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Brown: “Qui per continuare la storia”

Il nuovo coach dei Lakers si presenta e chiede fiducia ai fan: “Lasciatemi lavorare e poi giudicate”. Circa l’ex tecnico azzurro al suo fianco, risponde con un sorriso: “Devo imparare a pronunciare la “R”

I Lakers del nuovo corso ripartono da Mike Brown dopo la scioccante eliminazione dei playoff. Con l’eredita di Phil Jackson che pesa come un macigno l’ex coach di Cleveland sembra avere le idee chiare, nonostante una situazione non facile da rilevare. I prossimi due giorni, invece, potrebbero essere decisivi per quanto riguarda Ettore Messina, sempre più vicino alla firma con la franchigia californiana. Avviciniamo il nuovo coach dei Lakers a margine della presentazione ufficiale per scambiare con lui due parole.

Signor Brown la sua firma è stata accolta con molto scetticismo da tifosi e addetti ai lavori, come si sente ?

“Non discuto ne mi lamento di questo, fa parte del gioco. Vengo dopo un leggenda vivente come Phil Jackson, vengo dopo tanti titoli, anche io fossi un fan avrei dubbi. Dico solo una cosa: lasciatemi lavorare e poi giudicate il mio lavoro. Fra un anno potrete fare un bilancio completo sulla mia capacità di guidare questo team”.

In Italia si parla sempre più insistentemente di Ettore Messina nel ruolo di “special assistant” al suo fianco…

“Potrebbe essere (sorride n.d.r). Devo imparare a pronunciare la lettera “R” di Ettore correttamente, datemi un paio di giorni e quando sarò in grado di farlo allora ci saranno buone possibilità che Messina faccia parte del nostro staff…(ride e l’impressione è che manchi davvero poco, ndr)”

Il suo primo pensiero adesso che è allenatore dei Lakers?

“È un’opportunità unica per me e sarò sempre grato alla famiglia Buss per avermi scelto. Ho sempre ammirato la forza della dirigenza Lakers di mantenere la squadra ad alti livelli per decenni, creando una vera cultura del successo. Io sono qua per continuare questa storia, devo mantenere l’eccellenza, non si gioca per il secondo posto e tutti i gonfaloni commemorativi che vedo appesi ai muri sono uno stimolo. Spero di lasciare il segno”.

Dopo aver allenato Lebron, adesso trova Bryant. Quali sono le differenze fra i due?

“Sono due tipi diversi di giocatore e due persone diverse, difficile fare paragoni a parte dire che sono due due fra i più grandi della storia di questo gioco. Gli anni passati a Cleveland con Lebron sono stati fantastici, abbiamo fatto tanto per la franchigia e la città e il mio rapporto con lui è sempre stato chiaro. Di Kobe ammiro la sua rabbia agonistica e sono onorato di poterlo allenare. A settembre quando, lockout permettendo, inizieremo ad allenarci voglio vedere negli occhi di tutti 15 i giocatori questa determinazione”.

Ha parlato con Kobe ?

“Certo, ci siamo sentiti nei primi giorni via messaggio, poi per telefono e di persona. Ho avuto modo di parlare anche con sua moglie. Questa è la sua squadra, è il giocatore più forte e il suo ruolo non può essere altro che di prima grandezza. Abbiamo discusso delle nostre famiglie, della stagione appena passata e gli ho spiegato i miei credo. Siamo sulla stessa linea. Ho ricevuto chiamate da Gasol, Fisher, Artest. Tutti hanno una voglia matta di rialzarsi dopo una stagione deludente”.

Lei pensa che questa squadra abbia bisogno di cambiamenti?

“Non credo, una stagione storta può capitare ma sfido chiunque a dire che questo gruppo non può vincere il titolo nba nei prossimi anni. C’è il giusto bilanciamento. Sento parlare di trade che riguardano i nostri giocatori principali. Non ne vedo migliori in giro disponibili”.

ll paragone con Phil Jackson la accompagnerà per tutta la sua carriera ai Lakers…

“Non lo conosco personalmente , quello che ci distingue è che lui ha più anni di me ed è sicuramente più ricco. A parte gli scherzi siamo diversi come approccio tecnico. Certo, ci saranno degli elementi dell’attacco a triangolo nel nostro gioco, ma a me piace mixare tanti stili. Ero assistente allenatore a San Antonio quando Duncan e Robinson dominavano l’nba. Ho imparato ad adattarmi modellando quello che ho in mano. Bynum e Gasol saranno la nostra forza, giocheremo per portarli a canestro facilmente”.

tratto da gazzetta.it

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Matt Barnes ai Los Angeles Lakers

Matt Barnes

“It’s official, I am a Laker”

Con questa frase sul suo profilo di Twitter, Barnes ha annunciato che ha firmato con i Los Angeles Lakers. Il contratto è di un anno a 1.7 mili0ni di dollari. Dopo Artest, un altro “duro” alla corte di coach Zen. Un buon difensore e anche un discreto finalizzatore, dovrà marcare anche lui LeBron alternandosi con Ron Ron?? La mossa di mercato è stata annunciata oggi dal General Manager Mitch Kupchak. Barnes, da sette anni in NBA, è apparso in 81 partite (58 partenze) la scorsa stagione con Orlando, con una media 8,8 punti, 5,5 rimbalzi e 1,7 assist in 25,9 minuti. 

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Phil Jackson allenerà i Lakers anche il prossimo anno!

Phil Jackson

I tifosi dei Campioni Nba 2008/09 e 2009/10 possono tirare un sospiro di sollievo: Phil Jackson è pronto a tornare alla guida dei Lakers che andranno alla ricerca del “Three-Peat” ovvero il terzo campionato vinto nel giro di tre anni. Gli ultimi a centrare questo obiettivo furono i Lakers del periodo 2000-2001-2002 capitanati proprio da Jackson il quale in carriera vanta altri due “Three-Peat”: il primo con Chicago dal 1991 al 1993 ed il secondo sempre con Chicago dal 1996 al 1998. Prima di iniziare la caccia al titolo numero 12 della sua carriera, però, Phil Jackson ha voluto consultarsi con i medici ed effettuare esami approfonditi per non dover abbandonare il prossimo campionato a stagione in corso causa accentuarsi di eventuali problemi fisici. La decisione nasce soprattutto in seguito ai due interventi chirurgici già effettuati (sostituzione dell’anca destra e sinistra), a quello schedulato per questa estate (sostituzione del ginocchio) e ai problemi legati al cuore. Tutti gli esami, fortunatamente, hanno dato esito positivo ed oggi Phil Jackson “ruba” un po’ di spazio ai free-agent per dichiarare: “Contante su di me per il prossimo campionato. Dopo un paio di settimane trascorse fra analisi, esami e deliberazioni adesso è giunta l’ora di tornare al lavoro e iniziare la sfida di mettere insieme una squadra che nel 2010/11 possa difendere i titoli vinti negli ultimi due anni. Sarà l’ultima avventura per me e spero che sia davvero grandiosa.” Arrivato a 64 anni Phil Jackson più di una volta aveva pensato al ritiro, fra l’altro già effettuato dopo la disastrosa finale 2004 dei Lakers, ma mai seriamente come quest’anno. Comunque i Giallo-Viola lo accolgono a braccia aperte: “Siamo estremamente felici che Phil Jackson abbia deciso di tornare. Con l’ultimo titolo siamo arrivati a vincerne cinque negli ultimi dieci anni. Tutti sono arrivati con lui alla guida che fra l’altro è apparse in sette delle ultime dieci finali disputate.” afferma il general manager Mitch Kupchack prima di concludere: “Non si tratta solo del miglior coach possibile per questa squadra, ma quasi senza ombra di dubbio si tratta del miglior coach mai apparso nella storia della NBA.

tratto da joeiverson.com

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Lakers vs Celtics: i match up visti da me

Stanotte andrà in scena la “rivincita” di due anni fa tra Lakers e Celtic. Le cose sono diverse rispetto al 2008, ma forse neanche tanto. Si inizia stanotte allo Staples tra i campioni in carica e la squadra più sorprendente dei playoff ad est. provertò ad analizzare il quintetto nei pari ruolo.

5: Andrew Bynum vs Kendrick Perkins.

Andrew Bynum vs Kendrick Perkins

Il numero 17 è forse uno dei centri più talentuosi dell’ovest e forse dell’intera Nba. È arrivato nel massimo campionato americano molto giovane e, in maglia gialloviola è migliorato molto. Purtroppo Bynum nonostante la giovane erà convive già da qualche anno con peroblemi al ginocchio e, quest’anno ha avuto un infortunio che l’ha tenuto fuori parecchio e ancora adesso coach Jackson si guarda bene dal sovraccaricare di troppi minuti il ginocchio del suo centro. Bynum comunque è molto importante per LA sia in attacco, dove può segnare molto contro Perkins, sia in difesa dove potrà aiutare su Garnett. Dall’altro lato c’è Perkins, sottovalutato centro biancoverde, più importante di quello che si creda per la truppa di coach Rivers. Giocatore meno talentuoso (questo è chiaro) ma molto utile alla causa capace di catturare molti rimbalzi, stoppate e tanta tanta sostanza, però farà fatica sull’atletismo di Bynum o se dovesse andare in marcatura su Gasol soffrirebbe il gap enorme con lo spagnolo. VANTAGGIO LAKERS

4: Pau Gasol vs Kevin Garnett. Lo spagnolo è probabilmente, ad oggi, il

Pau Gasol vs Kevin Garnett

giocatore europeo (Nowitzki permettendo) più forte in circolazione. Unisce la forza fisica a una tecnica che forse nessun americano nel suo ruolo ha (forse Duncan). Da quando è arrivato ai Lakers ha fatto solo cose buone e ha dato a Bryant il supporto che mancava al 24 dai tempi di Shaq. Poco tempo fa ha avuto uno screzio proprio con Kobe e coach Zen, ma proprio quest’ultimo l’ha rimesso al suo posto con la solita eleganza e Pau ha capito cosa deve fare. In questi playoff sta tenendo una doppia-doppia di media (20+10), se ci aggiungiamo che, dall’alto dei suoi 7 piedi è pure un ottimo passatore è veramente l’arma in più. Passiamo a KG, a mio avviso, con Duncan, la più forte ala grande degli ultimi anni (e sicuramente un futuro Hall of Famer). Purtoppo Garnett è arrivato tardi a vincere il titolo, legato per troppo tempo a una squadra mediocre come Minnesota. Arrivato a Boston ha vinto subito e, dopo la delusione dell’anno scorso, vuole rifarsi. Gli anni si fanno sentire (34), e gli infortuni ancora di più. Però questo giocatore ha un talento infinito, movimenti in post spalle a canestro con annesso fade-away da favola. Inoltre gran rimbalzista, difensore e soprattutto (cosa non trascurabile) ha una fame di vittorie da pochi (simile a Bryant). In questo match up non riesco a sbilanciarmi. Se Garnett non sta bene fisicamente Gasol lo sovrasta, ma con un Garnett al 100% ne vedremo delle belle. Come ha detto Phil Jackson, questo match up sarà l’ago della bilancia. PAREGGIO

3: Ron Artest vs Paul Pierce. Ron Ron è arrivato ai Lakers questa estate per

Ron Artest vs Paul Pierce

vincere. In molti non credevano a questo giocatore sempre difficile da gestire, inoltre per averlo LA si era privata del talentuoso Ariza. Diciamo la verità, Artest era stato preso dai Lakers per marcare Le Bron in finale. Ha marcato molto bene Durant al primo turno dei playoff, però sia in regoular season che ai playoff ha latitato soprattutto in attacco. E allora Ron che fa? Piazza il layup della vittoria in gara 5 contro Phoenix e toglie la castagne dal fuoco alla sua squadra. Ora, come ha detto Kobe ormai quasi un anno fa, è meglio avere Ron in squadra che contro. La penserà così anche Pierce? Se Artest difende al massimo i Lakers possono stare tranquilli, ma se si carica di falli e sparacchia in attacco sono problemi. Passiamo a Double-P. Devo dire la verità, ho un debole per questo giocatore, grande capacità di interpretare le partite, grande capacità di risparmiare le fatiche e poi esplodere nei momenti finali come un grande clutch player. Inoltre ottimo difensore e un jump shot infallibile. Stiamo parlando dell’Mvp delle Finals 2008. Di uno che è entrato di diritto tra i migliori della storia dei Celtics (e non è cosa da tutti). Anche per lui il problema sono gli infortuni, ma coach Rivers è riuscito a non affaticarlo troppo nella stagione regolare e quindi potrà veramente far male ai Lakers. VANTAGGIO CELTICS

2: Kobe Bryant vs Ray Allen. Stavolta inizio da Allen. Uno dei tiratori

Kobe Bryant vs Ray Allen

migliori in circolazione, forse insieme a Reggie Miller, uno dei milgiori tiratori da 3 della storia. Però con Kobe in difesa è più difficile fare ciò che si vuole e senza fatica. Inoltre, a 36 anni suonati, marcare Bryant richiederà un dispendio di energie notevole  e magari il tiro ne risenterà. Ray Allen è comunque un ottimo giocatore però penso che tra i big three di Boston, lui sia il meno big, anzi forse quest’anno è stato declassato a four da parte di Rondo. Ora parliamo del Mamba, vabbè io sono di parte (basta vedere la mia foto attuale sul profilo facebook) però cercherò di fare un giudizio non di parte. Kobe, si contende in questi anni il titolo del migliore giocatore al mondo con LeBron. Per me Kobe è ancora un gradino sopra al prescelto. Ha già 4 titoli, più esperienza e soprattutto il suo gioco – negli ultimi anni – assomiglia molto a quello di sua maestà Jordan. Non fa più dell’atletismo la sua dote migliore (come fa LeBron), ma ha sviluppato una tecnica impressionante, un uso del piede perno, delle finte, del gioco spalle a canestro, che secondo me fa di Kobe il migliore. Inoltre ha aggiunto alla sua faretra la capacità di rendere migliori i propri compagni di squadra, caricandoseli sulle spalle nel momento del bisogno, e facendo un passo indietro e rendendoli protagonisti quando ce n’è bisogno (come MJ con Pippen, Paxon o Kerr tanto per dire). Poi Kobe ha una fame di vincere e di migliorarsi che è di pochi, basta osservare il suo sguardo. Se poi ci aggiungiamo che, ogni tanto diventa infallibile (vedi la serie contro i Suns di quest’anno, soprattutto gara 6), beh allora per i Celtics sono dolori. VANTAGGIO LAKERS

Derek Fisher vs Rajon Rondo

1: Derek Fisher vs Rajon Rondo. Da-Fish è uno dei playmaker sendo me più sottovalutato della lega. Certo, atleticamente sarà al 100° posto dei suoi colleghi. Ma è un play d’ordine, alla vecchia maniera, un’intelligenza cestistica enorme, e una capacità di mettersi al servizio della squadra veramente pregevole. Inoltre è un tiratore eccellente che già in passato ha risolto delle partite importanti con un tiro da tre (vs Spurs nel 2004 e vs Orlando l’anno scorso). Rondo è a mio avviso il most improved player 2009 e 2010. È diventato un giocatore all star, e a tratti è parso il leader dei Boston anche davanti ai vecchi “big three”. Grande atletismo e tecnica, gran passatore e ottimo difensore, forse il migliore nel suo ruolo. L’unica cosa in cui pecca sono le triple, ma per quello ci sono Pierce e Allen. Aggiungiamoci che è diventato uno specialista di triple-doppie e il gioco è fatto. VANTAGGIO CELTICS

Panchina: Sono entrambe panchine molto valide, Boston può contare sulla grinta di Davis, sull’esperienza dei vari Wallace e Finley e sull’esplosività di Tony Allen e KriptoNate. Dall’altro lato i Lakers hanno l’energia di Brown, giocatore esplosivo e molto migliorato anche nel tiro e nell’apporto difensivo/offensivo e Jordan Farmar anche lui migliorato però non ancora incisivo. La ciliegina sulla torta per LA è Odom, vero sesto uomo dell’anno, uno che sarebbe titolare in qualsiasi altra squadra della lega, tanto talento, punti, rimbalzi, assist ma soprattutto la versatilità impersonificata. VANTAGGIO LAKERS

Coach: Phil Jackson vs Doc Rivers. Coach Zen è probabilmente il miglior allenatore di sempre. Sicuramente il più vincente (10 titoli). È il migliore nel tenere la squadra i pugno con naturalezza e tranquillità (è chiamato coach Zen non per niente). Rivers è un buon allenatore, ha dimostrato di sapere i big three nonostante la poca esperienza (non è da tutti). Ma ha ancora molta strada da fare. VANTAGGIO LAKERS

RISULTATO: Secondo me i Lakers sono i favoriti per le seguenti ragioni. Pronostico: Lakers in 6 (Kobe Bryant Mvp delle Finals)

Sito ufficiale Lakers

Sito ufficiale Celtics

Sito ufficiale playoff NBA

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