Posts tagged New York Knicks

Walsh lascia la presidenza dei Knicks

Donnie Walsh non sarà il presidente dei Knicks la prossima stagione, ma solo consulente della franchigia della Grande Mela.

Di seguito il comunicato ufficiale della franchigia newyorchese.
“Dopo una serie di colloqui sul suo futuro ruolo  a New York, i Knicks e Donnie Walsh hanno raggiunto un accordo sul fatto che Donnie non sarà più il presidente della franchigia ma opererà da consulente per la stagione 2011-12- In poco tempo con i Knicks, Donnie Walsh ha avuto un grande impatto che durerà per molti anni ancora. Ringraziamo Donnie per le sue qualità. Non cercheremo un nuovo presidente o GM. Al momento Glen Grunwald, vice presidente dei Knicks, sarà GM ad interim. Siamo sicuri del futuro radioso dei Knicks negli anni a venire”.

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Bryant sbanca casa Belinelli. Record Rondo: Boston ok

I Lakers passano a New Orleans grazie ai 30 punti di Kobe e firmano il 2-1: l’azzurro si ferma a 5. Il play trascina i Celtics al 3-0 con il successo a New York, firmando 20 assist e una tripla doppia. Atlanta ringrazia Crawford e va sul 2-1 contro Orlando

Kobe Bryant , dei Lakers, in duello contro Trevor Ariza. Reuters
Kobe Bryant , dei Lakers, in duello contro Trevor Ariza

I Lakers giocano con la personalità dei campioni in carica a New Orleans e conquistano il successo. Boston domina New York al Madison Square Garden mentre Atlanta ha la meglio su Orlando.

New Orleans-Los Angeles Lakers 86-100 (1-2 nella serie)

I Lakers mostrano i muscoli e giocano con un’intensità prodotta soltanto a sprazzi nelle ultime settimane, andando a vincere con personalità sul parquet degli Hornets. Quando i campioni in carica giocano in questo modo, batterli diventa davvero difficile. C’è il pubblico delle grandi occasioni a New Orleans e l’arena è una vera bolgia, Kobe Bryant e compagni però non si scompongono e mettono subito le cose in chiaro dominando la zona pitturata. Gli Hornets faticano a tenere il passo degli ospiti ma provano a rimanere in scia. Marco Belinelli prende un paio di buoni tiri ma il pallone non sembra volere entrare. L’azzurro comunque firma il 10 pari dalla media distanza, New Orleans però paga dazio alla fisicità di Bynum e alle iniziative di Bryant e Artest. Pau Gasol inizia al rallentatore ma cresce alla distanza. Il solo Trevor Ariza nei primi minuti sembra prendere confidenza con il canestro dei Lakers che così chiudono il primo quarto avanti 30-23. Bryant e Bynum continuano a lavorare ai fianchi la difesa di New Orleans, Chris Paul però risponde con una serie di canestri spettacolari (18 punti nel primo tempo per il fenomeno degli Hornets), ma i campioni in carica sembrano avere saldamente in mano l’inerzia della gara. Prima dell’intervallo Carl Landry prova a mettere in difficoltà i lunghi di LA, i Lakers comunque vanno al riposo in vantaggio di nove lunghezze. Una New Orleans Arena decisamente rumorosa viene subito zittita da due triple di un ottimo Kobe Bryant nei primi 60’’ della ripresa. Si sveglia Okafor in attacco e il canestro dalla lunga distanza di Belinelli porta i padroni di casa al -6. In un modo o nell’altro New Orleans riesce a rimanere a galla ma i Lakers sono padroni del campo e sembrano trovare sempre ottime soluzioni in attacco. I centimetri delle tue torri di Phil Jackson aiutano e proprio il giocatore più criticato dai tifosi di LA negli ultimi giorni, Pau Gasol, mette al sicuro il risultato all’inizio dell’ultimo quarto dando il la (con sette punti) al parziale di 10-1 che porta i campioni in carica al +14 a 8’36’’ dalla fine. Il resto è accademia, i Lakers, infatti, non corrono più rischi e si riprendono il vantaggio del fattore campo.

New Orleans: BELINELLI 5 (1/1 da due, 1/7 da tre) in 22’. Landry 23 (6/12), Paul 22, Okafor 15.
Rimbalzi: Ariza 12.
Los Angeles Lakers: Bryant 30 (6/13, 4/7), Gasol 17. Rimbalzi: Bynum 11, Gasol 10. Assist: Fisher 5.

Rondo in lay up su Williams, Anthony, Stoudemire, Mason. Reuters
Rondo in lay up su Williams, Anthony, Stoudemire, Mason

New York-Boston 96-113 (0-3)

Dopo le due orgogliose e sfortunate prestazioni sfoderate a Boston, i Knicks steccano al Madison Square Garden, giocando stranamente senza energia, e si fanno dominare dai Celtics. Gli ospiti ci mettono pochissimo a zittire il pubblico del Madison Square Garden che non vede una partita di postseason da sette anni. L’atmosfera è elettrizzante, ma i veterani di Boston aggrediscono subito i Knicks togliendo entusiasmo ai tifosi newyorchesi. Un gigantesco Rondo, che mette a referto una tripla doppia condita dalla bellezza di 20 assist (nuovo record nella postseason per la glorioso franchigia), e Paul Pierce fanno venire il mal di testa alla difesa dei Knicks. I Celtics dopo soli otto minuti di gioco sono già avanti di 17 lunghezze e i padroni di casa hanno solamente cinque punti a referto. Con un Amare Stoudemire a mezzo servizio non è semplice tenere il passo dei Celtics, soprattutto se Carmelo Anthony incappa in una serata difficile (4/16 al tiro) in attacco. New York, con la produzione della panchina, torna sotto ma le triple di Ray Allen fanno male. I padroni di casa comunque riescono a limitare i danni andando al riposo sotto 52-44. Il Garden si aspetta un inizio di ripresa arrembante da parte dei padroni di casa, invece Boston, proprio come nel primo quarto, mette i Knicks con le spalle al muro. L’ottima regia di Rondo e i punti della coppia Allen-Pierce tolgono interesse al match. La truppa di Mike D’Antoni non ha la forza di rispondere e alza bandiera bianca già nelle battute finali del terzo quarto. Boston vince in scioltezza e si avvicina al secondo turno.

New York: Williams 17 (4/5, 2/5), Anthony, Douglas 15. Rimbalzi: Anthony 11. Assist: Anthony 6.
Boston: Pierce 38 (8/11, 6/8), Allen 32, Rondo 15. Rimbalzi: Garnett 12, Rondo 11. Assist: Rondo 20.

La guardia di Atlanta, Jamal Crawford contro OrlandoEpa
La guardia di Atlanta, Jamal Crawford contro Orlando

Atlanta-Orlando 88-84 (2-1)

Niente da fare per Orlando che paga la brutta serata di Turkoglu e Nelson in attacco e cade ad Atlanta. Gli Hawks tengono in mano il pallino del gioco ma non riescono a chiudere i conti e si fanno riprendere nel finale. Soltanto un canestro fortunoso dalla lunga distanza di Crawford alla fine allontana i Magic. Atlanta dopo aver tenuto bene il campo, deve difendersi dal ritorno di Howard e compagni nell’ultimo quarto. Un match fisico si innervosisce nelle battute finali e a 2’21’’ dalla sirena Pachulia e Richardson danno via a una mini rissa e finiscono anzitempo negli spogliatoi. Orlando a un minuto dalla sirena passa a condurre (84-83) con un canestro di Bass. Risponde Al Horford e con i padroni di casa avanti di una lunghezza un ottimo Crawford chiude definitivamente i conti trovando la retina dalla lunga distanza con una conclusione di tabella. Un epilogo un po’ fortunoso che però premia meritatamente gli Hawks.

Atlanta: Crawford 23 (4/14, 3/5), Johnson 21 Smith 15. Rimbalzi: Smith 10. Assist: Johnson 5.
Orlando: Howard 21 (8/14). Rimbalzi: Howard 15. Assist: Nelson 10.

tratto da gazzetta.it

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Garnett dà a Boston il 2-0. Dallas ok, Orlando impatta

The Big Ticket decide contro New York (96-93) portando Boston sul doppio vantaggio. I Mavericks ringraziano Nowitzki per il 2-0 contro Portland e i Magic si aggrappano a un monumentale Howard (33 punti e 19 rimbalzi) per il successo che vale l’1-1 con Atlanta

Kevin Garnett lotta contro Jeffries nel successo di Boston. Afp
Kevin Garnett lotta contro Jeffries nel successo di Boston

Garnett nel finale frutta a Boston una tiratissima vittoria su New York e spedisce i Celtics nella Grande Mela sul 2-0 nella serie al meglio delle 7, nonostante lo show da 42 punti di Carmelo Anthony. Dirk Nowitzki con 33 punti regala a Dallas il doppio vantaggio con Portland. Dwight Howard dà a Orlando l’1-1 nella serie con Atlanta.

Boston Celtics-New York Knicks 96-93 (serie 2-0)

E’ Kevin Garnett l’eroe che consegna a Boston il doppio vantaggio nella serie con New York. The Big Ticket firma il canestro del 93-92 a 13.3” dalla fine; poi, con 4.1 sul cronometro, chiude in faccia a Jeffries la porta per il contro sorpasso, assicurando anche l’ultimo possesso ai suoi. Garnett permette ai Celtics di sopravvivere al miglior Carmelo Anthony di sempre nei playoff, capace di tenere a galla da solo una squadra priva da subito di Billups (ginocchio) e nella ripresa di Stoudemire (dolori alla schiena). Ai Knicks, che chiudono col 36% dal campo ma dominano 53-37 a rimbalzo, lo show di Melo basta solo per spaventare i Celtics, non per vincere al TD Garden, tabù dal novembre 2006. Boston parte 0/7 dal campo, poi fa malissimo in contropiede con Rondo (chiude con il massimo in carriera nei playoff), che firma 14 dei primi 18 punti dei suoi. I Celtics allungano fino a 23-13, ma Anthony trascina gli ospiti al 23-21 alla sirena. Stoudemire (chiude 2/9 dal campo) è in difficoltà per i dolori alla schiena e lascia a 3’22” dal riposo quella che è diventata una sfida tiratissima, perché i Knicks dominano a rimbalzo (32-21 nel primo tempo) ma trovano punti solo da Melo (6/14 al riposo, il resto della squadra è 11/38) e Boston oltre a Rondo mette lentamente in moto anche i Big Three. I Knicks chiudono il primo tempo avanti 45-44, ma i Celtics scappano quando Pierce (12 punti nel parziale) e Allen (11) si accendono ispirati da Rondo. I Celtics sono sul 74-63 a 44” dalla terza sirena, ma Anthony si carica sulle spalle i suoi e firma 13 dei 15 punti che valgono il sorpasso sul 78-76 con 7’54” da giocare. Melo a 2’37” dalla fine mette anche la tripla del 91-88, ma Pierce e Garnett portano Boston a +1 con 1’14” da giocare. Jeffries a 19” dalla fine illude New York, poi Garnett tiene Boston al sicuro. “Non potrei essere più orgoglioso dei miei” dice dei Knicks coach Mike D’Antoni. Si riparte venerdì a New York: Billups e Stoudemire ci saranno.

Boston: Rondo 30 (13/22 da due, 0/1 da tre, 4/7 liberi), Pierce 20, Allen 18. Rimbalzi: Garnett 10. Assist: Rondo 7.
New York: Anthony 42 (10/22, 4/8, 10/11 tl), Douglas 14, Jeffries 10. Rimbalzi: Anthony 17. Assist: Anthony 6.

Fantastica prestazione di Howard, con 33 punti e 19 rimbalzi. Afp
Fantastica prestazione di Howard, con 33 punti e 19 rimbalzi

Orlando Magic-Atlanta Hawks 88-82 (serie 1-1)

Al secondo tentativo puntare tutto su Dwight Howard frutta una vittoria. Orlando riaggiusta la serie con Atlanta dopo lo scivolone di gara-1, trasferendo la sfida in Georgia sull’1-1. Le chiavi del successo dei Magic sono Superman e la difesa: il centro dimostra ancora una volta di essere devastante, aggiungendo 33 punti ai 46 della prima sfida tirano 9/12 dal campo, con il resto della squadra fermo ad un disarmante 18/66. Ma a differenza di gara-1, Stan Van Gundy può contare sulla difesa, che tiene gli Hawks al 39,5% dal campo e domina 52-39 a rimbalzo. “Io non ho fatto nulla, sono stati i ragazzi a farlo – dice coach Van Gundy dei miglioramenti difensivi -. Devi accettare la sfida che la gara ti pone, perché ogni partita vive di vita propria, in cui tu devi fare tutto quello che puoi per vincere”. Si segna poco nel primo quarto, che gli ospiti chiudono avanti 22-16 grazie a un 11-2 propiziato da Smith negli ultimi 1’49”. Ma gli Hawks, che volano sul 32-22 con Crawford a 9’08” dal riposo, non hanno fatto i conti con Howard, che dopo i 4 punti del primo quarto ne mette 20 nel secondo, compresi 10 dei 12 che valgono il 34 pari a 5’20” dal riposo e quelli buoni per scappare sul 48-42 all’intervallo. Orlando prova la fuga a inizio ripresa (55-48 firmato Redick a 6’04” dalla sirena): Atlanta limita i danni con Smith (55-53 a 3’14” da fine periodo), ma i Magic ispirati da Turkoglu e Howard infilano un 11-1 e arrivano alla sirena sul 65-54. Crawford e Johnson tengono in partita gli ospiti, che a 2’14” dalla fine hanno un solo possesso da recuperare (78-76), ma Orlando fa il vuoto con Turkoglu e Richardson e si tiene al sicuro dalla lunetta. Venerdì ad Atlanta la terza sfida. I Magic ci credono: “Loro sono una squadra che fatica quando le cose non vanno come vorrebbero – spiega Ryan Anderson -. Noi invece sappiamo come sistemare le cose”.

Orlando: Howard 33 (9/12, 15/19 tl), Nelson 13, Turkoglu 10. Rimbalzi: Howard 19. Assist: Turkoglu 5.
Atlanta: Crawford 25 (5/12, 3/5, 6/7 tl), Smith 17, Johnson 14. Rimbalzi: Horford 10. Assist: Johnson 5.

Nowitzki festeggia con Kidd e Chandler il 2-0 su Portland. Reuters
Nowitzki festeggia con Kidd e Chandler il 2-0 su Portland

Dallas Mavericks-Portland Trail Blazers 101-89 (serie 2-0)

Quando Dallas deve tenere al sicuro un risultato si affida a Dirk Nowitzki. E il tedesco non tradisce mai. WunderDirk è l’unico Maverick a segnare negli ultimi 3’37” della sfida con Portland, in cui tiene gli avversari a distanza regalando ai texani il 2-0 nella serie che da giovedì si sposta in Oregon: “Sappiamo che loro sono un’ottima squadra in casa, quindi volevamo fare di tutto per mantenere il vantaggio del campo e ci siamo riusciti – spiega Nowitzki, che chiude con 33 punti compresi gli ultimi 11 dei suoi -. Ma questa serie è tutt’altro che chiusa, perché loro sono forti e noi dobbiamo essere preparati ad affrontarli”. Oltre a Nowitzki il marchio su gara-2 lo mettono Peja Stojakovic, devastante con 5 triple a bersaglio e 21 punti dalla panchina, e l’immortale Jason Kidd, 38enne che nella serie sta viaggiando a 21 punti di media (erano 7,9 in regular season). Portland si lascia sfuggire l’1-1 di mano nella ripresa, quando si allontana lentamente ma inesorabilmente da una squadra che non perde nemmeno una palla negli ultimi 24′. Per i Blazers le cose si erano messe bene all’inizio, col duo Wallace-Aldridge capace di produrre il 17-9 a 4’16” dalla prima sirena. Dallas chiude il buco sul 19 ma a fine periodo è sotto 24-22 nonostante Stojakovic abbia già mandato a bersaglio due triple. Portland conduce ma tocca al massimo il +6 (36-30), i Mavs restano in scia e sorpassano per la prima volta sul 41-40 con un gioco da tre punti di Kidd, anche se i Blazers chiudono il tempo avanti 52-50. Kidd infila i primi 9 punti della ripresa e lancia i suoi sul 64-57 a 7’48” dalla terza sirena, ma Portland non si arrende e resta in scia, perché Aldridge è ispirato e Miller (15 punti nella ripresa) si sblocca. Dallas inizia l’ultimo quarto avanti 73-72 e allunga fino al 90-82 firmato Chandler a 4’48” dalla fine. Poi ci pensa Nowitzki a chiudere i conti, anche perché Portland chiude con un 1/6 e deve dire addio ai sogni di rimonta.

Dallas: Nowitzki 33 (9/22, 15/17 tl), Stojakovic 21, Kidd 18. Rimbalzi: Chandler 10. Assist: Kidd 8.
Portland: Aldridge 24 (9/18, 6/8 tl), Wallace 18, Miller 18. Rimbalzi: Aldridge 10. Assist: Miller 8.

tratto da gazzetta.it

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New Orleans sorprende i Lakers. Memphis sbanca San Antonio

A sorpresa i campioni in carica cadono 109-100 con gli Hornets: strepitoso Paul, per l’italiano 10 punti e 1 rimbalzo. I Nuggets di Gallinari cadono con Oklahoma. Prima vittoria ai playoff nella storia dei Grizzlies, che violano 101-98 la casa degli Spurs, numeri 1 a Ovest. Allen lancia Boston contro New York

Seconda giornata dei playoff Nba aperta dalla storica vittoria di Memphis in casa di San Antonio. Non è da meno l’impresa degli Hornets, corsari allo Staples Center nella casa dei Lakers campioni in carica: Belinelli e compagni s’impongono 109-100. Niente da fare per i Nuggets di Danilo Gallinari che in gara-1 si devono inchinare davanti a Kevin Durant e ai Thunder. Boston, invece, supera New York grazie alla tripla nel finale di Ray Allen.

Marco Belinelli e Carl Landry difendono su Bynum. Ansa
Marco Belinelli e Carl Landry difendono su Bynum

Los Angeles Lakers-New Orleans Hornets 100-109
(serie 0-1)
Continuano le sorprese nella Western Conference. Dopo lo scivolone di San Antonio cadono anche i campioni in carica che si fanno superare a Los Angeles dagli Hornets di Marco Belinelli. Il trend di questo inizio di postseason viene rispettato anche allo Staples Center. Nel primo tempo, infatti, le squadre favorite dal pronostico soffrono parecchio, succede la stessa cosa anche ai Lakers. Chris Paul e un ottimo Marco Belinelli fanno lavorare i campioni in carica. Gli Hornets partono con il piede giusto e grazie anche alla bella penetrazione del giocatore bolognese (al suo esordio nella postseason) arrivano al +8. Kobe Bryant sveglia la sua truppa e i campiono in carica rimettono le cose a posto con un parziale di 10-0, New Orleans però non rallenta. Due triple consecutive di un Beli che lavora tantissimo anche in difesa riportano davanti gli ospiti che chiudono la prima frazione in vantaggio di due lunghezze. Con le riserve sul parquet spesso New Orleans va in difficoltà, invece a inizio secondo quarto la panchina si mette a produrre e gli Hornets segnano i primi sette punti della frazione. I Lakers provano a rispondere ma quando tornano i titolari gli ospiti riescono ad allungare grazie alle invenzioni di Paul. Anche l’azzurro fa il suo dovere rimpinguando il proprio bottino con un’altra penetrazione su Artest, chiusa a canestro con la mano sinistra. New Orleans arriva al +12, Bryant si inventa un canestro assurdo dalla linea di fondo e paga dazio cadendo sugli spettatori in prima fila. Il fenomeno dei Lakers spaventa gli spettatori dello Staples restando immobile sul parquet per diversi secondi, ma se la cava con una contusione al collo. I padroni di casa comunque vanno negli spogliatoi al riposo sotto 55-47. I campioni in carica rientrano sul parquet con un’intensità diversa e fanno subito capire agli ospiti di voler prendere il controllo delle operazioni piazzando un parziale di 7-0. I Lakers si mettono a difendere come si deve ma le penetrazioni di Paul riescono comunque ad essere letali. New Orleans pero’ fallisce troppi liberi (5/13 dalla lunetta nei primi tre quarti) e i padroni di casa, nonostante i problemi in attacco di uno spento Pau Gasol, tornano in scia chiudendo la frazione sotto di un solo punto. I canestri i Jack e di un un sorprendete Gray all’inizio dell’ultimo quarto riportano la truppa di Monty Williams al +8. Il solito Bryant risponde ma un sontuoso Paul si inventa un paio di canestri da cinema tiene saldamente avanti gli ospiti. Artest, con sette punti consecutivi, prova ad avvicinare i campioni in carica, CP3 non vuole sentire ragioni e porta i suoi Hornets al vantaggio in doppia cifra a un minuto dalla sirena. Il finale però diventa agrodolce per Monty Williams che deve registrare l’infortunio di Aaron Gray. New Orleans comunque porta a casa il sorprendente successo.

Los Angeles Lakers: Bryant 34 (12/24, 1/2), Artest 16. Rimbalzi: Artest 11. Assist: Gasol 6.
New Orleans: BELINELLI 10 (2/5 da due, 2/4 da tre), 1 rimbalzo in 30’. Paul 33 (9/15, 2/3), Landry 17, Jack 15. Rimbalzi: Ariza, Paul 7. Assist: Paul 14.

Danilo Gallinari, 22 anni, in penetrazione. Ansa
Danilo Gallinari, 22 anni, in penetrazione

Oklahoma City-Denver 107-103
(serie 1-0)
La coppia Durant-Westbrook fa la differenza e Oklahoma City riesce ad avere la meglio su Denver. I Nuggets però possono recriminare su alcune decisioni arbitrali davvero discutibili. Gli ospiti non si lasciano intimidire dall’elettrizzante atmosfera della Oklahoma City Arena e nei primi minuti giocano una pallacanestro praticamente perfetta in attacco. Denver, infatti, trova la retina con 10 delle sue prime 12 conclusioni dal campo, arrivando al 23-10 grazie alla seconda tripla di un Danilo Gallinari in ottima condizione. Oklahoma City si affida alla sue due stelle ma ci mette un po’ a carburare in attacco, Denver così viaggia a vele spiegate. Dopo aver terminato il primo quarto avanti 33-24, gli ospiti allungano all’inizio del secondo periodo. Maynor e Cook provano a supportare la coppia Durant-Westbrook ma un canestro dal perimetro del Gallo riporta i Nuggets al +12. Gli arbitri sembrano dare una mano ai padroni di casa, fischiando a senso unico, e metà del secondo quarto i Thunder ritrovato ritmo in attacco. I canestri tanto per cambiare di Durant e Westbrook riportano sotto Oklahoma City che riesce a limitare i danni arrivando all’intervallo con soltanto una lunghezza di ritardo. Per come si erano messe le cose va di lusso ai Thunder. La ripresa si apre con la schiacciata del Gallo, Denver però non ha la stessa verve in attacco del primo tempo. Durant nel terzo quarto si mette a segnare da qualsiasi posizione facendo venire il mal di testa a Gallinari e compagni. Denver comunque rimane in scia grazie alla produzione nella zona pitturata di Martin e di un immenso Nene. Nei primi minuti dell’ultimo quarto la gara sembra sfuggire di mano alla truppa di George Karl. Durant e Westbrook (72 punti in due) spingono Oklahoma City al +8, il caldissimo pubblico di casa dimostra di apprezzare ma Denver ha la forza di reagire. Gli ospiti piazzano un parziale di 9-0 e tornano davanti. Durant risponde ma Gallinari dalla media distanza riporta in vantaggio i Nuggets. Dopo un paio di possessi infruttuosi e una palla persa dall’azzurro, gli ospiti a 1’05’’ dalla fine sono ancora avanti di una lunghezza quando gli arbitri non vedono la clamorosa interferenza di Perkins che con un tapin irregolare (il giocatore tocca il pallone nel cilindro mettendo addirittura la mano nella retina) regala il vantaggio a Oklahoma City. Westbrook a 22’’ dalla sirena porta i Thunder al +3 e Felton, sul susseguente possesso offensivo di Denver, sceglie una conclusione dalla lunga distanza dall’altissimo quoziente di difficoltà che muore sul ferro. I padroni di casa così dalla lunetta mettono al sicuro il risultato.Oklahoma City: Durant 41 (10/16, 3/6), Westbrook 31. Rimbalzi: Durant 9. Assist: Westbrook 7.
Denver: GALLINARI 18 (4/7 da due, 2/4 da tre, 4/6 ai liberi), 4 rimbalzi, 2 assist in 32’. Nene 22 (9/11). Rimbalzi: Chanlder, Nene 8. Assist: Felton 8.

Zach Randolph, 29 anni, 20,1 punti di media in stagione. Reuters
Zach Randolph, 29 anni, 20,1 punti di media in stagione

San Antonio Spurs-Memphis Grizzlies 98-101
(serie 0-1)
Impresa di Memphis che conquista sul difficilissimo parquet degli Spurs la prima vittoria della storia della franchigia nella postseason. I Grizzlies sfruttano l’ottima giornata di Marc Gasol e Zach Randolph mettendo k.o. la favoritissima San Antonio, numero 1 a Ovest. Niente da fare per Manu Ginobili, costretto dall’infortunio al gomito destro,a guardare la partita da bordocampo. Gli Spurs partono al rallentatore. Il solo Tim Duncan sembra in grado di far male alla difesa di Memphis. Fatica parecchio nel primo tempo invece Tony Parker, abulico e impreciso al tiro. Memphis non ha nulla da perdere e con la coppia Gasol-Randolph costringe i lunghi di San Antonio a lavorare parecchio sotto canestro. Duncan se la cava bene, McDyess, invece, si vede fischiare tre falli e rimane pochi minuti sul parquet. I Grizzlies chiudono il primo quarto avanti 27-22 e continuano a difendere con grande disciplina anche nella seconda frazione. Mike Conley stravince il duello con Parker nel primo tempo e Memphis prova a piazzare lo sprint prima dell’intervallo con un parziale di 9-0. Duncan e compagni però rispondono e gli Spurs riprendono gli ospiti. Memphis comunque torna negli spogliatoi a metà gara avanti di una lunghezza. La produzione di Duncan (12 punti e 7 rimbalzi) rappresenta la nota positiva di un primo tempo che non può soddisfare Gregg Popovich. Tony Parker torna in carreggiata nel terzo quarto, gli Spurs attaccano il canestro con più convinzione e vanno spesso in lunetta (ben 19 liberi a favore nella frazione). I padroni di casa provano a spazzare via la resistenza di Memphis con un break di 10-0 ma i Grizzlies con i canestri di Mayo si riavvicinano nel finale del terzo periodo. Nell’ultimo quarto però Zach Randolph torna a dominare la zona pitturata. San Antonio diventa prevedibile in attacco, i Grizzlies prendono fiducia e si riportarono in vantaggio, arrivando al sorprendente +7 a 4 dalla fine. Gli Spurs rispondono e, approfittando anche dei quattro errori consecutivi dalla lunetta di Memphis, con le triple di Bonner tornano davanti. Sembra fatta, invece, il canestro di Battier dalla lunga distanza e i liberi di Allen regalano agli ospiti il +3 a 10’’ dalla fine. San Antonio fa troppa confusone nel suo ultimo possesso, riuscendo allo scadere a trovare la conclusione dalla lunga distanza di Jefferson che pero’ muore sul ferro.

San Antonio: Parker 20 (4/15, 0/1), Duncan 16, Hill 15. Rimbalzi: Duncan 13. Assist: Parker 5.
Memphis: Randolph 25 (10/14, 0/1), Gasol 24, Conley 15. Rimbalzi: Randolph 14. Assist: Conley 10.

Ray Allen, decisivo in gara-1 contro New York. Ap
Ray Allen, decisivo in gara-1 contro New York

Boston-New York 87-85
(serie 1-0)
La tripla del solito Ray Allen a 11’’ dalla sirena regala ai Celtics il successo in gara-1 al termine di un match intenso che lascia parecchi rimpianti alla squadra newyorchese. I recenti problemi di Boston regalano grande fiducia ai Knicks di Mike D’Antoni che arrivano al TD Garden convinti di poter compiere l’impresa. Il primo quarto del nuovo idolo dei tifosi newyorchesi, Carmelo Anthony, pero’ dora solo 1’28’’. Melo, infatti, incappa in due evitabilissimi falli ed è costretto a tornare in panchina. Buon per coach D’Antoni che il suo backup, Bill Walker, si esalti contro la sua ex squadra, realizzando sette punti in pochi minuti. Gli ospiti scelgono di concedere il tiro dal perimetro, considerate le sue statistiche, a Rajon Rondo una tattica che dà i suoi frutti perché rallenta l’attacco di Boston. I Celtics brillano solo a sprazzi ma con i punti di Paul Pierce riescono a rimanere davanti e chiudono i primi 12’ di gioco in vantaggio 24-23. Con Anthony sul parquet nel secondo quarto i Knicks provano a mettere la loro impronta sulla gara. Melo firma 12 punti nella frazione, Boston, invece, in attacco fa una fatica incredibile. Produce anche Stoudemire così gli ospiti si ritrovano al riposo avanti 51-39. La tanto criticata difesa dei Knicks nel primo tempo mette la museruola a Celtics che peraltro danno una mano alla squadra newyorchese giocando senza grande energia. Nel terzo quarto però il match cambia. Anthony non riesce più a trovare il canestro, Boston, invece, si mette a giocare la sua pallacanestro. I Celtics concedono soltanto 13 punti nel terzo periodo e tornano davanti all’inizio dell’ultima frazione. Il match rimane in equilibrio fino alle battute finali. Mike D’Antoni è costretto a rinunciare a Chauncey Billups il quale a 51’’ dalla fine della gara si procura un infortunio al ginocchio sinistro che potrebbe rivelarsi fatale per le ambizioni dei Knicks. Toney Douglas comunque rompe la parità a 37’’ dalla fine con una tripla, Garnett riporta sotto Boston e il susseguente evitabile fallo in attacco di Melo regala il possesso ai Celtics. Pierce imbecca Allen che dalla lunga distanza a 11’’ dalla sirena firma il canestro del +2 che fa esplodere il TD Garden. New York potrebbe trascinare il match al supplementare ma Anthony, invece di tentare la penetrazione, allo scadere sceglie una difficilissima conclusione dalla lunga distanza che non trova la retina. I Celtics così tirano un sospiro di sollievo.

Boston: Allen 24 (6/10, 3/5), Pierce 18, Garnett 15. Rimbalzi: Garnett 13. Assist: Rondo 9
New York: Stoudemire 28 (12/18), Anthony 15. Rimbalzi: Stoudemire 11. Assist: Billups, Anthony

tratto da gazzetta.it

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Chicago non si ferma più. Piovono triple a New York

Con quella sui Nets, i Bulls ottengono l’ottavo successo concecutivo, record degli ultimi sei anni. Al Garden, i Knicks battono Memphis e collezionano 20 triple (su 36 tentate), nuovo record di franchigia

Chicago e New York protagoniste positive della notte Nba, Cleveland ancora una volta tra i cattivi. I Bulls passano a Newark grazie alla prova della difesa, mentre i Knicks si prendono la vittoria interna su Memphis sommergendo gli avversari sotto una pioggia di triple. I Cavs invece vengono travolti a Portland in un match deciso già nel primo quarto.

Derrick Rose evita il contrasto di Deron Williams. Ap
Derrick Rose evita il contrasto di Deron Williams

New Jersey Nets-Chicago Bulls 73-84

Inarrestabili. La difesa di ferro tiene i Nets (22 vinte-44 perse) al minimo di punti stagionali e al 35% dal campo, e Chicago (49-18) allunga a 8 gare la striscia vincente, la più lunga in 6 anni. Per i Bulls, signori della Eastern Conference con mezza gara di vantaggio su Boston, passare al Prudential Center non è stato comunque facile: complice una serata col 40,7% dal campo, il successo degli uomini di Thibodeau è diventato realtà negli ultimi 3’57”, con un 15-4 alimentato da 6 punti di Korver e dal 2/9 al tiro concesso a New Jersey. “Affidarci alla difesa è quello che abbiamo fatto durante tutta la stagione – racconta Derrick Rose -. Se il nostro attacco non funziona, cosa che succede raramente, ci affidiamo alla difesa. Ed è quello che abbiamo fatto”. Chicago ha interrotto la striscia di 5 vittorie consecutive dei Nets mettendo la museruola a Deron Williams, tenuto a 1/12 dal campo. New Jersey era partita meglio, volando sul 10-3 dopo 3’ grazie a 8 punti di Morrow. Chicago insegue e sorpassa nel finale, arrivando alla prima sirena avanti 24-20. Senza Boozer, fuori per la quarta gara di fila, i Bulls trovano un gran contributo a rimbalzo da Asik (massimo in carriera) e nel secondo quarto toccano due volte il +10 prima di tornare negli spogliatoi avanti 43-36. Spinti dai punti di Rose e Deng, gli ospiti arrivano sul 51-37 con 7’12” da giocare, ma New Jersey non cede, nonostante la fatica in attacco, e inizia gli ultimi 12’ sotto 60-50. Outlaw apre il 15-5 che consente ai Nets di agguantare la parità sul 65 a 5’50” dalla fine. Lopez firma il 69 pari con 4’36” da giocare, poi i Bulls decollano per il break che vale la vittoria. “Avremmo potuto giocare e tirare molto meglio – ha detto Williams dei Nets -, ma loro sono davvero una buona squadra in difesa”.

New Jersey: Lopez 22 (8/15 da due, 6/7 liberi), Humphries 13, Vujacic 13. Rimbalzi: Humphries 16. Assist: Williams 11.
Chicago: Rose 21 (8/18, 0/5, 5/6 tl), Deng 19, Korver 12. Rimbalzi: Asik 16. Assist: Noah 6.

Un numero di Carmelo Anthony. Reuters
Un numero di Carmelo Anthony

New York Knicks-Memphis Grizzlies 120-99

Pioggia di triple. Sono ben 20 (su 36 tentate), nuovo record di franchigia, quelle che New York (35-32) manda a bersaglio contro Memphis (37-32), prendendosi la prima vittoria dopo tre sconfitte di fila. Protagonista assoluto della serata al Madison Square Garden è Tony Douglas, che celebra i 25 anni compiuti mercoledì con 9 triple a bersaglio dalla panchina, record di franchigia eguagliato. “Una volta iniziato a fare centro, mi sentivo come se nessuno potesse difendere su di me – ha detto Douglas -. Non importava se c’era un avversario a coprirmi: qualsiasi cosa tiravo finiva nel canestro”. I Knicks, nonostante la peggior serata di Amar’e Stoudemire (16 punti) dall’arrivo di Carmelo Anthony, tirano col 52% dal campo, buono per riprendersi il sesto posto solitario a Est, e aggiustano la difesa, che nelle ultime 3 esibizioni aveva concesso in media 117,3 punti. Memphis vince 41-35 la sfida a rimbalzo, ma chiude col 46,1% al tiro, pagando l’incapacità di difendere dal perimetro. “L’ultima volta ci avevano battuto con le triple – confessa coach Lionel Hollins -. Anche stavolta è successo lo stesso”. New York infila tre triple nel parziale d’apertura, con le ultime due buone per guadagnarsi il 29 pari alla sirena, conseguenza soprattutto dei 15 punti di Melo. Douglas fa centro 5 volte dalla distanza nel secondo quarto, contribuendo a regalare a New York 8 punti di vantaggio (59-51) al rientro negli spogliatoi. Memphis esce definitivamente di scena nel terzo periodo, martoriata dalla distanza: i Knicks fanno centro 7 volte da fuori, e le tre consecutive negli ultimi 59” aprono una voragine di 18 punti (92-74). Memphis ricuce fino a 100-88 con 6’04” da giocare, ma Melo con 7 punti consecutivi tiene i Knicks al sicuro. A 17” dalla fine Douglas firma la tripla dei record e la festa del Garden può esplodere.

New York: Douglas 29 (1/2, 9/12), Anthony 28, Billups 18. Rimbalzi: Stoudemire 9. Assist: Billups 8.
Memphis: Conley 16 (4/9, 2/3, 2/2 tl), Arthur 15, Allen 14, Randolph 14. Rimbalzi: Arthur 7. Assist: Conley 6.

Hickson cerca di frenare la corsa di Aldridge. Ap
Hickson cerca di frenare la corsa di Aldridge

Portland Trail Blazers-Cleveland Cavaliers 111-70

Senza storia. Portland (39-29) spazza via Cleveland (13-54), la peggior squadra Nba, in una sfida mai in discussione che regala alla franchigia dell’Oregon la seconda vittoria consecutiva. I Trail Blazers chiudono col 54,2% dal campo, stravincono 45-29 la sfida a rimbalzo e concedono agli avversari il 35,6% al tiro, permettendosi di far riposare i titolari nell’ultimo quarto, a gara già decisa. La vittoria in realtà Portland se l’era presa già nel primo quarto, infilando prima un 22-0 dopo il momentaneo 2-2 firmato Sessions, poi volando sul 33-4 a 1’44” dalla fine trascinata da 11 punti di Wallace, e chiudendo i conti sul 37-12, col 69% al tiro e gli avversari tenuti al 14,3%, un nuovo minimo nella stagione già disastrata dei Cavs. A Cleveland non basta il ritorno di Baron Davis (fuori da 4 partite dopo la morte della nonna che gli aveva fatto da madre) per rimettersi in carreggiata, e nel secondo quarto Portland continua a dilagare, volando sul 55-19 a 4’47” dal riposo con gli incontenibili Aldridge e Wallace. Grazie alla precisione di Sessions dalla lunetta, Cleveland chiude il primo tempo sotto di 30 (64-34): ma ai Cavs manca tutto, dalla difesa (la quarta peggiore dell’Nba) al gioco di squadra (appena 6 assist complessivi). I Blazers inaugurano la ripresa con un 9-0, poi continuano a far male toccando i 44 punti di vantaggio (87-43) con Camby a 3’15” dalla terza sirena, con la gara già da tempo segnata. Per i Cavs comunque non è un record negativo, visto che a gennaio avevano perso 112-57 in casa dei Lakers.

Portland: Aldridge 20 (9/10, 2/3 tl), Wallace 17, Matthews 14, Batum 14. Rimbalzi: Aldridge 11. Assist: Miller 6, Wallace 6.
Cleveland: Sessions 14 (4/8, 6/6 tl), Gibson 12, Harris 10. Rimbalzi: Hickson 7. Assist: Harris 3.

tratto da gazzetta.it

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Slitta il rientro di Gallinari

Danilo Gallinari è costretto a ritardare il suo rientro dall’infortunio (frattura all’alluce del piede sinistro) che lo tiene fuori da 4 gare. L’azzurro di Denver ha fatto sapere che non giocherà giovedì a Phoenix, data inizialmente prevista per il suo rientro. “Non ci sono possibilità – ha detto il 22enne azzurro -, non sono così vicino a giocare. Non riesco ancora a saltare e mi tocca tirare da fermo”.

Gallinari si è fratturato il dito del piede nel finale della sfida con Portland del 25 febbraio, la sua seconda con i Nuggets dopo la trade che l’ha portato in Colorado. Danilo al momento non riesce a correre o a saltare senza provare dolore. Si sta tenendo in forma lavorando su cyclette e macchina ellittica. “Al momento non riesco a fare di più” ha detto l’italiano, che aveva saltato 6 gare a gennaio per una distorsione al ginocchio. Difficile il recupero di Gallinari per la sfida di sabato contro Detroit: più probabile rivederlo in campo lunedì 14 nel “derby italiano” con Marco Belinelli a New Orleans.

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Rasual Butler ai Bulls. Eddy Curry a Miami??

Rasual Butler continuerà la sua stagione in maglia Chicago Bulls, come confermato dal suo agente, Andy Miller. Il giocatore si unirà ai Tori di Wind City non appena si libererà dal contratto con i Los Angeles Clippers.

Butler in stagione sta segnando 5 punti di media, meno della metà se paragonati agli 11.9 con cui ha chiuso la passata stagione.

Stando a quanto confidato da Eddy Curry alle persone più vicine al suo entourage, il giocatore potrebbe firmare per i Miami Heat. Per poter giocare anche i PO, Curry, mandato dai Knicks ai T-Wolves, da cui ha subito trovato una buonuscita, dovrebbe firmare entro l’ultimo giorno di regular season.

Il giocatore deve ancora esordire in stagione.

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