Posts tagged New York Knicks

Knicks, Corey Brewer tagliato per arrivare Jared Jeffries

I New York Knicks sono vicini al taglio di Corey Brewer. Il giocatore, arrivato da Minnesota la settimana scorsa, potrebbe ora finire a Boston, San Antonio, Oklahoma City o Dallas.

I Knicks nel frattempo, dovrebbero ufficializzare ad ore l’arrivo di Jared Jeffries, preferito proprio a Brewer perché già conosce il sistema di D’Antoni.

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Alla fine Carmelo Anthony è dei Knicks. Gallinari a Denver

Carmelo Anthony e’ un nuovo giocatore dei New York Knicks. O, meglio, Danilo Gallinari e’ un nuovo giocatore dei Denver Nuggets. Si e’ conclusa nella notte italiana tra lunedi’ e martedi’ la maxi trade che ha rivoluzionato i roster di due franchigie. Anthony sbarca nella Grande Mela, andando ad affiancare Amare Stoudemire e a completare dunque una front line strepitosa per mezzi tecnici e fisici. New York ha pagato a caro prezzo l’arrivo dell’All Star: in Colorado, oltre al Gallo, finiscono Wilson Chandler, Raymond Felton, il russo Timofey Mozgov e una prima scelta nel 2014. Viaggio inverso per Anthony appunto e per Chauncey Billups, Shelden Williams, Anthony Carter e Renaldo Balkman. Nello scambio, sostiene il ‘Denver Post’, primo ad annunciarne l’ufficialita’, sarebbe coinvolta anche Minnesota: Corey Brewer va a New York in cambio di Anthony Randolph e Eddy Curry. ‘Sono felice che sia finita – ha dichiarato il coach di Denver George Karl -. E’ un’opportunita’ per reinventarci. Certo, c’e’ un velo di tristezza a proposito, ma non puo’ che essere cosi”.

Carmelo Anthony, le cui operazioni di cessione avevano subito un’accelerazione al rifiuto del giocatore di stipulare un rinnovo triennale di contratto a 65 milioni di dollari, potrebbe indossare la nuova maglia gia’ mercoledi’, quando i Knicks ospiteranno Milwaukee. Negli States c’e’ la sensazione che New York abbia speso troppo in termini di materiale umano. Felton, Gallinari, Mozgov e Chandler sono quattro dei sei migliori uomini del roster, e apparentemente la franchigia arrivera’ alla postseason con un pesante indebolimento e soprattutto tante incertezze. Ad una squadra che ha grande facilita’ di arrivare a canestro non serviva, secondo alcuni osservatori, un marcatore straordinario come Anthony. Insomma, uno scambio tutto a favore dei Nuggets, che in estate avrebbero potuto perdere la loro stella a 0 dollari. Per Danilo Gallinari parte una nuova sfida. Dopo due stagioni e mezza con i Knicks, la sesta scelta assoluta del draft 2008, cambia casa e maglia. E dovra’ lottare per conquistare i playoff: Denver al momento e’ in settima posizione ad Ovest, ma dietro Jazz, Grizzlies e Suns scalpitano.

tratto da ilsole24ore.com

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Gallinari trascina New York. Super Bargnani non basta

I Knicks superano Atlanta 102-90; l’italiano, nonostante gli acciacchi, mette a referto 17 punti. Strepitosa la prestazione dell’azzurro di Toronto (38 punti), ma alla fine passa Miami. Cade anche New Orleans; a bocca asciutta Belinelli

Lo show da 38 punti di Andrea Bargnani non basta a Toronto per evitare la sconfitta casalinga con Miami. Danilo Gallinari si ferma a un rimbalzo dalla doppia doppia (anche 17 punti) contribuendo al successo di New York su Atlanta al Garden. Meno di 6’ per Marco Belinelli nella sconfitta di New Orleans a Portland.

Andrea Bargnani in azione. Ap
Andrea Bargnani in azione

Toronto Raptors-Miami Heat 95-103

Malgrado una sontuosa partita di Andrea Bargnani, autore di 38 punti di cui 17 nel solo quarto periodo, i Raptors si inchinano agli Heat trascinati dai Big Three. Nel suo attesissimo ritorno all’Air Canada Centre l’ex Chris Bosh è protagonista insieme a Wade e James del successo di Miami. “Siamo tutti felici per Chris anche se non abbiamo giocato una grande partita”, dice coach Spolstra. Toronto combatte anche dopo aver perso l’unico vantaggio nel corso del match (+6 nel primo quarto), ma con i tre All Star sopra il ventello diventa impossible sperare di fare lo sgambetto a Bosh. La differenza di talento tra le squadre è palese. Toronto può contare come sempre su Bargnani e sul secondo violino DeRozan (24 punti) in attacco, gli unici ad andare in doppia cifra, ma gli altri faticano contro la difesa di Miami. Malgrado ciò, i Raptors impegnano King James e compagni anche nell’ultimo quarto che inizia con Toronto sotto 72-80. Miami parte lenta in attacco e Bargnani la punisce con una tripla (eccellente il suo 5/6 totale da tre). A metà frazione, il Mago si scatena firmando 14 su 16 punti della squadra che permettono ai Raptors di portarsi a -4 (84-88) e rendere il finale meno scontato. Le due ultime triple ravvicinate di Bargnani fissano il punteggio sul 93-97 a un minuto e mezzo dalla fine. LeBron però non perdona e assicura il successo agli Heat con un layup e un altro canestro su rimbalzo offensivo. All’uscita dal campo, Chris Bosh manda baci al pubblico in un mix di fischi e applausi e poi spiega il gesto: “C’era del sarcasmo rivolto ai detrattori e affetto per i veri sostenitori. Ognuno lo può interpretare come vuole. La cosa più importante stasera è stata la vittoria. Volevamo continuare il buon momento”. I Raptors escono a testa alta e ringraziano i tifosi che hanno creato una grande atmosfera: “Siamo fortunati a giocare davanti a un pubblico come questo. Non molte arene sono come la nostra. Mi aspettavo i fischi per Bosh e penso che anche lui li attendesse”, dice Bargnani che aggiunge un giudizio sulla gara dei Raptors. “Ci siamo messi in una buona situazione nell’ultimo quarto. Abbiamo avuto la nostra chance anche se poi è mancata la vittoria, ma penso che abbiamo giocato bene. Anche se era la prima volta a Toronto, avevamo già giocato due volte contro Chris. La prima è stata più strana, ma ora è tutto normale. Mi piace giocare contro i grandi giocatori e CB è uno di loro. Così come i vari Nowitzki e Duncan. Mi diverto”. LeBron James, che alla vigilia aveva dichiarato che l’ostilità dei fans canadesi avrebbe aiutato Miami a trovare maggiore motivazione prim adella pausa per l’All Star Game, chiude sfiorando la tripla doppia con 23 punti, 13 rimbakzi e 8 assist.

Toronto: BARGNANI 38 punti (10/20 da 2, 5/6 da 3, 3/4 tl), 4 rimbalzi, 3 palle perse, 4 falli in 39’. DeRozan 24 (9/20). Rimbalzi: Davis 13. Assist: Calderon 14.
Miami: Wade 28 (10/18), Bosh 25 (7/16, 11/12 tl), James 23. Rimbalzi: James 13. Assist: James 8.

Danilo Gallinari, 17 punti in 37 minuti.  Reuters
Danilo Gallinari, 17 punti in 37 minuti

New York Knicks-Atlanta Hawks 102-90

L’ultimo match prima della pausa per l’All Star game regala soddisfazioni a Mike D’Antoni. I Knicks infatti, giocano un’ottima gara e battono per la prima volta in questo campionato Atlanta. Nonostante un Amare Stoudemire acciaccato e un Danilo Gallinari in non perfette condizioni fisiche (il problema al ginocchio non è ancora del tutto superato), la squadra di casa tiene testa agli Hawks e conquista con pieno merito il successo. Gallinari mette subito le cose in chiaro trovando i suoi primi due punti dal campo con una perentoria schiacciata. Atlanta risponde con i canestri di Marvin Williams ma i Knicks nelle battute finali del primo quarto cambiano marcia, piazzano un parziale di 15-3 e arrivano al +9. Il Gallo produce un’altra schiacciata da applausi, Felton e l’All Star Stoudemire fanno il resto. Gli Hawks giocano senza la giusta concentrazione e al termine del primo periodo sono sotto di sette lunghezze. Shawne Williams e un ritrovato Wilson Chandler si mettono a produrre in apertura di secondo periodo, la truppa di Mike D’Antoni così allunga, toccando il vantaggio in doppia cifra. Sembra tutto facile per i padroni di casa ma nelle battute finali del primo tempo Joe Johnson e compagni provano a tornare sotto. Un buon Gallinari dalla lunga distanza li ricaccia indietro, Smith e Horford però negli ultimi secondi della frazione riescono a limitare i danni. Gli Hawks così dopo un primo tempo deludente vanno negli spogliatoi sotto 52-45.

Il Garden sembra apprezzare lo sforzo della squadra di casa che torna sul parquet con la giusta convinzione. Ci pensa subito il Gallo, con la sua seconda tripla del match, a riportare i Knicks al +10. Stoudemire e Hordorf sotto canestro danno vita a un bel duello, Gallinari intanto per un intervento scomposto su Bibby rimedia un tecnico. Atlanta pero’ fa troppa fatica in attacco così la compagine newyorchese non deve faticare più di tanto per tenere in mano le redini del match. I canestri di Chandler e quattro liberi dell’azzurro negli ultimi 36’’ della frazione spingono i Knicks al +13 al termine del terzo quarto. Mike D’Antoni non vuole cali di tensione e i Knicks non abbassano la guardia. Gallinari apre l’ultimo quarto con un altro canestro dalla lunga distanza, Douglas e Chandler allontanano gli Hawks che escono dal match già a metà frazione. I Knicks così inseriscono il pilota automatico e difendono senza grossi problemi il vantaggio.

New York: GALLINARI 17 (2/4 da due, 3/8 da tre, 4/4 ai liberi), 9 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero in 37’. Stoudemire 23 (8/17), Chandler 20. Rimbalzi: Fields, Gallinari 9. Assist: Felton 11.
Atlanta: Williams 17 (5/9, 2/5), Bibby 15. Rimbalzi: Horford 11. Assist: Johnson 6.

Portland Trail Blazers-New Orleans Hornets 103-96

Non basta conoscere i segreti di LaMarcus Aldridge per riuscire a fermarlo. La stella di Portland (32-24) non ha pietà di coach Monty Williams, negli ultimi 5 anni assistente ai Blazers, e con la quarta gara nelle ultime cinque sopra quota 30 punti  regala alla franchigia dell’Oregon la sesta vittoria consecutiva, la striscia più lunga dal novembre 2009. New Orleans (33-25), con Marco Belinelli limitato a meno di 6’ (sia perché l’azzurro non incide sia perché nella ripresa la rotazione si accorcia a 6 uomini, complice la gran serata di Willie Green), invece cade per la nona volta nelle ultime 11 esibizioni, incapace nell’ultimo quarto di contenere i Blazers (11/18 dal campo), trascinati da Aldridge (12 punti nel parziale) e Miller (10). A tradire coach Williams sono la difesa e soprattutto Chris Paul, un fantasma da 8 punti, 5 assist e 4 palle perse che vaga per il Rose Garden: in stagione viaggia a 16,4 punti e 9,7 assist, ma nelle ultime 5 partite ha tirato col 31,4%. “Abbiamo giocato a lungo con un quintetto basso e a rimbalzo abbiamo pagato dazio – ha raccontato Aldridge a fine gara -, per questo abbiamo ad una difesa aggressiva su Paul. Nel secondo tempo in particolare ci siamo concentrati su di lui e siamo riusciti a contenerlo” .

Si segna tanto nel primo quarto (70% Portland, 63,1% New Orleans) e i Blazers trascinati da Aldridge e Matthews (13 punti a testa) chiudono sul 35-26 nonostante i 12 di David West. Belinelli si alza dalla panchina a 4’02” dalla prima sirena ma non incide: si prende il suo unico tiro del match subito dopo che Fernandez ha portato i Blazers sul 38-28, in avvio di secondo quarto, ma lo sbaglia e torna in panchina per non rialzarsi più. New Orleans intanto aggiusta la difesa (4/14 concesso a Portland nel secondo quarto), domina a rimbalzo (20 con 8 offensivi dopo 24’) e torna in partita con un 9-0, lanciata in vantaggio all’intervallo (49-48) da West. Green con 9 punti nel terzo quarto prova ad alimentare la fuga degli ospiti, ma il divario arriva al massimo a 8 lunghezze (l’ultima volta sul 76-68 a 1’08” dalla terza sirena) e i Blazers restano in partita, cambiando marcia nel quarto conclusivo. Il sorpasso (87-86) lo firma Aldridge a 4’13” dalla fine, con un gioco da tre punti nel mezzo di un 13-3 a cui contribuiscono anche Miller e Matthews che regala a Portland il 96-89 con 51” secondi da giocare. A New Orleans non basta la voglia di West per tentare la rimonta.

Portland: Aldridge 34 (13/18, 8/9 tl), Matthews 24, Miller 18. Rimbalzi: Matthews 8. Assist: Miller 7.
New Orleans: BELINELLI 0 punti (0/1 da tre) e 1 rimbalzo in 5’45”. West 27 (10/18, 7/8 tl), Green 24, Ariza 16. Rimbalzi: Ariza 9. Assist: Ariza 6.

tratto da Gazzetta.it

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Gallinari si inchina a Kobe. Beli sorride, Bargnani k.o.

I Knicks cedono in casa ai Lakers, 96-113, spinti dai 33 punti di Bryant, con l’azzurro che si ferma a 14. New Orleans espugna Orlando, Toronto è superata all’Air Canada Center da Portland, ma Andrea ne fa 29

Danilo Gallinari non riesce a fermare Kobe Bryant e i Lakers, che al Madison Square Garden infliggono ai Knicks dell’azzurro (14 punti) la seconda sconfitta consecutiva. Nemmeno 29 punti di Andrea Bargnani bastano a Toronto per evitare il k.o. interno con Portland, il 16° nelle ultime 17 esibizioni per i Raptors. Marco Belinelli, partito ancora dalla panchina, contribuisce con 3 punti al successo di New Orleans in casa di Orlando.

New York Knicks-Los Angeles Lakers 96-113

I Lakers dominano i Knicks grazie alla grande prova di Kobe Bryant che mette a referto 33 punti in soli 29’ di gioco. I Knicks incassano così la loro 11ª sconfitta nelle ultime 15 gare, un ruolino di marcia decisamente deludente. Mike D’Antoni decide di affidare il pericolo pubblico numero uno, Kobe Bryant, alle cure di Danilo Gallinari. Compito ingrato, soprattutto al Garden, dove Kobe sembra esaltarsi sempre. I Knicks partono bene grazie alla produzione di Felton e con la perentoria schiacciata di Gallinari arrivano al 11-3. Peccato che Bryant decida di cambiare marcia e in sei minuti da fantascienza matte a referto qualcosa come 17 punti. Il fenomeno dei Lakers segna da qualsiasi posizione, paradossalmente il Gallo non difende male, ma quando Kobe è così caldo rallentarlo è impossibile. I padroni di casa comunque riescono a rimanere in scia con i canestri di Williams e Felton. Non contento dei suoi 17 punti, Bryant chiude il primo quarto realizzando proprio sulla sirena l’ennesimo canestro da cinema dopo aver mandato al bar Felton con un paio di finte delle sue. Un primo quarto targato Bryant (19 punti) si chiude con i Lakers avanti 30-28. Pau Gasol rimane a secco nella prima frazione ma si rifà nella seconda. Gallinari apre il secondo periodo con una bella penetrazione che gli regala il canestro più fallo ma i Lakers, con Kobe a prendere fiato in panchina, riescono addirittura ad allungare nei minuti iniziali della frazione. Gasol risponde presente dopo un primo quarto da spettatore dominando la zona pitturata, gli ospiti così prendono in mano le redini del gioco e quando Bryant torna sul parquet a 5’48’’ dal riposo, LA ha raggiunto il vantaggio in doppia cifra. Gallinari dopo un contatto nell’area dei Lakers ha un diverbio con Steve Blake. Il giocatore di Los Angeles spintona l’azzurro (nulla di trascendentale però) e riceve l’inevitabile tecnico. Bryant, intanto, realizza dal perimetro poi decide di giocare per i compagni. La truppa di Phil Jackson viaggia spedita, ritrova i punti di Gasol (12 nel solo secondo quarto) e chiude un eccellente primo tempo avanti 62-48. La ripresa si apre con i liberi di Gallinari, Gasol e Bryant però continuano a trovare il canestro. I Knicks rispondono. Il Gallo fatica dal perimetro ma segna in contropiede, la squadra di casa piazza un parziale di 10-1 e torna al -9. Appena i Knicks si avvicinano ci pensa il solito Bryant a riportare i Lakers a distanza di sicurezza. Il leader di LA firma otto punti in poco più di tre minuti e gli ospiti chiudono la terza frazione con il confortevole vantaggio di 17 lunghezze. Anche con Kobe in panchina la truppa di Phil Jackson continua a fare male alla difesa di New York. Bynum e Gasol fanno quello che vogliono sotto canestro e la tripla di Odom a 6’26’’ dalla sirena porta i Lakers al +20 e in pratica fa calare il sipario sul match. Phil Jackson svuota la sua panchina, i Lakers così si permettono di fare accademia nel finale e vanno a vincere il scioltezza. 4-11 nelle ultime 15 gare.

New York: GALLINARI 14 (4/9 da due, 0/6 da tre, 6/6 ai liberi), 6 rimbalzi, 2 assist 1 recupero in 38’. Stoudemire 24 (9/20), Felton 20. Rimbalzi: Mozgov 11, Stoudemire 10. Assist: Felton 7.
Los Angeles Lakers: Bryant 33 (8/10, 4/7), Gasol 20. Rimbalzi: Bryant 10. Assist: Walton 4.

Toronto Raptors-Portland Trail Blazers 96-102

Toronto perde anche contro Porland (96-102) pur giocando una dignitosa partita. Non basta ai Raptors la brillante performance di Andrea Bargnani, autore di 29 punti con 10/17 dal campo e 8/9 nei tiri liberi, e l’esplosione di Jerryd Bayless nell’ultimo quarto in cui realizza 18 dei 26 punti di Toronto. I Blazers portano a casa la vittoria grazie a LaMarcus Aldridge che conferma la sua eccellente stagione piegando la difesa avversaria per tutto il match e chiudendo con 37 punti (14/25). Il leader dei Blazers è particolarmente efficace nelle fasi importanti e sale in cattedra con 12 punti nell’ultimo decisivo quarto. La partita vede i Raptors avanti nel primo quarto 17-14 grazie a un buon Bargnani che sbaglia le prime conclusioni, ma è molto determinato in attacco. I suoi primi punti non tardano a arrivare, poi appena esce per riposare Portland passa a condurre con 9-2 di parziale. Nel secondo quarto Toronto assiste impotente all’exploit al tiro di Rudy Fernandez, dalle cui mani infuocate partono siluri che infilano la retina. Con 6/6 da tre (8/8 totale per 23 punti nel primo tempo) Fernandez trascina Portland al +8 a metà gara. I Raptors rispondono con i soliti Bargnani (12 punti) e DeRozan (11). Mentre lo spagnolo diventa invisibile nel secondo quarto, Aldridge continua dominare prendendosi la maggior parte dei tiri dei Blazers con efficacia. Gli ospiti allungano anche a +11 nel terzo quarto che si conclude con la reazione positiva di Toronto. Il punteggio è 70-72 dopo tre quarti e il Mago è protagonista di alcune ottime giocate e aggiunge 10 punti al suo bottino. Con una finta fa saltare Aldridge che per evitare una brutta figura ferma Bargnani con un fallo deciso. L’azzurro si vendica infilando una tripla in faccia all’avversario, quindi prende uno sfondamento in difesa. I due rivali nel draft del 2006 ingaggiano un bel duello, ma è Aldridge a sorridere per ultimo. Bargnani è positivo anche nell’ultimo quarto con 3/4 e altri 7 punti e con Bayless in trance agonista Toronto sorpassa e va a +7 a metà quarto (85-78). Bayless imita Fernandez ed esplode con 4 triple consecutive. La difesa di Toronto però non è all’altezza nel finale. Con tale equilibrio in campo ogni errore si paga, come il facile canestro di Batum che sfrutta un blocco e si ritrova tutto solo sotto canestro per un aiuto difensivo mancato da parte dei Raptors. Il francese riceve il pallone e va a schiacchiare trovando il pareggio (87-87). Negli ultimi minuti Miller e Aldridge assicurano il successo ai Blazers con giocate vincenti. Toronto si consola con la continua crescita del baby Ed Davis, 6 punti e soprattutto 13 rimbalzi in 28 minuti, partito in quintetto al posto dell’assente Amir Johnson (distorsione alla caviglia). Dopo il k.o. di Jonhson, l’unico giocatore nel roster dei Raptors ad aver giocato in tutte la gare del campionato in corso è DeMar DeRozan. Con un bilancio di 14-40, Toronto è il fanalino di coda dell’Atlantic Division e solo Cleveland (9-45) ha un record peggiore nella Eastern Conference.

Toronto: BARGNANI 29 punti (9/16 da 2, 1/1 da 3, 8/9 tl), 6 rimbalzi, 4 assist, 5 palle perse e 1 recuperata, 1 fallo in 43’. Bayless 18, DeRozan 17. Rimbalzi: Davis 13. Assist: Calderon 10.
Portland: Aldridge 37 (14/25), Fernandez 23, Miller 13. Rimbalzi: Aldridge 10. Assist: Miller 8.

Un'entrata di Marco Belinelli contro Dwight Howard. Ap
Un’entrata di Marco Belinelli contro Dwight Howard

Orlando Magic-New Orleans Hornets 93-99

La potenza della difesa. New Orleans (33-22) cancella una striscia di 4 sconfitte consecutive mettendo la museruola ai Magic (34-21), a cui negli ultimi 6’36” concede un solo canestro dal campo in 10 tentativi. Con Marco Belinelli in panchina per la seconda gara consecutiva, gli Hornets reggono la sfida a rimbalzo con Dwight Howard (43ª doppia doppia stagionale) e compagni nonostante l’assenza di Emeka Okafor, facendo il vuoto con la serrata finale. In attacco gran parte del lavoro lo fa Willie Green (massimo stagionale), e per Belinelli non è una bella notizia, visto che la guardia ex Philadelphia ha tolto il posto da titolare proprio all’italiano. “Green è stato incredibile, ha infilato tiri difficilissimi – l’applauso di Chris Paul al compagno -. Questa è stata una settimana difficile per noi, ma siamo riusciti a rimanere concentrati e uniti”. Nemmeno 39 punti dalla panchina bastano a Orlando per sopperire alle difficoltà del quintetto titolare: Nelson, Jason Richardson e Anderson producono un misero 8/28 dal campo, Howard e Turkoglu 25 punti nel primo tempo ma appena 11 (solo 4 del centro) nella ripresa. New Orleans ritrova Trevor Ariza dopo tre gare in assenza, ma all’inizio l’attacco è tutto sulle spalle di Green, che firma 8 dei primi 9 punti dei suoi buoni per tenere la scia dei Magic, subito spinti avanti da Howard. Belinelli si alza dalla panchina a 3’24” dalla sirena ma si fa notare solo per un rimbalzo, mentre Paul prende per mano la squadra e la trascina al 28-24 di fine periodo. Beli resta in campo all’inizio del secondo quarto, sbaglia il primo tiro che prende, poi torna a sedersi a 8’24” dal riposo. Green ritrova il feeling col canestro, ma Redick con 10 punti tiene i Magic nel match. La fuga agli ospiti riesce negli ultimi 4’, quando Jack infila 8 dei suoi 13 punti del periodo e regala agli Hornets il 61-52 al riposo. Dopo essere sprofondata a 73-61, Orlando si rialza. Belinelli frena la rimonta col suo unico canestro della gara, la tripla dell’80-76 a 53” dalla terza sirena, ma Arenas da solo frutta ai Magic l’80 pari a fine periodo. I padroni di casa toccano l’89-84 a 8’38” dalla fine, Green ricuce e sorpassa ma Clark a 6’34” dalla sirena firma il 91 pari. A questo punto la difesa di New Orleans sale in cattedra, costringendo i Magic a 11 infruttuosi possessi (7 errori al tiro, 4 palle perse). Green e West intanto firmano il 95-91 e Belinelli a 45” dalla fine può mettere il match in ghiaccio ma sbaglia la tripla del +7. Orlando ritrova il canestro a 25” dalla fine, ma i centri di New Orleans dalla lunetta e un malinteso tra Turkoglu e Richardson tramutato nella 16ª palla persa dei Magic chiudono i conti.

Orlando: Howard 20 (8/12, 4/12 tl), Turkoglu 16, Redick 14, Clark 14. Rimbalzi: Howard 17. Assist: Nelson 5, Turkoglu 5
New Orleans: BELINELLI 3 punti (1/2, 1/3), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata e 1 fallo in 14’07”. Green 24 (7/13, 3/7, 1/1 tl), West 17, Paul 15. Rimbalzi: West 17. Assist: Paul 7

tratto da Gazzetta.it

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Altra possibile trade per Carmelo

Voci all’interno della NBA dicono che i Denver Nuggets, insieme a Knicks e T’Wolves stiano discutendo di una possibile trade per cedere Carmelo Anthony (anche se lui continua a smentire).

Melo andrebbe a New York, a Denver andrebbe Wilson Chandler (da NY), Corey Brewer (da Minnie) e una futura prima scelta dei Timberwolves. Infine a Minnesota andrebbe Anthony Randolph (che è totalmente snobbato a NY da D’Antoni) e il peantissimo contratto del centro Eddy Curry.

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Stoudemire show, NY vola. Gallinari sottotono: 10 punti

I Knicks battono 117-103 Philadelphia, trascinati dalla seconda gara stagionale con 41 punti di Stat. Per Danilo peggior gara dal 30 dicembre, in gran forma la matricola Fields, al massimo in carriera

Amar'e Stoudemire, 28 anni, 26,2 punti di media. Afp
Amar’e Stoudemire, 28 anni, 26,2 punti di media

Nel segno di Stat. Amar’e Stoudemire con 41 punti (massimo stagionale eguagliato), trascina i Knicks al 117-103 al Garden contro Philadelphia, che venerdì al Wells Fargo Center aveva inflitto ai newyorkesi una brutta sconfitta. La squadra di Mike D’Antoni, per nulla distratta dalle voci sul ritorno di fiamma per Anthony, questa volta non si fa sorprendere, martellando col 59,7% dal campo (con 11/27 da tre) e dominando 39-28 la sfida a rimbalzo. col rookie Landry Fields (massimo in carriera) arma letale e Ray Felton solito dispensatore di assist. Non brilla Danilo Gallinari, che si ferma a 10 punti (minimo dal 30 dicembre).

subito stat — Mike D’Antoni per vendicare la sconfitta subita a Philadelphia venerdì tenta subito la carta Mozgov, promuovendo il russo in quintetto. Elton Brand sotto il canestro si fa sentire ma Amar’e Stoudemire risponde segnando 10 punti nei primi sei minuti del match. Il Gallo attacca il canestro, si guadagna due liberi e poi trova la retina da sotto. New York si mette a correre e passa a condurre, chiudendo la prima frazione avanti 31-24. Il secondo quarto si apre con la bella giocata dell’azzurro che trova canestro più fallo ma, dopo 37 centri consecutivi dalla lunetta, fallisce il libero. L’eccellente Fields spinge i Knicks al vantaggio in doppia cifra ma i 76ers si rimboccano le maniche e con il solito Brand, che sembra sempre esaltarsi quando si trova di fronte Stoudemire, tornano sotto. “Stat” firma nove punti negli ultimi due minuti del primo tempo, la squadra di casa così va al riposo in vantaggio 55-51.

Landry Fields, 22enne matricola prodotto di Stanford. Ap
Landry Fields, 22enne matricola prodotto di Stanford

fuga ny — I padroni di casa provano a prendere il controllo del match con un ottimo inizio di ripresa. Fields segna sette punti in un paio di minuti, New York piazza subito un parziale di 11-4 e arriva al vantaggio in doppia cifra. Gallinari però si vede fischiare il suo quarto fallo ed è costretto a tornare in panchina. I Knicks toccano quota +15 a metà frazione ma Philadelphia non si scompone, si affida a Iguodala e con un break di 16-4 si riporta in scia. Due triple consecutive di Chandler e Douglas a inizio quarto periodo allontanano i Knicks. Philadelphia tenta di rimanere aggrappata al match ma Fields e Stoudemire non vogliono sentire ragioni e riportano i padroni di casa al +12 a tre minuti dalla sirena. Amare nel finale rimpingua il proprio bottino personale, il Gallo firma un canestro dal perimetro e Knicks così vanno a vincere in scioltezza.

New York: GALLINARI 10 (3/3 da due, 0/3 da tre, 4/6 ai liberi), 3 rimbalzi, 5 assist in 31’. Stoudemire 41(17/21, 7/7 tl), Fields 25, Felton 13. Rimbalzi: Fields 10. Assist: Felton 13.
Philadelphia: Brand 28 (10/14, 8/10 tl), Williams 19, Young 16. Rimbalzi: Young, Iguodala, Brand, Hawes 5. Assist: Iguodala 8.

tratto da Gazzetta.it

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Super Gallo non basta ai Knicks. Crisi Mago, Beli k.o. con Durant

Danilo firma 27 punti ma New York si arrende al Garden con Dallas. Bargnani ne colleziona 12 nel k.o. di Toronto ad Atlanta, il 13° consecutivo dei Mavs. La stella dei Thunder sforna 43 punti e travolge gli Hornets: per Belinelli 6 punti subito ma pochi minuti

Tre sconfitte su tre per gli italiani impegnati nella notte Nba. Danilo Gallinari è il migliore dei suoi nel k.o. interno dei Knicks con Dallas. Andrea Bargnani continua il suo periodo negativo e Toronto arriva a 13 sconfitte. Marco Belinelli infila 6 dei primi 8 punti dei suoi, ma contro il miglior marcatore della Nba non può nulla.

Danilo Gallinari, 22 anni, 28 punti di media nelle ultime 2 gare. Ap
Danilo Gallinari, 22 anni, 28 punti di media nelle ultime 2 gare

New York Knicks-Dallas Mavericks 97-113

Non basta un eccellente Danilo Gallinari. I Knicks, infatti, calano alla distanza e si devono inchinare davanti ai Mavericks. Dallas così conquista il suo sesto successo consecutivo. Gli ospiti partono bene in attacco, New York, invece, non approfitta di un chiaro mismatch. Brian Cardinal, infatti, prova ad affrancare Danilo Gallinari ma non ha l’atletismo per tenerlo a bada. Nei primi minuti però nessuno se ne accorge perché l’azzurro non viene servito. Dirk Nowitzki e Tyson Chandler portano i Mavericks al +8 a metà frazione, ma ci pensa il Gallo a rimettere in carreggiata la truppa di Mike D’Antoni. Tre devastanti penetrazioni consecutive dell’azzurro, infatti, producono due schiacciate e un canestro più fallo. Lo sconsolato Cardinal va in panchina, Gallinari, invece, continua ad attaccare il canestro. Produce anche Stoudemire, i Knicks così tornano davanti e chiudono la frazione con l’ennesima penetrazione di un eccellente Gallinari. New York va avanti 34-27 e il Gallo nel primo quarto è devastante. Appena l’azzurro va a prendere ossigeno in panchina, Dallas però riprende la squadra newyorchese. Le grida di Mark Cuban, davvero scatenato dal suo posto dietro la panchina di Dallas, ottengono l’effetto sperato. I Mavs, infatti, piazzano subito un parziale di 10-0 e tornano davanti. Stoudemire si rimette a dominare l’area e la squadra di casa tiene il passo degli ospiti. Dallas comunque riesce a rimanere davanti e chiude un primo tempo decisamente divertente avanti 56-52. Primi due quarti davvero particolari per Gallinari il cui bottino, 13 punti, è frutto della sua voglia di attaccare il canestro. Nessuna tripla, solo liberi (che arrivano grazie alle penetrazioni), due schiacciate e due layup. Tanto per far capire che l’azzurro e’ un attaccante completo.

ripartenza dallas — Nowitzki schiaccia subito sull’acceleratore e i Mavericks a inizio ripresa decidono di prendere in mano le redini del match. In attacco gli ospiti diventano devastanti. Il tedesco fa quello che vuole, Barea e Kidd danno il loro contributo e in pochi minuti il Garden diventa silenzioso a causa del parziale da k.o. di 26-6 della squadra texana, che in pochi minuti porta i Mavs al +24. Il Gallo non ci sta. L’azzurro prova ad svegliare i compagni con una schiacciata, poi trova la sua prima tripla della gara. New York ritrova ritmo in attacco e Gallinari con esperienza costringe Marion al fallo sulla sua conclusione dalla lunga distanza. Tre liberi e Knicks a -13. New York così dopo aver rischiato il tracollo all’inizio della frazione, riesce a rimanere a galla e chiude il terzo quarto sotto 86-73. Dallas si rimette a correre a inizio quarto periodo, Gallinari ancora una volta attacca il canestro e trova i due punti, i Mavs comunque restano lontani. I padroni di casa non sembrano avere più la forza per tornare sotto. Le folate di Terry e la tripla di Barea a quattro dalla fine, così, portano i Mavs al +21 e fanno calare il sipario sul match. (Simone Sandri)

New York: GALLINARI 27 (6/9 da due, 1/5 da tre, 12/12 ai liberi), 6 rimbalzi, 2 assist, 2 recuperi, 1 stoppata in 39’. Douglas 22 (6/7, 3/6), Stoudemire 21. Rimbalzi: Fields 9. Assist: Felton 9.
Dallas: Nowitzki 29 (8/12, 2/4), Barea 22, Chandler 15. Rimbalzi: Chandler, Nowitzki 11, Marion 10. Assist: Kidd 10.

Andrea Bargnani ha tirato 4/12 dal campo ad Atlanta. Reuters
Andrea Bargnani ha tirato 4/12 dal campo ad Atlanta

Atlanta Hawks-Toronto Raptors 100-87

Non si arresta la spirale dei Raptors, al palo da quasi un mese (dal 9 gennaio) e arrivati ad Atlanta alla sconfitta consecutiva numero 13, striscia perdente più lunga della franchigia dal 2002. Ancora senza Barbosa, Evans e Kleiza, i canadesi arrivano solo in mattinata in Georgia, bloccati a Indianapolis per una tempesta di neve da lunedì sera. Sotto il fuoco della critica, che se la prende col giocatore più pagato per la debolezza in difesa e a rimbalzo, Andrea Bargnani continua la propria involuzione: con 12 punti segnati fissa a 13 la media delle ultime tre gare (viaggia sopra i 21 in stagione), e nelle ultime sei partite ha 1/20 da tre punti. In campo solo 27′, entrerà solo marginalmente in partita: non è fiducioso e sbaglia da fuori, producendo solo quando prende posizione profonda in area. Quarta forza a Est, al successo numero 13 delle ultime 15 gare casalinghe, gli Hawks sono trascinati dai 37 punti di Joe Johnson, 19 già al riposo. Atlanta sfrutta in penetrazione la scarsa tenuta ospite sul perimetro, aprendo bene il campo per trovare tiri di qualità: 57,1% al tiro nel primo tempo, che diventerà 55,3% alla fine col 41,7% da tre. Eppure, sotto 50-41 già prima del riposo, Toronto piazza un 10-0 in apertura di ripresa per mettere la testa avanti sul 54-55 con Calderon. Anche qualche errore del Mago, tra tiri e perse, fa perdere però ritmo ai canadesi, che vanno a canestro solo in 2 dei successivi 12 attacchi: il 10-2 firmato dall’ex trevigiano Evans lancia Atlanta 73-61 sul finire del terzo quarto. Perso Bayless (ginocchio), i Raptors torneranno al massimo sull’84-78 a 7’30” dalla fine, poi imbarcano un 12-0 in 5′ che li fa precipitare 96-78: bandiera bianca. Chiusa senza gloria la serie di tre trasferte di fila, ora 5 delle prossime 6 gare, e 9 delle prossime 11, si giocano a Toronto. Ma più del fattore campo, i Raptors devono ritrovare Bargnani. (Giuseppe Nigro)

Atlanta: J. Johnson 37 (10/13, 5/8, 2/3 tl), Smith 18, Evans 12, Horford 12. Rimbalzi: Horford 14. Assist: J. Johnson 8.
Toronto: BARGNANI 12 punti (4/10, 0/2, 4/4 tl), 5 rimbalzi e 1 persa in 30′. A.Johnson 20 (8/11, 4/4 tl), DeRozan 16, Weems 12. Rimbalzi: A. Johnson 13. Assist: Calderon 10.

Kevin Durant viaggia a 29,2 punti di media in stagione. Ap
Kevin Durant viaggia a 29,2 punti di media in stagione

OK City Thunder-New Orleans Hornets 104-93

Per la terza volta nelle ultime 4 partite, Kevin Durant va oltre i 40 punti, e mette a segno l’ottava doppia-doppia della stagione grazie ai 10 rimbalzi catturati. Di fronte a un tale fenomeno si deve arrendere la New Orleans di Marco Belinelli, ribaltata nel terzo quarto e dominata dal miglior marcatore della lega dopo una prima metà di gara in equilibrio. Nonostante a 5’54” alla fine del primo quarto Chris Paul si faccia male alla caviglia sinistra, il playmaker di Nola tornerà a disposizione già dal secondo quarto, guidando i suoi al massimo vantaggio insieme a David West (55-47 a 30 secondi dall’intervallo), con il playmaker già a quota 11. Marco Belinelli inizia fortissimo, segnando 6 dei primi 8 punti dei suoi e prendendosi 5 dei suoi 6 tiri dal campo nel solo primo quarto, ma quando coach Williams inizia le rotazioni per lui tornano a esserci pochi minuti. L’italiano, infatti, non è tra i primi 5 che iniziano il terzo perodo per gli Hornets, ma rientra a circa 7 minuti dalla fine con la gara ancora in equilibrio. Durant, però, ne mette 13 in questa sola frazione, costruendo da solo il 6-0 che permette ai Thunder di chiudere 81-72 al 36′. Pondexter prova a tenere lì gli Hornets con 7 punti consecutivi (92-84 a 7’22 dalla fine), ma Durant infila altri 9 punti in questo periodo, compresi quelli del 98-84 che a 5’43 dalla fine sembra più di un’ipoteca sul risultato. Russell Westbrook, per una volta non devastante, mette la tripla del 104-91 a 29″ dalla fine giusto per far salire a 3 gli uomini in doppia cifra per coach Brooks: 3 come le vittorie di Okhaloma City su New Orleans nei 4 scontri stagionali. (Pietro Scibetta)

Oklahoma City: Durant 43 (9/12, 5/7, 10/11 tl), Green 12, Westbrook 10. Rimbalzi: Ibaka 12. Assist: Westbrook 8.
New Orleans: BELINELLI 6 (3/3, 0/3), 1 rimbalzi, 1 assist, 1 fallo in 20 minuti. West 20 (8/19, 4/6 tl), Paul 15, Andersen 13, Pondexter 10. Rimbalzi: West 15. Assist: Paul 5.

tratto da Gazzetta.it

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