l’ottava Final Four in vent’anni. Nessuno ha vinto quanto lui, ora Dino Meneghin lo guarda dal “basso” delle sette Coppe Campioni vinte da giocatore. Giusto parlare di trionfo, magari esagerato definirlo un capolavoro visto che non si è trattato di una sfida epica al pari di alcune del recente passato. Ma doveroso inchinarsi all’uomo che in dodici anni ha reso il Panathinaikos una corazzata difficilmente battibile gestendo alla grande organici a volte strabordanti di talento e trovando a quasi tutti i suoi campioni un ruolo adeguato.

E’ la sfida tra la solidità greca e il dinamismo israeliano, è la sfida tra la sostanza che diventa forma di Obradovic e la forma che diventa sostanza di Blatt. Tra il muro biancoverde e la marea gialloblu sugli spalti l’ambiente è infuocato e il campo sembra quasi un francobollo dagli spazi ridotti tra i 16.000 del Palau Sant Jordi.
Il Pana in trionfo. Ciam/Cast
Il Pana in trionfo

LA PARTITA — Il Pana cerca subito di attaccare l’area sfruttando i pochi centimetri degli avversari, il Maccabi risponde con tre triple di Pnini e Eidon per l’11-11 al 6’. L’ingresso dell’ex biellese Batiste è una scossa per i greci (11-2 di parziale) e con Pargo che fa fuori ritmo il Panathinaikos chiude il primo quarto avanti 22-15 e limitando a 1/8 da sotto Tel Aviv. Chuck Eidson, statunitense del South Carolina che veniva preso a calci nel sedere dal padre quando da ragazzino tirava troppo, segna 12 punti con 7 tiri ed è la chiave della resistenza israeliana, sotto 27-24 dopo 15’. Sono molti i tratti in comune alla semifinale di Siena e, come già giovedì, nel rush finale del primo tempo si moltiplicano gli errori. Al riposo è 33-30 Panathinaikos con gli israeliani trovano cose importanti da David Blu (ex Bluthenthal), veterano dal talento indiscusso che però nelle sue tre fermate italiane non si era distinto per il carattere e la propensione alla lotta. Riecco Pargo ed ecco finalmente “Big Sofo” Schortsanitis e il Maccabi torna avanti, ma esattamente come Siena venerdì trova buoni tiri e li sbaglia. A punire gli errori con la massima severità (43-36 al 25’) è Romain Sato con due triple consecutive a nobilitare un primo tempo opaco. Batiste, poi Calathes e a ruota una schiacciata di Fotsis, il cigno che tante volte si è travestito da brutto anatroccolo, firmano il massimo vantaggio sul 51-40 e al 30’ siamo 54-43. Ancora Schorsanitis e Pargo per il -7, ma l’ex italiano (uno dei 5 in campo oltre ai due coach) Nicholas mette cinque punti in fila e rilancia il Pana.

I greci non sono infallibili, ma il Maccabi come l’Mps pasticcia ogni volta che può rientrare e forse non sarà un caso. Eliyahu con un 2+1 accorcia a 63-56 e oltre 4 minuti da giocare, ma è l’ultimo acuto. Prima Batiste (provato da Trieste e lanciato da Biella) e poi Nicholas (scoperto da Fabriano, lanciato da Livorno e affermatosi a Treviso) riportano il margine in doppia cifra regalando alla partite un forte connotato dell’Italia del recente passato. La speranza israeliana si riaccende con una tripla e un tap-in di Eliyahu (69-64 a 1’20”). L’immenso Batiste segna da sotto, Diamantidis mette due liberi e, scampato il pericolo, il popolo biancoverde canta più forte che mai. Il Panathinaikos è arrivato a Barcellona coi favori del pronostico e se ne va meritatamente con la sesta Eurolega della sua storia: pochi fronzoli e tanta gloria.

Atene: Batiste 18, Diamantidis 16, Nicholas 14
Tel Aviv: Eidson 17, Blu 14, Pargo 12

Montepaschi Siena-Real Madrid 80-62

Siena batte il Real e chiude al terzo posto l’Eurolega 2011, bissando il risultato del 2003 e del 2006. Una magra consolazione in termini assoluti, ma la conferma di una continuità ai vertici continentali che non può venire data per scontata. Pianigiani ripresenta nei 12 Aradori e Michelori e lascia a riposo Akindele e Stonerook. Molto lascia intendere che almeno per un po’ sia un match abbastanza soft, ma la voglia di Jaric (ex di turno, che in Spagna andò malino) e la foga del tecnico senese a bordo campo smentiscono in fretta le premesse: al 7’ Mps avanti 12-2 con l’area del Real che si taglia con troppa facilità. A fine primo quarto la Mens Sana conduce 17-11 con Lllull che tiene a galla la formazione di Molin. Ci vogliono ben 14 minuti prima che i toscani tentino una tripla e lo fanno sul 25-15 dopo 22 tentativi da 2 e 6 tiri liberi. Il Real trova ottime cose da Mirotic, miglior giovane di Eurolega quest’anno e disastroso in semifinale, e da Begic che venne svezzato in Italia alla Virtus Bologna.

Al riposo 36-32 con grande spazio alle panchine e Real che vanifica la superiorità a rimbalzo con il doppio delle palle perse di Siena. Si rientra in campo in un un clima trasformato: l’ingresso delle tifoserie israeliana e greca infiamma il Palau Sant Jordi, ma distoglie ulteriormente l’attenzione da quanto accade in campo La Mens Sana continua a muovere bene la palla e ha Moss e Rakovic molto solidi mentre gli spagnoli sono tutti sulle spalle di Llull: al 30’ è 57-45 con Siena che pare in controllo. A turno c’è gloria per tutti: McCalebb e Carraretto allargano il margine fino al 68-53 del 35’. La finalina è vinta, l’amaro in bocca per la semifinale persa non passa invece così facilmente: l’Italia è troppo piccola e l’Europa è ancora un po’ troppo larga per questa Mens Sana, ma come ha detto Pianigiani “è questione di dettagli e a volte i dettagli vanno dalla parte giusta”. L’appuntamento per riprovarci è a Istanbul 2012.

Siena: Lavrinovic 17, Moss 11, McCalebb 10
Madrid: Llull 23, Reyes 8, Tomic 8

tratto da gazzetta.it

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Nikola Mirotic è l’Euroleague Rising Star

Nikola Mirotic ha vinto lo Euroleague Rising Star Trophy che ogni anno viene assegnato al miglior giovane della massima competizione europea per club (al 1 luglio del 2011 il giocatore deve avere meno di 22 anni). Mirotic è letteralmente esploso nella seconda parte di stagione con la maglia del Real Madrid, divenendo uno degli uomini chiave della cavalcata della squadra madrilena, arrivata all’appuntamento finale, le Final Four di Barcelona dove affronterà il Maccabi Tel Aviv.

Mirotic ha finito la stagione di Euroleague segnando 7 punti di media con 3.2 rimbalzi e 0.5 stoppate.

Victor Claver

Jan Vesely

Secondo nelle votazioni è arrivato Victor Claver del PE Valencia e Jan Vesely del Partizan Belgrado.

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Real alle Final Four. Valencia battuto in gara 5

La squadra di Madrid allenata dall’italiano Emanuele Molin – ex vice di Messina – sfrutta il fattore campo facendo la differenza a rimbalzo nella “bella” dei quarti di finale. Sfiderà a Barcellona il Maccabi Tel Aviv. I madrileni tornano tra le magnifiche 4 dopo 15 anni

Richardson contro Tucker. Afp
Richardson contro Tucker

Battendo 66-58 il Valencia nella decisiva gara-cinque dei quarti di finale, il Real Madrid torna alla Final Four di Eurolega dopo 15 anni. Nell’unica serie finita alla “bella”, è l’unica qualificata tra le quattro squadre che avevano il vantaggio del fattore campo ed è l’unica delle quattro spagnole arrivate tra le prime otto a entrare in semifinale: il 6 maggio in casa degli arcirivali del Barcellona campione in carica, appena eliminato, sfiderà il Maccabi Tel Aviv, dopo aver conosciuto la vincente dell’altra sfida tra Panathinaikos e Montepaschi Siena.

ancora italia alle final four — Oltre ai toscani, si aggiunge così un pezzo d’Italia alla kermesse catalana: la guida in panchina del Real è Lele Molin, che un mese fa ha raccolto il testimone dal dimissionario Ettore Messina, cui non si può non riconoscere una fetta di meriti nel risultato delle merengues, e che, dopo una vita da assistente, tra un mese allenerà la sua prima Final Four.

la gara — Bloccato dai propri passaggi a vuoto prima che dalla paura, il Real era partito nei primi otto attacchi con 1/6 al tiro e due perse in 5′, offrendo il fianco al 2-11 ospite con 9 punti di Savanovic. I falli di Valencia hanno lo scopo di non far entrare in ritmo l’attacco casalingo, ma alla lunga penalizzano gli ospiti: Pietrus e Richardson si spendono su Suarez, Javtokas ne ha tre al 12′ e quattro al 22′. Il Real parte però troppo male per non finire sotto 13-23 all’11’30” sbagliando 11 dei primi 15 tiri e con 6 perse. A riportare in partita la squadra di Molin è l’annunciata superiorità a rimbalzo, segnatamente d’attacco, e la scarica di quattro triple di fila a fine secondo quarto, di cui tre di Tucker, per rientrare sul 37-38 al 18’30”. L’inerzia è del Real, che inevitabilmente apre la ripresa mettendo per la prima volta la testa avanti (43-42): Llull e Prigioni mandano in confusione Cook e Martinez, che perdono lucidità e i palloni che innescano la mini fuga casalinga 52-46 al 25′. Savanovic prova a resistere, ed è l’unico in un terzo quarto da 9 punti per la squadra di Pesic. Il Real sbaglia molto, ma conquista una marea di canestri da seconda opportunità, aprendo il quarto periodo sul 60-51. Entrambi i canestri si tappano: i madrileni non trovano il colpo del k.o., Valencia non riesce a rientrare, e ci guadagna solo il Real se nei primi otto minuti dell’ultimo quarto le squadre fanno 4-4. Gli ospiti giocano troppi attacchi in meno (e quei pochi li sbagliano) rispetto ai padroni di casa, che chiuderanno con 17 rimbalzi d’attacco, blindando il successo nel finale dalla lunetta. Il Real va a Barcellona, per una volta da squadra di casa.

Madrid: Suarez 12, Tucker 12
Valencia: Savanovic 19, Martinez 16

tratto da gazzetta.it

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Clamoroso: Ettore Messina lascia il Real Madrid!

Alle 14.30 di oggi, Ettore Messina si è presentato nella sede del Real Madrid per presentare le sue dimissioni irrevocabili. Il coach italiano lascia quindi la panchina dopo una stagione e mezza vissuta all’ombra dei successi del Regal Barcelona, nonostante i grandi investimenti della dirigenza. Il coach e’ finito nell’occhio del ciclone per le brutte prestazioni del Real, non ultima la sconfitta casalinga contro Siena nell’ultimo turno di Euroleague Top 16 (il Real era gia’ comunque qualificato per i quarti). L’annuncio ufficiale è atteso a breve.

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Eurolega, decisi i quarti di finale

Si è giocata ieri l’ultima giornata di Top 16 di Euroleague che ha ufficializzato le otto squadre che si contenderanno i quattro posti per le Final Four di Barcelona, in programma dal 6 all’8 maggio prossimi.

 

Questi i quarti di finale, che si giocheranno al meglio delle cinque gare a partire dal 22 marzo per finire il 6 aprile.

 

Playoff A: Caja Laboral (1E) vs. Maccabi E. (2F)

Playoff B: Regal FCB (1F) vs. Panathinaikos (2E)

Playoff C: Real Madrid (1G) vs. Power Elec. (2H)

Playoff D: Olympiacos(1H) vs.Montepaschi(2G)

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Siena chiude col botto. Roma saluta vincendo

Nell’ultima giornata delle Top 16, la Montepaschi, già qualificata ai quarti e priva di Kaukenas e McCalebb, vince sul campo del Real Madrid 95-77. Già eliminata la Lottomatica, che batte il Maccabi Tel Aviv

La stoppata di Hairston ai danni di Velickovic. Ansa
La stoppata di Hairston ai danni di Velickovic

Ultima giornata di Top 16 di Eurolega senza grande interesse per le due italiane. Siena, già qualificata ai quarti (sfiderà l’Olympiacos), vince senza difficoltà sul campo del Real Madrid, a sua volta qualificato. In campo anche Roma, già eliminata, col Maccabi Tel Aviv.

Real Madrid–Montepaschi Siena 77-95

La Montepaschi chiude col botto la sua Top 16, espugnando il campo del Real fin qui imbattuto nella seconda fase, convincendosi che così l’impresa al Pireo (ai quarti sarà l’Olympiacos ad avere il fattore campo) non è impossibile. Certo, i madrileni di Messina erano già qualificati, ma Siena era senza i suoi due migliori realizzatori: out anche Kaukenas, oltre a McCalebb, operato in mattinata al menisco per esserci in Grecia. Dire che Siena a Madrid è stata autoritaria è riduttivo: con la sua difesa non ha mai fatto entrare in partita il Real, fischiatissimo. La Montepaschi morde da subito, avanti 2-9 al 4′, ma la frenano i rimbalzi conquistati e i falli subiti da Tomic (Rakovic già al 5′ a tre penalità, opinabili). Ma le leve di Lavrinovic e Akindele per una sera sembrano più lunghe e il Real parte troppo male (2/10 da due) per non pagare quando Hairston entra in trance: segnando in ogni modo possibile, all’8’30” ha segnato quanto il Real, 13 punti, sui 24 di squadra. La seconda ondata la danno il secondo quarto di Lavrinovic, che si fa valere anche in attacco col suo tiro in sospensione (tripla del 25-40 al 14’30”), e di Aradori, micidiale soprattutto ma non solo sugli scarichi: col suo 3/3 da tre si allunga sul 29-55 poco prima del riposo, col Real in confusione totale. Da qui riparte Siena al ritorno dagli spogliatoi, rilanciando dopo il ritorno madrileno a -20: con un Rakovic in più nel motore, dopo i problemi di falli in avvio, sfiora il trentello sul 41-70 a metà terzo quarto con un autorevole Jaric e lo supera al 32′ (51-82) con un Akindele incisivo anche in attacco. Siena spegne il motore e Begic, più che l’orgoglio, fa rientrare il Real anche 74-88, ma non conta più.

Madrid: Mirotic 13, Begic 12, Reyes 10
Siena: Hairston 17, Aradori 16, Lavrinovic 15, Rakovic 14, Akindele 10

Serata positiva per Roma contro il Maccabi. Ciam/Cast
Serata positiva per Roma contro il Maccabi

Lottomatica Roma-Maccabi Tel Aviv 82-69

Chiude con un doppio successo, Roma, la stagione in Eurolega. Dopo Lubiana, arrivano i due punti pure contro il Maccabi che all’andata si era imposto di ben 41 punti. Gara senza particolari stimoli per le due squadre (israeliani già sicuri del secondo posto e della qualificazione ai playoff, Virtus già eliminata), ma utile allenamento per i ragazzi di Filipovski in vista della sfida di campionato di domenica in casa contro Milano. Dopo l’inizio choc (0-7), Roma pian piano prende coraggio contro il più forte Maccabi, accompagnato nella Capitale da oltre 500 tifosi. Pur senza Djedovic (l’ennesima tegola piovuta alla vigilia del match: resterà fuori 40 giorni), la Virtus ridotta ai minimi termini gioca in maniera ordinata, difende quanto basta, trova punti un po’ da tutti. Così, al 22’, una tripla di Datome (rientrato dopo la febbre che l’ha costretto a saltare la gara di Treviso) porta il +8 (33-25). La situazione falli, però, comincia a farsi pesante verso metà della seconda frazione: Datome ne ha tre, Washington quattro. Non il massimo, con le rotazioni ridotte al minimo, tanto è vero che il play è costretto a restare sul parquet. Al 16’, Filipovski mette in campo il capitano Tonolli, il Maccabi con due triple di fila di Pargo sorpassa (38-39 al 18’). Al rientro dal 42-42 del riposo lungo, Roma riparte comunque con lo stesso spirito dei primi 20’: 52-44 al 25’ con un gioco da tre punti di Crosariol, +12 (60-48) con una tripla di Datome da venti metri, sulla sirena della terza frazione. Negli ultimi 10’, il vantaggio resterà sempre in doppia cifra, toccando anche il +16 in tre occasioni nel finale.

Roma: Washington 16, Datome 14, Gordic 14
Maccabi: Eliyahu 14, Perkins 14, Hendrix 7, Schortsanitis 7

tratto da Gazzetta.it

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