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Chicago liquida Atlanta. E adesso sfida LeBron

I Bulls passano alla Philips Arena 93-73 e conquistano la finale ad est, contro Miami. Gli Hawks non creano troppi problemi alla squadra di Thibodeau, che accelera dopo l’interavllo e chiude i conti con Rose (19 punti) e Boozer (23)

Derrick Rose, leader di Chicago e mvp della stagione. Afp
Derrick Rose, leader di Chicago e mvp della stagione

I Bulls si sbarazzano senza troppi problemi degli Hawks in gara-6 e conquistano così la finale della Eastern Conference. Chicago passeggia ad Atlanta, 93-73 il punteggio, e si guadagna l’affascinante sfida con gli Heat che prenderà il via domenica.

ottime soluzioni — La squadra della Windy City chiude una serie con tanti alti e bassi disputando una prestazione di grandissima sostanza. I Bulls difendono proprio come piace al coach Thibodeau e in attacco fanno girare il pallone, trovando sempre ottime soluzioni. Chicago ritrova finalmente anche il vero Carlos Boozer, un giocatore reduce da un periodo di forma non brillantissima ma dal quale non può prescindere se vuole dare filo da torcere a LeBron James e compagni. Gli Hawks fanno quello che possono ma non sembrano mai in grado di mettere davvero in difficoltà la truppa di coach Thibodeau. Chicago non ha nessuna intenzione di correre rischi con un’eventuale gara-7 e parte con a giusta intensità creando non pochi problemi alla difesa di Atlanta. Rose sceglie di non forzare ma si mette al servizio dei compagni, così a salire in cattedra sono Boozer e Deng. Johnson e Smith provano a tenere in scia i padroni di casa ma nel finale del primo quarto i Bulls arrivano al vantaggio in doppia cifra e prendono in mano le redini del match nel secondo periodo.

 Il centro Joakim Noah esce trionfante dalla Philips Arena. Epa
Il centro Joakim Noah esce trionfante dalla Philips Arena

dopo l’intervallo — Gli Hawks non lesinano impegno ma non riescono proprio a trovare ritmo in attacco e vanno negli spogliatoi all’intervallo sotto di 10 lunghezze. Boozer e Rose sentono vicina la finale della Eastern Conference e accelerano a inizio ripresa. I Bulls arrivano al +15 a metà frazione e sembrano poter controllare la gara senza troppi problemi. Anche la panchina regala una buona produzione a Tom Thibodeau così all’inizio dell’ultimo quarto gli ospiti arrivano al +20 e mettono in naftalina il risultata. Atlanta così deve arrendersi a una squadra che comunque le è oggettivamente superiore. “Arrivare alla finale della Eastern Conference è un grande risultato – sottolinea l’mvp della Nba Derrick Rose – siamo molto soddisfatti di quello che abbiamo fatto ma non abbiamo nessuna intenzione di accontentarci. Quella con gli Heat sarà una serie affascinante, loro probabilmente partono con il favore del pronostico ma a noi va bene così”.

Atlanta: Johnson 19 (6/14, 1/4), Smith 18. Rimbalzi: Pachulia 13. Assist: Johnson 4.
Chicago: Boozer 23 (10/16), Rose 19. Rimbalzi: Boozer 10. Assist: Rose 12.

tratto da gazzetta.it

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Rose prende per mano i Bulls. Atlanta cede nel finale: è 3-2

Semifinale della Eastern Conference: in gara-5 Chicago parte bene, ma gli Hawks reagiscono e vanno anche in vantaggio. A quel punto, ci pensa l’Mvp: 33 i punti con cui esalta il pubblico dello United Center

Rose batte la difesa di Atlanta. Reuters
Rose batte la difesa di Atlanta

Il solito Derrick Rose fa la differenza: Chicago così supera Atlanta 95-83 e si porta sul 3-2 nella serie. I padroni di casa partono bene, prendono in mano il controllo delle operazioni nel primo tempo ma rallentano pericolosamente nel terzo quarto. Rose però cambia marcia nell’ultima frazione, i Bulls si rimettono a correre e vanno a vincere in scioltezza.

equilibrio a metà gara — Chicago vuole subito mettere in chiaro le cose e parte con il piede sull’acceleratore. Derrick Rose e Luol Deng trovano il canestro con continuità, gli Hawks annaspano e a metà primo quarto sono già sotto di 10 lunghezze. I canestri di Bogans nel finale della frazione portano i Bulls al +15. Atlanta rischia di perdere contatto con la squadra di casa ma nel secondo quarto l’attacco di Chicago incappa in un pericoloso passaggio a vuoto. Horford e Pachulia tengono a galla gli ospiti, i Bulls poi danno una mano alla squadra della Georgia non riuscendo più a trovare il canestro da campo. Negli ultimi sei minuti del primo tempo, infatti, Rose e compagni mettono a referto solamente otto punti che arrivano tutti dalla lunetta. Atlanta così, pur senza fare cose straordinarie, torna nel match e va negli spogliatoi all’intervallo con un ritardo di sei lunghezze.

Coach Thibodeau si complimenta con Rose. Reuters
Coach Thibodeau si complimenta con Rose

finale da mvp — Gli Hawks prendono fiducia e tornano sul parquet con un atteggiamento diverso nel terzo quarto. Il sempre più sorprendente Jeff Teague suona la carica, Rose e un altalenante Carlos Boozer provano a rispondere ma l’inerzia sembra passare nelle mani della squadra ospite. Atlanta, con il canestro di Smith nel finale della frazione, torna davanti mettendo paura al pubblico dello United Center. Ma gli Hawks non riescono ad approfittare dell’appannamento dei Bulls e all’inizio dell’ultimo quarto si rimettono a fare confusione in attacco. Ci pensa il più giovane Mvp nella storia della Nba, Derrick Rose, allora, a cambiare gli equilibri del match. Il playmaker di Chicago si carica sulle spalle l’attacco dei Bulls bucando con le sue penetrazioni la difesa degli Hawks. Coach Thibodeau nell’ultimo quarto trova anche gli inaspettati punti di Taj Gibson (11 punti per lui, tutti nel quarto periodo), Chicago così distanzia gli ospiti che si sciolgono nei minuti finali. L’ennesimo canestro di Gibson porta i Bulls al +14 a 2’23’’ dalla sirena,Atlanta non ha più la forza di reagire e alza bandiera bianca.

Chicago: Rose 33 (10/19, 1/5), Deng 23. Rimbalzi: Boozer 12. Assist: Rose 9.
Atlanta: Teague 21 (8/10, 0/1), Smith 16, Johnson 15. Rimbalzi: Horford 10. Assist: Teague 7.

tratto da gazzetta.it

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Lakers umiliati da Dallas. Atlanta blocca Chicago

I Mavs chiudono 4-0 la serie con i campioni uscenti con un umiliante 122-86 in gara-4. E’ la fine di un’era. Gli Hawks impattano sul 2-2 con i Bulls prendendosi 100-88 la quarta sfida nonostante i 34 punti di Derrick Rose

L’era Phil Jackson si chiude col primo cappotto della carriera da allenatore di mister 11 anell. Dallas maltratta i Lakers con le triple e i punti dalla panchina e vola in finale di Western Conference. A Est Atlanta pareggia i conti con Chicago.

La delusione di Kobe Bryant, al primo cappotto dal '99. Reuters
La delusione di Kobe Bryant, al primo cappotto dal ’99

Dallas Mavericks-Los Angeles Lakers 122-86
(Dallas vince la serie 4-0)

La fine di un ciclo. I Lakers vengono umiliati dai Mavericks in gara-4, uscendo nel modo peggiore dalla postseason. Arriva quindi al capolinea l’avventura sulla panchina di Los Angeles (salvo clamorosi quanto inaspettati dietrofront) di Phil Jackson che incredibilmente esce di scena incassando il suo primo cappotto in carriera da allenatore. I Mavericks sfoderano l’ennesima prestazione eccellente della serie e, trascinati dalla produzione di un sontuoso Jason Terry, umiliano la squadra favorita per raggiungere alle finali Nba. Ci si aspetta un inizio arrembante da parte della squadra con le spalle al muro, i Lakers, invece i campioni in carica partono al piccolo trotto. Il solo Kobe Bryant sembra avere una minima confidenza con il canestro, Pau Gasol ancora una volta mostra una preoccupante mancanza di fiducia, Fisher e Bynum non fanno molto così Dallas controlla il match senza troppi problemi. I Mavs con un parziale di 8-0 staccano i Lakers poi rallentano ma chiudono la prima frazione avanti 27-23. Nel secondo quarto però la truppa di Phil Jackson difende in maniera imbarazzante e, tanto per complicarsi la vita ancora di più, in attacco si mette a fare una gran confusione. La panchina di Dallas anche in gara-4 fa cose straordinarie, e l’American Airlines Center diventa una bolgia. Fioccano le triple, grazie soprattutto alla precisione dalla lunga distanza di Terry e di Stojakovic, e le penetrazioni di un ottimo Barea mettono a nudo tutti i problemi difensivi della squadra di L.A. Gli ospiti non hanno la forza di reagire e il passivo si fa pesantissimo. In attacco tutto diventa facile per i Mavericks che chiudono un primo tempo praticamente perfetto con l’incredibile vantaggio di 63-39. Dallas tira con il 60% dal campo, mette a referto 11 triple e riceve qualcosa come 40 punti (uno in più di tutti quelli segnati dai Lakers) dalla propria straordinaria panchina. Il vero mattatore dei primi due quarti è Jason Terry (20 punti in 15′ con 6/7 dalla lunga distanza) ma i Lakers giocano con la testa di chi è già in vacanza e danno una grossa mano a Nowitzki e compagni. La reazione dei campioni in carica non arriva nemmeno nel terzo quarto. Ron Artest prova a svegliare i Lakers dal loro torpore ma la scintilla non arriva. Terry torna sul parquet e trova subito due triple consecutive spingendo i padroni di casa al +27. Anche Stojakovic si rimette a segnare, i Mavs chiudono il terzo quarto avanti 86-62 e all’inizio dell’ultima frazione trovano addirittura l’umiliante +30. Il match è oramai segnato ma i Lakers decidono di perdere nel modo peggiore. Odom si fa espellere per un fallo (per la verità non bruttissimo) su Nowitzki e un minuto più tardi Bynum con un intervento molto pericoloso affossa Barea e raggiunge negli spogliatoi il suo compagno. Davvero inqualificabile il comportamento del centro di L.A. Dopo l’evitabile fuori programma la gara manda i titoli di coda. Anche con le riserve delle riserve in campo i Mavs nel finale riescono ad allungare e infliggono così ai campioni in carica una delle più umilianti sconfitte incassate negli ultimi anni.

Dallas: Terry 32 (2/4, 9/10), Barea 22, Stojakovic 21. Rimbalzi: Chandler 9. Assist: Barea 8.
L.A. Lakers: Bryant 17 (7/13, 0/5), Brown 15. Rimbalzi: Gasol 8. Assist: Gasol 6.

Derrick Rose, 22 anni, 34 punti con 32 tiri. Afp
Derrick Rose, 22 anni, 34 punti con 32 tiri

Atlanta Hawks-Chicago Bulls 100-88
(2-2 nella serie)

Atlanta pareggia i conti con una prestazione di grande sostanza. I padroni di casa fanno sudare Derrick Rose che segna si 34 punti ma per farlo ha bisogno di ben 32 tiri dal campo. La squadra della Georgia così finalmente riesce a vincere un incontro casalingo nel secondo round: non succedeva dal lontano 13 maggio del 1996. Larry Drew, dopo lo scivolone in gara-3, decide di mescolare le carte e fa partire in quintetto il centro Jason Collins, relegando in panchina Marvin Williams. Per provare a rallentare l’Mvp Derrick Rose poi il tecnico di Atlanta decide di raddoppiarlo con una certa frequenza. I padroni di casa partono con la giusta intensità e Joe Johnson riesce a far male alla difesa dei Bulls nei primi minuti. Boozer e Deng rispondono ma gli Hawks restano davanti, chiudono il primo quarto in vantaggio 28-26 e tentano lo sprint nella prima metà del secondo periodo, arrivando al +7. Con il rientro in campo di Rose e Noah, Chicago si rimette a correre. Gli ospiti piazzano un parziale di 13-3 tornando prepotentemente nel match, nel finale di tempo però i canestri di Pachulia e del solito Johnson permettono ad Atlanta di andare al riposo avanti 47-46. Le iniziative del sempre più sorprendente Jeff Teague a inizio ripresa mettono in difficoltà la difesa di Chicago, i Bulls comunque possono sempre contare su Rose e su un Carlos Boozer che mostra progressi. Gli ospiti cambiano marcia nelle battute finali del terzo quarto e tornano davanti. La truppa di Tom Thibodeau sembra in grado di prendere possesso del match ma a inizio ripresa Josh Smith si mette a dominare la zona pitturata. Gli Hawks prendono fiducia, passano a condurre e piazzano lo sprint decisivo nella seconda parte dell’ultimo periodo. Il parziale di 10-0, condito da sei punti di Horford, porta i padroni di casa al vantaggio in doppia cifra a 1’25” dalla sirena. Chicago alza bandiera bianca e Atlanta così pareggia i conti nella serie. “Non mi e’ piaciuto come abbiamo giocato nei minuti finali della gara – commenta il tecnico dei Bulls Tom Thibodeau – abbiamo facilitato il compito agli Hawks”.

Atlanta: Johnson 24 (6/9, 3/5), Smith 23, Horford 20. Rimbalzi: Smith 16. Assist: Smith 8.
Chicago: Rose 34 (11/29, 1/3), Boozer 18. Rimbalzi: Noah 11. Assist: Rose 10.

tratto da gazzetta.it

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Dallas va 3-0 sui Lakers. Rose trascina Chicago

I Mavs vincono anche gara-3: nessuno nella storia ha mai rimontato dallo 0-3. Un fantastico Rose guida i Bulls al 2-1 su Atlanta

Dirk Nowitzki e Dallas spingono i Lakers campioni in carica ad un passo dall’eliminazione in semifinale di Western Conference. I Mavs sono avanti 3-0 nella serie al meglio delle 7, svantaggio mai rimontato nella storia dell’Nba. A Est Chicago si prende il 2-1 su Atlanta grazie a Derrick Rose, autore di 44 punti.

Derrick Rose imprendibile per Atlanta. Reuters
Derrick Rose imprendibile per Atlanta

Atlanta Hawks-Chicago Bulls 82-99 (serie 1-2)

Imprendibile, quasi infallibile. Derrick Rose trascina Chicago alla vittoria in gara-3 su Atlanta con una partita quasi perfetta, quella con più punti in assoluto nella sua vita Nba. Il neo eletto Mvp spazza via i dubbi sulla sua caviglia sinistra ammaccata due volte sprintando a doppia velocità nella difesa di Atlanta, colpendo con layup precisi e tiri dalla distanza che fanno sempre male. A dare una mano al fenomeno Rose una perfetta prova di squadra: Atlanta è stracciata 47-34 a rimbalzo, con 18 conquistati sotto il canestro offensivo (Noah ne prende 8, Gibson ne aggiunge 7). La panchina produce 34 punti. E la difesa tiene gli spauracchi Johnson e Crawford a 17 punti e 7/19 dal campo complessivi. “Abbiamo cercato di giocare bene in difesa, perché sappiamo che così facendo possiamo essere aggressivi in entrambe le estremità del campo” racconta Rose a fine gara. Per gli Hawks le buone notizie vengono da Jeff Teague, capace ancora una volta di non far rimpiangere l’infortunato Hinrich, e da Josh Smith, che si risveglia improvvisamente dopo il disastro delle prime due gare (21 punti complessivi con 7/25 al tiro). Ma per fermare i Bulls dello scatenato Rose non basta: il 22enne si prende la scena già nel primo quarto, in un bel duello tra play con Teague. Il direttore d’orchestra di Atlanta annulla il 6-0 iniziale di Chicago, ma il neo eletto Mvp risponde con uno show fatto di penetrazioni in velocità e tiri impossibili, che fruttano a lui 17 punti e a Chicago il 29-23 alla prima sirena. Watson, riserva di Rose, fa assaggiare ai Bulls il vantaggio in doppia cifra (33-23 1’16” dentro il secondo quarto), ma Williams prima e Johnson poi (8 punti nel quarto) tengono vivi gli Hawks, che però lasciano strada libera quando la panchina ospite sale in cattedra: trascinata da Korver (8 punti), la second unit di coach Thibodeau produce 21 punti nel primo tempo, buoni per lanciare Chicago sul 54-35 a 2’50” dal riposo. Atlanta prova a rimediare con un 6-0 chiuso da Horford, ma va comunque al riposo sotto 56-43. Gli Hawks tentano di rientrare all’inizio del terzo periodo, quando Smith infila 9 punti, ma vengono nuovamente spediti al tappto da Rose, che con 13 punti nel parziale regala ai Bulls l’80-63 alla sirena. Gli Hawks si riavvicinano fino a 86-75 a 8’22”, ma ancora Rose con 8 punti consecutivi apre l’11-0 che mette in cassaforte il trionfo di Chicago. Domenica (alle 2 di notte ora italiana) è in programma gara-4.

Atlanta: Teague 21 (8/11 da due, 0/2 da tre, 5/5 tiri liberi), Smith 17, Johnson 10, Williams 10, Horford 10. Rimbalzi: Smith 13. Assist: Smith 4.
Chicago: Rose 44 (12/20, 4/7, 8/9 tl), Gibson 13, Korver 11. Rimbalzi: Noah 15. Assist: Rose 7.

Stojakovic e Nowitzki, grandi protagonisti per Dallas. Reuters
Stojakovic e Nowitzki, grandi protagonisti per Dallas

Dallas Mavericks-Los Angeles Lakers 98-92 (serie 3-0)

L’impresa per Dallas è a una sola vittoria di distanza. Trascinati dall’incontenibile Dirk Nowitzki e dalla precisione dalla distanza di Peja Stojakovic nell’ultimo quarto, i texani si prendono anche gara-3 della sfida con i Lakers, spingendo i bi-campioni in carica ad un passo dall’eliminazione. Gli uomini di Phil Jackson dovranno fare qualcosa di storico per proseguire la corsa al three-peat: rimontare un 3-0 di svantaggio in una serie al meglio delle 7 sfide, impresa mai riuscita nella storia Nba. “Non vogliamo essere noi i primi a subire una rimonta simile – avverte Nowitzki -. In gara-4 (domenica alle 21.30 italiane, n.d.r.) ci metteremo la stessa grinta e avremo ancora il nostro pubblico ad aiutarci. Li abbiamo messi in difficoltà continuando ad attaccare e faremo lo stesso”. Il tedesco è stato ancora una volta l’uomo decisivo, ridicolizzando il fantasma di Pau Gasol. Lo spagnolo è la brutta copia del giocatore che negli ultimi due anni ha avuto un ruolo determinante nei successi dei Lakers: in difesa non è mai riuscito a contenere Nowitzki, in attacco (12 punti con 5/13 dal campo) mai a metterlo in difficoltà. I campioni pagano anche il 5/8 concesso dalla distanza nell’ultimo quarto (3/4 a Stojakovic), quando nel finale hanno permesso a Dallas di rientrare da -6. Gara tirata fin dall’avvio: Jackson sceglie Odom in quintetto al posto del sospeso Artest ma dopo un buon avvio i Lakers subiscono 11 punti da Nowitzki, e nonostante la voglia di Bynum sono sotto 29-26 alla prima sirena. Il tedesco e Terry tengono i Mavs avanti anche nel secondo periodo, ma un 13-3 negli ultimi 4’ consente a Los Angeles di andare al riposo avanti 51-47. Fisher prova l’allungo (58-51) in avvio di ripresa, ma l’immortale Kidd e Nowitzki tengono Dallas in partita. Bryant prova a prendere in mano la gara dopo aver giocato per i compagni nel primo tempo, ma il 72-66 con cui i Lakers comandano alla terza sirena è merito della difesa, che tiene i Mavs a 5/15 dal campo nel terzo periodo. Coach Jackson rimprovera Gasol a ogni time out, e trova da Brown e Bynum la grinta per allungare sul 79-71 a 9’29” dalla fine. Dallas comincia a martellare dal perimetro e si avvicina, ma a 4’33” i Lakers possono gestire ancora 6 punti di vantaggio. Stojakovic però accorcia ancora, poi Nowitzki dalla lunetta firma il sorpasso completato da Terry. L.A. è sotto 95-91 a 18” dalla fine: Fisher però spreca l’ultimo possesso con un passaggio sbagliato e Dallas può esultare. “Abbiamo giocato troppo bene per esserne usciti sconfitti” commenta amaro Phil Jackson. L’inferno per i Lakers potrebbe cominciare domenica sera.

Dallas: Nowitzki 32 (8/14, 4/5, 4/4 tl), Terry 23, Stojakovic 15. Rimbalzi: Nowitzki 9. Assist: Kidd 9.
LA Lakers: Bynum 21 (9/16, 3/3 tl), Odom 18, Bryant 17. Rimbalzi: Bynum 10. Assist: Bryant 6.

tratto da gazzetta.it

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Lakers irriconoscibili. Dallas vince e va sul 2-0

I Mavs si impongono con autorità anche in gara-2 a Los Angeles e ipotecano la semifinale Ovest. Chicago domina Atlanta e pareggia i conti a Est (1-1)

Gli irriconoscibili Lakers si fanno superare anche in gara-2 e adesso vanno Texas con le spalle al muro, Chicago, invece, si sbarazza senza grossi problemi di Atlanta e riequilibra la serie.

Derrick Rose premiato da Stern come Mvp della stagione. Afp
Derrick Rose premiato da Stern come Mvp della stagione

Chicago-Atlanta 86-73 (1-1 nella serie)

I Bulls tornano in carreggiata e dopo la sorprendente sconfitta rimediata in gara-1 conquistano il successo nel secondo match della semifinale Est. Derrick Rose prima della gara riceve dalla mani del commissioner David Stern il premio di Mvp della stagione, diventando così ufficialmente il più giovane giocatore nella storia della Nba a conquistare la prestigiosissima onorificenza. “Sono contento che tutti questi discorsi siano finiti – dice Rose – adesso posso finalmente concentrarmi soltanto sul basket”. Il playmaker di Chicago dimostra subito di non essere stato eletto Mvp per caso, giocando alla grande nel primo tempo. I Bulls dominano sotto canestro (alla fine conquisteranno 58 rimbalzi contro i 39 degli Hawks) e la partita si mette dopo pochi minuti sui binari preferiti dalla squadra di casa. Gli ospiti, eccezion fatta per un buon Jeff Teaque, litigano con il canestro e tirano con brutte percentuali, andando negli spogliatoi all’intervallo sotto di 11 lunghezze. L’ottimo Rose del primo tempo (16 punti) pero’ cala alla distanza. L’Mvp, infatti, perde ritmo in attacco e si concede qualche turnover di troppo. Nessun problema pero’ per i Bulls che trovano i canestri di Joakin Noah e di Luol Deng. Chicago arriva al +14 ma rallenta riportando in partita gli Hawks. Josh Smith spinge Atlanta fino al -6 a 4’16’’ dalla sirena ma i padroni di casa non si scompongono, piazzano un parziale di 9-2 e si riportano a distanza di sicurezza. 

Chicago: Rose 25 (9/19, 1/8), Noah 19. Rimbalzi: Noah 14, Deng 12, Boozer 11. Assist: Rose 10.
Atlanta: Teague 21 (6/12, 1/2), Johnson 16. Rimbalzi: Horford 14. Assist: Horford 6. 

Gasol dominato a rimbalzo da Chandler e Marion. Reuters
Gasol dominato a rimbalzo da Chandler e Marion

Los Angeles Lakers-Dallas 81-93

I campioni in carica si mettono nei guai con un’altra prestazione davvero insufficiente e cadono anche in gara-2 contro i Mavericks. Dallas gioca con grande personalità, sfrutta la terribile serata al tiro dalla lunga distanza della squadra di casa (0/15 da tre fino a 2’40’’ dalla sirena, 2/20 alla fine) e la scarsa produzione della panchina, e contro ogni pronostico torna in Texas avanti 2-0. Gli ospiti ci mettono poco a carburare e dopo una partenza al rallentatore si affidano a Dirk Nowitzki e prendono il comando delle operazioni. Un abulico Gasol non riesce a dettare legge nella zona pitturata, il tiro da fuori sembra non voler entrare per Kobe e compagni, così i Mavs prendono fiducia e riescono a rimanere davanti, chiudendo il primo tempo in vantaggio di due punti. Un po’ tutti si aspettano il ritorno del campioni in carica nel secondo tempo, invece Dallas si mette a difendere con grandissima disciplina nel terzo quarto e la squadra di casa fa tanta confusione. Odom non incide e lo stesso Bryant va a corrente alternata. I Mavs concedono solamente 13 punti alla truppa di Phil Jackson nel terzo quarto e aprono l’ultima frazione avanti di sei lunghezze. Nell’ultimo periodo il portoricano Barea veste i panni di Steve Nash e con le sue penetrazioni crea lo scompiglio nella difesa dei campioni in carica. Dallas continua a spingere, piazza un parziale di 9-0 che zittisce un’incredulo Staples Center, e a quattro minuti dalla sirena arriva al +15. Non c’e’ più nulla da fare per i Lakers, i Mavericks, infatti, giocano con personalità i minuti finali e fermano sul nascere il tentativo di rimonta, peraltro decisamente timido, dei Lakers. Ron Artest trova anche il modo di farsi espellere (e adesso rischia pure la squalifica in gara-3) a 24’’ dalla fine per un brutto fallo su Barea. Per i campioni in carica adesso si fa durissima. Nella storia della Nba soltanto in tre occasioni una squadra e’ riuscita a passare il turno (nel formato al meglio delle sette partite) dopo aver perso le prime due gare della serie tra le mura amiche.

L.A. Lakers: Bryant 23 (8/15, 1/5), Bynum 18. Rimbalzi: Bynum 13, Gasol 10. Assist: Fisher 5.
Dallas: Nowitzki 24 (7/13, 2/3). Rimbalzi: Marion 9. Assist: Kidd 6.

tratto da gazzetta.it

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Dallas sorprende i Lakers. Atlanta espugna Chicago

Vittorie esterne nei playoff: allo Staples Center i Mavericks rimontano (da -16), regolano di misura (96-94) i padroni di casa e conquistano gara-1 delle semifinali dell’Ovest. A Est gli Hawks si impongono 103-95 trasinati da uno stellare Joe Johnson

Joe Johnson (2) contro Derrick Rose. Reuters
Joe Johnson (2) contro Derrick Rose

Continuano le sorprese di questi splendidi playoff 2011: vittorie esterne di Atlanta e Dallas sui campi di Chicago e Lakers, per iniziare le loro serie di semifinali di Conference. Joe Johnson è stellare in casa di Derrick Rose, ormai prossimo all’incoronazione ufficiale di Mvp della stagione, mentre Nowitzki guida i texani alla vittoria sul parquet dei campioni in carica. Che sia la volta buona per Dallas? O è l’ennesima promessa che la squadra di Cuban non manterrà?

Chicago Bulls-Atlanta Hawks 95-103 (serie 0-1)

Tolto dai giochi Kirk Hinrich, l’ex di turno infortunatosi in gara-6 contro Orlando, gli Atlanta Hawks si sono presentati a casa di Derrick Rose senza il loro playmaker titolare. Nonostante questo la squadra di Larry Drew è riuscita a controllare ritmo e possessi (solo 10 palle perse e oltre il 50% dal campo contro la miglior difesa della Lega), tirando benissimo e affidandosi a Joe Johnson e Jamal Crawford per far male ai padroni di casa. Il piano è riuscito, perché grazie alle eccellenti percentuali dei due esterni (20/34 in coppia) e al lavoro di Jeff Teague (45 minuti in campo per il playmaker, con 1 sola palla persa a fronte dei 5 assist) gli Hawks hanno potuto ovviare alla cattiva serata di Josh Smith (3/11). Inoltre, la difesa di Atlanta è riuscita nell’impresa di non mandare mai in lunetta Derrick Rose, che non ha nemmeno avuto buone percentuali dal campo, togliendogli quindi la possibilità di guadagnarsi punti facili e mettere anche psicologicamente sotto pressione gli avversari. Gli Hawks hanno iniziato alla grande, tirando benissimo nel primo quarto (13/22) chiuso avanti 28-18. Il break buono, però, arriva a cavallo degli ultimi due periodi: i Bulls, infatti, erano pienamente riusciti a ritornare in partita, e pure a toccare il +6 con Noah a 4’11 dalla fine del terzo quarto (66-60), ma Atlanta risponde con un parzialone di 27-9 aperto e chiuso dalle triple di Joe Johnson, autore di 14 punti in questo frangente. Il colpo del k.o. arriva da Crawford, sempre da fuori: con 1’05 da giocare segna il +11 per Atlanta (101-90), che confeziona così una clamorosa sorpresa facendo saltare solamente per la sesta volta il fattore campo allo United Center (36-5 in casa in regular season, top della Lega insieme a San Antonio). In più, Rose inciampa su Jamal Crawford proprio nei secondi finali della partita, infortunandosi alla caviglia sinistra: il giocatore, comunque, ha detto che dovrebbe recuperare per gara-2.

Chicago: Rose 24 (9/20, 2/7), Deng 21, Boozer 14, Noah 11. Rimbalzi: Noah 9. Assist: Rose 10.
Atlanta: Johnson 34 (7/13, 5/5, 5/5 tl), Crawford 22, Teague 10. Rimbalzi: Horford 13. Assist: Teague 5.

Jason Kidd (a dx.) difende su Kobe Bryant. Reuters
Jason Kidd (a dx.) difende su Kobe Bryant

Los Angeles Lakers-Dallas Mavericks 94-96 (serie 0-1)

I Dallas Mavericks festeggiano il punto dell’uno a zero in casa dei campioni Nba, con una splendida rimonta da -16 (nel terzo periodo), e facendo finalmente vedere di avere dentro la consistenza necessaria in questo tipo di partite. La sfida, per Nowitzki e compagni, è continuare su questa strada, onde evitare di chiudere la stagione con l’ennesima delusione di maggio. Davanti alla solita parata di stelle dello Staples Center (c’è anche David Beckham, per il suo 36° compleanno), i Mavs sembravano destinati a finire male la serata: i Lakers, infatti, hanno messo a segno un parziale di 19-2 a cavallo tra secondo e terzo periodo, mandando i texani sotto 60-44 con la tripla di Bryant a 10’38 dall’ultima pausa. Le triple di Kidd, Brewer e Barea, però, hanno riavvicinato gli ospiti (76-71 a 26 secondi dalla chiusura del terzo quarto, nonostante 15 punti di Bryant nel periodo), mentre quelle di Stojakovic e Nowitzki (11 punti nell’ultimo periodo) hanno riportato Dallas a un solo punto di distanza (9’03 sul cronometro, 80-79). Il finale: Bryant segna gli ultimi punti suoi e dei Lakers a 1 minuto dalla fine (94-91, 21 per Kobe nella seconda metà di gara), Nowitzki risponde andando via a sinistra contro Odom e tirando prima dell’aiuto di Gasol, e poi ecco gli episodi determinanti. Terry ruba palla a Bryant, Gasol commette fallo con 19.5 da giocare e manda Nowitzki in lunetta: il tedesco fa 2/2, e porta i suoi avanti 95-94. A 3 secondi dalla fine, invece, è Gasol a perdere palla contro Kidd, e il catalano commette di nuovo fallo per mandare l’avversario a tirare dalla lunetta: Kidd, però, fa solo 1/2, regalando l’opportunità di tentare il tiro della vittoria allo scadere. Dopo il time-out la palla finisce ovviamente nelle mani di Bryant, ma stavolta non c’è nessuna giocata vincente della superstar gialloviola. Vince Dallas.

L.A. Lakers: Bryant 36 (10/20, 4/9, 4/5 tl), Gasol e Odom 15. Rimbalzi: Odom 12. Assist: Gasol 7.
Dallas: Nowitzki 28 (10/20, 1/2, 5/5 tl), Terry 15, Chandler 11, Marion e Stojakovic 10. Rimbalzi: Nowitzki 14. Assist: Kidd 11.

tratto da gazzetta.it

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Bryant sbanca casa Belinelli. Record Rondo: Boston ok

I Lakers passano a New Orleans grazie ai 30 punti di Kobe e firmano il 2-1: l’azzurro si ferma a 5. Il play trascina i Celtics al 3-0 con il successo a New York, firmando 20 assist e una tripla doppia. Atlanta ringrazia Crawford e va sul 2-1 contro Orlando

Kobe Bryant , dei Lakers, in duello contro Trevor Ariza. Reuters
Kobe Bryant , dei Lakers, in duello contro Trevor Ariza

I Lakers giocano con la personalità dei campioni in carica a New Orleans e conquistano il successo. Boston domina New York al Madison Square Garden mentre Atlanta ha la meglio su Orlando.

New Orleans-Los Angeles Lakers 86-100 (1-2 nella serie)

I Lakers mostrano i muscoli e giocano con un’intensità prodotta soltanto a sprazzi nelle ultime settimane, andando a vincere con personalità sul parquet degli Hornets. Quando i campioni in carica giocano in questo modo, batterli diventa davvero difficile. C’è il pubblico delle grandi occasioni a New Orleans e l’arena è una vera bolgia, Kobe Bryant e compagni però non si scompongono e mettono subito le cose in chiaro dominando la zona pitturata. Gli Hornets faticano a tenere il passo degli ospiti ma provano a rimanere in scia. Marco Belinelli prende un paio di buoni tiri ma il pallone non sembra volere entrare. L’azzurro comunque firma il 10 pari dalla media distanza, New Orleans però paga dazio alla fisicità di Bynum e alle iniziative di Bryant e Artest. Pau Gasol inizia al rallentatore ma cresce alla distanza. Il solo Trevor Ariza nei primi minuti sembra prendere confidenza con il canestro dei Lakers che così chiudono il primo quarto avanti 30-23. Bryant e Bynum continuano a lavorare ai fianchi la difesa di New Orleans, Chris Paul però risponde con una serie di canestri spettacolari (18 punti nel primo tempo per il fenomeno degli Hornets), ma i campioni in carica sembrano avere saldamente in mano l’inerzia della gara. Prima dell’intervallo Carl Landry prova a mettere in difficoltà i lunghi di LA, i Lakers comunque vanno al riposo in vantaggio di nove lunghezze. Una New Orleans Arena decisamente rumorosa viene subito zittita da due triple di un ottimo Kobe Bryant nei primi 60’’ della ripresa. Si sveglia Okafor in attacco e il canestro dalla lunga distanza di Belinelli porta i padroni di casa al -6. In un modo o nell’altro New Orleans riesce a rimanere a galla ma i Lakers sono padroni del campo e sembrano trovare sempre ottime soluzioni in attacco. I centimetri delle tue torri di Phil Jackson aiutano e proprio il giocatore più criticato dai tifosi di LA negli ultimi giorni, Pau Gasol, mette al sicuro il risultato all’inizio dell’ultimo quarto dando il la (con sette punti) al parziale di 10-1 che porta i campioni in carica al +14 a 8’36’’ dalla fine. Il resto è accademia, i Lakers, infatti, non corrono più rischi e si riprendono il vantaggio del fattore campo.

New Orleans: BELINELLI 5 (1/1 da due, 1/7 da tre) in 22’. Landry 23 (6/12), Paul 22, Okafor 15.
Rimbalzi: Ariza 12.
Los Angeles Lakers: Bryant 30 (6/13, 4/7), Gasol 17. Rimbalzi: Bynum 11, Gasol 10. Assist: Fisher 5.

Rondo in lay up su Williams, Anthony, Stoudemire, Mason. Reuters
Rondo in lay up su Williams, Anthony, Stoudemire, Mason

New York-Boston 96-113 (0-3)

Dopo le due orgogliose e sfortunate prestazioni sfoderate a Boston, i Knicks steccano al Madison Square Garden, giocando stranamente senza energia, e si fanno dominare dai Celtics. Gli ospiti ci mettono pochissimo a zittire il pubblico del Madison Square Garden che non vede una partita di postseason da sette anni. L’atmosfera è elettrizzante, ma i veterani di Boston aggrediscono subito i Knicks togliendo entusiasmo ai tifosi newyorchesi. Un gigantesco Rondo, che mette a referto una tripla doppia condita dalla bellezza di 20 assist (nuovo record nella postseason per la glorioso franchigia), e Paul Pierce fanno venire il mal di testa alla difesa dei Knicks. I Celtics dopo soli otto minuti di gioco sono già avanti di 17 lunghezze e i padroni di casa hanno solamente cinque punti a referto. Con un Amare Stoudemire a mezzo servizio non è semplice tenere il passo dei Celtics, soprattutto se Carmelo Anthony incappa in una serata difficile (4/16 al tiro) in attacco. New York, con la produzione della panchina, torna sotto ma le triple di Ray Allen fanno male. I padroni di casa comunque riescono a limitare i danni andando al riposo sotto 52-44. Il Garden si aspetta un inizio di ripresa arrembante da parte dei padroni di casa, invece Boston, proprio come nel primo quarto, mette i Knicks con le spalle al muro. L’ottima regia di Rondo e i punti della coppia Allen-Pierce tolgono interesse al match. La truppa di Mike D’Antoni non ha la forza di rispondere e alza bandiera bianca già nelle battute finali del terzo quarto. Boston vince in scioltezza e si avvicina al secondo turno.

New York: Williams 17 (4/5, 2/5), Anthony, Douglas 15. Rimbalzi: Anthony 11. Assist: Anthony 6.
Boston: Pierce 38 (8/11, 6/8), Allen 32, Rondo 15. Rimbalzi: Garnett 12, Rondo 11. Assist: Rondo 20.

La guardia di Atlanta, Jamal Crawford contro OrlandoEpa
La guardia di Atlanta, Jamal Crawford contro Orlando

Atlanta-Orlando 88-84 (2-1)

Niente da fare per Orlando che paga la brutta serata di Turkoglu e Nelson in attacco e cade ad Atlanta. Gli Hawks tengono in mano il pallino del gioco ma non riescono a chiudere i conti e si fanno riprendere nel finale. Soltanto un canestro fortunoso dalla lunga distanza di Crawford alla fine allontana i Magic. Atlanta dopo aver tenuto bene il campo, deve difendersi dal ritorno di Howard e compagni nell’ultimo quarto. Un match fisico si innervosisce nelle battute finali e a 2’21’’ dalla sirena Pachulia e Richardson danno via a una mini rissa e finiscono anzitempo negli spogliatoi. Orlando a un minuto dalla sirena passa a condurre (84-83) con un canestro di Bass. Risponde Al Horford e con i padroni di casa avanti di una lunghezza un ottimo Crawford chiude definitivamente i conti trovando la retina dalla lunga distanza con una conclusione di tabella. Un epilogo un po’ fortunoso che però premia meritatamente gli Hawks.

Atlanta: Crawford 23 (4/14, 3/5), Johnson 21 Smith 15. Rimbalzi: Smith 10. Assist: Johnson 5.
Orlando: Howard 21 (8/14). Rimbalzi: Howard 15. Assist: Nelson 10.

tratto da gazzetta.it

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