Posts tagged Houston Rockets

Rockets, sarà Kevin McHale il nuovo coach

Gli Houston Rockets hanno raggiunto un accordo triennale con Kevin McHale che sarà quindi il nuovo coach della franchigia.
Al momento McHale, che ha battuto in volata Casey e Frank, è un’opinionista della TNT.
Da giocatore McHale ha vinto tre titoli con i Celtics in 13 anni di carriera ed è stato per sette volte All-Star.

Annunci

Leave a comment »

Knicks, Corey Brewer tagliato per arrivare Jared Jeffries

I New York Knicks sono vicini al taglio di Corey Brewer. Il giocatore, arrivato da Minnesota la settimana scorsa, potrebbe ora finire a Boston, San Antonio, Oklahoma City o Dallas.

I Knicks nel frattempo, dovrebbero ufficializzare ad ore l’arrivo di Jared Jeffries, preferito proprio a Brewer perché già conosce il sistema di D’Antoni.

Leave a comment »

Belinelli gira ma non basta. Gli Hornets fanno harakiri

Dopo aver condotto tutto il match, New Orleans si fa superare da Houston a 18” dalla fine e viene sconfitta 89-91. L’azzurro realizza 14 punti dando spettacolo, ma l'(/21 degli ultimi 12′ è fatale. Toronto, senza Bargnani bloccato dall’influenza, perde in casa contro Dallas

L’influenza ferma Andrea Bargnani, che si perde la sfida tra Toronto e Dallas. Marco Belinelli diventa così l’unico italiano in campo nella notte Nba, ma i suoi 14 punti non bastano a New Orleans per evitare la sconfitta interna con Houston. Martedì Beli e il Mago si ritroveranno di fronte a Toronto.

Marco Belinelli, non bastano i suoi 14 punti contro i Rockets. Ap
Marco Belinelli, non bastano i suoi 14 punti contro i Rockets

New Orleans Hornets-Houston Rockets 89-91

Harakiri Hornets. Lanciata a +15 al riposo dallo show di Marco Belinelli nel secondo quarto, New Orleans (35 vinte-26 perse) si fa rimontare da Houston (30-31) e cade dopo due successi di fila. L’italiano è una delle note più positive degli Hornets (assieme a Carl Landry, per la prima volta in doppia cifra da quando è sbarcato a New Orleans) grazie ai 12 punti del secondo quarto: Mister B chiude con 14 in una serata quasi perfetta al tiro, e vederlo in panchina nell’ultimo possesso, quando con Nola sotto di 3 punti coach Williams preferisce un canestro con fallo in penetrazione con lo spento Paul (6 punti e 2/12 al tiro) alla tripla col caldissimo Beli, lascia un po’ di amaro in bocca ai tifosi di casa. Invece la vittoria se la prende Houston, che dopo un primo tempo da 33,3% al tiro allunga a 4 la propria striscia vincente, concedendo agli avversari appena 34 punti nella ripresa. A trascinare i Rockets ci pensa Kevin Martin, alla terza gara consecutiva con almeno 30 punti a referto. Belinelli fa da spettatore nell’equilibrato primo quarto, che gli Hornets chiudono avanti 27-21 grazie ad un 9-0 nel finale. L’italiano si alza dalla panchina per l’inizio del secondo e dà il via al suo show personale con un canestro in penetrazione. Poi mette in mostra tutto il suo repertorio (triple, canestri dalla media), aggiungendoci anche tanta grinta. New Orleans ne approfitta per piazzare un 18-0 che vale il 49-33 a 3’09” dalla fine, poi torna negli spogliatoi sul 55-40. Ma il riposo toglie qualcosa agli uomini di coach Williams, restituendo l’orgoglio ai Rockets. I texani trascinati da Martin riducono a 5 (63-58) i punti da recuperare quando alla terza sirena mancano 3’09”, ma i padroni di casa si affidano a Landry e al solito West per allungare il divario a 10 punti (72-62) quando il periodo va in archivio. Belinelli rivede il campo in avvio di ultimo parziale, colpisce ancora dalla media ma non riesce a stoppare la corsa di Houston, che con un 18-6 alimentato da 4 triple e chiuso da Miller a 6’58” dalla fine sorpassa sull’80-78. Coach Williams si riaffida ai titolari, ma New Orleans non trova il canestro (8/21 negli ultimi 12’), e così Houston a 18” dalla fine vola sul 90-87. Gli Hornets scelgono Paul per cercare il pari, ma la penetrazione del play si infrange contro la difesa dei Rockets e Green sbaglia la tripla difficile nata dal rimbalzo offensivo di Okafor. Lee mette al sicuro Houston, il tap-in sulla sirena di West serve solo ad aumentare l’amarezza di New Orleans.

New Orleans: BELINELLI 14 punti (4/6 da due, 2/2 da tre), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero, 1 persa e 1 fallo in 14’47”. West 22 (9/14, 4/4 liberi), Ariza 13, Landry 13. Rimbalzi: Okafor 14. Assist: Paul 12.
Houston: Martin 33 (4/7, 4/8, 13/13), Lowry 18, Lee 9. Rimbalzi: Hayes 11. Assist: Hayes 5.

Toronto Raptors-Dallas Mavericks 96-114

Senza l’influenzato Bargnani, Toronto cede anche ai Dallas Mavs di un sontuoso Dirk Nowitzki, autore di una doppia doppia da 31 punti e 13 rimbalzi. I Raptors dominano nel primo quarto approfittando della poca energia iniziale di Dallas, ma i valori in campo vengono fuori alla lunga e nel secondo tempo gli ospiti ribaltano il risultato risalendo da -19 e andando a vincere (sesta gara consucutiva) di 18 punti col punteggio finale di 96-114. Al posto di Bargnani è Ed Davis ad occupare il ruolo di centro nel quintetto di Triano. I Raptors partono a razzo mentre la difesa di Dallas dorme e vanno avanti 22-3. A dare una sveglia ai Mavs ci pensa la panchina che cambia ritmo alla gara con Marion, Mahinmi e Barea e permette di chiudere il primo quarto con un accettabile 30-24. Ma è nel terzo quarto che Dallas si mette a fare sul serio lanciata dalle incursioni di Marion in campo aperto. Con soli 15 punti realizzati da Toronto nella terza frazione i Mavs passano al comando (72-75) per poi accelerare definitivamente nell’ultimo quarto in cui la difesa dei Raptors crolla sotto i colpi di Nowitzki e compagni che mettono a segno 39 punti. Le riserve di Dallas vanno tutte in doppia cifra: Marion chiude con 20 punti, Terry con 19, Mahinmi con 13 e Barea con 12. Tra i Raptors si distingue Amir Johnson (21 punti con 10/13 al tiro) attualmente al quarto posto nella classifica di percentuale dal campo (con 58.3% dietro a Nene, Howard e Okafor), costretto a uscire prima della fine per limite di falli. Bene anche Calderon con 15 punti, 8 rimbalzi e 8 assist, mentre il nuovo arrivato James Johnson fa vedere buone cose specialmente all’inizio e chiude con 8 punti, 7 rimbalzi e 7 assist. Andrea Bargnani aveva saltato l’allenamento del sabato pomeriggio per sintomi influenzali e domenica non ce l’ha fatta ad andare in campo. Si spera che possa recuperare in tempo per la sfida italiana di martedì sera contro Marco Belinelli e gli Hornets.

Toronto: Johnson 21 (10/13), DeRozan 19 (7/16), Calderon 15. Rimbalzi: Calderon 8. Assist: Calderon 8.
Dallas: Nowitzki 31 (11/20), Marion 20 (10/17), Terry 19 (7/13). Rimbalzi: Nowitzki 13. Assist: Barea 9.

tratto da Gazzetta.it

Comments (1) »

Kevin Love rimpiazzerà Yao Ming all’All Star Game

Il miglior rimbalzista della NBA è stato aggiunto al roster della Western Conference dal commissario David Stern come sostituto dell’infortunato centro di Houston Yao Ming.

Kevin Love sta tenendo una media di 21.4 punti e 15.5 rimbalzi a partita facendo registrare 34 doppie-doppie consecutive.

Leave a comment »

Che Gallinari: LeBron k.o. Boston espugna Portland

New York batte Miami 93-88 con 20 punti dell’azzurro, grande anche in difesa contro James. Con Garnett e Allen i Celtics fermano i Blazers, Dallas piega Houston con il fiatone

Un duello fra Danilo Gallinari e LeBron James. Ap
Un duello fra Danilo Gallinari e LeBron James

Grandissimo successo dei New York Knicks che hanno la meglio sui Miami Heat. Colpo esterno di Boston, che si affida alla sua arma più collaudata – la difesa – per vincere sul campo dei Blazers. Dallas conduce anche di 25 contro Houston, ma soffre fino alla fine per portare a casa la vittoria.

New York-Miami 93-88

Con il cuore e la determinazione i Knicks riescono ad avere la meglio sugli Heat. New York approfitta dell’assenza di Chris Bosh e della serata poco brillante al tiro di James, difende con grande aggressività e riesce a portare a casa il successo nonostante tiri con il 36% dal campo.Il Garden si fa subito sentire e fischia LeBron James ogni volta che il fenomeno di Miami tocca il pallone. Amare Stoudemire, votato dai tifosi titolare all’All Star Game di Los Angeles, parte benissimo e firma nove punti nei primi cinque minuti del match. Danilo Gallinari lo imita andando a referto con una penetrazione sontuosa chiusa da una perentoria schiacciata. Dwyane Wade, che a causa dei postumi dell’emicrania che lo ha tenuto fuori contro Toronto porta un paio di occhiali particolari, in attacco fa male, i Knicks comunque arrivano al +8, poi due schiacciate di James riportano sotto Miami. Il Gallo risponde con una tripla delle sue, gli Heat comunque riprendono in mano le redini del match e chiudono il primo quarto avanti 24-23. All’inizio del secondo periodo però gli ospiti si mettono a fare confusone. Ben sette turnover in pochi minuti permettono ai Knicks di arrivare al +5. Wade cambia marcia nella seconda parte della frazione e Miami così, nonostante i suoi alti e bassi, riesce ad andare al riposo in vantaggio di due lunghezze, 48-46. Il pericolo pubblico numero uno, il fischiatissimo LeBron James, nei primi due quarti si deve accontentare di un deludente 3/13 dal campo ma gli Heat ricevono un primo tempo super da parte di Dwyane Wade.

la ripresa — Anche all’inizio della ripresa Gallinari in difesa si ritrova spesso accoppiato con James. L’azzurro se la cava egregiamente, Wade però èincandescente e continua a produrre, gli Heat così arrivano al +7. New York si rimbocca le maniche in difesa ma in attacco non riesce a trovare ritmo. La tripla di Jones nel finale di quarto così permette agli ospiti di chiudere la frazione avanti 73-64. Un Wade da cinema nei primi tre quarti del match mette a referto qualcosa come 33 punti (con un assurdo 14/15 dal campo) e 9 rimbalzi.New York risponde realizzando i primo otto punti dell’ultima frazione. Miami diventa prevedibile in attacco e anche Wade perde confidenza con il canestro. Ci pensa Danilo Gallinari a metà frazione a riportare davanti la squadra di casa. L’azzurro prima trova un bel canestro in penetrazione poi dalla lunga distanza regala ai Knicks il +1 (77-76) a 5’19’’ dalla sirena. Wade, dopo l’incredibile produzione dei primi tre quarti, nell’ultima frazione fallisce tutte e sette le sue conclusioni dal campo. L’aggressività di Fields e l’intelligenza del Gallo, che si guadagna con esperienza due liberi con un gran movimento sul perimetro, portano New York al +3 a due minuti dalla fine. Quattro punti consecutivi di James rimettono davanti Miami ma ancora una volta Gallinari risponde. Dalla lunga distanza l’azzurro punisce le cattive rotazioni della difesa di Miami, Fields replica pochi secondi più tardi e a 49’’ dalla sirena la truppa di Mike D’Antoni è avanti 89-85. Due canestri di LeBron regalano speranza agli Heat che a 15’’ dalla fine sono a -3 con la palla in mano. Chalmers però dalla lunga distanza trova solo il ferro, i liberi di Felton così mettono in naftalina il risultato.

New York: GALLINARI 20 (2/8 da due, 3/7 da tre, 7/10 ai liberi), 4 rimbalzi, 2 assist in 31’. Stoudemire 24 (9/16, 1/1), Fields 19. Rimbalzi: Fields 13. Assist: Felton 7.
Miami: Wade 34 (14/20, 0/2), James 24, Jones 15. Rimbalzi: Wade 16, James 11. Assist: Wade, James 5.

 Ray Allen, a destra, ruba palla a Cunningham, di Portland. Ap
Ray Allen, a destra, ruba palla a Cunningham, di Portland

Portland Trail Blazers-Boston Celtics 78-88

Sempre senza i due O’Neal, i Celtics fanno la differenza con una grande difesa in quel di Portland, specialmente quando conta, ovvero nell’ultimo quarto. I Blazers (che avevano perso Batum per infortunio nel secondo quarto), infatti, iniziano la frazione decisiva segnando solo 2 dei primi 12 tiri dal campo, mentre gli ospiti, che hanno in Pierce e Allen i soliti terminali ma anche un Garnett vicinissimo alla tripla-doppia, se ne vanno sul +15 (massimo vantaggio) quando Glen Davis mette il tiro del 78-63 a 4’22 dalla fine. Gli ospiti, avanti stabilmente dalla metà del secondo quarto, devono anche gestire il rientro in partita di Portland: Matthews (2) e Fernandez (1) mettono 3 triple consecutive per il -5 dei padroni di casa (77-82 a 48 secondi dalla fine), ma Davis, Garnett e Robinson non tremano dalla lunetta, e il loro 6/6 chiude la partita.

Portland: Aldridge 17 (8/18, 0/2, 1/2 tl), Miller 14, Matthews 12, Fernandez 11. Rimbalzi: Aldridge 16. Assist: Miller 7.
Boston: Allen 18 (3/8, 3/6, 3/3 tl), Pierce 17, Rondo 11, Garnett e Perkins 10. Rimbalzi: Garnett e Perkins 9. Assist: Garnett 9.

Dallas Mavericks-Houston Rockets 111-106

Quarta vittoria in cinque partite per Dallas (che non ha ancora Stojakovic), che non è mai stata in svantaggio in tutta la partita ma dopo aver condotto anche di 25 punti (45-20 con 8’30 da giocare nel secondo quarto) ha rischiato non poco nel finale. Houston, infatti, mette a segno un clamoroso parziale di 26-4 nel terzo periodo, chiuso dalla tripla di Shane Battier per il 77-75 con 4’05 da giocare per chiudere il terzo quarto, rimettendo completamente in discussione l’esito di questa partita. Dopo un nuovo strappo di Dallas (100-89 con 4 consecutivi di Marion), si procede ancora a braccetto nel finale: Scola si scatena, e segna 10 dei successivi 14 punti dei suoi, compreso il tap-in del 104-103 a 51 secondi dal termine. Purtroppo per lui, però, sbaglia la replica a Barea, che aveva riportato i suoi a +3, e Dallas dalla lunetta può tornare a 2 possessi di vantaggio.

Dallas: Chandler 21 (5/8, 11/12 tl), Barea 19, Nowitzki 18, Terry 15, Pavlovic e Kidd 11, Marion 10. Rimbalzi: Chandler 15. Assist: Kidd 10.
Houston: Scola 30 (14/21, 2/2 tl), Martin 27, Hayes 16, Battier 10. Rimbalzi: Scola e Hayes 8. Assist: Lowry 5.

tratto da Gazzetta.it

Leave a comment »

Stagione finita, di nuovo, per Yao

Il gigante dai piedi d’argilla questa volta non potrebbe rialzarsi. Yao Ming, il centro cinese degli Houston Rockets, sarà costretto a rimanere ai box per un periodo di tempo indeterminato a causa di una frattura da stress scoperta per caso nella sua caviglia sinistra.

Ma questa volta il 30enne cinese alto 228 centimetri potrebbe decidere di non tornare. “Non sono morto – ha commentato Yao -, e non aspettatevi un funerale”. Fermo dal 19 novembre per un infortunio rimediato in un match contro i Wizards, Yao puntava a tornare in campo domenica, anche se i dottori gli consigliavano di aspettare fino a dopo Natale. Poi la scoperta di questa nuova frattura, in una zona diversa rispetto a quella ricostruita chirurgicamente due anni fa.

Il cinese si sottoporrà a nuovi test e consulti medici, e lunedì, dopo essersi consultato con i Rockets, prenderà una decisione sul suo futuro. “Al momento spero ancora di poter tornare a giocare” ha detto Yao. Ma l’addio di quella che fu la prima scelta al draft 2002, il primo giocatore non proveniente da un college Usa ad essere chiamato così in alto in una lotteria Nba, sembra vicinissimo.

Leave a comment »

Terrence Williams ai Rockets, Vujacic ai Nets e Joe Smith ai Lakers

Scambio a tre fra Houston Rockets, New Jersey Nets e Los Angeles Lakers. Terrence Williams vola a Houston in cambio di un first round pick nel 2012, Sasha Vujacic lascia Los Angeles per la prima volta dal 2004 (+ un first round pick nel 2011) e va nel New Jersey in cambio di Joe Smith.

Leave a comment »