Posts tagged Philadelphia 76ers

Oklahoma avanti, Gallo in vacanza. Miracolo Spurs al supplementare

I Nuggets arrivano anche a +9 a 4′ dalla fine, ma uno straordinario Durant (41) trascina i Thunder alla semifinale di Conference (4-1 nella serie). San Antonio rischia tantissimo, ma tiene aperta la sfida (Memphis conduce 3-2). Miami, ora c’è Boston

Uno straordinario Kevin Durant mette fine alla stagione di Danilo Gallinari. San Antonio si salva in extremis contro Memphis mentre Miami elimina Philadelphia.

Danilo Gallinari contro Kevin Durant. Reuters
Danilo Gallinari contro Kevin Durant

Oklahoma City-Denver 100-97 (Oklahoma City vince la serie 4-1)

Arriva al capolinea a Oklahoma City la stagione di Danilo Gallinari. I suoi Nuggets, infatti, lottano, arrivano anche al +9 a quattro minuti dalla sirena, ma nelle battute finali non riescono a rallentare uno straordinario Kevin Durant e così si fanno superare. I Thunder approdano al secondo turno dove affronteranno la vincente dell’interessante sfida San Antonio-Memphis. George Karl chiede a Danilo Gallinari di attaccare il canestro e l’azzurro lo accontenta subito trovando due liberi nel primo possesso offensivo del match. Denver prova a prendere in mano le redini della gara e nei primi minuti gioca una buona pallacanestro. Il Gallo con una tripla delle sue porta gli ospiti al +7, poi però si vede fischiare il suo secondo fallo e torna in panchina. I Nuggets comunque tengono alto il ritmo della gara, limitano un abulico Westbrook, e chiudono la prima frazione avanti 28-25. Lawson e Harringotn tengono davanti Denver nella prima parte del secondo quarto. Gallinari rientra a metà frazione e con una perentoria schiacciata prova a dare il la allo sprint dei Nuggets. Oklahoma City non ci sta e riprende gli ospiti, andando negli spogliatoi con il risultato in perfetta parità, 50-50. La ripresa si apre con il canestro del Gallo dal perimetro, ai Thunder manca fluidità in attacco ma la squadra di casa riesce a rimanere aggrappata ai Nuggets grazie ai tanti liberi che si guadagna. Westbrook continua a litigare con il canestro, Afflalo e Smith, invece, trovano la retina dal perimetro e Denver resta davanti. Gallinari, con quattro falli a carico, rimane diversi minuti in panchina a cavallo tra la fine del terzo e l’inizio dell’ultimo quarto e appena torna sul parquet si vede fischiare in attacco il suo quinto (discutibile) fallo. George Karl lo sostituisce a 9’32’’ dalla fine e l’azzurro non vedrà più il parquet. Denver comunque con le penetrazioni di Lawson mette in difficoltà i padroni di casa e a quattro minuti dalla sirena arriva addirittura al +9, zittendo la rumorosissima Oklahoma City Arena. Durant però ha altre idee. Il fenomeno di OKC, con la collaborazione di Ibaka che giganteggia in difesa, spinge la squadra di casa al parziale di 9-0 che la rimette in carreggiata. Martin riporta davanti Denver ma KD nel finale di gara è assolutamente inarrestabile. Durant si prende gioco del suo avversario diretto, Chandler, e segna da tutte le posizioni, firmando gli ultimi nove punti dei Thunder. I Nuggets, sotto di tre punti, a 12’’ dalla sirena hanno un’ultima possibilità ma, con Danilo Gallinari stranamente seduto in panchina, gestiscono male il loro possesso offensivo e alla fine si devono accontentare di un complicatissimo tentativo dalla lunga distanza di Afflalo allo scadere che non trova la retina. Cala così il sipario sulla stagione, pur soddisfacente, dei Nuggets.

Oklahoma City: Durant 41 (12/17, 2/10). Rimbalzi: Perkins 9. Assist: Westbrook 4.
Denver: GALLINARI 11 (2/4 da due, 1/2 da tre, 4/4 ai liberi), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 recupero in 26’. Afflalo 15 (5/10, 1/5). Rimbalzi: Martin 10. Assist: Lawson, Felton 4.

Manu Ginobili contro Tony Allen (sin.) e Marc Gasol. Reuters
Manu Ginobili contro Tony Allen (sin.) e Marc Gasol

San Antonio-Memphis 110-103 d.t.s. (2-3)

La partita dei rimpianti di Memphis potrebbe essere quella della svolta per gli Spurs. San Antonio, infatti, acciuffa per i capelli un successo al supplementare che la tiene in vita nella serie, dopo aver rischiato tantissimo nei tempi regolamentari. I Grizzlies buttano alle ortiche un’occasione incredibile commettendo un paio di errori difensivi davvero gravi. Gran parte del merito però va anche al carattere degli Spurs che rifiutano le vacanze anticipate trovando due straordinari canestri negli ultimi due secondi del match. Sotto di tre lunghezze, dopo i liberi di Randolph, a nove secondi dalla fine, San Antonio rischia di commettere il turnover che scriverebbe la parola fine sul tentativo di rimonta. Ma il pallone, invece, in qualche modo arriva nelle mani di Ginobili il quale dall’angolo trova, in equilibrio precario, una tripla assurda a due secondi dalla fine. Pareggio? No, perché dopo un lungo replay gli arbitri vedono l’alluce dell’argentino sfiorare la linea dei tre punti. Niente canestro pensate e Spurs ancora sotto di una lunghezza. Randolph, mandato in lunetta, fa 2/2, così con meno di due secondi (1.7’’ per la precisione) sul cronometro i padroni di casa hanno una sola opzione: tentare una tripla della disperazione. Memphis difende malissimo la rimessa degli Spurs, così, incredibilmente, Gary Neal può tentare una conclusione tutto sommato comoda dalla lunga distanza che trova la retina. Si va al supplementare e San Antonio, con i canestri di Parker, porta a casa la vittoria e allunga la serie.

San Antonio: Ginobili 33 (6/9, 4/9), Parker 24. Rimbalzi: Duncan 12. Assist: Parker 9.
Memphis: Randolph 26 (10/17), Conley 20, Young 18. Rimbalzi: Gasol 17, Randolph 11. Assist: Randolph 6.

L'esultanza di Dwyane Wade. Reuters
L’esultanza di Dwyane Wade

Miami-Philadelphia 97-91 (Miami vince la serie 4-1)

Gli Heat faticano più del previsto ma alla fine superano Philadelphia e si regalano l’attesissima sfida con i Boston Celtics. David Stern si strofina quindi le mani per un serie che potrebbe frantumare i record di audience per una semi finale di Conference. Si parte domenica dal sud della Florida. LeBron James e compagni devono rimboccarsi le maniche per spazzare via la resistenza dei coraggiosi 76ers. Miami dopo un discreto primo tempo, con i canestri di Wade e Bosh prova a scappare via nel terzo quarto, Philadelphia però riesce a rimanere in scia. Coach Spoelstra trova dalla panchina i punti di uno scatenato Mario Chalmers e la tripla di Wade a 8’34’’ dalla sirena porta i padroni di casa al vantaggio in doppia cifra. Il traguardo sembra vicino, invece Brand e Iguodala non si arrendono riportando gli ospiti al -1 a 36’’ dalla sirena. Dalla lunetta però gli Heat mettono in cassaforte il risultato. “Adesso sotto con i Celtics – commenta il tecnico di Miami Erik Spoelstra – lo sapevamo da tempo che le nostre strade si sarebbero incrociate. Per raggiungere l’obbiettivo che ci siamo prefissi dall’inizio della stagione, dobbiamo riuscire a superare l’ostacolo Boston”.

Miami: Wade 26 (9/20, 1/5), Bosh 22, Chalmers 20, James 16. Rimbalzi: Wade, Bosh 11, James 10. Assist: James 8.
Philadelphia: Iguodala, Brand 22. Rimbalzi: Iguodala, Turner 10. Assist: Holiday 8.

tratto da gazzetta.it

Annunci

Leave a comment »

Chicago e Miami, che fatica! Vittorie sofferte ma è 3-0

I Bulls rischiano grosso in casa dei Pacers mentre solo il talento delle loro stelle salva gli Heat da una sconfitta a Philadelphia: adesso manca a entrambe un solo successo per andare alle semifinali della Eastern Conference. Si ferma invece Dallas che va 2-1 nella serie contro Portland

Vittorie esterne difficili per Chicago (nonostante il 6/28 della coppia Rose-Boozer) sul campo di Indiana e per Miami su quello di Philadelphia: per entrambe arriva comunque il punto del 3-0 nella serie, e ora manca una sola vittoria per approdare alle semifinali della Eastern Conference. Dallas, invece, andrà almeno a gara-5 dopo lo stop subito a Portland.

Derrick Rose lotta con Josh McRoberts. Ap
Derrick Rose lotta con Josh McRoberts

Indiana Pacers-Chicago Bulls 84-88 (serie 0-3)

Un solo canestro dal campo nella seconda metà di gara per Derrick Rose, ma arriva al momento giusto. Mancano circa 17 secondi alla fine quando il playmaker dei Bulls infila la difesa dei Pacers in penetrazione, chiudendo a modo suo con la mano sinistra appoggiando al vetro per il layup del +2 (86-84). Tutto questo negli ultimi secondi di una partita tosta, equilibrata (mai uno scarto superiore ai 6 punti), con Indiana che vuole credere nelle proprie possibilità di allungare la serie (dopo essere stata per due volte vicina a espugnare il campo di Chicago), e con Darren Collison in campo malgrado l’infortunio alla caviglia sinistra rimediato in gara-2. I Pacers si giocano il possesso decisivo ovviamente con Danny Granger, che però sbaglia la tripla del possibile sorpasso a 2 secondi dalla fine (Brewer chiuderà il conto dalla lunetta). I padroni di casa pagano l’1/10 da fuori e le percentuali dei lunghi (3/12 dal campo sia per Hibbert che per Hansbrough), mentre i Bulls (nonostante un Boozer da 2/10) portano via il punto del 3-0 segnando appena 28 volte dal campo (38.9% totale, ma un ottimo 9/20 da fuori).

Indiana: Granger 21 (9/16, 1/5), Jones 11, Hansbrough 10. Rimbalzi: George 12. Assist: Granger, Collison, George e Dunleavy 2.
Chicago: Rose 23 (2/12, 2/6, 13/15 tl), Deng 21, Korver 12, Noah 11. Rimbalzi: Boozer 11. Assist: Deng 6.

La soddisfazione di Chris Bosh e LeBron James. Reuters
La soddisfazione di Chris Bosh e LeBron James

Philadelphia 76ers-Miami Heat 94-100 (serie 0-3)

Miami è sotto per tre quarti in casa dei 76ers (con eccezione del 6-0 in avvio di secondo quarto che porta gli Heat sul 56-52), ma alla lunga il talento delle sue stelle finisce per fare la differenza. I padroni di casa ci credono, partono a razzo (9-0 in due minuti, con i lunghi protagonisti – 4 per Hawes e 2 per Brand), e trovano anche il modo di rispondere alla rimonta e al buon avvio di Miami dopo l’intervallo. Meeks e Holiday aprono e chiudono con una tripla a testa un parziale di 12-0 che riporta Philadelphia avanti di tre possessi (64-56 a 7’54 dall’ultima pausa), ma Wade, James e Bosh hanno ancora molto da dire: i tre segnano 23 dei 27 punti di Miami nell’ultimo quarto (Bosh e Wade 8, James 7). Comincia LeBron con la tripla del sorpasso sul primo possesso ospite della frazione finale (76-75 a 11 minuti dalla fine), poi arriva un parziale di 8-1 iniziato con la schiacciata di Joel Anthony (servito da Wade) e chiuso da 2 a testa dei Big Three della Florida per il +10 Heat (90-80 a 4’52 alla fine). Le triple di Holiday e Lou Williams riavvicinano Phila (94-98 a 43 secondi dalla sirena), ma dopo l’errore di James ancora Williams scaglia da fuori il tiro del possibile -1 con 5 secondi da giocare, ma sbaglia. Chiude dalla lunetta James Jones, e Miami va sul 3-0.

Philadelphia: Brand 21 (9/15, 3/4 tl), Holiday 20, Williams 15, Hawes 12, Iguodala 10. Rimbalzi: Brand 11. Assist: Iguodala 10.
Miami: Wade 32 (10/19, 12/12 tl), James 24, Bosh 19, Ilgauskas 10. Rimbalzi: James 15. Assist: Wade 8.

Duello LaMarcus Aldridge-Brendan Haywood. Afp
Duello LaMarcus Aldridge-Brendan Haywood

Portland Trail Blazers-Dallas Mavericks 97-92 (serie 1-2)

Una vittoria che riporta il sorriso nell’Oregon, dopo le prime due sconfitte dei Blazers in questa serie e la delusione di Brandon Roy per aver giocato solamente 8 minuti in gara-2, esternata sulle colonne di “The Oregonian”. Arrivate le scuse di Roy, che è reduce da molti problemi fisici, i Blazers hanno pensato a giocare e lo hanno fatto alla grande. Wes Matthews ne mette 22 nella sola prima metà di gara, mentre coach Carlisle si affida prestissimo a Jason Terry (10/13 dal campo con 5/7 da fuori), lasciandolo in campo per 40 minuti (e con 17 punti prima dell’intervallo è essenziale per rimanere a contatto, 54-52). Gli unici a produrre attacco per i texani sono Nowitzki e Terry, mentre i padroni di casa di soluzioni sembrano averne di più: Batum e Wallace partono fortissimo nel quarto periodo, segnando i primi 12 punti della loro squadra (7 per l’ex Bobcats, 5 per il francese), che permettono di allungare dal 75-72 al +13 (87-74 con 8’04 da giocare). Nowitzki entra nella gara con 31 punti segnati nell’ultimo quarto nei primi due episodi, qui ne mette 9 che valgono il -5 a 42 secondi dal termine (95-90), dopo che Brandon Roy (che gioca 24 minuti chiudendo con 5/7 da due, 1/3 da fuori, 3/3 ai liberi e 4 assist) manca la tripla che avrebbe chiuso la gara. Kidd fa addirittura -3 quando di secondi ne mancano 12, rispondendo all’errore di Matthews, ma dopo i tiri liberi di Andre Miller si prende la tripla del possibile -2 a 6 secondi dalla fine, sbagliandola. I Blazers provano a credere nella rimonta.

Portland: Matthews 25 (4/6, 4/6, 5/6 tl), Aldridge 20, Miller e Roy 16. Rimbalzi: Wallace 11. Assist: Miller 7.
Dallas: Terry 29 (5/6, 5/7, 4/5 tl), Nowitzki 25, Marion 9. Rimbalzi: Nowitzki 9. Assist: Terry 7.

tratto da gazzetta.it

Leave a comment »

Miami col fiatone, Dallas ok. Atlanta fa il colpo a Orlando

Playoff Nba, 1° turno: gli Heat piegano solo nel finale Philadelphia, 97-89, e i Mavericks superano Portland 89-81. Joe Johnson trascina gli Hawks nel successo, 103-93, in Florida

LeBron James supera Andre Iguodala. Reuter
LeBron James supera Andre Iguodala

Vittorie difficili per Miami e Dallas, che riescono comunque a difendere il fattore campo conquistato in regular season rispettivamente contro Philadelphia e Portland. Dwight Howard chiude con 46 punti e 19 rimbalzi, ma i suoi Magic, invece, cedono tra le mura amiche contro Atlanta, che crea la prima sorpresa di questi playoff.

Miami Heat-Philadelphia 76ers 97-89

Sotto di 14 dopo i 2 punti di Thaddeus Young in apertura di secondo quarto (19-33), i Miami Heat avevano visto materializzarsi tutte le difficoltà previste dagli specialisti: vale a dire la difettosa circolazione di palla, un’identità ancora incerta, un sistema inadatto al basket dei playoff. Poi, però, le tre superstar di Miami hanno confezionato la rimonta: Bosh mette 6 punti consecutivi, Chalmers partecipa con 5 punti importanti tra cui la tripla del sorpasso (39-38 5’31 dall’intervallo), James e Wade provano a far scappare i padron di casa (45-38 a 3’46 dalla fine del secondo quarto). Nel terzo quarto, Miami sembra volare via (78-62 firmato James Jones a 1’30 dall’ultima pausa, 8 di Bosh in un parziale di 18-7), ma Jrue Holiday e Thaddeus Young ne segnao 6 a testa in un parziale di 12-0 che rimette in gara gli ospiti (88-87 a 2’23 dalla sirena finale). Mentre LeBron continua a macinare rimbalzi (ma chiude con 4/14 dal campo), Wade mette 4 punti importantissimi (94-89 a 1’09 dalla fine), mentre LBJ stoppa Holiday e Iguodala (solo 2/7 dal campo ma anche 8 rimbalzi) sbaglia la tripla per riaprirla, con 19 secondi da giocare. 1-0 Heat.

Miami: Bosh 25 (8/17, 9/11 tl), James 21, Wade 17. Rimbalzi: James 14. Assist: James e Wade 5.
Philadelphia: Young 20 (9/19, 0/1, 2/4 tl), Holiday 19, Brand 17, Williams 10. Rimbalzi: Young 11. Assist: Iguodala 9.

Joe Johnson al tiro su Quentin Richardson. Afp
Joe Johnson al tiro su Quentin Richardson

Orlando Magic-Atlanta Hawks 93-103

Non basta una prova addirittura surreale di Dwight Howard, autore di 31 punti nella sola prima metà di gara. La scelta degli Hawks è quella di subire anche moltissimo da lui, ma non permettere ai tiratori di entrare in partita (6/22 da fuori per Orlando), e funziona. La squadra di Larry Drew gioca al suo ritmo, chiude con appena 8 palle perse e con ottime percentuali dal campo (51.4% totale). Il dominio di Howard sotto non basta ai padroni di casa nemmeno per chiudere avanti a metà gara (48-55). Gli ospiti giocano di squadra e volano fino al +18 con Crawford a 8’44 dalla fine (91-73). Orlando reagisce ancora con Howard (che però chiude con 8 perse(, che segna 9 dei successivi 17 punti dei suoi per il -8 (90-98 con 2 minuti da giocare), ma la tripla di Crawford dall’angolo spegne la rimonta dei padroni di casa. La sorpresa è servita.

Orlando: Howard 46 (16/22, 0/1, 14/22 tl), Nelson 27, Turkoglu e Arenas 6. Rimbalzi: Howard 19. Assist: Turkoglu 5.
Atlanta: Johnson 25 (9/15, 0/1, 7/8 tl), Crawford 23, Horford 16, Smith 15, Hinrich 13. Rimbalzi: Smith 8. Assist: Johnson e Crawford 5.

Dallas Mavericks-Portland Trail Blazers 89-81

Ai Mavericks erve il miglior Nowitzki per tenere a bada Portland: il tedesco mette 18 punti nell’ultimo quarto, ed è l’uomo decisivo per segnare il punto dell’1-0 in una serie di sicuro complessa, per la capacità che hanno avuto i Blazers di mettere in difficoltà i texani anche in regular season (Portland ha vinto 2 gare su 4 in stagione prima di questa, perdendone altre 2 di stretta misura). Aldridge è già a quota 11 con 4’39 da giocare nel primo quarto (14-15), poi due triple consecutive di Stojakovic (29-25 a 10’22 dall’intervallo) lanciano i padroni di casa, che con un’altra tripla (stavolta di Kidd) toccano il vantaggio in doppia cifra (45-35 a 1’54 da metà gara). Portland però ha sette vite, e con un parziale di 11-3 nell’ultimo quarto prova addirittura la fuga (72-66 con 6’07 da giocare), con l’assist di Roy per la schiacciata di Batum. Lì si scatena Nowitzki: Dirk mette 12 punti consecutivi, compreso il 2+1 del +4 (80-76 a 2’35 dalla fine), e poi Jason Kidd mette i puntini sulle i con la tripla dell’85-78 a 25 secondi dalla fine. Dallas tiene il vantaggio del campo.

Dallas: Nowitzki 28 (6/19, 1/1, 13/13 tl), Kidd 24, Terry 10. Rimbalzi: Nowitzki 10. Assist: Kidd 4.
Portland: Aldridge 27 (12/20, 3/4 tl), Miller 18, Batum 14. Rimbalzi: Camby 18. Assist: Miller 6.

tratto da gazzetta.it

Leave a comment »

Stoudemire show, NY vola. Gallinari sottotono: 10 punti

I Knicks battono 117-103 Philadelphia, trascinati dalla seconda gara stagionale con 41 punti di Stat. Per Danilo peggior gara dal 30 dicembre, in gran forma la matricola Fields, al massimo in carriera

Amar'e Stoudemire, 28 anni, 26,2 punti di media. Afp
Amar’e Stoudemire, 28 anni, 26,2 punti di media

Nel segno di Stat. Amar’e Stoudemire con 41 punti (massimo stagionale eguagliato), trascina i Knicks al 117-103 al Garden contro Philadelphia, che venerdì al Wells Fargo Center aveva inflitto ai newyorkesi una brutta sconfitta. La squadra di Mike D’Antoni, per nulla distratta dalle voci sul ritorno di fiamma per Anthony, questa volta non si fa sorprendere, martellando col 59,7% dal campo (con 11/27 da tre) e dominando 39-28 la sfida a rimbalzo. col rookie Landry Fields (massimo in carriera) arma letale e Ray Felton solito dispensatore di assist. Non brilla Danilo Gallinari, che si ferma a 10 punti (minimo dal 30 dicembre).

subito stat — Mike D’Antoni per vendicare la sconfitta subita a Philadelphia venerdì tenta subito la carta Mozgov, promuovendo il russo in quintetto. Elton Brand sotto il canestro si fa sentire ma Amar’e Stoudemire risponde segnando 10 punti nei primi sei minuti del match. Il Gallo attacca il canestro, si guadagna due liberi e poi trova la retina da sotto. New York si mette a correre e passa a condurre, chiudendo la prima frazione avanti 31-24. Il secondo quarto si apre con la bella giocata dell’azzurro che trova canestro più fallo ma, dopo 37 centri consecutivi dalla lunetta, fallisce il libero. L’eccellente Fields spinge i Knicks al vantaggio in doppia cifra ma i 76ers si rimboccano le maniche e con il solito Brand, che sembra sempre esaltarsi quando si trova di fronte Stoudemire, tornano sotto. “Stat” firma nove punti negli ultimi due minuti del primo tempo, la squadra di casa così va al riposo in vantaggio 55-51.

Landry Fields, 22enne matricola prodotto di Stanford. Ap
Landry Fields, 22enne matricola prodotto di Stanford

fuga ny — I padroni di casa provano a prendere il controllo del match con un ottimo inizio di ripresa. Fields segna sette punti in un paio di minuti, New York piazza subito un parziale di 11-4 e arriva al vantaggio in doppia cifra. Gallinari però si vede fischiare il suo quarto fallo ed è costretto a tornare in panchina. I Knicks toccano quota +15 a metà frazione ma Philadelphia non si scompone, si affida a Iguodala e con un break di 16-4 si riporta in scia. Due triple consecutive di Chandler e Douglas a inizio quarto periodo allontanano i Knicks. Philadelphia tenta di rimanere aggrappata al match ma Fields e Stoudemire non vogliono sentire ragioni e riportano i padroni di casa al +12 a tre minuti dalla sirena. Amare nel finale rimpingua il proprio bottino personale, il Gallo firma un canestro dal perimetro e Knicks così vanno a vincere in scioltezza.

New York: GALLINARI 10 (3/3 da due, 0/3 da tre, 4/6 ai liberi), 3 rimbalzi, 5 assist in 31’. Stoudemire 41(17/21, 7/7 tl), Fields 25, Felton 13. Rimbalzi: Fields 10. Assist: Felton 13.
Philadelphia: Brand 28 (10/14, 8/10 tl), Williams 19, Young 16. Rimbalzi: Young, Iguodala, Brand, Hawes 5. Assist: Iguodala 8.

tratto da Gazzetta.it

Leave a comment »

Belinelli, ottima serata. New Orleans vince ancora

Il bolognese buon protagonista nel successo degli Hornets ai danni di Philadelphia: buone scelte in attacco e concentrazione in difesa per l’italiano. Per gli Hornets è la terza vittoria consecutiva

I New Orleans Hornets di Marco Belinelli continuano la loro ministriscia positiva di vittorie: nella notte italiana hanno superato anche Philadelphia raggiungendo così quota tre successi consecutivi.

New Orleans Hornets-Philadelphia 76ers 84-77

Marco Belinelli, 9 punti con Phila. Reuters
Marco Belinelli, 9 punti con Phila

Tre vittorie consecutive per gli Hornets (21-14), dopo quelle in casa di Boston e Washington, e una difesa che torna a far sorridere Monty Williams (79.7 punti di media incassati nelle ultime 3 partite). Philadelphia, priva di Iguodala e Hawes, gioca bene per quasi metà partita, prima di essere stritolata dai padroni di casa. Buona prova per Marco Belinelli, pulito in attacco per esecuzione e scelte e concentrato nella sua metà campo, dove ha concesso molto poco agli avversari diretti. Belinelli inizia con la tripla per i primi punti degli Hornets, servito da Chris Paul (3-4), e prima del tiro del -3, che vale i 5 punti personali con 6’20 da giocare nel primo quarto, ha già distribuito un assist a testa tra David West ed Emeka Okafor. Con 7 in fila di Nocioni, però, i 76ers toccano già un vantaggio consistente (13-21 con 4’39 da giocare per la prima pausa), ma sarà Jrue Holiday, con 3’27 sul cronometro del secondo quarto, a siglare il massimo vantaggio ospite sul +9 (31-40). Gli Hornets, però, tornano in partita come meglio sanno fare, vale a dire difendendo e giocando di squadra (concesso il 36.2% dal campo dopo due quarti, 14 assit smazzati contro 8), mentre Belinelli trova un ricevitore privilegiato in David West: sono per lui il terzo e il quarto assist della partita dell’italiano, in un finale di secondo quarto in cui West, scatenato, segna 10 degli ultimi 14 punti dei suoi (chiuderà con 14 con 5/8 dal campo e 4/4 ai liberi a metà gara).

errore — La buona difesa di Belinelli su Evan Turner, inoltre, costringe Philadelphia all’ennesimo errore a 7 secondi dalla chiusura del periodo, e soprattutto lancia il contropiede di New Orleams, che a 1.7 secondi prima dell’intervallo trova i tiri liberi di Emeka Okafor, che valgono il +3 e la chiusura del tempo con un parziale di 12-0 (43-40), con gli ospiti a sbagliare gli ultimi 7 tiri (compreso quello da metà campo di Brand alla sirena), di cui 4 tentati proprio da Turner. Il parziale si dilata addirittura a 17-0, con Belinelli che prende Beli prende in controtempo Jodie Meeks e finisce di tabella per il 48-40, segnando i primi 2 di 4 punti consecutivi (con il tiro del 50-42 a 10 minuti dalla fine del terzo quarto).

impatto — L’azzurro è così a quota 9 e offensivamente non avrà più molte opportunità, anche se Chris Paul prova a ricompensarlo dopo una palla rubata, servendolo per tentare (e sbagliare) la tripla del +10 a 5’28 dall’ultima pausa. Beli, comunque, non fa mancare il proprio apporto nella propria metà campo e non forza nulla, favorendo anche l’equilibrio della sua squadra in attacco, dove il gioco è strutturato per tirare in modo da non concedere rapide transizioni agli avversari. Mentre a tenere in piedi Philadelphia ci pensa Marreese Speights con 6 punti (56-51 con 4’31 prima del 36′), dalla panchina, per New Orleans, c’è un buon impatto da parte di Willie Green, che firma il tiro che vale per la prima volta il vantaggio in doppia cifra per i suoi (64-53) e poi Jason Smith, sulla sirena del terzo quarto, si prende il tiro che vale il 68-58 all’ultimo intermedio.

seconde linee — Coach Williams concede spazio alle seconde linee, e viene ripagato dall’impatto di Jack (6 punti, 4 rimbalzi, 3 assist in 18′) e Pondexter (5 con 2/2 al tiro e 4 rimbalzi in 11′), e quando Belinelli rientra in campo, a 6’34 dalla fine, il punteggio dice 77-64. Con i titolari in campo, però, gli Hornets commettono l’errore di abbassare troppo presto la tensione, e gli avversari ne approfittano: Kapono, con la tripla, riporta i 76ers a due possessi di distanza (77-71 a 4’30 dalla fine), Brand completa un parziale di 11-1 segnando il 78-75 da sotto, proteggendosi con il ferro. Nel frattempo Belinelli torna in panchina, perché Williams prova a sfruttare la serata buona di Green (11esima doppia cifra in 30 gare giocate in stagione), ma a fare la differenza ci pensano i pesi massimi: David West raccoglie un air ball di Paul, e segna da sotto il nuovo +5 (80-75 a 2’43 dalla sirena), Kapono, un minuto dopo, viene lasciato libero di tentare la tripla del -2, ma non va. Paul prova a far pagare l’errore dell’ex Heat, tentando a sua volta la tripla, ma non va nemmeno per lui, così Evan Turner può accorciare ulteriormente dalla lunetta (80-77 a 39.6 secondi dalla fine). Paul, però, vuole deciderla lui, e attacca il ferro bruciando sul tempo Brand, sul cambio difensivo (82-77 a 19.6 secondi dalla sirena). Time-out Philly, ma sul possesso successivo Kapono perde palla, e Paul, ancora lui, dalla lunetta certifica il terzo successo in fila per “Nola”.

New Orleans: BELINELLI 9 (3/5, 1/2), 3 rimbalzi, 4 assist, 1 recupero, 1 persa, 2 falli in 29′. West 17 (6/13, 5/6 tl), Paul 15, Okafor 13, Green 11. Rimbalzi: West e Okafor 8. Assist: Paul 5.
Philadelphia: Brand 14 (6/11, 0/1, 2/2 tl), Nocioni 13, Speights e Holiday 12, Young 10. Rimbalzi: Brand 10. Assist: Holiday 6.

tratto da Gazzetta.it

Leave a comment »

Gallo, che grinta contro Melo. Beli e gli Hornets naufragano

Colpi proibiti al Garden tra l’azzurro, 16 punti, e Anthony. I Knicks vincono 129-125 e centrano l’8° successo di fila: striscia record con almeno 30 punti per Stoudemire. Disastro New Orleans a Philadelphia: k.o. 88-70 e 30% al tiro. Solo 6 punti per Belinelli

Danilo Gallinari contribuisce con 16 punti all’ottava vittoria consecutiva di New York, la miglior striscia positiva della franchigia della Grande Mela dal 1994-95. I Knicks hanno battuto Denver e Melo Anthony, il giocatore che i newyorkesi vorrebbero. Serie record anche per Amar’e Stoudemire: 8 gare di fila con almeno 30 punti, battuto il primato di Willie Naulls che resisteva dal 1962. Brutto scivolone di New Orleans a Philadelphia: serata terribile al tiro per gli Hornets. Nemmeno Marco Belinelli si salva e chiude con 6 punti.

New York Knicks-Denver Nuggets 129-125

Continua l’eccellente momento per la truppa di Mike D’Antoni. I Knicks battono anche i Nuggets e Amar’e Stoudemire stabilisce un nuovo record per la franchigia grazie alla sua ottava gara consecutiva con almeno 30 punti a referto. Il Garden non rimane indifferente al fascino dell’oggetto del desiderio Carmelo Anthony e, alla presentazione delle squadre, gli dedica un lungo e caloroso applauso. La voglia di vedere Melo in maglia Knicks è tanta: l’operazione però, sia via trade che da free agent a fine stagione, non è per nulla facile. I Knicks comunque partono fortissimo, nonostante Stoudemire sottotono. Landry Fields e Wilson Chandler sono caldissimi a inizio gara, il resto lo fa Danilo Gallinari firmando due belle triple nei primi quattro minuti del match. Anthony va a corrente alternata ma Nene sotto canestro vince il duello con il più celebrato “Stat”. La compagine newyorchese viaggia a gonfie vele e arriva al vantaggio in doppia cifra, chiudendo poi il primo quarto avanti 35-24. +11 con Stoudemire limitato a un deludente 0/5 dal campo, il primo quarto non può che soddisfare coach D’Antoni.

Carmelo Anthony prova a superare Danilo Gallinari. Ap
Carmelo Anthony prova a superare Danilo Gallinari

Nel secondo periodo però le riserve di Denver riportano sotto gli ospiti. Le triple dell’ex di turno Al Harrington fanno male alla difesa newyorchese. I Knicks poi rischiano tantissimo quando Stoudemire, con un tecnico a carico per proteste, sgomita dopo il fischio con Nene. Il secondo tecnico ci starebbe tutto ma gli arbitri decidono di far finta di non vedere e graziano il lungo di New York, la cui partita sarebbe potuta terminare prima dell’intervallo. Carmelo torna sul parquet e si mette a segnare, Denver riacciuffa i Knicks nonostante il canestro dal perimetro di Gallinari. I padroni di casa comunque riescono a restare davanti e vanno al riposo in vantaggio di una lunghezza (66-65) dopo un primo tempo decisamente spettacolare.

a tutto stat — Dopo aver messo a referto soltanto 6 punti nel primo tempo, Stoudemire cambia marcia nella ripresa e ne firma il doppio soltanto nella prima metà del terzo quarto. Chauncey Billups, invece, continua a litigare con il canestro. Gallinari dopo 4′ è costretto a tornare in panchina dopo aver commesso, sulla penetrazione del solito Anthony, il suo quarto fallo, la compagine newyorhese però non perde il suo smalto in attacco, grazie soprattutto alla produzione del caldissimo Chandler. New York tocca il +10 nel terzo quarto e chiude la frazione avanti 97-89. Stoudemire si complica la vita all’inizio dell’ultimo periodo commettendo il suo quarto fallo, D’Antoni un po’ a sorpresa lo lascia sul parquet e meno di un minuto più tardi “Stat” si vede fischiare anche il quinto. Denver prova ad approfittarne e arriva al -6, il Gallo si rimbocca le maniche, trova un canestro dal perimetro e due liberi, frutto di una bella penetrazione, e prova ad allontanare i Knicks. I Nuggets però schiacciano sull’acceleratore e in un paio di minuti annullano il vantaggio newyorchese e tornano davanti. D’Antoni si gioca la carta Stoudemire (con 5 falli) a sei minuti dalla fine e il lungo newyorchese esalta il Garden firmando tre canestri consecutivi. New York rimane davanti ma Billups riscatta uno 0/6 al tiro trovando a 1’20’’ dalla sirena la tripla del 120 pari. Vanno a segno Stoudemire e Anthony poi Chandler dalla lunga distanza firma, a 30’’ dalla sirena, il 125-122 a favore dei Knicks. Coach Karl mette la palla nelle mani di Melo ma la grandissima difesa di Gallinari costringe la stella di Denver al fallo in attacco. I padroni di casa difendono il vantaggio dalla lunetta e conquistano così il loro ottavo successo consecutivo, la serie positiva più lunga dal 1994-95.

New York: GALLINARI 16 (2/5 da due, 2/6 da tre, 6/7 ai liberi), 3 rimbalzi, 2 assist 1 stoppata in 33’. Stoudemire 30 (13/23), Chandler 27, Felton 19, Fields 18. Rimbalzi: Fields 9. Assist: Felton 17.

Denver: Anthony 31 (11/21, 0/6), Nene 26, Harrington 19, Lawson 18. Rimbalzi: Anthony 13. Assist: Billups 6.

Serata difficilissima per gli Hornets: 30% dal campo. Ap
Serata difficilissima per gli Hornets: 30% dal campo

Philadelphia 76ers-New Orleans Hornets 88-70

Si risolve in una disfatta la trasferta di Marco Belinelli e compagni a Philadelphia. Gli Hornets incassano la nona sconfitta della stagione (14 vittorie), la sesta in 11 gare fuori casa, senza stare praticamente mai in partita. Basta pensare al 5/21 al tiro dal campo totalizzato nel primo quarto (20-13 Phila) di gioco al Wells Fargo Center. Belinelli parte molto aggressivo, firmando i primi due punti della gara con la schiacciata ma sbagliando i successivi cinque tentativi dal campo nel primo periodo (prendendosi tre dei quattro tiri iniziali della squadra). La pochezza offensiva degli Hornets è tale che è fin troppo facile dilagare per i 76ers: il secondo quarto inizia con un parziale di 19-3, chiuso dalla tripla di Jrue Holiday che significa +23 a 4’48 dall’intervallo (39-16). Gli Hornets riducono di una sola lunghezza lo scarto a metà partita (45-23) e sono già all’angolo. Belinelli si fa sentire con 4 punti consecutivi (50-29 76ers a 7’35 dall’ultima pausa), ma gli ospiti non si riprendono più, anzi, chiudono con un disastroso 30.4% (24/79) dal campo. Per Philadelphia è la quinta vittoria nelle ultime 7 gare (8-15 il record).

Philadelphia: Williams 17 (5/9, 2/6, 1/2 tl), Iguodala 16, Brand 15, Holiday 12. Rimbalzi: Brand 13. Assist: Iguodala e Williams 5.
New Orleans: BELINELLI 6 (3/6, 0/3), 1 rimbalzo, 1 recupero, 1 fallo in 19′. Paul 25 (6/10, 2/2, 7/7 tl), West 9, Thornton e Jack 8. Rimbalzi: Ariza 10. Assist: Paul 3.

tratto da Gazzetta.it

Leave a comment »

Boston e Dallas schiaciasassi. Miller trascina Portland

Celtics (9 vittorie cosecutive) e Mavericks (11) non si fermano più; battute Philadelphia e New Jersey. A Orlando non basta Howard

Boston e Dallas proseguono la loro serie di vittorie consecutive, confermandosi le squadre più in forma dell’Nba. I Celtics arrivano a 9 battendo in extremis Philadelphia, i Mavs toccano quota 11 con un netto successo sui Nets. Orlando k.o. a Portland nonostante i 39 punti (massimo stagionale) di Dwight Howard.

Rajon Rondo, a sinistra, a canestro. Ap
Rajon Rondo, a sinistra, a canestro

Philadelphia 76ers-Boston Celtics 101-102

La nona dei Celtics è una vittoria tirata per i capelli, acciuffata a 1.4 secondi dalla fine, quando Kevin Garnett acchiappa il 14° assist di Rajon Rondo e lo trasforma nel canestro che prolunga la serie d’oro di Boston (18 vinte-4 perse) e ferma a 5 la striscia di successi dei Sixers (7-15) davanti al pubblico di casa. I Celtics chiudono col 55,9% dal campo e tirano 7/12 da tre, hanno 23 punti da Ray Allen e tengono gli avversari al 45,7% al tiro (5/14 di Andre Iguodala). Eppure non basta per una facile vittoria: Philadelphia resta in partita grazie a 15 rimbalzi offensivi, 8 dei quali di Elton Brand (settima doppia doppia stagionale, stessa cifra del 2009/2010), complice anche all’assenza di Shaquille O’Neal, fuori per un problema al polpaccio destro e rimpiazzato in quintetto dalla matricola Semih Erden (8 punti e 3 rimbalzi in 18’). Philadelphia chiude il primo quarto sul 32-29, poi prova a scappare con Brand in avvio di secondo, ma Allen alimenta con 9 punti il 13-6 con cui Boston chiude il primo tempo (56-55). Due triple consecutive dello scatenato Meeks alimentano la fuga dei Sixers (80-72 a 2’39” dalla terza sirena), ma Boston risponde di carattere e a fine periodo è avanti 81-80 grazie ad un break alimentato da 5 punti e 1 assist di Rondo. Philadelphia continua a provarci, nonostante i 9 punti dell’ultimo periodo di Allen: i padroni di casa vedono il traguardo quando Iguodala firma il 101-100 a 6.6 secondi dalla fine, ma nel possesso successivo Rondo suggerisce a Garnett l’alley-oop che conferma Boston in cima alla Eastern Conference. “Faremo davvero paura quando saremo tutti sani, visto che continuiamo a vincere con tanti infortunati – dice Paul Pierce dei suoi Celtics -. Non vedo l’ora che arrivi marzo”.

Philadelphia: Meeks 19 (2/5 da due, 4/4 da tre, 3/3 tl), Young 16, Williams 16. Rimbalzi: Brand 14. Assist: Iguodala 11.
Boston: Allen 23 (5/7, 2/3, 7/7 tl), Rondo 19, Davis 16. Rimbalzi: Pierce 8. Assist: Rondo 14.

A sinistra Kris Humphries dei Nets e Dirk Nowitzki. Ap
A sinistra Kris Humphries dei Nets e Dirk Nowitzki

Dallas Mavericks-New Jersey Nets 102-89

I Mavs (18-4) si confermano la squadra più calda dell’Nba, demolendo già nel primo tempo i malcapitati Nets (6-17) e toccando quota 11 vittorie consecutive, la striscia attiva di successi più lunga dell’intera lega. Dallas regala una brutta serata al coach ci New Jersey Avery Johnson, l’unico tecnico della storia ad aver portato i texani in finale (persa con Miami nel 2006), infilando la miglior gara al tiro della stagione (54,7%), tenendo i Nets al 41,6% dal campo, con la panchina che demolisce 52-24 quella avversaria.Gli ospiti hanno dovuto rinunciare per tre quarti a Devin Harris a causa di un guaio alla spalla sinistra (“Era l’unica parte del mio corpo che mi auguravo di non colpire”). Dallas comincia subito a far male grazie al caldissimo Butler, che con 9 punti nel primo quarto trascina i suoi sul 30-19 alla prima sirena. La musica non cambia nel secondo, perché anche Marion dalla panchina è in serata (8/10 dal campo) così come Barea (massimo di assist in carriera): quando Kidd infila il suo primo canestro del match al suono della sirena, Dallas è avanti 55-40 col massimo di punti stagionali nel primo tempo. I texani allungano sul 62-41 a 9’53” dalla terza sirena, ma grazie agli straordinari di Brook Lopez (10 punti nel terzo quarto), New Jersey rientra fino a 70-65 con 2’13” da giocare nel periodo. Terry consegnano però ai Mavs il 79-69 al suono della terza sirena, poi Barea dalla lunetta e Nowitzki (8 punti nel quarto conclusivo) riportano Dallas sul 94-78 a metà dell’ultimo periodo. I Nets alzano bandiera bianca e i Mavs possono esultare.

Dallas: Nowitzki 21 (7/8, 1/2, 4/4 tl), Marion 18, Butler 15, Terry 15. Rimbalzi: Nowitzki 10. Assist: Barea 13
New Jersey: Lopez 24 (8/13, 8/12 tl), Morrow 21, Humprhies 16. Rimbalzi: Humphries 13. Assist: Harris 4, Williams 4

Portland Trail Blazers-Orlando Magic 97-83

Più forti di Superman. Portland (11-11) esce indenne dalla sfida con Dwight Howard, che sforna il massimo stagionale ma non evita la sconfitta di Orlando (15-7). Superman mette a referto 39 punti ma il resto della squadra non gira: chiude col 33% dal campo (42,3 considerando anche Howard), perde 47-40 la sfida a rimbalzo e tira 6/22 da tre. Portland invece si gode il ritorno di Andre Miller: reduce da una gara di squalifica che ha interrotto a 632 quella che era la striscia di match consecutivi più lunga dell’Nba, il 34enne play si è caricato i Blazers sulle spalle trascinandoli alla terza vittoria consecutiva. “Mi spiace per quello che è successo – ha detto Miller, sospeso dopo uno scontro con Blake Griffin dei Clippers -, ma ora voglio solo giocare”. Howard è devastante nel primo quarto: segna 18 dei 22 punti dei suoi (di Nelson e Carter gli altri) e consegna a Orlando 8 lunghezze di vantaggio alla sirena. I Magic allungano fino a 28-14 all’inizio del secondo quarto, ma quando Howard va a tirare il fiato Portland inizia a risalire. Miller si accende (10 punti nel parziale) e Orlando tiene il naso avanti al rientro negli spogliatoi (46-45) solo grazie a 8 punti di Superman. Camby firma il primo sorpasso in avvio di ripresa, prologo alla fuga di Portland, che trova nei punti di Matthews (15 nella ripresa) la benzina per fare la differenza. I Blazers toccano il 65-56 a 3’32” dalla terza sirena, Orlando prova a rientrare col solito Howard, ma inizia l’ultimo periodo sotto 67-62. I Blazers allungano sul 75-64 a 9’44” dalla fine, poi Orlando resta senza canestri dal campo per 6’38”. Quando i Magic ripartono, a 2’47” dalla sirena, Portland è scappata sull’88-75 e per ricucire è troppo tardi.

Portland: Miller 22 (9/14, 0/1, 4/7 tl), Matthews 20, Batum 15. Rimbalzi: Camby 13. Assist: Miller 8
Orlando: Howard 39 (13/19, 0/1, 13/18 tl), Lewis 11, Nelson 10, Redick 10. Rimbalzi: Howard 15. Assist: Lewis 6

tratto da Gazzetta.it

Leave a comment »