Posts tagged 2010 FIBA World Championship

Usa campioni 16 anni dopo Durant demolisce la Turchia

Il miglior giocatore del torneo segna 28 punti resituisce alla squadra di coach Krzyzewski l’oro Mondiale che mancava dal 1994. Padroni di casa in partita solo nel primo tempo

La festa degli Usa, al primo oro dal 1994. Reuters
La festa degli Usa, al primo oro dal 1994. Reuters

ISTANBUL (Turchia), 12 settembre 2010 – Dopo 16 anni, gli Stati Uniti riconquistano l’oro mondiale battendo in finale la Turchia per 81-64 in una gara che dura solo un tempo e viene decisa da Kevin Durant, che anima il 12-1 decisivo a cavallo dell’intervallo. Brutta partita, perchè gli americani hanno imparato bene a giocare all’europea, e tirano molto da tre, bilanciando solo alla fine con un po’ di showtime le statistiche. E, soprattutto, perché la Turchia non aveva le energie per opporsi all’aggressività degli avversari. Boscia Tanjevic conquista la terza medaglia con tre nazionali differenti (Jugoslavia, Italia e Turchia), un risultato straordinario per un uomo straordinario.

Sfida vera — Durant realizza 8 dei primi 12 punti americani, ma la Turchia regge con Onan e Turkoglu ed è proprio l’ala dei Suns, su un accenno di zona degli Usa, con due triple, a firmare l’8-0 che porta avanti i padroni di casa (14-17). Che da quel momento, però, contro l’aggressività americana che rinuncia subito a Rose e Iguodala per Westbrook, Gordon e Curry, i turchi non segnano più. La siccità dura 5’ e costa un 11-0 (25-17). Durant chiude il primo quarto già a 11 punti, contro la zona di Tanjevic gli Usa finiscono per tirare più da tre che da due che non è un bello spettacolo ma è perfettamente nella logica del basket internazionale. La partita si addormenta, che è certamente uno dei piani della Turchia per tenersi aggrappata alla gara, ma non segnando mai, ma proprio mai (6 punti in 10’), la squadra di Tanjevic non ha speranza (31-20). Gli Usa vanno solo da Durant e il capocanniere Nba consegna (20 punti al 17’ con 7/11 al tiro). Turkoglu arriva a 11 all’intervallo in una gara ancora in equilibrio (42-32) ma che i turchi non danno l’impressione di poter prendere in mano.

Kevin Durant, 21 anni, top scorer dell'ultima Nba. Ap
Kevin Durant, 21 anni, top scorer dell’ultima Nba. Ap

Break — Il 7-0, 5 punti di Durant, con cui gli Usa iniziano la ripresa con la Turchia 3’ a secco non da speranze di una finale combattuta (50-32). Per fortuna c’è Onan che non ha paura come troppi suoi compagni, su tutti Ilyasova, e quando trova un socio in Arslan i padroni di casa danno un segno di vita (52-41), ma sbagliano troppi liberi per avvicinarsi davvero. Così con Westbrook e qualche spruzzatina di Durant, gli Stati Uniti conducono la gara senza particolari patemi (61-48 al 30’, con 28 di Durant) e con un Odom ancora in doppia doppia (11 rimbalzi). Durant è votato miglior giocatore del torneo, a tratti onnipotente. L’oro è al 50% suo.

Stati Uniti: Durant 28, Odom 15, Westbrook 13
Turchia: Turkoglu 16, Erden 9, Onan, Ilyasova e Tunceri 7

tratto da Gazzetta.it

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Argentina batte Spagna e si piazza 5°

Finale 3°-4° posto: SERBIA-LITUANIA ore 18.00

Finale 1°-2° posto: USA-TURCHIA ore 20.30

La Spagna campione del Mondo chiude al sesto posto la rassegna turca, sconfitta dall’Argentina 86-81

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Finale 5°-6° posto: ARGENTINA-SPAGNA 86-81

“It’s just a classification game”, un ritornello che si sente costantemente nelle partite che “non conterebbero” tra il 5° e l’8° posto, ma la Spagna campione del Mondo ha un’eredità troppo grande per lasciarsi andare. Peccato che un primo tempo scandalosamente inguardabile ne condanni miseramente le possibilità di chiudere almeno in quinta piazza.

Pessima in difesa e spuntata in attacco, la Spagna arranca senza energia e mordente nei primi 20′, chiudendo con 14 palle perse, 3/14 dall’arco e 17 lunghezze di svantaggio all’intervallo (49-32): l’Argentina vola con un Carlos Delfino on-fire e un Prigioni realizzatore e distributore, mentre, salvo un breve sprazzo di Gasol, è Rudy Fernandez l’unico che sembra voler dare un senso alla partita su sponda giallorossa.

Due triple in serie di Delfino in avvio di terzo quarto lanciano l’Albiceleste sul massimo vantaggio (59-34, +25), quanto basta per sollevare pesanti rumoreggiamenti da parte dei tifosi spagnoli: non è certo questo lo spettacolo che i campioni del Mondo dovrebbero offrire per onorare la competizione e allora, finalmente, la squadra di Scariolo comincia a giocare. E lo fa anzitutto alzando l’intensità difensiva fino a quel momento latente, cosa che permette di recuperare una miriade di palloni in pochi minuti e confezionare un parzialone di 16-2 con tante corse in contropiede e un Fernandez indiavolato (61-60).

L’Argentina si aggrappa, come sempre, alle spalle larghissime di Luis Scola, e l’ala dei Rockets ricomincia a lavorare attorno al verniciato riportando i suoi sul +9. Ma la Spagna non molla, si riavvicina con Garbajosa e Gasol, impatta a quota 80 proprio con centro dei Grizzlies dalla lunetta, ma si vede poi strozzata da un principesco floater di Scola a centro-area e da una tripla assassina di Prigioni a 15″ dalla sirena. Onestamente, giusto così.

Argentina: Delfino 27, Scola 22, Prigioni 17, Oberto 10, L.Gutierrez 6, Jasen 3, Mata 1, Quinteros 0. All.: Hernandez.

Spagna: Fernandez 31, Gasol 16, Vazquez 7, Llull 7, Reyes 6, San Emeterio 6, Garbajosa 3, Rubio 3, Navarro 2, Mumbru 0, Lopez 0. All.: Scariolo.

tratto da eurosport.yahoo.it

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Mondiali in Turchia, Luigi Lamonica designato per arbitrare la finale

Dopo la semifinale ai Giochi Olimpici di Pechino 2008, un’altra grandissima soddisfazione per l’intero settore arbitrale italiano.

Luigi Lamonica è stato infatti designato per arbitrare la finale del Campionato Mondiale tra Stati Uniti e Turchia che si giocherà questa sera a Istanbul.

Si tratta dell’ennesimo successo personale per Lamonica e di un’altra conferma della qualità del nostro movimento arbitrale, che da diversi anni è ai vertici assoluti della pallacanestro mondiale.

A Lamonica i complimenti della Federazione e un grandissimo in bocca in lupo per la sfida di questa sera. In campo ci sarà anche un pezzo d’Italia.

Ufficio Stampa FIP

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La finale dei Mondiali sarà Usa – Turchia

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Giornata dedicata alle semifinali del Mondiale in Turchia. Usa primi finalisti dopo il successo sulla Lituania. Il match per l’oro sarà contro la Turchia, che è riuscita a battere la Serbia

Kevin Durant, 21 anni, miglior realizzatore dell'ultima Nba.  Reuters
Kevin Durant, 21 anni, miglior realizzatore dell’ultima Nba. Reuters

Stati Uniti-Lituania 89-74
Gli Stati Uniti battono la Lituania 89-74 e tornano dopo 16 anni in finale in un campionato del Mondo. Apriamo subito il dibattito: lasciamo perdere Kobe, per quello che ha vinto, ma Kevin Durant vale già LeBron James e Dwayne Wade? Il nostro modesto parere è sì. Contro la Lituania ha realizzato con una naturalezza assoluta 38 punti, nuovo record della nazionale statunitese, supera i 35 segnati da Carmelo Anthony nel 2006 contro l’Italia, con 9 rimbalzi. La Lituania, a tratti, gioca una grande partita e merita solo applausi: niente lacrime, ha una medaglia di bronzo comunque storica domani da conquistare. Al via, la Lituania gioca meglio a pallacanestro trovando pronto Javtokas, ma Kevin Durant è dall’altra parte, segna 12 dei primi 14 punti degli Stati Uniti in 5’ che sorpassano (14-11). La difesa scava il solco: l’aggressività degli americani è strepitosa, da 4 palle recuperate nasce il 12-0 che dà la prima spallata alla gara, i lituani non fanno canestro da 3 e realizzano un punto in 6’. Così alla fine del primo quarto, Durant da solo li batte 17-12. Kevin continua la sua gara, incurante delle difese che Kemzura cambia: gli Usa toccano il +15, la Lituania è brava a non sbracare e, anzi, con Pocius che ha giocato a Duke sotto il coach avversario e Javtokas recupera (31-23). Odom fa un grande lavoro in difesa sotto canestro, Durant e il compagno dei Thunder Westbrook danno un altro slancio per il nuovo +15 del riposo (42-27). Durant è a quota 24 senza errori da 2 (5/5), 6 rimbalzi. Pocius è a 11 ma il 9/36 della sua squadra, con 8 perse, non fa prevedere un futuro roseo. Il milanese Maciulis e Javtokas iniziano forte la ripresa (50-40), grazie anche ad una zona sbilanciata su Durant che gli Usa non riescono ad attaccare. Ma trovano un avversario inatteso nella freschezza di Odom, che pivot non è ma è una presenza anche in attacco. La Lituania sente che la difesa avversaria le sta entrando sotto la pelle, sbaglia alcuni rigori e gli americani non la perdonano. La conseguenza è un 9-0 che sembra senza ritorno (59-40), ma i lituani hanno mille risorse e da Gecevicius e Delininkaitis arriva un contro 8-0 che costringe Krzyzewski a chiamare timeout. Col secondo quintetto, Kemzura torna in partita (63-53) e il suo capolavoro è aver tenuto Durant a 5 punti, con 2/5, nel terzo quarto. Gli Stati Uniti reagiscono da grande squadra. Bocciato definitivamente Rose (zero punti), promosso Westbrook, si sporcano le mani attorno a Durant: difesa, rimbalzi offensivi, recuperi. E quando l’asso di Oklahoma City torna a segnare e realizza la tripla del suo 36° punto da record, la gara è definitivamente finita (82-64). Bravi tutti.
Stati Uniti: Durant 38, Odom 13, Westbrook 12
Lituania: Javtokas 15, Pocius 13, Kalnietis 10

Turchai in festa: è finale nel Mondiale di casa. Ansa
Turchia in festa: è finale nel Mondiale di casa. Ansa

Turchia-Serbia 83-82
Un canestro di Tunceri a mezzo secondo dalla fine, una stoppata di Erden quando la Serbia aveva l’ultima palla per vincere: la Turchia vince 83-82 un’incredibile semifinale, dominata psicologicamente e tecnicamente dai serbi per 37’, in un palasport dall’atmosfera incredibile. Ma stavolta, la fortuna gira dalla parte dell’ex c.t. azzurro Boscia Tanjevic che disputerà l’ultima partita della sua straordinaria carriera contro gli Stati Uniti in una finale Mondiale. Le cose si mettono subito male per la Turchia, troppo carica per non commettere errori che la Serbia non perdona. Dall’altra parte, Tepic e Velickovic sciorinano un basket meraviglioso (8-15), Turkoglu di nervi arriva al pareggio ma la squadra di Tanjevic invece di rilassarsi vuole tutto subito, con un Ilyasova bianco come un cencio. Savanovic realizza 9 punti, 7 di fila (25-33), all’inizio del secondo quarto, la zona non disturba più di tanto neppure Keselj, un altro 22enne che sta giocando come un veterano. La Turchia butta via occasioni per la voglia di strafare, e ogni volta è sempre punita. Va al riposo sotto di 7 punti (35-42) nonostante i 9 di Turkoglu e il buon Arslan. Krstic fa un buon lavoro in area e le torri di Tanjevic non fanno male. La gara è dura e sporca, due palloni regalati dagli arbitri alla Turchia permettono a Onan di mettere la tripla del pareggio al 23’30″ (46-46). Tempo di far partire la musica a manetta, con 15mila persone impazzite e la Serbia in 72″ produce un 8-0 con due triple (Teosic, Kesely) che ricaccia i padroni di casa all’inferno. I nervi saltano, la Turchia sbaglia anche i liberi, ma comunque trova il modo con Arslan e l’atletismo di Guler in difesa di rimettere in piedi la gara (55-56), ma ancora una volta il sollievo viene sfruttato da Kesely per un nuovo allungo (55-61). La Serbia è ancora avanti all’inizio dell’ultimo quarto (60-63), la Turchia è sempre a zona, molto larga e aggressiva, ma non su Krstic che Teodosic trova sempre nel cuore dell’area. Sono le facce dei giocatori turchi che non convincono, Ilyasova sbaglia la tripla del possibile sorpasso e siccome i sogni sono belli, ma bisogna anche vincere, Tanjevic mette Turkoglu ala forte per smuovere le acque consegnandogli l’attacco in mano. Ma tanto fa fatica la Turchia a segnare, tanto Kesely e Teodosic prendono il controllo della partita. E quando i turchi sbagliano, oltre che i personali, anche due tiri da sotto, sembra davvero finita (64-71 al 34’30″). Ma un rimbalzone di Asik, con antisportivo, e due canestri sotto pressione di Tunceri portano inaspettatamente davanti la Turchia (78-75). Mancano poco più di 3’, l’atmosfera è incredibile ma finisce per condizionare più i giocatori di casa che affrettano i tiri che li avrebbero portati lontano. Oramai in campo ci si picchia senza quartiere con arbitri non all’altezza. Sul +1, Turkoglu fa un tiraccio assurdo da tre, la Serbia risorpassa a -28″ con Kesely (79-80), un’invenzione di Tunceri dà a Erden l’assist del 81-80, che sbaglia il libero supplementare (il 13 su 33 per i padroni di casa) e a 4″ dalla fine, Velickovic prende l’assist di Rasic per il nuovo sorpasso. Come nella gara vita dai serbi con la Spagna, Turkoglu quasi perde la palla sulla rimessa ma stavolta c’è Tunceri a raccoglierla e a mezzo secondo dalla fine segna quasi indisturbato. I turchi impazziscono, ma non è finita. C’è ancora una rimessa da fare. E accade l’incredibile: la Serbia riesce mettere la palla al volo nelle mani di Velickovic a meno di un metro dal ferro, sarebbe canestro sicuro, ma compare Erden e la stoppata vale una medaglia, la finale mondiale e forse una vita.
Turchia:Turkoglu 16, Onan 14, Tunceri e Arslan 12
Serbia: Keselj 18, Savanovic e Krstic 15

tratto da Gazzetta.it

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Mondiali basket – Spagna e Argentina si “consolano”

In una partita non certo esaltante, la Spagna batte la Slovenia 97-80 e conquista così la possibilità di giocare per il 5° posto domenica pomeriggio: affronterà l’Argentina, che a sua volta ha superato la Russia, trascinata da Scola (27) e Delfino (26)

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SPAGNA-SLOVENIA 97-80

Se può essere di consolazione… la Spagna supera la Slovenia nella prima delle partite “che non contano nulla” tra 5° e 8° posto e conquista così la possibilità di poter giocare un’altra gara di dubbia importanza domenica pomeriggio, prima delle finali per le medaglie, lì dove invece avrebbe voluto e dovuto essere. Non inganni il +17 finale che potrebbe portare a pensare “oh, è tornata la vera Spagna”, perché la formazione di Scariolo costruisce il margine soltanto nell’ultimo quarto con un buon apporto delle seconde linee dopo un primo tempo a dir poco letargico.

Difesa porosa e poca intensità, tengono la Spagna a soli 5 punti nei primi 5 minuti, mentre la Slovenia può allungare con le guardie, Lakovic (19) in primis. Al primo intervallo è +7 (16-23) per la squadra di Memi Becirovic, che tiene la testa avanti per tutto il primo tempo sul 38-41. La tanto attesa reazione spagnola comincia a concretizzarsi all’inizio della ripresa, quando una fiammata di Fernandez e Navarro firma il primo sorpasso iberico della partita, ma la Slovenia tiene botta, restando ferocemente aggrappata all’inerzia della gara (64-62 al 30’). Lo strappo, come detto, arriva nel quarto periodo (33-18 il parziale), innescato dall’attività su entrambi i lati del campo di un ottimo Vazquez (16 punti e 6/6 dal campo in uscita dalla panchina), da un paio di triple di Llull, ridestatosi d’improvviso dopo un primo tempo osceno, e dal ritrovato Navarro, che spara un paio di bombe devastanti per il morale sloveno, portando la Spagna sulla doppia cifra di margine. La squadra di Becirovic, che trova risposte soltanto da Zupan nel finale, si scoglie malamente subendo in contropiede e a difesa schierata senza aiuti, lasciando agli spagnoli il pieno controllo di una partita vinta nonostante le prove oscure di Gasol (svogliato) e Rubio (ancora rivedibile).

Spagna: Navarro 26, Fernandez 16, Vazquez 16, Reyes 9, Mumbru 7, Llull 6, Gasol 5, Garbajosa 5, San Emeterio 5, Rubio 3, Lopez 0, Claver 0. All.: Scariolo.

Slovenia: Dragic 19, Lakovic 19, Becirovic 13, Zupan 11, Udrih 7, Brezec 6, Nachbar 2, Vidmar 2, Slokar 1. All.: Becirovic.

ARGENTINA-RUSSIA 73-61

Benché ormai esausta, logora e con due occhiaie che fanno provincia, la coppia delle meraviglie riesce a stupire ancora: 27 di Scola, 26 di Delfino con due triple assassine nel finale, e l’Argentina sbaraglia i russi strappando il pass per la finalina per il 5° posto contro la Spagna. Decisivo il parziale nell’ultimo quarto (19-9), favorito dalla zona schierata da Hernandez e dalle mani fredde dei tiratori avversari, che chiudono con un modesto 9/24 dall’arco. Tanta zona, peraltro, su entrambi i fronti nel corso della partita: due squadre visibilmente stanche che cercano di aggrapparsi alle ultime energie per arrivare alla fine di un torneo mentalmente e fisicamente devastante.

L’Argentina comincia bene, sospinta dai canestri di Scola e Delfino, e costruisce un vantaggio di 4 lunghezze al termine del primo quarto (15-11) mantenuto anche all’intervallo (36-33), nonostante i tentativi di rientro russi con le triple di Monya (redivivo con 17 punti e 5/6 dall’arco) e del baby-prodigio Khvostov. L’Albiceleste prova ad allungare ancora con Delfino all’inizio della ripresa (41-33), ma quando Scola si prende qualche minuto per rifiatare, la Russia rientra e sorpassa con Monya e Mozgov (titolare e doppia-doppia da 10+11), prima che una tripla di Gutierrez sulla sirena permetta all’Argentina di rimettere la testa avanti (54-52). Nell’ultimo quarto la zona frena l’attacco di Blatt, e i sudamericani possono riallungare con Oberto e Scola ed azzannare definitivamente con due triple di Delfino.

Argentina: Scola 27, Delfino 26, Oberto 10, Prigioni 5, L. Gutierrez 3, Jasen 2, Cequeira 0, Mata 0, Gonzalez 0, Kammerichs 0, Quinteros 0. All.: Hernandez

Russia: Monya 17, Mozgov 10, Vorontsevich 10, Khvostov 9, Bykov 5, Ponkrashov 3, Voronov 3, Fridzon 2, Zhukanenko 2. All.: Blatt.

tratto da eurosport

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Gli Usa mettono il turbo Lituania a valanga sull’Argentina

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Billups e coach K: il braccio e la mente americana. Ap
Billups e coach K: il braccio e la mente americana. Ap

Stati Uniti-Russia 89-79
Kevin Durant segna 33 punti e fa la differenza che porta gli Stati Uniti in semifinale. Gli Usa battono la Russia 89-79 dopo un primo tempo di grande difficoltà contro un’avversaria che a tratti gioca una pallacanestro superiore. Ma l’esperienza di Billups, i rimbalzi di Odom (12) e i lampi di Westbrook nel parziale decisivo non danno scampo agli avversari nel giorno del 38 anniversario della contestatissima vittoria dell’Urss sugli Usa all’Olimpiade di Monaco. Il mondo, nel frattempo, è davvero cambiato se sono gli Stati Uniti a partire a zona contro la Russia. Scoprono presto che saranno anche della Nba, ma i centimetri sono centimetri, e tirare nell’area avversaria protetta da Kaun, Mozgov e Vorontsevich è difficile. Così, dopo un 15-9 con 7 punti di Durant, i russi prendono decisamente in mano la gara con Voronov e Mozgov, che giocherà nei Knicks con Gallinari, guidati da Dmitry Khvostov, 21 anni appena compiuti, che sembra uno juniores, ma ha talento da vendere. Dopo 8’ la Russia è in vantaggio (20-21), soprattutto gioca molto meglio rispetto agli americani che, in difficoltà negli uno contro uno, se non riescono a correre in contropiede non sanno fare altro che tirare, coi russi dominatori a rimbalzo. La cosa comincia a farsi interessante quando Bykov realizza i 5 punti in fila del 30-35. Ma la produzione offensiva russa cala, Iguodala è il nocciolo del 12-0 americano che ribalta la gara (42-35), ma l’attes crollo degli avversari non arriva nonostante i 19 punti di Durant all’intervallo. Arrivata l’eliminazione diretta Krzyzewski ha le idee chiare su chi deve giocare: 20 minuti filati Durant (saranno 37 alla fine), 16 Rose, 14 Odom. Gli altri si prendono le briciole. Ma è Chauncey Billups a rompere la gara con 8 punti nei primi 5’ della ripresa. La pressione americana sale come la frustrazione della Russia, dilatata da due clamorose sviste arbitrali a sfavore quando tenta di aggrapparsi alla gara (un passi clamoroso di Rose per il trepunti del +8 di Billups, una seguente stoppata di Mozgov sempre su Rose considerata fallo sul -6). Lo sbandamento comporta tiri fuori equilibrio, invitare la lepre a correre è letale. Westbrook ruba tre palloni e non perdona, il 12-3 americano chiude virtualmente la partita (65-50) e solo allora coach K fa riposare Durant in campo 29’ filati, già arrivato a 23 punti. Per poco, il boss è lui e questa è la sua squadra. Sta in campo fino alla fine, come la Russia che chiude con onore.
Stati Uniti: Durant 33, Billups 15, Westbrook 12.
Russia: Bykov 17, Vorontsevich 14, Mozgov 13.

Lituania-Argentina 104-85
Ieri si è interrotto un ciclo, quello della Spagna, oggi è finita un’epoca meravigliosa, quella dell’Argentina, la prima squadra a battere gli Stati Uniti targati Nba. L’uscita di scena è sonora: la Lituania vince 104-85 ma tocca il +30 già all’inizio del secondo tempo. Arrivata a Istanbul facendo notizia soprattutto per le grandi assenze, la Lituania ha costruito attorno a Linas Kleiza (17 punti, 9 rimbalzi) una squadra bilanciata e vincente (sette giocatori realizzano più di 12 punti, il top scorer è Jasaitis). Non basterà in semifinale contro gli Stati Uniti, ma il ritorno a una medaglia non è un miraggio. Improvvisamente gli argentini dimostrano tutti gli anni che hanno. E’ una squadra vecchia anche con le seconde linee. Basta il primo quarto, finito a -10 coi lituani già a quota 28 con un ottimo Kalnietis, per gettare ombre sulla consistenza dei sudamericani. Luis Scola, fantastico contro il Brasile, non mette un tiro, la difesa non c’è ed è complice dell’8/10 da tre della Lituania nel primo tempo (3/3 di Jasaitis) contro lo 0/9 argentino che porta al 50-30 del riposo. E’ difficile immaginare che qualcosa cambi nella ripresa, l’atletismo dei lituani esplode con 2 schiacciate ad inizio ripresa (55-30) mentre Scola ormai è a 3/12. E quando i sudamericani passano a zona, contro un’avversaria che arriva a 11/15 nelle triple, su uno dei pochi errori si fa battere a rimbalzo d’attacco. E’ una disfatta: al 25’, la Lituania vira a +30 (65-35). Prigioni realizza la prima tripla sudamericana dopo 10 errori, è troppo tardi nonostante i 25 punti di Delfino. Finisce un’era: difficile che il ritorno di Ginobili possa riaprirla.
Lituania: Jasaitis 19, Kleiza 17, Pocius, Delininkaitis 16.
Argentina: Delfino 25, Scola 13, Jasen 11

tratto da Gazzetta.it

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La Serbia elimina la Spagna, in semifinale affronterà la Turchia

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Velickovic abbraccia Teodosic dopo la tripla decisiva. Reuters
Velickovic abbraccia Teodosic dopo la tripla decisiva. Reuters

Serbia-Spagna 92-89
Una tripla straordinaria da almeno 8 metri di Milos Teodosic a 3″ dalla fine dà alla Serbia il successo sulla Spagna per 92-89 che vale la semifinale mondiale. È l’epilogo meraviglioso di una partita di una bellezza, durezza e tensione unica, che i serbi hanno meritato di vincere, ma che il talento della Spagna campione del mondo e d’Europa in carica ha “rischiato” di ribaltare quando ormai tutto sembrava compromesso. Pau Gasol c’è, ma è con le cuffie, e commenta per la tv. La differenza si vede: la Serbia prende subito in mano la partita, con 11 punti di Bjelica, opzionato da Treviso ma poi andato a Vitoria, e 11 di Velickovic nei primi 7’ (23-13, con un 10-0). E’ la solita Spagna, che non ingrana col quintetto titolare dei big, e recupera con le seconde linee attorno ad un grande Navarro che chiude a 13 il primo quarto. Anche la Serbia ha grandi risorse: Krstic entra solo nel secondo quarto, la Spagna senza Rubio risale a -1 con Llull e Vazquez (29-28), ma i serbi sono incredibilmente aggressivi e i campioni d’Europa finiscono per accontentarsi di tirare da tre. Non funziona. L’entrata in partita di Teodosic e di Keselj, altro 22enne di un gruppo di 24 anni di media, porta la Serbia al +8 dell’intervallo, nonostante i 16 punti di Navarro e tre triple di Garbajosa. Rudy Fernandez e Rubio, assist a parte, sono fantasmi. E’ un’altra Spagna quella che torna in campo: Rudy segna i primi punti, Garba firma l’8-0 del sorpasso (52-53) ed è ancora l’ex giocatore di Treviso e Toronto a capitalizzare la grande difesa di squadra. La gara è durissima, Scariolo rinuncia a Rubio (solo 3 punti, male) per giocare con Navarro e Llull assieme, ma la differenza la fa Velickovic, un 2.07 veloce, che batte sistematicamente Garbajosa e Reyes. Crescono Krstic e Gasol, la Serbia ha qualcosa in più, gioca con la maturità di una squadra anziana sulle debolezze degli avversari e con il rookie Savanovic, il più vecchio del gruppo (27 anni) ma debuttante in nazionale, si trova +8 all’inizio dell’ultimo quarto. La Spagna con Rudy e Navarro rientra fino a -3 (79-76) ma due triple, contro la zona, di Bjelica e Savanovic (10 punti nei 6’ iniziali dell’ultimo quarto) portano la Serbia a un passo dalle semifinali (86-78). Un rimbalzo in cielo di Rudy, che realizza 15 punti tutti nel secondo tempo, un suo uno contro uno, una tripla di Navarro che ne impatta un’altra, straordinaria in controtempo, di Keselj fanno vivere un finale ancora più entusiasmante di una già meravigliosa partita. A 25″ dalla sirena, un’invenzione di Navarro dà a Gasol la palla del pareggio (89-89), la Serbia aspetta il 23″ dell’azione decisiva per trovare con Teodosic la tripla da 8 metri della semifinale. La Spagna ha 3″, Garbajosa perde palla. I re abdicano, i serbi meritano di sognare ancora.
Serbia: Keselj, Velickovic 17; Savanovic 15, Bjelica 14.
Spagna: Navarro 27, Garbajosa 18, Fernandez 15.

Iliyasova al tiro contro la Slovenia. Ciam-Cast
Iliyasova al tiro contro la Slovenia. Ciam-Cast

Turchia-Slovenia 95-68
La Turchia di Boscia Tanjevic raggiunge il primo, grande obbiettivo del suo Mondiale: lotterà per le medaglie. Batte la Slovenia 95-68 in una partita senza storia e affronterà la Serbia in semifinale. La gara dura pochi minuti, la squadra di papà Becirovic non può nulla contro la strapotere fisico (e tecnico) degli avversari che la costringono a tirare col 35%. Ma la Turchia non solo è enorme, corre e si passa la palla (24 assist, 7 di Turkoglu) risultando una macchina perfetta per il basket di oggi. Nachbar coglie Turkoglu nel sonno e la Slovenia parte bene, ma la Turchia rientra subito con il nuovo giocatore dei Phoenix Suns e Ilyasova, concludendo il primo quarto con un 10-0 (27-14). E quando entra Guler, capitalizza palle recuperate ed errori sloveni con una micidiale transizione fino ad un rapido +21 (44-23). Qui Boscia Tanjevic esagera: ha già tre giocatori sopra i 2.08 in campo, rimette anche Turkoglu da guardia ottenendo un quintettone da 206 centimetri di media, che difende a zona. Il sogno di una vita, la fluidità si perde un po’, ma la Slovenia è sopraffatta dall’enormità degli avversari e non riesce a rientrare. E quando i turchi tornano alla normalità con Ilyasova, il vantaggio si dilata fino al +28 del 30’. Game Over, nonostante la classe dell’ex milanese Becirovic, 6 assist. La Fiba, intanto, ha diramato la suddivisione per continente degli 11 posti all’Olimpiade di Londra (uno va alla squadra campione del Mondo): 7 sono diretti, 4 usciranno da un torneo preolimpico (i posti tra parentesi). Eccoli: Africa 1 (2), Americhe 2 (3), Asia 1 (2), Europa 2 (4), Oceania 1 (1) Solo le finaliste del prossimo europeo andranno direttamente a Londra.
Turchia: Ilyasova 19, Guler 12, Onan, Tunceri, Turkoglu 10.
Slovenia: Becirovic, Nachbar 16, Slokar, Brezec 10.

tratto da gazzetta.it

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