Archive for aprile, 2011

Lakers avanti, Hornets fuori. Passano anche Dallas e Atlanta

Gli 11 punti di Belinelli non bastano a New Orleans: Los Angeles vince, si porta sul 4-2 nella serie e accede alle semifinali della Western Conference (sfiderà i Mavericks). Successi decisivi anche per Atlanta su Orlando e di Dallas su Portland

Pau Gasol contro Belinelli. Ap
Pau Gasol contro Belinelli

I Lakers a New Orleans mostrano i muscoli ed eliminano gli Hornets di Marco Belinelli. Dallas passa a Portland mentre Atlanta fa fuori Orlando.

New Orleans-Los Angeles Lakers 80-98 (LA vince la serie 4-2)

I Lakers giocano con grande intensità e concentrazione, vincono senza grossi problemi gara-6 e mandano in vacanza Marco Belinelli e gli Hornets. La truppa di Phil Jackson fa la voce grossa sotto canestro e dopo un primo tempo non brillantissimo in attacco, cambia marcia nel terzo quarto e mette il risultato in naftalina. I padroni di casa per tenere il passo dei Lakers hanno bisogno del miglior Chris Paul, il fenomeno di New Orleans però ci mette un po’ a carburare in attacco. Stesso discorso per Marco Belinelli. Bynum, invece, fa subito capire di essere in serata di grazia e costringe a un duro lavoro Okafor sotto canestro. La squadra di Monty Williams non trova fluidità in attacco ma per sua fortuna nemmeno i Lakers fanno cose strabilianti. Il match stenta a decollare e alla fine di un primo quarto dal basso punteggio gli ospiti sono avanti 18-16. Beli trova all’inizio del secondo periodo il suo primo canestro dal campo con una bella penetrazione, Bynum pero’ a tratti sembra incontenibile e tiene davanti i Lakers. Nel finale di frazione si mette a produrre anche suo maestà Kobe Bryant, i campioni in carica chiudono il secondo quarto con un parziale di 8-2 e vanno negli spogliatoi avanti 40-34. La difesa tiene in partita New Orleans che nel primo tempo in attacco fa davvero poco. La ripresa si apre con il canestro, dopo un dribbling su Artest, di Marco Belinelli. L’azzurro due minuti più tardi fa esplodere la New Orleans Arena riportando gli Hornets al -2 con una schiacciata in contropiede. L’inerzia del match sembra poter tornare nelle mani dei padroni di casa che però devono fare i conti con Gasol e Bryant. I due All Star di Los Angeles zittiscono immediatamente il pubblico di casa spingendo i Lakers a un parziale di 12-2. New Orleans lotta, trova i canestri di Green, ma perde contatto con gli ospiti, che quando accelerano sanno essere devastanti. Il match così prende una brutta piega per la truppa di Monty Williams che non sa come fermare l’emorragia. Gasol e Bryant firmano 23 dei 29 punti messi a referto dia Lakers nella terza frazione e all’inizio dell’ultimo quarto i campioni in carica arrivano al +19. Oramai la gara è compromessa per Paul e compagni. Marco Belinelli realizza una tripla e Landry produce dalla zona pitturata ma i Lakers non rischiano più nulla ed eliminano i coraggiosi Hornets che vengono comunque salutati dai proprio tifosi con una standing ovation.

New Orleans: BELINELLI 11 (3/9 da due, 1/3 da tre), 1 rimbalzo, 1 assist, 2 recuperi in 27’. Landry 19 (6/13). Rimbalzi: Paul 8. Assist: Paul 11.
Los Angeles Lakers: Bryant 24 (4/12, 2/4), Bynum 18, Gasol 16. Rimbalzi: Bynum 12. Assist: Artest 5.

La Philips Arena omaggia i vincitori. Ansa
La Philips Arena omaggia i vincitori

Atlanta-Orlando 84-81 (Atlanta vince la serie 4-2)

Gli Hawks si prendono la loro rivincita e dopo l’imbarazzate eliminazione a opera dei Magic nella scorsa stagione (un cappotto con un passivo in media di 25 punti per Atlanta) fanno lo sgambetto a Orlando, estromettendola dalla postseason. Dwight Howard fa quello che può per tentare di allungare la serie ma Orlando, dopo le buone sensazioni di gara-5, torna a faticare dal perimetro, diventando così troppo prevedibile in attacco. I padroni di casa controllano il match fino alle battute finali della gara. Atlanta arriva al +3 con i liberi di Crawford a otto secondi dalla sirena. Orlando disegna una buona giocata con con il suo ultimo possesso offensivo, regalando a un tiratore affidabile come Redick un ottimo tiro dalla lunga distanza. L’ex Duke però trova solo il ferro e i tifosi degli Hawks possono così tirare un sospiro di sollievo.

Atlanta: Johnson 23 (9/21, 1/4), Crawford 19. Rimbalzi: Horford 12, Johnson 10. Assist: Horford 6.
Orlando: Howard 25 (8/14), Turkoglu 15. Rimbalzi: Howard 15. Assist: Nelson 6.

Nowitzki contro Aldridge. Reuters
Nowitzki contro Aldridge

Portland-Dallas 96-103 (Dallas vince la serie 4-2)

Al termine di una buona prestazione sul difficile parquet di Portland, Dallas porta a casa il successo, elimina i Blazers e si regala l’affascinante sfida con i Los Angeles Lakers nelle semifinali della Western Conference. I 13 punti di un ottimo Wallace nel primo quarto, permettono ai padroni di casa di arrivare al +12 ma un problema alla schiena costringe il giocatore di Portland a rimanere in panchina per buona parte della seconda frazione, Dallas così ne approfitta per tornare davanti. I Mavericks chiudono il primo tempo in vantaggio di nove lunghezze e grazie alla produzione di Nowitzki e Terry arrivano al +17 a meta’ terzo quarto. Portland non e’ nuova a clamorose rimonte e prova a spaventare i Mavericks nell’ultima frazione, tornando in partita. I Blazers, con il canestro del solito Wallace, arrivano addirittura al -2 a 5’24’’ dalla sirena ma Kidd e Nowitzki rimettono la squadra texana in carreggiata e la portano a distanza di sicurezza.

Portland: Wallace 32 (9/11, 1/6), Aldridge 24, Matthews 19. Rimbalzi: Wallace 12, Aldridge 10. Assist: Miller 4.
Dallas: Nowitzki 33 (11/16, 0/1), Terry 22, Marion 16. Rimbalzi: Nowitzki 11. Assist: Terry 8.

tratto da gazzetta.it

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Oklahoma avanti, Gallo in vacanza. Miracolo Spurs al supplementare

I Nuggets arrivano anche a +9 a 4′ dalla fine, ma uno straordinario Durant (41) trascina i Thunder alla semifinale di Conference (4-1 nella serie). San Antonio rischia tantissimo, ma tiene aperta la sfida (Memphis conduce 3-2). Miami, ora c’è Boston

Uno straordinario Kevin Durant mette fine alla stagione di Danilo Gallinari. San Antonio si salva in extremis contro Memphis mentre Miami elimina Philadelphia.

Danilo Gallinari contro Kevin Durant. Reuters
Danilo Gallinari contro Kevin Durant

Oklahoma City-Denver 100-97 (Oklahoma City vince la serie 4-1)

Arriva al capolinea a Oklahoma City la stagione di Danilo Gallinari. I suoi Nuggets, infatti, lottano, arrivano anche al +9 a quattro minuti dalla sirena, ma nelle battute finali non riescono a rallentare uno straordinario Kevin Durant e così si fanno superare. I Thunder approdano al secondo turno dove affronteranno la vincente dell’interessante sfida San Antonio-Memphis. George Karl chiede a Danilo Gallinari di attaccare il canestro e l’azzurro lo accontenta subito trovando due liberi nel primo possesso offensivo del match. Denver prova a prendere in mano le redini della gara e nei primi minuti gioca una buona pallacanestro. Il Gallo con una tripla delle sue porta gli ospiti al +7, poi però si vede fischiare il suo secondo fallo e torna in panchina. I Nuggets comunque tengono alto il ritmo della gara, limitano un abulico Westbrook, e chiudono la prima frazione avanti 28-25. Lawson e Harringotn tengono davanti Denver nella prima parte del secondo quarto. Gallinari rientra a metà frazione e con una perentoria schiacciata prova a dare il la allo sprint dei Nuggets. Oklahoma City non ci sta e riprende gli ospiti, andando negli spogliatoi con il risultato in perfetta parità, 50-50. La ripresa si apre con il canestro del Gallo dal perimetro, ai Thunder manca fluidità in attacco ma la squadra di casa riesce a rimanere aggrappata ai Nuggets grazie ai tanti liberi che si guadagna. Westbrook continua a litigare con il canestro, Afflalo e Smith, invece, trovano la retina dal perimetro e Denver resta davanti. Gallinari, con quattro falli a carico, rimane diversi minuti in panchina a cavallo tra la fine del terzo e l’inizio dell’ultimo quarto e appena torna sul parquet si vede fischiare in attacco il suo quinto (discutibile) fallo. George Karl lo sostituisce a 9’32’’ dalla fine e l’azzurro non vedrà più il parquet. Denver comunque con le penetrazioni di Lawson mette in difficoltà i padroni di casa e a quattro minuti dalla sirena arriva addirittura al +9, zittendo la rumorosissima Oklahoma City Arena. Durant però ha altre idee. Il fenomeno di OKC, con la collaborazione di Ibaka che giganteggia in difesa, spinge la squadra di casa al parziale di 9-0 che la rimette in carreggiata. Martin riporta davanti Denver ma KD nel finale di gara è assolutamente inarrestabile. Durant si prende gioco del suo avversario diretto, Chandler, e segna da tutte le posizioni, firmando gli ultimi nove punti dei Thunder. I Nuggets, sotto di tre punti, a 12’’ dalla sirena hanno un’ultima possibilità ma, con Danilo Gallinari stranamente seduto in panchina, gestiscono male il loro possesso offensivo e alla fine si devono accontentare di un complicatissimo tentativo dalla lunga distanza di Afflalo allo scadere che non trova la retina. Cala così il sipario sulla stagione, pur soddisfacente, dei Nuggets.

Oklahoma City: Durant 41 (12/17, 2/10). Rimbalzi: Perkins 9. Assist: Westbrook 4.
Denver: GALLINARI 11 (2/4 da due, 1/2 da tre, 4/4 ai liberi), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 recupero in 26’. Afflalo 15 (5/10, 1/5). Rimbalzi: Martin 10. Assist: Lawson, Felton 4.

Manu Ginobili contro Tony Allen (sin.) e Marc Gasol. Reuters
Manu Ginobili contro Tony Allen (sin.) e Marc Gasol

San Antonio-Memphis 110-103 d.t.s. (2-3)

La partita dei rimpianti di Memphis potrebbe essere quella della svolta per gli Spurs. San Antonio, infatti, acciuffa per i capelli un successo al supplementare che la tiene in vita nella serie, dopo aver rischiato tantissimo nei tempi regolamentari. I Grizzlies buttano alle ortiche un’occasione incredibile commettendo un paio di errori difensivi davvero gravi. Gran parte del merito però va anche al carattere degli Spurs che rifiutano le vacanze anticipate trovando due straordinari canestri negli ultimi due secondi del match. Sotto di tre lunghezze, dopo i liberi di Randolph, a nove secondi dalla fine, San Antonio rischia di commettere il turnover che scriverebbe la parola fine sul tentativo di rimonta. Ma il pallone, invece, in qualche modo arriva nelle mani di Ginobili il quale dall’angolo trova, in equilibrio precario, una tripla assurda a due secondi dalla fine. Pareggio? No, perché dopo un lungo replay gli arbitri vedono l’alluce dell’argentino sfiorare la linea dei tre punti. Niente canestro pensate e Spurs ancora sotto di una lunghezza. Randolph, mandato in lunetta, fa 2/2, così con meno di due secondi (1.7’’ per la precisione) sul cronometro i padroni di casa hanno una sola opzione: tentare una tripla della disperazione. Memphis difende malissimo la rimessa degli Spurs, così, incredibilmente, Gary Neal può tentare una conclusione tutto sommato comoda dalla lunga distanza che trova la retina. Si va al supplementare e San Antonio, con i canestri di Parker, porta a casa la vittoria e allunga la serie.

San Antonio: Ginobili 33 (6/9, 4/9), Parker 24. Rimbalzi: Duncan 12. Assist: Parker 9.
Memphis: Randolph 26 (10/17), Conley 20, Young 18. Rimbalzi: Gasol 17, Randolph 11. Assist: Randolph 6.

L'esultanza di Dwyane Wade. Reuters
L’esultanza di Dwyane Wade

Miami-Philadelphia 97-91 (Miami vince la serie 4-1)

Gli Heat faticano più del previsto ma alla fine superano Philadelphia e si regalano l’attesissima sfida con i Boston Celtics. David Stern si strofina quindi le mani per un serie che potrebbe frantumare i record di audience per una semi finale di Conference. Si parte domenica dal sud della Florida. LeBron James e compagni devono rimboccarsi le maniche per spazzare via la resistenza dei coraggiosi 76ers. Miami dopo un discreto primo tempo, con i canestri di Wade e Bosh prova a scappare via nel terzo quarto, Philadelphia però riesce a rimanere in scia. Coach Spoelstra trova dalla panchina i punti di uno scatenato Mario Chalmers e la tripla di Wade a 8’34’’ dalla sirena porta i padroni di casa al vantaggio in doppia cifra. Il traguardo sembra vicino, invece Brand e Iguodala non si arrendono riportando gli ospiti al -1 a 36’’ dalla sirena. Dalla lunetta però gli Heat mettono in cassaforte il risultato. “Adesso sotto con i Celtics – commenta il tecnico di Miami Erik Spoelstra – lo sapevamo da tempo che le nostre strade si sarebbero incrociate. Per raggiungere l’obbiettivo che ci siamo prefissi dall’inizio della stagione, dobbiamo riuscire a superare l’ostacolo Boston”.

Miami: Wade 26 (9/20, 1/5), Bosh 22, Chalmers 20, James 16. Rimbalzi: Wade, Bosh 11, James 10. Assist: James 8.
Philadelphia: Iguodala, Brand 22. Rimbalzi: Iguodala, Turner 10. Assist: Holiday 8.

tratto da gazzetta.it

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Siena non si ferma più. Pure Treviso è travolta

Nel recupero della 26ª giornata la Montepaschi vince 81-64 e vola a 50 punti. Decisivo lo strappo del terzo quarto, dopo che la squadra di Repesa, con la zona, era risalita fino a -3. Buone prove di McCalebb, 15 punti, e Lavrinovic, 12

Bo McCalebb, play della Montepaschi Siena. LaPresse
Bo McCalebb, play della Montepaschi Siena

Già certa della vittoria alla fine della stagione regolare, la Montepaschi allunga a +10 in classifica su Cantù battendo 81-64 la Benetton nel recupero della 26ª giornata, che fu rinviata per l’impegno trevigiano in Eurocup. Cullandosi la crescita di McCalebb a partita in corso, confortante nell’ottica della Final Four di Eurolega lontana otto giorni, Siena (con Zisis e Moss fuori per turnover) scappa nell’ultimo quarto e mezzo dopo che la squadra di Repesa (recuperati Smith e Gentile) l’aveva rimontata fino al -3 con la zona.

partenza lenta — La partenza è lenta per entrambe: Siena segna il primo canestro dopo 150 secondi, ma è Treviso che resta al palo. Skinner in difesa e soprattutto a rimbalzo è un totem, ma in attacco parte con 1/8 da due e 1/4 ai liberi nel primo tempo, anche per il lavoro di Rakovic. Lavrinovic mette in difficoltà prima il connazionale Motiejunas poi Brunner, così Treviso comincia con 1/8 al tiro e 6 perse nei primi 7′ della frazione iniziale, che chiuderà con 2/14 al tiro: con Hairston e Jaric, Siena vola 23-6 all’11’. Rientrato dopo una botta al ginocchio subìta in avvio, Markovic torna segnando in 100 secondi gli stessi punti (6) infilati da tutta la Benetton nel primo quarto. Treviso ci prova anche con la zona 2-3, che in effetti impantana un po’ la Montepaschi, ma non le basta riprendere 8 rimbalzi d’attacco e andare 10 volte in lunetta (ma col 50%) nel secondo quarto per rientrare oltre il 29-19 al 15′.

treviso ci prova con la zona — Però Repesa ha trovato la strada giusta per fermare Siena, e ancora indisponendola con la zona rientra in partita: quando Markovic le dà anche una difesa efficacia offensiva, la Benetton piazza il 10-2 al ritorno dal riposo per il 41-38 al 24′. Quando torna a uomo, Siena ne approfitta per far valere la superiorità individuale, alimentando con un paio di difese di Stonerook il nuovo allungo, alimentato da una difesa che tiene Treviso sette minuti senza canestri dal campo: la Montepaschi è già tornata 60-45 sull’onda di un 14-2 di parziale quando la Benetton ritrova un cesto al 33′ con Gentile (positivo al rientro). La bandiera bianca dei veneti arriva con i due antisportivi a Bulleri nel giro di due minuti che accendono un McCalebb tornato a volare al ferro: 68-49 al 36′ col primo canestro di Kaukenas, fin lì 0/6, parziale di 22-6 in dieci minuti.

Montepaschi Siena-Benetton Treviso 81-64

Siena: McCalebb 15, Lavrinovic 12, Hairston e Aradori 9
Treviso: Markovic 16, Gentile 13, Motiejunas e Peric 9

tratto da gazzetta.it

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Belinelli si arrende ai Lakers E Chicago elimina Indiana

Agli Hornets non bastano i 21 punti dell’azzurro, Bryant dopo un inizio poco brillante lancia i suoi verso il 3-2 nella serie. Derrick Rose trascina i Bulls al successo decisivo (4-1) e ora aspetta la vincente tra Atlanta e Orlando, che nella notte ha riaperto la serie (2-3)

I Lakers superano gli Hornets, nonostante l’ottima prova di Marco Belinelli, e si portano sul 3-2 nella serie. Orlando batte Atlanta mentre Chicago elimina Indiana.

Il volo verso il canestro di Marco Belinelli e Shannon Brown. Ansa
Il volo verso il canestro di Marco Belinelli e Shannon Brown

Los Angeles Lakers-New Orleans Hornets 106-90 (3-2 nella serie)

Non basta un buon Marco Belinelli, i Lakers dopo un primo quarto poco brillante, prendono possesso del match e scappano via nel terzo periodo, andando a vincere in scioltezza. La truppa di Phil Jackson gioca con grande aggressività e domina la zona pitturata. New Orleans tira con discrete percentuali, soprattutto nel primo tempo, ma concede ben 15 rimbalzi in attacco e commette 17 turnover. Con queste cifre battere i campioni in carica diventa praticamente impossibile. L’argomento di conversazione più gettonato nel prepartita è sicuramente la caviglia sinistra di Kobe Bryant. Il fenomeno di LA però sembra in condizioni più che accettabili anche se nel primo quarto decide di non forzare. Marco Belinelli riceve un benvenuto particolare da Artest: una gomitata (fortuita) al volto dopo un solo minuto di gioco. L’azzurro però sembra decisamente in palla e va subito a referto con un bel canestro dal perimetro. Gli Hornets trovano la retina con le loro prime sette conclusioni dal campo, i Lakers, invece, si affidano all’energia sotto canestro di Gasol e Bynum. Belinelli realizza di tabella poi va a bersaglio con una tripla nel finale di frazione, dando la spinta giusta agli ospiti che accelerano e chiudono un ottimo primo quarto avanti 32-23. Un solo punto per Bryant e 81% al tiro per New Orleans, numeri che Monty Williams non può che gradire. I Lakers però ci mettono pochissimo a tornare in carreggiata. Le triple di Brown producono il parziale di 10-0 con il quale Los Angeles torna davanti. Kobe rientra sul parquet e, dopo aver realizzato un paio di canestri, fa capire al pubblico dello Staples di aver superato l’infortunio con una schiacciata pazzesca, destinata a diventare uno degli highlight più gettonati di questa postseason. Bryant realizza 12 punti nella frazione, i Lakers così vanno al riposo avanti di tre lunghezze. La squadra di casa si mette a correre anche all’inizio del terzo quarto e in pochi minuti arriva al vantaggio in doppia cifra. Sotto canestro i Lakers sono davvero incontenibili. A metà frazione due triple consecutive di un ottimo Marco Belinelli regalano speranze alla truppa di Monty Williams, Bryant e Gasol però rispondono. Ariza continua a trovare il canestro ma New Orleans va in affanno e nei primi minuti dell’ultimo quarto perde definitivamente contatto con i campioni in carica. Bynum, Odom e Gasol dettano legge nella zona pitturata, i Lakers arrivano al +18 e mettono il risultato in naftalina. L’ultimo ad arrendersi è proprio Marco Belinelli che nella seconda parte della frazione segna 10 punti. Troppo tardi però per creare problemi a Kobe e compagni. I Lakers tornano in vantaggio nella serie e giovedì a New Orleans avranno la possibilità di chiudere i conti.

Los Angeles Lakers: Bryant 19 (8/12, 0/1), Bynum 18, Gasol 16. Rimbalzi: Bynum 10. Assist: Gasol, Bryant 4.
New Orleans: BELINELLI 21 (5/9 da due, 3/5 da tre, 2/2 ai liberi), 1 assist, 1 recupero in 39’. Ariza 22 (3/9, 5/8), Paul 20. Rimbalzi: Gray 6. Assist: Paul 12.

Derrick Rose contrastato da Roy Hibbert. Reuters
Derrick Rose contrastato da Roy Hibbert

Chicago Bulls-Indiana Pacers 116-89 (Chicago vince la serie 4-1)

Buone notizie per i tifosi dei Bulls. Chicago manda in vacanza Indiana disputando finalmente una prestazione di grande spessore e Derrick Rose mostra di aver superato i problemi alla caviglia sinistra. I padroni di casa dopo quattro partite tiratissime nella serie, giocano la loro pallacanestro, chiudendo il discorso già nelle battute finali del terzo quarto. Chicago parte fortissimo, deve registrare una flessione in attacco nel secondo quarto, ma nella terza frazione si affida al suo Mvp e mette al sicuro il risultato. I Pacers, dopo un altalenante primo tempo, provano a tornare sotto all’inizio della ripresa, riuscendo ad arrivale al -4. Rose però decide di cambiare marcia e i Bulls scappano via. Il playmaker di Chicago realizza 10 punti negli ultimi sei minuti del terzo quarto, trascinando la squadra della Windy City al parziale di 23-8 con il quale chiude la frazione. Granger e compagni non hanno più la forza di reagire nell’ultimo quarto, Chicago così si può permettere di fare accademia nei minuti finali. Adesso I Bulls possono riposarsi e aspettare il loro prossimo avversario, che uscirà dalla sfida tra Magic e Hawks.

Chicago: Rose 25 (5/9, 3/8), Deng 24, Bogans 15. Rimbalzi: Noah 8. Assist: Deng, Watson 7.
Indiana: Granger 20 (4/12, 3/4). Rimbalzi: Hansbrough 11. Assist: Collison 5.

Duello per la palla tra Joe Johnson (a sx) e Gilbert Arenas. Reuters
Duello per la palla tra Joe Johnson (a sx) e Gilbert Arenas

Orlando Magic-Atlanta Hawks 101-76 (2-3 nella serie)

I Magic trovano finalmente un po’ di ritmo dalla lunga distanza, così riescono a dominare gli Hawks e a restare aggrappati alla serie anche senza il contributo di Dwight Howard. Il lungo di Orlando, infatti, viene limitato dai falli e firma soltanto un canestro dal campo. Ci pensano però le triple del rientrante Jason Richardson e la produzione dalla panchina di un buon JJ Redick a mettere ko gli Hawks. Dopo un ottimo primo tempo, chiuso avanti 58-35, i padroni di casa non mollano la presa nel terzo quarto, continuando a mettere pressione ad Atlanta prima di tirare i remi in barca. Gli Hawks giocano senza l’intensità mostrata nelle prime quattro gare della serie e non danno mai l’impressione di poter mettere in difficoltà Howard e compagni. Quando Orlando tira con buone percentuali dal perimetro, diventa un avversario temibile per tutti. “Non ci vedo nulla di strano, abbiamo ottimi tiratori in squadra – commenta Stan Van Gundy – questa è la nostra dimensione”.

Orlando: Richardson 17 (3/8, 3/6). Rimbalzi: Howard 8. Assist: Nelson 5.
Atlanta: Smith 22 (6/16, 1/2). Rimbalzi: Horford 14, Smith 11. Assist: Horford 6.

tratto da gazzetta.it

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Siena regina di regular season. Riscatto Milano, Cantù fermata

27ª giornata: la Montepaschi si impone a Bologna e si prende la A per la 5ª stagione di fila. L’Armani torna al successo fermando la lanciatissima Bennet e tiene viva qualche speranza per il secondo posto. Avellino, Treviso e Varese a braccetto in quarta posizione

La 27ª giornata, anticipata a sabato, regala a Siena la matematica certezza della quinta regular season di fila. Milano si rilancia dopo 2 k.o. di fila fermando a sei la striscia vincente di Cantù e mantenendo viva qualche speranza di secondo posto. Avellino, Treviso e Varese insieme in quarta posizione, vincono anche Roma, Teramo e Pesaro.

David Hawkins, 28 anni, 13,4 di media in stagione. LaPresse
David Hawkins, 28 anni, 13,4 di media in stagione

Armani Jeans Milano-Bennet Cantù 75-73
di Luca Chiabotti
L’AJ mette la testa avanti a 5’ dalla fine, risale dal -13 di metà terzo quarto e batte Cantù 75-73, riaprendo la lotta per il secondo posto ma non ribaltando il -8 dell’andata. Ci vuole Marco Mordente, 5/5 da 3 nella ripresa, a dare a Milano un quintetto che difende assieme a Rocca e Hawkins. Il Falco e, soprattutto, Jaaber danno la spinta iniziale all’AJ, ma quando Ibby, che lavora bene anche in difesa, lascia il campo a Greer, la chimica va a farsi benedire e arriva un 9-0 canturino (9-16). La Bennet punta sul suo q.i. cestisticamente superiore per stare in controllo pur senza brillare, se sbaglia un tiro è un buon tiro mentre l’AJ tenta la fortuna da 3 (2/11 nel primo tempo). Ma Hawkins non ha avversari fisicamente all’altezza, con Jaaber guida Milano al contatto (23-24), poi ci pensa Maciulis (28-30). Ma ogni volta, Cantù la colpisce da tre dove fa più male. Le ultime 2 triple di Markoishvili spiegano la partita: Peterson alza il quintetto, manda Mancinelli a correre sui blocchi dietro al georgiano e viene punito due volte. Hawkins va al riposo con 10 punti. A inizio ripresa, Cantù abusa della pessima difesa della AJ. Si ferma solo a +13 (32-45) perché sbaglia tiri ad altissima percentuale (Mazzarino e Leunen triple in solitudine), ma quando va in uno contro uno, specie su Greer, poi arriva al ferro. Alla ricerca di un quintetto che faccia qualcosa, Peterson lo trova con Mordente rimpiccolendosi con Maciulis ala forte. Al diavolo tutti i lunghi, si va con Rocca fino alla fine. Con le prime due triple, Marco tiene botta alla Bennet, con la terza riapre la partita (49-53). Il messaggio è anche psicologico: la Bennet sente arrivare l’avversario, sbaglia i ritmi, e con una tripla di tabellone di Hawkins apre l’ultimo quarto solo +1 (54-55) dopo un 11-2 milanese. Mordente non si ferma, arrivano le triple numero quattro e cinque che disinnescano i buoni attacchi canturini. Così Mancinelli porta in vantaggio Milano (66-64) a 5’24″ dalla fine. Arriva a +5, subito sventato da Cantù (69-70), ma c’è una tripla di Hawkins che si rivela decisiva. Mancano 90″, Markoishvili sbaglia due tiri da libero ma affrettati, Hawkins dalla lunetta porta Milano fuori dai pericoli.

Milano: Hawkins 20, Mordente 15, Mancinelli 11
Cantù: Markoishvili 18, Mazzarino 14, Green 13

Siena regina di regular season per la quinta volta di fila.
Siena regina di regular season per la quinta volta di fila

Canadian Solar Bo-Montepaschi Si 72-81

Siena vince la regular season per la quinta stagione di fila, con quattro partite ancora da giocare, con il successo consecutivo numero 19 negli scontri con la Virtus, alla quinta sconfitta nelle ultime sei partite di campionato. A punirla è l’impatto sulla gara tra gli altri degli ex Jaric, Michelori e Moss, mentre la Canadian Solar è uscita dal campo dopo un gran secondo quarto guidato dalle fiammate di Rivers. Siena in avvio prova a sorprendere la Virtus prima che si schieri in difesa, grazie a 7 recuperi, ed è così che con un Kaukenas da 10 punti nel primo quarto prende il pallino del match: Bologna parte con 0/4 da tre e Siena tocca il 17-28 all’11’30”. Qui però entra in trance Rivers, che inventa i canestri per ridare animo alla Canadian Solar, poi la zona 3-2 toscana gli concede tre triple in fila: nel 22-7 in 5′ casalingo ci sono 15 punti dell’americano ma anche fughe in campo aperto che sorprendono Siena e danno tiri ad alta percentuale (8/10 da due bianconero nel periodo). Spuntata con Kaukenas a rifiatare e comunque meno efficace senza un’ala piccola di ruolo in campo, la Montepaschi fa 3/10 al tiro nel secondo quarto, e i tanti viaggi in lunetta (9/12) non arrestano una caduta che tocca il 46-39 prima dell’intervallo. Siena ribalta la partita tornando in campo con un’intensità difensiva che tiene la Virtus a soli 4 tiri tentati e 0 segnati in tutto il terzo quarto, soffocata dalle 10 palle perse, capace di segnare solo 7 punti dalla lunetta: altrettanti ne segna in soli 150″ Kaukenas, il resto lo fanno il 3/3 da tre di uno Stonerook da 11 punti nel periodo, concretizzando la difesa di Moss e Michelori per il 24-7 di break che dà il 53-63 al 30′. Un vantaggio che la Montepaschi gestisce con sicurezza quando torna in regia il festeggiato ex Jaric, che imbeccando anche chi non era entrato in partita fa allungare Siena sul 60-74 al 37′, frutto dei soli 14 punti concessi in 17′ alle V nere, sparite dal campo nel secondo tempo. (Giuseppe Nigro)

Bologna: Rivers 23, Gailius 10, Poeta 9
Siena: Kaukenas 17, Stonerook 13, Carraretto e Michelori 10

Luigi Datome, 23 anni, 10,3 punti a gara quest'anno. Ciam/Cast
Luigi Datome, 23 anni, 10,3 punti a gara quest’anno

Lottomatica Roma-Pepsi Caserta 74-68

Alla fine, la partita della speranza se la porta a casa la Lottomatica, piegando Caserta nell’ultimo periodo di una gara che, dopo un primo tempo dai ritmi bassi e con pochi sussulti, si accende all’improvviso nel terzo quarto. La miscela esplosiva è data da due componenti: il gioco ritrovato della Lottomatica dopo 20 minuti da chi l’ha visto e il risveglio di genio e sregolatezza, Jumaine Jones. Sue le due triple consecutive che rimettono in partita la Pepsi dopo l’allungo di Roma fino al +10. Suoi anche i 27’’ di follia che rischiano di compromettere la sua gara e quella di Caserta: antisportivo per una testata a Datome a gioco fermo (Tola lo grazia risparmiandogli l’espulsione), poi il tecnico per aver irriso il pubblico dell’Eur. E nell’ultimo quarto (si parte dal 59-57) è tutto da rifare. Ma con Williams e Koszarek fuori nel finale per falli, Roma può chiudere i conti. (Antonio Pitoni)

Roma: Washington 19, Dasic 14, Datome 13
Caserta: Williams 18, Jones 17, Ere 16

Kevin Fletcher, 31 anni, 11,7 punti di media. Ciam/Cast
Kevin Fletcher, 31 anni, 11,7 punti di media

Tercas Teramo-Fabi Montegranaro 76-47

Teramo travolge Montegranaro, coinvolgendola in uno sprint-salvezza sempre più acceso. In una serata in cui i tiratori non trovano il ritmo, il dominio dei biancorossi a rimbalzo fa la differenza. Il break arriva nel primo periodo, firmato da De La Fuente e Diener, poi Ramagli controlla l’incontro trovando risorse inaspettate dalla panchina: Antonello Ricci, classe 1992 che gioca con la sicurezza di un veterano, e Boscagin e Lulli, fondamentali con la loro energia. Montegranaro non trova mai punti di riferimento contro l’eccellente difesa abruzzese. Nella ripresa il divario si fa subito impietoso, con Davis e Fletcher che umiliano Ford e Ivanov: la Sutor, contestata dai numerosi tifosi arrivati a Teramo, non accenna la seppur minima reazione (“Ci siamo spenti minuto dopo minuto” ammette Pillastrini). Ramagli può invece giocarsi le sue carte con rinnovata fiducia: “Dopo una settimana difficile abbiamo avuto una grande reazione emotiva”. (Paolo Cianci)

Teramo: Fletcher 17, Diener 14, De La Fuente 13
Montegranaro: Williams 13, Ivanov 12, Cinciarini 7

Varese festeggia la vittoria in casa di Biella. LaPresse
Varese festeggia la vittoria in casa di Biella

Angelico Biella-Cimberio Varese 81-89

Varese espugna il Lauretana Forum grazie ad una grande prestazione sotto canestro di Fajardo, Slay e Kangur. All’Angelico è mancata la maturità per gestire l’inerzia dalla propria parte all’inizio del quarto periodo. Fino all’intervallo, Biella è sonnolenta e resta incollata alla partita solo per qualche colpo dei singoli (Soragna e Sosa su tutti) in un attacco paralitico. Buona difesa sugli esterni (anche se Ranniko è un cecchino da oltre l’arco) ma male sui lunghi varesini che strappano troppi rimbalzi offensivi. Nel complesso il primo tempo è da buttare. Subito avanti la Cimberio 6-0 dopo 1’30”, 14-3 dopo 3’. Le prime cinque scelte offensive biellesi sono triple, solo una a segno (Chessa): sarà il leit motive di una partita chiusa con 6/26 dalla lunga distanza. A 45” dalla fine del primo quarto Varese tocca il massimo vantaggio con una tripla di Stipcevic (+13), poi Salyers accorcia sul 17-28. Le percentuali dal campo di Varese sono stratosferiche nei primi 10’: 56% da due, 57% da tre. La difesa biellese ci mette del suo, ma l’inizio degli avversari è da stato di grazia. Fiammata di Soragna che con 5 punti ad inizio di secondo quarto dà speranze all’Angelico, risponde ancora Stipcevic da tre, poi Kangur (21-33). L’Angelico trova il bandolo della matassa al 15’ quando si sveglia Sosa: 11 punti in 5’ con due contropiedi che suonano la carica. A metà partita è (solo) -5: 40-45. Ripresa più convinta dei rossoblu che restano a corta distanza: Sosa mette una tripla sulla sirena in avvio sul -7 e lancia la rimonta chiusa da una bomba di Soragna a 50” dalla sirena del quarto: 58-57 e primo vantaggio Angelico. Infrazione di 24” dall’altra parte del campo, poi ancora Soragna da due e periodo che si chiude sul 60-57. Chiave della rimonta: i falli. Varese entra presto in bonus e con i due lunghi titolari (Fajardo e Slay) con 4 falli perde un po’ di forza sotto le plance. L’inerzia è dalla parte dei biellesi. L’ultimo periodo comincia col canetsro di AJ Slaughter, la tripla di Ranniko e il gioco da tre punti che Viggiano non riesce a completare: +4 Angelico. Fajardo e Salyers ne fanno due per parte ed è 66-62. Poi cala la notte su Biella: solo altri due punti (di Soragna) nei successivi 6’. Sanguinose tre palle perse consecutive da Jurak, Sosa e Viggiano con passaggi rischiosi finiti nelle mani varesine. La Cimberio non sta a guardare e ne mette addirittura 16 (di cui la metà firmati da Slay) negli stessi 6’. Le percentuali dal campo varesine tornano ad essere stratosferiche: 57% sia da due che da tre. L’ex Fajardo punisce duramente Biella: chiuderà con 15 punti, 16 rimbalzi e 30 di valutazione. A -2’ il tabellone mostra un impietoso 68-78 il fallo sistematico non paga. Al Lauretana Forum il finale è 81-89.

Biella: Soragna 16, Sosa 16, Salyers 15
Varese: Slay 20, Rannikko 18, Kangur 15, Fajardo 15

Donatas Motiejunas, 20 anni, 13,5 punti a gara. Ansa
Donatas Motiejunas, 20 anni, 13,5 punti a gara

Benetton Treviso-Vanoli Cremona 88-86 dts

La Benetton continua la corsa per i playoff, ma fatica tantissimo a superare la Vanoli Braga Cremona, una vera bestia nera per i veneti. Ai ragazzi di Repesa serve un supplementare per portarla a casa, ma soprattutto un Motiejunas gigante: 31 punti, 14 rimbalzi, 16 falli subiti. Treviso all’avvio aggredisce il campo con agonismo e fisicità, come sempre al Palaverde. Markovic è scatenato, il suo ritmo è una delizia per Smith e Motejunas. Sul 14-9 però Cremona trova i suoi uomini chiave: i canestri di Drodzov e Milic chiudono il primo quarto sul 19-19. Ora la Vanoli Braga non sbaglia più un attacco (6/8 nelle triple): sul 30-34 Repesa è nerissimo e chiama time-out. Cambia poco, perché i veneti sono poco lucidi e Cremona approfitta di ogni occasione: il primo tempo si chiude sul 42-45. Giusto: i ragazzi di Mahoric difendono meglio e in attacco trovano sempre la soluzione più semplice. Continua così fino a metà terzo quarto: poi la Benetton decide di abbandonare le proprie paure, di liberarsi dai fantasmi della brutta Final Four di Eurocup. È un’altra Treviso: corre, difende, suda ogni azione. Cremona lascia fare e poi ritorna in vantaggio: un sottomano di Foster chiude sul 62-65 al 30’. Nell’ultimo quarto non c’è più gioco: conta vincere, e si comincia a spingere, mettere le mani addosso. Bulleri qui fa la differenza: il capitano trascina avanti la Benetton, con l’aiuto di un grandissimo Motiejunas. Non basta, perché Cremona non sbaglia una tripla: mancano 2’ e il tabellone dice 77-77. Il finale è da brividi. Nell’ultima azione sull’81 pari Motiejunas stoppa Foster: overtime. Non si segna più, troppa tensione. Poi Treviso scava un piccolo vantaggio di due punti, quello decisivo: Drozdov sbaglia la tripla più importante, sulla sirena.

Treviso: Motiejunas 31, Smith 21, Markovic 15
Cremona: Perkovic 20, Drodzov 17, Milic 13

Tautvydas Lydeka, 27enne centro lituano. Ciam/Cast
Tautvydas Lydeka, 27enne centro lituano

Scavolini Pesaro-Enel Brindisi 84-64

L’imperativo era tenere l’Enel sotto i 70 punti, perché quando accade Brindisi non vince praticamente mai. La Scavolini ha raggiunto l’obiettivo prefissato e continua a inseguire quello più importante: i playoff. Il successo pre-pasquale arriva davanti al record stagionale di pubblico (6.205). Brindisi ha appena chiuso il rapporto con Mo Taylor e ha qualche giocatore acciaccato, Lang è al rientro e si fa sentire. Pesaro vuole puntare sulla difesa ma il 3-12 dopo 3’30” sembra non confermare le aspettative. E invece la Vuelle entra in partita con un po’ di ritardo, ma rispetta i piani: 14-15 al 7’, Hackett firma il primo sorpasso (20-18 al 9’). Pesaro cresce partendo dalla difesa e l’Enel cala nonostante le variazioni tattiche. Brindisi fatica senza Toure, in panchina con due falli e non riesce ad aver un impatto interno. Dixon mette qualche pezza, la Vuelle prende in mano le redini con sempre maggior convinzione (28-23 al 14’). I pugliesi vivono di triple e si confermano sterili in attacco in trasferta, dove hanno vinto solo in una occasione (ad Avellino). Collins e Hackett hanno tre falli dopo 17’ ma i locali non ne risentono. Sale in cattedra Superman Diaz, che con sei punti consecutivi porta i suoi al massimo vantaggio (43-29). Nella ripresa la Scavolini strappa di nuovo: 55-41 con un ispirato Melli e uno sprint maggiore rispetto agli avversari. Il vantaggio biancorosso resta in doppia cifra, tutto parte dalla solidità difensiva (62-47 al 29’). Lydeka (alla miglior prova stagionale) tiene benissimo il passo di Lang e Pesaro comanda anche a rimbalzo. (Camilla Cataldo)

Pesaro: Diaz 15, Hackett 14, Lydeka 13
BrindisiI: Dixon 19, Diawara 15, Lang 13

Dimitri Lauwers, 31 anni, alla miglior gara stagionale. LaPresse
Dimitri Lauwers, 31 anni, alla miglior gara stagionale

Air Avellino-Sassari 92-87

Avellino a due punti dai playoff con un Lauwers da record (27 punti, massimo in carriera): troppo poco il terzo quarto di Sassari da 31 punti per poter rovinare la festa del Pala Del Mauro. La fluidità del gioco di Avellino, dettata da un Green dominante, ha fatto il paio con la leggerezza difensiva di Sassari per almeno tre quarti di gara. Due triple di Lauwers (14-4 al 4’) costringono Sacchetti al primo time-out, mentre Thomas vince il duello con White (28-14 al 10’). L’Air trova il modo di allungare grazie alle triple aperte di Lauwers e Cortese. Il belga è in serata (40-22 al 15’) e Vitucci trova il modo di far rifiatare Thomas sul +20 (45-25 al 17’) con l’inedita coppia Cortese-Infanti in ala. Sassari latita sotto canestro, dove il bottino degli irpini potrebbe essere anche maggiore (50-33 al 20’). Se White non punge, coach Sacchetti ha bisogno di nuovi protagonisti: Plisnic con otto punti rianima il match in avvio di ripresa. Sassari va in fiducia, alzando l’attenzione in difesa e con White ritorna in scia (60-55 al 27’). Avellino s’incarta in attacco, ma trova le triple provvidenziali di Green e Lauwers. L’Air non vuole rischiare e si affida alle conclusioni interne. Un paio di magie di Thomas e la sesta tripla di Lauwers riportano il vantaggio in doppia cifra. Sassari ne ha ancora e con Cittadini e Diener torna sul -5 (84-79): tutto vano perchè il concreto Johnson e la schiacciata di Szewczyk chiudono i giochi. (Massimo Roca)

Avellino: Lauwers 27, Thomas 23, Green 14
Sassari: White 18, Diener 16, Plisnic 15

tratto da gazzetta.it

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Indiana, scatto d’orgoglio. Chicago deve inchinarsi

I Pacers evitano il cappotto imponendosi 89-84 in gara-4. I Bulls comandano la serie 3-1 e cercheranno di conquistarsi la semifinale di Conference nella quinta sfida allo United Center

Danny Granger, 22 punti di media nella serie. Afp
Danny Granger, 22 punti di media nella serie

Indiana domina per più di tre quarti di gara, poi inspiegabilmente abbassa la guardia negli ultimi due minuti del match e rischia tantissimo. Alla fine però i padroni di casa riescono a vincere 89-84 e a evitare il cappotto. Chicago, che sognava di essere la prima squadra a volare in semifinale di Conference, conduce 3-1 nella serie al meglio delle sette e si giocherà il successo martedì allo United Center, davanti al pubblico più caldo della lega.

Derrick Rose, 22 anni, prima scelta al draft 2008. Afp
Derrick Rose, 22 anni, prima scelta al draft 2008

paura per rose — I Bulls vogliono sfruttare il primo dei loro match point ma Indiana non ha nessuna intenzione di fare la vittima sacrificale e gioca con grande intensità. I Pacers nel primo quarto controllano le operazioni e, pur non tirando con grandi percentuali dal campo, riescono a rimanere davanti grazie alle troppe palle perse degli ospiti. Nelle battute finali del primo quarto Derrick Rose fa trattenere il respiro a tutti i tifosi dei Bulls. Il play, infatti, buca la difesa di Indiana con una delle sue solite penetrazioni ma atterra in modo innaturale sulla caviglia sinistra ed e’ costretto a uscire, andando direttamente negli spogliatoi. Passano però soltanto un paio di minuti e il prossimo Mvp della Nba tranquillizza tutti tornando sul parquet. I Bulls però in attacco sono troppo confusionari nel primo tempo e Indiana negli ultimi cinque minuti del secondo quarto decide di punirli. Collison e Hibbert, infatti, cambiano passo trascinando i Pacers al parziale di 17-3 che porta la squadra di casa al riposo avanti 49-33. Un primo tempo davvero deludente per Rose e compagni che tirano con un bruttissimo 33% dal campo e commettono 11 turnover.

emozioni finali — I padroni di casa toccano il +18 a inizio ripresa, ma Noah prova a scuotere i Bulls che reagiscono nella seconda parte del terzo quarto arrivando al -9. Rose e Boozer però non riescono a trovare ritmo al tiro, e i Pacers con le triple di Price e i canestri di Granger riescono a tornare al vantaggio in doppia cifra. Indiana rimane saldamente davanti per tutto l’ultimo quarto, ma incredibilmente decide di complicarsi la vita nelle battute finali del match con una serie di turnover e di cervellotiche giocate in attacco. Chicago in meno di due minuti piazza un parziale di 13-1 e a 15’’ dalla fine torna al -1. Granger dalla lunetta riporta gli spaventatissimi Pacers al +3. Sul susseguente possesso offensivo i Bulls fanno un po’ di confusione e alla fine Boozer, liberissimo dall’angolo, è costretto a tentare la tripla che trova soltanto il ferro. Danny Granger con due liberi chiude i conti.

Indiana: Granger 24 (9/15 da due, 0/4 da tre, 6/7 tl), Hibbert 16, Price 10. Rimbalzi: Granger 10, Hibbert 10. Assist: Granger 4.
Chicago: Noah 21 (8/13, 5/7 tl), Deng 16, Boozer 15, Rose 15. Rimbalzi: Noah 14. Assist: Rose 10.

tratto da gazzetta.it

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Bryant sbanca casa Belinelli. Record Rondo: Boston ok

I Lakers passano a New Orleans grazie ai 30 punti di Kobe e firmano il 2-1: l’azzurro si ferma a 5. Il play trascina i Celtics al 3-0 con il successo a New York, firmando 20 assist e una tripla doppia. Atlanta ringrazia Crawford e va sul 2-1 contro Orlando

Kobe Bryant , dei Lakers, in duello contro Trevor Ariza. Reuters
Kobe Bryant , dei Lakers, in duello contro Trevor Ariza

I Lakers giocano con la personalità dei campioni in carica a New Orleans e conquistano il successo. Boston domina New York al Madison Square Garden mentre Atlanta ha la meglio su Orlando.

New Orleans-Los Angeles Lakers 86-100 (1-2 nella serie)

I Lakers mostrano i muscoli e giocano con un’intensità prodotta soltanto a sprazzi nelle ultime settimane, andando a vincere con personalità sul parquet degli Hornets. Quando i campioni in carica giocano in questo modo, batterli diventa davvero difficile. C’è il pubblico delle grandi occasioni a New Orleans e l’arena è una vera bolgia, Kobe Bryant e compagni però non si scompongono e mettono subito le cose in chiaro dominando la zona pitturata. Gli Hornets faticano a tenere il passo degli ospiti ma provano a rimanere in scia. Marco Belinelli prende un paio di buoni tiri ma il pallone non sembra volere entrare. L’azzurro comunque firma il 10 pari dalla media distanza, New Orleans però paga dazio alla fisicità di Bynum e alle iniziative di Bryant e Artest. Pau Gasol inizia al rallentatore ma cresce alla distanza. Il solo Trevor Ariza nei primi minuti sembra prendere confidenza con il canestro dei Lakers che così chiudono il primo quarto avanti 30-23. Bryant e Bynum continuano a lavorare ai fianchi la difesa di New Orleans, Chris Paul però risponde con una serie di canestri spettacolari (18 punti nel primo tempo per il fenomeno degli Hornets), ma i campioni in carica sembrano avere saldamente in mano l’inerzia della gara. Prima dell’intervallo Carl Landry prova a mettere in difficoltà i lunghi di LA, i Lakers comunque vanno al riposo in vantaggio di nove lunghezze. Una New Orleans Arena decisamente rumorosa viene subito zittita da due triple di un ottimo Kobe Bryant nei primi 60’’ della ripresa. Si sveglia Okafor in attacco e il canestro dalla lunga distanza di Belinelli porta i padroni di casa al -6. In un modo o nell’altro New Orleans riesce a rimanere a galla ma i Lakers sono padroni del campo e sembrano trovare sempre ottime soluzioni in attacco. I centimetri delle tue torri di Phil Jackson aiutano e proprio il giocatore più criticato dai tifosi di LA negli ultimi giorni, Pau Gasol, mette al sicuro il risultato all’inizio dell’ultimo quarto dando il la (con sette punti) al parziale di 10-1 che porta i campioni in carica al +14 a 8’36’’ dalla fine. Il resto è accademia, i Lakers, infatti, non corrono più rischi e si riprendono il vantaggio del fattore campo.

New Orleans: BELINELLI 5 (1/1 da due, 1/7 da tre) in 22’. Landry 23 (6/12), Paul 22, Okafor 15.
Rimbalzi: Ariza 12.
Los Angeles Lakers: Bryant 30 (6/13, 4/7), Gasol 17. Rimbalzi: Bynum 11, Gasol 10. Assist: Fisher 5.

Rondo in lay up su Williams, Anthony, Stoudemire, Mason. Reuters
Rondo in lay up su Williams, Anthony, Stoudemire, Mason

New York-Boston 96-113 (0-3)

Dopo le due orgogliose e sfortunate prestazioni sfoderate a Boston, i Knicks steccano al Madison Square Garden, giocando stranamente senza energia, e si fanno dominare dai Celtics. Gli ospiti ci mettono pochissimo a zittire il pubblico del Madison Square Garden che non vede una partita di postseason da sette anni. L’atmosfera è elettrizzante, ma i veterani di Boston aggrediscono subito i Knicks togliendo entusiasmo ai tifosi newyorchesi. Un gigantesco Rondo, che mette a referto una tripla doppia condita dalla bellezza di 20 assist (nuovo record nella postseason per la glorioso franchigia), e Paul Pierce fanno venire il mal di testa alla difesa dei Knicks. I Celtics dopo soli otto minuti di gioco sono già avanti di 17 lunghezze e i padroni di casa hanno solamente cinque punti a referto. Con un Amare Stoudemire a mezzo servizio non è semplice tenere il passo dei Celtics, soprattutto se Carmelo Anthony incappa in una serata difficile (4/16 al tiro) in attacco. New York, con la produzione della panchina, torna sotto ma le triple di Ray Allen fanno male. I padroni di casa comunque riescono a limitare i danni andando al riposo sotto 52-44. Il Garden si aspetta un inizio di ripresa arrembante da parte dei padroni di casa, invece Boston, proprio come nel primo quarto, mette i Knicks con le spalle al muro. L’ottima regia di Rondo e i punti della coppia Allen-Pierce tolgono interesse al match. La truppa di Mike D’Antoni non ha la forza di rispondere e alza bandiera bianca già nelle battute finali del terzo quarto. Boston vince in scioltezza e si avvicina al secondo turno.

New York: Williams 17 (4/5, 2/5), Anthony, Douglas 15. Rimbalzi: Anthony 11. Assist: Anthony 6.
Boston: Pierce 38 (8/11, 6/8), Allen 32, Rondo 15. Rimbalzi: Garnett 12, Rondo 11. Assist: Rondo 20.

La guardia di Atlanta, Jamal Crawford contro OrlandoEpa
La guardia di Atlanta, Jamal Crawford contro Orlando

Atlanta-Orlando 88-84 (2-1)

Niente da fare per Orlando che paga la brutta serata di Turkoglu e Nelson in attacco e cade ad Atlanta. Gli Hawks tengono in mano il pallino del gioco ma non riescono a chiudere i conti e si fanno riprendere nel finale. Soltanto un canestro fortunoso dalla lunga distanza di Crawford alla fine allontana i Magic. Atlanta dopo aver tenuto bene il campo, deve difendersi dal ritorno di Howard e compagni nell’ultimo quarto. Un match fisico si innervosisce nelle battute finali e a 2’21’’ dalla sirena Pachulia e Richardson danno via a una mini rissa e finiscono anzitempo negli spogliatoi. Orlando a un minuto dalla sirena passa a condurre (84-83) con un canestro di Bass. Risponde Al Horford e con i padroni di casa avanti di una lunghezza un ottimo Crawford chiude definitivamente i conti trovando la retina dalla lunga distanza con una conclusione di tabella. Un epilogo un po’ fortunoso che però premia meritatamente gli Hawks.

Atlanta: Crawford 23 (4/14, 3/5), Johnson 21 Smith 15. Rimbalzi: Smith 10. Assist: Johnson 5.
Orlando: Howard 21 (8/14). Rimbalzi: Howard 15. Assist: Nelson 10.

tratto da gazzetta.it

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