Archive for dicembre, 2010

Sorridono Gallo e Beli. Bargnani, doppio k.o.

Vincono sia New York, 112-98 contro Oklahoma City, sia New Orleans, 105-91, con New Jersey. Cade in casa, invece, Toronto: contro Detroit il Mago esce pure per infortunio

Danilo Gallinari contro Ibaka, a sinistra, e Sefolosha. AP
Danilo Gallinari contro Ibaka, a sinistra, e Sefolosha

Successi per i New York e New Orleans, che battono, rispettivamente, Oklahoma City e New Jersey. Cade in casa Toronto, contro Detroit.

New York-Oklahoma City 112-98

Dopo tre sconfitte consecutive i Knicks tornano in carreggiata superando al Garden i Thunder. Gli ospiti pagano dazio al “back to back” (il loro successo a Charlotte ha avuto anche riflessi importanti visto che ha prodotto la sostituzione di Larry Brown con Paul Silas sulla panchina di Charlotte) e disputano una prestazione sottotono. Mike D’Antoni, così, forte del vantaggio accumulato nei primi tre quarti, per una volta può permettersi addirittura il lusso di far rifiatare i suoi titolari nei minuti finali. I protagonisti più attesi, Amare Stoudemire e Kevin Durant, si presentano subito al pubblico newyorchese producendo giocate eccellenti nel primo quarto. Nei primi minuti arriva anche la tripla di Danilo Gallinari, i Knicks provano a rimanere davanti ma la coppia Durant-Westbrook risponde colpo su colpo. Alla fine del primo quarto, nonostante i canestri di Stoudemire e di Wilson Chandler, sono i Thunder a chiudere avanti 28-27. Oklahoma City gioca una buona pallacanestro a livello offensivo anche nella prima meta’ del secondo periodo. I Knicks arrivano al -8 ma si mettono a difendere con grande intensità grazie anche all’entusiasmo del solito Ronny Turiaf. Bastano due minuti alla squadra di casa per cambiare direzione alla gara. New York piazza un parziale di 11-0 e prende possesso del match. I Thunder si sgonfiano, Gallinari contribuisce all’allungo dei Knicks con due giocate da tre punti negli ultimi minuti della frazione, un canestro condito dal fallo dell’ex biellese Thabo Sefolosha, e una bella tripla. Westbrook nel finale prova a limitare i danni ma Oklahoma City va negli spogliatoio all’intervallo sotto 63-55. La ripresa si apre con il layup del Gallo, le due squadre mostrano un’intensità difensiva diversa. Concentrati e volenterosi i Knicks, distratti i Thunder. La gara così si incanala ben presto nei binari preferiti da Mike D’Antoni. Cala anche il fenomeno Durant, i Knicks approfittano dell’appannamento generale degli ospiti e piazzano un parziale di 15-2 a meta’ frazione che li porta al +19 e in pratica chiude i giochi. Una volta messo a segno il break decisivo, la truppa di Mike D’Antoni gestisce senza problemi il vantaggio, aiutata anche dalla poca voglia di reazione da parte di Oklahoma City. L’ultimo quarto e’ una passeggiata per i Knicks che riescono perfino a dare spazio alle seconde linee nel finale.

New York: GALLINARI 13 (2/4 da due. 2/4 da tre, 3/3 ai liberi), 3 rimbalzi, 5 assist, 2 recuperi in 33’. Stoudemire 23 (7/16), Chandler 21. Rimbalzi: Fields 10. Assist: Felton 10.
Oklahoma City: Durant 26 (8/14, 1/4), Westbrook 23. Rimbalzi: Ibaka, Sefolosha 8. Assist: Westbrook 5.

 Marco Belinelli in palleggio contro Derrick Favors. Afp
Marco Belinelli in palleggio contro Derrick Favors

New Orleans-New Jersey 105-91

Gli Hornets si scrollano di dosso le due frustranti sconfitte con Detroit e Indiana (entrambe maturate nei secondi finali) giocando una buona partita e superando senza grossi problemi i Nets. Emeka Okafor vince il duello con Brook Lopez, David West e Chris Paul producono come al solito e Marco Belinelli disputa una buona prestazione sia da un punto di vista offensivo che difensivo. Beli parte bene, firma due canestri nei primi due minuti della gara e New Orleans fa subito capire non non voler correre rischi contro New Jersey arrivando al +8. Brook Lopez ci mette un po’ a carburare e rimane a secco nei primi 17’ del match. Okafor così sale in cattedra e domina la zona pitturata. Gli ospiti tornano sotto, nonostante la tripla di Belinelli, in chiusura di frazione grazie alla produzione di Devin Harris e ai canestri del nuovo acquisto Sasha Vujacic, ma a fine primo quarto New Orleans è avanti 32-29. Con le riserve sul parquet i padroni di casa provano a piazzare lo sprint vincente. Marcus Thornton, in un buon momento di forma, e Jarett Jack spingono gli Hornets al vantaggio in doppia cifra, il redivivo Lopez prova a rispondere ma New Orleans ha in mano il palino del gioco e chiude il primo tempo avanti 57-50. Gli ospiti soffrono in difesa ed escono definitivamente dal match concedendo troppo nel terzo quarto. Belinelli apre le danze con un bel canestro dal perimetro, i padroni di casa riprendono a correre e cambiano marcia a meta’ frazione. Ci pensa il bolognese a dare il la al parziale di 16-4 con il quale la truppa di Monty Williams chiude la terza frazione e mette in ginocchio i Nets. L’azzurro, imbeccato da Paul, prima fa centro dalla media distanza, poi firma una tripla delle sue. I Nets litigano con il canestro, New Orleans così chiude il quarto in crescendo e mette al sicuro il risultato, arrivando all’inizio dell’ultima frazione con il confortevole vantaggio di 20 punti. Non basta l’orgoglio di Vujacic, Thornton e Jack mantengono alta la concentrazione, gli Hornets così a sei minuti dalla sirena, sul +22, possono mettere i remi in barca.

New Orleans: BELINELLI 14 (4/5 da due, 2/3 da tre), 1 rimbalzo, 1 assist in 27’. Okafor 21 (8/13), West, Thornton 18. Rimbalzi: Okafor 10. Paul 14.
New Jersey: Harris 21 (7/10, 2/4), Lopez 16. Rimbalzi: Murphy 7. Assist: Harris 8.

Bargnani duella con Monroe nella gara persa con Detroit. Reuters
Bargnani duella con Monroe nella gara persa con Detroit

Toronto Raptors-Detroit Pistons 93-115

Approfittando dei molti infortuni in Raptorland, i Pistons si vendicano dell’ultima sfida persa malamente e centrano il successo esterno per 115-93. Assente in due delle ultime tre partite di Toronto, stavolta Bargnani scende in campo, ma non riesce a dare il solito contributo evidentemente limitato dai guai fisici. Probabilmente i Raptors hanno voluto schierare Bargnani anche a mezzo servizio sapendo di avere un avversario di pari livello (Toronto e Detroit hanno lo stesso record di 10-19), ma invece di lottare alla pari e portare a casa un successo nell’ultima gara casalinga del 2010, i padroni di casa non hanno saputo opporre una valida resistenza contro Rip Hamilton, preciso dalla distanza (6/10 da tre), Stuckey protagonista iniziale con 11 punti nel primo quarto e Tracy McGrady, autore di 17 punti, 7 rimbalzi e 7 assist (tutti record stagionali per il giocatore che aveva iniziato la sua carriera nba a Toronto). “Dovrebbero fischiarlo più spesso perché ha giocato benissimo”, è il commento dell’altro ex Charlie Villanueva. Dopo aver imparato la lezione 11 giorni prima, in occasione della clamorosa rimonta di 25 punti a Detroit per i Raptors, i Pistons non si distraggono nel secondo tempo e raggiungono anche uno scarto di 32 punti. Toronto è una farmacia ambulante e non ha la forza nè i mezzi tecnici per stare in partita. Con il senno di poi Bargnani avrebbe fatto meglio a riposare ancora visto che la squadra non si allenerà per tre giorni prima di ritrovarsi direttamente a Memphis il 26 dicembre.

bargnani, noie fisiche — Il Mago ha cercato di rendersi utile, ma si capiva che fosse ancora condizionato dai diversi problemi fisici. Nel primo tempo ha infilato 10 punti (4/11), sbagliando tre tiri liberi, facendosi anche stoppare da Wallace. Nel terzo quarto ha aggiunto un canestro in azione e un altro ancora nell’ultima frazione. In difesa Bargnani ha ovviamente faticato mancando di intensità. Tutto è iniziato con un’infiammazione al ginocchio che ha poi portato a un infortunio alla caviglia, a cui si è aggiunto contro Detroit uno stiramento al polpaccio nel terzo quarto. Quando finalmente Triano si è deciso a sostituirlo, Bargnani si è indirizzato senza perder tempo verso lo spogliatoio. Terapia e riposo assoluto saranno fondamentali nei tre giorni di pausa. Non è solo Bargnani ad aver bisogno di questa pausa natalizia, sperando che sia sufficiente per trovarlo fresco e pronto il 27 dicembre contro i Grizzlies. Jose Calderon ha giocato, ma il piede gli fa ancora male: 8 palle perse per il play spagnolo sono inusuali e si possono spiegare solo così. Lo spagnolo ha comunque anche distribuito 13 assist. Weems ha saltato la terza gara di fila e Johnson ha giocato solo il primo tempo per poi cedere al mal di schiena. “I nostri migliori giocatori, Jose e Andrea, sono entrambi acciaccati e hanno disputato una gara orribile”, è stato il verdetto di Jay Triano. Le colpe della sconfitta sono comunque non dei singoli, ma del collettivo e della difesa colabrodo che ha reso tutto più semplice a Detroit. I Pistons hanno realizzato il massimo stagionale di punti, mentre Toronto ha chiuso con un record di 24 palle perse che hanno fruttato ben 41 punti agli avversari. Tra i pochi a salvarsi Linas Kleiza (7/11 per 19 punti) e Leandro Barbosa (7/12 per 21 punti). Nel post gara Tracy McGrady ha dato la sua opinione sul pubblico di Toronto famoso per fischiare gli odiati ex-Raptors, da T-Mac a Vince Carter (e i prossimi saranno Turkoglu e Chris Bosh) ed ha lanciato anche una frecciatina a Bosh dopo aver dichiarato che molti tifosi fischiano nemmeno sapere il motivo, poiché la sua partenza da Toronto risale a dieci anni fa: “Non è che io abbia fatto come Bosh, infamando la città e dicendo cose pazze su Toronto. Per me la scelta era tra stare a Toronto o andare a Orlando che era casa mia”.

Toronto: BARGNANI 16 punti (6/16 da 2, 0/1 da 3, 4/7 tl), 2 rimbalzi, 1 assist, 3 palle perse, 2 falli in 33’. Barbosa 21 (7/12), Kleiza 19, DeRozan 10. Rimbalzi: Wright 6. Assist: Calderon 13.
Detroit: Hamilton 35 (13/20), Stuckey 21, Villanueva 18, McGrady 17. Rimbalzi: McGrady 7. Assist: McGrady 7.

tratto da Gazzetta.it

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Milano, Eurolega addio. Crolla col Pana ed è fuori

L’Armani perde 93-62 nella 10ª giornata e manca la qualificazione alle Top 16. Per andare avanti avrebbe dovuto vincere e sperare in risultati favorevoli sugli altri campi

Diamantidis ha fatto male con un 3/5 dalla distanza. Ansa
Diamantidis ha fatto male con un 3/5 dalla distanza

Altroché miracolo. Milano crolla 93-62 ad Atene ed esce dall’Eurolega. Per passare alle Top 16 avrebbe dovuto vincere e poi sperare nei risultati degli altri. Che Valencia, cioè, perdesse in casa con Lubiana o, in caso di doppia sconfitta di Milano degli spagnoli, che l’Efes cadesse a Mosca: in caso di parità a tre, sarebbero passate Milano ed Efes Pilsen.

primo quarTo — Milano comincia con Jaaber in quintetto al posto di Finley. Le triple del Panathinaikos, due di Diamantidis e una Fotsis, scavano lentamente un vantaggio sempre più consistente. Mentre il Valencia sta scavando un margine ancora più sostanzioso contro Lubiana (+10). Finisce 24-15.

secondo quarto — Piero Bucchi continua con un quintetto forte dove il rientrato Maciulis gioca da ala, Pecherov da ala forte e Rocca da lungo. Mordente play dura un’azione. Finley rientra e segna due canestri di fila (-5). Mancinelli entra al fianco di Maciulis, praticamente da guardia. Tsartsaris segna due volte da fuori (-10) e il Pana domina sotto i canestri. Peccato che mentre Milano perde contatto con la partita (-15) e Finley continui lo show personale, Lubiana rimonti e chiuda in vantaggio il secondo quarto. Finisce 46-32.

terzo quarto — Milano perde palla sulla prima rimessa e Perperoglou vola in contropiede. Dopo l’intervallo il Panathinaikos dilaga facilmente e arriva a +20 prima della metà del parziale. Finisce 67-46.

ultimo quarto — Dopo due minuti il tabellone elettronico ha un guasto come a Biella una settimana fa. È il modo di ricordare a Milano il momento in cui è virtualmente uscita dall’Eurolega, quando ha perso di 15 punti contro il Valencia. Poco importa ormai quello che succede qui. Il Valencia vince di un punto e passa. Finisce 93-62.

Panathinaikos: Perperoglou 14, Kaimakoglou 12, Fotsis e Vougioukas 11
Milano: Finley 13, Hawkins 12, Jaaber 11

tratto da Gazzetta.it

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Colpaccio di Milwauke. Chicago affonda Philadelphia

Serata no dei Lakers battuti in casa dai rimaneggiati Bucks guidati dall’ex Virtus Boykins. Tutto facile per i Bulls. Dallas vince a Orlando; New Jersey e Golden State bene in trasferta

Sconfitta a sorpresa per i Lakers, dominati in casa loro da una Milwaukee fortemente rimaneggiata, guidata dall’ex virtussino Boykins. Dallas vince ancora, stavolta sul campo di Orlando. Tutto facile per Oklahoma City a Charlotte, con la fuga nell’ultimo quarto, e per Chicago in casa con Philadelphia. Vincono in trasferta Nets e Warriors.

Kobe Bryant non brilla e i Lakers affondano. Ap
Kobe Bryant non brilla e i Lakers affondano

Los Angeles Lakers-Milwaukee Bucks 79-98

“Ho detto ai giocatori che non penso che possano giocare peggio di come hanno fatto stasera”. Questo il commento di Phil Jackson alla partita, che ha visto i Lakers addirittura crollare nell’ultimo quarto. La tripla di Matt Barnes a 41 secondi dalla fine del terzo periodo aveva tenuto i campioni a -2 dopo 5 punti consecutivi dell’eccellente ex bolognese Earl Boykins (66-68), ma il playmaker tascabile chiamato in quintetto a sostituire l’infortunato Brandon Jennings (assente come Maggette e Delfino) ha iniziato l’ultima frazione con due triple che hanno ispirato i suoi compagni. Bogut firma il +13 sull’85-72 a 4’26 dalla sirena finale, i Lakers perdono i nervi e dopo l’ennesima tripla di Boykins (92-77 a 2’15 dalla fine), Kobe Bryant commette fallo su di lui in attacco e si becca due tecnici, sinonimo di espulsione. Come ha detto Jackson, in questa serata i Lakers non avrebbero potuto fare peggio.

L.A. Lakers: Bryant 21 (9/14, 0/2, 3/3 tl), Gasol 15, Odom 12. Rimbalzi: Gasol 11. Assist: Odom 6.
Milwaukee: Boykins 22 (4/7, 4/5, 2/2 tl), Ilyasova 17, Bogut 15. Rimbalzi: Ilyasova 11. Assist: Salmons 6.

Orlando Magic-Dallas Mavericks 99-105

Dirk Nowitzki supera Larry Bird nella classifica dei migliori marcatori di sempre della NBA (ora è 25° con 21.798 punti), e nonostante un Dwight Howard capace di andare oltre ai 20 punti e 20 rimbalzi è arrivata un’altra sconfitta per Orlando, che ha schierato per la prima volta in casa i giocatori acquisiti nello scambio con Portland e Washington. Male Arenas (1/6 al tiro, 4 assist e 5 falli in 18 minuti), male Turkoglu (8 assist ma 2/11 e 4 perse in 39 minuti) e male anche Richardson (4/13 al tiro e 5 rimbalzi in 39 minuti): i Magic vengono tenuti su da Nelson e Redick, che insieme combinano per 8/16 da fuori (3/13 per il resto dela squadra), sfruttando gli spazi creati da Howard. Troppo poco per poter battere questa Dallas, che ha avuto anche 12 punti di vantaggio a 4’33 dalla fine (con Terry, 93-81), con Orlando che si riporta a -2 con le uniche due triple di Richardson nella partita (99-101 a 24 secondi dalla fine). Nowitzki e Terry, però, dalla lunetta non sbagliano e danno ai texani la vittoria numero 16 nelle ultime 17 gare (23-5 il record).

Orlando: Howard 26 (11/19, 4/4 tl), Redick 21, Nelson 19, Richardson 10. Rimbalzi: Howard 23. Assist: Turkoglu 8.
Dallas: Butler 20 (4/8, 4/6), Nowitzki 17, Chandler 16, Kidd e Terry 13, Stevenson 11. Rimbalzi: Nowitzki 8. Assist: Kidd 12.

Luol Deng, a sinistra, ha chiuso con 22 punti. Ap
Luol Deng, a sinistra, ha chiuso con 22 punti

Chicago Bulls-Philadelphia 76ers 121-76

Racconto di una partita che non c’è, a Chicago. I Bulls vanno a segno con 10 dei primi 14 tiri dal campo, mettono al tappeto Philadelphia già alla fine del primo quarto (33-19), e gli ospiti non saranno mai capaci di rialzare la testa. Non solo, Derrick Rose e compagni arrivano a toccare l’incredibile margine di +51, quando Brian Scalabrine ha messo dentro i 2 punti che valevano il 118-67 a 3’59 da giocare. “Una sculacciata vecchio stile”, l’ha definita Elton Brand, ex di turno ma mai incisivo, come del resto tutta la sua squadra. Per i Bulls, che si erano inopinatamente fermati contro i Clippers nella gara precedente, si tratta dell’ottava vittoria nelle ultime 9 gare (17-9 il record).

Chicago: Deng 22 (10/12, 0/2, 2/3 tl), Rose 22 (5/9, 2/4, 6/6 tl), Boozer 16, Watson 14, Thomas 12, Korver 10. Rimbalzi: Boozer 11. Assist: Rose 12.
Philadelphia: Iguodala 17 (7/10, 1/2, 0/2 tl), Young 12, Meeks e Holiday 9. Rimbalzi: Brand 9. Assist: Williams 4.

Charlotte Bobcats-Oklahoma City Thunder 81-99

L’ultimo quarto è quello in cui i Thunder spazzano via i padroni di casa (privi di Gerald Wallace), che lo avevano iniziato avanti 69-68. I Bobcats, però, sbagliano i primi 11 tiri dal campo nell’ultima frazione, e lasciano inevitabilmente andare gli ospiti, ispirati dalla serata di grazia di Durant (32 punti con soli 13 tiri dal campo!), e facendo leva su un talento complessivo maggiore. James Harden, servito da Durant, firma il layup che vale il +21 a 3’06 dal termine, concludendo un incredibile parziale di 25-3 in favore di Oklahoma City. La gara, di fatto, era già chiusa.

Charlotte: Jackson 20 (7/14, 0/3, 6/6 tl), Diaw 13, Brown 11. Rimbalzi: Diaw 7. Assist: Diaw 8.
Oklahoma City: Durant 32 (6/9, 2/4, 14/16 tl), Westbrook 15, Harden 13, Green 12, Ibaka 10. Rimbalzi: Collison 10. Assist: Green 5.

Doppia marcatura per Xavier Henry. Ap
Doppia marcatura per Xavier Henry

Memphis Grizzlies-New Jersey Nets 94-101

I Nets vincono per la prima volta fuori casa dal 15 novembre scorso, quando si imposero per 110-96 in casa dei Clippers. Appoggiandosi su uno splendido Brook Lopez, aiutato dalle solide prestazioni di Kris Humpries e Sasha Vujacic (6/8 al tiro e 4 rimbalzi in 25 minuti, uscendo dalla panchina), New Jersey ha costruito la sua vittoria nella parte finale del terzo quarto, con un parziale di 10-2 chiuso dal layup di Graham per il +12 (69-57) a 2’36 dall’ultima pausa. Memphis rientra fino a -4 con 4 punti consecutivi di Mayo (80-84 a 5’37 dalla sirena), ma dopo un 4/4 ai liberi di Lopez, Devin Harris e Stephen Graham mettono i tiri della sicurezza per la squadra di Avery Johnson (97-89 a 26 secondi dalla fine), alla terza vittoria in 4 partite (9-20).

Memphis: Gasol 19 (6/10, 7/10 tl), Mayo 17, Conley 13, Randolph, Gay e Henry 11. Rimbalzi: Randolph 14. Assist: Conley 5.
New Jersey: Lopez 26 (8/14, 10/11 tl), Vujacic 16, Humpries e Harris 12, Outlaw 11. Rimbalzi: Humpries 15. Assist: Farmar 6.

Sacramento Kings-Golden State Warriors 109-117 dts

Sacramento si fa rimontare dai Warriors (sempre senza Curry, Biedrins e Gadzuric) nell’ultimo quarto, dopo aver chiuso avanti per 74-60 dopo 36 minuti di gioco. Vladimir Radmanovic ha messo a segno la tripla che ha rimandato la patita al supplementare: per lui 13 punti nel solo ultimo quarto di gioco, sui 32 complessivi della sua squadra. Nonostante la serata di grazia di Udrih, Sacramento ha pagato ancora la scarsa mira di Evans (4/18 dal campo, anche se presente con 10 rimbalzi e 7 assist), e s’è vista trafiggere nel supplementare da Monta Ellis, capace di segnare 9 sei 15 punti di Golden State nei 5′ di overtime, compreso un folle canestro in appoggio a 44 secondi dalla fine per il 115-109 che ha messo fine alla contesa.

Sacramento: Udrih 34 (7/11, 4/7, 8/8 tl), Landry 22, Evans 15, Greene 10. Rimbalzi: Cousins 13. Assist: Evans 7.
Golden State: Ellis 36 (10/22, 2/7, 10/12 tl), Williams 24, D. Wright 17, Lee e Radmanovic 15. Rimbalzi: Lee 12. Assist: Ellis 7.

tratto da Gazzetta.it

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Hornets k.o. allo scadere. Belinelli si arrende a Indiana

New Orleans cede a Indianapolis 94-93 e incassa così l’ottava sconfitta nelle ultime nove gare in trasferta. Il finale è intenso e divertente: sulla sirena Dunleavy si trova al posto giusto e con un tap-in regala il successo alla squadra di casa

Quando le cose non vanno bene anche la Dea Bendata sembra remare contro. Gli Hornets giocano una partita discreta, ma devono arrendersi al tap-in di Mike Dunleavy proprio allo scadere e a Indianapolis incassano così la loro ottava sconfitta nelle ultime nove gare in trasferta: 94-93 il finale.

ritardo hornets — Gli ospiti partono al rallentatore. Marco Belinelli firma un canestro dal perimetro ma l’attacco di New Orleans fa fatica a carburare. Indiana senza fare cose straordinarie tiene in mano il pallino del gioco, gli Hornets, invece, fanno troppo poco e i canestri da sotto di Emeka Okafor non bastano. La tripla di Granger allontana i Pacers all’inizio del secondo quarto, la squadra della Louisiana prova a rispondere con un paio di canestri di Belinelli e con la produzione di Jarrett Jack ma a metà frazione i padroni di casa arrivano al vantaggio in doppia cifra. David West e Chris Paul provano a limitare i danni, New Orleans però chiude un primo tempo poco brillante con un ritardo di nove lunghezze, 52-43.

Danny Granger (33) contro Trevor Ariza. Ap
Danny Granger contro Trevor Ariza

finale intenso — Nel terzo quarto le cose vanno decisamente meglio per Paul e soci. Gli ospiti, infatti, si mettono a difendere come si deve e a metà del periodo piazzano un parziale di 12-4 che li riporta al -1. Fa il suo dovere anche un buon Marco Belinelli che segna due canestri da sotto e si fa sentire in difesa. Indiana risponde con le triple di Posey ma il match cambia radicalmente e a fine terzo quarto a inseguire, 69-68, sono i padroni di casa. Un caldissimo James Posey apre l’ultimo quarto con una tripla che riporta avanti i Pacers, Beli li riprende con un canestro dal perimetro. Danny Granger allora decide di salire in cattedra, Indiana prova a piazzare lo sprint ma David West non ci sta e gli Hornets tornano sotto. Il finale è intenso e divertente. New Orleans con il gioco da tre dell’affidabilissimo West arriva al +2 a 30’’ dalla sirena, il solito Posey risponde 14’’ più tardi con un’altra tripla. West però è una spina nel fianco della difesa di Indiana e ben imbeccato da Pau trova il canestro, a quattro secondi dalla fine, riporta avanti gli ospiti. Gli Hornets difendono bene l’ultimo possesso dei Pacers, costringendo Granger a una conclusione difficile. La stella di Indiana trova solo il ferro ma Dunleavy si trova al posto giusto e con un tap-in proprio sulla sirena regala il successo alla squadra di casa.

Indiana: Granger 27 (4/14, 4/8), Collison 18, Posey 15. Rimbalzi: Foster 11. Assist: Collison, Ford 5.
New Orleans: BELINELLI 14 (7/11 da due, 0/3 da tre, 0/4 ai liberi), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 recupero in 34’. Okafor 19 (7/8), West 18, Paul 15. Rimbalzi: Okafor 15. Thornton 11. Assist: Jack 6.

tratto da Gazzetta.it

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Miami spezza la serie positiva. San Antonio indovina la nona

Gli Heat cedono ai Mavericks dopo 12 successi consecutivi. Continuano invece a vincere gli Spurs, grazie a un sorprendente Neal e a un Duncan rispolverato. Bene Houston e Atlanta, terza vittoria di fila per i Clippers

LeBron James in azione contro Miami. Ap
LeBron James in azione contro Miami

Finisce la serie di vittorie di Miami, che viene sconfitta per la seconda volta della stagione da Dallas, ma stavolta in casa propria. Continua a vincere San Antonio, al nono successo consecutivo, grazie a un sorprendente Neal e a un Duncan rispolverato. La buona nottata delle texane coinvolge anche Houston, in risalita, vincente sul campo dei Warriors. Atlanta ferma i rinnovati Orlando Magic. In fondo alle classifiche registriamo la terza vittoria consecutiva dei Clippers.

Miami Heat-Dallas Mavericks 96-98

Tutto comincia e finisce con Dallas, per Miami, che proprio contro Nowitzki e compagni vinse uno dei titoli più sorprendenti (nel 2006, c’era già Wade). I Mavs erano stati gli ultimi a battere gli Heat (106-95 il 27 novembre scorso) e sono sempre loro a porre fine alla striscia di vittorie della formazione di coach Spoelstra, che si ferma dopo 12 successi consecutivi. Nowitzki segna 6 dei primi 9 punti di Dallas, ispirandone l’eccellente partenza (14-2 dopo neanche 4′) e i texani toccano il loro massimo vantaggio sul 23-10 grazie al layup di Jason Kidd a 3’14 dalla fine del primo quarto. La gara, però, sarà combattutissima fino alla fine. Si chiama Jason Terry l’uomo capace di portare la gara dalla parte degli ospiti: per lui 17 punti nell’ultimo quarto, comprese le due triple consecutive che danno ai Mavs il +4 (89-85) a 1’24 dalla fine). A riprendere gli avversari ci provano Wade, James e Bosh: il primo va a segno dalla lunetta, il secondo si prende una gran linea di fondo e segna con il fallo per il -1, il terzo, forzando si prende e sbaglia la tripla del pareggio a 19 secondi dalla fine sul 90-93. Marion e Nowitzki finiscono il lavoro dalla lunetta, inutili per Miami un altro 2+1 di James e la tripla allo scadere di Wade. Dallas, che dal 20 novembre a oggi ha perso solo una volta (in casa contro Milwaukee), coglie anche la nona vittoria in 10 gare esterne, riuscendo a passare su campi durissimi come quelli di Atlanta, Oklahoma City, San Antonio, Utah e ora Miami. Che sia questa, oggi, la squadra più forte della Lega?

Miami: Wade 22 (5/10, 3/7, 3/6 tl), James e Bosh 19, Chalmers 13, Jones 10. Rimbalzi: James 10. Assist: Wade e James 7.
Dallas: Nowitzki 26 (8/17, 0/4, 10/10 tl), Terry 19, Butler 13. Rimbalzi: Marion 13. Assist: Kidd 7.

Tim Duncan fra Grant Hill (33) e Hakim Warrick. Ap
Tim Duncan fra Grant Hill e Hakim Warrick

San Antonio Spurs-Phoenix Suns 118-110

Nona vittoria consecutiva per San Antonio, che mantiene il miglior record della Lega (24-3) e supera i Suns, che non hanno ancora fatto debuttare i nuovi arrivati Vince Carter, Marcin Gortat e Mickael Pietrus. Giocheranno giovedì, in casa contro Miami. I padroni di casa fanno la differenza grazie a un Duncan favoloso (anche 3 stoppate e 2 recuperi per lui), elogiato anche da Tony Parker a fine gara, dalla mira di Gary Neal dalla panchina (miglior marcatore, e bella sorpresa di inizio stagione per gli Spurs), e con un terzo quarto da 40 punti (a 24), che ha permesso ai texani di arrivare al 36′ sul 93-78, per poi controllare. La domanda è: questi Spurs stanno andando al massimo? No, se diamo retta a Tim Duncan. “Stiamo bene, ma penso che abbiamo molto lavoro da fare. Il nostro record è eccellente ed è bellissimo vivere questo momento, ma abbiamo parecchie cose da sistemare nel nostro gioco”.

San Antonio: Neal 22 (6/8, 1/6, 7/8 tl), Duncan 20, Parker 19, Jefferson 17, Ginobili 15, Blair 10. Rimbalzi: Duncan 15. Assist: Duncan 6.
Phoenix: Dudley 27 (7/9, 3/7, 4/5 tl), Hill 19, Nash 17, Childress 15, Lopez 14. Rimbalzi: Lopez 7. Assist: Nash 10.

Atlanta Hawks-Orlando Magic 91-81

Gli Orlando Magic non si sono mai allenati dopo lo scambio che ha riportato in Florida Hedo Turkoglu e ha fatto arrivare anche Jason Richardson e Gilbert Arenas. Comprensibile qualche problema di assemblaggio, e una buona squadra come Atlanta può far pagare le imprecisioni. dopo il 4-0 iniziale firmato Howard e Bass, infatti, gli Hawks (malgrado la quarta partita consecutiva senza Jamal Crawford) vanno subito in vantaggio e ci rimangono fino alla fine della partita, sfiorando la doppia cifra di vantaggio a 2’51 dall’intervallo (tiri liberi di Etan Thomas, 38-29) e addirittura volando a +18 nell’ultimo quarto con 5 punti consecutivi di Marvin Williams (88-70 a 3’12 dalla sirena). Orlando, che ha tirato con il 35% dal campo, ha bisogno di mettersi a posto in palestra prima di essere valutata con il nuovo assetto.

Atlanta: Horford 24 (10/15, 4/8 tl), Johnson 17, Bibby 15, Smith e Williams 12. Rimbalzi: Horford 11. Assist: Johnson 6.
Orlando: Howard 19 (6/14, 7/12 tl), Nelson 18, Bass 13, Arenas 10. Rimbalzi: Howard 20. Assist: Turkoglu, Richardson, Nelson e Arenas 3.

Cleveland Cavaliers-Utah Jazz 90-101

Jerry Sloan raggiunge quota 1.210 vittorie in regular season, pareggiando Pat Riley nella classifica degli allenatori con più partite vinte nella storia della Lega. Adesso restano davanti solo Lenny Wilkens (1.332) e Don Nelson (1.335). “Non ci ho pensato”, dice Sloan, e nessuno fa fatica a credergli. I suoi Jazz, intanto, dominano la partita dopo il buon inizio dei Cavs (16-9 aopo 7 minuti), ispirati dal duo Jamison-Gibson (al massimo in carriera nei punti). Utah, però, è più forte, e nonostante le triple a ripetizione del playmaker di Cleveland (priva di Graham) tocca i 20 punti di vantaggio con le conclusioni dalla distanza di Bell e Miles (90-70 a 8’53 dalla fine), gestendo poi la situazione fino alla sirena. Per coach Sloan, a fine gara, parole importanti da Antawn Jamison, suo avversario di serata: “Penso che tantissima gente sottovaluta quello che lui ha fatto. Ma quando sei un giocatore, capisci perfettamente l’importanza del suo lavoro”.

Cleveland: Gibson 29 (1/7, 7/8, 6/6 tl), Mo Williams 16, Jamison 13, Parker 11, Hickson 10. Rimbalzi: Hickson 9. Assist: Williams 10.
Utah: Miles 22 (4/6, 4/10, 2/2 tl), Millsap e Bell 19, Williams 17, Jefferson 16. Rimbalzi: Jefferson 13. Assist: Williams 10.

Una fase di Portland Trail Blazers-Milwaukee Bucks. Ap
Una fase di Portland Trail Blazers-Milwaukee Bucks

Portland Trail Blazers-Milwaukee Bucks 106-80

Gli infortunati di Portland, come sempre, non si contano. Già privi di Brandon Roy, Joel Przybilla e Marcus Camby (su Oden non è il caso di girare il dito nella piaga), i padroni di casa hanno dovuto fare a meno anche di Dante Cunningham, in campo per 4′ prima che una distorsione a una caviglia lo togliesse di mezzo. Dall’altra parte mancava Brandon Jennings (fuori per un mese e mezzo per una frattura al piede sinistro), oltre a Corey Maggette, Carlos Delfino e un Michael Redd anche lui assente da mesi, come Oden. Al netto di questa ecatombe, Portland è la squadra con più talento, e lo dimostra da subito: tre triple consecutive di Matthews portano i padroni di casa avanti 20-7 con 5’09 da giocare nel primo quarto, gli ospiti non rientreranno mai e precipitano fino al -26 (67-41 a 6’33 dalla fine del terzo periodo), firmato dall’eccellente LaMarcus Aldridge.

Portland: Aldridge 29 (12/18, 5/6 tl), Matthews 22, Fernandez 17, Batum 10. Rimbalzi: Aldridge 19. Assist: Miller 9.
Milwaukee: Salmons 23 (6/10, 2/3, 5/6 tl), Dooling 12, Gooden e Mbah a Moute 10. Rimbalzi: Mbah a Moute 7. Assist: Dooling 5.

Golden State Warriors-Houston Rockets 112-121

Metabolizzata la notizia dell’assenza fino a fine stagione (carriera?) di Yao Ming, gli Houston Rockets continuano a risalire, vincendo la quinta gara nelle ultime 6 (8-3 il record a dicembre, 13-15 il totale). La gara contro i Warriors, privi di Stephen Curry e dei lunghi Biedrins e Gadzuric, è molto combattuta, grazie all’incredibile serata offensiva di Monta Ellis, capace di fare per sé e per i compagni assenti. Kevin Martin, però, segna 5 punti consecutivi in un 7-0 che porta i Rockets avanti 101-96 (3’56 da giocare), e con un paio di triple di Shane Battier, anima di questa squadra, i texani volano via (113-103 a 1’01 dalla fine). Nell’ultimo minuto Houston fa 8/8 ai liberi (6 dei quali per Martin), e si porta a casa il risultato. Periodo nero per Golden State: dopo la vittoria del 10 novembre in casa di New York, i ragazzi di Ketih Smart erano 6-2. Da allora solo 3 vittorie per 16 sconfitte.

Golden State: Ellis 44 (12/16, 3/4, 11/14 tl), Lee 19, Williams 11. Rimbalzi: Amundson 7. Assist: Ellis 7.
Houston: Martin 30 (4/10, 3/4, 13/13 tl), Scola 20, Battier 14, Lowry 13, Hayes 12. Rimbalzi: Hayes 10. Assist: Lowry 8.

Washington Wizards-Charlotte Bobcats 108-75

Tolto “l’incidente” di Sacramento (3 punti con 1/8 al tiro), Nick Young sta letteralmente esplodendo, e viaggia a 23 punti di media dal 5 dicembre a oggi contando le altre partite che ha giocato. Ancora lui il miglior marcatore di Washington, che gioca ancora senza John Wall ma con uno sforzo collettivo (a segno tutti e 11 i giocatori utilizzati) ha fatto a fette Charlotte, mentre il neo-arrivato Rashard Lewis seguiva la partita dalla panchina. Washington fa la differenza nel terzo quarto, con un parziale di 20-2 chiuso dai tiri liberi di McGee (77-49 a 2’32 dall’ultima pausa. In mezzo l’espulsione di Nazr Mohammed).

Washington: Young 21 (5/7, 3/6, 2/2 tl), Blatche 19, Hinrich 18, Thornton 13, McGee 10. Rimbalzi: Hinrich 6. Assist: Hinrich 11.
Charlotte: Jackson 13 (4/9, 1/3, 2/3 tl), Brown e Thomas 10. Rimbalzi: Diaw 7. Assist: Augustin e Diaw 4.

Eric Gordon contro Wesley Johnson. Ap
Eric Gordon contro Wesley Johnson

Los Angeles Clippers-Minnesota Timberwolves 103-80

Date a Gordon quel che è di Gordon. Il giocatore, membro di Team USA agli ultimi mondiali insieme al rivale di serata Kevin Love (interessante il suo duello con Blake Griffin: 15 doppie-doppie consecutive per entrambi, 24 per Love e 22 per Griffin in stagione!), ha letteralmente preso per mano i suoi Clippers per condurli alla terza vittoria consecutiva, una piacevole sensazione per una squadra che ha tanto talento ma faceva fatica a “finire” bene le partite. Vedremo se questa tendenza positiva sarà confermata nel prossimo futuro. I T’Wolves, privi dei centri Milicic e Pekovic (ai Clippers mancava Kaman), sono in partita fino al 51 pari firmato da Webster a
5’33 dall’intervallo, ma si squagliano con il passare dei minuti, confermando di non essere assolutamente una squadra da trasferta (1-17 il record esterno), e con la seconda tripla di Eric Gordon nel terzo quarto finiscono a -20 (91-71 a 3’12 dall’ultima pausa). Game, set match.

L.A. Clippers: Gordon 36 (9/16, 5/7, 3/5 tl), Griffin e Gomes 22. Rimbalzi: Griffin e Gomes 10. Assist: Davis 12.
Minnesota: Beasley 20 (5/16, 1/3, 7/9 tl), Brewer 18, Love 12, Ridnour 10. Rimbalzi: Love 10. Assist: Ridnour 6.

tratto da Gazzetta.it

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Ufficiale: Akindele alla Montepaschi Siena

Akindele, 2 anni fa a Pesaro

Come aveva annunciato il presidente Ferdinando Minucci pochi giorni fa, nella conferenza stampa di fine 2010, il Montepaschi ha aggiunto un intimidatore sotto canestro per affrontare meglio le battaglie di Eurolega. Il giocatore scelto dai quattro volte campioni d’Italia in carica è Jeleel “Deji” Akindele, 27enne nigeriano alto 2.16.

La Mens Sana Basket comunica di aver ingaggiato fino al termine della stagione il centro nigeriano classe 1983, Jeleel Akindele.

Cresciuto a Lagos in Nigeria, si trasferisce alla Coastal Christian a Virginia Beach. Dal 2003/2004 gioca con Chicago State dove viene nominato nel 2005 difensore dell’anno della Mid-central College Conference. Nel 2005/2006 si trasferisce in D-League ai Fort Worth Flyers. Con la squadra texana vince la regular season nel 2006 perdendo la finale contro gli Albuquerque Thunderbird, squadra del New Mexico. Nel 2006/2007 approda in Europa giocando per il Calpe Aguas nella seconda divisione spagnola, ma torna in D-league con i Fort Worth Flyers dove termina la stagione. Nel 2007/2008 gioca prima nella lega di sviluppo Nba con Iowa Energy e poi a dicembre ritorna in Europa con il Pau Orthez nel campionato francese. Nell’estate 2008 disputa la Summer League a Las Vegas con i Toronto Raptors. Nella stagione 2008/2009 si trasferisce in Italia alla Scavolini Spar Pesaro. Nell’estate 2009 disputa la Summer League con i Portland Trail Blazers. Inizia la stagione 2009/2010 in Spagna all’Obraidoiro, per poi trasferirsi al Rouen Basket nel mese di febbraio. Inizia la stagione corrente nella lega russa con il BC Nizhny Novgorod. Ha fatto parte della Nazionale nigeriana dal 2006 al 2009.

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Scariolo lascia il Khimki

Sergio Scariolo ha lasciato il Khimki Mosca già fuori dall’Eurolega e seconda in classifica in Russia. La decisione consensuale dopo l’ultima sconfitta in casa contro il Cska.

«Abbiamo fatto ottime cose e il Khimki è ancora una delle migliori squadre russe — ha detto Scariolo — per me è una decisione difficile, ma credo che sia lamigliore sia per me sia per la squadra».

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