Posts tagged Juve Caserta

Cantù: Trinchieri lascia, idea Sacripanti

Nella giornata di oggi la società brianzola risolverà consensualmente il contratto con Andrea Trinchieri (che ha molti estimatori all’estero, vedi Russia) per poi procedere all’ingaggio di Pino Sacripanti (separato da Caserta), nato canturino di nascita e già head coach dei biancoblù dal 2000 al 2007, per il quale sarebbe pronto un contratto biennale.

Intanto nelle prossime ore si partirà col mercato e i nomi caldi sono due, entrambi per gli esterni: il primo è quello di Umeh, guardia classe ’84, che si è messo in mostra a Trento rendendosi protagonista della vittoria in Coppa Italia. Su di lui ci sarebbe anche Bologna, ma è uno dei nomi più intriganti sull’agenda canturina dopo che nell’ultima stagione ha totalizzato 17 punti di media in 30 minuti di utilizzo. L’altro nome è una conoscenza di coach Sacripanti: quello Stefano Gentile che grazie al neo coach canturino è esploso in quel di Caserta conquistando anche la Nazionale. Proprio lui era stato già accostato alla squadra bianzola in primavera, prima che la Lenovo virò altrove. Ora potrebbero rialzarsi le quotazioni per vederlo in Brianza, soprattutto in vista dell’eventuale formula 5+5.

tratto da basketinside.com

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Finisce il sogno europeo per la Juvecaserta

Nonostante un secondo tempo quasi perfetto la Pepsi Caserta perde 79-77 sul campo dell’Unics Kazan e saluta l’ Eurocup. Le squadre partono entrambe con gli stessi quintetti dell’andata: i russi partono con Popovic, Pashutin, McCarthy, Vereemenko e Lampe; la Pepsi va con Di Bella, Bowers, Ere, Jones e Williams. L’inizio non è quello giusto per la Juvecaserta, che nonostante una discreta organizzazione offensiva (si cerca molto il post basso di Williams e Jones), non mette l’intensità necessaria per stare in partita. Popovic e Lampe con il pick n’ pop fanno malissimo alla Pepsi(rispettivamente 6 e 11 punti nei primi dieci minuti) e, nonostante il timeout di Sacripanti al 4′, l’ Unics scappa sul +9: il primo quarto finisce 26-17. Cambia poco nel secondo quarto, anzi l’ Unics prova ad allungare toccando varie volte il +15; ci si mette anche il terzo fallo di Williams ad aggravare la situazione dei casertani, che non sembrano in partita. Nell’ultimo paio di minuti gli ospiti si mettono a zona 2-3 e riescono a imbrigliare le trame offensive del Kazan, racimolando qualche punticino e portandosi a fine primo tempo sul 46-35. La faccia è quella giusta per i giocatori casertani a inizio terzo quarto: la Pepsi fa 8 a 2 in un solo minuto e va sul -5 (48-43), costringendo coach Pashutin al timeout. Si vedono gli accorgimenti difensivi della Pepsi, che riesce a contenere benissimo il pick n’ roll e la circolazione di palla degli avversari; sull’altra metà campo Jones si prende le sue responsabilità dopo un primo tempo opaco ed è pareggio a 57 al 27′. L’unica macchia nel terzo quarto dei casertani è la situazione falli: Williams e Di Bella commettono entrambi il loro quarto fallo. Lampe (mvp del match con 31 punti e 16 rimbalzi) fa 4 punti consecutivi nell’ultimo minuto e si va al quarto periodo sul 63-59 Unics. C’è grande equilibrio e Caserta ci crede: primo vantaggio al 36′ sul 71-72. Gli ospiti toccano anche il +3 e Kazan inizia a sentire la pressione; il quinto fallo di Williams e qualche errore di troppo in attacco però non permettono alla Pepsi di compiere il miracolo. La partita si chiude sul 79-77 per i padroni di casa che quindi accedono alle Final Four di Eurocup. Onore comunque alla Juvecaserta che esce a testa altissima dalla competizione, giocando un gran secondo tempo e avendo anche un paio di possessi per il potenziale +6.

tratto da sportando.net

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La Juvecaserta domina a Istanbul e vola ai quarti

 

Dopo aver messo al tappeto Siena, la Pepsi Caserta vince a Istanbul giocando da grande e guadagnandosi il pass per i quarti di finale di Eurocup con un turno di anticipo (nell’altra sfida l’Estudiantes suda per battere la cenerentola Nymburk). Era temutissima la trasferta col Galatasaray che all’andata aveva dato filo da torcere al Palamaggiò e la squadra bianconera sembrava andare incontro alle pene dell’inferno in un palazzetto caldissimo. Niente di tutto questo perché l’Ayhan Sahenk Sports Hall è piccolo e oltretutto deserto anche se i pochi sugli spalti cercano di scaldare i cuori dei giallorossi. La gara però dura sei minuti quando sette punti dello scatenato Eric Williams (top scorer con 13) danno il via a un parziale di 9-0 che lancia i bianconeri nel primo quarto. La seconda frazione è ancora più devastante, Caserta infatti si impone 19-6 e chiude già praticamente all’intervallo il discorso qualificazione. I turchi non segnano mai, soffocati da una zona messa in campo ad arte e la Pepsi scatta doppiando (28-14) gli avversari già al 12′. Una tripla di Colussi e due di Koszarek (ottima prestazione come con Siena) fanno volare definitivamente gli ospiti.

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Pepsi Caserta vittoria da infarto: Galatasaray al tappeto

Esordio nella seconda fase di Eurocup vietato ai deboli di cuore, è il caso di dirlo. La Juvecaserta gioca tre quarti praticamente dominando i turchi del Galatasaray che piazzano un terrificante parziale di 19-5 nell’ultimo periodo prima dei fuochi d’artificio dell’ultimo minuto dove succede praticamente di tutto. La faticosa rimonta bianconera, la palla della vittoria persa da Bowers, Açik che trema in lunetta e Jones (partita sontuosa) glaciale a mandare tutti al supplementare. Nell’overtime non c’è storia, la Juve non spreca la seconda chance dopo aver compiuto una grande impresa. Esulta il Palamaggiò, tornato abbastanza gremito rispetto alle abitudini di coppa. Esulta anche Caputo, lui pure tornato a vedere la ‘sua’ creatura dopo diverso tempo di assenza. Ere chiude con 19 punti, Jones 18. Fra i turchi da segnalare le prove di Johnson e Andric che hanno messo a tratti sono stati vere spine nel fianco.

clicca qui per vedere il tabellino dell’incontro

Primo quarto

Il primo canestro della Pepsi è una tripla di Ere e di solito è segno di una grande serata… Un bellissimo fade away di Bowers e una schiacciata di Williams danno il 9-6 alla Pepsi mentre Jones si esibisce in una gran stoppata su Terry Johnson. Kuqo, in teoria un centro, punisce anche con la tripla la Pepsi che comunque è sempre avanti. Quattro liberi di Williams e Doornekamp portano i bianconeri 15-11. Il quarto si chiude con la tripla di Bowers dall’angolo, altro buon segno. Galatasaray deficitario in attacco, sotto 18-13.

Secondo quarto

Una fase di distrazione della Juve, e in particolare di Garri, costa il break che porta i turchi al pareggio su quota 20 con Shipp e Shumpert. Caserta si blocca letteralmente perdendo fluidità offensiva, 4 punti in 6 minuti del secondo quarto fino alla tripla del solito Jones. Una gestione delle rotazioni non ottimale di Sacripanti, visto lo spaesamento di Garri, Doornekamp, Koszarek e Martin. Di Bella trova il ferro amico in una scorribanda delle sue, poi Jones pennella un altro arresto e tiro ed Ere chiude in contropiede il parziale. 31-24, timeout Istanbul. Ritorno dalla sospensione sontuoso con Ere che manda al bar l’avversario e spara la tripla del +10. Si gasa anche Bowers che ormai ha preso fiducia dalla lunga distanza, 5/10 il totale di squadra. Un tiro libero di Shumpert manda tutti all’intervallo, Caserta in controllo: 37-27.

Terzo quarto

Non si segna per due-tre minuti, ci pensa super Jones con un’altra tripla dall’angolo (40-27). Di Bella trova un’autostrada fino al ferro e JJ si esalta con un’altra bomba salvo esagerare sul possesso successivo ma ci sta sul +13. Ormai la Pepsi è calda e partecipa anche Ere allo show di triple, ma Rochestie non ci sta e firma il meno 9. Il Galatasaray si mette a zona e recupera subito due palloni ma non ne approfitta. Colussi in corsa mette i suoi primi 2. Jones è ormai in trance, 4/5 da tre per il numero 33. Non basta a domare i turchi che con Johnson tengono il divario sul meno 9 (57-48).

Ultimo quarto

Chirirgici gli ospiti che in avvio di ultimo parziale partono sparati e pizzano un 6-0 con Johnson, Kuqo e Rochestie. Timeout di Sacripanti che con i panchinari va decisamente sotto. Tornano i titolari e Williams mette subito due punti in post. Shumpert, Andric e Johnson con la tripla completano la rimonta e danno il primo vantaggio agli ospiti: 60-59. Il Galatasaray ha inserito le marce alte al momento giusto, un po’ ingenua Caserta. Di Bella guadagna a fatica i due liberi del nuovo vantaggio. Andric in tap-in approfitta delle attenzioni attirate da Johnson, una furia in penetrazione. La tripla di Jones entra ed esce e lo stesso Andric segna ancora col fallo il +4 per i giallorossi a tre minuti dalla fine. Momento difficile per la Pepsi. Di Bella non tiene mai il playmaker avversario, Ere e Jones sparano due triple insensate che il ferro non accoglie. Meno 5, timeout, 1 minuto e 18 secondi. Parziale quarto periodo: 19-5 Galatasaray. Ennesimo canestro in tap-in di Andric, Di Bella trova la tripla miracolosa del meno 2. La Juve difende bene e va in attacco ma Bowers viene raddoppiato e si fa strappare una palla sanguinosa. Açik va in lunetta coi liberi della sicurezza ma fa un 0/2 clamoroso!! Con 5 secondi da giocare Jones si lancia in attacco e lo stesso Açik commette un fallo molto ingenuo che manda in lunetta JJ. I liberi con la tensione alle stelle ma Jumaine è di ghiaccio. Supplementare, 69 pari! Coronarie a rischio.

 

Supplementare

Comincia bene Bowers con canestro in post, Jones sbaglia la tripla mentre tutti trattengono il fiato. Andric punisce ancora coi suoi centimentri e pareggia. Di Bella sfiora canestro e fallo ma segna i liberi (73-71). Shumpert fallisce il tiro ed Ebi capitalizza dalla lunetta il +4. Bowers inventa un assist per Doornekamp che allunga a 6 il vantaggio. Ere non segna la tripla, Jones prende il rimbalzo, Dibo non va a punti e poi esce per 5 falli. Doornekamp ancora ferro da tre, si soffre nell’ultimo minuto ma in due possessi consecutivi il Galatasaray è ben chiuso. Ere mette al sicuro la vittoria dalla linea della carità. Una vittoria stupenda: 81-76 il finale per la Juvecaserta.

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Peterson, ritorno vincente. Milano travolge Caserta

Nell’anticipo della 13ª giornata di A la nuova Armani del quasi 75enne coach liquida 98-84 la Pepsi. Il “Nano ghiacciato” dopo un solo allenamento ha già impressionato lo spogliatoio con la sua determinazione

Dan Peterson, 74 anni, non allenava dal 1987. Ciam/Cast
Dan Peterson, 74 anni, non allenava dal 1987

Buona la prima, molto buona la prima. L’Armani Jeans bagna il ritorno di Dan Peterson con un successo 98-84 sulla Pepsi Caserta e con una delle migliori prestazioni stagionali in campionato. Non si cambia volto a una squadra in un giorno, ma radio spogliatoio parla chiaro: se lunedì tra i giocatori ci si divertiva a fare il verso al Coach e gli stranieri erano perlomeno perplessi, dopo il primo allenamento di ieri – “una vera sferzata di energia”, la descrizione di chi era in campo – erano in diversi a essere già conquistati dalla determinazione del nuovo allenatore. La nuova Milano è, per ora, tecnicamente figlia di quella di ieri, ma l’approccio è tutto nuovo e, statene certi, nessuno quanto il nuovo allenatore renderà la vita impossibile a chiunque pensi di accontentarsi.

nuova vita — Era un altro mondo quando Daniel Lowell Peterson si sedette per l’ultima volta su una panchina. I suoi ragazzi di allora sono diventati uomini e hanno avuto successo anche senza calcare i parquet: il suo vice Franco Casalini è uno stimato commentatore televisivo, Dino Meneghin è presidente della Fip, Mike D’Antoni allena i New York Knicks, Bob McAdoo fa il vice ai Miami Heat, Vittorio Gallinari è un agente di successo e ha un figlio che gioca da protagonista nella Nba; persino il cucciolo della squadra, Riccardo Pittis, ormai ha i capelli grigi ed è team manager della Nazionale. Era il 25 aprile 1987: il più vecchio in campo oggi, Mason Rocca, andava alle elementari e ad arbitrare al Palatrussardi (il Forum sarebbe sorto solo quattro anni più tardi) c’era Maurizio Martolini, padre di Alessandro che la coincidenza ha chiamato a dirigere la partita del ritorno di Peterson.

ad alto ritmo — Manca mezzora all’inizio quando il “Nano ghiacciato” (soprannome che lo stesso Dan ha tolto dalla naftalina in questi giorni) entra in campo, circondato da un inusitato numero di fotografi e operatori: la giacca marrone è molto “Milano da bere”, la freddezza dell’uomo di Evanston è solo apparente anche se nessuno può sapere cosa gli passi nella mente. L’AJ parte con un quintetto piccolo e qualcuno ricorda la “Banda Bassotti” di trent’anni fa, ma nessuno quanto Peterson sa che ripetere il passato sia uno dei modi peggiori per assicurarsi un futuro mediocre. Milano parte con grande determinazione e fatica solo dentro l’area dove Eric Williams impone chili e centimetri fino all’ingresso di Pecherov. L’ucraino si presenta con 9 punti in 3 minuti e Milano scatta avanti 25-17 con già 10 giocatori in campo, tutti desiderosi di giocarsi le loro chance per il nuovo corso. Si gioca ad alto ritmo, Milano è senza i fantasmi in testa delle ultime settimane mentre Caserta ci sguazza in un basket ad alto numero di possessi: Maciulis e Hawkins da una parte, Koszarek dall’altra sono tra i più efficaci. E’ decisamente una partita godibile con la Pepsi che per sei-sette volte spreca la palla del sorpasso: al riposo 48-44 per l’Armani (che ha tirato dal campo 41 volte contro una media stagionale di 30 per tempo), ma soprattutto facce divertite di chi ha l’impressione di avere ben speso i soldi del biglietto.

fortuna e sangue — La storia spesso si scrive anche con un po’ di fortuna, Peterson si gioca il suo primo bonus con una tripla estemporanea di Maciulis per il 58-49 al 24’. Poco dopo arriva quella di Pecherov per il 63-51. Caserta, reduce da 5 vittorie nelle ultime 7 partite, sente il fiato avversario sul collo: l’AJ sembra giocare senza pressione, gli extra pass fioccano e solo Williams continua a essere una spina nel fianco biancorosso. Quando Milano chiama time-out avanti 76-60 al 29’ si alza il coro unanime del pubblico che canta “Dan Dan Peterson”, felice non tanto per la bella prova quanto per la certezza di avere ritrovato una squadra che potrà anche perdere, ma che sputerà sangue. La Pepsi, semifinalista scudetto, non fa da sparring partner e l’AJ qualche vizio congenito ce l’ha quindi non è finita: 78-71 al 34’. Chi si aspetta qualche magata da Peterson, tipo la celebre 1-3-1, può attendere: Milano vince questa partita grazie all’applicazione su ogni possesso; allo stesso modo Peterson sogna di riconquistare l’Italia, non con gli slogan ma con il duro lavoro, lo stesso marchio di fabbrica che fece grandi i colori Olimpia e lo stesso con cui Siena ha fatto il vuoto nelle ultime stagioni.

peterson show — Il dopopartita è uno spettacolo nello spettacolo: in una sala stampa affollatata come non si vede da diverse finali scudetto a questa parte, il tecnico dell’Illinois ha messo in scena il terzo atto della sua recita. Telefonino acceso, che non smetteva di squillare, ha prima speso parole buone per tutti: “Grazie al pubblico che ha alimentato la nostra energia, grazie ai ragazzi che hanno disputato un’ottima partita, grazie ai miei assistenti che mi hanno dato l’idea di Hawkins su Di Bella e grazie a Bucchi perché abbiamo giocato coi suoi schemi”. Incalzato ha condiviso un po’ le sue emozioni (“Io sono di ghiaccio, ma sono sempre umano e l’adrenalina scorreva già dal riscaldamento”), ha escluso rivoluzioni (“In vita mia ho tagliato solo un giocatore, Wally Walker per Joe Barry Carroll, e anche i se i tempi sono cambiato e devo adeguarmi io credo molto nel gruppo. Per ora pensiamo solo a sostituire Van Den Spiegel”) e poi ha esaltato la politica dei piccoli passi: (“Scudetto? Non ci penso, il mio obiettivo è solo quello di migliorare di settimana in settimana. Per ora penso solo a domenica visto che ci aspetta Cremona che ha in Mahoric un allenatore favoloso”). Una battuta anche sul suo nuovo datore di lavoro, Giorgio Armani: “No, non ci ho parlato e non ho il suo numero. Spero gli abbiano dato la buona notizia che abbiamo vinto”. E finito il lavoro foto e autografi coi tifosi che lo attendevano all’uscita del Forum. Un fuoriclasse si vede anche nelle piccole cose.

Milano: Pecherov 21, Jaaber 16, Maciulis 13
Caserta: Williams 19, Jones 18, Di Bella 13

tratto da Gazzetta.it

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Alla Pepsi Caserta non basta il cuore contro l’ Alba Berlino

Avrebbe meritato una cornice più degna la prova gnereosa della Juvecaserta che ha tenuto testa sino alla fine alla corazzata Alba Berlino. Il dato ufficiale dice 1618 spettatori, incasso 9144 euro. Insomma, Caputo non ha tutti i torti. Passiamo alla gara. Un successo meritato del team tedesco, dotato di un roster molto profondo e solido. Qualche fischio malandrino (arbitri duramente contestati da pubblico e squadra), un po’ di sfortuna al tiro hanno impedito ai bianconeri di portare a casa il match che valeva il primo posto nel girone H. Primo quarto dominato da Jenkins, riscossa bianconera nel secondo quarto. Partita sempre in bilico anche nella ripresa con la Pepsi che arriva sempre sotto ma non riesce a dare la stoccata decisiva mentre l’Alba sembra giocare al gatto col topo. Molti problemi di falli nei momenti clou, quando la difesa cercava di recuperare il gap sempre qualche fischio al limite. Eric Williams, top scorer con 14 punti, è stato in campo soli 16 minuti. Terzo e quarto fallo in sequenza all’inizio del secondo tempo, l’ultimo poco dopo il rientro nell’ultimo quarto. Una presenza notevole quella del centro americano che si sta integrando molto bene col tempo dando alla squadra una doppia dimensione pericolosissima. In doppia cifra anche il resto del quintetto titolare, andato molto a sprazzi. Poco incisivi gli altri della panchina. La solita brutta serata al tiro da tre che quest’anno non entra proprio: 6/27 dice la statistica. Per l’Alba uno splendido Dragicevic, oltre al citato Jenkins, ma anche grandi stoccate nel finale di McElroy e Marinovic. La Juve esce comunque a testa altissima, confermando i progressi mostrati e rimanendo in piena corsa per la qualificazione alle top 16.

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Cantù stoppa Avellino Treviso pendolino su Teramo

Negli anticipi della sesta, Avellino perde l’imbattibilità casalinga contro una super Cantù. Tutto facile per Treviso. Colpo di Caserta a Brindisi dove scoppiano incidenti tra le tifoserie

Tre gli anticipi del sabato sera, che hanno aperto la sesta giornata di serie A. Cantù sbanca Avellino: vittoria numero 1000 in A per la Bennet, che ferma la corsa di Avellino reduce da due vittorie e al primo stop della stagione. Passeggia Treviso sul fanalino Teramo, mentre Caserta espugna Brindisi. Domani si completa il turno, in programma Bologna-Montegranaro, Cremona-Varese, Milano-Roma, Pesaro-Sassari e Siena-Biella.

Il duello tra Tabu (Cantù) e Green (Avellino). Ciamillo
Il duello tra Tabu (Cantù) e Green (Avellino)

Air Avellino – Bennet Cantù 71-75

Ad Avellino si conferma la tradizione positiva di Cantù. Sui legni del Pala Del Mauro i brianzoli non cadono dal 3 febbraio 2008 e centrano la vittoria numero 1000 in A. L’Air non capitalizza il successo ottenuto a Porto San Giorgio e cade sotto i colpi di una Bennet concreta. Pronti via, ed è subito sfida nelle sfida tra il Green irpino ed il ‘cardinale’ Mazzarino. Duello sul filo del pick and roll, duello a colpi di triple, in un primo periodo frenetico e spettacolare, in cui Cantù tira con il 75% dal campo ed ottiene dalla guardia italo-uruguaiana 13 punti (20 alla fine) con percorso netto al tiro (20-25 al 10’). Seppure l’inerzia non cenni a passare nelle mani dell’Air, il secondo periodo ha poco o nulla in comune con il frizzante primo. Squadre più pazienti e difese pressanti, contribuiscono ad un sensibile calo del ritmo. Non cala invece il gap dei padroni di casa, complice la grande vena di Micov. Non appena le percentuali di Cantù scendono, Dean impatta al 19’ (39-39) con una tripla da distanza siderale. Alla ripresa, la Bennet fa valere nuovamente il suo gioco ricco di soluzioni e ad Avellino occorrono due triple di Troutman per aprire la scatola lombarda (54 -54 al 30’). Nella frazione finale, si decide tutto all’ultimo minuto. A 32 secondi dalla fine è +4 Cantù: Spinelli commette un’ingenua infrazione di passi che mette la parola fine al match (71-75).

Avellino: Troutman 17, Dean 13, Thomas 12.
Cantù: Mazzarino 20, Micov 14, Green 13.

Ryan Toolson (Benetton Treviso) scarica a canestro. Ciamillo
Ryan Toolson (Benetton Treviso) scarica a canestro

Benetton Treviso – Tercas Teramo 90-71

Dopo quattro sconfitte di fila in campionato, la Benetton ritrova vittoria e fiducia, superando 90-71 la Banca Tercas. La differenza arriva nell’ultimo quarto, dopo una gara equilibrata: Treviso alza l’intensità in difesa e Teramo, a corto di uomini e di energie, è costretta ad arrendersi. Nonostante i tagli recenti (Shaw e Hall) e le difficoltà di classifica, non entra in campo una Banca Tercas dimessa e arrendevole. Anzi, probabilmente Treviso si fa sorprendere dalla verve degli abruzzesi. Zoroski segna e fa segnare, ma la difesa di Capobianco è deboluccia. Non c’è nessuno che riesca a contenere Motiejunas: 10 punti per il lituano nel primo quarto, che termina 25-24. Non cambia molto nel secondo quarto: ritmi blandi, difese poco atletiche. Le due squadre restano incollate: ai canestri di Smith e Nicevic risponde la grinta rabbiosa di Polonara e Boscagin. E così il primo tempo si chiude 46-45. Si riprende e Treviso ancora non riesce a scappare: i veneti, sospinti da Markovic, alzano intensità e ritmo, ma sbagliano tantissimo. Teramo, nonostante abbia gli uomini contati, resiste ancora: 61-55 al 30’. Ma il crollo è imminente, sebbene con tenacia Polonara provi a scuotere i suoi: Capobianco non ha uomini che contengano Smith e Peric, che allargano il divario grazie a difesa, contropiede e giocate spettacolari.

Treviso: Smith 24, Motiejunas 23, Markovic e Nicevic 10.
Teramo: Boscagin 17, Zoroski 14, Polonara 13.

Tourè (Brindisi) si appende al canestro di Caserta. Evangelista
Tourè (Brindisi) si appende al canestro di Caserta

Enel Brindisi – Pepsi Caserta 64-76

Risorge Caserta con una prova tutto cuore, griffata Koszarek (18 punti, 5/5 dal campo, 4 recuperi, 30 valutazione) e Jones, gli uomini che la rialzano dall’inferno in cui era caduta nel terzo periodo, vittima delle solite amnesie. Ma il primo successo stagionale è meritato, perché Caserta ha condotto punteggio e ritmo per oltre 35’, prima grazie alla verve di Di Bella, autore di 7 punti in un inizio di gara equilibrato (18-17), poi con i due stranieri. La sinfonia bianconera è lanciata da Jones (24-17) e rimpolpata dalla panchina. Quando inizia la girandola delle rotazioni, la Pepsi vola. La miccia è Garri, fondamentale a rimbalzo, dove Caserta domina (26-14 all’intervallo), mentre il detonatore è Colussi che con 7 punti firma il +11 (36-25 a 1’30”). Brindisi è poca cosa: paga l’assenza di Dixon, seduto a causa dei falli, la serataccia di Roberson (0/9 dal campo, -16 di valutazione) e un Diawara abulico nei primi 20’. Ma al rientro accade quello che non ti aspetti: la Pepsi soffre di vertigini dopo aver toccato il +11 e l’Enel la castiga. Un parziale di 18-0 tra il 3’ e il 5’ proietta i biancazzurri sul 45-38, con Diawara in un raro momento di formato Nba (10 punti in 90”). È una fiammata che si esaurisce presto, perché Koszarek si riprende il match in mano: 7 punti in un parziale di 10-2 che vale il controsorpasso (48-47). La gragnola di triple nella prima metà dell’ultimo quarto non sposta gli equilibri (60-60 al 36’). Poi Brindisi, squadra corta che ottiene solo 3 punti dalla panchina, esaurisce le sue energie mentre Koszarek e Jones segnano ancora dall’arco, e Di Bella chiude il break di 11-4 che manda al tappeto Brindisi a 1’ dalla sirena (71-64) mentre sugli spalti le due tifoserie vengono a contatto, provocando attimi di tensione e l’intervento delle forze dell’ordine.

Brindisi: Dixon 19, Diawara 17, Touré 15.
Caserta: Koszarek 18, Jones 17, Colussi 11.

tratto da Gazzetta.it

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