Archive for febbraio, 2011

Kobe Bryant, settimo miglior marcatore di sempre della NBA

The Black Mamba supera anche Elvin Hayes

Continua a passo spedito la marcia di Kobe Bryant alle prime posizioni della classfica dei miglior marcatori della NBA. The Black Mamba infatti, nella vittoria contro i Thunder, ha superato Elvin Hayes issandosi alla settima posizione assoluta.

Byrant ha iniziato la partita con 27.303 punti ad 11 sole lunghezze da Hayes. Il prossimo da superare è Moses Malone, che di punti ne ha messi a referto 27.409. In questa stagione Kobe ha passato John Havlicek, Dominique Wilkins, Oscar Robertson e Hakeem Olajuwon. “Non so cosa accadrà” ha detto Kobe ad inizio stagione. “Sono più concentrato a superare Bill Russell” (vincitore di 11 titoli NBA a dispetto dei cinque di Bryant).

tratto da Sportando.net

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Luca Vitali verso Montegranaro

Dopo aver ripreso in estate Sharrod Ford, la Sutor Montegranaro è prossima a portare nuovamente nelle Marche Luca Vitali. La combo guard italiana è attualmente alla Virtus Roma dove, sin dal suo arrivo, non ha offerto le prestazioni pretese da un giocatore del suo calibro. Vitali è arrivato alla Virtus Roma la passata stagione proveniente dall’Armani Jeans Milano che lo ha fatto partire senza problemi dopo una stagione piena di bassi e con pochi picchi. Il giocatore proprio in maglia Sutor, sotto la guida di Stefano Pillastrini ha avuto sin ora le sue stagioni migliori. L’accordo dovrebbe scadere nel 2014. La Sutor ha anche chiuso con Ryan Toolson dalla Benetton Treviso.

tratto da Sportando.net

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Knicks e Lakers, che rimonte! Gli Spurs volano senza Parker

New York rientra dal -15 in casa dei Miami Heat, i campioni Nba tornano dal -14 a Oklahoma City. A San Antonio, il playmaker esce per guai a un polpaccio ma i suoi si impongono sui Grizzlies. Successi anche per Orlando, Atlanta, Phoenix (dopo il supplementare), Philadelphia e Minnesota

Grandi colpi esterni per New York e i Lakers, entrambi in rimonta: ‘Melo e compagni tornano dal -15 in casa dei Miami Heat, e grazie all’apporto determinante non solo di Billups e Stoudemire, ma anche di comprimari come Williams e Walker, passa a casa di James, Wade e Bosh. I campioni Nba rientrano dal -14 e vincono a Oklahoma City contro i pericolosi Thunder di Durant e Westbrook. Si fa male Tony Parker, ma San Antonio vince ancora grazie a 35 di Ginobili contro Memphis. Impazza la lotta-playoff, in una Conference come nell’altra: Atlanta e Orlando, pretendenti al quarto posto a Est, si rispondono colpo su colpo, bene Philadelphia a Cleveland e Phoenix, in overtime, sul campo di Indiana. Doppia-doppia consecutiva numero 46 per Kevin Love.

New York sbanca Miami. Reuters
New York sbanca Miami

Miami Heat-New York Knicks 86-91

Sembravano pronte le vagonate di critiche ai Knicks nella loro versione con Carmelo Anthony, reduci dall’imbarazzante sconfitta di Cleveland e sotto di 15 nel secondo quarto (51-36), ma capaci di chiudere con un parziale di 16-0 prima dell’intervallo, con le triple di Billups (2), Fields e la tabellata di Bill Walker (ottimo, anche 7 rimbalzi nella sua partita) per arrivare sul 52-51 a metà partita. La sfida è punto a punto, come ai vecchi tempi, quando Miami-New York era una torrida sfida da playoff (erano quelli di Pat Riley contro quelli di Jeff Van Gundy). Anthony, per gradire, è a quota 83 punti in 3 gare con i Knicks, ma in questo caso le giocate decisive sono di Billups e Stoudemire: il playmaker, un vero capo, mette 5 punti in fila per il sorpasso 85-84 a 1 minuto dalla fine. Stoudemire, tra un 2/2 e l’altro da parte di Shawne Williams dalla lunetta, prende il tempo a LeBron James, contenuto difensivamente da Anthony, e lo stoppa, negandogli il layup del sorpasso a 7 secondi dalla fine. Dopo l’89-86 siglato appunto da Williams dalla lunetta, James ha un’altra opportunità: finta, tiro da fuori, ma prende solo il ferro. Ci pensa Walker, sempre dalla lunetta, a mettere dentro i punti finali di una vittoria che i Knicks possono esibire come manifesto della loro nuova forza.

Miami: James 27 (9/15, 1/5, 6/8 tl), Bosh 20, Wade 12, Miller 10. Rimbalzi: Bosh 12. Assist: Wade 9.
New York: Anthony 29 (9/18, 1/4, 8/9 tl), Stoudemire e Billups 16. Rimbalzi: Stoudemire 10. Assist: Williams 4.

Festa Lakers, delusione Thuner. Ansa
Festa Lakers, delusione Thuner

Oklahoma City Thunder-Los Angeles Lakers 87-90

Partita molto importante per la terza piazza a Ovest, e sempre un grande esame di maturità per i Thunder: quello di affrontare i campioni Nba, nel repeat della serie di playoff dello scorso anno. I Thunder, però, andranno rivisti al completo, quando utilizzeranno Perkins (soprattutto lui, chiamato per dare più consistenza difensiva in area), Robinson e Mohammed. “Ma le assenze non sono una scusa. Abbiamo abbastanza materiale per vincere lo stesso”, ammonisce coach Brooks. I Lakers giocano da campioni, vincendo prima di tutto con la testa: la squadra di Phil Jackson reagisce dopo essere stata messa con la testa sott’acqua nel secondo quarto (2 triple in fila di Cook, 38-24 Thunder a 9’34 dall’intervallo), dimostrando la loro profondità. I Lakers pareggiano a quota 42 senza contributi offensivi di Bryant e Gasol: 7 di Odom, 6 di Bynum, 5 di Brown e quindi il layup di Derek Fisher per il pareggio a 5’04 dall’intervallo. La gara ora è equilibrata, e quando servono arrivano i campioni gialloviola: 5 punti di Bryant e 2 liberi di Gasol per il +7 a 4’37 dalla fine (87-80), dall’altra parte prima segna Durant, poi Westbrook ne mette 5 in fila per il -1 (87-88 a 2’01 dalla fine), ma il playmaker dei Thunder prima perde un pallone importante sul -3 (siglato da un sontuoso Bryant sulla linea di fondo), poi va a sfondare (marcato da Bryant, sull’aiuto di Gasol) a 10 secondi dal termine. Odom non punisce: fa 0/2 dalla lunetta con 10 secondi da giocare, e i Thunder hanno un’altra opportunità. Durant reclama la palla durante il time-out, e la ottiene: il suo tiro da fuori, però, viene rifiutato dal ferro, la palla viene ributtata fuori per Harden che sbaglia anche lui. I Lakers passano.

Oklahoma City: Westbrook 22 (7/15, 1/1, 5/6 tl), Durant 21, Harden 14, Sefolosha 10. Rimbalzi: Ibaka 13. Assist: Westbrook 6.
L.A. Lakers: Gasol 18, Bryant 17, Bynum 16, Artest 10. Rimbalzi: Gasol 11. Assist: Bryant 7.

L'infortunio di Tony Parker. Ap
L’infortunio di Tony Parker

San Antonio Spurs-Memphis Grizzlies 95-88

Una partita che si segnala per un fatto curioso: l’infortunio dell’arbitro Tommy Nunez Jr. nel primo quarto, che potrebbe dover saltare il resto della stagione per problemi a un ginocchio. Ce n’è un altro, quello di Tony Parker, che rimane in campo appena 13 minuti prima di uscire per guai a un polpaccio. Niente paura per gli Spurs, sempre più il miglior record della Lega (49-10), che annullano i Grizzlies dove sono più forti (in assenza di Rudy Gay), concedendo un pessmo 8/32 dal campo alla coppia Randolph-Gasol, con Duncan autore di 5 delle 10 stoppate di squadra. Gli Spurs, privi anche dell’ottimo Gary Neal (ancora fuori in conseguenza di una botta alla testa riportata contro i Thunder), si affidano alle sapienti mani di Ginobili: 18 per lui nel solo ultimo quarto, che gli Spurs iniziano a -4 (59-63) dopo aver condotto in precedenza anche di 16. Le triple di Jefferson e Bonner (che chiude con 4/5 da fuori, dalla panchina) mettono in ritmo gli Spurs, che sorpassano per l’ultima volta con Ginobili (86-85 a 1’15 dalla fine) e chiudono il discorso con 9/10 dalla lunetta, compreso un 6/6 dell’argentino.

San Antonio: Ginobili 35 (8/14, 2/8, 13/16 tl), Bonner e Hill 14, Duncan 12. Rimbalzi: McDyess 9. Assist: Ginobili 8.
Memphis: Randolph 24 (6/24, 1/1, 9/10 tl), Conley 19, Arthur 12, Allen 10. Rimbalzi: Randolph 17. Assist: Gasol 7.

Contatto duro tra DeMarcus Cousins e Dwight Howard. Ap
Contatto duro tra DeMarcus Cousins e Dwight Howard

Orlando Magic-Charlotte Bobcats 100-86

Altra gara in doppia-doppia per Dwight Howard, che torna sotto al 50% nei tiri liberi dopo 4 partite consecutive in cui li ha tirati molto bene per le sue abitudini (viaggia con il 62.3% a febbraio). I Magic giocano una gara solida, senza mai andare in svantaggio contro una squadra in lotta per un posto nei playoff (26-33, sempre mezza gara indietro rispetto a Indiana), toccando anche il +16 nel finale con 4 tiri liberi consecutivi di Brandon Bass (96-80 a 3’46 dalla fine). Una tranquilla giornata in ufficio. Ai Bobcats non basta un sontuoso Jackson, Henderson e Augustin combinano per 6/23 dal campo, imitati dai giocatori della panchina (7/23 totale, 6 timbalzi in 14 minuti con 0/2 per il neo arrivato Przybilla).

Orlando: Howard 20 (7/12, 6/13 tl), Bass 17, Arenas 16, Nelson 13, J. Richardson 11. Rimbalzi: Howard 10. Assist: Nelson 7.
Charlotte: Jackson 35 (10/17, 3/5, 6/10 tl), Diaw e Augustin 11. Rimbalzi: Diaw 9. Assist: Augustin 4.

Portland Trail Blazers-Atlanta Hawks 83-90

Vittoria importante per Atlanta, in una gara in cui entrambe le squadre avevano molto da giocarsi (sono in piena lotta, chi per il quarto posto a Est, chi per un posto nei playoff a Ovest). Gli ospiti fanno la corsa in testa praticamente per tutta la partita, una volta ammortizzato il buon inizio dei padroni di casa (16-9 firmato da Wes Matthews con 4’24 da giocare nel primo quarto). Gli Hawks arrivano a condurre anche di 23 punti (66-43, 2+1 di Marvin Williams a 4’13 dall’ultima pausa), e respingono con Jamal Crawford la reazione di Portland: sul +6 per Atlanta, l’ex giocatore dei Warriors si prende la tripla dal palleggio a 1’37 dalla fine (85-76) e rispedisce al mittente i sogni di rimonta dei Blazers.

Portland: Miller 20 (9/16, 0/1, 2/3 tl), Aldridge 19, Matthews 12. Rimbalzi: Aldridge 8. Assist: Miller 4.
Atlanta: Crawford 23 (1/4, 4/9, 9/10 tl), Johnson 22, Smith 14, Williams 11. Rimbalzi: Pachulia 12. Assist: Smith 4.

Danny Granger, a destra, lotta con Grant Hill. Ap
Danny Granger, a destra, lotta con Grant Hill

Indiana Pacers-Phoenix Suns 108-110 dts

Dopo essersi messo in partita segnando 14 punti nel solo primo quarto (chiuso avanti 33-29 da Phoenix), Grant Hill mette anche il tiro che manda la partita ai supplementari, la tripla del 99 pari a 44 secondi dalla fine. Non riuscirà Danny Granger, infatti, a vincerla per i suoi, con il tiro allo scadere. Ci riesce invece Channing Frye, che dopo aver commesso fallo su Josh McRoberts concedendo il 2+1 per il 108-108, si prende la responsabilità del tiro allo scadere, servito da Nash, e consegna a Phoenix una vittoria molto importante nella lotta ai playoff. Tra i Pacers s’è visto per la prima volta il rookie Lance Stephenson, autore di 2 punti (dalla lunetta) in 4 minuti. Su di lui, soprannominato “Lance-a-lot”, era stato girato anche un documentario, seguendo i suoi passi da liceale. Ripagherà le attese?

Indiana: Granger 25 (5/10, 3/7, 6/7 tl), Price 18, Hansbrough 13, Rush 11. Rimbalzi: Foster 12. Assist: Granger 6.
Phoenix: Hill 34 (10/19, 4/7, 2/2 tl), Gortat 17, Dudley 15, Frye 14, Nash 10. Rimbalzi: Gortat 11. Assist: Nash 13.

Cleveland Cavaliers-Philadelphia 76ers 91-95

Per la prima volta in questa stagione, i Philadelphia 76ers vanno sopra il 50% (30-29). Risultato non da poco, dopo una partenza da 3 vittorie e 13 sconfitte. Dall’altra parte, non bastassero tutti i problemi avuti in questa stagione, si fa male Antawn Jamison, che si frattura il mignolo della mano sinistra nel terzo quarto. Con Baron Davis ancora in borghese, ma gasati dall’ultima vittoria sui Knicks, i Cavs partono fortissimo: 20-8 dopo i tiri liberi di Jamison a 3’10 dalla fine del primo quarto. Non dura, però. I 76ers prendono in mano la gara, arrivano a condurre anche di 15 (73-58 con la tripla di Holiday a 2’43 dalla fine del terzo periodo), e nonostante il cuore dei Cavs (che rientrano nel finale) la gestiscono con la tripla di Meeks a 3’43 dalla fine (89-81) e poi con i tiri liberi finali degli stessi Holiday e Meeks.

Cleveland: Hickson 22 (9/14, 0/1, 4/7 tl), Sessions 20, Jamison 16, Samuels 12. Rimbalzi: Hickson 16. Assist: Sessions 10.
Philadelphia: Brand 16 (7/13, 2/3 tl), Williams 16 (2/5, 2/3, 6/8 tl), Meeks 14, Holiday 13, Young 12, Turner 10. Rimbalzi: Brand 8. Assist: Holiday 9.

Minnesota Timberwolves-Golden State Warriors 126-123

Kevin Love arriva a 46 doppie-doppie consecutive, e lo fa con stile, con un’altra gara oltre i 30 punti e 20 rimbalzi. Il record assoluto di Moses Malone è a -4. Una volta tanto, però, Love e i suoi Timberwolves portano a casa la vittoria. Lo fanno in una gara, strana, non certo dominata dalle difese (73-69 Warriors a metà gara, dopo che gli ospiti sono stati avanti anche 47-33 in avvio di secondo periodo). I padroni di casa passano a condurre con un parziale di 18-3 nel terzo periodo (89-78, con 7 punti di Love e 6 di Beasley), ma grazie alla solita spinta di Curry ed Ellis Golden State torna a -1 sul 124-123 a 1’42 dalla fine. Non segnerà più, nemmeno quando a 4 secondi dalla fine Ellis si ributta dentro, venendo fermato da Wes Johnson con la stoppata. I tiri liberi di Tolliver chiudono la partita.

Minnesota: Love 37 (5/9, 3/4, 18/23 tl), Beasley 25, Johnson 17, Ridnour 13, Tolliver 12, Pekovic 11. Rimbalzi: Love 23. Assist: Flynn 9.
Golden State: Curry 33 (8/16, 5/7, 2/2 tl), D. Wright 26, Lee ed Ellis 20, Radmanovic 12. Rimbalzi: Curry 11. Assist: Ellis 8.

tratto da Gazzetta.it

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Belinelli gira ma non basta. Gli Hornets fanno harakiri

Dopo aver condotto tutto il match, New Orleans si fa superare da Houston a 18” dalla fine e viene sconfitta 89-91. L’azzurro realizza 14 punti dando spettacolo, ma l'(/21 degli ultimi 12′ è fatale. Toronto, senza Bargnani bloccato dall’influenza, perde in casa contro Dallas

L’influenza ferma Andrea Bargnani, che si perde la sfida tra Toronto e Dallas. Marco Belinelli diventa così l’unico italiano in campo nella notte Nba, ma i suoi 14 punti non bastano a New Orleans per evitare la sconfitta interna con Houston. Martedì Beli e il Mago si ritroveranno di fronte a Toronto.

Marco Belinelli, non bastano i suoi 14 punti contro i Rockets. Ap
Marco Belinelli, non bastano i suoi 14 punti contro i Rockets

New Orleans Hornets-Houston Rockets 89-91

Harakiri Hornets. Lanciata a +15 al riposo dallo show di Marco Belinelli nel secondo quarto, New Orleans (35 vinte-26 perse) si fa rimontare da Houston (30-31) e cade dopo due successi di fila. L’italiano è una delle note più positive degli Hornets (assieme a Carl Landry, per la prima volta in doppia cifra da quando è sbarcato a New Orleans) grazie ai 12 punti del secondo quarto: Mister B chiude con 14 in una serata quasi perfetta al tiro, e vederlo in panchina nell’ultimo possesso, quando con Nola sotto di 3 punti coach Williams preferisce un canestro con fallo in penetrazione con lo spento Paul (6 punti e 2/12 al tiro) alla tripla col caldissimo Beli, lascia un po’ di amaro in bocca ai tifosi di casa. Invece la vittoria se la prende Houston, che dopo un primo tempo da 33,3% al tiro allunga a 4 la propria striscia vincente, concedendo agli avversari appena 34 punti nella ripresa. A trascinare i Rockets ci pensa Kevin Martin, alla terza gara consecutiva con almeno 30 punti a referto. Belinelli fa da spettatore nell’equilibrato primo quarto, che gli Hornets chiudono avanti 27-21 grazie ad un 9-0 nel finale. L’italiano si alza dalla panchina per l’inizio del secondo e dà il via al suo show personale con un canestro in penetrazione. Poi mette in mostra tutto il suo repertorio (triple, canestri dalla media), aggiungendoci anche tanta grinta. New Orleans ne approfitta per piazzare un 18-0 che vale il 49-33 a 3’09” dalla fine, poi torna negli spogliatoi sul 55-40. Ma il riposo toglie qualcosa agli uomini di coach Williams, restituendo l’orgoglio ai Rockets. I texani trascinati da Martin riducono a 5 (63-58) i punti da recuperare quando alla terza sirena mancano 3’09”, ma i padroni di casa si affidano a Landry e al solito West per allungare il divario a 10 punti (72-62) quando il periodo va in archivio. Belinelli rivede il campo in avvio di ultimo parziale, colpisce ancora dalla media ma non riesce a stoppare la corsa di Houston, che con un 18-6 alimentato da 4 triple e chiuso da Miller a 6’58” dalla fine sorpassa sull’80-78. Coach Williams si riaffida ai titolari, ma New Orleans non trova il canestro (8/21 negli ultimi 12’), e così Houston a 18” dalla fine vola sul 90-87. Gli Hornets scelgono Paul per cercare il pari, ma la penetrazione del play si infrange contro la difesa dei Rockets e Green sbaglia la tripla difficile nata dal rimbalzo offensivo di Okafor. Lee mette al sicuro Houston, il tap-in sulla sirena di West serve solo ad aumentare l’amarezza di New Orleans.

New Orleans: BELINELLI 14 punti (4/6 da due, 2/2 da tre), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero, 1 persa e 1 fallo in 14’47”. West 22 (9/14, 4/4 liberi), Ariza 13, Landry 13. Rimbalzi: Okafor 14. Assist: Paul 12.
Houston: Martin 33 (4/7, 4/8, 13/13), Lowry 18, Lee 9. Rimbalzi: Hayes 11. Assist: Hayes 5.

Toronto Raptors-Dallas Mavericks 96-114

Senza l’influenzato Bargnani, Toronto cede anche ai Dallas Mavs di un sontuoso Dirk Nowitzki, autore di una doppia doppia da 31 punti e 13 rimbalzi. I Raptors dominano nel primo quarto approfittando della poca energia iniziale di Dallas, ma i valori in campo vengono fuori alla lunga e nel secondo tempo gli ospiti ribaltano il risultato risalendo da -19 e andando a vincere (sesta gara consucutiva) di 18 punti col punteggio finale di 96-114. Al posto di Bargnani è Ed Davis ad occupare il ruolo di centro nel quintetto di Triano. I Raptors partono a razzo mentre la difesa di Dallas dorme e vanno avanti 22-3. A dare una sveglia ai Mavs ci pensa la panchina che cambia ritmo alla gara con Marion, Mahinmi e Barea e permette di chiudere il primo quarto con un accettabile 30-24. Ma è nel terzo quarto che Dallas si mette a fare sul serio lanciata dalle incursioni di Marion in campo aperto. Con soli 15 punti realizzati da Toronto nella terza frazione i Mavs passano al comando (72-75) per poi accelerare definitivamente nell’ultimo quarto in cui la difesa dei Raptors crolla sotto i colpi di Nowitzki e compagni che mettono a segno 39 punti. Le riserve di Dallas vanno tutte in doppia cifra: Marion chiude con 20 punti, Terry con 19, Mahinmi con 13 e Barea con 12. Tra i Raptors si distingue Amir Johnson (21 punti con 10/13 al tiro) attualmente al quarto posto nella classifica di percentuale dal campo (con 58.3% dietro a Nene, Howard e Okafor), costretto a uscire prima della fine per limite di falli. Bene anche Calderon con 15 punti, 8 rimbalzi e 8 assist, mentre il nuovo arrivato James Johnson fa vedere buone cose specialmente all’inizio e chiude con 8 punti, 7 rimbalzi e 7 assist. Andrea Bargnani aveva saltato l’allenamento del sabato pomeriggio per sintomi influenzali e domenica non ce l’ha fatta ad andare in campo. Si spera che possa recuperare in tempo per la sfida italiana di martedì sera contro Marco Belinelli e gli Hornets.

Toronto: Johnson 21 (10/13), DeRozan 19 (7/16), Calderon 15. Rimbalzi: Calderon 8. Assist: Calderon 8.
Dallas: Nowitzki 31 (11/20), Marion 20 (10/17), Terry 19 (7/13). Rimbalzi: Nowitzki 13. Assist: Barea 9.

tratto da Gazzetta.it

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Siena fa il bis contro Cantù. Milano va, Treviso stende Roma

Nella ventesima giornata di serie A, la Montepaschi ripete il successo in Coppa Italia e allontana i brianzoli, che cedono il secondo posto a Peterson. La Benetton supera Roma, vincono anche Bologna, Pesaro, Brindisi e Cremona

E’ di Siena la sfida clou della ventesima giornata del campionato di serie A. Cantù cade sul campo della capolista e lascia il secondo posto a Milano, che batte Sassari. Vincono anche Bologna, Treviso, Pesaro, Brindisi e Cremona.

Canadian Solar Bologna-Pepsi Caserta 69-61
di Andrea Tosi
Nell’anticipo mattutino, Bologna si aggiudica una partita brutta e confusa, piena di errori anche tattici, con le panchine non immuni da scelte discutibili (idem gli arbitri), che la porta a 2-0 nel confronto diretto con Caserta. Nell’ultimo quarto decidono i voli di Sanikidze, migliore in campo, e un paio di belle veroniche di Winston che si fa perdonare una gara in apnea per 30’. L’avvio è tutto di marca bolognese con Sanikidze e Koponen che guidano un rombante 13-0 agevolato da Caserta, che inizia con un desolante 0/9. Il risveglio di Jones rimette in carreggiata la squadra ospite, che riesce a limitare i danni nel primo quarto (21-13 Virtus). Sacripanti usa il suo totem Williams come sesto uomo per preservalo dai falli, mentre il suo collega Lardo utilizza sprazzi di zona 3-2 per coprire meglio il tiro da tre degli ospiti. Sei punti di Williams avvicinano la Pepsi (23-19), ma quando il centrone esce a rifiatare Rivers e ancora Kopenen la respingono con un 7-0. Jones si prende il proscenio con 7 punti toccando quota 14 al 17’. Bologna però rimane avanti all’intervallo lungo (37-33) non sfruttando al meglio la superiorità al tiro (45% contro 32%). Nella ripresa il match non decolla: il terzo quarto è il passaggio più brutto, con Caserta che riesce comunque a sorpassare un paio di volte. Ma Homan spinge ancora avanti la Virtus, frenata dalle amnesie di Winston, di mezzo canestro sulla penultima sirena (50-49). Poi il rush di Sanikidze e Winston, che firmano il decisivo 62-55 al 38’.

Bologna: Sanikidze 16, Homan 14, Winston 11.
Caserta: Jones 20, Ere 10, Williams 10.

Marko Jaric, 32 anni, conclude di sinistro. Ciam/Cast
Marko Jaric, 32 anni, conclude di sinistro

Montepaschi Siena-Bennet Cantù 73-63

Nella sfida tra le prime due della classe, la Montepaschi conferma la sua egemonia sul campionato e il verdetto della finale di Coppa Italia, battendo Cantù, seconda forza del torneo, con una gara metodica. La Bennet non lascia fiammate a Siena, ma perde contatto quando i toscani ne soffocano l’attacco al ritorno dal riposo, tornando così al successo guidati da Rakovic dopo il ko di Caserta, pur avendo ancora nelle gambe la storica qualificazione infrasettimanale in Eurolega con l’Efes. E’ da subito una partita a scacchi, con Rakovic (10 punti nei primi 6′) che attacca in movimento e da fuori la staticitàdi Marconato e Leunen che punisce da tre gli aiuti difensivi di Stonerook, spalleggiati rispettivamente dalla brillantezza di Hairston e Green. L’equilibrio si spezza a fine primo quarto: le rotazioni sorridono ai padroni di casa e la difesa senese tiene i brianzoli a un solo canestro (su rimbalzo d’attacco) in 7′, durante i quali la Montepaschi costruisce un 16-2 agevolato da Jaric e Ress per andare 30-18 a metà secondo quarto. Siena scappa anche sul 35-21, ma Cantù la riprende unendo un paio di triple di Mazzarino alla sostanza di Marconato e all’improduttività toscana contro la zona 2-3 ospite: 11-2 Bennet per andare al riposo sul 37-32. Al rientro in campo ancora Mazzarino da tre infila il 39-37 al 22′. Siena si innervosisce con due falli in attacco in due minuti, poi però riparte dalla lunetta, con Jaric e poi con Zisis per un tecnico a Mazzarino, respirando sul 47-37 al 26′. Il riavvicinamento a -4 di Cantù non dura, perché i brianzoli segnano solo 13 punti nel terzo quarto, e Siena unisce alla razionalità anche una maggiore efficacia contro il ritorno della zona brianzola. Lavrinovic e Moss la portano fino al 56-45 che apre l’ultimo quarto. Dominano le difese, si segna poco e ci guadagna la Montepaschi, che con le triple di Zisis e Aradori va 62-49 al 35′, da cui Cantù rientrerà al massimo fino a -7 con un Micov da 13 punti nel secondo tempo. (Giuseppe Nigro)

Siena: Rakovic 18, Zisis 10, Moss 10, Hairston 10
Cantù: Micov 13, Green 11, Leunen 10

David Hawkins, 27 punti, appoggia a canestro. Ciam/Cast
David Hawkins, 27 punti, appoggia a canestro

Armani Jeans Milano-Dinamo Sassari 88-72
di Luca Chiabotti
Milano batte Sassari davanti a tanti tifosi della Dinamo, portando a un rimarcabile 6-2 il bilancio dal ritorno di Dan Peterson in panchina, tornato solo al secondo posto. In attesa di un gioco più fluido, il Forum può godersi una AJ da combattimento ancorata a Mason Rocca e David Hawkins (27 punti, record stagionale), ma fatta girare più da Jaaber che da Greer e con un buon Maciulis anche da ala forte. E’ la linea difensiva che vince contro un’avversaria più corta e leggera, con l’attesissimo White subito con problemi di falli e ben marcato. Sassari parte benissimo con Giacomo De Vecchi (8 punti nel primo quarto), il cugino di Gallinari cresciuto all’Olimpia, e i palloni che Diener fa girare a velocità supersonica. Milano ristagna, è sotto fino a quando Sacchetti non prova a far riposare Diener e White si trova con 2 falli. Solo con la difesa e con qualche botta ben assestata, l’AJ riesce a sorpassare e allungare con un 12-0 (23-17). De Vecchi tocca quota 13 e abbatte il suo record di realizzazioni in serie A (23-22), ma è anche il grande complice delle 13 palle perse all’intervallo che tolgono ritmo e fiato alla Dinamo. Il terzo fallo di White rende la missione di Sassari impossibile: Greer e Hawkins, 10 punti a testa nel primo tempo, guidano l’AJ fino al +14 (43-29), Hunter ricuce un pochino ma poi sparisce. L’unica speranza di Sassari è nelle ripetute false partenze di Milano, ma un tuffo di Rocca a rimbalzo offensivo con seguente tripla di Hawkins dà garanzie sul livello di energia dell’AJ anche nella ripresa. Sono loro che firmano il nuovo allungo: Mason meraviglioso sui 28 metri, David con 10 punti in 5’ (diventano 12 nel terzo quarto). Per Sassari non c’è più nulla da fare (60-43, 75-57) anche se quando escono i mastini, riesce a rientrare fino a -9 con Plisnic e White finalmente dà al pubblico del Forum un paio di motivi per tornare a dargli un’occhiata all’All Star Game del 13 marzo.

Milano: Hawkins 27, Rocca 13, Greer 12.
Sassari: De Vecchi, Diener 15, White 14

Charles Smith si alza da tre punti. Ciam/Cast
Charles Smith si alza da tre punti

Benetton Treviso-Lottomatica Roma 86-72

Benetton-Lottomatica non ha più niente del big match dei bei tempi, ma al Palaverde ci si aspettava comunque una partita più combattuta. Invece Roma alza bandiera bianca a metà terzo quarto, sopraffatta dalla voglia di vincere della Benetton. Finisce 86-72, e Repesa può festeggiare la bella prova di Smith (19 punti), Gentile e Brunner (14 a testa). Non si sbaglia niente, all’inizio. Merito degli attacchi, ma anche delle difese un po’ svagate. Charles Smith, marcato dall’omonimo Devin, dopo sette minuti ha già piazzato 14 punti (4/4 nelle triple), e Roma è avanti 23-12. A Repesa serve la scossa, la chiede al Bullo. E arriva il parziale che riporta sotto Treviso al decimo (25-27). Quando le percentuali cominciano a tornare umane, emergono tutti i limiti delle due squadre: attacchi lenti e affidati all’iniziativa dei singoli, poca fantasia, tante palle perse. La Benetton prova a scappare, ma Roma trova in Dasic l’uomo che la tiene avanti anche a metà gara (44-45). Si riprende, ma il discorso non cambia: brutto gioco, tanti errori, ritmo troppo rilassato. La Benetton trova in Skinner l’uomo del break: Crosariol si dimentica troppo spesso di difendere, e lui mette 6 punti di fila. La tripla di Bulleri al 29’ è il primo importante segnale: 65-57. La seconda un minuto più tardi è il k.o: 70-57. Mancano ancora dieci minuti, ma Roma non si riprende più. (Alberto Mariutto)

Treviso: Smith 21, Gentile e Brunner 14, Bulleri 13, Motiejunas 11
Roma: Smith 21, Dasic 16, Djedovic 12

La schiacciata a due mani di Diawara, ex Denver. Ciam/Cast
La schiacciata a due mani di Diawara, ex Denver

Enel Brindisi-Cimberio Varese 96-79

L’Enel Brindisi non getta la spugna e nella gara che avrebbe potuto segnare la stagione strapazza la Cimberio Varese, riuscendo anche a ribaltare il -13 dell’andata grazie a una gara accorta e ragionata. I biancazzurri non vanno fuori giri nei primi 10′, quando Varese prova ad imbrigliare la manovra adriatica con una zona efficace, bucata da un Roberson stratosferico (14 punti in 9′). La risposta di Varese è affidata al contropiede e alla manovra calibrata, che porta spesso a tiri puliti da 2 (7/7) per il 23-23 del primo intervallo. L’equilibrio continua nella seconda frazione, contrassegnata da attacchi sterili prima di una gragnola di colpi dall’arco che dà il +4 a Brindisi (33-29), subito cucito da uno dei rari lampi di Slay e dal timbro di Fajardo (39-38). La svolta è nel terzo periodo: l’Enel trova risorse importanti dalla panchina in chiave difensiva (8 recuperi) e innesca Toure in attacco (9 punti in 8′). Nasce così il parziale di 12-0 che catapulta i padroni di casa dal +1 (47-46) al +13 (59-46 a 3′), parzialmente tamponato da 5 punti di Goss sulla terza sirena (63-54). Brindisi sembra averla in pugno: 5 punti di Diawara valgono il +14, Stipcevic e Goss tengono caldo il match (75-67 a 4’30” dalla fine), ma poi sale in cattedra Dixon. Il folletto americano buca dall’arco e innesca Diawara e Lang per l’83-67 a 3′ dalla sirena. Roberson fa anche +18, Fajardo segna 7 punti consecutivi per il -14. Gli ultimi 60” sono una guerra tattica per la differenza canestri, che premia Brindisi grazie all’8/8 ai liberi sui falli sistematici. (Andrea Tundo)

Brindisi: Diawara 24, Toure 20, Roberson 19.
Varese: Fajardo 19, Stipcevic, Slay e Goss 12.

Daniel Hackett, miglior marcatore per Pesaro. Ciam/Cast
Daniel Hackett, miglior marcatore per Pesaro

Scavolini Pesaro-Tercas Teramo72-53

La Scavolini batte senza problemi una Tercas che ha retto alla pari un solo quarto, pagando anche la settimana piena di infortuni. Lo stesso Fultz (stiramento) deve rimandare il debutto alla prossima partita. Il primo quarto è equilibratissimo. La squadra dell’applauditissimo ex Ramagli risponde colpo su colpo alle conclusioni dei locali, coach Dalmonte manda in campo nove giocatori nei primi 10’ e raccoglie qualcosa da tutti, anche dall’ultimo arrivato Melli. Teramo usa bene il pick and roll, Diaz è il biancorosso di casa più pericoloso. La Tercas si muove bene con Fletcher, ma ad accelerare verso la fine del primo periodo è Pesaro, che piazza un break di 8-0 e si porta sul 38-30 al 20’. Da lì sarà buio pesto per gli abruzzesi. La ripresa è di marca pesarese e c’è un altro parziale pesante che non lascia scampo: 12-2 per il 50-32 al 28’. Diaz però esce claudicante e non rientra più. Teramo non vede il canestro (7 punti nel terzo tempo), in difesa non morde e per la Scavolini è facile scappar via. La forbice è larga (61-39 al 34’). Hackett cresce a vista d’occhio, incanta, e non c’è più partita da un pezzo. Dalmonte manda in campo anche Bartolucci e il giovanissimo Perini facendo riposare i titolari. (Camilla Cataldo)

Pesaro: Hackett 19, Collins 14, Diaz 12.
Teramo: Diener 13, Davis e Fletcher 10.

Sekulic, autore di 25 punti, al tiro dalla lunetta. Ciam/Cast
Sekulic, autore di 25 punti, al tiro dalla lunetta

Vanoli Braga Cremona-Angelico Biella 87-72

Dopo Montegranaro, la Vanoli Braga rulla anche l’Angelico Biella, timbrando il terzo successo consecutivo con una gara ad alto voltaggio, per la seconda domenica vicina a quota 90. Lo fa con un Rowland perfetto in regia (8 recuperi, 5 assist ed una sola persa) e con 42 punti dalla coppia Milic-Sekulic, con il montenegrino (25 e 34 di valutazione) che si conferma indigesto per Cancellieri (18-20 da due tra andata e ritorno). Che l’Angelico voglia alzare i ritmi lo si capisce dal primo possesso, solo che a differenza dell’andata Cremona li accetta e ci vince, perché Biella corre senza equilibrio e con nulla dalla coppia Sosa-Slaughter (3-10 e 7 perse il primo, 1-7 il secondo), imbrigliata difensivamente dai dirimpettai Rowland-Foster e dagli aiuti dei lunghi. Cremona accelera subito con Sekulic e Rowland (26-16 al 10’, con 9-11 da due), Biella rimane in partita con un po’ di zona, la coppia Viggiano-Suton ad alzare la qualità delle scelte (34-30 al 17’), e Salyers, che con 5 punti ricuce parzialmente il 12-0 che aveva dato il +16 (46-30 al 18’) alla Vanoli (48-37 al 20’). La ripresa dura ben poco, con ancora Viggiano e Salyers a predicare nel deserto (56-48 al 25’) prima che Rowland abbatta Biella a suon di recuperi, sempre spalleggiato dai lunghi: +19 al 29’ (69-50), +30 (85-55) a 5’ dalla fine, con Cremona che balza al settimo posto. (Michele Talamazzi)

Cremona: Sekulic 25, Rowland 17, Milic 17
Biella: Salyers 19, Viggiano 16, Jurak 12

tratto da Gazzetta.it

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Celtics, rimonta e vittoria. Chandler anima dei Mavs

Quarta vittoria in cinque gare per Boston. Miglior performance offensiva della stagione per Tyson e per Dallas è il successo numero 15 in 16 gare. Seconda in fila per i Bulls, che a Milwaukee si confermano una delle migliori difese della Lega. Ok Memphis e Detroit

Ray Allen (a sin.) controBlake Griffin. Ap
Ray Allen (a sin.) controBlake Griffin

Vittoria esterna per i Celtics, che rimontano dal -13 e passano in casa dei Clippers. Vincono in trasferta anche i Mavs, che passano in casa di Washington, mentre i Bulls tengono a 75 i Milwaukee Bucks sul loro campo. Detroit vince cosuperan Utah, e coach Kuester fa notare l’impatto dei giovani ai veterani che lo contestano.

Los Angeles Clippers-Boston Celtics 92-99

Quarta vittoria in cinque gare per i Celtics, che festeggiano così il ritorno degli All Star allo Staples Center, una settimana dopo la sfida delle stelle. C’è Nenad Krstic in quintetto per Boston, ma c’è sempre Blake Griffin in campo per i Clippers, oltre alla furia di Randy Foye (che senza Gordon e Baron Davis si prende molte responsabilità), che con 8 punti in meno di 2 minuti porta i Clippers a +13 (38-25 a 7’09 dall’intervallo). I Celtics, però, sono più lunghi e più forti. Il sorpasso lo firma proprio Krstic, con il tiro dalla media per il 52-51 a 7’45 dalla fine, poi si fa notare anche Jeff Green, che insieme alla tripla di Delonte West mette 4 punti per il 7-1 che porta i suoi a +9 con 50 secondi da giocare nel terzo quarto (72-63). Per chiuderla servono i campioni: 2+1 di Allen, tripla di West e poi quella di Pierce all’interno di un 11-2 che porta Bston avanti 89-77 con 6’13 da giocare.

L.A. Clippers: Foye 32 (6/9, 4/11, 8/9 tl), Griffin 21, Kaman 16. Rimbalzi: Griffin 11. Assist: Foye 7.
Boston: Pierce 24 (5/10, 1/4, 11/13 tl), Allen 22, Garnett 16, Davis 10. Rimbalzi: Garnett 11. Assist: Rondo 11.

Tyson Chandler contro i Mavs. Ap
Tyson Chandler contro i Wizards

Washington Wizards-Dallas Mavericks 99-105

Miglior performance offensiva della stagione per Tyson Chandler, sempre più un fattore nei Dallas Mavericks, e con il suo alley-oop a 3’17 dalla fine sembrava fatta per gli ospiti (89-97). John Wall e Jordan Crawford, però, avevano idee diverse per i Wizards (privi di Blatche e Thornton), e proprio il rookie arrivato da Atlanta firma il pareggio a quota 97 (dopo 6 in fila di Wall), mettendo insieme la quarta gara della sua stagione in doppia cifra (l’ultima contro i Celtics il 22 novembre). Ancora Chandler, però riporta avanti i suoi dopo il rimbalzo d’attacco a 1’16 dalla fine (99-97), e saranno gli ultimi punti dal campo per Dallas: Nowitzki e Terry, dalla lunetta, chiudono il discorso. Per Dallas è la vittoria numero 15 in 16 gare.

Washington: Wall 24 (10/25, 1/1, 1/4 tl), Young 14, Lewis 13, Crawford 10. Rimbalzi: McGee 11. Assist: Wall 5.
Dallas: Terry 25 (8/13, 2/5, 3/5 tl), Chandler 23, Nowitzki 21, Marion 13. Rimbalzi: Chandler 13. Assist: Kidd 14.

Milwaukee Bucks-Chicago Bulls 75-83

Chicago concede 50 punti in tre quarti, gli ultimi, ai Milwaukee Bucks, e si conferma una delle migliori difese della Lega per organizzazione ed efficacia. Così, con questa base, arriva anche la seconda vittoria consecutiva, dopo quella su Miami. Iniziano meglio i Bucks, che toccano il +7 con Mbah a Moute a 3’15 dalla fine del primo quarto (19-12), poi Chicago toglie ossigeno a Jennings e compagni (38.2% dal campo, 12 perse ma anche solo 12 assist, appena 6 punti in contropiede), e tocca anche il +13 sul finire del terzo periodo (70-57 a 24 secondi dall’ultima pausa). Earl Boykins segna 8 punti consecutivi per i suoi, e con la tripla di Salmons Milwaukee torna a -6 (72-78 a 3’56 dalla fine). Immediata, però, la risposta dei Bulls: scarico di Rose per Korver, mano caldissima, altra tripla e nuovo +9. Chicago non rischia più.

Milwaukee: Mbah a Moute 16 (7/9, 2/2 tl), Salmons 14, Boykins 10. Rimbalzi: Bogut 16. Assist: Delfino, Bogut, Jennings e Maggette 2.
Chicago: Deng 19 (4/7, 1/4, 8/8 tl), Rose 17, Boozer 13, Korver 11. Rimbalzi: Noah 17. Assist: Rose 4.

Memphis Grizzlies-Sacramento Kings 120-92

C’è Shane Battier (2 punti per lui in 25 minuti, partito dalla panchina, ma anche 2 rimbalzi, 3 assist e 3 stoppate), ma i Grizzlies sono quelli di sempre, e appoggiandosi ai lunghi fanno a fette i Sacramento Kings. Zach Randolph e Marc Gasol producono un 10/15 da due a testa, dalla panchina arriva pure la doppia-doppia dell’iraniano Haddadi a confermare come per i padroni di casa sia una serata di grazia. I Kings resistono un quarto (avanti 28-23) per poi scomparire dal campo.

Memphis: Randolph 23 (10/15, 3/4 tl), Gasol 21, Arthur 17, Mayo 13, Young e Haddadi 10. Rimbalzi: Randolph 12. Assist: Williams 5.
Sacramento: Udrih 2 (9/11, 1/2, 3/4 tl), Thornton 15, Cousins 14. Rimbalzi: Cousins e Casspi 8. Assist: Thompson e Udrih 5.

 Devin Harris (dx) contro Will Bynum. Ap
Devin Harris (dx) contro Will Bynum

Detroit Pistons-Utah Jazz 120-116

“I ragazzi stasera hanno dimostrato che il rispetto lo si merita ogni giorno, non per quello che si è fatto in passato”. Così coach Kuester a fine gara, a gamba tesa sui veterani che avevano disertato lo shootaround prima dell’ultima gara e che sono rimasti fuori anche in questa circostanza, McGrady, Hamilton, Prince e Wallace, che però hanno addotto altre motivazioni per la loro assenza (influenza per McGrady, problemi alla schiena per Prince, all’inguine per Hamilton e un lutto familiare per Wallace, che ha perso il fratello e rimarrà fuori per un periodo indeterminato). Tornando alla partita, ancora una volta molto importante Greg Monroe (12.4 punti e 8.2 rimbalzi a febbraio), così come Stuckey è stato il leader offensivo, mentre Austin Daye – una volta di più – c’è stato quando contava. 11 punti per lui nel solo ultimo quarto, compresa la tripla del 108 pari a 2’28 dalla fine. Utah ha avuto un grande impatto dai suoi lunghi, ma alla fine la decide Will Bynum, che con 5 punti consecutivi completa l’8-0 per i suoi (113-108 a 1’07 dalla sirena). Nell’ultimo minuto, Gordon e Stuckey fanno 7/8 dalla lunetta e completano il lavoro.

Detroit: Stuckey 28 (9/17, 0/1, 10/11 tl), Daye 18, Gordon 17, Villanueva 16, Monroe 12, Bynum 11. Rimbalzi: Monroe 16. Assist: Stuckey e Bynum 8.
Utah: Millsap 23 (9/12, 5/8 tl), Kirilenko 21, Jefferson 20, Harris 17, Bell 14, Favors 10. Rimbalzi: Millsap 11. Assist: Harris 12.

Houston Rockets-New Jersey Nets 123-108

Altra doppia-doppia e altra sconfitta per Deron Williams, alla seconda gara con i Nets dopo quella di San Antonio. Per i Rockets, invece, è la terza vittoria consecutiva, e Chase Budinger continua a far vedere di poter essere un giocatore di alto livello (8/11 dal campo, 8/9 ai liberi e 6 rimbalzi per l’ala classe ’88). Houston produce una prima metà di gara da 71 punti (a 58), totalizzando il massimo stagionale per punti all’intervallo e ponendo le basi per la vittoria. Il massimo vantaggio lo firma Terrence Williams, ex Nets, sul 122-100 a 2’12 dalla fine.

Houston: Martin 30 (5/9, 4/6, 8/9 tl), Budinger 27, Scola 23, Lowry e Lee 10. Rimbalzi: Hayes 11. Assist: Lowry 9.
New Jersey: Lopez 21 (8/16, 5/6 tl), Uzoh 18, Williams 15, Humpries 13, Morrow 11. Rimbalzi: Humpries 11. Assist: Williams 17.

tratto da Gazzetta.it

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Avellino, il miracolo continua. Battuta anche Montegranaro

Falcidiata dagli infortuni e con una questione societaria ancora in fermento, l’Air di Frank Vitucci supera la Fabi 83-75 centrando l’11° successo stagionale. Protagonista Thomas con 30 punti e 9 rimbalzi

Non ci sono più appellativi per descrivere le imprese dell’Air Avellino coach Vitucci. A margine di una questione societaria ancora in fermento (il presidente Ercolino ha dato mandato ai propri rappresentanti per la cessione a titolo gratuito delle quote societarie ai nuovi soci), è arrivato l’11° successo stagionale (83-75) sulla Fabi Montegranaro. Falcidiate dalle assenze di Troutman e Dean, con Johnson presente solo per onor di firma, i padroni di casa hanno dimostrato ancora una volta di valere i piani alti della classifica.

Omar Abdul Thomas protagonsita con 30 punti e 9 rimbalzi. Ciamillo
Omar Abdul Thomas protagonsita con 30 punti e 9 rimbalzi

triple alla lauwers — Senza Dean, l’Air trova nella guardia belga il grimaldello per aprire la difesa di Pillastrini. Bastavano due punti per superare quota mille in serie A, Lauwers ne mette addirittura dieci nel primo quarto (21-15 al 9’). Avellino ha necessità di correre e Green detta i ritmi scrupolosamente in tal senso, trovando il supporto fondamentale di Thomas.

spifferi in difesa — La coperta di Vitucci è inevitabilmente corta sul lato opposto. Gli accoppiamenti favorevoli sono sfruttati a dovere dai lunghi: Montegranaro trova la via del canestro con relativa facilità. Pillastrini alterna Cavaliero, Cinciarini e Ray in cabina di regia. Le conclusioni aperte dall’arco non mancano per Antonutti e un ispirato Ivanov. Il mini parziale esterno di 2-8 (31-35 al 17’) ed un dubbio fallo tecnico fischiato a Szewczyk pungolano l’Air. Spinelli e Thomas (12 punti nel secondo quarto) riequilibrano l’inerzia, mentre Lauwers con la terza tripla della serata, firma il contro-sorpasso all’intervallo lungo (42-38 al 20’).

green economy — Il play irpino e la sua longa manus Thomas diventano i padroni del match. Montegranaro si spegne concedendo inaspettatamente ben 8 rimbalzi offesivi nella terza frazione. Il vantaggio in doppia cifra (56-46 al 29’) è frutto anche dell’abnegazione difensiva di protagonisti che non ti aspetti come Infanti e Casoli.

thomas, 30 e lode — Cavaliero e Ford mettono a nudo le rotazioni risicate di Vitucci confezionando in tre minuti un break di 9-0 (59-60 al 33’). Il ritorno di Green e Thomas sul parquet non lascia attendere i suoi frutti. Il contro parziale 10-2 che ne deriva fa da prologo a un finale palpitante in cui Avellino non si lascia irretire dalle sortite tardive di Ray.

Avellino: Thomas 30, Lauwers e Szewczyk 14
Montegranaro: Ford e Ray 19, Ivanov 14

tratto da Gazzetta.it

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