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Chicago non si ferma più. Piovono triple a New York

Con quella sui Nets, i Bulls ottengono l’ottavo successo concecutivo, record degli ultimi sei anni. Al Garden, i Knicks battono Memphis e collezionano 20 triple (su 36 tentate), nuovo record di franchigia

Chicago e New York protagoniste positive della notte Nba, Cleveland ancora una volta tra i cattivi. I Bulls passano a Newark grazie alla prova della difesa, mentre i Knicks si prendono la vittoria interna su Memphis sommergendo gli avversari sotto una pioggia di triple. I Cavs invece vengono travolti a Portland in un match deciso già nel primo quarto.

Derrick Rose evita il contrasto di Deron Williams. Ap
Derrick Rose evita il contrasto di Deron Williams

New Jersey Nets-Chicago Bulls 73-84

Inarrestabili. La difesa di ferro tiene i Nets (22 vinte-44 perse) al minimo di punti stagionali e al 35% dal campo, e Chicago (49-18) allunga a 8 gare la striscia vincente, la più lunga in 6 anni. Per i Bulls, signori della Eastern Conference con mezza gara di vantaggio su Boston, passare al Prudential Center non è stato comunque facile: complice una serata col 40,7% dal campo, il successo degli uomini di Thibodeau è diventato realtà negli ultimi 3’57”, con un 15-4 alimentato da 6 punti di Korver e dal 2/9 al tiro concesso a New Jersey. “Affidarci alla difesa è quello che abbiamo fatto durante tutta la stagione – racconta Derrick Rose -. Se il nostro attacco non funziona, cosa che succede raramente, ci affidiamo alla difesa. Ed è quello che abbiamo fatto”. Chicago ha interrotto la striscia di 5 vittorie consecutive dei Nets mettendo la museruola a Deron Williams, tenuto a 1/12 dal campo. New Jersey era partita meglio, volando sul 10-3 dopo 3’ grazie a 8 punti di Morrow. Chicago insegue e sorpassa nel finale, arrivando alla prima sirena avanti 24-20. Senza Boozer, fuori per la quarta gara di fila, i Bulls trovano un gran contributo a rimbalzo da Asik (massimo in carriera) e nel secondo quarto toccano due volte il +10 prima di tornare negli spogliatoi avanti 43-36. Spinti dai punti di Rose e Deng, gli ospiti arrivano sul 51-37 con 7’12” da giocare, ma New Jersey non cede, nonostante la fatica in attacco, e inizia gli ultimi 12’ sotto 60-50. Outlaw apre il 15-5 che consente ai Nets di agguantare la parità sul 65 a 5’50” dalla fine. Lopez firma il 69 pari con 4’36” da giocare, poi i Bulls decollano per il break che vale la vittoria. “Avremmo potuto giocare e tirare molto meglio – ha detto Williams dei Nets -, ma loro sono davvero una buona squadra in difesa”.

New Jersey: Lopez 22 (8/15 da due, 6/7 liberi), Humphries 13, Vujacic 13. Rimbalzi: Humphries 16. Assist: Williams 11.
Chicago: Rose 21 (8/18, 0/5, 5/6 tl), Deng 19, Korver 12. Rimbalzi: Asik 16. Assist: Noah 6.

Un numero di Carmelo Anthony. Reuters
Un numero di Carmelo Anthony

New York Knicks-Memphis Grizzlies 120-99

Pioggia di triple. Sono ben 20 (su 36 tentate), nuovo record di franchigia, quelle che New York (35-32) manda a bersaglio contro Memphis (37-32), prendendosi la prima vittoria dopo tre sconfitte di fila. Protagonista assoluto della serata al Madison Square Garden è Tony Douglas, che celebra i 25 anni compiuti mercoledì con 9 triple a bersaglio dalla panchina, record di franchigia eguagliato. “Una volta iniziato a fare centro, mi sentivo come se nessuno potesse difendere su di me – ha detto Douglas -. Non importava se c’era un avversario a coprirmi: qualsiasi cosa tiravo finiva nel canestro”. I Knicks, nonostante la peggior serata di Amar’e Stoudemire (16 punti) dall’arrivo di Carmelo Anthony, tirano col 52% dal campo, buono per riprendersi il sesto posto solitario a Est, e aggiustano la difesa, che nelle ultime 3 esibizioni aveva concesso in media 117,3 punti. Memphis vince 41-35 la sfida a rimbalzo, ma chiude col 46,1% al tiro, pagando l’incapacità di difendere dal perimetro. “L’ultima volta ci avevano battuto con le triple – confessa coach Lionel Hollins -. Anche stavolta è successo lo stesso”. New York infila tre triple nel parziale d’apertura, con le ultime due buone per guadagnarsi il 29 pari alla sirena, conseguenza soprattutto dei 15 punti di Melo. Douglas fa centro 5 volte dalla distanza nel secondo quarto, contribuendo a regalare a New York 8 punti di vantaggio (59-51) al rientro negli spogliatoi. Memphis esce definitivamente di scena nel terzo periodo, martoriata dalla distanza: i Knicks fanno centro 7 volte da fuori, e le tre consecutive negli ultimi 59” aprono una voragine di 18 punti (92-74). Memphis ricuce fino a 100-88 con 6’04” da giocare, ma Melo con 7 punti consecutivi tiene i Knicks al sicuro. A 17” dalla fine Douglas firma la tripla dei record e la festa del Garden può esplodere.

New York: Douglas 29 (1/2, 9/12), Anthony 28, Billups 18. Rimbalzi: Stoudemire 9. Assist: Billups 8.
Memphis: Conley 16 (4/9, 2/3, 2/2 tl), Arthur 15, Allen 14, Randolph 14. Rimbalzi: Arthur 7. Assist: Conley 6.

Hickson cerca di frenare la corsa di Aldridge. Ap
Hickson cerca di frenare la corsa di Aldridge

Portland Trail Blazers-Cleveland Cavaliers 111-70

Senza storia. Portland (39-29) spazza via Cleveland (13-54), la peggior squadra Nba, in una sfida mai in discussione che regala alla franchigia dell’Oregon la seconda vittoria consecutiva. I Trail Blazers chiudono col 54,2% dal campo, stravincono 45-29 la sfida a rimbalzo e concedono agli avversari il 35,6% al tiro, permettendosi di far riposare i titolari nell’ultimo quarto, a gara già decisa. La vittoria in realtà Portland se l’era presa già nel primo quarto, infilando prima un 22-0 dopo il momentaneo 2-2 firmato Sessions, poi volando sul 33-4 a 1’44” dalla fine trascinata da 11 punti di Wallace, e chiudendo i conti sul 37-12, col 69% al tiro e gli avversari tenuti al 14,3%, un nuovo minimo nella stagione già disastrata dei Cavs. A Cleveland non basta il ritorno di Baron Davis (fuori da 4 partite dopo la morte della nonna che gli aveva fatto da madre) per rimettersi in carreggiata, e nel secondo quarto Portland continua a dilagare, volando sul 55-19 a 4’47” dal riposo con gli incontenibili Aldridge e Wallace. Grazie alla precisione di Sessions dalla lunetta, Cleveland chiude il primo tempo sotto di 30 (64-34): ma ai Cavs manca tutto, dalla difesa (la quarta peggiore dell’Nba) al gioco di squadra (appena 6 assist complessivi). I Blazers inaugurano la ripresa con un 9-0, poi continuano a far male toccando i 44 punti di vantaggio (87-43) con Camby a 3’15” dalla terza sirena, con la gara già da tempo segnata. Per i Cavs comunque non è un record negativo, visto che a gennaio avevano perso 112-57 in casa dei Lakers.

Portland: Aldridge 20 (9/10, 2/3 tl), Wallace 17, Matthews 14, Batum 14. Rimbalzi: Aldridge 11. Assist: Miller 6, Wallace 6.
Cleveland: Sessions 14 (4/8, 6/6 tl), Gibson 12, Harris 10. Rimbalzi: Hickson 7. Assist: Harris 3.

tratto da gazzetta.it

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Troy Murphy sceglie Boston

Il colpo di mercato dei Boston Celtics è Troy Murphy. Il giocatore infatti ha scelto di giocare con Ray Allen & Co rifiutando la proposta dei Miami Heat.

Murphy ha iniziato la stagione ai Nets prima di essere messo in lista inattivi in attesa di una trade che lo ha portato in California ai Golden State Warriors.

Murphy ha subito rescisso con Golden State per provare a firmare per una contender.

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Mike Bibby e Troy Murphy a Miami???

I Golden State Warriors hanno raggiunto un accordo con Troy Murphy per la rescissione del contratto. Murphy potrebbe ora andare a Miami, Boston, Orlando o Dallas. Ma la squadra dei big three è la più seria candidata.

In carriera il giocatore viaggia ad una media di 11.8 punti ed 8.5 rimbalzi. Murphy ha iniziato la stagione ai Nets per poi passare ai Warriors nelle ultime ore disponibili per la trade.

I Washington Wizards hanno trovato un accordo con Mike Bibby per liberarlo dal contratto. Il giocatore era arrivato a Washington la passata settimana nell’ambito della trade che ha portato invece agli Hawks Hinrich ed Armstrong.

Bibby potrebbe ora finire in Florida, ai Miami Heat dei Big Three.

Il giocatore ha rinunciato a tutti i 6.2 milioni di dollari previsti dal contratto per la prossima stagione pur di giocare con una squadra che possa vincere il titolo. “Ha rinunciato a tanti soldi perche vuole vincere un anello” ha detto David Falk, agente del giocatore. “Dopo 10, 11 anni di NBA, ti interessa solo vincere. Ha molte offerte interessanti sul piatto”.
Altre squadre interessate a Bibby sono i Lakers, i Celtics ed i Blazers.

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Deron Williams ai NJ Nets!

Deron Williams & Devin Harris

I New Jersey Nets hanno ottenuto finalmente un grande nome dopo il deludente mercato estivo. Si tratta della All-Star Deron Williams, approdato dagli Utah Jazz dove vanno in cambio Derrick Favors, Devin Harris e due scelte future.

Derrick Favors

“Sento che Deron Williams sia la miglior guardia nella NBA – ha affermato il general manager Billy King all’annuncio ufficiale -. Ho parlato con Deron e lui è entusiasta. Capisce dove siamo e dove vogliamo andare. In questo campionato, si vince con il playmaker”.

Inoltre i Nets hanno scambiato con Golden State l’ala Troy Murphy con Brandan Wright e Dan Gazduric.

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Clamoroso, i Nets si ritirano dalla corsa ad Anthony

Ad annunciato il proprietario dei Nets Mikhail Prokhorov

Con un clamoroso annuncio ai media, il proprietario russo dei Nets Mikhail Prokhorov ha comunicato che New Jersey si ritira ufficialmente dalla corsa a Carmelo Anthony.

“Non sono felice per come stanno andando le cose e come la trattativa si sta prolungando. E’ passato troppo tempo ed è stata sulla bocca di tutti. Il che ha sicuramente portato instabilità nella nostra squadra per molte partite. Penso che il management ha fatto un ottimo lavoro ma si arriva ad un punto quando il prezzo diventa troppo alto ed allora bisogna ritirarsi dalla corsa” ha detto il magnate russo. “Sono stato io a prendere la decisione” ha aggiunto Prokhorov, che ha ammesso di non aver mai parlato direttamente con Anthony.

“Magari mi ha mandato una mail. Ma io non ho il computer. Oppure il piccione viaggiatore si è perso” ha concluso il proprietario che era arrivato ad offrire per Anthony sei giocatori ed almeno due prime scelte future.

tratto da sportando.net

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Carmelo Anthony ai Nets???

I Nets sono vicini allo scambio che porterebbe Carmelo Anthony da Denver a New Jersey. La trade a 3 squadre coinvolgerebbe anche i Pistons che porterebbero a Detroit Troy Murphy e Johan Petro spedendo Rip Hamilton ai Nets. Denver, oltre a Anthony cederebbe anche Chauncey Billups, Anthony Carter e Shelden Williams. Ai Nuggets arriverebbero Devin Harris, Anthony Morrow, Derrick Favors, Stephen Graham, Quinton Ross e Ben Uzoh insieme a 2 prime scelte future.

QUESTO POTREBBE ESSERE LO SCAMBIO:

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Terrence Williams ai Rockets, Vujacic ai Nets e Joe Smith ai Lakers

Scambio a tre fra Houston Rockets, New Jersey Nets e Los Angeles Lakers. Terrence Williams vola a Houston in cambio di un first round pick nel 2012, Sasha Vujacic lascia Los Angeles per la prima volta dal 2004 (+ un first round pick nel 2011) e va nel New Jersey in cambio di Joe Smith.

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Boston e Dallas schiaciasassi. Miller trascina Portland

Celtics (9 vittorie cosecutive) e Mavericks (11) non si fermano più; battute Philadelphia e New Jersey. A Orlando non basta Howard

Boston e Dallas proseguono la loro serie di vittorie consecutive, confermandosi le squadre più in forma dell’Nba. I Celtics arrivano a 9 battendo in extremis Philadelphia, i Mavs toccano quota 11 con un netto successo sui Nets. Orlando k.o. a Portland nonostante i 39 punti (massimo stagionale) di Dwight Howard.

Rajon Rondo, a sinistra, a canestro. Ap
Rajon Rondo, a sinistra, a canestro

Philadelphia 76ers-Boston Celtics 101-102

La nona dei Celtics è una vittoria tirata per i capelli, acciuffata a 1.4 secondi dalla fine, quando Kevin Garnett acchiappa il 14° assist di Rajon Rondo e lo trasforma nel canestro che prolunga la serie d’oro di Boston (18 vinte-4 perse) e ferma a 5 la striscia di successi dei Sixers (7-15) davanti al pubblico di casa. I Celtics chiudono col 55,9% dal campo e tirano 7/12 da tre, hanno 23 punti da Ray Allen e tengono gli avversari al 45,7% al tiro (5/14 di Andre Iguodala). Eppure non basta per una facile vittoria: Philadelphia resta in partita grazie a 15 rimbalzi offensivi, 8 dei quali di Elton Brand (settima doppia doppia stagionale, stessa cifra del 2009/2010), complice anche all’assenza di Shaquille O’Neal, fuori per un problema al polpaccio destro e rimpiazzato in quintetto dalla matricola Semih Erden (8 punti e 3 rimbalzi in 18’). Philadelphia chiude il primo quarto sul 32-29, poi prova a scappare con Brand in avvio di secondo, ma Allen alimenta con 9 punti il 13-6 con cui Boston chiude il primo tempo (56-55). Due triple consecutive dello scatenato Meeks alimentano la fuga dei Sixers (80-72 a 2’39” dalla terza sirena), ma Boston risponde di carattere e a fine periodo è avanti 81-80 grazie ad un break alimentato da 5 punti e 1 assist di Rondo. Philadelphia continua a provarci, nonostante i 9 punti dell’ultimo periodo di Allen: i padroni di casa vedono il traguardo quando Iguodala firma il 101-100 a 6.6 secondi dalla fine, ma nel possesso successivo Rondo suggerisce a Garnett l’alley-oop che conferma Boston in cima alla Eastern Conference. “Faremo davvero paura quando saremo tutti sani, visto che continuiamo a vincere con tanti infortunati – dice Paul Pierce dei suoi Celtics -. Non vedo l’ora che arrivi marzo”.

Philadelphia: Meeks 19 (2/5 da due, 4/4 da tre, 3/3 tl), Young 16, Williams 16. Rimbalzi: Brand 14. Assist: Iguodala 11.
Boston: Allen 23 (5/7, 2/3, 7/7 tl), Rondo 19, Davis 16. Rimbalzi: Pierce 8. Assist: Rondo 14.

A sinistra Kris Humphries dei Nets e Dirk Nowitzki. Ap
A sinistra Kris Humphries dei Nets e Dirk Nowitzki

Dallas Mavericks-New Jersey Nets 102-89

I Mavs (18-4) si confermano la squadra più calda dell’Nba, demolendo già nel primo tempo i malcapitati Nets (6-17) e toccando quota 11 vittorie consecutive, la striscia attiva di successi più lunga dell’intera lega. Dallas regala una brutta serata al coach ci New Jersey Avery Johnson, l’unico tecnico della storia ad aver portato i texani in finale (persa con Miami nel 2006), infilando la miglior gara al tiro della stagione (54,7%), tenendo i Nets al 41,6% dal campo, con la panchina che demolisce 52-24 quella avversaria.Gli ospiti hanno dovuto rinunciare per tre quarti a Devin Harris a causa di un guaio alla spalla sinistra (“Era l’unica parte del mio corpo che mi auguravo di non colpire”). Dallas comincia subito a far male grazie al caldissimo Butler, che con 9 punti nel primo quarto trascina i suoi sul 30-19 alla prima sirena. La musica non cambia nel secondo, perché anche Marion dalla panchina è in serata (8/10 dal campo) così come Barea (massimo di assist in carriera): quando Kidd infila il suo primo canestro del match al suono della sirena, Dallas è avanti 55-40 col massimo di punti stagionali nel primo tempo. I texani allungano sul 62-41 a 9’53” dalla terza sirena, ma grazie agli straordinari di Brook Lopez (10 punti nel terzo quarto), New Jersey rientra fino a 70-65 con 2’13” da giocare nel periodo. Terry consegnano però ai Mavs il 79-69 al suono della terza sirena, poi Barea dalla lunetta e Nowitzki (8 punti nel quarto conclusivo) riportano Dallas sul 94-78 a metà dell’ultimo periodo. I Nets alzano bandiera bianca e i Mavs possono esultare.

Dallas: Nowitzki 21 (7/8, 1/2, 4/4 tl), Marion 18, Butler 15, Terry 15. Rimbalzi: Nowitzki 10. Assist: Barea 13
New Jersey: Lopez 24 (8/13, 8/12 tl), Morrow 21, Humprhies 16. Rimbalzi: Humphries 13. Assist: Harris 4, Williams 4

Portland Trail Blazers-Orlando Magic 97-83

Più forti di Superman. Portland (11-11) esce indenne dalla sfida con Dwight Howard, che sforna il massimo stagionale ma non evita la sconfitta di Orlando (15-7). Superman mette a referto 39 punti ma il resto della squadra non gira: chiude col 33% dal campo (42,3 considerando anche Howard), perde 47-40 la sfida a rimbalzo e tira 6/22 da tre. Portland invece si gode il ritorno di Andre Miller: reduce da una gara di squalifica che ha interrotto a 632 quella che era la striscia di match consecutivi più lunga dell’Nba, il 34enne play si è caricato i Blazers sulle spalle trascinandoli alla terza vittoria consecutiva. “Mi spiace per quello che è successo – ha detto Miller, sospeso dopo uno scontro con Blake Griffin dei Clippers -, ma ora voglio solo giocare”. Howard è devastante nel primo quarto: segna 18 dei 22 punti dei suoi (di Nelson e Carter gli altri) e consegna a Orlando 8 lunghezze di vantaggio alla sirena. I Magic allungano fino a 28-14 all’inizio del secondo quarto, ma quando Howard va a tirare il fiato Portland inizia a risalire. Miller si accende (10 punti nel parziale) e Orlando tiene il naso avanti al rientro negli spogliatoi (46-45) solo grazie a 8 punti di Superman. Camby firma il primo sorpasso in avvio di ripresa, prologo alla fuga di Portland, che trova nei punti di Matthews (15 nella ripresa) la benzina per fare la differenza. I Blazers toccano il 65-56 a 3’32” dalla terza sirena, Orlando prova a rientrare col solito Howard, ma inizia l’ultimo periodo sotto 67-62. I Blazers allungano sul 75-64 a 9’44” dalla fine, poi Orlando resta senza canestri dal campo per 6’38”. Quando i Magic ripartono, a 2’47” dalla sirena, Portland è scappata sull’88-75 e per ricucire è troppo tardi.

Portland: Miller 22 (9/14, 0/1, 4/7 tl), Matthews 20, Batum 15. Rimbalzi: Camby 13. Assist: Miller 8
Orlando: Howard 39 (13/19, 0/1, 13/18 tl), Lewis 11, Nelson 10, Redick 10. Rimbalzi: Howard 15. Assist: Lewis 6

tratto da Gazzetta.it

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Knicks al settimo sigillo Gallo decisivo nella rimonta

Un ottimo secondo tempo permette alla squadra di D’Antoni di recuperare lo svantaggio e di vincere il derby coi Nets 111-100. New Jersey a metà frazione perde Devin Harris per un problema al ginocchio sinistro

Coach Mike D'Antoni: guida i Knicks dal 2008. Ap
Coach Mike D’Antoni: guida i Knicks dal 2008

Un ottimo secondo tempo permette ai Knicks di spazzare via la resistenza dei Nets e di vincere il derby 111-100. La squadra newyorchese conquista così il suo settimo successo nelle ultime otto gare. Nei primi minuti, con il quintetto basso, New York soffre la fisicità di Brook Lopez e Kris Humphries sotto canestro. I Nets partono con l’atteggiamento giusto ma un parziale di 9-0 dei Knicks, condito dalla perentoria schiacciata in contropiede di Danilo Gallinari, riporta avanti la squadra di casa. L’azzurro firma una tripla e un minuto più tardi, con una bella finta costringe Outlaw al fallo sulla sua conclusione dalla lunga distanza. Tre liberi, ma il Gallo ne realizza due. La truppa di Mike D’Antoni gioca bene in attacco ma non riesce a trovare una risposta difensiva (anche perché Stoudemire sembra poco interessato a difendere) a un eccellente Lopez che chiude il primo quarto con 15 punti a referto.

NETS a +9 — La strategia offensiva dei Nets non cambia nel secondo periodo. Il pallone passa sempre per le mani di Lopez, a metà frazione New Jersey trova anche i punti dal perimetro di Anthony Morrow e Travis Outlaw. I Knicks soffrono, vanno sotto di sette lunghezze poi si avvicinano grazie alla tripla di Gallinari. Gli ospiti però continuano a trovare il canestro e arrivano al +9. Nell’ultimo minuto di gioco del primo tempo New York però sfrutta le distrazioni dei Nets e segna sei punti consecutivi, arrivando così al riposo sotto 58-55. Poteva sicuramente andare peggio alla squadra di D’Antoni, considerata la scarsa intensità difensiva mostrata da Stoudemire (che però in attacco si fa sentire) nei primi 24’ del match.

ripresa, cambia tutto — Nella ripresa la difesa di New York cambia radicalmente. Arrivano meno rifornimenti a Lopez grazie alla pressione sul portatore di palla. New Jersey va in tilt e non è fortunata quando a metà frazione perde il suo playmaker titolare Devin Harris a causa di un problema al ginocchio sinistro. Senza Harris sale in cattedra Felton che trascina i Knicks al vantaggio in doppia cifra. La gara così si incanala nei binari preferiti dalla squadra di casa che chiude il terzo quarto avanti 88-73. I Nets fanno quello che possono nell’ultimo quarto ma il match è tutto in salita per loro. Stoudemire, Felton e Chandler continuano a produrre e la truppa di Mike D’Antoni amministra il vantaggio senza grossi problemi. Il Garden apprezza e i Knicks così conquistano il loro settimo successo nelle ultime otto gare e possono finalmente vantare un record positivo, 10 vittorie e nove sconfitte.

New York: GALLINARI 13 (1/5 da due, 2/6 da tre, 5/7 ai liberi), 6 rimbalzi, 1 assist in 37’. Stoudemire 35 (13/22), Chandler 27, Felton 21. Rimbalzi: Chandler 11. Assist: Felton 10.
New Jersey: Lopez 36 (14/24), Farmar 17. Rimbalzi: Humphries 7. Assist: Farmar 4.

tratto da Gazzetta.it

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Trade a quattro per Melo?

Devin Harris - Boris Diaw - Carmelo Anthony - Andrei Kirilenko

L’avvicinarsi del week-end non ferma le voci relative a Carmelo Anthony anzi le incrementa perché i Nuggets, ammesso quanto trapeli dalle fonti anonime sia basato sui fatti reali, sono decisi a cedere Melo prima di iniziare il training camp ovvero la prossima settimana. I maggiori network sportivi a Stelle e Strisce sono tutti concordi su un’ultima voce che coinvolge ben quattro squadre: Nuggets, Nets, Bobcats e Jazz. Di Nuggets e Nets avevamo già parlato nei giorni scorsi mentre l’inserimento di Bobcats e Jazz rappresenta una novità. Alla ricerca di un playmaker con cui rinforzare il loro roster Charlotte è pronta ad acquistare l’All-Star targato New Jersey Devin Harris e a cedere con destinazione Utah un giocatore già da tempo sul mercato ovvero l’ex-Suns Boris Diaw. L’ingresso nello Stato dei Mormoni di Diaw corrisponderebbe all’addio di un altro giocatore criticato dalla stampa e inserito in potenziali trade da almeno due anni: Andrei Kirilenko. AK47 accompagnato da un paio di prime scelte a futuri draft (non si conosco i dettagli riguardanti le eventuali “protezioni”) passerebbero ai Nuggets che a loro volta quadrerebbero il cerchio con la cessione di Carmelo Anthony ai New Jersey Nets. Come detto l’ipotetica trade trova riscontro su più versanti i quali sono anche concordi sul motivo che la sta bloccando dal diventare realtà: l’estensione di Anthony.

tratto da joeiverson.com

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