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Nba, Dallas vola in finale. Cuban: “Ora finiamo l’opera”

I Mavericks superano Oklahoma City 100-96, vincono a Ovest e aspettano la vincente di Miami-Chicago per il titolo. I Thunder vanno sul +6 a 4’37” dalla fine, ma Marion e Nowitzki ispirano la rimonta. Il proprietario dei Mavs: “Non abbiano ancora completato il nostro lavoro”

Dirk Nowitzki, 32enne tedesco dei Dallas Mawericks. Afp
Dirk Nowitzki, 32enne tedesco dei Dallas Mawericks

Missione compiuta per i Mavericks. Dirk Nowitzki questa volta non ha bisogno di toccare quota 40 per mettere k.o. Durant e compagni. I canestri fondamentali del tedesco nell’ultimo quarto bastano e avanzano a Dallas che batte Oklahoma City 100-96 in gara-5 e strappa così il biglietto per le finali Nba.

lavoro da completare — Al termine del match la squadra texana festeggia con moderazione la conquista del titolo della Western Conference e appena il proprietario Mark Cuban prende il microfono e, dopo aver ringraziato i tifosi, urla “Non abbiamo ancora finito il nostro lavoro”, dalle tribune parte l’assordante coro “Beat the Heat”. Evidentemente a Dallas in pochi credono alle possibilità di rimonta dei Bulls. Oklahoma City esce dalla sfida con i Mavs a testa alta ma i rimpianti non mancano. Dopo essersi lasciati sfuggire dalle mani una vittoria certa in gara-4 (in vantaggio di 15 punti a cinque minuti dalla fine), i Thunder non riescono a mettere al tappeto Dallas nemmeno nel match di martedì. Okc arriva al +6 a 4’37’’ dalla sirena ma subisce l’ennesima rimonta di Nowitzki e compagni che chiudono la gara piazzando un parziale di 14-4.

thunder agguerriti — Oklahoma City non ha nessuna voglia di andare in vacanza e gioca con lo spirito di chi ha le spalle al muro ma non ha perso la speranza. Dirk Nowitzki fa subito capire a Ibaka che rallentarlo non sarà facile ma la coppia Westbrook-Durant trova il canestro con continuità, gli ospiti così cambiano marcia negli ultimi minuti del primo quarto e passano a condurre. Scott Brooks riceve anche punti importanti dal suo panchinaro di lusso, James Harden, Barea e un Marion molto attivo in attacco provano a rispondere ma i Thunder restano davanti e chiudono un buon primo tempo in vantaggio 55-52.

L'urlo di Tyson Chandler per l'approdo di Dallas in finale. Reuters
L’urlo di Tyson Chandler per l’approdo di Dallas in finale

Marion ricuce, nowitzki chiude — Gli ospiti però iniziano la ripresa al rallentatore. Okc trova un solo canestro dal campo nei primi sei minuti del terzo quarto, Dallas comunque è altrettanto confusionaria in attacco e non ne approfitta. Westbrook ringrazia e tiene avanti gli ospiti con una serie di pregevoli giocate nella parte finale della terza frazione. Nell’ultimo quarto i tifosi di casa si aspettano il leit-motiv di questa finale di Conference, cioè la produzione decisiva di un incandescente Nowitzki. Invece all’inizio della frazione ci prova Marion a suonare la carica. Dirk comunque non si nasconde e fa il suo, i Thunder però non mollano e a 4’37’’ dalla fine sono ancora avanti di sei lunghezze. Nessun problema. Shawn Marion riavvicina Dallas, poi, tanto per cambiare, ci pensa Nowitzki, con una tripla delle sue, a riportare in vantaggio i Mavs (95-94) a 1’14’’ dalla sirena. Dallas non si guarda più indietro, difende con ordine e mette al sicuro il risultato con i liberi del solito Dirk, conquistando così le finali Nba.

Dallas: Nowitzki, Marion 26. Rimbalzi: Chandler, Nowitzki 9. Assist: Kidd 10.
Oklahoma City: Westbrook 31 (11/25, 0/3), Durant 23, Harden 23. Rimbalzi: Collison 12. Assist: Harden 6.

tratto da gazzetta.it

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Nowitzki è ancora superstar. Dallas risale da -15 e va sul 3-1

I Mavericks passano 112-105 all’overtime a Oklahoma City, che a 5′ dalla fine aveva la gara in pugno, e hanno un match point per andare in finale. Decisivo il tedesco: i suoi 40 punti ispirano il parziale di 17-2 che indirizza match e serie

Dirk Nowitzki festeggia alle spalle di Westbrook. Reuters
Dirk Nowitzki festeggia alle spalle di Westbrook

I Mavericks colgono a Oklahoma City un successo che ha dell’incredibile in gara-4. Dallas, sotto di 15 punti a 5′ dalla fine del tempi regolamentari, con un finale da cinema trascina il match al supplementare e per poi mettere k.o. gli increduli Thunder 112-105. I Mavs così vincono entrambe le sfide disputate a Oklahoma City e possono giocarsi il loro primo match point della serie in casa mercoledì.

nowitzki da favola — Ancora una volta a fare la differenza ci pensa un sontuoso Dirk Nowitzki. Il tedesco mette a referto 40 punti e soprattutto si carica sulle spalle l’attacco di Dallas negli ultimi minuti dei tempi regolamentari, firmando 12 punti nell’incredibile parziale di 17-2 che evita alla squadra texana quella che sembrava una sconfitta certa. I padroni di casa, spinti come al solito dal loro caldissimo pubblico, partono senza paura e nel primo quarto trovano ottime soluzioni offensive. I Mavs ci mettono diversi minuti a carburare ma dopo aver chiuso i primi 12’ sotto 31-22, crescono nella seconda frazione. Tanto per cambiare, sono i punti di Nowitzki a ridare fiducia all’attacco di Dallas. Il tedesco si mette a cercare con frequenza l’uno contro uno, realizzando così 17 punti nel secondo quarto. Oklahoma City comunque non sta a guardare e va negli spogliatoi all’intervallo avanti di 5 lunghezze. Un passivo tutto sommato accettabile per Dallas che concede ben il 58% dal campo ai padroni di casa nei primi due quarti.

Festeggiamenti per Nowitzki, Chandler e Stojakovic. Reuters
Festeggiamenti per Nowitzki, Chandler e Stojakovic

la ripresa — I Thunder sanno di non poter più sbagliare, dopo la sconfitta casalinga subita in gara-3, e nella ripresa schiacciano sull’acceleratore. Durant, Ibaka e Westrbook mettono alle corde la difesa di Dallas che dopo aver limitato i danni nel terzo quarto, sembra costretta ad alzare bandiera bianca nella prima parte della quarta frazione. Proprio Kevin Durant fa esplodere la Oklahoma City Arena, realizzando la tripla a 5’06’’ dalla sirena che porta i padroni di casa al +15 (99-84). Tutto finito? Nemmeno per sogno. Mentre i Thunder vanno con la testa a gara-5, convinti di aver pareggiato i conti nella serie, gli ospiti decidono di vendere cara la pelle. Favoriti dai troppi turnover di Durant e compagni, i Mavs tornano sotto con i numeri di un incandescente Nowitzki. Il tedesco segna canestri dall’assurdo quoziente di difficoltà e Dallas zittisce il pubblico di casa tornando incredibilmente in partita nel finale.

finale incandescente — Il solito Dirk con due liberi a 6″ dalla fine riprende i Thunder e completa la clamorosa rimonta grazie a un parziale di 17-2. Marion stoppa la conclusione (poco convinta peraltro) di Durant allo scadere e la gara così va al supplementare con gli ospiti in chiaro vantaggio psicologico. Dallas non si fa sfuggire l’occasione e passa a condurre, grazie alla tripla di un ottimo Jason Kidd, a 40’’ dalla fine del supplementare. Una volta sotto Oklahoma City si arrende ed è così costretta a incassare una sconfitta che fa malissimo e che molto probabilmente e’ destinata a segnare in maniera definitiva la finale della Western Conference.

Oklahoma City: Durant 29 (7/15, 2/7), Westbrook 19, Ibaka 18. Rimbalzi: Durant 15, Ibaka 10. Assist: Westbrook 8.
Dallas: Nowitzki 40 (10/17, 2/3), Terry 20, Kidd 17. Rimbalzi: Chandler 8. Assist: Kidd 7.

tratto da gazzetta.it

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Nowitzki da record, Dallas va. Ai Thunder non basta Durant

In gara-1 della finale Ovest il tedesco dei Mavs realizza 48 punti con un incredibile 24/24 dalla lunetta: è primato Nba. Oklahoma punta sull’orgoglio del suo leader ma la rimonta non riesce

Dirk Nowitzki, 48 punti e 24/24 dalla lunetta. Afp
Dirk Nowitzki, 48 punti e 24/24 dalla lunetta

Uno spaziale Dirk Nowitzki trascina i Mavericks al successo in gara-1. Dallas vince 121-112 e il tedesco fa cose assolutamente incredibili: mette a referto 48 punti con soli 15 tiri dal campo, chiude con un surreale 24/24 dalla lunetta (stabilendo un nuovo record Nba) e non si risparmia nemmeno in difesa, piazzando quattro stoppate. Contro un Nowitzki così nemmeno un eccellente Kevin Durant può fare molto.

dominio nowitzki — Si capisce fin dalle prime battute che rallentare Dirk Nowitzki sarà un’impresa per la difesa di Oklahoma City. Il leader dei Mavs fa quello che vuole contro Ibaka e realizza 10 dei primi 12 punti di Dallas. Durant risponde e un passaggio a vuoto dell’attacco dei padroni di casa permette ai Thunder di andare a condurre. Gli ospiti prendono fiducia, chiudono la prima frazione avanti 27-20 e arrivano al +9 all’inizio del secondo quarto. Il problema Nowitzki però rimane. Nemmeno Collison riesce a rallentare il tedesco, Dallas così torna sotto e, grazie alle penetrazioni di un Barea in un eccellente momento di forma, riprende in mano le redini del match.

Kevin Durant, 40 punti, in lotta con Nowitzki. Reuters
Kevin Durant, 40 punti, in lotta con Nowitzki

orgoglio durant — L’American Airlines Center diventa rumorosissimo e i Mavs cambiano marcia negli ultimi minuti del secondo quarto. Dallas diventa padrona del match piazzando un parziale di 16-1 nelle battute finali del primo tempo. A inizio ripresa i padroni di casa arrivano al vantaggio in doppia cifra. E’ sempre Dirk a dettare legge. Ci prova anche Durant a mettersi per qualche minuto in marcatura sul tedesco, senza successo però. Scott Brooks non sa più che cosa inventarsi per frenare Nowitzki che va in lunetta con una facilità disarmante. I Mavericks si spingono al +14 e sembrano poter controllare la gara anche perché Russell Westbrook ancora una volta pecca di egoismo e non riesce a trovare ritmo in attacco (ala fine chiuderà con 3/15 dal campo). Durant però tiene a galla gli ospiti i quali, nonostante i 38 punti di Nowitzki nei primi tre quarti della gara, al termine della terza frazione sono ancora in partita, sotto 90-79. Ci pensa Barea ad allontanare la squadra di casa. “L’Iverson Portoricano”, come viene chiamato dai suoi estimatori, buca con continuità la difesa dei Thunder e segna ben 12 punti consecutivi, portando Dallas fino al +16. I titoli di coda però vengono rimandati dall’orgoglio del solito Durant. Il fenomeno di Okc fa sudare i Mavs, guidando gli ospiti al parziale di 10-0 che li riporta al -6. Nowitzki e Jason Terry però chiudono la porta davanti al tentativo di rimonta di Oklahoma City. Dallas mette al sicuro il risultato e conquista il successo nel primo match di una serie che si annuncia decisamente interessante.

Dallas: Nowitzki 48 (12/15), Terry 24, Barea 21. Rimbalzi; Chandler 8. Assist: Kidd 11.
Oklahoma City: Durant 40 (8/13, 2/5), Westbrook 20, Ibaka 17. Rimbalzi: Durant 8. Assist: Durant 5

tratto da gazzetta.it

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Chicago affonda Miami. Oklahoma sfiderà Dallas

I Bulls vincono gara-1 della finale Est; Rose segna 28 punti, ma Deng e Boozer fanno la differenza. Durant trascina i suoi contro i Grizzlies. Gara-7 qualifica così i Thunder che ora nella finale di Western Conference affronteranno i Mavs di Nowitzki

Derrick Rose tra Mike Bibby (a destra) e LeBron James. Reuters
Derrick Rose tra Mike Bibby (a destra) e LeBron James

I Bulls gonfiano i muscoli, annacquano le bocche da fuoco anche dei Big Three di Miami e vincono gara-1 della loro prima finale dell’Est dal 1998. Esatto, non arrivavano così lontano nei playoff dall’ultimo titolo vinto da Michael Jordan e soci. La cosa eccezionale è che dopo aver superato i rivali in tutte e tre le partite di regular season con un margine complessivo di otto punti, domenica sera dentro lo United Center si sono imposti dilagando 103-82. Naturalmente gran parte del merito va al più giovane Mvp della storia, Derrick Rose, che segna 28 punti, anche se stavolta riceve una grossa mano da tanti suoi compagni. Innanzitutto da Lou Deng che mette dentro 21 punti (con 4/6 da tre) e riesce spesso a tamponare LeBron James (15 punti con 5/15 dal campo); dal ritrovato Carlos Boozer (14 punti e 9 rimbalzi) e da Joakim Noah che merita una menzione particolare: prende 14 rimbalzi (di cui 8 in attacco) e, nonostante la brutta percentuale al tiro (4/14 per 9 punti), è lui a guidare la carica con una grinta micidiale.

differenza rose — La partita rimane in equilibrio fino al terzo quarto inoltrato, quando i Bulls con un parziale di 10-0 allungano il passo. L’arena che fu di Jordan s’infiamma quando Noah stoppa Wade con 5’02” da giocare nel terzo, rilancia l’azione e segna in mischia da sotto per il 67-58. All’inizio dell’ultimo periodo, un contributo inaspettato lo dà la panchina e Miami sprofonda anche a meno 17. Ancora una volta, dunque, la difesa di Chicago (la migliore del campionato) mette la museruola ai suoi avversari e delle tre superstar solo Chris Bosh gioca a grandi livelli: 30 punti (con 12/18). La differenza la fanno i rimbalzi offensivi (19-6) e le seconde e anche terze opportunità che i Bulls si procurano proprio grazie a quel dominio. La cosa che deve fare più male a Miami è che il coach dell’anno, Tom Thibodeau, riesce a trovare ai suoi ragazzi persino delle magagne: “Abbiamo concesso troppe buone opportunità a LeBron, che ha spesso sbagliato. Ma quei tiri generalmente lui li mette sempre dentro. Dunque avremo un bel po’ di lavoro da fare in questi due giorni”. (dal nostro inviato Massimo Lopes Pegna)

Chicago: Rose 28 (7/15, 3/7), Deng 21, Boozer 14. Rimbalzi: Noah 14. Assist: Rose 6.
Miami: Bosh 30 (12/18), Wade 18, James 15. Rimbalzi: Bosh 6. Assist: James 6.

Oklahoma City-Memphis 105-90

L’imprevedibile corsa di Memphis arriva al capolinea. Oklahoma City, trascinata dalla sua stella Kevin Durant, mette fine alla favola dei Grizzlies vincendo gara-7 105-90 e si guadagna l’affascinante sfida con i Mavericks nella finale della Western Conference. L’Oklahoma City Arena trabocca di entusiasmo ma i Thunder ci mettono qualche minuto a carburare in attacco. Memphis dal canto suo fa il minimo indispensabile e appena Kevin Durant accelera, gli ospiti vanno in difficoltà. I padroni di casa chiudono il primo quarto avanti 21-17 e all’inizio della seconda frazione provano a piazzare lo sprint.

La grinta di Kevin Durant, 39 anni. Ap
La grinta di Kevin Durant, 39 anni

disciplina — Russell Westbrook si decide a giocare con un minimo di disciplina e a non attaccare sempre il canestro, Durant così viene messo nella condizione di prendere buoni tiri. Esattamente quello che voleva Scott Brooks. I Thunder così piazzano un parziale di 9-0 e a meta’ secondo quarto arrivano a vantaggio in doppia cifra. Il tecnico di Oklahoma City regala diversi minuti sul parquet nel primo tempo a un ottimo Nick Collison che si fa sentire sotto canestro e mostra una contagiosa voglia di difendere. Non a caso Randolph e compagni, con l’ex Kansas in campo, iniziano a sporcare le proprie percentuali al tiro. I Thunder, grazie ai 18 punti di Durant, vanno negli spogliatoi all’intervallo avanti 42-34 con la consapevolezza di aver concesso davvero poco ai Grizzlies. Memphis, infatti, tira con il 32% dal campo nei primi due quarti e riceve una produzione accettabile dal solo Mike Conley.

fluidità — Gli ospiti iniziano la ripresa con il giusto atteggiamento e ritrovano una certa fluidità in attacco. Randolph riporta Memphis al -4 a meta’ frazione ma Kevin Durant scuote la sua truppa e da’ il la al break che rompe l’equilibrio. Gli arbitri decidono di fischiare il meno possibile, facendo arrabbiare lo staff tecnico di Memphis, Oklahoma City prende fiducia e piazza il parziale di 14-2 che mette gli ospiti con le spalle al muro. I punti di Durant e le triple di un caldissimo Harden permettono così ai Thunder di chiudere la terza frazione con un vantaggio di 14 lunghezze, 72-58. La panchina di Oklahoma City tiene a distanza Memphis anche all’inizio dell’ultimo quarto e quando tornano i titolari i padroni di casa mettono al sicuro il risultato. Westbrook trova i punti che gli permettono di mettere a referto una tripla doppia, Collison continua a difendere con grande aggressività e Durant regala giocate da superstar, ai Grizzlies così non basta il coraggio per tornare in partita. I Thunder vincono e volano in finale di conference. (Simone Sandri)

Oklahoma City: Durant 39 (9/16, 4/9), Harden 17. Rimbalzi: Collison 12. Westbrook 10. Assist: Westbrook 14.
Memphis: Conley 18 (5/16, 2/3), Randolph 17. Rimbalzi: Randolph 10. Assist: Conley 6.

tratto da gazzetta.it

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Memphis continua a sognare. Porta Oklahoma City a gara 7

I Grizzlies vincono 95-83, grazie a difesa e 30 punti di Randolph, e conquistano la bella per arrivare alla finale di conference a ovest: sarebbe così la prima numero 8 a riuscirci. Decisiva la svolta nella ripresa. Male Durant, al minimo in carriera nei playoff: solo 11 punti

La gioia di Zach Randolph, autore di 30 punti e 13 rimbalzi. Epa
La gioia di Zach Randolph, autore di 30 punti e 13 rimbalzi

Per Cenerentola Memphis mezzanotte sembra non arrivare mai. I Grizzlies possono continuare a sognare di diventare la prima numero 8 di sempre ad arrivare in finale di Conference dopo aver costretto Oklahoma City alla decisiva gara-7 (domenica alle 21.30 italiane) prendendosi 95-83 la sesta sfida. Merito di Zach Randolph, l’eroe dal passato oscuro che si scatena nella ripresa, merito anche della difesa, che concede ai Thunder appena 29 punti dopo il riposo limitando lo spauracchio Kevin Durant al minimo in carriera nei playoff.

I PROTAGONISTI — Randolph produce 20 dei suoi 30 punti e arpiona 11 dei suoi 13 rimbalzi dopo il riposo. Per i Thunder fermarlo è impossibile, perché Ibaka, il suo marcatore principale, viene caricato di falli e Z-Bo, l’ex cattivo che a Memphis ha trovato la sua dimensione, fa centro praticamente da ogni posizione, aiutato dai tiri dal perimetro di O.J. Mayo, finalmente in quintetto, e dagli assist di Mike Conley. In difesa Tony Allen e Sean Battier contribuiscono alla peggior prestazione di sempre nella postseason di Durant, 11 punti con 3/14 dal campo e ben 9 tiri da tre. La difesa di casa concede il 56% al tiro nel primo tempo, ma dopo il riposo tiene i Thunder al 29%, compreso un 6/22 nel terzo quarto, quello della svolta. “Abbiamo giocato con tanta energia e aggressività – ha spiegato Randolph a fine gara -. Credevamo in questo risultato. Ora ci aspetta un’altra battaglia: dobbiamo essere concentrati e pronti a giocarcela”.

Gran duello fra Zach Randolph, a destra, e Kevin Durant. Reuters
Gran duello fra Zach Randolph, a destra, e Kevin Durant

OKC CI PROVA — Durant sembra caldo in avvio e infila 6 punti che alimentano il 13-6 di Oklahoma a metà primo quarto. Ma il miglior realizzatore delle ultime due regular season commette il secondo fallo e torna in panchina: Memphis ne approfitta, infilando un 17-4 chiuso da Randolph che vale il 23-17 a 2’40” dalla prima sirena. I Thunder trovano da Harden, primo cambio dalla panchina, i punti per avviare la rimonta (23 pari di Collison in avvio di ripresa). Poi, con l’ispirato Westbrook e la terza scelta al draft 2009, Oklahoma vola sul 41-34 a 2’54” dal riposo con i Grizzlies (38% nel primo tempo) incapaci di reagire. Young prova a dare la scossa, ma Harden risponde con due triple di fila che valgono il 54-41, corretto da Battier in 54-44 al suono della sirena.

LA RIMONTA — Memphis cancella lo svantaggio iniziando la ripresa con un 15-5 (Oklahoma nel frattempo sbaglia 9 tiri su 11) che vale la parità sul 59 a 5’17” dalla terza sirena. Randolph ci mette 8 punti e torna a dominare a rimbalzo, ma il sorpasso definitivo arriva dalla lunetta con Arthur e Conley, che regalano ai Grizzlies il 72-68 alla fine del terzo parziale. Durant non trova più la via del canestro, Harden si blocca dopo il 4/4 del primo tempo e per i Thunder la rimonta diventa difficile col solo Westbrook a produrre punti (10 nella ripresa). Anche perché in difesa le cose non vanno meglio, con Randolph che fa ammattire Ibaka e con 8 punti nei primi 7’47” dell’ultimo quarto lancia i padroni di casa sull’84-75. Oklahoma non è in grado di reagire (1/8 nei 4’30” conclusivi) e Memphis la trascina alla prima gara-7 dei playoff 2011. I Thunder avranno il vantaggio del campo, ma i Grizzlies non sono pronti a rinunciare al loro sogno senza combattere.

Memphis: Randolph 30 (12/21 da due, 0/1 da tre, 6/8 tiri liberi), Mayo 16, Conley 11. Rimbalzi: Randolph 13. Assist: Conley 12.
Oklahoma City: Westbrook 27 (10/17, 1/5, 4/5 tl), Harden 14, Durant 11. Rimbalzi: Durant 7, Perkins 7. Assist: Harden 5.

tratto da gazzetta.it

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Miami elimina Boston: è finale Oklahoma City 3-2 con Memphis

Gli Heat superano 97-87 i Celtics, che cedono solo nel finale ed escono a testa alta: decisivo LeBron che a 4’28” dalla fina, sotto di 6, ispira il decisivo parziale di 16-0. Rivers a sorpresa: “Resto a Boston ancora un anno”. I Thunder passeggiano contro i Grizzlies: 99-72

Una schiacciata di LeBron James, autore di 33 punti. Reuters
Una schiacciata di LeBron James, autore di 33 punti

Il cambio della guardia in questa strana postseason è completo. Dopo la sorprendente uscita di scena di Spurs e Lakers, anche i Celtics vanno in vacanza. James e Wade, infatti, trascinano Miami al successo in gara-5; Oklahoma City, invece, domina Memphis.

Miami-Boston 97-87 (Miami vince la serie 4-1)

Missione compiuta per gli Heat che con un devastante finale di gara eliminano i Celtics conquistando la finale della Eastern Conference. Un successo che ha un sapore particolare soprattutto per LeBron James che nella scorsa stagione aveva vissuto uno dei momenti peggiori della sua carriera proprio nella serie persa con i Celtics. Qualche settimana più tardi poi l’ormai celeberrima “The Decision” aveva di colpo cambiato la sua immagine, facendolo diventare uno degli sportivi meno amati dal pubblico a stelle e strisce. Adesso però “King” James può prendersi la sua rivincita. Almeno nei confronti dei Celtics. Miami non gioca una partita straordinaria, ma riesce a rimanere nella scia dei Celtics grazie ai canestri di un eccellente Wade, poi, sotto di sei lunghezze a 4’28’’ dalla sirena, cambia marcia e piazza il colpo del k.o.. James firma 10 punti e gli Heat chiudono il match con un incredibile parziale di 16-0 che li fa volare alla finale della Eastern Conference. Pierce e compagni, che fino a metà dell’ultimo quarto sembravano in grado di allungare la serie, non riescono più a rispondere, commettono una serie di errori e sono costretti ad assistere al “LeBron Show”. I Celtics, a differenza dei Lakers, lottano ed escono di scena a testa alta ma con un Rondo a mezzo servizio, a causa dell’infortunio subito in gara-3 e con un altalenante Kevin Garnett, devono cedere il passo a Miami, una squadra che continua a fare progressi e che in questo momento deve essere considerata come la favorita al titolo. Al termine del match un euforico LeBron James arriva addirittura, per la prima volta, a scusarsi per la gestione della “Decision”. “Mi dispiace per come sono andate le cose – dice James – ma l’opportunità di andare a Miami con Dwyane e Chris era troppo ghiotta per lasciarmela scappare”. L’unica buona notizia per i tifosi dei Celtics arriva, invece, nel dopo partita. Doc Rivers, a sorpresa, dichiara di voler restare sulla panchina di Boston anche nella prossima stagione. Un epilogo inaspettato per un allenatore che sembrava destinato a lasciare la franchigia del Massachusetts . “Adoro questi ragazzi e voglio restare con loro. Domani magari posso cambiare idea ma adesso questo è il mio obbiettivo”.

Miami: Wade 34 (13/18, 0/1), James 33. Rimbalzi: Bosh 11, Wade 10. Assist: Wade 5.
Boston: Allen 18 (1/2, 5/10), Garnett 15. Rimbalzi: Garnett 11. Assist: Pierce 4.

 La grinta di Kevin Durant, stella degli Oklahoma City Thunder. Ap
La grinta di Kevin Durant, stella degli Oklahoma City Thunder

Oklahoma City-Memphis 99-72 (serie 3-2)

Dopo i fuochi artificiali di gara-4, chiusa con il successo dei Thunder soltanto al terzo supplementare, Oklahoma City mette in chiaro le cose e passa a condurre 3-2 nella serie passeggiando contro i Grizzlies di fronte al pubblico amico. La squadra di casa domina dal primo all’ultimo minuto, mette la museruola al pericolo pubblico numero uno, Zach Randolph (nove punti in 36’), e si permette perfino il lusso di tenere in panchina sia Kevin Durant che Russell Westbrook per l’intero quarto periodo. I Thunder con i canestri di un ottimo Cook e del solito Durant cambiamo marcia nel secondo quarto, vanno al riposo avanti 46-35 e chiudono i conti nella seconda parte del terzo periodo arrivando al +20. I Grizzlies disputano così una delle loro peggiori prestazioni da un punto di vista offensivo della stagione. Gli ospiti tirano con il 36% dal campo e mettono un solo giocatore, Marc Gasol, a referto in doppia cifra. Davvero una brutta battuta d’arresto per una squadra che in questa postseason aveva stupito un po’ tutti. “Abbiamo difeso alla grande – sottolinea Kevin Durant – ognuno ha fatto la sua parte, è stata una bella vittoria di squadra. Dopo i tre supplementari di Memphis avremmo potuto pagare dazio alla fatica, invece abbiamo giocato con grande energia”. Ora i Grizzlies non possono più sbagliare e per continuare a sognare e allungare la serie, devono vincere gara-6 in programma a Memphis.

Oklahoma City: Durant 19 (6/10, 1/4). Cook 18. Rimbalzi: Collison 10. Assist: Maynor 9.
Memphis: Gasol 15 (6/9). Rimbalzi: Randolph 7. Assist: Conley, Mayo 4.

tratto da gazzetta.it

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LeBron inchioda Boston. Thunder, maratona vincente

La stella di Miami decide al supplementare gara-4, ora Boston è sotto 3-1. Oklahoma supera Memphis dopo tre supplementari (Westbrook 40 punti) e pareggia la serie sul 2-2

Due spettacolari maratone nelle semifinali di Conference. LeBron James consegna a Miami il 3-1 nella serie contro Boston dopo un supplementare. Oklahoma City ci mette addirittura tre overtime per riuscire a battere Memphis e a pareggiare la serie sul 2-2

LeBron James, 35 punti e a4 rimbalzi in gara-4.  Reuters
LeBron James, 35 punti e a4 rimbalzi in gara-4

Boston Celtics-Miami Heat 90-98 d.t.s. (serie 1-3)

La grinta e la voglia di LeBron James, la costanza di Dwyane Wade e il risveglio di Chris Bosh. Miami vince così la battaglia del TD Garden lunga quattro quarti e un supplementare, grazie a 83 punti complessivi dei suoi Big Three che valgono il 3-1 nella serie contro Boston, con il primo tentativo per raggiungere le finali di Eastern Conference a disposizione mercoledì a Miami: “Quella partita sarà la sfida più grande che questo gruppo ha dovuto affrontare finora – anticipa coach Erik Spoelstra -. Loro giocheranno al massimo delle loro possibilità. Ma noi dobbiamo essere meglio. Se vogliamo davvero riuscire a fare quello che stiamo cercando, dobbiamo essere capaci di battere i Boston Celtics al loro meglio”. Il successo di gara-4, il primo degli Heat a Boston dopo 11 sconfitte, ha l’anima di James, protagonista con 20 punti nel primo tempo e capace di avviare con un canestro e un assist il 6-0 con cui Miami scava il solco decisivo nel supplementare. Wade ci mette 5 punti nel periodo extra, così come Bosh, ritrovatosi dopo un primo tempo disastroso (5 punti e 2/8 dal campo). Boston è tradita da età e acciacchi: Kevin Garnett chiude con 1/10 dal campo, Ray Allen tira 5/12, Rajon Rondo gioca con un braccio solo e per questo viene messo in difficoltà da Chalmers, tanto che coach Rivers nel supplementare gli concede solo le briciole. Pierce segna 8 punti dopo l’intervallo (19 nel primo tempo), rallentando come tutto l’attacco di casa, che dopo il 58% dei 24’ inaugurali non va oltre il 30,7%, sparacchiando 3/14 da tre. Miami cambia centro titolare: fuori Ilgauskas, dentro Anthony. Boston comunque parte meglio e tocca il 19-11 a 4’06” dalla prima sirena, ma gli Heati grazie a James (13 punti) al 12’ sono sotto 31-28 nonostante 14 punti di Pierce. Gli Heat ritrovano Udonis Haslem, fermo per infortunio da novembre, ma Boston vola sul 42-31, anche se Miami non molla e chiude il parziale sotto 53-50. L’attacco dei Celtics dopo il riposo rallenta, gli Heat ritrovano Bosh ma sono sotto 73-69 alla terza sirena. Match tiratissimo nell’ultimo parziale, sigillato da Pierce sull’86 pari a 41” dalla fine. Miami riesce a fare la differenza all’inizio del supplementare grazie a un 6-0 ispirato da James. Wade firma i liberi della tranquillità, Bosh il canestro che mette il risultato in cassaforte. Boston sprofonda in un baratro chiuso con una rimonta solo 8 volte nella storia Nba: ma in due occasioni, nel 1968 e nel 1981, a riuscirci sono stati proprio i Celtics.

Boston: Pierce 27 (9/14 da due, 1/6 da tre, 6/7 tiri liberi), Allen 17, Rondo 10, West 10. Rimbalzi: Garnett 10. Assist: Rondo 5.
Miami: James 35 (10/22, 2/6, 9/9), Wade 28, Bosh 20. Rimbalzi: James 14. Assist: Wade 4.

Kevin Durant, 35 punti in gara-4. Reuters
Kevin Durant, 35 punti in gara-4

 Memphis Grizzlies-Oklahoma City Thunder 123-133 d.3t.s. (serie 2-2)

La sfida infinita. Oklahoma City si prende dopo un triplo supplementare gara-4 e pareggia la serie con Memphis al termine di una partita infinita, controllata dai padroni di casa nel primo tempo (+18) e dagli ospiti a 5’ dal 48′ (+10), ma finita con la più lunga coda della stagione. I Thunder hanno fatto la differenza con un break di 8-2 nel terzo supplementare, in cui i Grizzlies hanno tirato 1/9 dal campo. “Sono fortunato ad aver giocato questa partita – racconta Kevin Durant, 6 punti nel terzo overtime -. Tre supplementari, entrambe le squadre hanno giocato al massimo. Ma giocare partite così aiuta la tua crescita”. Il top scorer della regular season è stato il faro dei Thunder assieme a Westbrook (massimo in carriera nei playoff) e Harden, mentre Memphis non è riuscita a sfruttare la gran serata della coppia Randolph-Gasol (60 punti e 37 rimbalzi in due), aiutati in attacco da Mayo ma non dalle altre guardie (Conley e Allen, il backcourt titolare, hanno chiuso con 5/22 dal campo). Gasol con 12 punti nel primo quarto porta i Grizzlies sul 28-16, che diventa 37-19 a 8’21” dal riposo. Oklahoma si ritrova in avvio di terzo quarto, quando Westbrook e Durant iniziano a produrre anche dal campo: i Thunder sorpassano sul 67-66 a 5’15” dalla terza sirena, ma a fine parziale sono sotto 72-71 grazie al solito Gasol. Oklahoma trova la fuga buona nel parziale conclusivo, quando vola sul 92-82 con 4’56” da giocare. Memphis ricuce con un 7-0, ma  Oklahoma sembra comunque avere in mano la gara quando Perkins va in lunetta con 48” da giocare e i suoi avanti 96-93: il centro ex Boston però sbaglia entrambi i tentativi. A 3.5 secondi dalla fine Conley centra la tripla che vale il supplementare. Oklahoma sembra avere la vittoria in tasca quando Durant firma il 107-101 con 1’30” da giocare, ma Mayo con la sua quarta tripla e Randolph tengono Memphis in partita. A 16” dalla fine, dopo l’uscita per falli di Conley e Mayo, Westbrook firma il 109-106 dalla lunetta, ma Vasquez indovina la tripla del secondo overtime. La matricola uscita da Maryland è protagonista anche dal 53’ al 58’, quando illude Memphis con la tripla del 117-114, pareggiata però da Westbrook. Il play dei Thunder si prende l’ultimo tiro del periodo, ma sbaglia mira e lascia la sfida sul 119 pari. Oklahoma riesce a fare la differenza nel terzo supplementare con un 8-2, ma Memphis si arrende solo a 48” dalla fine, sotto 129-123, quando Randolph perde palla a due passi dal canestro dei Thunder. Mercoledì gara-5 a Oklahoma City.

Memphis: Randolph 34 (9/25, 16/17 tl), Gasol 26, Mayo 18. Rimbalzi: Gasol 21. Assist: Conley 5, Mayo 5.
Oklahoma City: Westbrook 40 (15/31, 0/2, 10/11 tl), Durant 35, Harden 19. Rimbalzi: Durant 13. Assist: Harden 7.

tratto da gazzetta.it

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