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4° puntata de L’Angolo di Ale & Pasqui

In questa puntata vi parleremo della quart’ultima giornata di campionato con riepilogo dei risultati, classifica, commenti alle singole partite, previsioni per il finale di stagione e primi verdetti della serie A.

Proseguiamo con la nuova formula per i Top & Flop con quintetto top & quintetto flop più sesto uomo.

Concludiamo la puntata con un’analisi sulle prime 2 sfide di Final Eight di Eurolega e pronostici in attesa di gara 3 e gara 4.

Nel dettaglio minuto per minuto:

  • Risultati Serie A dal secondo 30′

  • Classifica al minuto 28.20′

  • Prossimo Turno al minuto 29.40′

  • Quintetto Top & Quintetto Flop dal minuto 30.45′

  • Eurolega dal minuto 38.10′

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Milano troppo imprecisa. Cantù è già al match point

La Bennet supera l’Armani Jeans 70-64 e si porta sul 2-0 nella semifinale scudetto, mantenendo inviolato il Pianella. Ora la serie si sposta a Milano

Hawkins attacca Micov in penetrazione. Ciam/Cast
Hawkins attacca Micov in penetrazione

Cantù va 2-0, batte Milano 70-64 in gara-2 della semifinale scudetto dopo una sfida controllata per tre quarti ma poi rimessa in discussione dalla grande difesa di Milano, che concede 12 punti nell’ultimo quarto (e 25 nella ripresa) agli avversari. Alla fine, quando Lynn Greer riporta la AJ dal -15 del 26’ al -3 (64-61) e Cantù non riesce più a segnare, la differenza la fa la lunetta: 11/13 Cantù nella ripresa, 10/21 Milano con un sanguinoso 2/9 di Rocca.

CON ORTNER — Trinchieri lascia Tabù in tribuna per Ortner, un piccolo per un lungo. Milano cambia le marcature rispetto a gara-1, usa Jaaber su Mazzarino, Hawkins su Green e Karl su Micov. Da questa miscela di decisioni nate a tavolino, nasce un primo quarto equilibrato (22-19) dove le 6 palle recuperate di Milano, molto attiva con Mancinelli (4 recuperi), compensano l’1/8 da tre permettendo 5 tiri in più rispetto alla Bennet. Senza Tabu, arriva il momento di utilizzare Micov anche come regista, situazione alla quale Milano si adegua con un quintettone con Mancio ala piccola. Sbagliato, perché così va a marcare proprio Micov che riesce a portar palla contro un pari ruolo. Palla che gira come un flipper e trova due volte Leunen perso da Pecherov oltre la linea da tre punti nel primo vero allungo canturino (39-27). La Bennet tocca anche +14 in un primo tempo segnato dall’1/10 da tre della AJ, con un Greer produttivo (8 punti nel 2° quarto) e niente più. Mazzarino a Leunen vanno al riposo con un 6/8 complessivo nelle triple, altra musica.

ALLUNGO E RECUPERO — Milano va con due play nella ripresa, soprattutto coinvolge Eze in attacco. Ma due svarioni difensivi vengono puniti mirabilmente da Micov, e Cantù tiene, anzi allunga con un gioco da tre punti di Scekic (53-38). I lunghi della Bennet sono carichi di falli, dimostrando che Trinchieri ha fatto bene a portarne uno in più anche se poi va in affanno sul pressing milanese. Rocca produce solo 2 punti da 6 viaggi in lunetta, Mian impreziosisce con una tripla i minuti di riposo dati a Mazzarino, e Cantù si trova ancora a +9 al 30’, dopo un terzo quarto in cui per la prima volta perde un po’ il controllo della situazione e non segna più con continuità. Greer guida l’AJ a modo suo, ma crea movimento che la difesa di Cantù stavolta non è pronta a neutralizzare. Peterson protesta forte con gli arbitri, per la prima volta da quando è rientrato.

BRUTTI ATTACCHI — Mancinelli riporta Milano a -5 (60-55 a 6’12″ dalla fine) ma mentre la difesa funziona benissimo (Jaaber annulla Mazzarino, un solo tiro, sbagliato, nella ripresa, Mancinelli Leunen), gli attacchi che possono mettere la Bennet con le spalle al muro sono giocati male. La differenza rispetto ad altre occasioni è che Milano sopravvive ai suoi errori senza mollare mai. Cantù spara dei tiracci al 24″ senza aver costruito nulla, dal 32’ segna solo dalla lunetta. Ma sull’ultima azione del possibile aggancio (-40″, 66-61) Hawkins spara una tripla che non prende neanche il ferro. Poi la processione in lunetta mette Cantù con un piede in finale. Ma la reazione difensiva di Milano dà all’AJ una speranza per le gare casalinghe.

Cantù: Mazzarino 13, Leunen 12, Micov, Scekic 11.
Milano: Greer 15, Rocca 12, Eze 8.

tratto da gazzetta.it

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Semifinale gara-1, Cantù c’è. Milano soffocata: 48 punti!

La Bennet vince 62-48 sull’Armani dopo una gara tatticamente perfetta e con una elevata qualità di gioco. Ottima la difesa della squadra di Trinchieri. Mazzarino leader dei suoi con 16 punti, bene anche Mike Green con 5 assist

Cantù vince gara-1 delle semifinali scudetto 62-48 dopo una gara dominata per qualità di pallacanestro (15 assist su 23 canestri fatti), anche se non ad alto punteggio per i tanti buoni tiri sbagliati. L’AJ tocca a malapena i 48 punti, peggior prestazione stagionale (59 il precedente minimo) riesce a stare incollata alla gara fino al 32’ (48-43) ma poi schianta. Oltre al solito Mazzarino, ottimo Green, 5 assist, e, in generale, la squadra.

cantù di gruppo – Milano attacca solo con le individualità di Hawkins e Greer. Cantù sciorina subito grande pallacanestro, sale 11-2, subisce un 7-0 firmato da Greer (Jaaber esce alla prima azione per un colpo alla mano, ma rientra al 7’), poi incanta con un 11-0 (22-9) costruito su passaggi illuminanti e tiri ad alta percentuale. Il primo quarto è impietoso per Milano (la valutazione statistica, che dà la fotografia della qualità del gioco, dice 35-7 per la Bennet), l’unico sassolino nell’ingranaggio perfetto di Trinchieri sono gli errori al tiro di Leunen che non permettono alla sua squadra di dilagare. Altro problemino, quando Mazzarino si prende 4’ di riposo, Cantù non fa un punto mentre Pecherov, con 7 punti in 7’, dimezza lo svantaggio della AJ (26-21). Torna Nicholas, su cui si alternano Karl, Hawkins, Mordente e Jaaber, e per tre azioni consecutive Green è il mandante dei canestri che riportano lontano Cantù (34-23). Eppure, ancora una volta, quando la qualità del gioco vota Bennet, la superiorità fisica di Milano con Hawkins e Pecherov e il dominio a rimbalzo ribaltano un destino tatticamente segnato. All’intervallo (34-29), Hawkins è a quota 9 con Mazzarino (3/5 da 3) ma il 2/8 di Leunen pesa.

Micov in entrata fra Kobe Karl e Benjamin Eze. Ciam-Cast
Micov in entrata fra Kobe Karl e Benjamin Eze

hawkins ricuce — Il Falco di Milano però è colpevole dell’ottima uscita dagli spogliatoi della Bennet: è lui che marca due volte Micov che gli sdottora in faccia sotto canestro, è lui in ritardo sulla tripla di Mazzarino (41-31). Peterson va con Jaaber e Greer assieme, per segnare un pochino anche senza Hawkins ma non funziona (2 punti nei primi 5’40″ della ripresa, 43-31), e soffre a rimbalzo. In compenso, Cantù costruisce tanti buoni tiri ma li sbaglia e, come accade sempre in questi casi, comincia ad andare in affanno (4/16 al tiro nel terzo quarto) permettendo il recupero avversario con triplone di Mordente che apre l’8-0 AJ (45-42). Un capolavoro di Green ferma l’emorragia, una fesseria difensiva di Mancinelli viene punita da Scekic (che poi va a prendere un rimbalzo offensivo vitale), una penetrazione di Mazzarino sul cambio di Pecherov fa decollare di nuovo Cantù (58-46) fino alla tripla di Markoishvili 1’27″ dalla fine che rimette le giuste distanze viste in campo (61-46). Mercoledì gara-2: dopo gara-1, non si intravede un solo motivo perché debba finire diversamente. Marcatori

Cantù: Mazzarino 16, Green 10, Micov 8.
Milano: Greer e Hawkins 12, Pecherov 7

tratto da gazzetta.it

 

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Cantù è già in semifinale. Milano dilaga a Sassari

La Bennet batte Varese in gara-3 dei quarti e chiude la serie sul 3-0, trascinata da un ottimo Leunen. L’Armani si porta sul 2-1 con il successo in Sardegna per 91-72: la squadra di Peterson è trascinata da un grande Pecherov

La Bennet Cantù è la prima semifinalista dei play-off scudetto ,dove attende la vincente della serie tra Milano e Sassari. L’Armani vince a sassari e ribalta le sorti della serie

Cimberio Varese-Bennet Cantù 69-75

Cantù trova in Leunen un leader offensivo ad alto profilo (6/7 nelle triple, 24 di valutazione) e con una superprestazione del suo lungo Usa, glaciale nel bucare la retina avversaria in ognuna delle situazioni chiave di gara 3, si guadagna di slancio e con autorevolezza le semifinali. In una serata in cui la Cimberio ha pagato dazio a un attacco insufficiente con pessime percentuali dal perimetro, coach Trinchieri può essere soddisfatto anche della preferenza accordata a Scekic: l’ala forte serba, chiamata per scelta tecnica a sostituire Ortner, ha infatti garantito ulteriore sostanza al gioco interno della Bennet con una prova perfetta al tiro (5/5 da due e 1/1 da tre). La cronaca dice che, dopo che un grande sforzo iniziale di Varese con tre palle recuperate di fila per l’unico vantaggio interno sul 4-0 al 2’, è l’implacabile Leunen a sbloccare Cantù con 3 triple di fila. Anche Green sale in cattedra (6/8 al tiro e 6 rimbalzi oltre a 8 falli subiti) e con sue percussioni completa un parziale di 13-0 che mette subito in chiaro come Cantù sia scesa sul parquet di Masnago con la voglia legittimare il suo ruolo di vera sfidante al trono di Siena. Recalcati propone una zona 2-3, che però non limita un quintetto avversario capace di andare all’intervallo lungo con il 57% dal campo contro i soli 13 canestri su 29 tentativi (45%) dei padroni di casa, mai veramente in grado di mettere a repentaglio la leadership brianzola. Anche quando il grande sforzo di Goss, l’unico puntuale a trovare la via del canestro (8/14, 4 assist e 33 di valutazione), riporta in avvio di ripresa la Cimberio sul -2 (33-35 al 21’), Leunen sa sempre respingere l’assalto e di nuovo con Green un altro parziale di 7-0 (33-42 al 26’30”). Recalcati ripropone allora Slay (solo 6 di valutazione con 4 palle perse), ma la Cimberio non dà mai la sensazione di poter cambiare l’inerzia del derby, nonostante un avvicinamento propiziato dalla reattività di Talts (3 stoppate per il centro estone). E anche quando Slay con una conclusione ravvicinata ripropone il -1 sul tabellone (51-52 al 33’), Mazzarino e il solito, infallibile Leunen legittimano il successo brianzolo con un nuovo contro parziale di 6-0 (51-58 al 34’). Alla Cimberio resta la bontà di una stagione che, soprattutto nella sua seconda parte dopo l’innesto di Stipcevic, ha regalato ampie soddisfazioni agli appassionati biancorossi, testimoniate dall’applauso che al 40’ ha salutato il quintetto varesino. (Antonio Franzi)

Varese: Goss 26, Slay 13, Talts 9
Cantù: Luenen 19, Green 19, Scekic15

David Hawkins , 18 punti. Ciamillo
David Hawkins , 18 punti

Sassari-Armani Jeans Milano 72-91

L’Armani Jeans Milano, trascinata da un grande Pecherov, sbanca il PalaSerradimigni per 72-91, ribalta la situazione ed ora guida per 2-1 la serie dei quarti playoff scudetto. Impressionante tutto esaurito in piazzale Segni. Si parte con il ricordo del team manager biancoblu Mimì Anselmi, Peterson sceglie Pecherov e tiene fuori Petravicius, Sacchetti schiera Diener dal primo minuto dopo due gare di stop. White apre la sfida dai 6.75, la risposta è di Hawkins in fotocopia, sotto i tabelloni è già battaglia, è 0/2 di Eze, Devecchi è mastino su Karl con l’appoggio di Devecchi è 6-6, la sua tripla vale il +3. Plisnic e Eze, al secondo fallo, tornano in panca, Hunter fa la voce grossa e allunga (13-9), dalla panchina esce il “problem solver” Rocca, il gioco da tre punti di White manda Peterson al minuto: l’Olimpia sbaglia tanto e segna solo dalla lunga. Mancinelli per il primo canestro biancorosso dal campo, Pinton dà fiato a Diener, Mordente è un problema da risolvere, colpisce per due volte da tre (3/3 nei primi 10’) e l’Armani torna a portata d’aggancio: 19-17. Alla prima sirena è 19 pari. Zona Dinamo, Pecherov in campo , Ala-Diener realizza dalla lunga, il terzo fallo rimanda Eze in panchina. Mason Rocca è produttiva arma da parquet (25-24), poi anche per lui è terza infrazione, e Peterson lo tiene fuori dalla mischia. Risveglio di Pecherov, schiacciata, tripla, ribaltata e liberi (33-33). Ritmi elevati, scarti ridotti, match aperto. Hunter dominante a rimbalzo (8in 18’) Plisnic risponde allo zar (38-35), Devecchi per la volata, all’intervallo lungo è 43-37 per i padroni di casa. Pecherov è la chiave del quintetto Armani, White si fa male alla mano, Hawkins scrive il -1 sul tabellone e realizza per il vantaggio ospite (48-49). Milano prende fiducia e scappa: la tripla di Mancinelli chiude il parziale da 9-0, Sacchetti ci parla su. L’Armani cementa il vantaggio con Hawkins (54-62), la Dinamo stringe i denti, va a zona e resta in scia. Hunter ringhia sotto, Tsaldaris è iceman in lunetta e l’ultimo sipario si apre sul 63-66. Accelerazione di Mordente (63-70), bolgia sugli spalti, Milano a gestire il vantaggio, la Dinamo ad inseguire. Il 2+1 di Hawkins a meno 5’ è fardello pesante (67-78), lo sforzo biancoblu è massimo ma la stanchezza è tanta. Vince Milano, 72-91, martedì si replica in una gara4 già decisiva per la serie. (Giovanni Dessole)

Sassari: Hunter 18, Devecchi 15, Tsaldaris 13
Milano: Pecherov 20, Hawkins 18, Mordente 15

tratto da gazzetta.it

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Milano ritorna in corsa. Cantù fatica ma allunga

L’Armani liquida 73-63 Sassari in gara-2 dimenticando lo scivolone della prima sfida. La Bennet soffre con la Cimberio, ma riesce a imporsi 67-64 e a volare sul 2-0 nella serie

Cantù e Milano esultano dopo le prime due gara-2 dei quarti dei playoff. L’Armani pareggia la serie con Sassari, la Bennet vola sul 2-0 in quella con Varese.

Armani Jeans Milano-Sassari 73-63 (serie 1-1)

Gli incubi si ripetono, ma non sempre. L’Olimpia evita una seconda disfatta casalinga in avvio di playoff, impatta la serie e ora vola in Sardegna, contro un’avversaria che si è abituata a trasformare i sogni in realtà, dove dovrà vincere almeno una delle prossime due partite per evitare la più clamorosa eliminazione nella storia dei playoff. Al Forum l’ambiente non è proprio quello delle grandi occasioni: 2490 presenti (molti al seguito di Sassari), con la città che – in quella che potrebbe essere l’ultima esibizione stagionale casalinga – ha tradito una squadra che non ha mai saputo farsi amare e che ben di rado ha incarnato il celebre “sputare sangue” predicato da Dan Peterson. Una vera sconfitta prima ancora della palla a due iniziale, qualcosa che a prescindere dai risultati del campo deve indurre il progetto Armani a meditare se la strada percorsa è quella corretta. Peterson parte con Karl in quintetto per provare a muovere meglio la palla e nel turnover degli europei preferisce Pecherov a Petravicius; Sacchetti deve fare i conti con Diener ancora in naftalina per i guai alla schiena che lo avevano tenuto ai box in gara-1. Inizio freddo (0-0 al 3’), poi l’AJ con un paio di contropiedi si sblocca e Mancinelli la lancia sul 10-1. Sassari parte con 0/8 al tiro, 4/8 dalla lunetta e 6 perse: sembra una serata da incubo e Pecherov la rende subito peggiore con 5 punti appena entrato per il 18-4 che diventa 22-4 a fine primo quarto. Senza segnare dalla distanza (0/6) la Dinamo può andare poco lontano, ma l’abitudine a giocare tutti i palloni con la massima concentrazione paga sempre e dal -15 riesce a rientrare sul 26-16 presidiando meglio l’area difensiva. Chi ha una sua maledizione personale è Plisnic, generoso e meritevole in campo ma osceno al tiro: 0/10 tra gara-1 e i primi 18 minuti di gara-2 e l’incubo degli artigili di Eze che probabilmente gli rovinerà le notti di primavera. Quando il serbo si sblocca e White accende i motori allora c’è partita: 36-28 all’intervallo. Se possibile l’avvio di ripresa è ancora più brutto di quello del primo tempo e nel deserto tecnico vola il falco Hawkins che prova a sfruttare il suo clamoroso vantaggio fisico e atletico sul malcapitato Tsaldaris. Plisnic ha scaldato la mano e non si ferma più: ai rimbalzi unisce le triple e White dalla lunetta accorcia sul 42-38. L’AJ alza l’intensità difensiva, la Dinamo paga un po’ dazio e a fine terzo periodo siamo 50-43 con troppe palle perse su entrambi i fronti e un certo abuso del tiro da fuori. Per quattro volte Sassari sbaglia il tiro per tornare a un possesso da Milano, ma quello che la sorte aveva concesso mercoledì le viene tolto ora. Ed è una tripla di Mancinelli, sempre più la vera anima della squadra e a un passo dal rinnovo con l’Olimpia per la prossima stagione, sigla il 61-53. La Dinamo reagisce ancora e ancora Mancinelli con altri due canestri dalla lunga distanza chiude i conti. Questa volta l’Armani Jeans esce indenne dal Forum, ma a Sassari e con Diener in campo non basterà la forza d’urto di un organico monstre.

Milano: Hawkins 17, Mancinelli 17, Greer 12
Sassari: Plisnic 18, White 16, Hunter 11, Sacchetti 11

Nicolas Mazzarino, 19 punti di media nei playoff. Ciam/Cast
Nicolas Mazzarino, 19 punti di media nei playoff

Bennet Cantù-Cimberio Varese 67-64 (serie 2-0)

Quattro punti consecutivi di Jonathan Tabu, gli unici della sua partita, nell’ultimo minuto della gara consegnano alla Bennet un successo molto, ma molto contestato dalla dirigenza varesina. Polemiche, da sempre il sale dei playoff, che nel dopo gara scatenano le ire di Vescovi per un canestro “ballerino”. Polemiche che mettono in secondo piano una Cimberio letteralmente trasformata rispetto a gara-1, determinata sulle palle vaganti (18 recuperi), brava nella metà campo avversaria nel trovare per lunghi periodi l’uomo giusto per fare canestro, bravissima nella propria nell’isolare dal gioco quasi tutte le guardie canturine. Escluso un monumentale Mazzarino (4/4 da 2, 3/5 da 3) “Assolutamente fantastico – il commento di Trinchieri a fine gara – ma questo lo sapevamo già”. Per la Cimberio, (“Dopo la brutta prestazione di gara-1 abbiamo dimostrato di essere dentro i playoff” chiosa un tranquillo Recalcati) avanti nel punteggio in più di un’occasione in una gara dal punteggio elastico, un punto di partenza in una partita che domenica potrebbe essere senza ritorno:”Adesso abbiamo due gare a casa nostra. Cantù per superare la serie, deve dimostrare di essere superiore a noi”.

Cantù: Mazzarino 24, Micov 14, Leunen 11
Varese: Kangur 13, Slay 12, Goss 11

tratto da gazzetta.it

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Sassari sbanca Milano Cantù travolge Varese

Parte la volata scudetto: l’AJ soffre la Dinamo che passa sulla sirena: 70-71. Senza storia l’altra sfida

Guarda qui gli Highlights della partita

Comincia con due risultati per niente scontati la serie dei playoff di serie A: la Dinamo Sassari passa a Milano 71-70, mentre Cantù passeggia con Varese 78-53. Nemmeno il tempo di rifiatare: gara-2 è tra quarantotto ore.

AJ Milano-Sassari 70-71

Una pagina di storia dei playoff è già stata riscritta. La Cenerentola Sassari si trasforma in splendida principessa e vince il primo round dei quarti di finale al cospetto di un’indecifrabile AJ. La formazione di Meo Sacchetti una volta di più si conferma degna di un monumento per come ha interpretato nel corso di tutta la stagione la sua avventura da matricola del campionato e il successo del Forum è la ciliegina sulla torta, ma non la fine di una corsa commovente. La Dinamo si presenta con tanti tifosi, ma senza Travis Diener che non ha recuperato da un guaio alla schiena. L’Olimpia presenta Karl, ma deve rinunciare oltre che a Maciulis anche a Pecherov per turnover.

Peterson prima della partita ricordava la sindrome da inizio playoff, quasi a volere esorcizzare il pronostico nettamente a favore di Milano: bastano infatti pochi minuti per capire che senza Diener l’attacco alla difesa schierata di Sassari è perlomeno difficile.
Alessandro Cittadini difende su Jaaber. Ciam/Cast
Alessandro Cittadini difende su Jaaber

Hawkins, con il nuovo taglio di capelli a spazzola, e Mancinelli allungano sul 12-6 al 6’ e subito dopo c’è spazio anche per Karl, il cui agonismo tende subito a sconfinare nella foga. A fine primo quarto siamo 16-12, con a Dinamo che vive quasi esclusivamente su White e Hunter. Quanto alla festa isolana si aggiunge con anche capitan Vanuzzo, ex che a Milano venne sbolognato con poco riguardo, la Dinamo scatta avanti (19-18). L’AJ balbetta dalla distanza (1/7) e con la panchina (Cittadini e Sacchetti Jr) Sassari allunga 26-22 dopo 15’. Milano non fa quasi mai canestro (2/12 tra l’11’ e il 17’) e ancora Sacchetti dalla distanza fa il break (23-31) mentre dalle tribune fiocca anche qualche fischio. A cavare un po’ d’impaccio i lombardi sono Jaaber e Hawkins che con il loro dirompente atletismo provano ad attaccare il tabellone con regolarità e combinano per 20 punti nel 34-35 all’intervallo.

Ci si aspetta l’urto AJ dopo il riposo invece è Eze a tenere a galla l’Olimpia per qualche minuto. Hunter e White perdono un po’ il filo del discorso e quando Milano riesce a correre trova un 10-0 per il 46-38 dopo 26’. Karl accende il Forum (in parterre anche Matri) con un paio di triple e una stoppata e c’è molto di suo nel vantaggio 53-44 al 28’. Sembra aprirsi un’autostrada, ma di colpo riecco White con una giocata da 4 (libero, rimbalzo offensivo e canestro con libero supplementare) e due tiri pesanti di Pinton che tengono il match più vivo che mai (56-54) a fine terzo quarto. Con 6 minuti da giocare regna ancora l’equilibrio (62-59), poi – con Hunter in difficoltà manifesta – Eze allarga il margine a 7 lunghezze, Il lungo statunitense della Dinamo reagisce e al 38’ siamo 68-66 e l’AJ si affida al cuore di Mancinelli che però esce per falli prima del rush finale. Sul 69-67 Sassari potrebbe sorpassare, ma c’è fallo in attacco di Hunter. Milano spreca due attacchi e White la punisce impattando a 35 secondi. Attacco sciagurato dell’AJ e palla persa: a 5” dalla fine fallo di Jaaber su Pinton che fa 2/2 dalla lunetta e da carneade diventa eroe. Hawkins si procaccia un dubbio fallo di White ma dalla lunetta sbaglia il primo, e come un perfetto suicida, segna il secondo impedendo il rimbalzo del potenziale pareggio. Sassari festeggia, i miracoli continuano e venerdì al Forum tutta la pressione sarà sull’Olimpia.

Milano: Jaaber 18, Hawkins 13, Eze 12
Sassari: White 16, Hunter 12, Pinton 11

 Markoishvili festeggia con Mian. Ciam/Cast
Markoishvili festeggia con Mian

Cantù-Varese 78-53

La Bennet archivia gara-1 con una vittoria nettissima su una Cimberio che recupera rispetto all’ultima gara della stagione regolare sia Slay (2/8 da due, 072 da tre) che Kangur (1/5). Alla formazione di casa, ‘tarantolata’ in difesa (17 recuperi), determinata in attacco (18/37 da due, 8/12 da tre), solida a rimbalzo (41-29 il computo) va il merito di aver da subito messo le mani sulla gara (23-6 all’8′) togliendo dalla partita Goss, l’uomo che più aveva preoccupato Trinchieri domenica scorsa: “Abbiamo toccato con mano che cosa succede quando quello che doveva essere un nostro punto fermo, e mi riferisco alla lotta a rimbalzo, non frutta nulla di concreto. Se non riusciamo a giocare alla pari con Cantù sotto le plance diventa difficile ridurre i gap che separa le due squadre”. E’ una disanima serena quella di Charlie Recalcati e, “anche se tra 48 ore sarà tutta un’altra partita” la voglia di riscatto varesina (12/29 da 2, 7/29 da tre) è un fuoco che cova sotto la cenere. Lo sa bene Trinchieri che a fine gara getta acqua sul fuoco, cercando di spegnere gli entusiasmi: “Erano mesi che volevamo giocare così. Ma adesso si resetta tutto. Ricordando però che tutto nasce dalla difesa, da quel modo di difendere che abbiamo messo in campo oggi. Ecco, se difendiamo bene, se facciamo fare all’attacco avversario quello che noi vogliamo, allora siamo pronti. Ma, lo ripeto, questa gara è già in archivio. Mi aspetto una Varese diversa e magari qualche ‘magata’ del Chiarlie…… Noi dobbiamo essere pronti”. Perchè è davvero difficile che la Cimberio, seppur incerottata, non provi a sbancare Cantù. Del resto basta aspettare solo 48 ore…

Cantù: Micov 14, Mazzarino 14,Markoishvili e Leunen 11
Varese: Stipcevic 14, Serapinas 9, Goss 6.

tratto da gazzetta.it

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Cantù resta al secondo posto. Montegranaro cede nel finale

I brianzoli con un grande ultimo quarto vincono 67-56 e si portano a meno quattro dalla capolista Siena, che però ha due partite in meno

Markoishvili (Cantù) conclude da sotto di destro. Ciam/Cast
Markoishvili (Cantù) conclude da sotto di destro

Altra vittoria casalinga di Cantù, che ha ragione di Montegranaro dopo una partita combattuta in cui non sono mancati i colpi di scena. Partenza sprint dei padroni di casa trascinati da Leunen che prende rimbalzi, intercetta palloni in area e segna dal perimetro. Montegranaro è in affanno: Cinciarini e Cavaliero non sono in giornata, Pillastrini fa girare tutti i suoi nel tentativo di trovare il quintetto vincente. Ne approfittano Green e Mazzarino: sono loro le triple che portano Cantù sopra di 13 punti al suono della prima sirena. Il secondo quarto si apre con Markoishvili che segna da tre e viene servito in area per un tiro facile, 5 punti che mettono ancora più distanza dagli avversari (25-9 al 13′).

TIRA E MOLLA — A questo punto Montegranaro intensifica la difesa e confeziona un mini break di 7-10 che pare riaprire i giochi. Ma Cantù riprende il controllo e si porta di nuovo a +13 a un minuto dalla fine del primo tempo. Nuova reazione di Montegranaro e all’intervallo è + 8 per i padroni di casa. È tutta un’altra Montegranaro quella che entra in campo nel secondo tempo e la squadra di casa subisce un parziale di 14-0. La Fabi è caldissima e Cantù riesce a stare a galla con la tripla di Leunen e il contropiede di Mazzarino. La terza frazione si chiude con 8-17 di parziale. Nell’ultimo quarto Cantù restituisce la pariglia con un 15-0 di parziale, che mette un’ipoteca sulla vittoria. Cantù amministra in scioltezza fino al fischio finale e, in attesa dell’impegno di Milano di domenica, resta al secondo posto da sola a meno quattro da Siena, anche se la Montepaschi, che non giocherà in questo fine settimana, ha dua partite in meno.

tratto da gazzetta.it

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