New Orleans sorprende i Lakers. Memphis sbanca San Antonio

A sorpresa i campioni in carica cadono 109-100 con gli Hornets: strepitoso Paul, per l’italiano 10 punti e 1 rimbalzo. I Nuggets di Gallinari cadono con Oklahoma. Prima vittoria ai playoff nella storia dei Grizzlies, che violano 101-98 la casa degli Spurs, numeri 1 a Ovest. Allen lancia Boston contro New York

Seconda giornata dei playoff Nba aperta dalla storica vittoria di Memphis in casa di San Antonio. Non è da meno l’impresa degli Hornets, corsari allo Staples Center nella casa dei Lakers campioni in carica: Belinelli e compagni s’impongono 109-100. Niente da fare per i Nuggets di Danilo Gallinari che in gara-1 si devono inchinare davanti a Kevin Durant e ai Thunder. Boston, invece, supera New York grazie alla tripla nel finale di Ray Allen.

Marco Belinelli e Carl Landry difendono su Bynum. Ansa
Marco Belinelli e Carl Landry difendono su Bynum

Los Angeles Lakers-New Orleans Hornets 100-109
(serie 0-1)
Continuano le sorprese nella Western Conference. Dopo lo scivolone di San Antonio cadono anche i campioni in carica che si fanno superare a Los Angeles dagli Hornets di Marco Belinelli. Il trend di questo inizio di postseason viene rispettato anche allo Staples Center. Nel primo tempo, infatti, le squadre favorite dal pronostico soffrono parecchio, succede la stessa cosa anche ai Lakers. Chris Paul e un ottimo Marco Belinelli fanno lavorare i campioni in carica. Gli Hornets partono con il piede giusto e grazie anche alla bella penetrazione del giocatore bolognese (al suo esordio nella postseason) arrivano al +8. Kobe Bryant sveglia la sua truppa e i campiono in carica rimettono le cose a posto con un parziale di 10-0, New Orleans però non rallenta. Due triple consecutive di un Beli che lavora tantissimo anche in difesa riportano davanti gli ospiti che chiudono la prima frazione in vantaggio di due lunghezze. Con le riserve sul parquet spesso New Orleans va in difficoltà, invece a inizio secondo quarto la panchina si mette a produrre e gli Hornets segnano i primi sette punti della frazione. I Lakers provano a rispondere ma quando tornano i titolari gli ospiti riescono ad allungare grazie alle invenzioni di Paul. Anche l’azzurro fa il suo dovere rimpinguando il proprio bottino con un’altra penetrazione su Artest, chiusa a canestro con la mano sinistra. New Orleans arriva al +12, Bryant si inventa un canestro assurdo dalla linea di fondo e paga dazio cadendo sugli spettatori in prima fila. Il fenomeno dei Lakers spaventa gli spettatori dello Staples restando immobile sul parquet per diversi secondi, ma se la cava con una contusione al collo. I padroni di casa comunque vanno negli spogliatoi al riposo sotto 55-47. I campioni in carica rientrano sul parquet con un’intensità diversa e fanno subito capire agli ospiti di voler prendere il controllo delle operazioni piazzando un parziale di 7-0. I Lakers si mettono a difendere come si deve ma le penetrazioni di Paul riescono comunque ad essere letali. New Orleans pero’ fallisce troppi liberi (5/13 dalla lunetta nei primi tre quarti) e i padroni di casa, nonostante i problemi in attacco di uno spento Pau Gasol, tornano in scia chiudendo la frazione sotto di un solo punto. I canestri i Jack e di un un sorprendete Gray all’inizio dell’ultimo quarto riportano la truppa di Monty Williams al +8. Il solito Bryant risponde ma un sontuoso Paul si inventa un paio di canestri da cinema tiene saldamente avanti gli ospiti. Artest, con sette punti consecutivi, prova ad avvicinare i campioni in carica, CP3 non vuole sentire ragioni e porta i suoi Hornets al vantaggio in doppia cifra a un minuto dalla sirena. Il finale però diventa agrodolce per Monty Williams che deve registrare l’infortunio di Aaron Gray. New Orleans comunque porta a casa il sorprendente successo.

Los Angeles Lakers: Bryant 34 (12/24, 1/2), Artest 16. Rimbalzi: Artest 11. Assist: Gasol 6.
New Orleans: BELINELLI 10 (2/5 da due, 2/4 da tre), 1 rimbalzo in 30’. Paul 33 (9/15, 2/3), Landry 17, Jack 15. Rimbalzi: Ariza, Paul 7. Assist: Paul 14.

Danilo Gallinari, 22 anni, in penetrazione. Ansa
Danilo Gallinari, 22 anni, in penetrazione

Oklahoma City-Denver 107-103
(serie 1-0)
La coppia Durant-Westbrook fa la differenza e Oklahoma City riesce ad avere la meglio su Denver. I Nuggets però possono recriminare su alcune decisioni arbitrali davvero discutibili. Gli ospiti non si lasciano intimidire dall’elettrizzante atmosfera della Oklahoma City Arena e nei primi minuti giocano una pallacanestro praticamente perfetta in attacco. Denver, infatti, trova la retina con 10 delle sue prime 12 conclusioni dal campo, arrivando al 23-10 grazie alla seconda tripla di un Danilo Gallinari in ottima condizione. Oklahoma City si affida alla sue due stelle ma ci mette un po’ a carburare in attacco, Denver così viaggia a vele spiegate. Dopo aver terminato il primo quarto avanti 33-24, gli ospiti allungano all’inizio del secondo periodo. Maynor e Cook provano a supportare la coppia Durant-Westbrook ma un canestro dal perimetro del Gallo riporta i Nuggets al +12. Gli arbitri sembrano dare una mano ai padroni di casa, fischiando a senso unico, e metà del secondo quarto i Thunder ritrovato ritmo in attacco. I canestri tanto per cambiare di Durant e Westbrook riportano sotto Oklahoma City che riesce a limitare i danni arrivando all’intervallo con soltanto una lunghezza di ritardo. Per come si erano messe le cose va di lusso ai Thunder. La ripresa si apre con la schiacciata del Gallo, Denver però non ha la stessa verve in attacco del primo tempo. Durant nel terzo quarto si mette a segnare da qualsiasi posizione facendo venire il mal di testa a Gallinari e compagni. Denver comunque rimane in scia grazie alla produzione nella zona pitturata di Martin e di un immenso Nene. Nei primi minuti dell’ultimo quarto la gara sembra sfuggire di mano alla truppa di George Karl. Durant e Westbrook (72 punti in due) spingono Oklahoma City al +8, il caldissimo pubblico di casa dimostra di apprezzare ma Denver ha la forza di reagire. Gli ospiti piazzano un parziale di 9-0 e tornano davanti. Durant risponde ma Gallinari dalla media distanza riporta in vantaggio i Nuggets. Dopo un paio di possessi infruttuosi e una palla persa dall’azzurro, gli ospiti a 1’05’’ dalla fine sono ancora avanti di una lunghezza quando gli arbitri non vedono la clamorosa interferenza di Perkins che con un tapin irregolare (il giocatore tocca il pallone nel cilindro mettendo addirittura la mano nella retina) regala il vantaggio a Oklahoma City. Westbrook a 22’’ dalla sirena porta i Thunder al +3 e Felton, sul susseguente possesso offensivo di Denver, sceglie una conclusione dalla lunga distanza dall’altissimo quoziente di difficoltà che muore sul ferro. I padroni di casa così dalla lunetta mettono al sicuro il risultato.Oklahoma City: Durant 41 (10/16, 3/6), Westbrook 31. Rimbalzi: Durant 9. Assist: Westbrook 7.
Denver: GALLINARI 18 (4/7 da due, 2/4 da tre, 4/6 ai liberi), 4 rimbalzi, 2 assist in 32’. Nene 22 (9/11). Rimbalzi: Chanlder, Nene 8. Assist: Felton 8.

Zach Randolph, 29 anni, 20,1 punti di media in stagione. Reuters
Zach Randolph, 29 anni, 20,1 punti di media in stagione

San Antonio Spurs-Memphis Grizzlies 98-101
(serie 0-1)
Impresa di Memphis che conquista sul difficilissimo parquet degli Spurs la prima vittoria della storia della franchigia nella postseason. I Grizzlies sfruttano l’ottima giornata di Marc Gasol e Zach Randolph mettendo k.o. la favoritissima San Antonio, numero 1 a Ovest. Niente da fare per Manu Ginobili, costretto dall’infortunio al gomito destro,a guardare la partita da bordocampo. Gli Spurs partono al rallentatore. Il solo Tim Duncan sembra in grado di far male alla difesa di Memphis. Fatica parecchio nel primo tempo invece Tony Parker, abulico e impreciso al tiro. Memphis non ha nulla da perdere e con la coppia Gasol-Randolph costringe i lunghi di San Antonio a lavorare parecchio sotto canestro. Duncan se la cava bene, McDyess, invece, si vede fischiare tre falli e rimane pochi minuti sul parquet. I Grizzlies chiudono il primo quarto avanti 27-22 e continuano a difendere con grande disciplina anche nella seconda frazione. Mike Conley stravince il duello con Parker nel primo tempo e Memphis prova a piazzare lo sprint prima dell’intervallo con un parziale di 9-0. Duncan e compagni però rispondono e gli Spurs riprendono gli ospiti. Memphis comunque torna negli spogliatoi a metà gara avanti di una lunghezza. La produzione di Duncan (12 punti e 7 rimbalzi) rappresenta la nota positiva di un primo tempo che non può soddisfare Gregg Popovich. Tony Parker torna in carreggiata nel terzo quarto, gli Spurs attaccano il canestro con più convinzione e vanno spesso in lunetta (ben 19 liberi a favore nella frazione). I padroni di casa provano a spazzare via la resistenza di Memphis con un break di 10-0 ma i Grizzlies con i canestri di Mayo si riavvicinano nel finale del terzo periodo. Nell’ultimo quarto però Zach Randolph torna a dominare la zona pitturata. San Antonio diventa prevedibile in attacco, i Grizzlies prendono fiducia e si riportarono in vantaggio, arrivando al sorprendente +7 a 4 dalla fine. Gli Spurs rispondono e, approfittando anche dei quattro errori consecutivi dalla lunetta di Memphis, con le triple di Bonner tornano davanti. Sembra fatta, invece, il canestro di Battier dalla lunga distanza e i liberi di Allen regalano agli ospiti il +3 a 10’’ dalla fine. San Antonio fa troppa confusone nel suo ultimo possesso, riuscendo allo scadere a trovare la conclusione dalla lunga distanza di Jefferson che pero’ muore sul ferro.

San Antonio: Parker 20 (4/15, 0/1), Duncan 16, Hill 15. Rimbalzi: Duncan 13. Assist: Parker 5.
Memphis: Randolph 25 (10/14, 0/1), Gasol 24, Conley 15. Rimbalzi: Randolph 14. Assist: Conley 10.

Ray Allen, decisivo in gara-1 contro New York. Ap
Ray Allen, decisivo in gara-1 contro New York

Boston-New York 87-85
(serie 1-0)
La tripla del solito Ray Allen a 11’’ dalla sirena regala ai Celtics il successo in gara-1 al termine di un match intenso che lascia parecchi rimpianti alla squadra newyorchese. I recenti problemi di Boston regalano grande fiducia ai Knicks di Mike D’Antoni che arrivano al TD Garden convinti di poter compiere l’impresa. Il primo quarto del nuovo idolo dei tifosi newyorchesi, Carmelo Anthony, pero’ dora solo 1’28’’. Melo, infatti, incappa in due evitabilissimi falli ed è costretto a tornare in panchina. Buon per coach D’Antoni che il suo backup, Bill Walker, si esalti contro la sua ex squadra, realizzando sette punti in pochi minuti. Gli ospiti scelgono di concedere il tiro dal perimetro, considerate le sue statistiche, a Rajon Rondo una tattica che dà i suoi frutti perché rallenta l’attacco di Boston. I Celtics brillano solo a sprazzi ma con i punti di Paul Pierce riescono a rimanere davanti e chiudono i primi 12’ di gioco in vantaggio 24-23. Con Anthony sul parquet nel secondo quarto i Knicks provano a mettere la loro impronta sulla gara. Melo firma 12 punti nella frazione, Boston, invece, in attacco fa una fatica incredibile. Produce anche Stoudemire così gli ospiti si ritrovano al riposo avanti 51-39. La tanto criticata difesa dei Knicks nel primo tempo mette la museruola a Celtics che peraltro danno una mano alla squadra newyorchese giocando senza grande energia. Nel terzo quarto però il match cambia. Anthony non riesce più a trovare il canestro, Boston, invece, si mette a giocare la sua pallacanestro. I Celtics concedono soltanto 13 punti nel terzo periodo e tornano davanti all’inizio dell’ultima frazione. Il match rimane in equilibrio fino alle battute finali. Mike D’Antoni è costretto a rinunciare a Chauncey Billups il quale a 51’’ dalla fine della gara si procura un infortunio al ginocchio sinistro che potrebbe rivelarsi fatale per le ambizioni dei Knicks. Toney Douglas comunque rompe la parità a 37’’ dalla fine con una tripla, Garnett riporta sotto Boston e il susseguente evitabile fallo in attacco di Melo regala il possesso ai Celtics. Pierce imbecca Allen che dalla lunga distanza a 11’’ dalla sirena firma il canestro del +2 che fa esplodere il TD Garden. New York potrebbe trascinare il match al supplementare ma Anthony, invece di tentare la penetrazione, allo scadere sceglie una difficilissima conclusione dalla lunga distanza che non trova la retina. I Celtics così tirano un sospiro di sollievo.

Boston: Allen 24 (6/10, 3/5), Pierce 18, Garnett 15. Rimbalzi: Garnett 13. Assist: Rondo 9
New York: Stoudemire 28 (12/18), Anthony 15. Rimbalzi: Stoudemire 11. Assist: Billups, Anthony

tratto da gazzetta.it

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