Archive for marzo, 2011

Cenerentola va al gran ballo. Vcu alle Final Four di college

Virginia Commonwealth è la più inattesa delle finaliste del torneo Ncaa. Coach 33enne e tanta voglia di stupire: “E non abbiamo ancora finito”. Butler, Connecticut e Kentucky le altre partecipanti all’atto conclusivo del torneo più imprevedibile di sempre

Brandon Rozzell, senior, 17/35 da tre nel torneo. Reuters
Brandon Rozzell, senior, 17/35 da tre nel torneo

“Molte persone là fuori pensano che non dovremmo nemmeno esserci a questo torneo. Andiamo a dimostrargli che si sbagliano”. Shaka Smart, 33enne coach della Virginia Commonwealth University, ha caricato così i suoi Rams prima di ogni partita del torneo Ncaa. Finora i suoi ragazzi non hanno mai sbagliato un colpo, tanto che la cenerentola Vcu, entrata al gran ballo del torneo Ncaa dalla porta di servizio (le neonate First Four) è rimasta fino a mezzanotte, guadagnandosi il primo viaggio della sua storia alle Final Four. Un cammino inatteso ed esaltante quello che ha portato i Rams fino a Houston e che ha fatto saltare tutti i pronostici in uno dei tornei più incerti degli ultimi anni, con le favorite (i campioni in carica di Duke, Ohio State e Kansas, la prescelta del presidente Obama) tutte eliminate ben prima del gran finale.

Coach Shaka Smart, 33 anni, circondato dai suoi Rams. Reuters
Coach Shaka Smart, 33 anni, circondato dai suoi Rams

cenerentola — Forse l’appellattivo “Cenerentola” non basta a descrivere l’inatteso cammino di VCU, università pubblica di Richmond, Virginia, con 33mila studenti e poca tradizione cestistica. I Rams giocano nella Colonial Athletic Association, non certo una delle conference di primo piano: con una stagione da 23 vittorie e 11 sconfitte si sono guadagnati l’invito a torneo. O meglio, all’anticamera del torneo, le nuove First Four in cui l’Ncaa mette in palio gli ultimi 4 posti nel suo tabellone a 64. I Rams superano Southern California, l’ex college di Daniel Hackett, e conquistano un biglietto per il gran ballo, la “March Madness”. Come numero 11 della Southwest Region dovrebbero fare la vittima sacrificale a Georgetown. Invece arriva la vittoria e la prima sorpresa. Come al terzo turno con Purdue. Come nelle Sweet 16 contro Florida State, l’unica gara vinta sul filo di lana, dopo un supplementare. Come nelle Elite 8 contro Kansas, la favorita di Obama massacrata da tre punti. E così arriva la gita alle Final Four, a Houston, la terza numero 11 della storia a riuscirci (Lsu nell’86 e George Mason nel 2006 le altre). “Quando credi nel gruppo e nei tuoi coach succedono cose del genere” ha raccontato il play Joey Rodriguez, una delle stelle della squadra assieme a Jamie Skeen, Bradford Burgess e allo specialista dalla distanza Brandon Rozzell. “Nessuno credeva in noi – ha detto coach Smart accettando il trofeo di vincitore della Southwest Region -. Ma questi ragazzi sapevano di poter vincere, e hanno fatto un lavoro fenomenale nel dimenticarsi di tutti quelli che non credevano in noi”. Poi un avviso alle altre pretendenti al titolo: “Non abbiamo ancora finito”.

Kemba Walker, junior di Connecticut, 26,7 punti a gara. Reuters
Kemba Walker, junior di Connecticut, 26,7 punti a gara

le finaliste — Nelle prime Final Four della storia senza una numero 1 o una numero 2 è una sorpresa anche Butler, avversaria di Vcu nella gara che apre il weekend texano sabato a mezzanotte italiana (gara per il titolo alle 3 della notte tra lunedì e martedì). Numero 8 nella Southeast region, finalisti perdenti lo scorso anno (con tanto di tiro della disperazione, e della vittoria, che quasi finisce nel canestro), i Bulldogs si sono guadagnati l’ultimo atto superando Florida nella finale regionale. Ma l’apice del torneo del team guidato dal 34enne coach Brad Stevens è il successo su Pittsburgh, testa di serie numero 1 di questa parte di tabellone, conquistato dalla lunetta a 1 decimo dalla fine. L’altra semifinale mette di fronte Kentucky e Connecticut. Per i Wildacts di coach John Calipari è la prima Final Four dal 1998, a cui sono arrivati dopo aver eliminato anche Ohio State, la squadra migliore della regular season, grazie alle prodezze del play matricola Brandon Knight, 15,7 punti a partita nel torneo e un futuro in Nba quasi certo. UConn, che il secondo titolo della sua storia nel 2004, ha vissuto sulle prodezze della star Kemba Walker, 26,7 punti di media nella 4 sfide fin qui disputate e eliminato anche Arizona (e la sua star Derrick Williams, probabile prima scelta al prossimo draft Nba), che aveva cacciato dal torneo Duke, campione in carica. La vincitrice del titolo dovrebbe uscire da questo confronto secondo gli addetti ai lavori. Ma nel torneo più incerto di sempre nulla è scontato.

tratto da gazzetta.it

Annunci

Leave a comment »

Troppo Bryant per Belinelli. I Lakers dilagano 102-84

Vittoria numero 15 su 16 dall’All Star Game per Los Angeles: l’azzurro parte con una tripla ma soffre e chiude con 9 punti. Hornets in partita solo contro le riserve di LA, contro Gasol e Bynum niente da fare

I Lakers (53-20) superano gli Hornets (42-32) di Marco Belinelli 102-84 e conquistano il loro 15° successo su 16 gare dopo la pausa dell’All Star Game. Quello che potrebbe essere un antipasto dei playoff – se la regular season finisse oggi le due squadre si affronterebbero al primo turno – conferma la supremazia dei campioni in carica. Senza David West mettere in difficoltà la frontline dei Lakers diventa problematico per la truppa di Monty Williams. Un buon Carl Landry prova a fare la sua parte ma per infastidire la coppia Gasol-Bynum ci vuole di più.

Marco Belinelli, 25 anni, in azione contro i Lakers. Ansa
Marco Belinelli, 25 anni, in azione contro i Lakers

SUBITO BELINELLI — Si parte con Ron Artest che prende in consegna Marco Belinelli. L’azzurro non è per nulla timido e non si fa pregare a tirare. Beli trova la tripla del 7-4 e dopo cinque minuti di match ha già tentato sei conclusioni dal campo, trovando però la retina soltanto una volta. Contenere Gasol e Bynum sotto canestro non è facile, Landry e Okafor ci provano e per diversi minuti gli Hornets riescono a rimanere nella scia dei campioni in carica. Il bolognese realizza dalla media distanza, riportando gli Hornets al -1 ma i Lakers chiudono il primo quarto piazzando un parziale di 12-2.

CON E SENZA KOBE — Il tallone d’Achille dei Lakers in questa stagione è rappresentato dalla produzione troppo altalenante, eccezion fatta per Lamar Odom, della panchina. Con le riserve sul parquet New Orleans prova a tornare sotto e nel secondo quarto arriva al -4. Il rientro di Kobe però coincide con il risveglio dell’attacco di Los Angeles. Non è un caso naturalmente. Il fenomeno di LA schiaccia sull’acceleratore, Gasol domina la zona pitturata e i Lakers distanziano New Orleans, che dopo essere riuscita a rimettere in piedi il match a metà secondo quarto, deve andare negli spogliatoi in ritardo di 16 lunghezze.

Pau Gasol , 30 anni, lotta a canestro. Ap
Pau Gasol , 30 anni, lotta a canestro

ONDATA FINALE — La squadra di casa sembra poter controllare il match senza grandi problemi ma New Orleans prova a dare filo da torcere alla truppa di Phil Jackson e a inizio ripresa tenta di tornare sotto. Belinelli, dopo un bel movimento sul perimetro, trova la retina e spinge gli ospiti al -9. Ogni volta che gli Hornets si avvicinano, però, i Lakers cambiano marcia e allungano. In un paio di minuti Bryant e Gasol riportano la compagine californiana al +17. Ancora una volta le riserve di LA steccano e all’inizio dell’ultimo quarto permettono agli ospiti di rientrare nel match. Pondexter avvicina New Orleans (78-72), Bynum risponde ma Belinelli a metà frazione firma il canestro del -9. New Orleans mostra coraggio e lotta ma i Lakers si mettono ad attaccare con disciplina. Kobe e compagni trovano ottime soluzioni offensive e nel finale dilagano, andando a vincere in scioltezza.

Los Angeles Lakers: Bryant 30 (10/19, 1/6), Gasol 23. Rimbalzi: Gasol 16. Assist: Bryant 5
New Orleans: BELINELLI 9 (3/9 da due, 1/7 da tre), 1 assist in 25’. Landry 24 (8/16). Rimbalzi: Okafor 11, Landry 10. Assist: Paul 9.

tratto da gazzetta.it

Leave a comment »

Miami, 94 punti per i “Big 3”. Spurs al 3° k.o. consecutivo

James ne segna 33, Bosh 31 e Wade 30 con 10 rimbalzi nell’incredibile vittoria senza overtime sui Rockets. Non accadeva dal 1961 quando furono Oscar Robertson, Wayne Embry e Jack Twyman a firmare l’impresa. Boston passa a Minnesota, Kidd risolve per Phoenix

Terza sconfitta consecutiva per San Antonio, che cede anche a Memphis dopo aver perso Ginobili per infortunio alla fine del secondo quarto. James, Wade e Bosh segnano almeno 30 punti nella vittoria di Miami su Houston, Oklahoma City resiste ai 40 di Wallace e piega Portland. Boston va sul +25 e poi rischia la beffa in casa di Minnesota.

Una 'presa' di Hill su Tony Allen. Ap
Una ‘presa’ di Hill su Tony Allen. Ap

Memphis Grizzlies-San Antonio Spurs 111-104
San Antonio (57-16) concede la terza sconfitta consecutiva, che già priva di Tim Duncan gioca tutta la seconda metà di gara senza Manu Ginobili, che si fa male alla coscia sinistra a 2’10 dalla fine del secondo quarto (Popovich sarà espulso per proteste). I Grizzlies (41-33) non si fanno impressionare dall’eccellente partenza degli Spurs (7-0), né dal trentello di George Hill uscendo dalla panchina e nemmeno dal parziale di 15-3 realizzato dai texani a cavallo degli ultimi due quarti (90- 84 a 7’37 dalla fine). Zach Randolph costruisce il sorpasso con 6 punti consecutivi (95- 94 a 3’57 dalla fine) e allunga il suo momento magico mettendone altri 4 per il 101-97 con 1’45 sul cronometro. Tony Allen mette 7 degli ultimi 11 punti di Memphis, che allunga anche fino al +6 (107-101 con i liberi dell’ex Celtics), a nulla serve la tripla di Gary Neal per San Antonio a 24 secondi dal termine.
Memphis: Randolph 23 (8/14, 7/9 tl), Allen 23 (9/9, 0/1, 5/6 tl), Mayo 17, Conley 12, Gasol 11. Rimbalzi: Randolph 11. Assist: Gasol e Conley 4
San Antonio: Hill 30 (8/9, 1/3, 11/12 tl), Parker 20, Jefferson 13, Neal 11. Rimbalzi: Blair 6. Assist: Parker 6.

Vuoi ricevere tutte le ultime notizie di basket direttamente sul tuo cellulare? Clicca qui !

Miami Heat-Houston Rockets 125-119
Tutti sopra i 30 punti, tutti in doppia-doppia con almeno 10 rimbalzi (11 per Wade e 10 per James). Non accadeva da 50 anni nella Nba , per la precisione dal 1961 quando furono Oscar Robertson, Wayne Embry e Jack Twyman a firmare l’impresa con i Cincinnati Royals. Arriva grazie alle tre superstar di Miami (51-22) la quinta vittoria consecutiva per la squadra di coach Spoelstra, che ha dovuto comunque sudare eccome per superare una Houston (38-35) sempre molto determinata a combattere per entrare nei playoff. I texani hanno anche messo paura agli Heat, quando hanno confezionato un parzialone che li ha portati dall’essere sotto 70- 77 a 9’18 dalla fine del terzo quarto al vantaggio 89-81 con 3’41 prima dell’ultima pausa (con 11 punti di Kevin Martin). Miami reagisce con un 10-0 chiuso da Bosh (95- 93 a 11’08 dalla fine), e dopo l’ultima parità siglata da Lowry (97-97), gli Heat prendono il sopravvento grazie anche alle triple di Wade e Bibby (116- 106 a 3’34 dalla fine). Ancora Lowry riporta i suoi a -3 (115- 118 a 51 secondi dalla fine), aiutando Scola e Budinger nel tentativo di rimontare, ma James e Bosh chiudono la gara dalla lunetta negli ultimi 15 secondi.
Miami: James 33 (13/20, 0/1, 7/9 tl), Bosh 31, Wade 30, Bibby 14. Rimbalzi: Bosh 12. Assist: James 7
Houston: Martin 29 (6/13, 2/6, 11/12 tl), Scola 28, Lowry 25, Budinger 16. Rimbalzi: Hayes e Lowry 7. Assist: Lowry 9

Michael Beasley, 28 punti contro Boston. Reuters
Michael Beasley, 28 punti contro Boston. Reuters

Minnesota Timberwolves-Boston Celtics 82-85
Con Delonte West in quintetto al posto dell’infortunato Rajon Rondo, i Boston Celtics (51-21) partono alla grande sul campo dei T’Wolves (17-57), che vanno però vicinissimi a una vittoria che sarebbe stata veramente clamorosa. Gli ospiti, infatti, erano avanti 38-13 con 9’37 da giocare nel secondo quarto, e a quel punto la gara sembrava davvero poco più di una formalità. Minnesota, però, va dietro al talento di Beasley, mentre Boston smette di giocare, e rimette in piedi la gara. L’ex ala di Miami mette i primi 6 punti dei suoi nell’ultimo quarto, e dopo l’errore di Pierce arriva addirittura il sorpasso con Darko Milicic, dopo il rimbalzo offensivo (70-68 con 8’07 da giocare). Nel punto a punto finale risulta determinante Kevin Garnett: suoi gli ultimi 4 punti dal campo di Boston, compreso il tiro del +4 a 1’07 dalla fine (81-77). Pierce e Allen, dalla lunetta, garantiscono la vittoria agli ospiti.
Minnesota: Beasley 28 (9/24, 2/4, 4/6 tl), Tolliver 16, Milicic 15, Ridnour 10. Rimbalzi: Tolliver 15. Assist: Ridnour 8
Boston: Pierce 23 (4/8, 2/8, 9/11 tl), Garnett 13, Krstic e Allen 11. Rimbalzi: Garnett 13. Assist: West e Garnett 5.

Oklahoma City Thunder-Portland Trail Blazers 99-90
Gara molto interessante quella tra Thunder (48-24, playoff conquistati) e Blazers (42-31), che nei playoff potrebbero anche ritrovarsi faccia a faccia a primo turno. La decide Russell Westbrook grazie al suo ultimo quarto da 14 punti, contro un’avversaria ispirata dalla magica serata di Gerald Wallace, che va a soli 2 punti dal suo massimo in carriera. Ce ne sono 15, per Wallace, nel solo terzo quarto, quando gli ospiti rientrano dal -14 di metà gara (55-41) fino al 69 pari firmato da Batum dalla lunetta con 2’14 da giocare prima dell’ultimo intervallo. Wallace segna anche i primi 7 punti dei suoi nell’ultima frazione, ribadendo la parità (79- 79 a 9’23 dopo il 2+1 con il fallo di Durant), ma l’ultima parola è di Westbrook: il playmaker dei Thunder segna 3 triple negli ultimi 5 minuti e mezzo, compresa quella del 97- 90 a 21 secondi dal termine.
Oklahoma City: Westbrook 28 (5/14, 4/5, 6/7 tl), Durant 21, Ibaka 18. Rimbalzi: Perkins 10. Assist: Westbrook 7
Portland: Wallace 40 (15/24, 1/4, 7/9 tl), Aldridge 20, Miller 9. Rimbalzi: Camby 13. Assist: Miller 5.

Jason Kidd, 4 su 7 da tre. Reuters
Jason Kidd, 4 su 7 da tre. Reuters

Phoenix Suns-Dallas Mavericks 83-91
Ormai tutti dovrebbero aver imparato la lezione, non bisogna lasciare libero Jason Kidd per le triple, specie se sono importanti. Il playmaker dei Mavericks (52-21) segna gli ultimi 8 punti della sua squadra in quel di Phoenix (36-36), dopo che Jared Dudley aveva pareggiato a quota 83. I texani, che erano stati sotto anche di 12 nel secondo quarto (36- 24 a 6’48 dall’intervallo), lo trovano pronto dietro l’arco prima con Barea e poi con Nowitzki, e lui esegue per il +6 (89-83) a 44 secondi dalla fine. Dopo gli errori di Dudley per accorciare, Kidd segna anche dalla lunetta con 27 secondi sul cronometro per il 91-83 finale, e Dallas continua la sua rincorsa ai Lakers per il secondo posto a Ovest.
Phoenix: Dudley 20 (7/13, 0/3, 6/6 tl), Gortat 20 (8/12, 0/1, 4/4 tl), Childress 12. Rimbalzi: Gortat 15. Assist: Nash 10
Dallas: Chandler 16 (5/7, 6/9 tl), Kidd 16 (1/1, 4/7, 2/2 tl), Terry 16 (3/7, 2/9, 4/4 tl), Nowitzki 15, Beaubois 10. Rimbalzi: Chandler 18. Assist: Barea 5.

Philadelphia 76ers-Sacramento Kings 111-114 dts
Occasione persa per i 76ers (37-36) che incassano una sconfitta inattesa contro i Kings nonostante la strepitosa partita di Jrue Holiday (anche 9 rimbalzi per lui), autore di 16 punti nel solo ultimo quarto. C’è voluta una tripla di Lou Williams, allo scadere, per evitare ai padroni di casa la sconfitta nei tempi regolamentari. I Kings (20-52) sono stati bravi a reagire a ogni minimo tentativo di prendere il controllo della gara da parte di Philadelphia, che dopo aver condotto di 12 nel primo quarto (27- 15 a 1’35 dalla prima pausa) non è stata in grado di archiviare la pratica. Cousins è protagonista nel supplementare: inizia con il 2+1, poi serve a Donte Greene e Beno Udrih gli assist per le loro triple, e punisce l’errore di Hawes con il tiro del 111- 107 a 59 secondi dalla fine. I tiri liberi di Dalembert e Thornton consentono agli ospiti di portarsi a casa la vittoria.
Philadelphia: Holiday 28 (10/18, 1/1, 5/5 tl), Meeks 22, Iguodala e Hawes 16, Brand 15. Rimbalzi: Hawes 15. Assist: Holiday 7
Sacramento: Thornton 32 (7/15, 4/6, 6/7 tl), Thompson 15, Dalembert 13, Cousins 12, Garcia e Udrih 11, Evans 10. Rimbalzi: Dalembert 19. Assist: Cousins 6.

Hinrich tra le maglie della difesa di Cleveland. Reuters
Hinrich tra le maglie della difesa di Cleveland. Reuters

Cleveland Cavaliers-Atlanta Hawks 83-99
Non c’era Joe Johnson per gli Hawks (42-32), che non hanno comunque avuto problemi a vincere sul campo di Cleveland (14-58). I padroni di casa , infatti, non sono mai stati in vantaggio, e Atlanta ha invece potuto contare sul massimo stagionale di Marvin Williams e su un Josh Smith che nonostante il 5/16 dal campo ha sostanzialmente dominato la partita. Al Horford permette ai suoi di superare la doppia cifra di vantaggio già nel primo quarto (17-6 con 3’55 da giocare), 2 triple consecutive di Gibson riavvicinano Cleveland sul finire del terzo quarto (63-69 con 1’34 prima dell’ultima pausa), ma Williams segna 14 dei successivi 20 punti dei suoi, rispedendo indietro i Cavs (89- 74 a 5’35 dalla fine).
Cleveland: Davis 19 (4/8, 2/6, 5/5 tl), Sessions 13, Gibson 11, Hickson e Gee 10. Rimbalzi: Hickson 13. Assist: Davis 7
Atlanta: Williams 31 (6/9, 3/5, 10/11 tl), Horford 20, Smith e Hinrich 13, Teague 10. Rimbalzi: smith 18. Assist: Smith 8.

Golden State Warriors-Washington Wizards 114-104
Avessero avuto un pò di consistenza fuori casa, i Golden State Warriors (32-42, di cui 23- 14 in casa) avrebbero anche potuto sognare i playoff. A proposito di consistenza esterna, Washington (17-55) rimane con 1 sola vittoria conquistata fuori casa, e non riesce a ritoccare questo tristissimo dato. Monta Ellis e David Lee (massimo stagionale per l’ex Knicks), prendendo il largo nel finale grazie anche alle triple di Dorell Wright (ne mette 2 in fila per il 106- 96 a 3’53 da giocare).
Golden State: Ellis 37 (10/18, 4/6, 5/7 tl), Lee 33, Wright 19, Curry 10. Rimbalzi: Lee 12. Assist: Ellis 13
Washington: McGee 28 (9/12, 10/11 tl), Evans 23, Wall 18, Jianlian 12, Crawford 11. Rimbalzi: McGee 18. Assist: Wall 12.

tratto da gazzetta.it

Leave a comment »

Harrison a Biella al posto di Slaughter??

 

C.C. Harrison

La 35enne guardia CC Harrison da Udine in Legadue a Biella al posto del 24enne play-guardia A.J. Slaughter per salvare l’Angelico in serie A. E’ la trattativa più avviata dopo che mercoledì, all’indomani dell’assemblea di Legadue pro professionismo e mentre la squadra era testimonial della Cciaa udinese a Lubiana per presentare l’estate a Lignano, la Snaidero ha fatto un giro di procuratori dei giocatori in rosa, liberandoli se

A.J. Slaughter

entro la scadenza di fine mese avessero avuto mercato. L’unico agente risparmiato dal sacrificio sull’altare dei conti della Pallalcesto amatori è stato quello di Gerald Lee, mentre Brindisi per Gigi Dordei ha fatto solo un sondaggio. Dopo la gara di oggi a Forlì, domani sarà la giornata decisiva per i tagli in casa arancione. L’alternativa, che appare poco praticabile, alla partenza di Harrison è, infatti, un taglio generalizzato degl’ingaggi, e non solo in squadra, da ora sino a fine stagione. Non sono escluse reazioni a catena.

 

Leave a comment »

Bargnani non nei piani futuri dei Raptors?

Secondo il “New York Dailynews”, Toronto, nonostante la perdita di Chris Bosh e la deludente stagione, sarebbe intenzionata a riaffidare a Bryan Colangelo un nuovo progetto di ricostruzione. Nei piani del general manager dovrebbe ancora rientrare coach Jay Triano, ma si vocifera che, se D’Antoni dovesse essere spesato da New York, Colangelo potrebbe puntare sull’allenatore col baffo, vista anche la positiva convivenza di entrambi ai Suns. Sul fronte dei giocatori giunge un rumor che per gli appassionati italiani ha del clamoroso: Toronto infatti per ricostruire vorrebbe puntare sul centro al primo anno Ed Davis e sulla guardia DeMar DeRozan, mettendo sul mercato Andrea Bargnani.

tratto da sportando.net

Leave a comment »

Cantù, vittoria di misura. Teramo sorprende Avellino

Nell’ottava giornata di ritorno di A, orfana di Milano-Siena, i brianzoli passano in Sardegna e sono soli al secondo posto. Gli irpini battuti al supplementare sul campo dell’ultima in classifica. Nel tunnel degli spogliatoi pugno di Thomas a De La Fuente. Montegranaro travolge Brindisi, bene anche Caserta, Biella e Varese

Dopo il successo di Treviso in anticipo, si disputa la 23ª giornata di A, senza Milano-Siena, rinviata al 14 aprile per permettere alla Montepaschi di concentrarsi sulla sfida dei quarti di Eurolega contro l’Olympiacos. Vincono Teramo (al supplementare su Avellino), Biella, Caserta, Montegranaro e Varese.

Sassari–Bennet Cantù 74–76

Gara di emozione e cuore, ma al PalaSerradimigni è la Bennet a battere la Dinamo e passare all’ultimo secondo. Coreografia sassarese, 80 tifosi canturini presenti sugli spalti, canestro di Hunter in apertura e immediata risposta dall’arco di Mazzarino. Sassari difende bene ai 24”, White per il 6-5 dalla media. Trinchieri cambia Marconato con Ortner, contropiede e schiacciata di Devecchi (10-7), Mazzarino ancora da tre per il +4 Cantù (7-0), Diener a fil di sirena per il 17-16. Gara tirata, alla prima sirena è 17-18.

Nicolas Mazzarino, 17 punti. Ciam/Cast
Nicolas Mazzarino, 17 punti

Esperienza targata Marconato per il 19-22 Bennet, sorpasso Dinamo con Hunter, il leitmotive è il punto a punto. Gioco da tre punti di “The Flight”, zona per Sacchetti, 2/2 di Micov (28-28), tripla di Plisnic e timeout Trinchieri. Il lungo serbo si ripete dai 6.75 e chiude in tap in il suo break personale (8-0) che rimanda Cantù al minuto sul 36-30. Nello spogliatoio si torna sul 38–34 Sassari. Devecchi è mastino su Mazzarino che però, implacabile, segna dalla lunga (40-37), break da 7-0 lombardo (40-41) e time out Sacchetti. Gara accesa e mai scontata, tripla di Diener (3° di Tabu) e +4 Sassari sul 49-45. Rientra Marconato per Trinchieri, il “Cardinale” è una spina nel fianco sassarese, per Tabu è 4^ infrazione, l’ultimo periodo si apre sul 53-53. A segno Diener e Green, la situazione resta in equilibrio, tripla di Brian Sacchetti, bolgia al palasport e inseguimento che continua. Mazzarino con un 3+1 che vale il sorpasso Bennet (62-63), Diener e Green realizzano da leader, è testa a testa. White schiaccia e inchioda sul 70-70 che porta Trinchieri a parlarci su a 3’05” dalla fine. Tripla di Markoishvili, minuto per Sacchetti, tap in di Plisnic (74-73), vantaggio di Leunen a 23”, l’attacco Dinamo si spegne sulla sirena ed a vincere è Cantù (74-76). (Giovanni Dessole)

Sassari: Diener 21 , White 14, Plisnic 13
Cantù: Mazzarino 17, Ortner 12, Leunen 11

Drake Diener (Teramo), 29 punti, in penetraziione. Ciam/Cast
Drake Diener (Teramo), 29 punti, in penetraziione

Tercas Teramo-Air Avellino 99-97 dts

Successo sofferto e fondamentale della Banca Tercas Teramo, che piega l’Air Avellino all’overtime. I biancorossi mettono in campo grande intensità fin dai primi possessi, e con i palloni recuperati e il gioco di squadra doppiano gli avversari a metà primo quarto (18-9). L’intero quintetto va subito a referto, guidato da uno Zoroski molto ispirato (7 punti e 3 assist nel 27-19 con cui si va alla prima pausa). Teramo mantiene alto il ritmo anche a costo di concedere qualche canestro facile, ma la strategia alla lunga paga: Diener firma il nuovo allungo con una serie di prodezze che fissano il punteggio all’intervallo sul 51-41. Nella ripresa gli abruzzesi calano, soffrendo per i problemi di falli dei lunghi: Green, a suon di triple, e soprattutto Szewczyk riportano l’Air in scia (70-67 dopo 30’). Il sorpasso arriva sempre per mano del lungo polacco, ma quando sembra sulle ginocchia la Banca Tercas cambia marcia, ritrovando l’aggressività difensiva e affidandosi a Diener e Zoroski per riportare in equilibrio il confronto. Green sbaglia l’ultimo tiro dei tempi regolamentari mandando le squadre al supplementare, deciso da alcune giocate di Davis (una stoppata e due rimbalzi offensivi trasformati in 4 punti dalla lunetta). L’Air ha la possibilità di pareggiare, ma Zoroski stoppa Lauwers e rilancia le speranze di salvezza degli abruzzesi. Brutta coda nel finale: Omar Thomas aspetta Rodrigo De La Fuente nel tunnel degli spogliatoi e lo colpisce con un pugno. (Paolo Cianci)

Teramo: D. Diener 29, Davis 18, Zoroski 15.
Avellino: Szewczyk 34, Johnson 21, O. Thomas 19

Edgar Sosa (Biella) festeggia la vittoria contro Pesaro. Ciam/Cast
Edgar Sosa (Biella) festeggia la vittoria contro Pesaro

Angelico Biella-Scavolini Pesaro 88-64

Biella ottiene alla grande i punti salvezza che cercava, Pesaro vede ancora i playoff, anche se il deficitario ruolino di marcia fuori casa non li legittimerebbe. Al Lauretana Forum è l’Angelico che prova subito ad allungare. E ci riesce: in 1’30” è 9-0. Viggiano dà spettacolo con due schiacciate che infiammano i tifosi, poi Chessa tocca il +14 al 7′. I liberi di Flamini aiutano Pesaro a tornare sul -9 alla fine del primo quarto (27-18). L’allungo biellese tocca il +17 al 13’ con Moraschini, poi il trio Diaz-Almond-Cusin (5 punti a testa in 5’) ricuciono lo strappo di nuovo fino al -9 (come nel primo quarto), ma questa volta una tripla di Chessa sulla sirena riporta lo scarto in doppia cifra (49-37). È la difesa lunga di Biella la chiave, mettendo in profonda crisi i portatori di palla pesaresi: 4 palle perse di Collins, 2 di Traini. Pesaro prova a mettere una pezza con la zona, ma non funziona contro la mano calda dei biellesi: le loro percentuali sono da capogiro (68% da due, 50% da tre nel primo tempo). Al rientro sul parquet l’Angelico continua ad avanzare. Lentamente, senza strappi. Al 17’ la tripla di Soragna dà il +17. Si sveglia Hackett che con 7 punti tiene in vita la sua squadra, ma alla fine del periodo è +16 Angelico (68-52). Gli sforzi della Scavolini non mancano, ma Biella è davvero troppo in palla questa volta. Soragna, Slaughter e Jurak portano il risultato 76-54 dopo appena 2’. A metà periodo ad alzare bandiera bianca è Daniel Hackett: prima un antisportivo, poi il quinto fallo con conseguenti proteste di Delmonte e fallo tecnico. Soragna fa 5/6 dalla lunetta, poi la tripla di Slaughter confeziona il massimo vantaggio: +27. (Gabriele Pinna)

Biella: Soragna 15, Chessa 11, Viggiano 11
Pesaro: Almond 16, Cusin 11, Diaz 10

Tim Bowers, 29 anni, 11 punti di media a gara. Ciam/Cast
Tim Bowers, 29 anni, 11 punti di media a gara

Pepsi Caserta-Vanoli Cremona 95-79

Torna a vincere la Pepsi e ribalta la differenza canestri contro la Vanoli Braga, mai doma, e comunque ancora in piena corsa playoff. Partenza sprint dei padroni di casa, che nei primi quattro minuti costruiscono il vantaggio che risulterà utile per il resto della gara: 17-7 e Mahoric già costretto al timeout. Si segna e si corre tanto, e sulla prima sirena Bowers infila la tripla (appena 6/40 in stagione) che vale il 31-23. Nella seconda frazione la Vanoli Braga prova a ricucire lo strappo (39-33) e Sacripanti è costretto a fermare la verve degli ospiti col time-out che produce il parziale di 4-0 (43-33) che costringe Mahoric a richiamare di nuovo i suoi. Caserta trova ottimi contributi dalla panchina: Garri e Martin lanciano la lanciano sul +13 (46-33 al 17’) prima del fallo tecnico fischiato a Sacripanti in chiusura di quarto, che permette a Cremona di rientrare dal 52-42 al 52-46 con le firme di Foster e Milic. Al rientro dagli spogliatoi Williams e Milic fanno a gara a chi segna di più, ed è il bianconero a spuntarla: otto punti del lungo “bulgaro” e quattro di Bowers (i migliori in campo) permettono a Caserta di torna a +13 (70-57 al 29’). Ma non è finita: Cremona rientra sul -7 (70-63), complici tre palle perse della Pepsi in apertura di ultimo quarto, ma la Juve è brava a ricostruirsi il vantaggio necessario con sei punti di Garri (78-68) e la tripla di Ere (81-68) che ipotecano la vittoria. (Giuseppe Bernardo)

Caserta: Williams 18, Bowers 17, Garri 15
Cremona: Rowland 19, Perkovic 17, Foster 14

Fabi Montegranaro-Enel Brindisi 96-54

E’ con una grande prestazione di squadra, sia in attacco che in difesa, che la Fabi fa suo il match salvezza contro l’Enel Brindisi. In un colpo solo i ragazzi di Pillastrini ritrovano il feeling con i propri tifosi e interrompono la crisi ricacciando l’Enel a -6 in classifica. Troppo spenta l’Enel, incapace di ripetere la bella prestazione contro Sassari. Parte subito bene Montegranaro che, in particolare nei primi minuti, fa valere tutta la propria fisicità sotto i tabelloni approfittando dell’assenza di Lang (8-2 sulla schiacciata di Ford al 4′). L’area pitturata diventa una specie di fortino insuperabile, tanto che Brindisi chiude il primo periodo con 1/11 da due senza riuscire a far valere la propria abilità a rimbalzo. La tripla di Taylor in avvio secondo quarto riavvicina l’Enel a -2 (19-17), ma è solo una timida reazione perché la Fabi, trascinata dalle triple di Antonutti (decisamente il migliore in campo) e Toolson, piazza un parziale da 20-12 che la porta sul +16. Bechi prova anche la zona, ma l’inerzia del match è saldamente nelle mani della Sutor. Antonutti, in stato di grazia, continua a bersagliare la retina ben coadiuvato da Toolson e c’è gloria anche per il neo acquisto Williams (10 punti con 2/3 da tre e una regia pulita). Unico neo della partita il parapiglia tra Taylor e Ford, dopo la stoppata effettuata da quest’ultimo, con conseguente espulsione di entrambi. Il quarto periodo è pura accademia e la Fabi dilaga. (Aaron Pettinari)

Montegranaro: Toolson 21, Antonutti 20, Ford, Ivanov e Williams 10.
Brindisi: Diawara 11, Maresca 11, Roberson 9.

Il croato Rok Stipcevic, 9,8 punti di media a gara. Ciam/Cast
Il croato Rok Stipcevic, 9,8 punti di media a gara

Cimberio Varese-Lottomatica Roma 84-78

La quinta è la prova: l’innesto di Stipcevic ha cambiato il volto alla Cimberio, che con la regia del play croato ha conquistato 4 vittorie nelle ultime 5 partite. E anche ieri sera, in una sfida che Roma ha improvvisamente riaperto con le triple di Smith dopo essere stata sotto anche di 16 lunghezze nell’ultimo quarto (67-51 al 33’), proprio Stipcevic (6 assist e 4 palle recuperate per 24 di valutazione) ha garantito un aiuto fondamentale a coach Recalcati: dapprima, quando la Lottomatica aveva ormai riagguantato Varese (73-72 al 38’30”), è volato per recuperare una palla e innescare il contropiede dell’efficacissimo Goss (5/7 da due); poi, è stato glaciale dalla lunetta per segnare gli ultimi 8 tiri liberi di fila, facendo il paio alla serie consecutiva di 6 canestri nella stessa situazione che solo una settimana prima avevano assicurato il successo a Galanda e compagni sul parquet di Bologna. Al contrario Filipovski lamenta una pessima serata dei suoi proprio ai tiri liberi, con il 50% (10/20) che ha pesato sull’esito di una partita iniziata con un allungo romano (16-10 al 7’) firmato da Dasic (6/11 da 2 e 2/3 da tre). Nonostante una ferita alla testa che, dal secondo quarto, lo costringe a giocare fasciato, l’estone Kangur (9 rimbalzi e 13 di valutazione) riesce a incidere in chiave difensiva. Anche Slay (6/9 da due e 5 palle recuperate) diventa protagonista e la Cimberio prima dell’intervallo costruisce un parziale di 24-9. Quando pure l’ex di turno Righetti scalda la mano e diventa il quinto biancorosso di casa in doppia cifra (12 punti per l’ala), la partita sembra segnata, con un vantaggio Cimberio costantemente in doppia cifra (60-48 al 30’). Non è così, perché Smith si sveglia dopo una lunga apatia (4/7 da tre) e sfrutta al meglio due antisportivi consecutivi di Fajardo e Slay. Recalcati però non deve far altro che affidarsi ancora a Stipcevic: il play croato non sbaglia nulla e così Varese può di nuovo aspirare al sogno playoff. (Antonio Franzi)

Varese: Goss 18, Slay 17, Stipcevic 14
Roma: Dasic 20, Smith, Washington, Traoré 12

tratto da gazzetta.it

Leave a comment »

Sempre Rose, Chicago vola. Dallas a segno, Knicks k.o.

Il playmaker trascina i Bulls a Milwaukee, New York incassa a Charlotte la 6ª sconfitta di fila e Anthony dice “alcune squadre con cui abbiamo perso di recente sono così inferiori che non dovrebbero nemmeno stare sul parquet con noi”. I Mavericks passano a Salt Lake City. Toronto, senza Bargnani, cade con onore a casa dei Clippers

Derrick Rose, 22 anni, in entrata contro Andrew Bogut. Ap
Derrick Rose, 22 anni, in entrata contro Andrew Bogut

Un Derrick Rose versione Mvp trascina i Bulls al successo a Milwaukee, New York incassa a Charlotte la sua sesta sconfitta consecutiva mentre Dallas supera Utah.

Atlanta-New Jersey 98-87

Gli Hawks (41-32) superano senza grossi problemi i Nets (23-39) ma perdono la loro stella Joe Johnson. Ad Atlanta basta un eccellente primo quarto, nel quale piazza un parziale di 19-0, per mettere k.o. i Nets e strappare il biglietto per la postseason. Nel terzo quarto però Johnson si procura un infortunio al pollice destro che lo costringerà a saltare il match di domenica a Cleveland. Gli ospiti vanno sotto anche di 30 punti, poi nella ripresa abbozzano un tentativo di rimonta, ma i canestri di Al Horford permettono ad Atlanta di non correre rischi.

Atlanta: Horford 23 (9/16), Smith 22, Crawford 18. Rimbalzi: Horford 12. Assist: Crawford 6.
New Jersey: Morrow 25 (11/17, 0/4). Rimbalzi: Petro 8. Assist: Farmar 8.

Charlotte-New York 114-106

Ennesima figuraccia per i Knicks (35-38) che a Charlotte (30-42) incassano la loro sesta sconfitta consecutiva. La truppa di Mike D’Antoni per buona parte del match gioca senza la minima energia e mostra una certa supponenza. I Bobcats, guidati da un ottimo Boris Diaw, diventato un giocatore vero nella Nba grazie proprio alla cura D’Antoni, arrivano al +20 nel terzo quarto ma subiscono il ritorno dei Knicks nel finale. La compagine newyorchese si affida a Carmelo Anthony e a 1’34’’ dalla sirena arriva al -4 (110-106) ma poi si mette a fare confusione e non riesce più a trovare il canestro. Anthony a fine gara si lascia andare a una dichiarazione che suona incredibilmente arrogante, soprattutto considerato il terribile momento del suo club. “Alcune delle squadre con cui abbiamo perso di recente – dice Melo – sono talmente inferiori che non dovrebbero nemmeno stare sul parquet con noi”. Mike D’Antoni continua a non riuscire a trovare il bandolo della matassa e anche a Charlotte deve registrare la serata negativa di Amare Stoudemire (4/13 al tiro), il giocatore che prima delle celeberrima trade stava disputando un campionato da Mvp.

Charlotte: Diaw 20 (6/13, 1/1), Jackson 19. Rimbalzi: Diaw 8. Assist: Augustin 9.
New York: Anthony 36 (10/15, 3/10), Fields 16. Rimbalzi: Williams 9. Assist: Billups 10.

La difesa di Dirk Nowitzki contro Derrick Favors. Reuters
La difesa di Dirk Nowitzki contro Derrick Favors

Detroit-Indiana 100-88

Brutta sconfitta, in prospettiva playoff, per i Pacers (32-42) a Detroit (26-47). Indiana, complice il successo dei Bobcats sui Knicks, adesso sente sul collo il fiato di Charlotte, al nono posto della classifica della Eastern Conference, con una sola gara di ritardo sui Pacers. I Pistons ritrovano finalmente un buon Rip Hamilton che non solo segna un canestro da circo allo scadere del primo quarto, ma firma 23 punti e fa la differenza. I padroni di casa mettono il risultato al sicuro con un parziale di 21-3 nel terzo quarto.

Detroit: Hamilton 23 (5/11, 2/2), Stuckey 16. Rimbalzi: Monroe 13. Assist: Hamilton, Stuckey 6,.
Indiana: Rush 19 (3/4, 4/6), Hansbrough 16. Rimbalzi: Hansbrough, McRoberts 8. Assist: Collison 6.

Milwaukee-Chicago 87-95

Sembra proprio che oramai nessuno possa soffiare a Derrick Rose il premio di Mvp della stagione. I Bulls (53-19) passano a Milwaukee (29-43) e solidificano la propria leadership nella Eastern Conference, allungando sui Celtics. Rose gioca da fenomeno e trascina Chicago a un successo con un finale di gara da vero Mvp. Sotto 87-83 a tre minuti dalla sirena, Chicago si affida al suo playmaker che cambia marcia e spinge gli ospiti a un parziale di 12-0 che mette k.o. i Bucks. Rose nel finale produce giocate da cinema, segna tre canestri consecutivi e regala due splendidi assist a Noah e Brewer. “Quando predo fiducia – commenta la stella dei Bulls che chiude con 17 assist, suo massimo in carriera – per gli avversari rallentarmi diventa difficile”.

Milwaukee: Salmons 25 (9/17, 0/4), Delfino 23. Rimbalzi: Bogut 9. Assist: Jennings 5.
Chicago: Rose 30 (9/14, 0/3). Rimbalzi: Noah, Boozer 11. Assist: Rose 17.

Utah-Dallas 77-94

I Mavericks (51-21) sonnecchiano per più di tre quarti, poi Jason Terry suona la carica, Dallas si mette a giocare la sua pallacanestro e manda in tilt la difesa dei Jazz (36-38). I padroni di casa tengono sotto controllo la coppia Terry-Nowitzki per buona parte del match e a metà del quarto periodo passano a condurre 70-68 con il canestro di Raja Bell. Terry però non ci sta e prende per mano i Mavericks che piazzano un parziale di 13-0, diventano padroni del match e vanno a vincere in scioltezza.

Utah: Jefferson 21 (9/21), Miles 16, Millsap 15. Rimbalzi: Jefferson 7. Assist: Price 6.
Dallas: Terry 22 (2/2, 4/5), Nowitzki 19. Rimbalzi: Merion, Chandler 7. Assist: Barea, Kidd 6.

L.A. Clippers-Toronto 94-90

Con Andrea Bargnani a riposo per problemi alla caviglia i Raptors (20-53) si arrendono ai Clippers (29-45) e tornano a casa con 1-4 dalla trasferta a Ovest. Stavolta, malgrado la sconfitta, Toronto mette in mostra qualche lato positivo e deve pure recriminare per un’occasione sprecata. Calderon e compagni, infatti, giocano una buona partita fino alle prime fasi del quarto periodo, per poi farsi mangiare i 10 punti di vantaggio (70-80 a 8’26” dalla sirena). Negli ultimi minuti i Raptors hanno difficoltà ad attaccare la difesa a zona dei Clippers e subiscono il risveglio di Blake Griffin, anonimo all’inizio prima di diventare decisivo nel finale, soprattutto sotto canestro. Fino ad allora Toronto aveva fatto buona guardia sull’esplosivo big man, ma alla fine Griffin è sempre più cercato dai compagni e non delude, chiudendo con 22 punti e 16 rimbalzi, anche se con 9/23 al tiro e 0/4 ai liberi (sua grande lacuna) nel momento cruciale. Quattro canestri di Griffin negli ultimi 5’ e la tripla chiave di Eric Gordon del 92-88 sono comunque sufficienti ai Clippers per vincere. Toronto paga il momento di crisi in attacco subendo un parziale di 11-0 e quando James Johnson cerca di scuotere i compagni con buone giocate è ormai troppo tardi. L’aspetto più importante della prestazione dei Raptors, che oltre a Bargnani avevano assente anche Evans mentre Amir Johnson e Calderon erano a mezzo servizio, è la brillante partita del rookie Ed Davis per nulla intimorito di dover affrontare Griffin. Mentre DeRozan, prodotto locale originario di Compton, inciampa in una serata negativa con 0/9 iniziale e 3/15 totale per 7 punti, il giovane Davis si distingue con una gara incoraggiante per il futuro di una franchigia che ormai deve puntare a sviluppare i giovani talenti. Con 8/11 dal campo per 22 punti Ed Davis va in doppia doppia aggiungendo 11 rimbalzi. “Non voglio più vivere una situazione del genere”, aveva dichiarato prima del match Davis commentando l’umiliante k.o. della sera prima, confermando in campo la sua determinazione. James Johnson intanto continua a dimostrare con la sua concretezza di essere stato un utile acquisto. La prossima gara dei Raptors sarà mercoledì a Toronto contro i Bucks.

Toronto: Davis 21 (8/11), Calderon 16, Johnson e Barbosa 14. Rimbalzi: Davis 11. Assist: Barbosa 6.
LA Clippers: Griffin 22 (9/23), Kaman e Gordon 17. Rimbalzi: Griffin 16 Assist: Williams 6.

tratto da gazzetta.it

Leave a comment »