Posts tagged Euroleague Basketball 2011

Real alle Final Four. Valencia battuto in gara 5

La squadra di Madrid allenata dall’italiano Emanuele Molin – ex vice di Messina – sfrutta il fattore campo facendo la differenza a rimbalzo nella “bella” dei quarti di finale. Sfiderà a Barcellona il Maccabi Tel Aviv. I madrileni tornano tra le magnifiche 4 dopo 15 anni

Richardson contro Tucker. Afp
Richardson contro Tucker

Battendo 66-58 il Valencia nella decisiva gara-cinque dei quarti di finale, il Real Madrid torna alla Final Four di Eurolega dopo 15 anni. Nell’unica serie finita alla “bella”, è l’unica qualificata tra le quattro squadre che avevano il vantaggio del fattore campo ed è l’unica delle quattro spagnole arrivate tra le prime otto a entrare in semifinale: il 6 maggio in casa degli arcirivali del Barcellona campione in carica, appena eliminato, sfiderà il Maccabi Tel Aviv, dopo aver conosciuto la vincente dell’altra sfida tra Panathinaikos e Montepaschi Siena.

ancora italia alle final four — Oltre ai toscani, si aggiunge così un pezzo d’Italia alla kermesse catalana: la guida in panchina del Real è Lele Molin, che un mese fa ha raccolto il testimone dal dimissionario Ettore Messina, cui non si può non riconoscere una fetta di meriti nel risultato delle merengues, e che, dopo una vita da assistente, tra un mese allenerà la sua prima Final Four.

la gara — Bloccato dai propri passaggi a vuoto prima che dalla paura, il Real era partito nei primi otto attacchi con 1/6 al tiro e due perse in 5′, offrendo il fianco al 2-11 ospite con 9 punti di Savanovic. I falli di Valencia hanno lo scopo di non far entrare in ritmo l’attacco casalingo, ma alla lunga penalizzano gli ospiti: Pietrus e Richardson si spendono su Suarez, Javtokas ne ha tre al 12′ e quattro al 22′. Il Real parte però troppo male per non finire sotto 13-23 all’11’30” sbagliando 11 dei primi 15 tiri e con 6 perse. A riportare in partita la squadra di Molin è l’annunciata superiorità a rimbalzo, segnatamente d’attacco, e la scarica di quattro triple di fila a fine secondo quarto, di cui tre di Tucker, per rientrare sul 37-38 al 18’30”. L’inerzia è del Real, che inevitabilmente apre la ripresa mettendo per la prima volta la testa avanti (43-42): Llull e Prigioni mandano in confusione Cook e Martinez, che perdono lucidità e i palloni che innescano la mini fuga casalinga 52-46 al 25′. Savanovic prova a resistere, ed è l’unico in un terzo quarto da 9 punti per la squadra di Pesic. Il Real sbaglia molto, ma conquista una marea di canestri da seconda opportunità, aprendo il quarto periodo sul 60-51. Entrambi i canestri si tappano: i madrileni non trovano il colpo del k.o., Valencia non riesce a rientrare, e ci guadagna solo il Real se nei primi otto minuti dell’ultimo quarto le squadre fanno 4-4. Gli ospiti giocano troppi attacchi in meno (e quei pochi li sbagliano) rispetto ai padroni di casa, che chiuderanno con 17 rimbalzi d’attacco, blindando il successo nel finale dalla lunetta. Il Real va a Barcellona, per una volta da squadra di casa.

Madrid: Suarez 12, Tucker 12
Valencia: Savanovic 19, Martinez 16

tratto da gazzetta.it

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Milano, Eurolega addio. Crolla col Pana ed è fuori

L’Armani perde 93-62 nella 10ª giornata e manca la qualificazione alle Top 16. Per andare avanti avrebbe dovuto vincere e sperare in risultati favorevoli sugli altri campi

Diamantidis ha fatto male con un 3/5 dalla distanza. Ansa
Diamantidis ha fatto male con un 3/5 dalla distanza

Altroché miracolo. Milano crolla 93-62 ad Atene ed esce dall’Eurolega. Per passare alle Top 16 avrebbe dovuto vincere e poi sperare nei risultati degli altri. Che Valencia, cioè, perdesse in casa con Lubiana o, in caso di doppia sconfitta di Milano degli spagnoli, che l’Efes cadesse a Mosca: in caso di parità a tre, sarebbero passate Milano ed Efes Pilsen.

primo quarTo — Milano comincia con Jaaber in quintetto al posto di Finley. Le triple del Panathinaikos, due di Diamantidis e una Fotsis, scavano lentamente un vantaggio sempre più consistente. Mentre il Valencia sta scavando un margine ancora più sostanzioso contro Lubiana (+10). Finisce 24-15.

secondo quarto — Piero Bucchi continua con un quintetto forte dove il rientrato Maciulis gioca da ala, Pecherov da ala forte e Rocca da lungo. Mordente play dura un’azione. Finley rientra e segna due canestri di fila (-5). Mancinelli entra al fianco di Maciulis, praticamente da guardia. Tsartsaris segna due volte da fuori (-10) e il Pana domina sotto i canestri. Peccato che mentre Milano perde contatto con la partita (-15) e Finley continui lo show personale, Lubiana rimonti e chiuda in vantaggio il secondo quarto. Finisce 46-32.

terzo quarto — Milano perde palla sulla prima rimessa e Perperoglou vola in contropiede. Dopo l’intervallo il Panathinaikos dilaga facilmente e arriva a +20 prima della metà del parziale. Finisce 67-46.

ultimo quarto — Dopo due minuti il tabellone elettronico ha un guasto come a Biella una settimana fa. È il modo di ricordare a Milano il momento in cui è virtualmente uscita dall’Eurolega, quando ha perso di 15 punti contro il Valencia. Poco importa ormai quello che succede qui. Il Valencia vince di un punto e passa. Finisce 93-62.

Panathinaikos: Perperoglou 14, Kaimakoglou 12, Fotsis e Vougioukas 11
Milano: Finley 13, Hawkins 12, Jaaber 11

tratto da Gazzetta.it

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Scariolo lascia il Khimki

Sergio Scariolo ha lasciato il Khimki Mosca già fuori dall’Eurolega e seconda in classifica in Russia. La decisione consensuale dopo l’ultima sconfitta in casa contro il Cska.

«Abbiamo fatto ottime cose e il Khimki è ancora una delle migliori squadre russe — ha detto Scariolo — per me è una decisione difficile, ma credo che sia lamigliore sia per me sia per la squadra».

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Milano, disastro totale. Siena vince il girone

Nona giornata di Eurolega: l’Armani Jeans perde in casa di 15 punti contro Valencia e si fa sorpassare in classifica, gettando quasi via le Top 16. La Montepaschi travolge l’Ulker e chiude in testa il suo raggruppamento

David Hawkins in azione: 10 punti per lui. Ciam/Cast
David Hawkins in azione: 10 punti per lui

Armani Jeans Milano-Power Valencia 60-75

Un suicidio in piena regola: l’Olimpia crolla con il Pamesa nel penultimo turno del gruppo D di Eurolega ed è con un piede e mezzo fuori dalle Top 16 che, oltre a essere l’obiettivo minimo della stagione continentale, sembravano ampiamente alla portata della squadra lombarda. A questo punto per passare il turno Milano dovrà andare a vincere mercoledì 22 in casa del Panathinaikos Atene e sperare che Valencia perda in casa contro l’Olimpia Lubiana che è già qualificata.

brividi — Sono circa 2.000 gli spettatori al Biella Forum, campo neutro forzato dall’indisponibilità dell’impianto di Assago e dall’assenza di alternative praticabili nei dintorni del capoluogo lombardo. L’AJ parte col freno a mano: l’unico che spinge con convinzione è Mancinelli, ma i problemi sono soprattutto nell’area difensiva, dove gli aiuti latitano, e a rimbalzo con gli spagnoli che alzano la voce a capitalizzano grazie al lituano volante Javtokas, un soggetto capace di schiacciare in un canestro a 3.66 metri prima che la sua carriera rallentasse a causa di un incidente motociclistico. All’8’ il Pamesa conduce 12-7 nonostante 4/7 dalla lunetta e, in tutta sincerità, lo spettacolo è deprimente. A fine primo quarto Milano è a -3 (11-14), quasi un lusso con 6 rimbalzi offensivi concessi e una serie preoccupanti di amnesie nella seconda linea difensiva.

di male in peggio — Nel disarmante grigiore generale emerge il francese De Colo con cinque punti in fila (13-21) mentre l’AJ si affida a qualche tiro perimetrale di Finley e Jaaber senza però costruire granché e senza mai andare ad attaccare il ferro avversario. Prima Hawkins e poi Mordente provano a invertire la tendenza (25-27 dopo 17’), ma ogni volta che la squadra di Pesic (sulla panchina di Roma dal 2004 al 2006) riesce ad abbassare i ritmi l’allungo è quasi automatico: 27-32 all’intervallo e ancora una volta è quasi un lusso visto il tremendo passivo (13-25) a rimbalzo. La ripresa è una falsa partenza: dopo poco salta la luce nell’impianto e praticamente c’è un nuovo break di oltre 20 minuti. La pausa non aiuta l’AJ che sprofonda a -10, Pecherov prova a scuotere i suoi ma senza trovare seguaci e Martinez dalla distanza firma il 34-46 che scatena anche qualche fischio sugli spalti. Finley sembra un pesce fuor d’acqua più che un direttore d’orchestra e il 43-56 del 30′ non rende l’idea della pochezza della serata biancorossa in termini di aggressività e di lucidità.

epilogo disarmante — E’ il momento più critico della stagione milanese e Bucchi prova, senza alcun esito, a giocare il jolly dell’acerbo Melli al posto di Pecherov e Mancinelli: con 6 minuti da giocare sono sempre 14 i punti di margine. Jaaber, almeno lui, si danna su entrambi i fronti e due triple di Hawkins riaccendono le speranze: 55-63 al 36’. Riecco Mancinelli, e Finley per Jaaber, con 3’30” da giocare: Mordente mette il tiro del -7, ma lo specialista Rafa Martinez infila la quinta tripla su sette tentativi e spezza le ultime chance di rimonta. Si gioca solo per difendere il +11 dell’andata, che costò la panchina al tecnico iberico Hussein, e la palla decisiva, affidata a Pecherov, si spegne sul ferro. Una sconfitta terribile, nella forma e nella sostanza: la stagione di Milano è a un bivio e imboccare la strada giusta sarà decisivo pena una rivoluzione.

Milano: Jaaber 13, Mordente 12, Hawkins 10
Valencia: Martinez 20, De Colo 15, Claver 8, Lischuk 8, Savanovic 8

Kaukenas al tiro: per lui 13 punti. Ciam/Cast
Kaukenas al tiro: per lui 13 punti

Montepaschi Siena-Fenerbahce Ulker 94-65

Con una giornata di anticipo, la Montepaschi chiude al primo posto la prima fase di Eurolega, mettendosi alle spalle squadre da Final Four come Barcellona, sconfitto 88-87 a Vilnius, e Fenerbahce. All’ottava vittoria in nove partite, i senesi avevano perso la loro unica partita all’andata sul campo dei turchi, stavolta invece travolti fino al +29 dal grande inizio di McCalebb, dai canestri di Moss e dalla qualità spalmata su tutta la partita da Kaukenas.

un altro passo — Al Fenerbahce mancava la stella ex Roma Roko Ukic e si è visto. Senza testa, i turchi si sono fatti trascinati dall’aggressività senese in avvio in un vortice di 5 perse nei primi tre minuti, quando Greer viene panchinato e non rientrerà più, ma non molto meglio andrà con Preldzic o qualcuno dei baby registi dalla panchina ad aiutare Onan. Insieme a un tentacolare Moss e con un’efficace pressione a tutto campo in difesa, McCalebb ha un altro passo a livello di velocità ed energia: anche dall’altra parte del campo arriva sempre al ferro e con un primo quarto da 12 punti è la spina dorsale del 14-5 senese in avvio che dà l’impronta alla partita. Lo strappo però arriva con il 10-0 a cavallo dei primi due quarti per volare 31-14 al 12′ con Lavrinovic. Qui la Montepaschi comincia ad attaccare con un po’ di foga, ma i canestri di talento di Kaukenas non fanno mai rientrare il Fenerbahce oltre il 35-24 al 17′, ricacciata indietro dai canestri di talento di Kaukenas. Due triple di Carraretto prima del riposo mandano la Montepaschi al riposo sul +19, altre due di Moss (10 punti nel terzo quarto) respingono il rientro turco che era arrivato fino al -13 in avvio di ripresa. E’ la spinta che, insieme agli 8 punti nel quarto di McCalebb che gioca al gatto col topo, innesca il 17-7 casalingo per volare 66-43 al 27′, dilatato sul +27 in chiusura di terzo periodo, sull’81-53 al 33′ e infine sul +29 finale. (Giuseppe Nigro)

Siena: McCalebb 22, Moss 15, Kaukenas 13, K.Lavrinovic 10
Istanbul: Tomas 11, D.Lavrinovic 11, Savas 10

tratto da Gazzetta.it

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Eurolega, la Lottomatica c’è. Djedovic sorprende Malaga

Roma supera l’Unicaja 81-75 con una grande prova del bosniaco che firma 23 punti e 6 assist e la raggiunge a quota 10 con Real Madrid e Olympiacos. Gara tirata, decisa da un antisportivo su Dasic a 1’36” dalla fine

Nihad Djedovic, a canestro: 23 punti contro Malaga. Ciam-Cast
Nihad Djedovic, a canestro: 23 punti contro Malaga

Non è certo la partita della vita e non potrebbe essere diversamente. Roma e Malaga, d’altra parte, il biglietto per le Top 16, lo avevano già staccato prima della palla a due del PalaLottomatica. Lo diventa però a 5’ minuti dalla fine quando, di perdere, proprio non vuol saperne nessuno. Djedovic e Traorè trascinano la Virtus fino al +5 (78-73), l’antisportivo di Archibald su Dasic a 1’36’’ dalla sirena consegna agli uomini di Boniciolli il matchball che Roma non fallisce (81-75). Una partita, ma soprattutto un test, specie per la Virtus, per consolidare i progressi di Teramo e, magari, per ritrovare in Eurolega quella continuità mancata che ha segnato un inizio di stagione da dimenticare in campionato. È un test pure per Terrell McIntyre, l’ex senese al rientro dopo un mese dall’infortunio (10 punti e 3 assist in 17’31’’).

grande avvio — Parte forte la Lottomatica: parzialone di 10-0 in tre minuti firmato a quattro mani da Washington (18 punti) e Djedovic (23 punti e 6 assist). La risposta di Malaga è immediata: 8-0 (per il 10-8) che rimette la gara sui binari dell’equilibrio per tutto il primo tempo. Mentre Boniciolli continua con la girandola dei cambi e Aito prova a registrare, correggendolo in corsa, il quintetto di partenza che ritrova mordente anche grazie alla regia di T-Mac. Gli spagnoli mettono la testa avanti per la prima volta a 3’ dalla sirena del primo quarto (+1, 14-15), giusto il tempo che serve a Roma per riallungare fino al +5 che chiude la prima frazione (20-15). Poi è punto a punto fino all’intervallo (42-40), prima che in apertura di terzo periodo Datome riporti la Virtus sul +5 (54-49) con due triple a bersaglio. Poi il copione torna quello del primo tempo. Malaga si rifà sotto ed è di nuovo punto a punto (62-60 al 30’). La gara si infiamma nella seconda metà dell’ultimo quarto, quando Roma piazza il break decisivo che chiude la partita anche grazie ai numeri di Traorè (doppia doppia con 12 punti e 10 rimbalzi).

Lottomatica: Djedovic 23, Washington 18, Datome 14.
Unicaja: Archibald 18, Blanco 11, Jimenez, Tripkovic e McIntyre 10.

tratto da Gazzetta.it

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Roma strapazzata a Madrid. Ma le Top 16 sono alla portata

La Lottomatica, priva di Gigli, Giachetti e Smith, è battuta 72-50 sul difficile campo del Real di Messina. Pessime le percentuali dal campo. Per avanzare alla fase successiva sarà sufficiente battere una tra Malaga e Olympiakos

Felipe Reyes (Real) cerca la conclusione di sinistro contro Traorè. Ciam/Cast
Felipe Reyes (Real) cerca la conclusione di sinistro contro Traorè

Per la qualificazione alle Top16 appuntamento rimandato alle ultime due giornate. Serve però battere una tra Malaga ed Olympiacos. Disco rosso a Madrid e sonora lezione in una partita non bella, persa nettamente per 72-50, con i romani contratti e nervosi. Tra campionato ed Eurolega è la nona sconfitta in 12 turni, inevitabile dire che Boniciolli resti osservato speciale, per una compagine senza idee né identità.

TROPPI ASSENTI — Trovarsi sul campo del Real senza Giachetti, Gigli e all’ultimo istante anche Charles Smith (seppure in questo periodo lontano dalla sua vena migliore) non sarebbe mai facile, ma per una Lottomatica in crisi di risultati e di gioco, diventa impegno insormontabile. Aggiungiamo nei primi 20’ il tiro da tre che non entra (1/10), i 12 rimbalzi offensivi concessi ai “bianchi” e 11 le palle perse e capite gli affanni della Lottomatica. Il primo tempo si conclude 30-22, un divario ancora accettabile, anche perché i ragazzi di Messina non carburano del tutto. Al 4’ il Real è sull’8-2, Traorè riporta Roma in linea di galleggiamento (12-11) ma un paio di occasioni per il sorpasso vengono fallite. La difesa degli spagnoli concede poco in area, dalla distanza sono dolori, ma neppure Madrid ci prende dell’arco. Però corre in contropiede ed i romani non tengono il ritmo. Come quando Fischer schiaccia il 20-13. Poi ribalta per Mirotic e i madridisti portano il divario a 9 punti (24-15). Diventano 11 quando Reyes cattura l’ennesimo rimbalzo in attacco e lo converte a canestro.

NIENTE DA FARE — Ancora più smarrita la Lottomatica al ritorno dalla pausa. Dopo neppure 3’ di gioco è notte fonda. Il tema è sempre lo stesso: palle perse, secondi tiri concessi e il tabellone segna 43-25. Roma ha una reazione di nervi, ma Garbajosa è chirurgico nello spingerla via: sue le triple del 46-30, 51-30 ma soprattutto 54-39 allo scadere del terzo periodo, quando un break di 9 a 0 aveva ridato vigore agli ospiti, trascinati da Vitali. Senza sussulti l’ultima frazione. Il Real controlla, coach Messina non si rilassa e i padroni di casa non si fanno mai avvicinare a meno di 14 lunghezze. La qualificazione alle Top 16 resta alla portata, la serenità invece pare molto lontana.

Madrid: Llull 14, Garbajosa 11, Mirotic 9.
Roma: Datome 12, Traorè 10, Vitali 9.

tratto da Gazzetta.it

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Siena sbanca Zagabria. Milano si ritrova con l’Efes

Nell’8ª di Eurolega netto successo della Montepaschi in casa dell’unica squadra europea ancora a quota zero. L’Armani Jeans, dopo la brutta sconfitta di Siena, batte i turchi 84-70 e si avvicina alla seconda fase. Bene Hawkins

Siena inaugura con un facile successo l’antipasto dell’ottava giornata di Eurolega. Adesso tocca a Milano, domani Roma è attesa dal Real Madrid.

Moss ha contribuito a tenere a bada Bogdanovic. Ansa
Moss ha contribuito a tenere a bada Bogdanovic

Cibona Zagabria – Montepaschi Siena 66-82

Settima vittoria su otto partite di Siena, che a 80 minuti dalla fine della prima fase arriva a giocarsi il primo posto del girone nei prossimi scontri diretti con Fenerbahce e Barcellona. Al di là del successo netto, sul campo dell’unica squadra europea ancora a zero, le migliori notizie in casa senese vengono dalla seconda partita stagionale di Malik Hairston, apparso pronto nei 14 minuti trascorsi in campo. Hairston è addirittura il migliore nell’avvio senese, che altrimenti sarebbe stato non brillantissimo al tiro e condizionato da 5 perse di squadra nei primi 6′. Così, pur facendo un buon lavoro su Bogdanovic (1/8 al riposo), la Montepaschi riesce a dare lo strappo dopo un primo quarto punto a punto solo quando fa il vuoto per la possibilità di tenere alta l’energia con chi si alza dalla panchina: Kaukenas segna 13 punti in 6′ a cavallo dei primi due quarti e i suoi canestri materializzano la fuga sul 19-26 al 14′, che si allunga sul 21-35 al 18′ con Aradori a suggello del parziale senese di 14-2. Contro la zona croata riproposta a inizio secondo tempo Siena risponde con la reattività a rimbalzo e le giocate dei suoi lunghi tecnici per mantenere la doppia cifra di vantaggio e allungarlo sul 33-48 al 24′ approfittando delle perse del Cibona, che diventa 45-62 in apertura di ultimo periodo con la crescita di Lavrinovic. Con la leggerezza di chi non ha niente da perdere, i padroni di casa chiudono garibaldini, ma la grande calma senese continua matteone su mattone a far salire il divario fino al 59-79 a 2’30” dalla fine.

Zagabria: Radosevic 20, Zubcic 15, Stipcevic 14
Siena: Kaukenas 20, Lavrinovic 16, Zisis e Aradori 7

David Hawkins attacca la difesa turca da sinistra. Ciam/Cast
David Hawkins attacca la difesa turca da sinistra

Armani Jeans Milano-Efes Pilsen 84-70

L’AJ si lascia alle spalle i veleni del campionato e con un convincente successo si issa provvisoriamente al terzo posto del girone D di Eurolega in attesa della sfida-spareggio della prossima settimana contro Valencia. Bucchi deve fare a meno di Maciulis e di Petravicius, il cui stop potrebbe essere di un paio di mesi, ma ritrova in panchina Pecherov (25 anni oggi) che si era fatto male un mese e mezzo fa e il cui recupero è quasi completato; Perasovic invece è senza Rakocevic (polpaccio), terzo miglior realizzatore di Eurolega. La sconfitta di Valencia a Mosca toglie un po’ di pressione all’AJ che non è più costretta a vincere a tutti costi questa partita e la leggerezza aiuta: 13-4 dopo meno di tre minuti e mezzo con in buona evidenza Van den Spiegel, che ha ancora un mese di contratto e ambisce a essere riconfermato per la stagione. La difesa dell’Efes Pilsen non è un granché aggressiva e Milano ne approfitta allungando sul 18-8 dopo 6’, ma il talento offensivo dei turchi è di tutto rispetto e appena Tunceri riscalda la mano il divario viene asciugato in un lampo fino al 20-18 di fine primo quarto.

PIU’ PANCHINA — Con l’Armani Jeans limitata dagli infortuni, risalta la maggior profondità della panchina dell’Efes che col secondo quintetto riesce a fare la voce grossa anche a livello fisico: Nachbar è un rebus per la difesa biancorossa e in meno di due minuti va in lunetta sei volte. Il tentativo di allungare le rotazioni con Melli e Nardi sortisce effetti mediocri ed è Mordente a interrompere un digiuno di cinque minuti dell’AJ (22-23 dopo 13’). Hawkins è in giornata di ottima vena, si sente ispirato al tiro e nel 37-33 del riposo ci sono 14 punti suoi, due più della sua media stagionale, e una buona gestione dei possessi offensivi. A cavallo dei tuoi tempi ecco il 10-0 ospite e per la prima volta Milano si trova sotto: la reazione è eccellente (12-0 AJ) con Hawkins e Rocca in evidenza in entrambe le metà campo. Alla festa si unisce Mancinelli, che firma il 53-43. E il Forum sembra avere perdonato la squadra per l’indecorosa prestazione di Siena.

GESTIONE — L’ultimo quarto inizia sul 63-52, con Milano che grazie a Finley era arrivata fino a +14 e con l’Efes Pilsen che si aggrappa al baluardo Nachbar per non affondare in largo anticipo. Mancinelli (8 assist) legge alla grande gli spazi concessi dalla difesa turca e la superiorità a rimbalzo serve all’AJ per far tornare i conti quando le percentuali di tiro calano. I turchi si avvicinano fino a -8, poi però sprecano un paio di attacchi e Hawkins con una giocata da tre punti chiude virtualmente i conti sul 77-63 con meno di 3 minuti da giocare. Domenica contro Avellino rientrerà Pecherov, l’arma in più di Milano a inizio stagione: pensare che, pur senza i due lituani, si possano riprendere discorsi ambiziosi non è utopia.

Milano: Hawkins 24, Finley 12, Mancinelli 12, Rocca 12
Istanbul: Nachbar 20, Tunceri 13, Wisniewski 12

tratto da Gazzetta.it

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