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LeBron si prende gara-1. I Mavs crollano nel finale

Dallas chiude in vantaggio i primi due quarti, ma Miami reagisce grazie al solito James, perfetto anche nella marcatura su Terry, e a Wade. Il primo atto della finalissima si chiude 92-84

La festa di Miami per la vittoria su Dallas. Afp
La festa di Miami per la vittoria su Dallas

Non bella, come forse ci si poteva aspettare. Ma tirata e lottata, sin quasi alla fine. Vince Miami 92-84, perché sbaglia di meno nei momenti decisivi, ma soprattutto difende in maniera fantastica, soprattutto con James su Terry nella ripresa. E domina a rimbalzo (46-36 ma soprattutto 16-6 in quelli d’attacco). Quello che doveva essere uno dei vantaggi dei texani, la panchina, finisce per favorire gli Heat (27-17, con quella texana che tira 4/22). I Mavs reggono sino a 5’ dalla fine, poi crollano di schianto. Ma è solo gara-1, anche se lo strapotere fisico di Miami fa paura.

La grinta di Dirk Nowitzki, 27 punti contro Miami. Ansa
La grinta di Dirk Nowitzki, 27 punti contro Miami

primo tempo — La prima sorpresa di gara-1 sono le marcature: Dallas parte con Stevenson su LeBron e Marion su Wade, mentre Miami piazza Anthony e non Bosh su Nowitzki. Nessuno fa canestro: quando James trova il 2+1 del 11-5 sono già passati 6’30”, i Mavs hanno 1/7 dal campo, gli Heat 4/13. Due triple di Kidd tengono a galla i texani ma la marcatura di Stojakovic sul Prescelto, con Dirk a rifiatare, li manda in affanno. Ma Terry trova una tripla e liberi che pesano, permettendo a Dallas di chiudere il 1° quarto sopra di 1 (17-16), con un solo canestro da due realizzato (3 triple e 6 liberi, 28.6% complessivo, identica percentuale di Miami). L’entrata di Barea dopo 3’50” rompe un digiuno di 14’18” senza canestri da due, un modo non semplice per cercare di vincere una partita. Che resta in equilibrio, e bruttarella con Miami che continua a sfruttare i disastri difensivi di Stojakovic, anche quando gli ospiti passano a zona, prendendo un piccolo vantaggio (35-31 a 4’ dalla pausa), prontamente cancellato dai Mavs con un 7-0 firmato dal tedesco. Gli Heat rispondo con due triple di Chalmers, con il match che ora è godibile. Al riposo texani sopra di 1 (43-44), con entrambe le squadre a 6/14 da tre e Bosh con 13 punti e 7 rimbalzi (4 offensivi). LeBron ne ha 10, Wade 7 ,ma con 3/10. Di là Nowitzki è a 13 e Terry a 12.

LeBron James in azione, 24 punti. Reuters
LeBron James in azione, 24 punti

ripresa — I Mavs ripartono lanciati con un 7-0 coronato da una tripla di Stevenson che firma il 44-51. LeBron e Wade riavvicinano gli Heat (55-57), che sbagliano un paio di triple con Chalmers solo soletto in angolo. Si alza il livello e Barea non ci arriva (1/6), ma anche Peja (0/3) stecca. Il migliore è Marion, in attacco e in difesa su LBJ. Un paio di palle perse banalmente sono il preludio alla tripla del sorpasso di James (60-59 a -1’09”). Che replica alla sirena (4/4 da 3) con un capolavoro fuori equilibrio in allontanamento per il 65-61 interno. King James, inoltre, cancella Terry, tenendolo a 0 punti nel quarto, senza tiri. I rimbalzi offensivi concessi da Dallas (16) permettono a Miami di allungare con Haslem (75-69 a -6’36”), superlativo anche in difesa su Nowitzki. Il digiuno offensivo dei Mavs dura oltre 3’ e mezzo, prima del libero di Chandler a 4’34” dalla fine (75-70). Ma Wade chiude in fretta i conti con 5 punti in fila (82-73 a -3’06”). Nonostante i Mavs chiudano bene l’area, LeBron e Dwyane li puniscono in sospensione e a quel punto c’è poco da fare. L’impressione è comunque che la serie possa esser elunga ed equilibrata. Ma per ora è 1-0 Miami.

Miami: James 24 (9/16, 3/4, 2/2), Wade 22, Bosh 19. Rimbalzi: Wade 10. Assist: Wade 6.
Dallas: Nowitzki 27 (7/18, 1/2, 12/12), Marion 16. Rimbalzi: Marion 10. Assist: Kidd 6.

tratto da gazzetta.it

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Nba, Dallas vola in finale. Cuban: “Ora finiamo l’opera”

I Mavericks superano Oklahoma City 100-96, vincono a Ovest e aspettano la vincente di Miami-Chicago per il titolo. I Thunder vanno sul +6 a 4’37” dalla fine, ma Marion e Nowitzki ispirano la rimonta. Il proprietario dei Mavs: “Non abbiano ancora completato il nostro lavoro”

Dirk Nowitzki, 32enne tedesco dei Dallas Mawericks. Afp
Dirk Nowitzki, 32enne tedesco dei Dallas Mawericks

Missione compiuta per i Mavericks. Dirk Nowitzki questa volta non ha bisogno di toccare quota 40 per mettere k.o. Durant e compagni. I canestri fondamentali del tedesco nell’ultimo quarto bastano e avanzano a Dallas che batte Oklahoma City 100-96 in gara-5 e strappa così il biglietto per le finali Nba.

lavoro da completare — Al termine del match la squadra texana festeggia con moderazione la conquista del titolo della Western Conference e appena il proprietario Mark Cuban prende il microfono e, dopo aver ringraziato i tifosi, urla “Non abbiamo ancora finito il nostro lavoro”, dalle tribune parte l’assordante coro “Beat the Heat”. Evidentemente a Dallas in pochi credono alle possibilità di rimonta dei Bulls. Oklahoma City esce dalla sfida con i Mavs a testa alta ma i rimpianti non mancano. Dopo essersi lasciati sfuggire dalle mani una vittoria certa in gara-4 (in vantaggio di 15 punti a cinque minuti dalla fine), i Thunder non riescono a mettere al tappeto Dallas nemmeno nel match di martedì. Okc arriva al +6 a 4’37’’ dalla sirena ma subisce l’ennesima rimonta di Nowitzki e compagni che chiudono la gara piazzando un parziale di 14-4.

thunder agguerriti — Oklahoma City non ha nessuna voglia di andare in vacanza e gioca con lo spirito di chi ha le spalle al muro ma non ha perso la speranza. Dirk Nowitzki fa subito capire a Ibaka che rallentarlo non sarà facile ma la coppia Westbrook-Durant trova il canestro con continuità, gli ospiti così cambiano marcia negli ultimi minuti del primo quarto e passano a condurre. Scott Brooks riceve anche punti importanti dal suo panchinaro di lusso, James Harden, Barea e un Marion molto attivo in attacco provano a rispondere ma i Thunder restano davanti e chiudono un buon primo tempo in vantaggio 55-52.

L'urlo di Tyson Chandler per l'approdo di Dallas in finale. Reuters
L’urlo di Tyson Chandler per l’approdo di Dallas in finale

Marion ricuce, nowitzki chiude — Gli ospiti però iniziano la ripresa al rallentatore. Okc trova un solo canestro dal campo nei primi sei minuti del terzo quarto, Dallas comunque è altrettanto confusionaria in attacco e non ne approfitta. Westbrook ringrazia e tiene avanti gli ospiti con una serie di pregevoli giocate nella parte finale della terza frazione. Nell’ultimo quarto i tifosi di casa si aspettano il leit-motiv di questa finale di Conference, cioè la produzione decisiva di un incandescente Nowitzki. Invece all’inizio della frazione ci prova Marion a suonare la carica. Dirk comunque non si nasconde e fa il suo, i Thunder però non mollano e a 4’37’’ dalla fine sono ancora avanti di sei lunghezze. Nessun problema. Shawn Marion riavvicina Dallas, poi, tanto per cambiare, ci pensa Nowitzki, con una tripla delle sue, a riportare in vantaggio i Mavs (95-94) a 1’14’’ dalla sirena. Dallas non si guarda più indietro, difende con ordine e mette al sicuro il risultato con i liberi del solito Dirk, conquistando così le finali Nba.

Dallas: Nowitzki, Marion 26. Rimbalzi: Chandler, Nowitzki 9. Assist: Kidd 10.
Oklahoma City: Westbrook 31 (11/25, 0/3), Durant 23, Harden 23. Rimbalzi: Collison 12. Assist: Harden 6.

tratto da gazzetta.it

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Nowitzki è ancora superstar. Dallas risale da -15 e va sul 3-1

I Mavericks passano 112-105 all’overtime a Oklahoma City, che a 5′ dalla fine aveva la gara in pugno, e hanno un match point per andare in finale. Decisivo il tedesco: i suoi 40 punti ispirano il parziale di 17-2 che indirizza match e serie

Dirk Nowitzki festeggia alle spalle di Westbrook. Reuters
Dirk Nowitzki festeggia alle spalle di Westbrook

I Mavericks colgono a Oklahoma City un successo che ha dell’incredibile in gara-4. Dallas, sotto di 15 punti a 5′ dalla fine del tempi regolamentari, con un finale da cinema trascina il match al supplementare e per poi mettere k.o. gli increduli Thunder 112-105. I Mavs così vincono entrambe le sfide disputate a Oklahoma City e possono giocarsi il loro primo match point della serie in casa mercoledì.

nowitzki da favola — Ancora una volta a fare la differenza ci pensa un sontuoso Dirk Nowitzki. Il tedesco mette a referto 40 punti e soprattutto si carica sulle spalle l’attacco di Dallas negli ultimi minuti dei tempi regolamentari, firmando 12 punti nell’incredibile parziale di 17-2 che evita alla squadra texana quella che sembrava una sconfitta certa. I padroni di casa, spinti come al solito dal loro caldissimo pubblico, partono senza paura e nel primo quarto trovano ottime soluzioni offensive. I Mavs ci mettono diversi minuti a carburare ma dopo aver chiuso i primi 12’ sotto 31-22, crescono nella seconda frazione. Tanto per cambiare, sono i punti di Nowitzki a ridare fiducia all’attacco di Dallas. Il tedesco si mette a cercare con frequenza l’uno contro uno, realizzando così 17 punti nel secondo quarto. Oklahoma City comunque non sta a guardare e va negli spogliatoi all’intervallo avanti di 5 lunghezze. Un passivo tutto sommato accettabile per Dallas che concede ben il 58% dal campo ai padroni di casa nei primi due quarti.

Festeggiamenti per Nowitzki, Chandler e Stojakovic. Reuters
Festeggiamenti per Nowitzki, Chandler e Stojakovic

la ripresa — I Thunder sanno di non poter più sbagliare, dopo la sconfitta casalinga subita in gara-3, e nella ripresa schiacciano sull’acceleratore. Durant, Ibaka e Westrbook mettono alle corde la difesa di Dallas che dopo aver limitato i danni nel terzo quarto, sembra costretta ad alzare bandiera bianca nella prima parte della quarta frazione. Proprio Kevin Durant fa esplodere la Oklahoma City Arena, realizzando la tripla a 5’06’’ dalla sirena che porta i padroni di casa al +15 (99-84). Tutto finito? Nemmeno per sogno. Mentre i Thunder vanno con la testa a gara-5, convinti di aver pareggiato i conti nella serie, gli ospiti decidono di vendere cara la pelle. Favoriti dai troppi turnover di Durant e compagni, i Mavs tornano sotto con i numeri di un incandescente Nowitzki. Il tedesco segna canestri dall’assurdo quoziente di difficoltà e Dallas zittisce il pubblico di casa tornando incredibilmente in partita nel finale.

finale incandescente — Il solito Dirk con due liberi a 6″ dalla fine riprende i Thunder e completa la clamorosa rimonta grazie a un parziale di 17-2. Marion stoppa la conclusione (poco convinta peraltro) di Durant allo scadere e la gara così va al supplementare con gli ospiti in chiaro vantaggio psicologico. Dallas non si fa sfuggire l’occasione e passa a condurre, grazie alla tripla di un ottimo Jason Kidd, a 40’’ dalla fine del supplementare. Una volta sotto Oklahoma City si arrende ed è così costretta a incassare una sconfitta che fa malissimo e che molto probabilmente e’ destinata a segnare in maniera definitiva la finale della Western Conference.

Oklahoma City: Durant 29 (7/15, 2/7), Westbrook 19, Ibaka 18. Rimbalzi: Durant 15, Ibaka 10. Assist: Westbrook 8.
Dallas: Nowitzki 40 (10/17, 2/3), Terry 20, Kidd 17. Rimbalzi: Chandler 8. Assist: Kidd 7.

tratto da gazzetta.it

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Nowitzki da record, Dallas va. Ai Thunder non basta Durant

In gara-1 della finale Ovest il tedesco dei Mavs realizza 48 punti con un incredibile 24/24 dalla lunetta: è primato Nba. Oklahoma punta sull’orgoglio del suo leader ma la rimonta non riesce

Dirk Nowitzki, 48 punti e 24/24 dalla lunetta. Afp
Dirk Nowitzki, 48 punti e 24/24 dalla lunetta

Uno spaziale Dirk Nowitzki trascina i Mavericks al successo in gara-1. Dallas vince 121-112 e il tedesco fa cose assolutamente incredibili: mette a referto 48 punti con soli 15 tiri dal campo, chiude con un surreale 24/24 dalla lunetta (stabilendo un nuovo record Nba) e non si risparmia nemmeno in difesa, piazzando quattro stoppate. Contro un Nowitzki così nemmeno un eccellente Kevin Durant può fare molto.

dominio nowitzki — Si capisce fin dalle prime battute che rallentare Dirk Nowitzki sarà un’impresa per la difesa di Oklahoma City. Il leader dei Mavs fa quello che vuole contro Ibaka e realizza 10 dei primi 12 punti di Dallas. Durant risponde e un passaggio a vuoto dell’attacco dei padroni di casa permette ai Thunder di andare a condurre. Gli ospiti prendono fiducia, chiudono la prima frazione avanti 27-20 e arrivano al +9 all’inizio del secondo quarto. Il problema Nowitzki però rimane. Nemmeno Collison riesce a rallentare il tedesco, Dallas così torna sotto e, grazie alle penetrazioni di un Barea in un eccellente momento di forma, riprende in mano le redini del match.

Kevin Durant, 40 punti, in lotta con Nowitzki. Reuters
Kevin Durant, 40 punti, in lotta con Nowitzki

orgoglio durant — L’American Airlines Center diventa rumorosissimo e i Mavs cambiano marcia negli ultimi minuti del secondo quarto. Dallas diventa padrona del match piazzando un parziale di 16-1 nelle battute finali del primo tempo. A inizio ripresa i padroni di casa arrivano al vantaggio in doppia cifra. E’ sempre Dirk a dettare legge. Ci prova anche Durant a mettersi per qualche minuto in marcatura sul tedesco, senza successo però. Scott Brooks non sa più che cosa inventarsi per frenare Nowitzki che va in lunetta con una facilità disarmante. I Mavericks si spingono al +14 e sembrano poter controllare la gara anche perché Russell Westbrook ancora una volta pecca di egoismo e non riesce a trovare ritmo in attacco (ala fine chiuderà con 3/15 dal campo). Durant però tiene a galla gli ospiti i quali, nonostante i 38 punti di Nowitzki nei primi tre quarti della gara, al termine della terza frazione sono ancora in partita, sotto 90-79. Ci pensa Barea ad allontanare la squadra di casa. “L’Iverson Portoricano”, come viene chiamato dai suoi estimatori, buca con continuità la difesa dei Thunder e segna ben 12 punti consecutivi, portando Dallas fino al +16. I titoli di coda però vengono rimandati dall’orgoglio del solito Durant. Il fenomeno di Okc fa sudare i Mavs, guidando gli ospiti al parziale di 10-0 che li riporta al -6. Nowitzki e Jason Terry però chiudono la porta davanti al tentativo di rimonta di Oklahoma City. Dallas mette al sicuro il risultato e conquista il successo nel primo match di una serie che si annuncia decisamente interessante.

Dallas: Nowitzki 48 (12/15), Terry 24, Barea 21. Rimbalzi; Chandler 8. Assist: Kidd 11.
Oklahoma City: Durant 40 (8/13, 2/5), Westbrook 20, Ibaka 17. Rimbalzi: Durant 8. Assist: Durant 5

tratto da gazzetta.it

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Lakers umiliati da Dallas. Atlanta blocca Chicago

I Mavs chiudono 4-0 la serie con i campioni uscenti con un umiliante 122-86 in gara-4. E’ la fine di un’era. Gli Hawks impattano sul 2-2 con i Bulls prendendosi 100-88 la quarta sfida nonostante i 34 punti di Derrick Rose

L’era Phil Jackson si chiude col primo cappotto della carriera da allenatore di mister 11 anell. Dallas maltratta i Lakers con le triple e i punti dalla panchina e vola in finale di Western Conference. A Est Atlanta pareggia i conti con Chicago.

La delusione di Kobe Bryant, al primo cappotto dal '99. Reuters
La delusione di Kobe Bryant, al primo cappotto dal ’99

Dallas Mavericks-Los Angeles Lakers 122-86
(Dallas vince la serie 4-0)

La fine di un ciclo. I Lakers vengono umiliati dai Mavericks in gara-4, uscendo nel modo peggiore dalla postseason. Arriva quindi al capolinea l’avventura sulla panchina di Los Angeles (salvo clamorosi quanto inaspettati dietrofront) di Phil Jackson che incredibilmente esce di scena incassando il suo primo cappotto in carriera da allenatore. I Mavericks sfoderano l’ennesima prestazione eccellente della serie e, trascinati dalla produzione di un sontuoso Jason Terry, umiliano la squadra favorita per raggiungere alle finali Nba. Ci si aspetta un inizio arrembante da parte della squadra con le spalle al muro, i Lakers, invece i campioni in carica partono al piccolo trotto. Il solo Kobe Bryant sembra avere una minima confidenza con il canestro, Pau Gasol ancora una volta mostra una preoccupante mancanza di fiducia, Fisher e Bynum non fanno molto così Dallas controlla il match senza troppi problemi. I Mavs con un parziale di 8-0 staccano i Lakers poi rallentano ma chiudono la prima frazione avanti 27-23. Nel secondo quarto però la truppa di Phil Jackson difende in maniera imbarazzante e, tanto per complicarsi la vita ancora di più, in attacco si mette a fare una gran confusione. La panchina di Dallas anche in gara-4 fa cose straordinarie, e l’American Airlines Center diventa una bolgia. Fioccano le triple, grazie soprattutto alla precisione dalla lunga distanza di Terry e di Stojakovic, e le penetrazioni di un ottimo Barea mettono a nudo tutti i problemi difensivi della squadra di L.A. Gli ospiti non hanno la forza di reagire e il passivo si fa pesantissimo. In attacco tutto diventa facile per i Mavericks che chiudono un primo tempo praticamente perfetto con l’incredibile vantaggio di 63-39. Dallas tira con il 60% dal campo, mette a referto 11 triple e riceve qualcosa come 40 punti (uno in più di tutti quelli segnati dai Lakers) dalla propria straordinaria panchina. Il vero mattatore dei primi due quarti è Jason Terry (20 punti in 15′ con 6/7 dalla lunga distanza) ma i Lakers giocano con la testa di chi è già in vacanza e danno una grossa mano a Nowitzki e compagni. La reazione dei campioni in carica non arriva nemmeno nel terzo quarto. Ron Artest prova a svegliare i Lakers dal loro torpore ma la scintilla non arriva. Terry torna sul parquet e trova subito due triple consecutive spingendo i padroni di casa al +27. Anche Stojakovic si rimette a segnare, i Mavs chiudono il terzo quarto avanti 86-62 e all’inizio dell’ultima frazione trovano addirittura l’umiliante +30. Il match è oramai segnato ma i Lakers decidono di perdere nel modo peggiore. Odom si fa espellere per un fallo (per la verità non bruttissimo) su Nowitzki e un minuto più tardi Bynum con un intervento molto pericoloso affossa Barea e raggiunge negli spogliatoi il suo compagno. Davvero inqualificabile il comportamento del centro di L.A. Dopo l’evitabile fuori programma la gara manda i titoli di coda. Anche con le riserve delle riserve in campo i Mavs nel finale riescono ad allungare e infliggono così ai campioni in carica una delle più umilianti sconfitte incassate negli ultimi anni.

Dallas: Terry 32 (2/4, 9/10), Barea 22, Stojakovic 21. Rimbalzi: Chandler 9. Assist: Barea 8.
L.A. Lakers: Bryant 17 (7/13, 0/5), Brown 15. Rimbalzi: Gasol 8. Assist: Gasol 6.

Derrick Rose, 22 anni, 34 punti con 32 tiri. Afp
Derrick Rose, 22 anni, 34 punti con 32 tiri

Atlanta Hawks-Chicago Bulls 100-88
(2-2 nella serie)

Atlanta pareggia i conti con una prestazione di grande sostanza. I padroni di casa fanno sudare Derrick Rose che segna si 34 punti ma per farlo ha bisogno di ben 32 tiri dal campo. La squadra della Georgia così finalmente riesce a vincere un incontro casalingo nel secondo round: non succedeva dal lontano 13 maggio del 1996. Larry Drew, dopo lo scivolone in gara-3, decide di mescolare le carte e fa partire in quintetto il centro Jason Collins, relegando in panchina Marvin Williams. Per provare a rallentare l’Mvp Derrick Rose poi il tecnico di Atlanta decide di raddoppiarlo con una certa frequenza. I padroni di casa partono con la giusta intensità e Joe Johnson riesce a far male alla difesa dei Bulls nei primi minuti. Boozer e Deng rispondono ma gli Hawks restano davanti, chiudono il primo quarto in vantaggio 28-26 e tentano lo sprint nella prima metà del secondo periodo, arrivando al +7. Con il rientro in campo di Rose e Noah, Chicago si rimette a correre. Gli ospiti piazzano un parziale di 13-3 tornando prepotentemente nel match, nel finale di tempo però i canestri di Pachulia e del solito Johnson permettono ad Atlanta di andare al riposo avanti 47-46. Le iniziative del sempre più sorprendente Jeff Teague a inizio ripresa mettono in difficoltà la difesa di Chicago, i Bulls comunque possono sempre contare su Rose e su un Carlos Boozer che mostra progressi. Gli ospiti cambiano marcia nelle battute finali del terzo quarto e tornano davanti. La truppa di Tom Thibodeau sembra in grado di prendere possesso del match ma a inizio ripresa Josh Smith si mette a dominare la zona pitturata. Gli Hawks prendono fiducia, passano a condurre e piazzano lo sprint decisivo nella seconda parte dell’ultimo periodo. Il parziale di 10-0, condito da sei punti di Horford, porta i padroni di casa al vantaggio in doppia cifra a 1’25” dalla sirena. Chicago alza bandiera bianca e Atlanta così pareggia i conti nella serie. “Non mi e’ piaciuto come abbiamo giocato nei minuti finali della gara – commenta il tecnico dei Bulls Tom Thibodeau – abbiamo facilitato il compito agli Hawks”.

Atlanta: Johnson 24 (6/9, 3/5), Smith 23, Horford 20. Rimbalzi: Smith 16. Assist: Smith 8.
Chicago: Rose 34 (11/29, 1/3), Boozer 18. Rimbalzi: Noah 11. Assist: Rose 10.

tratto da gazzetta.it

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Dallas va 3-0 sui Lakers. Rose trascina Chicago

I Mavs vincono anche gara-3: nessuno nella storia ha mai rimontato dallo 0-3. Un fantastico Rose guida i Bulls al 2-1 su Atlanta

Dirk Nowitzki e Dallas spingono i Lakers campioni in carica ad un passo dall’eliminazione in semifinale di Western Conference. I Mavs sono avanti 3-0 nella serie al meglio delle 7, svantaggio mai rimontato nella storia dell’Nba. A Est Chicago si prende il 2-1 su Atlanta grazie a Derrick Rose, autore di 44 punti.

Derrick Rose imprendibile per Atlanta. Reuters
Derrick Rose imprendibile per Atlanta

Atlanta Hawks-Chicago Bulls 82-99 (serie 1-2)

Imprendibile, quasi infallibile. Derrick Rose trascina Chicago alla vittoria in gara-3 su Atlanta con una partita quasi perfetta, quella con più punti in assoluto nella sua vita Nba. Il neo eletto Mvp spazza via i dubbi sulla sua caviglia sinistra ammaccata due volte sprintando a doppia velocità nella difesa di Atlanta, colpendo con layup precisi e tiri dalla distanza che fanno sempre male. A dare una mano al fenomeno Rose una perfetta prova di squadra: Atlanta è stracciata 47-34 a rimbalzo, con 18 conquistati sotto il canestro offensivo (Noah ne prende 8, Gibson ne aggiunge 7). La panchina produce 34 punti. E la difesa tiene gli spauracchi Johnson e Crawford a 17 punti e 7/19 dal campo complessivi. “Abbiamo cercato di giocare bene in difesa, perché sappiamo che così facendo possiamo essere aggressivi in entrambe le estremità del campo” racconta Rose a fine gara. Per gli Hawks le buone notizie vengono da Jeff Teague, capace ancora una volta di non far rimpiangere l’infortunato Hinrich, e da Josh Smith, che si risveglia improvvisamente dopo il disastro delle prime due gare (21 punti complessivi con 7/25 al tiro). Ma per fermare i Bulls dello scatenato Rose non basta: il 22enne si prende la scena già nel primo quarto, in un bel duello tra play con Teague. Il direttore d’orchestra di Atlanta annulla il 6-0 iniziale di Chicago, ma il neo eletto Mvp risponde con uno show fatto di penetrazioni in velocità e tiri impossibili, che fruttano a lui 17 punti e a Chicago il 29-23 alla prima sirena. Watson, riserva di Rose, fa assaggiare ai Bulls il vantaggio in doppia cifra (33-23 1’16” dentro il secondo quarto), ma Williams prima e Johnson poi (8 punti nel quarto) tengono vivi gli Hawks, che però lasciano strada libera quando la panchina ospite sale in cattedra: trascinata da Korver (8 punti), la second unit di coach Thibodeau produce 21 punti nel primo tempo, buoni per lanciare Chicago sul 54-35 a 2’50” dal riposo. Atlanta prova a rimediare con un 6-0 chiuso da Horford, ma va comunque al riposo sotto 56-43. Gli Hawks tentano di rientrare all’inizio del terzo periodo, quando Smith infila 9 punti, ma vengono nuovamente spediti al tappto da Rose, che con 13 punti nel parziale regala ai Bulls l’80-63 alla sirena. Gli Hawks si riavvicinano fino a 86-75 a 8’22”, ma ancora Rose con 8 punti consecutivi apre l’11-0 che mette in cassaforte il trionfo di Chicago. Domenica (alle 2 di notte ora italiana) è in programma gara-4.

Atlanta: Teague 21 (8/11 da due, 0/2 da tre, 5/5 tiri liberi), Smith 17, Johnson 10, Williams 10, Horford 10. Rimbalzi: Smith 13. Assist: Smith 4.
Chicago: Rose 44 (12/20, 4/7, 8/9 tl), Gibson 13, Korver 11. Rimbalzi: Noah 15. Assist: Rose 7.

Stojakovic e Nowitzki, grandi protagonisti per Dallas. Reuters
Stojakovic e Nowitzki, grandi protagonisti per Dallas

Dallas Mavericks-Los Angeles Lakers 98-92 (serie 3-0)

L’impresa per Dallas è a una sola vittoria di distanza. Trascinati dall’incontenibile Dirk Nowitzki e dalla precisione dalla distanza di Peja Stojakovic nell’ultimo quarto, i texani si prendono anche gara-3 della sfida con i Lakers, spingendo i bi-campioni in carica ad un passo dall’eliminazione. Gli uomini di Phil Jackson dovranno fare qualcosa di storico per proseguire la corsa al three-peat: rimontare un 3-0 di svantaggio in una serie al meglio delle 7 sfide, impresa mai riuscita nella storia Nba. “Non vogliamo essere noi i primi a subire una rimonta simile – avverte Nowitzki -. In gara-4 (domenica alle 21.30 italiane, n.d.r.) ci metteremo la stessa grinta e avremo ancora il nostro pubblico ad aiutarci. Li abbiamo messi in difficoltà continuando ad attaccare e faremo lo stesso”. Il tedesco è stato ancora una volta l’uomo decisivo, ridicolizzando il fantasma di Pau Gasol. Lo spagnolo è la brutta copia del giocatore che negli ultimi due anni ha avuto un ruolo determinante nei successi dei Lakers: in difesa non è mai riuscito a contenere Nowitzki, in attacco (12 punti con 5/13 dal campo) mai a metterlo in difficoltà. I campioni pagano anche il 5/8 concesso dalla distanza nell’ultimo quarto (3/4 a Stojakovic), quando nel finale hanno permesso a Dallas di rientrare da -6. Gara tirata fin dall’avvio: Jackson sceglie Odom in quintetto al posto del sospeso Artest ma dopo un buon avvio i Lakers subiscono 11 punti da Nowitzki, e nonostante la voglia di Bynum sono sotto 29-26 alla prima sirena. Il tedesco e Terry tengono i Mavs avanti anche nel secondo periodo, ma un 13-3 negli ultimi 4’ consente a Los Angeles di andare al riposo avanti 51-47. Fisher prova l’allungo (58-51) in avvio di ripresa, ma l’immortale Kidd e Nowitzki tengono Dallas in partita. Bryant prova a prendere in mano la gara dopo aver giocato per i compagni nel primo tempo, ma il 72-66 con cui i Lakers comandano alla terza sirena è merito della difesa, che tiene i Mavs a 5/15 dal campo nel terzo periodo. Coach Jackson rimprovera Gasol a ogni time out, e trova da Brown e Bynum la grinta per allungare sul 79-71 a 9’29” dalla fine. Dallas comincia a martellare dal perimetro e si avvicina, ma a 4’33” i Lakers possono gestire ancora 6 punti di vantaggio. Stojakovic però accorcia ancora, poi Nowitzki dalla lunetta firma il sorpasso completato da Terry. L.A. è sotto 95-91 a 18” dalla fine: Fisher però spreca l’ultimo possesso con un passaggio sbagliato e Dallas può esultare. “Abbiamo giocato troppo bene per esserne usciti sconfitti” commenta amaro Phil Jackson. L’inferno per i Lakers potrebbe cominciare domenica sera.

Dallas: Nowitzki 32 (8/14, 4/5, 4/4 tl), Terry 23, Stojakovic 15. Rimbalzi: Nowitzki 9. Assist: Kidd 9.
LA Lakers: Bynum 21 (9/16, 3/3 tl), Odom 18, Bryant 17. Rimbalzi: Bynum 10. Assist: Bryant 6.

tratto da gazzetta.it

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