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I Lakers vincono il loro 16° anello. Bryant Mvp della finale

I Los Angeles Lakers hanno vinto il campionato Nba 2010. A Los Angeles in gara 7 hanno battuto i Boston Celtics per 83-79. I Lakers hanno avuto la meglio sui Celtics al termine di una partita tesissima, giocata tutta sul filo dei nervi. In svantaggio per i primi tre quarti (finiti rispettivamente 14-23, 34-40, 53-57), i Lakers sono stati protagonisti di un ultimo quarto straordinario sul piano della concentrazione. Eccezionale Kobe Bryant in chiave difensiva (‘solo’ 23 punti per lui, ma ben 15 rimbalzi), fondamentale Pau Gasol (19 punti e addirittura 18 rimbalzi), determinante Ron Artest (20 punti e 5 rimbalzi). Tra i Celtics, i migliori sono stati Paul Pierce (18 punti e 10 rimbalzi), Kevin Garnett (17 punti e 3 rimbalzi) e Rajon Rondo (14 punti, 8 rimbalzi, 10 assist). Ma la squadra ha risentito dell’assenza del ‘lungo’ Kendrick Perkins, infortunatosi ai legamenti di un ginocchio in gara 6. Per l’allenatore dei Lakers, Phil Jackson, è l’11/a vittoria del titolo Nba, un record. Per Kobe Bryant, miglior giocatore della Nba nelle final series, il 5/o titolo in carriera.

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Highlights di gara 7

Press Conference di Phil Jackson

Press Conference di Derek Fisher

Press Conference di Kobe Bryant

Una divertentissima Press Conference di Ron Artest

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I Lakers strapazzano i Celtics. Si va a gara 7!!!

Si deciderà in gara 7 il titolo Nba. In gara 6 i Los Angeles Lakers hanno travolto i Boston Celtics con un netto 89-67, portandosi sul 3-3 nella serie finale. Sarà dunque gara 7, che si giocherà domani notte a Los Angeles (venerdì mattina in Italia), ad assegnare l’ambito ‘anello’.

Gara 6 è durata praticamente solo un tempo. A metà gara, infatti, i Lakers erano già in vantaggio di 20 punti (51-31) e nella seconda parte di gara si sono limitati a controllare la partita, chiudendo sul definitivo punteggio di 89-67.
La partita, tesissima come tutte le altre cinque, è ‘girata’ di fatto dopo soli sei minuti e mezzo del primo quarto, quando il lungo Kendrick Perkins è stato costretto a lasciare il campo per infortunio (sospetta lesione dei legamenti del ginocchio). A quel punto Kevin Garnett, l’altro lungo dei Celtics, è stato costretto a restare in campo quasi tutta la gara, senza mai poter rifiatare.

Kobe Bryant, come al solito il migliore tra i Lakers, ne ha approfittato mettendo a segno l’ennesima prestazione da campione: alla fine 26 punti e 11 rimbalzi per lui, contro i 17 punti e i 13 rimbalzi di Paul Gasol. Tra i Celtics buona la prestazione di Ray Allen (19 punti) e Paul Pierce (13 punti), ma complessivamente una prova sottotono da parte di tutta la squadra.

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Highlights della partita

Coach Doc Rivers postgame

Coach Phil Jackson postgame

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Boston vince gara 5 e va sul 3 a 2!

Titolo principale del sito ufficiale Nba: “I Lakers non riescono a gestire La Verità”. Verdetto della quinta gara della finale per il titolo: 92-86 per i Celtics, che passano al comando 3-2. “The Truth” – La Verità, per l’appunto – è Paul Pierce. Californiano di Inglewood che per mestiere (ben pagato) deve indossare la maglia biancoverde di Boston, giocare a basket e possibilmente battere chi gli passa a tiro. Paul, il californiano trapiantato senza nostalgie in Massachusetts, si diverte a farlo soprattutto quando di mezzo c’è la squadra principale della natia Los Angeles. Questione di pelle: tra i due club c’è una rivalità definitiva e probabilmente non c’è nulla di meglio, per avvertirne il sapore, che ritrovarsi proprio contro un pezzo della propria storia personale. Nel 2008 Pierce aveva guidato i Celtics, che tornavano a disputare una finalissima dopo annate ultramediocri, a uno sgarro epocale: titolo negato ai Lakers e palma di miglior giocatore della serie negato a Bryant.

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Highlights di gara 5

Postgame di Paul Pierce

Postgame di Kobe Bryant

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Gara 4 ai Celtics, la serie in parità sul 2 a 2

I Big Three

MILANO – Appartenente a pieno diritto alla specie degli omaccioni dal fisico devastante – un elenco che si perde nella storia del basket e che spazia da taglie compatte, come fu quella di Charles Barkley, al formato enorme di Shaquille O’Neal, tuttora in attività – Glen “Baby” Davis diventa l’uomo simbolo della resistenza dei Boston Celtics di fronte ai Los Angeles Lakers, probabilmente più forti in queste finali Nba del 2010, ma anche troppo spreconi e incapaci di mandare all’incasso il loro potenziale. Il ventiquattrenne gigante che a dispetto dei suoi 131 chili scatta, guizza e salta come un acrobata grazie a due gambe imbottite di dinamite, colpisce al cuore i Lakers nell’avvio dell’ultimo tempo di gara 4: sono come pugni di un pugile che trova l’avversario con la guardia scoperta. Cazzotti potenziati da statistiche di prim’ordine (18 punti, 5 rimbalzi, 7 su 10 al tiro, 4-4 dalla lunetta) e che demoliscono, ancor di più quando “Baby” – new entry tra i mattatori – li accompagna con occhi spiritati e urla da cavernicolo.

SERIE IN PARITA’ – Tutto aiuta, fa brodo e fa quadrare i conti: il punto del pareggio nella serie (96-89 per i Celtics il punteggio alla sirena) è soprattutto un messaggio che scuote e motiva. Prima del Glen Davis’s show c’era stata tanta Los Angeles. Sciolta e fluida, agile, leggera nel controllo della partita fino a metà gara. Un’autorità capace di piazzare le mine anche sotto il secondo appuntamento consecutivo dei Celtics davanti al proprio pubblico: se fossero state fatte brillare, come martedì in gara 3, la finale avrebbe avuto un indirizzo preciso nel segno dei californiani. A quel punto, sul 3-1, si sarebbe infatti dovuta stabilire solo la tempistica dell’epilogo: già domenica, di nuovo a Boston, oppure martedì prossimo a Los Angeles? Invece, come in fondo era successo già nel precedente incontro, nonostante il lieto fine, i Lakers si sono buttati via sul più bello. Hanno allentato la morsa e Boston nel terzo quarto è risalita. Il lavoro «sporco» è venuto dai fuoriclasse titolari, gente implacabile come Garnett o capace di rimettersi nel registro giusto, vedasi alla voce Pierce e Rondo. Ma l’agguato decisivo a una Los Angeles ormai rammollita, sorpresa e perfino irritante negli sprechi di Bryant (33 punti per lui, pero Kobe ancora una volta è rimasto in bilico tra l’estasi di giocate divine e la dannazione di incredibili forzature), è stato portato dai panchinari dei Celtics: 21 punti da loro nel periodo conclusivo, disputato a posizioni invertite, cioè con i vari Davis, Robinson e Tony Allen nel ruolo dei protagonisti e quelli del quintetto base a osservarli a bordo campo. Boston per sopravvivere e rilanciarsi ha riscoperto il valore del gruppo: il premio è che, come minimo, costringerà l’avversario alla sesta sfida delle sette in calendario. E se al termine dell’incontro di dopodomani si tornerà in California con i Celtics in vantaggio 3-2, i Lakers rischieranno di rimpiangere pesantemente il capolavoro ieri sera lasciato incompiuto.

Highlights di gara 4

Conferenza stampa di Phil Jackson

Conferenza stampa di Kobe Bryant

Conferenza stampa di Paul Pierce

Conferenza stampa di Glen Davis & Nate Robinson

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I Lakers si portano sul 2 a 1

Fisher, uno dei protagonisti della vittoria

Importantissima vittoria per i Lakers che alla prima occasione utile strappano nuovamente il fattore campo ai Celtics e si riportano in vantaggio nella serie. Eroe della serata è, ancora una volta nella sua lunghissima carriera, Derek Fisher (16 punti) che indirizza gara 3 in favore di L.A. con uno straordinario quarto quarto.

La partita inizia con i Celtics subito aggressivi e in vantaggio di 5 punti (10-5), ma la risposta dei Lakers, intenzionati a riprendersi il fattore campo, non si fa attendere, Los Angeles prima pareggia e poi si porta in vantaggio sfruttando le difficoltà dell’attacco biancoverde. Il primo periodo si chiude con 26-17 per gli ospiti.

Nel secondo quarto la musica non cambia e Los Angeles, anche grazie ad ottimo Kobe Bryant da 16 punti nel primo tempo (29 alla fine con 7 rimbalzi, ma un brutto 10/29 dal campo) arriva anche a toccare i 17 punti di vantaggio (37-20) prima di subire un mini recupero da parte dei padroni di casa che, all’intervallo, sono sotto di 12 punti (52-40) . Intanto Ray Allen, eroe di gara 2, non solo non riesce a replicare la grande prova di due giorni prima, ma addirittura non segna mai dal campo, alla fine per lui ci saranno 2 punti con 0/13 complessivo e 0/8 da 3 punti.

Nel secondo tempo le cose cambiano drasticamente, la difesa di Boston inizia a funzionare a pieno regime (39 punti concessi nella ripresa contro i 52 del primo tempo) e lentamente i padroni di casa riescono a riavvicinarsi sempre di più fino a toccare il -4 (61-65). Alla fine del quarto i Lakers sono in vantaggio di 6 punti sul 61-67.

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Highlights della partita

Derek Fisher molto emozionato ai microfini di ESPN

Postgame di Kobe Bryant

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Chi vincerà il titolo Nba 2010?

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