Posts tagged Andrea Bargnani

Eurobasket 2013, Cusin pronto per la causa azzurra

cusin marco nazionale 2013.

Non è nata sotto la stella più fortunata l’avventura della Nazionale in vista degli Europei di Basket che si disputeranno dal 4 settembre in Slovenia. Dopo l’infortunio a Gallinari e Hackett, è recente la rinuncia di Bargnani causa polmonite, nonché una distorsione per Datome, che però ci sarà per l’esordio. Certamente gli azzurri, rispetto  a qualche mese fa, devono ridimensionare le proprie aspettative, senza però continuare a lavorare duro per tentare l’impresa. Ora la truppa di coach Pianigiani è in Grecia per le ultime amichevoli prima di tornare a Trieste ed infine sbarcare a Capodistria. È tempo di parlare col “nostro” Marco Cusin, che nelle partite pre-europeo sta contribuendo alla causa con 6.8 punti (70.5% da duee  77% liberi) e 4.6 rimbalzi in 15 minuti di media giocati.

Marco, diciamo che questa spedizione non è delle più fortunate. La sfortuna ci ha penalizzato e non poco colpendoci con numerosi infortuni e perdite illustri. L’ultima, di Andrea, non ci voleva, lui è insostituibile per la fisicità e le qualità tecniche.

Cosa cambia per voi l’assenza di Bargnani? Mancando un elemento fondamentale come lui dovremo tutti dare qualcosa in più, molti saranno chiamati a fare degli straordinari, dovremo sopperire le mancanze con il gioco di squadra, come abbiamo fatto l’anno scorso.

Com’è l’umore a pochi giorni dall’inizio? (esordio il 4 vs Russia) L’umore è comunque alto, non vediamo l’ora di iniziare, siamo molto carichi. Con lo staff in questi mesi abbiamo lavorato duro e molto bene e i risultati si sono visti soprattutto nelle ultime partite nonostante qualche sconfitta di troppo. Non ci piangiamo addosso nonostante le difficoltà ma anzi daremo più del 100% in campo.

Tu come stai? Facendo gli scongiuri fisicamente sto bene, le prime settimane sono state di lavoro intenso ed ero stanco ma ora la preparazione viene fuori, inoltre ho ripreso la fiducia nel gioco che avevo perso nell’ultimo periodo a Cantù.

Quale sarà la chiave per avere successo in Slovenia? Vista la poca fisicità sotto canestro dovremo correre molto e mettere molta pressione in difesa e limitare il numero delle palle perse. Dovremo essere umili e lottare in ogni partita per passare i girone, come ci ha detto coach Pianigiani. Non dobbiamo farci illusioni ma comunque dobbiamo essere consapevoli delle nostre qualità.

 

Alessandro Mecchia

tratto da “Il Popolo” del 01/09/2013

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12° Puntata de L’Angolo di ALE & PASQUI

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In questa 12^ puntata speciale MERCATO e NAZIONALE!

Parleremo dei primi colpi di Mercato della Serie A e sui Rumors analizzandone i più importanti.

Poi, dal minuto 18′ prima riflessione sulla Nazionale, i giocatori convocati per le visite mediche e i possibili scenari su probabili tagli futuri e scelte di Pianigiani.

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Belinelli 13, Hornets ‘suonati’. Gallinari e Bargnani ai box

La notte degli italiani Nba: altra sconfitta con brutte percentuali per New Orleans contro gli Utah Jazz. Danilo fermo per una distorsione si perde il successo di Denver con Golden State, Andrea il k.o. di Toronto a Milwaukee

Marco Belinelli, unico italiano in campo nella notte Nba, firma 13 punti nella sconfitta interna di New Orleans contro Utah. Danilo Gallinari, ai box per una distorsione alla caviglia destra, si perde il successo di Denver in casa con Golden State, Andrea Bargnani il k.o. esterno di Toronto a Milwaukee.

Marco Belinelli, autore di 13 punti. Reuters
Marco Belinelli, autore di 13 punti

New Orleans Hornets-Utah Jazz 78-90

La gara contro i Jazz (38-43) sembra la perfetta fotocopia del match disputato lunedì sera a Memphis. Gli Hornets (46-35) anche contro Utah tirano con brutte percentuali, si fanno dominare sotto canestro e nella ripresa non danno mai l’impressione di poter portare a casa il successo. “E’ stata una prestazione difficile da descrivere – commenta sconsolato al termine del match il coach Monty Williams – faccio i complimenti ai Jazz ma noi abbiamo giocato senza energia”. Gli Hornets in effetti dalle battute iniziali sembrano scarichi. Utah, priva di Kirilenko e Bell, parte forte e segna i primi otto punto del match. Marco Belinelli, reduce dallo straordinario primo quarto di Memphis, prova ad accendere la scintilla e, dopo un bel recupero, trova il suo primo canestro del match. L’azzurro pero’ paga dazio a due rapidi fischi ed e’ costretto a tornare in panchina dopo cinque minuti di gara. Gli ospiti, trascinati dalla coppia Miles-Harris, arriva al vantaggio in doppia cifra e chiude il primo quarto avanti 29-21. New Orleans fatica troppo a trovare buone soluzioni in attacco. Chris Paul gioca decisamente meglio rispetto alla sfida con i Grizzlies ma non riesce a scuotere gli Hornets che nel secondo quarto mettono a referto solamente 16 punti. Monty Williams preferisce tenere Belinelli in panchina fino all’intervallo, i Jazz pero’, pur senza fare cose straordinarie, prendono possesso del match e vanno negli spogliatoi in vantaggio di 10 lunghezze. Nel terzo quarto la musica non cambia. Belinelli va subito in lunetta e firma due liberi, Utah pero’ tiene in mano il pallino del gioco, difendendo con ordine e dominando la zona pitturata. I Jazz accelerano e a meta’ frazione arrivano al +15. Il match scivola via senza scossoni. Nell’ultimo periodo Utah rimane saldamente davanti. Belinelli realizza dal perimetro, trova il canestro con due belle penetrazioni e nel finale firma una tripla ma i Jazz con i canestri di Harris e Millsap mettono al sicuro il risultato, conquistando un meritato successo.

New Orleans: BELINELLI 13 (4/6 da due, 1/2 da tre, 2/2 ai liberi), 1 assist, 1 recupero in 23’. Paul 15 (6/12, 0/1). Rimbalzi: Gray 9. Assist: Jack 6
Utah: Miles, Harris 18, Millsap 16. Rimbalzi: Jefferson, Millsap 6. Assist: Harris, Jefferson 5.

Keith Smart, coach di Golden State. Reuters
Keith Smart, coach di Golden State

Denver Nuggets-G.State Warriors 134-111

Denver (50-31) conquista contro Golden State (35-46) la sua 50ª vittoria della stagione al termine di un match stile All Star Game nel quale nessuno sembra avere veramente la voglia di difendere. Come ampiamente previsto Danilo Gallinari resta precauzionalmente a riposo. La caviglia destra non sembra dargli più grossi problemi, pero’ a meno di una settimana dall’inizio dei playoff e con la quinta posizione nella Western Conference oramai conquistata, non ha senso rischiare. L’azzurro potrebbe disputare qualche minuto nel match di mercoledì contro Utah, comunque sia sarà a pieno regime nella postseason. I Nuggets recuperano Chris Andersen e Arron Afflalo ma contro i Warriors devono rinunciare, oltre al Gallo, anche a Wilson Chandler, Al Harrington e Timofey Mozgov. Dopo un primo tempo equilibrato, la squadra di casa cambia marcia nella ripresa. Nene, a causa di un problema muscolare, rimane negli spogliatoi (non dovrebbe trattarsi comunque di una cosa grave), Kosta Kuofos, utilizzato da coach Karl con il contagocce fino a questo momento, pero’ lo sostituisce egregiamente, realizzando 18 punti. A meta’ frazione i Nuggets piazzano lo sprint grazie ai canestri di Smith, Andersen e di un ottimo Felton. La produzione di Stephen Curry non basta perché la difesa di Golden State fa acqua da tutte le parti. La truppa di coach Karl realizza la bellezza di 44 punti nel terzo quarto e mette al sicuro il risultato nei primi minuti dell’ultima frazione. Koufos trova il canestro con continuità, Forbes e Felton fanno il resto e i Nuggets così vanno a vincere in scioltezza.

Denver: Smith 22 (2/8, 4/9), Koufos 18, Forbes, Felton 15. Rimbalzi: Andersen 12. Assist: Felton 10
Golden State: Curry, Wright 27, Williams 17. Rimbalzi: Amundson 6. Assist: Lee, Curry 5.

Milwaukee Bucks-Toronto Raptors 93-86

Harakiri finale. Nella seconda gara di un back-to-back e con la rotazione ridotta a 8 uomini dagli infortuni, Toronto (22-59) naufraga negli ultimi 8’30” a Milwaukee (34-47) incassando l’8ª sconfitta esterna consecutiva. I Raptors hanno dovuto fare a meno di Andrea Bargnani (ma anche di Calderon, Barbosa, Evans, Kleiza, Amir Johnson, Weems e Kleiza) per la 15ª gara stagionale: il Mago, che non ha seguito la squadra in trasferta, ha un problema alla caviglia destra rimediato martedì scorso contro i Knicks, e la sua presenza nell’ultima sfida stagionale, mercoledì in casa con Miami, è incerta. Coach Jay Triano deve puntare sui giovani, e qualche buon segnale per il futuro lo vede: il rookie Ed Davis sforna la 13ª doppia doppia stagionale; il 27enne veterano Joey Dorsey centra il massimo in carriera a rimbalzo, DeRozan e Bayless si intendono alla grande. La sconfitta arriva dopo un ottimo primo quarto, chiuso avanti 33-25 grazie ai 9 punti di Davis. Toronto, che domina a rimbalzo, fatica a trovare il canestro (5/18 nel secondo quarto) e all’intervallo i punti di vantaggio sono 5. Il trend prosegue anche nel terzo parziale: Milwaukee acciuffa la parità sul 62, poi viene ricacciata indietro e inizia gli ultimi 12’ sotto 71-69. Toronto allunga fino al 77-71 a 8’49” dalla fine, poi crolla: Milwaukee gira il match con un 15-0 alimentato da Jennings, resiste al poco convinto ritorno di Toronto (86-84 a 1’33” dalla fine) e chiude i conti con Gooden, chiudendo la stagione al Bradley Center con una vittoria.

Milwaukee: Salmons 24 (8/13, 1/1, 5/7 tl), Jennings 21, Gooden 19. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Gooden 5
Toronto: Bayless 20 (5/13, 2/7, 4/6 tl), DeRozan 17, Davis 15. Rimbalzi: Dorsey 20. Assist: Bayless 5.

tratto da gazzetta.it

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Sorridono Belinelli e il Gallo. Toronto, non basta Bargnani

Ottima gara dell’azzurro che contribuisce al fondamentale successo degli Hornets su Portland. Vince anche Denver contro Sacramento, grazie anche ai 17 punti di Gallinari. I Raptors crollano in casa con i Bucks nonostante i 22 punti del Mago

New Orleans, grazie anche all’ottima performance di Marco Belinelli, conquista un importante successo contro Portland. Bene anche Denver che supera Sacramento, mentre a Toronto non bastano i 22 punti di Bagnani per superare Milwaukee.

Marco Belinelli, 25 anni, 16 punti contro i Blazers. Reuters
Marco Belinelli, 25 anni, 16 punti contro i Blazers

New Orleans Hornets-Portland Blazers 95-91

Successo fondamentale in ottica playoff per gli Hornets che mostrano grande carattere contro Portland andando a vincere 95-91 dopo essere stati sotto anche di 11 lunghezze. New Orleans così in classifica supera i Blazers (attualmente a pari merito ma gli Hornets sono in vantaggio negli scontri diretti) e si porta in sesta posizione, ma soprattutto distanzia Houston di ben quattro partite, garantendosi in pratica, salvo una clamorosa frenata nelle ultime sette gare della regular season, l’accesso ai playoff. I Blazers partono con grande personalità. LaMarcus Aldridge fa subito capire di voler creare parecchi grattacapi alla difesa di New Orleans, i padroni di casa rispondono con Okafor e con un canestro dal perimetro di Marco Belinelli. Il cestista italiano si muove moltissimo sul perimetro e dalla lunghissima distanza tenta una conclusione che trova la retina e porta gli Hornets al +3. L’azzurro sprizza fiducia da tutti i pori, Chris Paul lo capisce e lo imbecca. Beli dall’angolo trova la sua seconda tripla consecutiva, replicando, praticamente dalla stessa posizione, 40’’ più tardi. Nove punti in meno di 1’30’’ per il bolognese che però si vede fischiare il suo secondo fallo ed è costretto a tornare in panchina. Portland approfitta dell’assenza del giocatore più caldo di New Orleans per piazzare un parziale di 12-0 e arrivare al +8. Patrick Mills regala ai Blazers una produzione importante dalla panchina, il resto lo fa Aldridge così gli ospiti a metà secondo quarto arrivano al +11. Carl Landry, al quale tocca il difficile compito di sostituire l’infortunato David West, si mette a lavorare nella zona pitturata e trova i canestri che riportano sotto la truppa di Monty Williams. New Orleans al riposo è in svantaggio di due lunghezze, un passivo accettato di buon grado, per come si erano messe le cose, dallo staff tecnico degli Hornets. Gerald Wallace e Aldridge provano a spingere lontano Portland all’inizio della ripresa, Landry non ci sta e un ottimo Belinelli con la sua quarta tripla del match riporta davanti (61-60) i padroni di casa. Portland torna al +2 a fine terzo quarto ma nell’ultimo periodo la panchina di New Orleans cambia l’inerzia del match. Willie Green e Jarrett Jack prendono per mano gli Hornets che, con un parziale di 16-5, a 4’13’’ dalla fine arrivano al +9. I Blazers non si arrendono e nel finale tornano sotto, ma i liberi di Landry mettono al sicuro gli Hornets che così conquistano un successo davvero importante.

New Orleans: BELINELLI 16 (1/2 da due, 4/5 da tre, 2/2 ai liberi), 2 rimbalzi in 26’. Landry 21 (7/15), Okafor 15. Rimbalzi: Okafor 10. Assist: Paul 12.
Portland: Aldridge 24 (11/18, 0/1), Miller 19. Rimbalzi: Aldridge 15, Wallace 10. Assist: Miller 5.

Denver Nuggets-Sacramento Kings 104-90

Un ottimo secondo tempo è sufficiente ai Nuggets per raffreddare i caldissimi Kings, reduci da quattro vittorie consecutive. Grazie alla contemporanea sconfitta di Portland, Denver così allunga in classifica e solidifica il quinto posto nella Western Conference. La squadra del Colorado però soffre per tre quarti di gara, poi prende il controllo delle operazioni nell’ultimo periodo e, sfruttando anche il calo dei Kings, va addirittura a vincere in scioltezza. Gli ospiti escono dai blocchi a tutta velocità, trascinati dalla verve dell’ex Hornets Marcus Thornton. Danilo Gallinari dalla media distanza prova a rallentare la marcia di Sacramento che però a metà frazione arriva al vantaggio in doppia cifra. Tyreke Evans entra in campo e ha subito un impatto sul match. I Kings tentato la fuga ma a inizio secondo quarto i canestri di Harrington e Smith riportano sotto Denver. Si scalda anche Ty Lawson ma negli ultimi minuti del primo tempo gli ospiti si rimettono a correre e vanno al riposo avanti di 10 lunghezze. Troppo altalenanti i Nuggets nel primo tempo, coach Karl prova a dare la scossa nell’intervallo ma a inizio ripresa Sacramento con DeMarcus Cousins crea non pochi problemi alla difesa di Denver. Ci pensa Gallinari con un gioco da tre a suonare la carica. Chandler, Lawson e Harrington rispondono presenti e il Pepsi Center diventa rumoroso. I padroni di casa tornano davanti e chiudono la terza frazione in vantaggio 74-71. Sacramento deve pagare dazio a un faticoso “back to back” e nell’ultimo quarto gioca senza l’energia mostrata nel primo tempo. Harrington e Smith continuano a segnare e la schiacciata in contropiede (più fallo, ma l’azzurro fallirà il libero) del Gallo porta i Nuggets al +5. I Kings oramai boccheggiano e proprio il giocatore milanese li manda al tappeto trovando una tripla. Felton replica, sempre dalla lunga distanza, 30’’ più tardi e Denver mette praticamente il risultato in cassaforte arrivando al +11 a tre minuti dalla sirena. Gli ospiti alzano bandiera bianca ma c’è ancora tempo per vedere la perentoria schiacciata di Gallinari che fissa il punteggio sul definitivo 104-90.

Denver: GALLINARI 17 (4/7 da due, 1/5 da tre, 6/8 ai liberi), 9 rimbalzi, 2 assist, 3 recuperi in 36’. Lawson 20 (6/6, 1/3), Smith 17, Harrington 15. Rimbalzi: Nene 15. Assist: Felton 7.
Sacramento: Thornton 27 (4/8, 5/11), Evans 22. Rimbalzi: Dalembert, Thompson 6. Assist: Udrih 10.

Toronto Raptors-Milwaukee Bucks 98-104

Con il punteggio di 98-104 i Milwaukee Bucks (30-44) infliggono a Toronto (20-54) la quinta sconfitta consecutiva. Non bastano i 22 punti di Andrea Bargnani, autore di una solida gara malgrado i problemi alla caviglia destra che gli avevano fatto saltare la gara precedente. I Raptors mantengono la sfida aperta fino agli ultimi minuti, ma dopo la tripla del sorpasso di Carlos Delfino (88-90) a 4’13” dalla sirena non riescono più a raggiungere gli avversari. I padroni di casa giocano bene nel primo quarto andando a +12, ma si fanno riprendere nel secondo quarto che inizia con un parziale di 11-3 per Milwaukee e vede i Raptors poco attenti a proteggere il pallone (8 turnover nella frazione). Trascinati da 12 punti di Bargnani i ragazzi di Triano chiudono il terzo quarto in parità (76-76), ma nel quarto decisivo i Bucks hanno qualcosa in più e tagliano primi il traguardo. Toronto fa 0/5 nelle triple nell’ultimo quarto, mentre Drew Gooden punisce la difesa dei Raptors con 12 punti e 8 rimbalzi. Se Andrew Bogut è il perno su cui ruota l’intero attacco dei Bucks, l’uomo in più è Gooden non solo per i punti, ma per la tenacia che mette in campo. “È stato Gooden che ci ha creato tanti problemi con i suoi canestri dalla media contro il nostro secondo quintetto”, spiega Triano. Ma i problemi difensivi di Toronto nascono soprattutto dalla marcatura di Bogut, un giocatore che secondo il Mago è davvero difficile contenere. “Non puoi raddoppiare Bogut – dice Triano -. Bisogna cercare di contenerlo uno contro uno. Appena mandi un secondo difensore è bravissimo a trovare i tiratori. È uno dei migliori passatori della lega tra i big men”. I Bucks sono una squadra migliore di quello che lascia intendere la loro classifica (decimi in lotta per l’ottavo posto), ma nel corso della stagione hanno avuto molte avversità che hanno frenato la loro corsa ai playoff peraltro ancora raggiungibili anche se Indiana ha un calendario favorevole. Troppi giocatori chiave hanno saltato molte partite e ora che sono tutti recuperati, da Delfino a Bogut, a Gooden e Redd forse è troppo tardi. I Raptors intanto continuano a giocare (anche se in palio c’è poco o nulla tranne per chi è in cerca di contratto) e a far fare esperienza ai giovani, ma ormai l’aria che si respira intorno alla squadra è di rassegnazione. In sei delle ultime sette gare che ha disputato il Mago ha comunque superato quota 20. Contro i Bucks la squadra canadese ha tirato con il 51% dal campo con DeRozan subito dietro al Mago nelle marcature con 20 punti, seguito da Barbosa con 18. James Johnson ha chiuso con 10 rimbalzi, record in carriera, mentre Calderon ha abbandonato la gara all’inizio dell’ultimo quarto per un problema muscolare. Sia Gooden che Bogut hanno ottenuto una doppia doppia, mentre il miglior marcatore dei Bucks è risultato Brandon Jennings con 25 punti. Delfino ha chiuso con 14 punti e 4/10 nelle triple.

Toronto: BARGNANI 22 (6/9 da due, 2/5 da tre, 4/4 tl), 2 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse, 3 falli in 32’. DeRozan 20, Barbosa 18, Calderon 13. Rimbalzi: J. Johnson 10. Assist: Calderon 8.
Milwaukee: Jennings 25 (8/18), Gooden 22 (8/17), Bogut 17, Delfino 14. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Salmons e Jennings 7.

tratto da gazzetta.it

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Bargnani non nei piani futuri dei Raptors?

Secondo il “New York Dailynews”, Toronto, nonostante la perdita di Chris Bosh e la deludente stagione, sarebbe intenzionata a riaffidare a Bryan Colangelo un nuovo progetto di ricostruzione. Nei piani del general manager dovrebbe ancora rientrare coach Jay Triano, ma si vocifera che, se D’Antoni dovesse essere spesato da New York, Colangelo potrebbe puntare sull’allenatore col baffo, vista anche la positiva convivenza di entrambi ai Suns. Sul fronte dei giocatori giunge un rumor che per gli appassionati italiani ha del clamoroso: Toronto infatti per ricostruire vorrebbe puntare sul centro al primo anno Ed Davis e sulla guardia DeMar DeRozan, mettendo sul mercato Andrea Bargnani.

tratto da sportando.net

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San Antonio si inchina a Denver. Bargnani c’è ma vince Phoenix

I Nuggets continuano la loro marcia superando gli Spurs orfani di Tim Duncan al termine di un match combattuto e divertente: è la vittoria n.11 dell’era “post Melo”. Il Mago realizza 27 punti ma i Suns hanno la meglio e restano in corsa per i playoff ad Ovest

Danilo Gallinari cotro Tony Parker. Ap
Danilo Gallinari cotro Tony Parker

Se a New York non sanno più dove sbattere la testa, a Denver i si godono una squadra che lotta, diverte e soprattutto che vince. I Nuggets (43-29) continuano la loro marcia spedita e battono gli Spurs (57-14) 115-112 al termine di un match combattuto e divertente. San Antonio si presenta in Colorado priva dell’infortunato Tim Duncan, sotto canestro così Nene e Tiago Splitter danno vita a un duello tutto brasiliano. Coach Karl chiede aggressività a Danilo Gallinari e l’azzurro risponde attaccando il canestro e guadagnandosi sei liberi nei primi cinque minuti del match. Gli Spurs però con le triple del solito Manu Ginobili piazzano un parziale di 11-0 e arrivano subito al vantaggio in doppia cifra. Denver risponde con la schiacciata in contropiede di un Gallo applaudito a scena aperta dal pubblico del Pepsi Center, l’ingresso di Gary Neal però cambia gli equilibri. Il giocatore di San Antonio trova subito ritmo dalla lunga distanza, gli Spurs arrivano al +14 all’inizio del secondo quarto ma un redivivo Harrington e un ottimo Smith riportano sotto i padroni di casa. Il match è intenso e divertente e gli attacchi hanno la meglio sulle difese. Gallinari torna sul parquet a metà frazione e si presenta subito con una tripla delle sue. L’azzurro replica, sempre dalla lunga distanza, e Denver, grazie alla produzione di Harrington, torna al -2. San Antonio nel finale di tempo si affida a Ginobili che con uno dei suoi marchi di fabbrica, la tripla con il passo all’indietro, manda gli ospiti negli spogliatoi avanti di cinque lunghezze.

seconde linee decisive — Grazie alla panchina Denver in attacco nel secondo quarto è quasi infallibile e chiude la frazione con qualcosa come 40 punti a referto. San Antonio, comunque, riesce a rimanere davanti. Nel terzo quarto le due squadre iniziano a sporcare le proprie percentuali al tiro ma la qualità della pallacanestro non ne risente. Gli ospiti tornano al vantaggio in doppia cifra ma ogni volta che San Antonio prova a scappare, Denver la riprende. Sale in cattedra Raymond Felton e i Nuggets chiudono la terza frazione sotto 93-90. Harrington, grazie alla sua produzione in attacco, si guadagna i minuti del Gallo e i Nuggets nell’ultimo quarto si mettono anche a difendere con aggressività. La forza di Denver “post trade” è proprio quella di poter contare su due potenziali titolari per ogni ruolo e contro San Antonio sono proprio i panchinari a fare la differenza. Felton, Smith e Harrington spingono i Nuggets, trascinati da un pubblico caldissimo, al parziale di 11-0 che li riporta al +4 (102-98) a sei minuti dalla sirena. Il solito Gary Neal (25 punti, suo massimo in carriera) e Tony Parker rispondono ma a 29’’ dalla fine Chandler, con un bel movimento, trova il canestro del 114-112. 20’’ più tardi Felton potrebbe chiudere i conti ma realizza un libero su due, regalando così agli Spurs un’ultima possibilità. La palla va nelle mani di Ginobili che però è costretto a forzare una tripla dall’altissimo quoziente di difficoltà che non trova la retina. Denver vince e festeggia così la sua 11ª vittoria (con sole quattro sconfitte) dell’era “post Melo”.

Denver: GALLINARI 13 (1/3 da due, 2/4 da tre, 5/8 ai liberi), 7 rimbalzi, 1 assist in 26’. Harrington 27 (3/6, 5/6), Felton, Smith 18. Rimbalzi: Nene 10. Assist: Felton 8.
San Antonio: Neal 25 (3/7, 6/8), Ginobili 20, Parker 19. Rimbalzi: McDyess 12. Assist: Parker 5.

Bargnani, al centro, a gioco fermo Reuters
Bargnani, al centro, a gioco fermo

Phoenix-Toronto 114-106

Toronto (20-51) prova a fare lo sgambetto ai Suns, esausti dopo i tre supplementari giocati contro i Lakers la sera prima, ma cede nell’ultimo quarto. Phoenix (36-34) trova la zampata vincente spinta dal migliore in campo Aaron Brooks e con il risultato finale di 114-106 ottiene un successo importante che la mantiene in corsa per i playoff in decima posizione ad Ovest. I Raptors prevalgono nei primi tre quarti trascinati dai punti di Bargnani e DeRozan, ma i Suns arrivano primi allo sprint finale e Brooks firma la tripla decisiva del 110-105 a 54” dalla sirena. I ragazzi di Triano iniziano bene e soprattutto Bargnani (autore di 8 punti con 4/7 nel primo quarto) indica la strada con i primi due canestri di Toronto su altrettanti tentativi. I Suns invece hanno le gambe molli e sono tenuti in piedi all’inizio da Vince Carter con 3/3 nelle triple e da Brooks che ha troppa libertà d’azione in attacco. Carter parte bene ma si spegne col passare del tempo, mentre i Raptors mostrano buona energia e buon ritmo in attacco anche con l’ex Barbosa protagonista dalla panchina. Trascinata da 16 punti del Mago (6/11 e 4/4 liberi) Toronto va all’intervallo in vantaggio di 6 punti. Il massimo distacco è di 13 punti nel terzo quarto dopo un canestro da tre dell’ispirato Bargnani, ma Phoenix non molla. Sono Gortat e Brooks a suonare la carica alla fine della terza frazione che vede i Suns trovare il pareggio con un layup di Brooks (86-86). Coach Gentry è bravo a gestire i minuti di Steve Nash e se lo ritrova con sufficienti energie per guidare la sua truppa nell’ultimo quarto. Il primo sorpasso dei Suns avviene con una tripla di Frye a otto minuti dalla fine, poi Toronto ripassa in testa, ma dal 97-103 i Suns completano una rimonta con 15-2 di parziale (di Bargnani l’unico canestro dei Raptors) grazie anche alla difesa a zona contro la quale i Raptors si inceppano non avendo grandi tiratori in campo. Toronto si disunisce negli ultimi minuti e nemmeno il Mago riesce a salvare la squadra dal k.o., tirando con 1/4 negli ultimi 4’ oltre a una stoppata subìta da Gortat. Il finale premia i padroni di casa che hanno lottato con orgoglio contro la fatica e le avversità. Dopo aver perso in fretta Grant Hill (debilitato dall’influenza) si è infortunato Pietrus con una distorsione al ginocchio. Indispensabile per la vittoria dei Suns l’apporto della panchina che contribuisce con 63 punti realizzati (25 di Brooks, 15 di Gortat e 13 di Dudley).

Toronto: BARGNANI 27 (9/19 da due, 1/3 da tre, 6/6 tl), 4 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse, 2 falli in 39’. DeRozan 19, Barbosa 14. Rimbalzi: Davis 9. Assist: Calderon 13.
Phoenix: Brooks 25, Nash 16, Gortat 15. Rimbalzi: Gortat 8. Assist: Nash 8.

tratto da gazzetta.it

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Anche il Mago dice 23. E Toronto batte i Thunder

Dopo i 23 punti di Belinelli e Gallinari arrivano quelli di Bargnani nella difficile trasferta di Oklahoma City. I Raptors vincono 93-95 grazie al ricco bottino dell’azzurro e a un canestro di Amir Johnson a un secondo dalla sirena

Andrea Bargnani, 23 punti contro Oklahoma City. Reuters
Andrea Bargnani, 23 punti contro Oklahoma City

Con una tripla di Barbosa e un canestro di Amir Johnson a un secondo dalla sirena i Toronto Raptors inaugurano la trasferta con un colpaccio a Oklahoma City dove sconfiggono i Thunder (quarti a Ovest con 45-24 di record) con il punteggio di 93-95. Una splendida e inattesa vittoria, la prima fuori casa dopo il 5 gennaio a Cleveland, frutto di una prova gagliarda e contrariamente all’abitudine una perfetta esecuzione e lucidità nel momento decisivo.

concretezza e lucidità — Dopo aver domato i Thunder ed aver raggiunto un vantaggio di 10 lunghezze alla fine del terzo quarto, Toronto subisce nell’ultimo quarto il risveglio dei padroni di casa spinti dal caloroso pubblico e dall’ispirato James Harden. Toronto rischia di compromettere una brillantissima gara negli ultimi minuti quando permette un paio di rimbalzi offensivi ai Thunder e sbaglia qualche tiro comodo in attacco, permettendo agli avversari il sorpasso (88-89) a 3’23” dalla fine. Nelle fasi cruciali i Raptors si affidano a un fantastico Leandro Barbosa e il brasiliano non delude: tripla del pareggio e palla in mano nell’ultima azione con lettura perfetta della difesa e grande assist per Amir Johnson che trova la retina con un semigancio in mezzo all’area per il meritatissimo successo a Toronto. Un finale da manuale che fa fare bella figura anche a coach Triano.

la gara del mago — Se Barbosa è il migliore in campo per gli ospiti, Andrea Bargnani contribuisce al successo con 23 punti (7/18) e un’altra gara aggressiva (soprattutto nel primo quarto) che gli procura un totale di 7/10 dalla lunetta. Pur non avendo più nulla da dire ormai per quanto riguarda la classifica (20-49), Toronto fa capire dalle fasi iniziali di avere ancora orgoglio e voglia di sorprendere. Amir Johnson subisce presto un tecnico provocato da Kendrick Perkins e viene poi vendicato dal “duro” Reggie Evans che appena entrato fa saltare i nervi a Perkins. I Raptors sono spumeggianti, giocano ad alto ritmo in attacco approfittando dala pessima transizione difensiva degli avversari e confondono Oklahoma City con una zonetta. La serata storta di Durant (chiude con 6/21 di cui 1/6 da tre) e Westbrook (7/19) contribuisce al +4 dei Raptors a metà gara. Il terzo quarto è il migliore di Toronto che arriva anche a +12 spinta da 10 punti del Mago e dall’ottimo finale di Barbosa. Toronto ci crede, ma deve stare attenta a James Harden, uno dei pochi con le idee chiare nei Thunder. Dalla lunetta Harden riporta sotto la sua squadra, poi Bargnani da tre manda Toronto di nuovo a +8, ma subito sbaglia due tiri liberi di fila. Finalmente si rivedono Westbrook e Durant e arriva anche l’aggancio (88-88 con oltre 4’ munuti da giocare). A quel punto sembrerebbero favoriti i padroni di casa, invece i Raptors stringono i denti e dopo un passaggio a vuoto che vede i Thunder in testa 93-90 ci pensa Barbosa a togliere le castagne dal fuoco con la tripla del pareggio a 38” dal termine (perfetta la rimessa disegnata da Triano). Quando Westbrook sbaglia in entrata, imitando Durant impreciso nell’azione precedente, i Raptors si ritrovano la chance di vittoria nell’azione finale e il pick and roll tra il brasiliano e Amir Johnson castiga Oklahoma City. I Raptors ringraziano anche i due errori dalla lunetta di Perkins nell’ultimo minuto e il tiraccio di Durant allo scadere.

Oklahoma City: Harden 23 punti, Westbrook 22, Durant 20. Rimbalzi: Perkins 12. Assist: Perkins, Westbrook, Harden 4.
Toronto: BARGNANI 23 punti (5/14 da 2, 2/4 da 3, 7/10 tl), 5 rimbalzi, 1 palle persa e 1 recuperata, 2 falli in 38’. Barbosa 19, DeRozan 16, Johnson 12. Rimbalzi: Evans 9. Assist: Calderon 9.

tratto da gazzetta.it

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