I Raptors cedono 103-87 contro i modesti Minnesota Timberwolves: per Bargnani 15 punti. Gli Hornets di Belinelli (5 punti) interrompono a dieci la loro striscia vincente e cadono a Sacramento per 102-96
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- Duello fra Andrea Bargnani e Milicic, di Minnesota
Toronto non spezza la serie negativa nemmeno contro un avversario sulla carta abbordabile come Minnesota (11-36 di record, peggio del 13-35 dei Raptors) e per Andrea Bargnani e compagni arriva così il k.o. numero 11. Dopo 10 successi consecutivi, invece, gli Hornets frenano a Sacramento, dove perdono 102-96. I Kings, reduci dalla sorprendente vittoria sui Lakers, si affidano a un eccellente DeMarcus Cousins e restano davanti dal primo all’ultimo minuto.
Minnesota Timberwolves-Toronto Raptors 103-87
Con il punteggio finale di 103-87 i Raptors si inchinano a Kevin Love, migliore in campo ben coadiuvato dal supporting cast (tranne il confusionario Beasley). L’attacco di Toronto arranca già dalla prime battute e il primo tempo si chiude con un misero 28% dei Raptors. Lo stesso Bargnani parte male con un paio di triple imprecise e una penetrazione mancina bloccata da Milicic che fa buona guardia sul Mago. Quindi Bargnani trova un bel canestro rovesciato sulla linea di fondo, e un altro in mezzo all’area pitturata. L’azzurro è più efficace quando mette il pallone per terra invece di effettuare il tiro piazzato. Si prosegue con percentuali bassissime per entrambe le squadre e sfida che non decolla. Kevin Love dà il buon esempio alla sua squadra con 14 punti e 7 rimbalzi, mentre Flynn piazza 2 triple consecutive che permettono ai T-Wolves di prendere il primo vantaggio importante (42-32). Bargnani ha come avversario diretto quasi sempre Darko Milicic e il serbo vince il duello contro l’italiano. Ancor più di Milicic si distingue un super concreto Kevin Love, per il quale la franchigia di Minnesota ha lanciato una campagna pro All Star con un accattivante video che vede protagonista Love e la sua fraganza di profumo “Numbers”. Proprio i suoi grandi numeri spiegano perché il big man, selezionato in quinta posizione nel draft di Gallinari, meriti la sempre più probabile convocazione all’All Star Game: Love trascina Minnesota con la 33ª doppia doppia consecutiva dell’anno da 21 punti (6/10 e 7/8 tl) e 12 rimbalzi. Bargnani metterebbe la firma per dodici rimbalzi, ma per Love sono anche pochi essendo in testa alla graduatoria con 15.7 di media. Il motivo è presto spiegato. Il leader dei T-Wolves gioca solo 24 minuti poiché il risultato non è più in discussione già durante il terzo quarto quando Minnesota allunga a +15 grazie a un canestro di Love. Toronto resta a guardare e i padroni di casa danno la mazzata finale con il parziale di 13-2 che chiude la frazione. Il distacco arriva anche a 29 punti nell’ultimo quarto nel quale Toronto mette in mostra un buon Ed Davis (doppia doppia da 15+11). Le cifre finali dei Raptors sono spaventose anche perché Minnesota è la peggior difesa della lega per pencentuali concesse agli avversari. Toronto non riesce ad andare al di là del 33.7 %, la peggior prova offensiva della stagione. Bargnani chiude con un tremendo 5/24 dal campo. Qualche jumper entra ed esce dal ferro, ma altri sono effettuati in maniera affrettata. Nel primo tempo, Bargnani ottiene risultati migliori quando si avvicina al canestro, ma per la maggior parte della sera insiste a sostare sul perimetro dove non trova mai ritmo.
“PESSIMO ATTACCO” — “Siamo stati terribili in attacco – ammette il Mago -. Abbiamo sbagliamo un sacco di tiri anche da liberi. Non si può sperare di vincere così. Eravamo completamente fuori ritmo e sbagliavamo anche i layups. Solo Ed (Davis) ha giocato bene, ma la gara era ormai finita”. DeRozan, definito da Triano come nuovo “go-to-guy” dei Raptors prima della gara (e la motivazione del coach è che le difese ormai si concentrano totalmente a bloccare Bargnani), si prende però solo 3 tiri nel primo tempo. Il ritorno di Weems (primo tempo con 7 tiri così come Bayless, mentre sono 14 quelli del Mago) sembra intralciare i progressi offensivi di DeRozan. Purtroppo i Raptors sono pieni di problemi, dal logorio fisico di Calderon e Bargnani, all’inesperienza dei giovani, alla mancanza assoluta di un leader, alla pessima difesa e alla grave assenza di Barbosa ed Evans. Undici gare consecutive perse stanno lasciando traccia nell’umore all’interno dello spogliatoio: “C’è una cattiva atmosfera perché nessuno ama perdere. Dobbiamo continuare a lavorare”, conclude Bargnani.
Toronto: BARGNANI 15 (5/19 da due, 0/5 da tre, 5/6 tl), 3 rimbalzi, 3 assist, 2 palle recuperate e 1 persa, 3 stoppate, 1 fallo in 32’. Davis 15, A. Johnson 11. Rimbalzi: Davis 11. Assist: Caldern e T. Johnson 6.
Minnesota: Love 21 (6/10), Webster 15, Johnson 14. Rimbalzi: Love 12. Assist: Flynn 8.
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- Lo sloveno Beno Udrih, di Sacramento, supera Chris Paul
Sacramento Kings-New Orleans Hornets 102-96
Dopo 10 successi consecutivi gli Hornets frenano a Sacramento. I Kings, reduci dalla sorprendente vittoria sui Lakers, si affidano a un eccellente DeMarcus Cousins e restano davanti dal primo all’ultimo minuto. Pronti via e Cousins mostra subito di essere in serata di grazia. L’altalenante rookie non si lascia intimidire da David West e si mette a fare danni nella zona pitturata. Gli Hornets rispondono con Okafor e con il canestro dal perimetro di Marco Belinelli. Cousins e Tyreke Evans però fanno il bello e il cattivo tempo e Sacramento rimane davanti. All’inizio del secondo quarto New Orleans perde contatto con il match. Come troppo spesso accade, con le riserve sul parquet gli Hornets vanno in grande difficoltà. La produzione di Marcus Thornton, che con i suoi canestri ruba minuti anche a Belinelli, non basta, Sacramento, infatti, spinge sull’acceleratore e arriva al vantaggio in doppia cifra. Cousins continua a produrre e anche l’ex milanese Beno Udrih inizia a trovare il canestro con regolarità. I Kings toccano quota +17, nel finale di frazione però West e Thornton riescono a limitare i danni, New Orleans così va al riposo sotto 56-46. Il copione non cambia di molto nemmeno nel terzo quarto. Cousins spesso appare svogliato ma quando va in post sa far male, New Orleans, e lo stesso Marco Belinelli, non riescono a trovare ritmo in attacco, Sacramento così mantiene un confortevole vantaggio e chiude il terzo periodo avanti 76-67. Nell’ultimo quarto però New Orleans prova a cambiare marcia e mette paura ai tifosi della Arco Arena. Thornton e Okafor riportano sotto gli ospiti che a metà frazione, grazie alla tripla da distanza siderale firmata proprio da Belinelli, arrivano al -2. Dalembert ed Evans, che con cinque falli a carico gioca con grande disciplina gli ultimi minuti del match, però rispondono, Sacramento così prova ad allontanarsi. A 1’43’’ dalla sirena David West dal perimetro riporta New Orleans al -2 ma i Kings non si scompongono e con un parziale di 6-0 mettono al sicuro il risultato.
Sacramento: Cousins 25 (11/22), Evans 18, Dalembert 16. Rimbalzi: Cousins 12. Assist: Cousins 7.
New Orleans: BELINELLI 5 (1/5 da due, 1/4 da tre), 2 rimbalzi, 1 assist in 23’. West 21 (8/20, 0/1), Paul 19, Thornton 16. Rimbalzi: West 7. Assist: Paul 7.
tratto da Gazzetta.it