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Ettore Messina ha detto sì. Entrerà nello staff dei Lakers

Il tecnico italiano sarà “consulente” del nuovo head coach del club di Los Angeles, Mike Brown. Manca solo l’ufficialità

Manca ancora l’ufficialità ma è questione di ore. Ettore Messina farà parte dello staff dei Los Angeles Lakers a partire dalla stagione NBA 2011/2012. Fonti vicine all’allenatore italiano confermano che mancherebbe solo la firma, con l’incarico di “consultant to the head coach”: l’accordo è stato raggiunto ieri. Un ruolo di prestigio, come il pedigree e l’importanza del nome lasciavano presagire. Si conclude, quindi, nel modo più felice e in maniera repentina il tanto atteso sbarco in Nba del coach già sulla panchina azzurra.

Ettore Messina sceglie l'esperienza americana.
Ettore Messina sceglie l’esperienza americana

lusinghe — Il nome di Messina non è nuovo al pubblico americano, perché già accostato a varie franchigie Nba (Toronto, New Jersey) negli scorsi anni, mai però le offerte si erano concretizzate. Negli ultimi giorni la svolta, susseguente all’inaspettata firma di Mike Brown come nuovo allenatore dei Lakers: a Brown Messina è legato da profonda conoscenza. Il rapporto fra i due è solido e basato sulla stima reciproca tanto che nelle passate stagioni il neo coach dei Lakers, allora alla guida dei Cleveland Cavaliers di Lebron James, era solito raggiungere in estate il coach italiano per due o tre settimane in ritiro, per un interscambio professionale.

curriculum d’eccellenza — La condizione attuale di Ettore Messina, libero da ogni vincolo contrattuale dopo l’esperienza con il Real Madrid, e la naturale ambizione di tentare l’avventura entusiasmante tra i pro lo hanno fatto un obiettivo naturale per tante squadre americane. I San Antonio Spurs, lo scorso aprile, lo avevano invitato a trascorrere una settimana nel Texas, mentre recentemente anche Dallas ed Indiana sembravano interessate. La chiamata di Brown, che lo ha voluto fortemente al suo fianco, non è tardata. La possibilità di far parte di una delle squadre più prestigiose di sempre, il confronto con una nuova realtà e lo stimolo di allenare grandi campioni come Kobe Bryant, Paul Gasol e Ron Artest hanno convinto Ettore Messina ad accettare la proposta. Per l’ex coach di Virtus e Benetton, dopo 4 Eurolega vinte ( 2 con Bologna, 2 con CSKA Mosca), 1 coppa Saporta, 4 scudetti italiani, 7 coppa italia, 4 campionati russi, 2 coppa di lega russa, e un argento con la Nazionale Italiana agli europei, è l’inizio una nuova avventura ambiziosa.

tratto da gazzetta.it

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I Lakers ritireranno la maglia di Shaq

I Los Angeles Lakers hanno deciso di ritirare la maglia di Shaquille O’Neal, la numero 34. “Non c’è ancora una data certa ma sicuramente lo faremo” ha detto John Black, portavoce della franchigia.

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Brown: “Qui per continuare la storia”

Il nuovo coach dei Lakers si presenta e chiede fiducia ai fan: “Lasciatemi lavorare e poi giudicate”. Circa l’ex tecnico azzurro al suo fianco, risponde con un sorriso: “Devo imparare a pronunciare la “R”

I Lakers del nuovo corso ripartono da Mike Brown dopo la scioccante eliminazione dei playoff. Con l’eredita di Phil Jackson che pesa come un macigno l’ex coach di Cleveland sembra avere le idee chiare, nonostante una situazione non facile da rilevare. I prossimi due giorni, invece, potrebbero essere decisivi per quanto riguarda Ettore Messina, sempre più vicino alla firma con la franchigia californiana. Avviciniamo il nuovo coach dei Lakers a margine della presentazione ufficiale per scambiare con lui due parole.

Signor Brown la sua firma è stata accolta con molto scetticismo da tifosi e addetti ai lavori, come si sente ?

“Non discuto ne mi lamento di questo, fa parte del gioco. Vengo dopo un leggenda vivente come Phil Jackson, vengo dopo tanti titoli, anche io fossi un fan avrei dubbi. Dico solo una cosa: lasciatemi lavorare e poi giudicate il mio lavoro. Fra un anno potrete fare un bilancio completo sulla mia capacità di guidare questo team”.

In Italia si parla sempre più insistentemente di Ettore Messina nel ruolo di “special assistant” al suo fianco…

“Potrebbe essere (sorride n.d.r). Devo imparare a pronunciare la lettera “R” di Ettore correttamente, datemi un paio di giorni e quando sarò in grado di farlo allora ci saranno buone possibilità che Messina faccia parte del nostro staff…(ride e l’impressione è che manchi davvero poco, ndr)”

Il suo primo pensiero adesso che è allenatore dei Lakers?

“È un’opportunità unica per me e sarò sempre grato alla famiglia Buss per avermi scelto. Ho sempre ammirato la forza della dirigenza Lakers di mantenere la squadra ad alti livelli per decenni, creando una vera cultura del successo. Io sono qua per continuare questa storia, devo mantenere l’eccellenza, non si gioca per il secondo posto e tutti i gonfaloni commemorativi che vedo appesi ai muri sono uno stimolo. Spero di lasciare il segno”.

Dopo aver allenato Lebron, adesso trova Bryant. Quali sono le differenze fra i due?

“Sono due tipi diversi di giocatore e due persone diverse, difficile fare paragoni a parte dire che sono due due fra i più grandi della storia di questo gioco. Gli anni passati a Cleveland con Lebron sono stati fantastici, abbiamo fatto tanto per la franchigia e la città e il mio rapporto con lui è sempre stato chiaro. Di Kobe ammiro la sua rabbia agonistica e sono onorato di poterlo allenare. A settembre quando, lockout permettendo, inizieremo ad allenarci voglio vedere negli occhi di tutti 15 i giocatori questa determinazione”.

Ha parlato con Kobe ?

“Certo, ci siamo sentiti nei primi giorni via messaggio, poi per telefono e di persona. Ho avuto modo di parlare anche con sua moglie. Questa è la sua squadra, è il giocatore più forte e il suo ruolo non può essere altro che di prima grandezza. Abbiamo discusso delle nostre famiglie, della stagione appena passata e gli ho spiegato i miei credo. Siamo sulla stessa linea. Ho ricevuto chiamate da Gasol, Fisher, Artest. Tutti hanno una voglia matta di rialzarsi dopo una stagione deludente”.

Lei pensa che questa squadra abbia bisogno di cambiamenti?

“Non credo, una stagione storta può capitare ma sfido chiunque a dire che questo gruppo non può vincere il titolo nba nei prossimi anni. C’è il giusto bilanciamento. Sento parlare di trade che riguardano i nostri giocatori principali. Non ne vedo migliori in giro disponibili”.

ll paragone con Phil Jackson la accompagnerà per tutta la sua carriera ai Lakers…

“Non lo conosco personalmente , quello che ci distingue è che lui ha più anni di me ed è sicuramente più ricco. A parte gli scherzi siamo diversi come approccio tecnico. Certo, ci saranno degli elementi dell’attacco a triangolo nel nostro gioco, ma a me piace mixare tanti stili. Ero assistente allenatore a San Antonio quando Duncan e Robinson dominavano l’nba. Ho imparato ad adattarmi modellando quello che ho in mano. Bynum e Gasol saranno la nostra forza, giocheremo per portarli a canestro facilmente”.

tratto da gazzetta.it

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Mike Brown nuovo coach dei Lakers. Messina sarà il suo vice?

Los Angeles sceglie l’ex tecnico di LeBron a Cleveland per la successione di Phil Jackson. L’italiano candidato forte al ruolo di primo assistente

Ettore Messina ex tecnico di Cska Mosca e Real Madrid. LaPresse
Ettore Messina ex tecnico di Cska Mosca e Real Madrid

L’alba di una nuova era. I Lakers hanno scelto Mike Brown, 41enne ex coach dei Cleveland Cavaliers, come sostituto di Phil Jackson, il Maestro Zen di 5 titoli che ha deciso di godersi una meritata pensione. Sul contratto da 18,25 milioni di dollari per le prossime 4 stagioni (tre anni garantiti, la squadra ha l’opzione per un quarto anno) manca solo la firma, così come restano da definire alcuni dettagli, come i nomi degli assistant coach. Tra i quali potrebbe esserci Ettore Messina.

LA TRATTATIVA — Brown ha incontrato la famiglia Buss, proprietaria dei Lakers, sabato scorso, diventando la prima scelta per la panchina. Merito di cinque anni a Cleveland con LeBron James (272 vittorie e 138 sconfitte in regular season, 42-29 nei playoff, la finale 2007 persa 4-0 con San Antonio e il premio di coach dell’anno 2008-09) e di quella simpatia immediata con Jim Buss, vice presidente esecutivo e figlio di patron Jeffrey, che gli ha permesso di battere la concorrenza di Brian Shaw, assistente e erede designato di Phil Jackson, e di Rick Adelman, veterano ex Houston. L’offerta è arrivata mercoledì pomeriggio, il sì di Brown, che dopo l’addio ai Cavs nel 2010 ha fatto l’opinionista per Espn, subito dopo. Manca solo l’annuncio ufficiale: “Abbiamo incontrato Mike e ci ha fatto una grande impressione – hanno fatto sapere i Lakers in un comunicato -. Abbiamo raggiunto un accordo di massima e speriamo di firmare un contratto nel giro di pochi giorni”.

Mike Brown, 41 anni, ex tecnico dei Clevelend Cavaliers. Reuters
Mike Brown, 41 anni, ex tecnico dei Clevelend Cavaliers

MESSINA ASSISTENTE? — Lo staff di Brown resta da definire, complice anche la sempre più probabile serrata che minaccia di paralizzare l’Nba a partire dal 1 luglio. Tra i candidati forti c’è Ettore Messina, libero dopo l’avventura finita in anticipo con il Real Madrid. Il nome dell’italiano sarebbe stato fatto dallo stesso Brown, fin dal 2007 fan dei suoi metodi (lo visitò quando era al Cska Mosca e i due sono amici da allora, perché “Mike ha una mentalità molto aperta” come disse Messina), che ai Lakers avrebbe il compito di curare gli schemi d’attacco avendo forte voce in capitolo sulle decisioni riguardanti il roster. Di Messina in Nba si parla fin dal 2007, quando l’ex c.t. della Nazionale era considerato il sostituto di Sam Mitchell sulla panchina dei Raptors, ma il fatto di non essere di madre lingua inglese ne ha sempre abbassato la quotazione come head coach. Partire da assistente (anche Spurs e Nets erano sulle sue tracce) potrebbe aiutarlo a realizzare il suo sogno. Ma non è l’unico candidato. Mike Brown potrebbe puntare su Tim Grgurich, attuale assistente di Rick Carlisle a Dallas, con cui è da tempo amico.

DIFESA PRIMA DI TUTTO — Brown in diretta tv a Espn, durante l’intervallo della sfida tra Dallas e Oklahoma, ha parlato già da coach dei Lakers: “Per me è una situazione speciale, sono molto contento. Rispetto tutto quello che ha fatto Phil Jackson, sono qui per aiutare questa organizzazione a proseguire un cammino verso il titolo che è già stato tracciato. La mia squadra sarà una grande famiglia concentrata sulla difesa, perché è da quel lato del campo che si vincono i titoli. Tutti devono lavorare sodo. Sono contento di iniziare questa avventura con questo gruppo di giocatori: ho un piano in mente, ma ascolterò anche le loro idee”.

Kobe Bryant deluso nelle semifinali di conference con Dallas. Afp
Kobe Bryant deluso nelle semifinali di conference con Dallas

KOBE TACE — Il benvenuto a Brown nel mondo Lakers è arrivato via Twitter da Magic Johnson (“Buona fortuna, non vedo l’ora di vederti condurre la squadra a un altro titolo”) e Derek Fisher, uno dei senatori dello spogliatoio (“Contento di iniziare un nuovo capitolo con Mike Brown. Porterà uno stile e una energia differenti”). Manca ancora però il placet di Kobe Bryant, che secondo alcune fonti sarebbe scettico sulla scelta di Brown visto che era il principale sponsor di Shaw. “Ci siamo scritti via sms – ha raccontato Brown -, ma eravamo entrambi occupati con le nostre famiglie. Immagino che presto riusciremo a parlarci”. Brown, che ha incassato anche l’attestato di stima di LeBron James (“E’ un grandissimo tecnico, mi ha aiutato tantissimo a diventare quello che sono”), lavorerà con un roster molto simile a quello attuale, visto che sotto contratto per il 2011-12 ci sono già 9 giocatori (tutte le star), più Shannon Brown e Matt Barnes che possono scegliere se rimanere o cercare fortuna (e soldi) altrove.

tratto da gazzetta.it

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Kirilenko ci sarà ad Eurobasket, Gasol forse

Andrei Kirilenko ha confermato che giocherà con la maglia della Russia i prossimi campionati europei di basket che si terranno ad inizio settembre in Lituania. “Sto meglio” ha detto AK47 che ha saltato le ultime partite della stagione causa infortunio. “Già alla fine dell’anno potevo rientrare ma non giocando i playoff ho preferito non rischiare” ha concluso il russo.”


Pau Gasol ha confermato che potrebbe essere ad Eurobasket 2011 con la maglia della Spagna, anche considerando che la sua stagione con i Lakers è finita prima del previsto. Gasol non ha giocato con la nazionale iberica le ultime due estati per riposarsi dopo le fatiche in NBA. “La mia decisione degli ultimi anni è dovuta al fatto che volevo riposarmi dopo una stagione lunga e dura” ha detto lo spagnolo. “Ma ora ho più tempo data la nostra eliminazione e potrei giocare con la mia nazionale” ha concluso lo spagnolo.

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Lakers, cinque turni di squalifica per Andrew Bynum

Andrew Bynum dei Los Angeles Lakers salterà le prime cinque gare della prossima stagione per squalifica. Il centro dei Lakers dovrà anche pagare 25.000 dollari di multa per il brutto fallo commesso nei confronti di JJ Barea in Gara 4 di semifinale di conference.

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Lakers umiliati da Dallas. Atlanta blocca Chicago

I Mavs chiudono 4-0 la serie con i campioni uscenti con un umiliante 122-86 in gara-4. E’ la fine di un’era. Gli Hawks impattano sul 2-2 con i Bulls prendendosi 100-88 la quarta sfida nonostante i 34 punti di Derrick Rose

L’era Phil Jackson si chiude col primo cappotto della carriera da allenatore di mister 11 anell. Dallas maltratta i Lakers con le triple e i punti dalla panchina e vola in finale di Western Conference. A Est Atlanta pareggia i conti con Chicago.

La delusione di Kobe Bryant, al primo cappotto dal '99. Reuters
La delusione di Kobe Bryant, al primo cappotto dal ’99

Dallas Mavericks-Los Angeles Lakers 122-86
(Dallas vince la serie 4-0)

La fine di un ciclo. I Lakers vengono umiliati dai Mavericks in gara-4, uscendo nel modo peggiore dalla postseason. Arriva quindi al capolinea l’avventura sulla panchina di Los Angeles (salvo clamorosi quanto inaspettati dietrofront) di Phil Jackson che incredibilmente esce di scena incassando il suo primo cappotto in carriera da allenatore. I Mavericks sfoderano l’ennesima prestazione eccellente della serie e, trascinati dalla produzione di un sontuoso Jason Terry, umiliano la squadra favorita per raggiungere alle finali Nba. Ci si aspetta un inizio arrembante da parte della squadra con le spalle al muro, i Lakers, invece i campioni in carica partono al piccolo trotto. Il solo Kobe Bryant sembra avere una minima confidenza con il canestro, Pau Gasol ancora una volta mostra una preoccupante mancanza di fiducia, Fisher e Bynum non fanno molto così Dallas controlla il match senza troppi problemi. I Mavs con un parziale di 8-0 staccano i Lakers poi rallentano ma chiudono la prima frazione avanti 27-23. Nel secondo quarto però la truppa di Phil Jackson difende in maniera imbarazzante e, tanto per complicarsi la vita ancora di più, in attacco si mette a fare una gran confusione. La panchina di Dallas anche in gara-4 fa cose straordinarie, e l’American Airlines Center diventa una bolgia. Fioccano le triple, grazie soprattutto alla precisione dalla lunga distanza di Terry e di Stojakovic, e le penetrazioni di un ottimo Barea mettono a nudo tutti i problemi difensivi della squadra di L.A. Gli ospiti non hanno la forza di reagire e il passivo si fa pesantissimo. In attacco tutto diventa facile per i Mavericks che chiudono un primo tempo praticamente perfetto con l’incredibile vantaggio di 63-39. Dallas tira con il 60% dal campo, mette a referto 11 triple e riceve qualcosa come 40 punti (uno in più di tutti quelli segnati dai Lakers) dalla propria straordinaria panchina. Il vero mattatore dei primi due quarti è Jason Terry (20 punti in 15′ con 6/7 dalla lunga distanza) ma i Lakers giocano con la testa di chi è già in vacanza e danno una grossa mano a Nowitzki e compagni. La reazione dei campioni in carica non arriva nemmeno nel terzo quarto. Ron Artest prova a svegliare i Lakers dal loro torpore ma la scintilla non arriva. Terry torna sul parquet e trova subito due triple consecutive spingendo i padroni di casa al +27. Anche Stojakovic si rimette a segnare, i Mavs chiudono il terzo quarto avanti 86-62 e all’inizio dell’ultima frazione trovano addirittura l’umiliante +30. Il match è oramai segnato ma i Lakers decidono di perdere nel modo peggiore. Odom si fa espellere per un fallo (per la verità non bruttissimo) su Nowitzki e un minuto più tardi Bynum con un intervento molto pericoloso affossa Barea e raggiunge negli spogliatoi il suo compagno. Davvero inqualificabile il comportamento del centro di L.A. Dopo l’evitabile fuori programma la gara manda i titoli di coda. Anche con le riserve delle riserve in campo i Mavs nel finale riescono ad allungare e infliggono così ai campioni in carica una delle più umilianti sconfitte incassate negli ultimi anni.

Dallas: Terry 32 (2/4, 9/10), Barea 22, Stojakovic 21. Rimbalzi: Chandler 9. Assist: Barea 8.
L.A. Lakers: Bryant 17 (7/13, 0/5), Brown 15. Rimbalzi: Gasol 8. Assist: Gasol 6.

Derrick Rose, 22 anni, 34 punti con 32 tiri. Afp
Derrick Rose, 22 anni, 34 punti con 32 tiri

Atlanta Hawks-Chicago Bulls 100-88
(2-2 nella serie)

Atlanta pareggia i conti con una prestazione di grande sostanza. I padroni di casa fanno sudare Derrick Rose che segna si 34 punti ma per farlo ha bisogno di ben 32 tiri dal campo. La squadra della Georgia così finalmente riesce a vincere un incontro casalingo nel secondo round: non succedeva dal lontano 13 maggio del 1996. Larry Drew, dopo lo scivolone in gara-3, decide di mescolare le carte e fa partire in quintetto il centro Jason Collins, relegando in panchina Marvin Williams. Per provare a rallentare l’Mvp Derrick Rose poi il tecnico di Atlanta decide di raddoppiarlo con una certa frequenza. I padroni di casa partono con la giusta intensità e Joe Johnson riesce a far male alla difesa dei Bulls nei primi minuti. Boozer e Deng rispondono ma gli Hawks restano davanti, chiudono il primo quarto in vantaggio 28-26 e tentano lo sprint nella prima metà del secondo periodo, arrivando al +7. Con il rientro in campo di Rose e Noah, Chicago si rimette a correre. Gli ospiti piazzano un parziale di 13-3 tornando prepotentemente nel match, nel finale di tempo però i canestri di Pachulia e del solito Johnson permettono ad Atlanta di andare al riposo avanti 47-46. Le iniziative del sempre più sorprendente Jeff Teague a inizio ripresa mettono in difficoltà la difesa di Chicago, i Bulls comunque possono sempre contare su Rose e su un Carlos Boozer che mostra progressi. Gli ospiti cambiano marcia nelle battute finali del terzo quarto e tornano davanti. La truppa di Tom Thibodeau sembra in grado di prendere possesso del match ma a inizio ripresa Josh Smith si mette a dominare la zona pitturata. Gli Hawks prendono fiducia, passano a condurre e piazzano lo sprint decisivo nella seconda parte dell’ultimo periodo. Il parziale di 10-0, condito da sei punti di Horford, porta i padroni di casa al vantaggio in doppia cifra a 1’25” dalla sirena. Chicago alza bandiera bianca e Atlanta così pareggia i conti nella serie. “Non mi e’ piaciuto come abbiamo giocato nei minuti finali della gara – commenta il tecnico dei Bulls Tom Thibodeau – abbiamo facilitato il compito agli Hawks”.

Atlanta: Johnson 24 (6/9, 3/5), Smith 23, Horford 20. Rimbalzi: Smith 16. Assist: Smith 8.
Chicago: Rose 34 (11/29, 1/3), Boozer 18. Rimbalzi: Noah 11. Assist: Rose 10.

tratto da gazzetta.it

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