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Chicago affonda Miami. Oklahoma sfiderà Dallas

I Bulls vincono gara-1 della finale Est; Rose segna 28 punti, ma Deng e Boozer fanno la differenza. Durant trascina i suoi contro i Grizzlies. Gara-7 qualifica così i Thunder che ora nella finale di Western Conference affronteranno i Mavs di Nowitzki

Derrick Rose tra Mike Bibby (a destra) e LeBron James. Reuters
Derrick Rose tra Mike Bibby (a destra) e LeBron James

I Bulls gonfiano i muscoli, annacquano le bocche da fuoco anche dei Big Three di Miami e vincono gara-1 della loro prima finale dell’Est dal 1998. Esatto, non arrivavano così lontano nei playoff dall’ultimo titolo vinto da Michael Jordan e soci. La cosa eccezionale è che dopo aver superato i rivali in tutte e tre le partite di regular season con un margine complessivo di otto punti, domenica sera dentro lo United Center si sono imposti dilagando 103-82. Naturalmente gran parte del merito va al più giovane Mvp della storia, Derrick Rose, che segna 28 punti, anche se stavolta riceve una grossa mano da tanti suoi compagni. Innanzitutto da Lou Deng che mette dentro 21 punti (con 4/6 da tre) e riesce spesso a tamponare LeBron James (15 punti con 5/15 dal campo); dal ritrovato Carlos Boozer (14 punti e 9 rimbalzi) e da Joakim Noah che merita una menzione particolare: prende 14 rimbalzi (di cui 8 in attacco) e, nonostante la brutta percentuale al tiro (4/14 per 9 punti), è lui a guidare la carica con una grinta micidiale.

differenza rose — La partita rimane in equilibrio fino al terzo quarto inoltrato, quando i Bulls con un parziale di 10-0 allungano il passo. L’arena che fu di Jordan s’infiamma quando Noah stoppa Wade con 5’02” da giocare nel terzo, rilancia l’azione e segna in mischia da sotto per il 67-58. All’inizio dell’ultimo periodo, un contributo inaspettato lo dà la panchina e Miami sprofonda anche a meno 17. Ancora una volta, dunque, la difesa di Chicago (la migliore del campionato) mette la museruola ai suoi avversari e delle tre superstar solo Chris Bosh gioca a grandi livelli: 30 punti (con 12/18). La differenza la fanno i rimbalzi offensivi (19-6) e le seconde e anche terze opportunità che i Bulls si procurano proprio grazie a quel dominio. La cosa che deve fare più male a Miami è che il coach dell’anno, Tom Thibodeau, riesce a trovare ai suoi ragazzi persino delle magagne: “Abbiamo concesso troppe buone opportunità a LeBron, che ha spesso sbagliato. Ma quei tiri generalmente lui li mette sempre dentro. Dunque avremo un bel po’ di lavoro da fare in questi due giorni”. (dal nostro inviato Massimo Lopes Pegna)

Chicago: Rose 28 (7/15, 3/7), Deng 21, Boozer 14. Rimbalzi: Noah 14. Assist: Rose 6.
Miami: Bosh 30 (12/18), Wade 18, James 15. Rimbalzi: Bosh 6. Assist: James 6.

Oklahoma City-Memphis 105-90

L’imprevedibile corsa di Memphis arriva al capolinea. Oklahoma City, trascinata dalla sua stella Kevin Durant, mette fine alla favola dei Grizzlies vincendo gara-7 105-90 e si guadagna l’affascinante sfida con i Mavericks nella finale della Western Conference. L’Oklahoma City Arena trabocca di entusiasmo ma i Thunder ci mettono qualche minuto a carburare in attacco. Memphis dal canto suo fa il minimo indispensabile e appena Kevin Durant accelera, gli ospiti vanno in difficoltà. I padroni di casa chiudono il primo quarto avanti 21-17 e all’inizio della seconda frazione provano a piazzare lo sprint.

La grinta di Kevin Durant, 39 anni. Ap
La grinta di Kevin Durant, 39 anni

disciplina — Russell Westbrook si decide a giocare con un minimo di disciplina e a non attaccare sempre il canestro, Durant così viene messo nella condizione di prendere buoni tiri. Esattamente quello che voleva Scott Brooks. I Thunder così piazzano un parziale di 9-0 e a meta’ secondo quarto arrivano a vantaggio in doppia cifra. Il tecnico di Oklahoma City regala diversi minuti sul parquet nel primo tempo a un ottimo Nick Collison che si fa sentire sotto canestro e mostra una contagiosa voglia di difendere. Non a caso Randolph e compagni, con l’ex Kansas in campo, iniziano a sporcare le proprie percentuali al tiro. I Thunder, grazie ai 18 punti di Durant, vanno negli spogliatoi all’intervallo avanti 42-34 con la consapevolezza di aver concesso davvero poco ai Grizzlies. Memphis, infatti, tira con il 32% dal campo nei primi due quarti e riceve una produzione accettabile dal solo Mike Conley.

fluidità — Gli ospiti iniziano la ripresa con il giusto atteggiamento e ritrovano una certa fluidità in attacco. Randolph riporta Memphis al -4 a meta’ frazione ma Kevin Durant scuote la sua truppa e da’ il la al break che rompe l’equilibrio. Gli arbitri decidono di fischiare il meno possibile, facendo arrabbiare lo staff tecnico di Memphis, Oklahoma City prende fiducia e piazza il parziale di 14-2 che mette gli ospiti con le spalle al muro. I punti di Durant e le triple di un caldissimo Harden permettono così ai Thunder di chiudere la terza frazione con un vantaggio di 14 lunghezze, 72-58. La panchina di Oklahoma City tiene a distanza Memphis anche all’inizio dell’ultimo quarto e quando tornano i titolari i padroni di casa mettono al sicuro il risultato. Westbrook trova i punti che gli permettono di mettere a referto una tripla doppia, Collison continua a difendere con grande aggressività e Durant regala giocate da superstar, ai Grizzlies così non basta il coraggio per tornare in partita. I Thunder vincono e volano in finale di conference. (Simone Sandri)

Oklahoma City: Durant 39 (9/16, 4/9), Harden 17. Rimbalzi: Collison 12. Westbrook 10. Assist: Westbrook 14.
Memphis: Conley 18 (5/16, 2/3), Randolph 17. Rimbalzi: Randolph 10. Assist: Conley 6.

tratto da gazzetta.it

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Memphis continua a sognare. Porta Oklahoma City a gara 7

I Grizzlies vincono 95-83, grazie a difesa e 30 punti di Randolph, e conquistano la bella per arrivare alla finale di conference a ovest: sarebbe così la prima numero 8 a riuscirci. Decisiva la svolta nella ripresa. Male Durant, al minimo in carriera nei playoff: solo 11 punti

La gioia di Zach Randolph, autore di 30 punti e 13 rimbalzi. Epa
La gioia di Zach Randolph, autore di 30 punti e 13 rimbalzi

Per Cenerentola Memphis mezzanotte sembra non arrivare mai. I Grizzlies possono continuare a sognare di diventare la prima numero 8 di sempre ad arrivare in finale di Conference dopo aver costretto Oklahoma City alla decisiva gara-7 (domenica alle 21.30 italiane) prendendosi 95-83 la sesta sfida. Merito di Zach Randolph, l’eroe dal passato oscuro che si scatena nella ripresa, merito anche della difesa, che concede ai Thunder appena 29 punti dopo il riposo limitando lo spauracchio Kevin Durant al minimo in carriera nei playoff.

I PROTAGONISTI — Randolph produce 20 dei suoi 30 punti e arpiona 11 dei suoi 13 rimbalzi dopo il riposo. Per i Thunder fermarlo è impossibile, perché Ibaka, il suo marcatore principale, viene caricato di falli e Z-Bo, l’ex cattivo che a Memphis ha trovato la sua dimensione, fa centro praticamente da ogni posizione, aiutato dai tiri dal perimetro di O.J. Mayo, finalmente in quintetto, e dagli assist di Mike Conley. In difesa Tony Allen e Sean Battier contribuiscono alla peggior prestazione di sempre nella postseason di Durant, 11 punti con 3/14 dal campo e ben 9 tiri da tre. La difesa di casa concede il 56% al tiro nel primo tempo, ma dopo il riposo tiene i Thunder al 29%, compreso un 6/22 nel terzo quarto, quello della svolta. “Abbiamo giocato con tanta energia e aggressività – ha spiegato Randolph a fine gara -. Credevamo in questo risultato. Ora ci aspetta un’altra battaglia: dobbiamo essere concentrati e pronti a giocarcela”.

Gran duello fra Zach Randolph, a destra, e Kevin Durant. Reuters
Gran duello fra Zach Randolph, a destra, e Kevin Durant

OKC CI PROVA — Durant sembra caldo in avvio e infila 6 punti che alimentano il 13-6 di Oklahoma a metà primo quarto. Ma il miglior realizzatore delle ultime due regular season commette il secondo fallo e torna in panchina: Memphis ne approfitta, infilando un 17-4 chiuso da Randolph che vale il 23-17 a 2’40” dalla prima sirena. I Thunder trovano da Harden, primo cambio dalla panchina, i punti per avviare la rimonta (23 pari di Collison in avvio di ripresa). Poi, con l’ispirato Westbrook e la terza scelta al draft 2009, Oklahoma vola sul 41-34 a 2’54” dal riposo con i Grizzlies (38% nel primo tempo) incapaci di reagire. Young prova a dare la scossa, ma Harden risponde con due triple di fila che valgono il 54-41, corretto da Battier in 54-44 al suono della sirena.

LA RIMONTA — Memphis cancella lo svantaggio iniziando la ripresa con un 15-5 (Oklahoma nel frattempo sbaglia 9 tiri su 11) che vale la parità sul 59 a 5’17” dalla terza sirena. Randolph ci mette 8 punti e torna a dominare a rimbalzo, ma il sorpasso definitivo arriva dalla lunetta con Arthur e Conley, che regalano ai Grizzlies il 72-68 alla fine del terzo parziale. Durant non trova più la via del canestro, Harden si blocca dopo il 4/4 del primo tempo e per i Thunder la rimonta diventa difficile col solo Westbrook a produrre punti (10 nella ripresa). Anche perché in difesa le cose non vanno meglio, con Randolph che fa ammattire Ibaka e con 8 punti nei primi 7’47” dell’ultimo quarto lancia i padroni di casa sull’84-75. Oklahoma non è in grado di reagire (1/8 nei 4’30” conclusivi) e Memphis la trascina alla prima gara-7 dei playoff 2011. I Thunder avranno il vantaggio del campo, ma i Grizzlies non sono pronti a rinunciare al loro sogno senza combattere.

Memphis: Randolph 30 (12/21 da due, 0/1 da tre, 6/8 tiri liberi), Mayo 16, Conley 11. Rimbalzi: Randolph 13. Assist: Conley 12.
Oklahoma City: Westbrook 27 (10/17, 1/5, 4/5 tl), Harden 14, Durant 11. Rimbalzi: Durant 7, Perkins 7. Assist: Harden 5.

tratto da gazzetta.it

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Miami elimina Boston: è finale Oklahoma City 3-2 con Memphis

Gli Heat superano 97-87 i Celtics, che cedono solo nel finale ed escono a testa alta: decisivo LeBron che a 4’28” dalla fina, sotto di 6, ispira il decisivo parziale di 16-0. Rivers a sorpresa: “Resto a Boston ancora un anno”. I Thunder passeggiano contro i Grizzlies: 99-72

Una schiacciata di LeBron James, autore di 33 punti. Reuters
Una schiacciata di LeBron James, autore di 33 punti

Il cambio della guardia in questa strana postseason è completo. Dopo la sorprendente uscita di scena di Spurs e Lakers, anche i Celtics vanno in vacanza. James e Wade, infatti, trascinano Miami al successo in gara-5; Oklahoma City, invece, domina Memphis.

Miami-Boston 97-87 (Miami vince la serie 4-1)

Missione compiuta per gli Heat che con un devastante finale di gara eliminano i Celtics conquistando la finale della Eastern Conference. Un successo che ha un sapore particolare soprattutto per LeBron James che nella scorsa stagione aveva vissuto uno dei momenti peggiori della sua carriera proprio nella serie persa con i Celtics. Qualche settimana più tardi poi l’ormai celeberrima “The Decision” aveva di colpo cambiato la sua immagine, facendolo diventare uno degli sportivi meno amati dal pubblico a stelle e strisce. Adesso però “King” James può prendersi la sua rivincita. Almeno nei confronti dei Celtics. Miami non gioca una partita straordinaria, ma riesce a rimanere nella scia dei Celtics grazie ai canestri di un eccellente Wade, poi, sotto di sei lunghezze a 4’28’’ dalla sirena, cambia marcia e piazza il colpo del k.o.. James firma 10 punti e gli Heat chiudono il match con un incredibile parziale di 16-0 che li fa volare alla finale della Eastern Conference. Pierce e compagni, che fino a metà dell’ultimo quarto sembravano in grado di allungare la serie, non riescono più a rispondere, commettono una serie di errori e sono costretti ad assistere al “LeBron Show”. I Celtics, a differenza dei Lakers, lottano ed escono di scena a testa alta ma con un Rondo a mezzo servizio, a causa dell’infortunio subito in gara-3 e con un altalenante Kevin Garnett, devono cedere il passo a Miami, una squadra che continua a fare progressi e che in questo momento deve essere considerata come la favorita al titolo. Al termine del match un euforico LeBron James arriva addirittura, per la prima volta, a scusarsi per la gestione della “Decision”. “Mi dispiace per come sono andate le cose – dice James – ma l’opportunità di andare a Miami con Dwyane e Chris era troppo ghiotta per lasciarmela scappare”. L’unica buona notizia per i tifosi dei Celtics arriva, invece, nel dopo partita. Doc Rivers, a sorpresa, dichiara di voler restare sulla panchina di Boston anche nella prossima stagione. Un epilogo inaspettato per un allenatore che sembrava destinato a lasciare la franchigia del Massachusetts . “Adoro questi ragazzi e voglio restare con loro. Domani magari posso cambiare idea ma adesso questo è il mio obbiettivo”.

Miami: Wade 34 (13/18, 0/1), James 33. Rimbalzi: Bosh 11, Wade 10. Assist: Wade 5.
Boston: Allen 18 (1/2, 5/10), Garnett 15. Rimbalzi: Garnett 11. Assist: Pierce 4.

 La grinta di Kevin Durant, stella degli Oklahoma City Thunder. Ap
La grinta di Kevin Durant, stella degli Oklahoma City Thunder

Oklahoma City-Memphis 99-72 (serie 3-2)

Dopo i fuochi artificiali di gara-4, chiusa con il successo dei Thunder soltanto al terzo supplementare, Oklahoma City mette in chiaro le cose e passa a condurre 3-2 nella serie passeggiando contro i Grizzlies di fronte al pubblico amico. La squadra di casa domina dal primo all’ultimo minuto, mette la museruola al pericolo pubblico numero uno, Zach Randolph (nove punti in 36’), e si permette perfino il lusso di tenere in panchina sia Kevin Durant che Russell Westbrook per l’intero quarto periodo. I Thunder con i canestri di un ottimo Cook e del solito Durant cambiamo marcia nel secondo quarto, vanno al riposo avanti 46-35 e chiudono i conti nella seconda parte del terzo periodo arrivando al +20. I Grizzlies disputano così una delle loro peggiori prestazioni da un punto di vista offensivo della stagione. Gli ospiti tirano con il 36% dal campo e mettono un solo giocatore, Marc Gasol, a referto in doppia cifra. Davvero una brutta battuta d’arresto per una squadra che in questa postseason aveva stupito un po’ tutti. “Abbiamo difeso alla grande – sottolinea Kevin Durant – ognuno ha fatto la sua parte, è stata una bella vittoria di squadra. Dopo i tre supplementari di Memphis avremmo potuto pagare dazio alla fatica, invece abbiamo giocato con grande energia”. Ora i Grizzlies non possono più sbagliare e per continuare a sognare e allungare la serie, devono vincere gara-6 in programma a Memphis.

Oklahoma City: Durant 19 (6/10, 1/4). Cook 18. Rimbalzi: Collison 10. Assist: Maynor 9.
Memphis: Gasol 15 (6/9). Rimbalzi: Randolph 7. Assist: Conley, Mayo 4.

tratto da gazzetta.it

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LeBron inchioda Boston. Thunder, maratona vincente

La stella di Miami decide al supplementare gara-4, ora Boston è sotto 3-1. Oklahoma supera Memphis dopo tre supplementari (Westbrook 40 punti) e pareggia la serie sul 2-2

Due spettacolari maratone nelle semifinali di Conference. LeBron James consegna a Miami il 3-1 nella serie contro Boston dopo un supplementare. Oklahoma City ci mette addirittura tre overtime per riuscire a battere Memphis e a pareggiare la serie sul 2-2

LeBron James, 35 punti e a4 rimbalzi in gara-4.  Reuters
LeBron James, 35 punti e a4 rimbalzi in gara-4

Boston Celtics-Miami Heat 90-98 d.t.s. (serie 1-3)

La grinta e la voglia di LeBron James, la costanza di Dwyane Wade e il risveglio di Chris Bosh. Miami vince così la battaglia del TD Garden lunga quattro quarti e un supplementare, grazie a 83 punti complessivi dei suoi Big Three che valgono il 3-1 nella serie contro Boston, con il primo tentativo per raggiungere le finali di Eastern Conference a disposizione mercoledì a Miami: “Quella partita sarà la sfida più grande che questo gruppo ha dovuto affrontare finora – anticipa coach Erik Spoelstra -. Loro giocheranno al massimo delle loro possibilità. Ma noi dobbiamo essere meglio. Se vogliamo davvero riuscire a fare quello che stiamo cercando, dobbiamo essere capaci di battere i Boston Celtics al loro meglio”. Il successo di gara-4, il primo degli Heat a Boston dopo 11 sconfitte, ha l’anima di James, protagonista con 20 punti nel primo tempo e capace di avviare con un canestro e un assist il 6-0 con cui Miami scava il solco decisivo nel supplementare. Wade ci mette 5 punti nel periodo extra, così come Bosh, ritrovatosi dopo un primo tempo disastroso (5 punti e 2/8 dal campo). Boston è tradita da età e acciacchi: Kevin Garnett chiude con 1/10 dal campo, Ray Allen tira 5/12, Rajon Rondo gioca con un braccio solo e per questo viene messo in difficoltà da Chalmers, tanto che coach Rivers nel supplementare gli concede solo le briciole. Pierce segna 8 punti dopo l’intervallo (19 nel primo tempo), rallentando come tutto l’attacco di casa, che dopo il 58% dei 24’ inaugurali non va oltre il 30,7%, sparacchiando 3/14 da tre. Miami cambia centro titolare: fuori Ilgauskas, dentro Anthony. Boston comunque parte meglio e tocca il 19-11 a 4’06” dalla prima sirena, ma gli Heati grazie a James (13 punti) al 12’ sono sotto 31-28 nonostante 14 punti di Pierce. Gli Heat ritrovano Udonis Haslem, fermo per infortunio da novembre, ma Boston vola sul 42-31, anche se Miami non molla e chiude il parziale sotto 53-50. L’attacco dei Celtics dopo il riposo rallenta, gli Heat ritrovano Bosh ma sono sotto 73-69 alla terza sirena. Match tiratissimo nell’ultimo parziale, sigillato da Pierce sull’86 pari a 41” dalla fine. Miami riesce a fare la differenza all’inizio del supplementare grazie a un 6-0 ispirato da James. Wade firma i liberi della tranquillità, Bosh il canestro che mette il risultato in cassaforte. Boston sprofonda in un baratro chiuso con una rimonta solo 8 volte nella storia Nba: ma in due occasioni, nel 1968 e nel 1981, a riuscirci sono stati proprio i Celtics.

Boston: Pierce 27 (9/14 da due, 1/6 da tre, 6/7 tiri liberi), Allen 17, Rondo 10, West 10. Rimbalzi: Garnett 10. Assist: Rondo 5.
Miami: James 35 (10/22, 2/6, 9/9), Wade 28, Bosh 20. Rimbalzi: James 14. Assist: Wade 4.

Kevin Durant, 35 punti in gara-4. Reuters
Kevin Durant, 35 punti in gara-4

 Memphis Grizzlies-Oklahoma City Thunder 123-133 d.3t.s. (serie 2-2)

La sfida infinita. Oklahoma City si prende dopo un triplo supplementare gara-4 e pareggia la serie con Memphis al termine di una partita infinita, controllata dai padroni di casa nel primo tempo (+18) e dagli ospiti a 5’ dal 48′ (+10), ma finita con la più lunga coda della stagione. I Thunder hanno fatto la differenza con un break di 8-2 nel terzo supplementare, in cui i Grizzlies hanno tirato 1/9 dal campo. “Sono fortunato ad aver giocato questa partita – racconta Kevin Durant, 6 punti nel terzo overtime -. Tre supplementari, entrambe le squadre hanno giocato al massimo. Ma giocare partite così aiuta la tua crescita”. Il top scorer della regular season è stato il faro dei Thunder assieme a Westbrook (massimo in carriera nei playoff) e Harden, mentre Memphis non è riuscita a sfruttare la gran serata della coppia Randolph-Gasol (60 punti e 37 rimbalzi in due), aiutati in attacco da Mayo ma non dalle altre guardie (Conley e Allen, il backcourt titolare, hanno chiuso con 5/22 dal campo). Gasol con 12 punti nel primo quarto porta i Grizzlies sul 28-16, che diventa 37-19 a 8’21” dal riposo. Oklahoma si ritrova in avvio di terzo quarto, quando Westbrook e Durant iniziano a produrre anche dal campo: i Thunder sorpassano sul 67-66 a 5’15” dalla terza sirena, ma a fine parziale sono sotto 72-71 grazie al solito Gasol. Oklahoma trova la fuga buona nel parziale conclusivo, quando vola sul 92-82 con 4’56” da giocare. Memphis ricuce con un 7-0, ma  Oklahoma sembra comunque avere in mano la gara quando Perkins va in lunetta con 48” da giocare e i suoi avanti 96-93: il centro ex Boston però sbaglia entrambi i tentativi. A 3.5 secondi dalla fine Conley centra la tripla che vale il supplementare. Oklahoma sembra avere la vittoria in tasca quando Durant firma il 107-101 con 1’30” da giocare, ma Mayo con la sua quarta tripla e Randolph tengono Memphis in partita. A 16” dalla fine, dopo l’uscita per falli di Conley e Mayo, Westbrook firma il 109-106 dalla lunetta, ma Vasquez indovina la tripla del secondo overtime. La matricola uscita da Maryland è protagonista anche dal 53’ al 58’, quando illude Memphis con la tripla del 117-114, pareggiata però da Westbrook. Il play dei Thunder si prende l’ultimo tiro del periodo, ma sbaglia mira e lascia la sfida sul 119 pari. Oklahoma riesce a fare la differenza nel terzo supplementare con un 8-2, ma Memphis si arrende solo a 48” dalla fine, sotto 129-123, quando Randolph perde palla a due passi dal canestro dei Thunder. Mercoledì gara-5 a Oklahoma City.

Memphis: Randolph 34 (9/25, 16/17 tl), Gasol 26, Mayo 18. Rimbalzi: Gasol 21. Assist: Conley 5, Mayo 5.
Oklahoma City: Westbrook 40 (15/31, 0/2, 10/11 tl), Durant 35, Harden 19. Rimbalzi: Durant 13. Assist: Harden 7.

tratto da gazzetta.it

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Boston, messaggio a Miami. Memphis castiga ancora Durant

Semifinali conference Nba: i Celtics dominano gli Heat in casa e accorciano sull’1-2, con Rondo che gioca con un gomito lussato. I Grizzlies risalgono da -16 e si portano sul 2-1 battendo i Thunder all’overtime, traditi da un deludente Durant

Jeff Green cerca la palla difendendo su LeBron. Afp
Jeff Green cerca la palla difendendo su LeBron

Boston torna a giocare con grande personalità e domina Miami, Memphis, invece, recupera un passivo di 16 punti e supera Oklahoma City al supplementare.

Boston Celtics-Miami Heat 97-81 (1-2 nella serie)

I Celtics tornano a difendere come si deve e superano gli Heat in gara-3 grazie alla produzione della coppia Garnett-Pierce e al coraggio di Rajon Rondo. Dopo le due opache prestazioni in Florida, Boston torna in carreggiata giocondo con l’intensità che la contraddistingue e sfruttando al meglio tutti i mismatch. Garnett domina un deludentissimo Bosh (1/6 dal campo), LeBron James incappa in una serata poco brillante, Bibby non mette nessun punto a referto e nemmeno la sorprendente produzione della panchina aiuta coach Spoelstra. Rondo poi mostra un incredibile coraggio, tornando sul parquet nell’ultimo quarto e dando il suo contributo giocando in pratica con una mano sola, dopo essersi lussato il gomito sinistro in uno scontro con Dwyane Wade. I padroni di casa partono con il piglio giusto e fanno subito capire agli Heat di aver cambiato registro rispetto alle due gare in Florida. Garnett fa quello che vuole contro Bosh e Boston resta davanti. Si rivede finalmente anche Shaq, che entra a 2’41’’ dalla fine del primo quarto. Gli Heat però provano a rispondere con i punti di Anthony e Chalmers, tornando sotto nella prima parte della seconda frazione. Un parziale di 10-0 permette poi agli ospiti di passare a condurre, Boston risponde nel finale del primo tempo ma all’intervallo è sotto di due lunghezze. Tutta un’altra musica nella ripresa. La difesa dei Celtics diventa asfissiante, Miami così cala alla distanza. Garnett e Pierce spingono subito i padroni di casa a un break di 16-4 all’inizio del terzo quarto che li porta al +10. I Celtics prendono possesso del match e lasciano a LeBron e compagni soltanto le briciole. A metà frazione però il fallo di Wade mette k.o. Rondo facendo trattenere il fiato all’intero TD Garden. Il playmaker di Boston si procura la lussazione al gomito sinistro e torna negli spogliatoi. Sembra impossibile rivederlo in campo in gara-3, invece il giocatore sorprende lo stesso Doc Rivers ripresentandosi in panchina pochi minuti dopo, accolto da una standing ovation da brividi. Rondo torna in campo all’inizio dell’ultimo quarto ma è praticamente impossibilitato a usare la mano sinistra. No problem, con una sola mano dà il suo contributo e i Celtics scappano via all’inizio della frazione. Lo stesso Rondo li porta al +18 a 6’13’’ dalla sirena andando a schiacciare in solitudine. Partono i titoli di coda e Boston fa capire a Miami che non sarà per nulla facile sbarazzarsi dei campioni in carica nella Eastern Conference.

Boston: Garnett 28 (13/19, 0/1), Pierce 27, Allen 15. Rimbalzi: Garnett 18. Assist: Rondo 11. Miami: Wade 23 (7/14, 1/5), Chalmers 17, James 15. Rimbalzi: Anthony 11. Assist: Wade 7.

La delusione di un deludente Kevin Durant a fine partita. Ansa
La delusione di un deludente Kevin Durant a fine partita

Memphis-Oklahoma City 101-93 (2-1)

Ennesima prestazione tutto cuore per i sempre più sorprendenti Grizzlies, che trovano il modo di riprendere un match che sembrava appannaggio di Durant e compagni, andando a vincerlo con la personalità delle grandi squadre. Non c’è solo lo zampino del solito Randolph, contro i Thunder nel secondo tempo coach Hollins si affida a un quintetto basso e a fare la differenza ci pensano Conley, Mayo e Allen. Tanti rimpianti, invece, per i Thunder, che incredibilmente smettono di giocare nell’ultimo quarto dopo aver dominato i primi tre periodi e subiscono la clamorosa rimonta. Okc prende la misure a Randolph e Gasol nel primo tempo incanalando subito il match sui binari preferiti. Durant e Westbrook non tirano con grandissime percentuali ma la loro produzione basta e avanza, così gli ospiti rimangono saldamente davanti andando negli spogliatoi, a fine primo tempo, in vantaggio 51-43. Memphis nel terzo quarto sembra non riuscire a trovare risposte alla disciplina tattica dei Thunder. In attacco i padroni di casa fanno confusione, Oklahoma City ringrazia e scappa via, arrivando al +16 nelle battute finali del terzo quarto. Sembra lo sprint decisivo, ma coach Hollins prova a giocare la carta del quintetto basso. La scommessa paga, ma Okc ci mette del suo giocando senza la giusta contrazione. Memphis torna sotto con un parziale di 13-2 e incredibilmente riesce a riprendere i Thunder che, traditi da un deludente Durant, segnano soltanto 10 punti nell’ultimo quarto. I Grizzlies trascinano il match al supplementare e con in mano l’inerzia della gara dominano l’overtime sfruttando gli errori in attacco (3/12 dal campo nella frazione) degli ospiti. “Questa e’ una sconfitta difficile da digerire – ammette Kevin Durant – eravamo in vantaggio di 13 punti nell’ultimo quarto, non capisco cosa sia successo ma nei playoff non si possono perdere partite in questo modo”.

Memphis: Randolph 21 (8/21, 0/1), Conley, Mayo 18, Gasol 16. Rimbalzi: Randolph 21. Assist: Conley, Mayo 4.
Oklahoma City: Westbrook 23 (6/19, 1/3), Durant 22. Rimbalzi: Perkins 13, Durant 12. Assist: Westbrook 12.

tratto da gazzetta.it

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LeBron più Wade: Miami va 2-0. Oklahoma City pareggia i conti

Semifinali di Conference: anche Bosh dà il suo contributo nel 102-91 degli Heat sui Celtics, ora sotto 2-0 nella serie. I Thunder, invece, agguantano l’1-1 con Memphis grazie a Durant, a Westbrook e alla panchina

Semifinali di Conference: Miami si prende il 2-0 nella serie con Boston, trascinata dai suoi Big Three che vincono il duello con quelli dei Celtics. Oklahoma City grazie alla coppia Durant-Westbrook e al gran contributo della panchina impatta sull’1-1 la sfida con Memphis.

Big Three al loro meglio in Florida. Reuters
Big Three al loro meglio in Florida

Miami Heat-Boston Celtics 102-91 (serie 2-0)

Questione di Big Three. LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh, i tre fenomeni di Miami, mettono insieme una partita da 80 punti, 26 rimbalzi e 9 assist regalando agli Heat la vittoria in gara-2 e il 2-0 nella serie contro Boston, tradita da Ray Allen, Paul Pierce e Kevin Garnett, le sue tre stelle, che si fermano a 36 punti e al 39,4% al tiro. “E’ stata una partita dura contro un grande avversario – racconta James, 24 punti nella ripresa -. Li abbiamo battuti continuando ad attaccarli e giocando bene in difesa”. Boston tira col 43% dal campo e nell’ultimo quarto non comanda mai, ma cede in una gara equilibrata solamente nei 7’ finali, quando incassa un devastante 14-0 ispirato da James. Gli ospiti provano a dettare il ritmo in avvio, ma a 5’ dalla prima sirena perdono Pierce per un problema al piede sinistro. Miami ne approfitta per chiudere il quarto avanti 27-26, nonostante Green dalla panchina sostituisca con 8 punti il capitano dei Celtics. Pierce rientra a 7’41” dal riposo ma non riesce a dare il meglio col piede dolorante. Wade invece è una furia scatenata e mette in croce la difesa ospite, segnando gli ultimi 8 punti del 13-6 che manda gli Heat al riposo avanti 47-42. I titolari di Boston tirano solo 9/32 nel primo tempo, ma si riscattano nella ripresa. Rondo ispira (5 assist nel terzo periodo), O’Neal (Jermaine, Shaq è ancora infortunato ma dovrebbe tornare in gara-3) prima e Garnett (10 punti dopo il 2/9 del primo tempo) poi finalizzano e i Celtics sorpassano sul 58-56 a 5’42” da fine parziale. Ma non hanno fatto i conti con LeBron: King James apre con due triple di fila il suo personalissimo show e con 12 punti in quel che resta del parziale porta Miami avanti 72-67 alla sirena. Boston non si arrende e col redivivo Pierce impatta sull’80 a 7’10” dalla fine. Una tripla di Chalmers però rimette in moto gli Heat, che partono per un 14-0 alimentato dalle giocate da star di LeBron e da 6 errori consecutivi al tiro dei Celtics. Garnett rompe il digiuno ospite a 3’20” dalla fine ma il divario sembra ormai incolmabile. Non per Rondo però, che con 5 punti regala ai suoi il -8 con 1’05” da giocare. Garnett si prende il tiro della speranza, ma James lo stoppa e mette fine alle ambizioni ospiti. Da sabato la serie si trasferisce a Boston con Miami avanti 2-0, ma coach Rivers non è preoccupato: “Essere sotto non ci spaventa né ci rende nervosi. Anzi, è un’occasione per far vedere quanto valiamo”.

Miami: James 35 (12/21 da due, 2/4 da tre, 5/8 liberi), Wade 28, Bosh 17. Rimbalzi: Bosh 11. Assist: Bosh 4.
Boston: Rondo 20 (7/15, 0/1, 6/8 tl), Garnett 16, Pierce 13. Rimbalzi: O’Neal 9. Assist: Rondo 12.

Kevin Durant scherza con Zach Randolph. Afp
Kevin Durant scherza con Zach Randolph

Oklahoma City Thunder-Memphis Grizzlies 111-102 (serie 1-1)

I ragazzi terribili sono tornati. Oklahoma City impatta la serie con Memphis dimenticando il k.o. di gara-1 grazie ad una prova maiuscola, con l’attacco che colpisce preciso (52,8% dal campo, 8/14 dalla distanza) e la difesa che tiene gli avversari a 34 punti in area (erano stati 52 nella prima sfida). Kevin Durant e Russell Westbrook insieme producono 50 punti, James Harden ne aggiunge 21 (massimo in carriera nei playoff), fiore all’occhiello di una panchina da 48 punti. “Abbiamo fatto un gran lavoro difendendo in area – dice Kevin Durant -. La panchina? I ragazzi sono stati davvero grandi”. Memphis invece viene tradita dalla sua coppia d’oro, Zach Randolph e Marc Gasol: il miglior duo di lunghi che i playoff 2011 avevano offerto finora chiude con 5/22 dal campo. Mike Conley prova a sopperire col massimo in carriera in postseason, ma agli uomini di Lionel Hollins non basta in una gara fisica. Oklahoma deve riscattare la figuraccia all’esordio nella serie e parte subito forte, trascinata sul 16-10 da 13 punti della coppia Westbrook-Durant. Harden ne aggiunge 8 negli ultimi 3’31” e porta i Thunder alla sirena avanti 28-17. Memphis reagisce, e anche grazie al primo canestro dal campo di Randolph dopo lo 0/3 del quarto d’apertura ricuce fino al 36-33 a 5’33” dal riposo. Durant però si riaccende e fa ripartire Oklahoma (che non frena nemmeno quando Ibaka, guardiano con Perkins di Randolph, si ammacca il ginocchio destro), al riposo avanti 54-44 tenendo la coppia Randolph- Gasol a 13 punti e 3/13 al tiro. Durant ci mette 12 punti dopo la pausa ma Memphis non affonda, anzi si riavvicina nel finale di terzo periodo, quando Mayo con 8 punti di fila riporta i Grizzlies sotto 74-68. Oklahoma, che nel frattempo ha ritrovato Ibaka, trova dalla panchina i punti per ripartire: Maynor infierisce con 3 triple, Harden ci mette altri 8 punti, allargando fino a 97-76 a 6’30” dalla sirena. Per i Thunder sembra un finale tranquillo, tanto che quando rientrano i titolari pensano allo spettacolo e non a tenere a bada Memphis, che infatti riparte. Con i lunghi in difficoltà tocca a Conley caricarsi la squadra sulle spalle: il play ci mette 9 punti e alimenta il parziale che porta gli ospiti sotto 104-98 con 1’05” da giocare. Oklahoma però si rimbocca le maniche e dalla lunetta si mantiene al sicuro. Sabato (alle 23 ora italiana) la serie riparte da Memphis.

Oklahoma City: Durant 26 (6/16, 2/2, 8/10 tl), Westbrook 24, Harden 21. Rimbalzi: Collison 7. Assist: Westbrook 6.
Memphis: Conley 24 (7/10, 3/5, 1/1 tl), Mayo 16, Randolph 15. Rimbalzi: Gasol 10. Assist: Conley 8.

tratto da gazzetta.it

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Memphis non si ferma più. Miami parte col piede giusto

Playoff Nba: dopo aver eliminato i favoritissimi San Antonio Spurs, i Grizzlies trascinati da Zach Randolph superano anche i Thunder in gara-1 delle semifinali di conference. Un eccellente Wade guida Miami contro Boston: 99-90

Le semifinali di conference dell’Nba si sono aperte con la vittoria dei Memphis Grizzlies, che hanno vinto 114-101 in gara-1 a Oklahoma City. A seguire Miami si è portato a 1-0 superando Boston 99-90 nella prima della serie.

Tony Allen (a destra)  va al tiro pressato da Perkins e Durant. Ap
Tony Allen (a destra) va al tiro pressato da Perkins e Durant

Oklahoma City-Memphis 101-114 (0-1 nella serie)

Cuore, carattere e tanto Zach Randoph. Con questa ricetta i Grizzlies continuano il loro straordinario momento e superano i Thunder in gara-1. Meno di 48 ore dopo aver spedito anzitempo in vacanza i favoritissimi Spurs, Memphis mostra di avere energia da vendere e non accusa la stanchezza. Nel primo tempo gli ospiti giocano un gran basket mettendo in costante difficoltà la difesa dei padroni di casa. Zach Randolph, l’eroe della serie con San Antonio, fa capire di voler lasciare il segno anche nella sfida con i Thunder e realizza i primi sette punti della sua squadra. I Grizzlies giocano senza pressione e con la mente sgombra, Oklahoma City, invece, nel primo quarto commette diversi errori. A tenere a galla i Thunder però ci pensano i soliti Kevin Durant e Russell Westbrook. La coppia delle meraviglie di Okc firma 18 dei 24 punti realizzati dai padroni di casa nella prima frazione, ma Memphis resta davanti. All’inizio del secondo periodo i Grizzlies tentano lo sprint. La panchina dei Thunder produce con il contagocce, Memphis così aumenta il proprio vantaggio. Anche quando i titolari tornano sul parquet l’inezia del match rimane nelle mani degli ospiti che sfruttano i troppi turnover di Durant e compagni. Memphis piazza un parziale di 9-1 e a metà frazione arriva al +13. Westbrook con le sue penetrazioni prova a riportare sotto la squadra di casa che però non riesce a scrollarsi di dosso il suo torpore e, grazie alla tripla di un ottimo Randolph, arriva addirittura al -16 a due minuti dal riposo. Oklahoma City nel finale della frazione riesce a ridurre lo svantaggio ma la squadra di casa al termine del primo tempo va comunque negli spogliatoi sotto 57-47. Davvero positivi i primi due quarti per Randolph e compagni. Spinta dal suo caldissimo pubblico, Oklahoma City torna sotto all’inizio della ripresa. Scott Brooks trova i canestri di Ibaka ma i Thunder devono fare i conti con il solito Zach Randolph che risponde segnando 12 punti nella frazione. Gli ospiti accelerano negli ultimi minuti chiudendo il terzo quarto con un parziale di 9-0 e avanti 84-71. Un attivissimo Marc Gasol continua a fare male a Okc nella zona pitturata e all’inizio dell’ultimo quarto Memphis arriva al +17. I padroni di casa tornano sotto con un parziale di 9-0 ma i Grizzlies rispondono con grande carattere e a due minuti dalla fine sono ancora avanti di 11 lunghezze. Memphis non corre rischi nel finale e così, con pieno merito, porta a casa gara-1.

Oklahoma City: Durant 33 (8/16, 3/5), Westbrook 29, Ibaka 16. Rimbalzi: Durant, Ibaka 11. Assist: Westbrook 6.
Memphis: Randolph 34 (11/21, 1/1), Gasol 20, Conley 15. Rimbalzi: Gasol 13, Randolph 10. Assist: Conley 7.

 Lebron James, Chris Bosh e Dwyane Wade. Ansa
Lebron James, Chris Bosh e Dwyane Wade

Miami-Boston 99-90 (1-0 nella serie)

Miami parte con il piede giusto nella serie. Gli Heat vincono gara-1 grazie alla produzione di un eccellente Wade e ai canestri di James Jones. Boston, davvero sottotono soprattutto nel primo tempo, può però recriminare per alcune decisioni arbitrali prima fra tutte l’affrettata espulsione a sette minuti dalla fine di Paul Pierce. Come da pronostico non c’e’ Shaq, assente anche in gara-1 a causa dell’ormai celeberrimo infortunio muscolare. I Celtics iniziano la gara nel peggior modo possibile. Rondo è falloso e impreciso, Pierce non trova ritmo dal campo e il solo Allen non basta. Miami così, pur non facendo nulla di trascendentale nel primo quarto, passa a condurre e grazie ai canestri di Wade chiude la prima frazione avanti 20-14. Se in attacco Boston fa fatica, perlomeno gli ospiti difendono con aggressività. Ma nel secondo quarto anche la difesa va in apnea. Con James e Wade in panchina Miami solitamente soffre le pene dell’inferno, invece, a inizio del secondo quarto piazza lo scatto grazie alle triple di un incandescente James Jones. Gli Heat arrivano al +13 e, dopo un passaggio a vuoto a metà frazione, nei minuti finali del secondo quarto riprendono a correre. Wade suona la carica e i padroni di casa fanno quello che vogliono contro l’irriconoscibile difesa di Boston. Miami così va negli spogliatoi all’intervallo avanti 51-36. Il secondo miglior marcatore nel primo tempo, dietro un eccellente Wade (23 punti) non è LeBron o Bosh ma un sorprendente Jones, che firma 14 punti (con 4/5 dalla lunga distanza) in 14’. Per Boston in attacco, invece, i problemi partono dalla coppia Pierce-Rondo: 1-8 dal campo con quattro turnover. A inizio ripresa pero’ arriva qualche buona notizia anche per Doc Rivers. I Celtics tornano sotto con un parziale di 12-0, un discutibile fallo intenzionale fischiato a Jermaine O’Neal però riporta l’inerzia del match nelle mani dei padroni di casa. Wade si mette a dettare legge trovando il canestro da qualsiasi posizione, Miami così si allontana. Ne primi minuti dell’ultimo quarto gli ospiti tentano l’ultimo assalto. Otto punti consecutivi di Pierce riportano i Celtics al -10 ma nell’arco di 59’’ proprio il capitano della squadra di Boston viene mandato dagli arbitri anzitempo negli spogliatoi. Pierce risponde con le cattive a un brutto fallo di Jones, vedendosi fischiare il suo primo tecnico, e meno di un minuto più tardi, per una parola di troppo nei confronti di Wade, il leader dei Celtics si fa espellere. Una decisione, peraltro, davvero controversa. Boston, anche senza Pierce non alza bandiera bianca e continua a lottare ma un sontuoso Wade mette al sicuro il risultato regalando agli Heat la prima, importantissima, vittoria nella serie.

Miami: Wade 38 (12/16, 2/5), Jones 25, James 22. Rimbalzi: Bosh 12. Assist: Wade, James 5.
Boston: Allen 25 (4/5, 5/8), Pierce 19. Rimbalzi: Garnett 8. Assist: Rondo 7.

tratto da gazzetta.it

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