Post contrassegnati da tag Miami Heat

LeBron si prende gara-1. I Mavs crollano nel finale

Dallas chiude in vantaggio i primi due quarti, ma Miami reagisce grazie al solito James, perfetto anche nella marcatura su Terry, e a Wade. Il primo atto della finalissima si chiude 92-84

La festa di Miami per la vittoria su Dallas. Afp
La festa di Miami per la vittoria su Dallas

Non bella, come forse ci si poteva aspettare. Ma tirata e lottata, sin quasi alla fine. Vince Miami 92-84, perché sbaglia di meno nei momenti decisivi, ma soprattutto difende in maniera fantastica, soprattutto con James su Terry nella ripresa. E domina a rimbalzo (46-36 ma soprattutto 16-6 in quelli d’attacco). Quello che doveva essere uno dei vantaggi dei texani, la panchina, finisce per favorire gli Heat (27-17, con quella texana che tira 4/22). I Mavs reggono sino a 5’ dalla fine, poi crollano di schianto. Ma è solo gara-1, anche se lo strapotere fisico di Miami fa paura.

La grinta di Dirk Nowitzki, 27 punti contro Miami. Ansa
La grinta di Dirk Nowitzki, 27 punti contro Miami

primo tempo — La prima sorpresa di gara-1 sono le marcature: Dallas parte con Stevenson su LeBron e Marion su Wade, mentre Miami piazza Anthony e non Bosh su Nowitzki. Nessuno fa canestro: quando James trova il 2+1 del 11-5 sono già passati 6’30”, i Mavs hanno 1/7 dal campo, gli Heat 4/13. Due triple di Kidd tengono a galla i texani ma la marcatura di Stojakovic sul Prescelto, con Dirk a rifiatare, li manda in affanno. Ma Terry trova una tripla e liberi che pesano, permettendo a Dallas di chiudere il 1° quarto sopra di 1 (17-16), con un solo canestro da due realizzato (3 triple e 6 liberi, 28.6% complessivo, identica percentuale di Miami). L’entrata di Barea dopo 3’50” rompe un digiuno di 14’18” senza canestri da due, un modo non semplice per cercare di vincere una partita. Che resta in equilibrio, e bruttarella con Miami che continua a sfruttare i disastri difensivi di Stojakovic, anche quando gli ospiti passano a zona, prendendo un piccolo vantaggio (35-31 a 4’ dalla pausa), prontamente cancellato dai Mavs con un 7-0 firmato dal tedesco. Gli Heat rispondo con due triple di Chalmers, con il match che ora è godibile. Al riposo texani sopra di 1 (43-44), con entrambe le squadre a 6/14 da tre e Bosh con 13 punti e 7 rimbalzi (4 offensivi). LeBron ne ha 10, Wade 7 ,ma con 3/10. Di là Nowitzki è a 13 e Terry a 12.

LeBron James in azione, 24 punti. Reuters
LeBron James in azione, 24 punti

ripresa — I Mavs ripartono lanciati con un 7-0 coronato da una tripla di Stevenson che firma il 44-51. LeBron e Wade riavvicinano gli Heat (55-57), che sbagliano un paio di triple con Chalmers solo soletto in angolo. Si alza il livello e Barea non ci arriva (1/6), ma anche Peja (0/3) stecca. Il migliore è Marion, in attacco e in difesa su LBJ. Un paio di palle perse banalmente sono il preludio alla tripla del sorpasso di James (60-59 a -1’09”). Che replica alla sirena (4/4 da 3) con un capolavoro fuori equilibrio in allontanamento per il 65-61 interno. King James, inoltre, cancella Terry, tenendolo a 0 punti nel quarto, senza tiri. I rimbalzi offensivi concessi da Dallas (16) permettono a Miami di allungare con Haslem (75-69 a -6’36”), superlativo anche in difesa su Nowitzki. Il digiuno offensivo dei Mavs dura oltre 3’ e mezzo, prima del libero di Chandler a 4’34” dalla fine (75-70). Ma Wade chiude in fretta i conti con 5 punti in fila (82-73 a -3’06”). Nonostante i Mavs chiudano bene l’area, LeBron e Dwyane li puniscono in sospensione e a quel punto c’è poco da fare. L’impressione è comunque che la serie possa esser elunga ed equilibrata. Ma per ora è 1-0 Miami.

Miami: James 24 (9/16, 3/4, 2/2), Wade 22, Bosh 19. Rimbalzi: Wade 10. Assist: Wade 6.
Dallas: Nowitzki 27 (7/18, 1/2, 12/12), Marion 16. Rimbalzi: Marion 10. Assist: Kidd 6.

tratto da gazzetta.it

Lascia un commento »

Sondaggio: Chi vincerà il titolo NBA??

Lascia un commento »

Miami in finale con Dallas. LeBron beffa anche i Bulls

Gli Heat tornano a giocarsi il titolo Nba dopo una sofferta vittoria a Chicago (83-80) in gara-5: a tre minuti dal termine la squadra di Rose era a +12, poi James e Wade hanno guidato la straordinaria rimonta. Martedì il primo atto della finalissima

I Miami Heat battono i Chicago Bulls (83-80) anche in gara-5 allo United Center e tornano in finale per la prima volta dopo aver conquistato il campionato nel 2006. Ironia della sorte, gli avversari saranno gli stessi di allora: i Dallas Mavericks dell’assatanato Dirk Nowitzki. La prima partita si giocherà già martedì a Miami.

LeBron James, 28 punti i n gara-5 contro i Bulls. Reuters
LeBron James, 28 punti i n gara-5 contro i Bulls

rimonta finale — Ma eliminare i Bulls non è stato affatto facile. Anzi, quando a 3’14” dalla fine Chicago era avanti di 12 punti (77-65), sembrava scontato a tutti che si sarebbe tornati a Miami per giocare almeno gara-6. A tutti, ma non a coach Spoelstra, che durante un cruciale time-out esortava la squadra a ricordare come già in altre occasioni fossero stati capaci di produrre dei parziali da 12-0 e ribaltare situazioni ritenute impossibili. Così Miami tornava in campo con il piglio di chi non aveva nulla da perdere e cominciava la “remontada”. Iniziava a brillare la stella Dwyane Wade, fino a quel momento, complice anche una spalla che lo aveva fatto soffrire alla vigilia, poco preciso: aveva commesso nove turnover e infilato la miseria di 11 punti con 2/8 dal campo. Lui e il solito LeBron segnavano otto punti a testa e il gioco era fatto. Semplice, no? Non proprio. King James piazzava due triple (inclusa quella del pareggio sul 79-79), mentre Dwyane completava un gioco da quattro punti, dopo il fallo di Derrick Rose. Che poi a 26”7 dal termine falliva uno dei due liberi che avrebbe rimesso la partita in parità. Ma non solo, l’Mvp si faceva stoppare da LeBron (con fallo?) la sua ultima conclusione da tre che poteva rinviare il verdetto al supplementare.

LeBron abbraccia Derrick Rose. Afp
LeBron abbraccia Derrick Rose

lebron decisivo — Era successo tutto talmente in fretta che gli stessi giocatori facevano fatica a raccapezzarsi. Come cercava di spiegare lo stesso Wade nel dopopartita: “Non voglio mentire: non saprei dirvi come sia successo”. Ancora una volta è stato il trionfo delle difese: Miami tirava con il 39.4% e Chicago con il 35.8%. Ma gli Heat andavano in lunetta 33 volte (25 centri), contro il 15/21 dei Bulls. La spiegazione del successo di Spoelstra e i suoi ragazzi, però, sta ancora una volta nella forza di LeBron James. I suoi numeri, certo (28 punti con 5/13 da due, 3/6 da tre, 11 rimbalzi, 6 assist, 3 recuperi, 2 stoppate), ma anche una difesa forsennata. Diceva: “Ancora non mi posso rilassare. Il lavoro non è finito”. Una grossa mano giovedì sera la dava nuovamente Chris Bosh: 20 punti (7/15 dal campo) e 10 rimbalzi. Mentre Rose non riusciva a replicare la sua splendida regular season neppure in questa ultima partita. Segnava 25 punti, ma con un orribile 9/29 dal campo, anche se con 8 assist. Fermato lui, si erano arresi anche tutti gli altri. L’amarezza delle sue parole prima di congedarsi la dicevano lunga sul suo stato d’animo: “Alla fine è stata colpa mia: palle perse, tiri sbagliati, falli. Questa serie è finita”. Ma come diceva il suo allenatore, Tom Thibodeau: “Abbiamo fatto un’esperienza eccezionale: torneremo la prossima stagione più forti di quest’anno”.

Miami: James 28 (5/13 2, 3/6, 11 rimb, 6 ass, 3 rec, 2 stop); Wade 21; Bosh 20
Chicago: Rose 25; Deng 18; Brewer 10

tratto da gazzetta.it

Lascia un commento »

LeBron a valanga su Chicago e Miami vola sul 3-1

Gli Heat vincono 101-93 dopo un supplementare nella gara-4 della finale di Eastern Conference. Trascinati dai 35 punti di James e dai 22 di Chris Bosh, basta ora un’altra vittoria sui Bulls per arrivare alla seconda finalissima negli ultimi cinque anni

L'urlo di LeBron James. Ansa
L’urlo di LeBron James

E’ la vittoria che deve farti pensare di essere indistruttibile e potrebbe darti la carica giusta anche nelle finali. Perché non sembrano esserci dubbi che Miami, in questo momento, sia a un passo dal tornare a giocarsi il campionato dopo averlo vinto nel 2006. Ha battuto Chicago per 101-93 (anche se dopo un supplementare) in gara-4 delle finali dell’Est, conduce ora la serie per 3-1 e l’ultima squadra che è riuscita a recuperare un simile deficit sono stati i Boston Celtics esattamente trent’anni fa. Inoltre, i Bulls non avevano mai perso quest’anno tre incontri consecutivi. Il merito è di LeBron James che ha giocato un’altra partita fantastica (40esima volta che segna più di 30 punti nei playoff) a prescindere dalle cifre, comunque stratosferiche: 35 punti (11/26 dal campo, 13/13 dalla lunetta), 6 rimbalzi e 6 assist. Ma è la sua energia, la sua leadership, il suo gioco a 360 gradi, la sua intelligenza che fanno la differenza.

wade non va — Degli altri due grandi, solo Chris Bosh gli ha dato una mano (22 punti con 6/12 e 6 rimb.), mentre Dwyane Wade è incappato in un’altra serata storta. Ha chiuso con 14 punti (5/16) ed è rimasto in astinenza canestri anche per 33’ di fila. Per i Bulls, invece, ha deluso Derrick Rose: 23 punti, ma con 7/18 da due e 1/9 da tre. Peccato perché a un certo punto sembrava che il più giovane Mvp della Nba fosse riuscito a decodificare la difesa avversaria, risucendo a ritrovare le corsie che portavano al canestro. Miami recuperava un deficit iniziale di 11 punti, poi la partita diventava l’ennesima battaglia in cui le difese la spuntavano spesso sugli attacchi.

Dwyane Wade (a sinistra) e Mike Miller festeggiano a mlodo loro. Ap
Dwyane Wade (a sinistra) e Mike Miller festeggiano a mlodo loro

e’ gia’ festa — L’ultimo periodo offriva uno spettacolo straordinario con Miami e Chicago che andavano punto a punto. Dopo che Rose con due liberi riportava i suoi sull’85 pari a 1’10” dal termine del tempo regolamentare, sbagliavano il canestro del vantaggio sia Wade che lo stesso Rose. Mancavano 23”4 e la palla dell’ultimo possesso ce l’aveva LeBron. Incredibilmente, pero’, gli arbitri gli fischiavano un fallo in attacco. L’ultimo errore era ancora di Rose e si andava in over time. Si lottava nuovamente con il coltello fra i denti in area. Per dire, il primo canestro dal campo, dopo due liberi di Bosh, veniva segnato con 2’46” da giocare: ancora dall’ex di Toronto. Intanto si svegliava anche Wade ed era fatta. Da notare che Miami ha segnato 32/38 liberi, mentre Chicago 17/22. Ognuno faccia le sue valutazioni. Gli Heat festeggiavano come se avessero già in tasca la finale, che potrebbero conquistare domain con gara-5 che si disputerà a Chicago.

MIAMI: LeBron James 35 (11/25, 0/1, 13/13), Bosh 22, Wade 14, Miller 12. Rimbalzi: Haslem 9. Assist: James 6.
CHICAGO: Rose 23 (7/18, 1/9, 6/7), Deng e Boozer 20. Rimbalzi: Noah 14. Assist: Noah e Rose 6.

tratto da gazzetta.it

Lascia un commento »

Miami allunga il passo. Bosh si vendica di Boozer

La squadra di Spoelstra vince 96-85 e ora conduce 2-1 nella serie: il talento degli Heat punisce le dichiarazioni del lungo dei Bulls che alla vigilia del match aveva elogiato solo Wade e James e mette a referto 34 punti

LeBron James si congratula con Chris Bosh. Ansa
LeBron James si congratula con Chris Bosh

Chris Bosh punisce le incaute dichiarazioni di Carlos Boozer e trascina gli Heat al successo in gara-3. Alla vigilia della terza sfida della finale della Eastern Conference il lungo dei Bulls aveva affermato che Miami poteva contare su “due grandi giocatori”, riferendosi ovviamente a Wade e James, Bosh però dimostra di essere a tutti gli effetti il terzo membro dei “Big Three” con una prestazione eccellente. La squadra della Florida vince 96-85 e adesso conduce 2-1 nella serie.

poco incisivi — Ancora una volta Chicago fa troppo poco in attacco, soprattutto nei momenti cruciali del match, per poter avere ragione di LeBron e compagni. Boozer fa la sua parte ma Deng e soprattutto un Rose che ha bisogno di 19 tiri per mettere a referto 20 punti, steccano. I Bulls in più concedono il 51% dal campo agli Heat: con queste premesse battere Miami diventa praticamente impossibile. Nei primi minuti entrambe le squadre faticano in attacco. Le difese hanno il sopravvento e Chicago riesce nell’impresa di rallentare la coppia Wade-James. Con l’andare di minuti però ci pensa Chris Bosh a fare male alla difesa dei Bulls. Entra in partita anche Boozer, così Rose e compagni, nonostante gli evidenti problemi in attacco, riescono ad andare al riposo sotto di sole tre lunghezze. Comunque una buona notizia per coach Thibodeau. A inizio ripresa Derrick Rose firma un paio di canestri dei suoi, mandando così segnali incoraggianti ai tifosi dei Bulls. L’Mvp della Nba però non riesce a trovare ritmo in attacco, Bosh, invece, continua a segnare, gli Heat così rimangono davanti chiudendo la terza frazione in vantaggio 68-65.

Derrick Rose contro Mario Chalmers. Afp
Derrick Rose contro Mario Chalmers

bulls al tappeto — Chicago fatica a tenere il passo dei padroni di casa ma non lesina energia e lotta su tutti i possessi. I Bulls restano a -4 fino a metà dell’ultimo quarto, poi però Miami accelera e piazza lo sprint decisivo. Gli Heat segnano nove punti consecutivi, un parziale chiuso dal gioco da tre di James che in contropiede punta il malcapitato Korver e porta a casa l’inevitabile canestro più fallo. Chicago va al tappeto e non riesce più a rialzarsi, i titoli di coda sul match così partono con qualche minuto d’anticipo. “La serie è ancora lunga – ammonisce il tecnico di Miami, Erik Spoelstra – i Bulls non ci regaleranno nulla. Riuscire a segnare contro la loro difesa è qualcosa di particolarmente difficile. Sono molto soddisfatto di quello che la squadra ha fatto questa sera”. Martedì si replica, ancora a Miami.

Miami: Bosh 34 (13/18), James 22, Wade 17. Rimbalzi: Wade 9. Assist: James 10.
Chicago: Boozer 26 (8/19), Rose 20. Rimbalzi: Boozer 17. Assist: Noah 6.

tratto da gazzetta.it

Lascia un commento »

Riecco il vero LeBron. Miami piega Chicago, è 1-1

Immediato riscatto degli Heat dopo il crollo di gara-1 nelle finali Est: James trascinatore con 29 punti, coadiuvato da Wade (24). Tra i Bulls, in ombra i protagonisti del primo successo. Ora l’appuntamento è per domenica a Miami

LeBron James, 26 anni, uomo simbolo degli Heat. Reuters
LeBron James, 26 anni, uomo simbolo degli Heat

La statistica è una scienza… esatta. O quasi. Le sette volte precedenti in cui LeBron James aveva segnato meno di 20 punti si era sempre rifatto nella partita successiva con una media di 31.7. Così, anche dopo la mediocre performance di gara-1 delle finali Est contro Chicago (15 punti con 5/15), King James continua il suo trend della riscossa e in gara-2 infila 29 punti (con 12/21 dal campo), 10 rimbalzi e 5 assist. Insomma, il “vero” LeBron guida i Miami Heat al primo successo della stagione contro i Bulls per 85-75, aiutato da Dwayne Wade, anche lui sotto tono nel primo match, autore di 24 punti (con 8/16).

Un duello aereo tra Derrick Rose dei Bulls (a destra) e Chris Bosh. Afp
Un duello aereo tra Derrick Rose dei Bulls (a destra) e Chris Bosh

equilibrio — L’incontro rimane in equilibrio per tutto il primo tempo, finito quasi con lo stesso punteggio di domenica (era stato 48-48), 48-46 per gli Heat. Stavolta, però, è Miami ad allungare il passo nel terzo periodo fino a un vantaggio di +11, prima di essere ripresa sul 73 pari da Chicago. I Bulls tuttavia non riescono a centrare il canestro con la stessa facilità di gara-1 (34.1% dal campo, 3/20 da tre) e soprattutto perdono il dominio nei rimbalzi (45-41 Heat). Fanno fatica quasi tutti i protagonisti del primo successo, come Derrick Rose (21 punti con 7/23), Deng (13 con 5/15), Boozer che dimezza il suo apporto rispetto a domenica (7 punti con 3/10) e pure Noah che cattura solo 8 rimbalzi. Ma è anche la difesa degli Heat a fare un considerevole passo avanti, oltre al contributo importante di Udonis Haslem (13 punti e 5 rimbalzi in 23’). Un segnale forte, perché nell’ultimo periodo i Bulls segnano la miseria di dieci punti, solo due, con Gibson, negli ultimi 7’16”. Troppo poco per poterla spuntare.

risse — Dice bene coach Erik Spoelstra: “Queste partite sono come risse da strada, molto fisiche, il trionfo delle difese. Aspettatevi in questa serie altri quarti come l’ultimo di stasera finito 14-10 per noi”. E Tom Thibodeau, tecnico di Chicago e stratega della difesa, replica: “Poca energia in attacco, poca energia dietro, dobbiamo ripulire un sacco di errori, fare correzioni e mettere più pressione sui loro tiri”. Dunque, la ricetta del riscatto per gara-3 (domenica a Miami) è già pronta.

Chicago: Derrick Rose 21 (7/20, 0/3), Deng 13, Noah 9. Rimbalzi: Noah e Boozer 8. Assist: Rose 8.

Miami: LeBron James 29 (10/15, 2/6), Wade 24, Haslem 13, Bosh 10. Rimbalzi: James 10. Assist: James 5.

tratto da gazzetta.it

Lascia un commento »

Chicago affonda Miami. Oklahoma sfiderà Dallas

I Bulls vincono gara-1 della finale Est; Rose segna 28 punti, ma Deng e Boozer fanno la differenza. Durant trascina i suoi contro i Grizzlies. Gara-7 qualifica così i Thunder che ora nella finale di Western Conference affronteranno i Mavs di Nowitzki

Derrick Rose tra Mike Bibby (a destra) e LeBron James. Reuters
Derrick Rose tra Mike Bibby (a destra) e LeBron James

I Bulls gonfiano i muscoli, annacquano le bocche da fuoco anche dei Big Three di Miami e vincono gara-1 della loro prima finale dell’Est dal 1998. Esatto, non arrivavano così lontano nei playoff dall’ultimo titolo vinto da Michael Jordan e soci. La cosa eccezionale è che dopo aver superato i rivali in tutte e tre le partite di regular season con un margine complessivo di otto punti, domenica sera dentro lo United Center si sono imposti dilagando 103-82. Naturalmente gran parte del merito va al più giovane Mvp della storia, Derrick Rose, che segna 28 punti, anche se stavolta riceve una grossa mano da tanti suoi compagni. Innanzitutto da Lou Deng che mette dentro 21 punti (con 4/6 da tre) e riesce spesso a tamponare LeBron James (15 punti con 5/15 dal campo); dal ritrovato Carlos Boozer (14 punti e 9 rimbalzi) e da Joakim Noah che merita una menzione particolare: prende 14 rimbalzi (di cui 8 in attacco) e, nonostante la brutta percentuale al tiro (4/14 per 9 punti), è lui a guidare la carica con una grinta micidiale.

differenza rose — La partita rimane in equilibrio fino al terzo quarto inoltrato, quando i Bulls con un parziale di 10-0 allungano il passo. L’arena che fu di Jordan s’infiamma quando Noah stoppa Wade con 5’02” da giocare nel terzo, rilancia l’azione e segna in mischia da sotto per il 67-58. All’inizio dell’ultimo periodo, un contributo inaspettato lo dà la panchina e Miami sprofonda anche a meno 17. Ancora una volta, dunque, la difesa di Chicago (la migliore del campionato) mette la museruola ai suoi avversari e delle tre superstar solo Chris Bosh gioca a grandi livelli: 30 punti (con 12/18). La differenza la fanno i rimbalzi offensivi (19-6) e le seconde e anche terze opportunità che i Bulls si procurano proprio grazie a quel dominio. La cosa che deve fare più male a Miami è che il coach dell’anno, Tom Thibodeau, riesce a trovare ai suoi ragazzi persino delle magagne: “Abbiamo concesso troppe buone opportunità a LeBron, che ha spesso sbagliato. Ma quei tiri generalmente lui li mette sempre dentro. Dunque avremo un bel po’ di lavoro da fare in questi due giorni”. (dal nostro inviato Massimo Lopes Pegna)

Chicago: Rose 28 (7/15, 3/7), Deng 21, Boozer 14. Rimbalzi: Noah 14. Assist: Rose 6.
Miami: Bosh 30 (12/18), Wade 18, James 15. Rimbalzi: Bosh 6. Assist: James 6.

Oklahoma City-Memphis 105-90

L’imprevedibile corsa di Memphis arriva al capolinea. Oklahoma City, trascinata dalla sua stella Kevin Durant, mette fine alla favola dei Grizzlies vincendo gara-7 105-90 e si guadagna l’affascinante sfida con i Mavericks nella finale della Western Conference. L’Oklahoma City Arena trabocca di entusiasmo ma i Thunder ci mettono qualche minuto a carburare in attacco. Memphis dal canto suo fa il minimo indispensabile e appena Kevin Durant accelera, gli ospiti vanno in difficoltà. I padroni di casa chiudono il primo quarto avanti 21-17 e all’inizio della seconda frazione provano a piazzare lo sprint.

La grinta di Kevin Durant, 39 anni. Ap
La grinta di Kevin Durant, 39 anni

disciplina — Russell Westbrook si decide a giocare con un minimo di disciplina e a non attaccare sempre il canestro, Durant così viene messo nella condizione di prendere buoni tiri. Esattamente quello che voleva Scott Brooks. I Thunder così piazzano un parziale di 9-0 e a meta’ secondo quarto arrivano a vantaggio in doppia cifra. Il tecnico di Oklahoma City regala diversi minuti sul parquet nel primo tempo a un ottimo Nick Collison che si fa sentire sotto canestro e mostra una contagiosa voglia di difendere. Non a caso Randolph e compagni, con l’ex Kansas in campo, iniziano a sporcare le proprie percentuali al tiro. I Thunder, grazie ai 18 punti di Durant, vanno negli spogliatoi all’intervallo avanti 42-34 con la consapevolezza di aver concesso davvero poco ai Grizzlies. Memphis, infatti, tira con il 32% dal campo nei primi due quarti e riceve una produzione accettabile dal solo Mike Conley.

fluidità — Gli ospiti iniziano la ripresa con il giusto atteggiamento e ritrovano una certa fluidità in attacco. Randolph riporta Memphis al -4 a meta’ frazione ma Kevin Durant scuote la sua truppa e da’ il la al break che rompe l’equilibrio. Gli arbitri decidono di fischiare il meno possibile, facendo arrabbiare lo staff tecnico di Memphis, Oklahoma City prende fiducia e piazza il parziale di 14-2 che mette gli ospiti con le spalle al muro. I punti di Durant e le triple di un caldissimo Harden permettono così ai Thunder di chiudere la terza frazione con un vantaggio di 14 lunghezze, 72-58. La panchina di Oklahoma City tiene a distanza Memphis anche all’inizio dell’ultimo quarto e quando tornano i titolari i padroni di casa mettono al sicuro il risultato. Westbrook trova i punti che gli permettono di mettere a referto una tripla doppia, Collison continua a difendere con grande aggressività e Durant regala giocate da superstar, ai Grizzlies così non basta il coraggio per tornare in partita. I Thunder vincono e volano in finale di conference. (Simone Sandri)

Oklahoma City: Durant 39 (9/16, 4/9), Harden 17. Rimbalzi: Collison 12. Westbrook 10. Assist: Westbrook 14.
Memphis: Conley 18 (5/16, 2/3), Randolph 17. Rimbalzi: Randolph 10. Assist: Conley 6.

tratto da gazzetta.it

Lascia un commento »

Miami elimina Boston: è finale Oklahoma City 3-2 con Memphis

Gli Heat superano 97-87 i Celtics, che cedono solo nel finale ed escono a testa alta: decisivo LeBron che a 4’28″ dalla fina, sotto di 6, ispira il decisivo parziale di 16-0. Rivers a sorpresa: “Resto a Boston ancora un anno”. I Thunder passeggiano contro i Grizzlies: 99-72

Una schiacciata di LeBron James, autore di 33 punti. Reuters
Una schiacciata di LeBron James, autore di 33 punti

Il cambio della guardia in questa strana postseason è completo. Dopo la sorprendente uscita di scena di Spurs e Lakers, anche i Celtics vanno in vacanza. James e Wade, infatti, trascinano Miami al successo in gara-5; Oklahoma City, invece, domina Memphis.

Miami-Boston 97-87 (Miami vince la serie 4-1)

Missione compiuta per gli Heat che con un devastante finale di gara eliminano i Celtics conquistando la finale della Eastern Conference. Un successo che ha un sapore particolare soprattutto per LeBron James che nella scorsa stagione aveva vissuto uno dei momenti peggiori della sua carriera proprio nella serie persa con i Celtics. Qualche settimana più tardi poi l’ormai celeberrima “The Decision” aveva di colpo cambiato la sua immagine, facendolo diventare uno degli sportivi meno amati dal pubblico a stelle e strisce. Adesso però “King” James può prendersi la sua rivincita. Almeno nei confronti dei Celtics. Miami non gioca una partita straordinaria, ma riesce a rimanere nella scia dei Celtics grazie ai canestri di un eccellente Wade, poi, sotto di sei lunghezze a 4’28’’ dalla sirena, cambia marcia e piazza il colpo del k.o.. James firma 10 punti e gli Heat chiudono il match con un incredibile parziale di 16-0 che li fa volare alla finale della Eastern Conference. Pierce e compagni, che fino a metà dell’ultimo quarto sembravano in grado di allungare la serie, non riescono più a rispondere, commettono una serie di errori e sono costretti ad assistere al “LeBron Show”. I Celtics, a differenza dei Lakers, lottano ed escono di scena a testa alta ma con un Rondo a mezzo servizio, a causa dell’infortunio subito in gara-3 e con un altalenante Kevin Garnett, devono cedere il passo a Miami, una squadra che continua a fare progressi e che in questo momento deve essere considerata come la favorita al titolo. Al termine del match un euforico LeBron James arriva addirittura, per la prima volta, a scusarsi per la gestione della “Decision”. “Mi dispiace per come sono andate le cose – dice James – ma l’opportunità di andare a Miami con Dwyane e Chris era troppo ghiotta per lasciarmela scappare”. L’unica buona notizia per i tifosi dei Celtics arriva, invece, nel dopo partita. Doc Rivers, a sorpresa, dichiara di voler restare sulla panchina di Boston anche nella prossima stagione. Un epilogo inaspettato per un allenatore che sembrava destinato a lasciare la franchigia del Massachusetts . “Adoro questi ragazzi e voglio restare con loro. Domani magari posso cambiare idea ma adesso questo è il mio obbiettivo”.

Miami: Wade 34 (13/18, 0/1), James 33. Rimbalzi: Bosh 11, Wade 10. Assist: Wade 5.
Boston: Allen 18 (1/2, 5/10), Garnett 15. Rimbalzi: Garnett 11. Assist: Pierce 4.

 La grinta di Kevin Durant, stella degli Oklahoma City Thunder. Ap
La grinta di Kevin Durant, stella degli Oklahoma City Thunder

Oklahoma City-Memphis 99-72 (serie 3-2)

Dopo i fuochi artificiali di gara-4, chiusa con il successo dei Thunder soltanto al terzo supplementare, Oklahoma City mette in chiaro le cose e passa a condurre 3-2 nella serie passeggiando contro i Grizzlies di fronte al pubblico amico. La squadra di casa domina dal primo all’ultimo minuto, mette la museruola al pericolo pubblico numero uno, Zach Randolph (nove punti in 36’), e si permette perfino il lusso di tenere in panchina sia Kevin Durant che Russell Westbrook per l’intero quarto periodo. I Thunder con i canestri di un ottimo Cook e del solito Durant cambiamo marcia nel secondo quarto, vanno al riposo avanti 46-35 e chiudono i conti nella seconda parte del terzo periodo arrivando al +20. I Grizzlies disputano così una delle loro peggiori prestazioni da un punto di vista offensivo della stagione. Gli ospiti tirano con il 36% dal campo e mettono un solo giocatore, Marc Gasol, a referto in doppia cifra. Davvero una brutta battuta d’arresto per una squadra che in questa postseason aveva stupito un po’ tutti. “Abbiamo difeso alla grande – sottolinea Kevin Durant – ognuno ha fatto la sua parte, è stata una bella vittoria di squadra. Dopo i tre supplementari di Memphis avremmo potuto pagare dazio alla fatica, invece abbiamo giocato con grande energia”. Ora i Grizzlies non possono più sbagliare e per continuare a sognare e allungare la serie, devono vincere gara-6 in programma a Memphis.

Oklahoma City: Durant 19 (6/10, 1/4). Cook 18. Rimbalzi: Collison 10. Assist: Maynor 9.
Memphis: Gasol 15 (6/9). Rimbalzi: Randolph 7. Assist: Conley, Mayo 4.

tratto da gazzetta.it

Lascia un commento »

LeBron inchioda Boston. Thunder, maratona vincente

La stella di Miami decide al supplementare gara-4, ora Boston è sotto 3-1. Oklahoma supera Memphis dopo tre supplementari (Westbrook 40 punti) e pareggia la serie sul 2-2

Due spettacolari maratone nelle semifinali di Conference. LeBron James consegna a Miami il 3-1 nella serie contro Boston dopo un supplementare. Oklahoma City ci mette addirittura tre overtime per riuscire a battere Memphis e a pareggiare la serie sul 2-2

LeBron James, 35 punti e a4 rimbalzi in gara-4.  Reuters
LeBron James, 35 punti e a4 rimbalzi in gara-4

Boston Celtics-Miami Heat 90-98 d.t.s. (serie 1-3)

La grinta e la voglia di LeBron James, la costanza di Dwyane Wade e il risveglio di Chris Bosh. Miami vince così la battaglia del TD Garden lunga quattro quarti e un supplementare, grazie a 83 punti complessivi dei suoi Big Three che valgono il 3-1 nella serie contro Boston, con il primo tentativo per raggiungere le finali di Eastern Conference a disposizione mercoledì a Miami: “Quella partita sarà la sfida più grande che questo gruppo ha dovuto affrontare finora – anticipa coach Erik Spoelstra -. Loro giocheranno al massimo delle loro possibilità. Ma noi dobbiamo essere meglio. Se vogliamo davvero riuscire a fare quello che stiamo cercando, dobbiamo essere capaci di battere i Boston Celtics al loro meglio”. Il successo di gara-4, il primo degli Heat a Boston dopo 11 sconfitte, ha l’anima di James, protagonista con 20 punti nel primo tempo e capace di avviare con un canestro e un assist il 6-0 con cui Miami scava il solco decisivo nel supplementare. Wade ci mette 5 punti nel periodo extra, così come Bosh, ritrovatosi dopo un primo tempo disastroso (5 punti e 2/8 dal campo). Boston è tradita da età e acciacchi: Kevin Garnett chiude con 1/10 dal campo, Ray Allen tira 5/12, Rajon Rondo gioca con un braccio solo e per questo viene messo in difficoltà da Chalmers, tanto che coach Rivers nel supplementare gli concede solo le briciole. Pierce segna 8 punti dopo l’intervallo (19 nel primo tempo), rallentando come tutto l’attacco di casa, che dopo il 58% dei 24’ inaugurali non va oltre il 30,7%, sparacchiando 3/14 da tre. Miami cambia centro titolare: fuori Ilgauskas, dentro Anthony. Boston comunque parte meglio e tocca il 19-11 a 4’06” dalla prima sirena, ma gli Heati grazie a James (13 punti) al 12’ sono sotto 31-28 nonostante 14 punti di Pierce. Gli Heat ritrovano Udonis Haslem, fermo per infortunio da novembre, ma Boston vola sul 42-31, anche se Miami non molla e chiude il parziale sotto 53-50. L’attacco dei Celtics dopo il riposo rallenta, gli Heat ritrovano Bosh ma sono sotto 73-69 alla terza sirena. Match tiratissimo nell’ultimo parziale, sigillato da Pierce sull’86 pari a 41” dalla fine. Miami riesce a fare la differenza all’inizio del supplementare grazie a un 6-0 ispirato da James. Wade firma i liberi della tranquillità, Bosh il canestro che mette il risultato in cassaforte. Boston sprofonda in un baratro chiuso con una rimonta solo 8 volte nella storia Nba: ma in due occasioni, nel 1968 e nel 1981, a riuscirci sono stati proprio i Celtics.

Boston: Pierce 27 (9/14 da due, 1/6 da tre, 6/7 tiri liberi), Allen 17, Rondo 10, West 10. Rimbalzi: Garnett 10. Assist: Rondo 5.
Miami: James 35 (10/22, 2/6, 9/9), Wade 28, Bosh 20. Rimbalzi: James 14. Assist: Wade 4.

Kevin Durant, 35 punti in gara-4. Reuters
Kevin Durant, 35 punti in gara-4

 Memphis Grizzlies-Oklahoma City Thunder 123-133 d.3t.s. (serie 2-2)

La sfida infinita. Oklahoma City si prende dopo un triplo supplementare gara-4 e pareggia la serie con Memphis al termine di una partita infinita, controllata dai padroni di casa nel primo tempo (+18) e dagli ospiti a 5’ dal 48′ (+10), ma finita con la più lunga coda della stagione. I Thunder hanno fatto la differenza con un break di 8-2 nel terzo supplementare, in cui i Grizzlies hanno tirato 1/9 dal campo. “Sono fortunato ad aver giocato questa partita – racconta Kevin Durant, 6 punti nel terzo overtime -. Tre supplementari, entrambe le squadre hanno giocato al massimo. Ma giocare partite così aiuta la tua crescita”. Il top scorer della regular season è stato il faro dei Thunder assieme a Westbrook (massimo in carriera nei playoff) e Harden, mentre Memphis non è riuscita a sfruttare la gran serata della coppia Randolph-Gasol (60 punti e 37 rimbalzi in due), aiutati in attacco da Mayo ma non dalle altre guardie (Conley e Allen, il backcourt titolare, hanno chiuso con 5/22 dal campo). Gasol con 12 punti nel primo quarto porta i Grizzlies sul 28-16, che diventa 37-19 a 8’21” dal riposo. Oklahoma si ritrova in avvio di terzo quarto, quando Westbrook e Durant iniziano a produrre anche dal campo: i Thunder sorpassano sul 67-66 a 5’15” dalla terza sirena, ma a fine parziale sono sotto 72-71 grazie al solito Gasol. Oklahoma trova la fuga buona nel parziale conclusivo, quando vola sul 92-82 con 4’56” da giocare. Memphis ricuce con un 7-0, ma  Oklahoma sembra comunque avere in mano la gara quando Perkins va in lunetta con 48” da giocare e i suoi avanti 96-93: il centro ex Boston però sbaglia entrambi i tentativi. A 3.5 secondi dalla fine Conley centra la tripla che vale il supplementare. Oklahoma sembra avere la vittoria in tasca quando Durant firma il 107-101 con 1’30” da giocare, ma Mayo con la sua quarta tripla e Randolph tengono Memphis in partita. A 16” dalla fine, dopo l’uscita per falli di Conley e Mayo, Westbrook firma il 109-106 dalla lunetta, ma Vasquez indovina la tripla del secondo overtime. La matricola uscita da Maryland è protagonista anche dal 53’ al 58’, quando illude Memphis con la tripla del 117-114, pareggiata però da Westbrook. Il play dei Thunder si prende l’ultimo tiro del periodo, ma sbaglia mira e lascia la sfida sul 119 pari. Oklahoma riesce a fare la differenza nel terzo supplementare con un 8-2, ma Memphis si arrende solo a 48” dalla fine, sotto 129-123, quando Randolph perde palla a due passi dal canestro dei Thunder. Mercoledì gara-5 a Oklahoma City.

Memphis: Randolph 34 (9/25, 16/17 tl), Gasol 26, Mayo 18. Rimbalzi: Gasol 21. Assist: Conley 5, Mayo 5.
Oklahoma City: Westbrook 40 (15/31, 0/2, 10/11 tl), Durant 35, Harden 19. Rimbalzi: Durant 13. Assist: Harden 7.

tratto da gazzetta.it

Lascia un commento »

Boston, messaggio a Miami. Memphis castiga ancora Durant

Semifinali conference Nba: i Celtics dominano gli Heat in casa e accorciano sull’1-2, con Rondo che gioca con un gomito lussato. I Grizzlies risalgono da -16 e si portano sul 2-1 battendo i Thunder all’overtime, traditi da un deludente Durant

Jeff Green cerca la palla difendendo su LeBron. Afp
Jeff Green cerca la palla difendendo su LeBron

Boston torna a giocare con grande personalità e domina Miami, Memphis, invece, recupera un passivo di 16 punti e supera Oklahoma City al supplementare.

Boston Celtics-Miami Heat 97-81 (1-2 nella serie)

I Celtics tornano a difendere come si deve e superano gli Heat in gara-3 grazie alla produzione della coppia Garnett-Pierce e al coraggio di Rajon Rondo. Dopo le due opache prestazioni in Florida, Boston torna in carreggiata giocondo con l’intensità che la contraddistingue e sfruttando al meglio tutti i mismatch. Garnett domina un deludentissimo Bosh (1/6 dal campo), LeBron James incappa in una serata poco brillante, Bibby non mette nessun punto a referto e nemmeno la sorprendente produzione della panchina aiuta coach Spoelstra. Rondo poi mostra un incredibile coraggio, tornando sul parquet nell’ultimo quarto e dando il suo contributo giocando in pratica con una mano sola, dopo essersi lussato il gomito sinistro in uno scontro con Dwyane Wade. I padroni di casa partono con il piglio giusto e fanno subito capire agli Heat di aver cambiato registro rispetto alle due gare in Florida. Garnett fa quello che vuole contro Bosh e Boston resta davanti. Si rivede finalmente anche Shaq, che entra a 2’41’’ dalla fine del primo quarto. Gli Heat però provano a rispondere con i punti di Anthony e Chalmers, tornando sotto nella prima parte della seconda frazione. Un parziale di 10-0 permette poi agli ospiti di passare a condurre, Boston risponde nel finale del primo tempo ma all’intervallo è sotto di due lunghezze. Tutta un’altra musica nella ripresa. La difesa dei Celtics diventa asfissiante, Miami così cala alla distanza. Garnett e Pierce spingono subito i padroni di casa a un break di 16-4 all’inizio del terzo quarto che li porta al +10. I Celtics prendono possesso del match e lasciano a LeBron e compagni soltanto le briciole. A metà frazione però il fallo di Wade mette k.o. Rondo facendo trattenere il fiato all’intero TD Garden. Il playmaker di Boston si procura la lussazione al gomito sinistro e torna negli spogliatoi. Sembra impossibile rivederlo in campo in gara-3, invece il giocatore sorprende lo stesso Doc Rivers ripresentandosi in panchina pochi minuti dopo, accolto da una standing ovation da brividi. Rondo torna in campo all’inizio dell’ultimo quarto ma è praticamente impossibilitato a usare la mano sinistra. No problem, con una sola mano dà il suo contributo e i Celtics scappano via all’inizio della frazione. Lo stesso Rondo li porta al +18 a 6’13’’ dalla sirena andando a schiacciare in solitudine. Partono i titoli di coda e Boston fa capire a Miami che non sarà per nulla facile sbarazzarsi dei campioni in carica nella Eastern Conference.

Boston: Garnett 28 (13/19, 0/1), Pierce 27, Allen 15. Rimbalzi: Garnett 18. Assist: Rondo 11. Miami: Wade 23 (7/14, 1/5), Chalmers 17, James 15. Rimbalzi: Anthony 11. Assist: Wade 7.

La delusione di un deludente Kevin Durant a fine partita. Ansa
La delusione di un deludente Kevin Durant a fine partita

Memphis-Oklahoma City 101-93 (2-1)

Ennesima prestazione tutto cuore per i sempre più sorprendenti Grizzlies, che trovano il modo di riprendere un match che sembrava appannaggio di Durant e compagni, andando a vincerlo con la personalità delle grandi squadre. Non c’è solo lo zampino del solito Randolph, contro i Thunder nel secondo tempo coach Hollins si affida a un quintetto basso e a fare la differenza ci pensano Conley, Mayo e Allen. Tanti rimpianti, invece, per i Thunder, che incredibilmente smettono di giocare nell’ultimo quarto dopo aver dominato i primi tre periodi e subiscono la clamorosa rimonta. Okc prende la misure a Randolph e Gasol nel primo tempo incanalando subito il match sui binari preferiti. Durant e Westbrook non tirano con grandissime percentuali ma la loro produzione basta e avanza, così gli ospiti rimangono saldamente davanti andando negli spogliatoi, a fine primo tempo, in vantaggio 51-43. Memphis nel terzo quarto sembra non riuscire a trovare risposte alla disciplina tattica dei Thunder. In attacco i padroni di casa fanno confusione, Oklahoma City ringrazia e scappa via, arrivando al +16 nelle battute finali del terzo quarto. Sembra lo sprint decisivo, ma coach Hollins prova a giocare la carta del quintetto basso. La scommessa paga, ma Okc ci mette del suo giocando senza la giusta contrazione. Memphis torna sotto con un parziale di 13-2 e incredibilmente riesce a riprendere i Thunder che, traditi da un deludente Durant, segnano soltanto 10 punti nell’ultimo quarto. I Grizzlies trascinano il match al supplementare e con in mano l’inerzia della gara dominano l’overtime sfruttando gli errori in attacco (3/12 dal campo nella frazione) degli ospiti. “Questa e’ una sconfitta difficile da digerire – ammette Kevin Durant – eravamo in vantaggio di 13 punti nell’ultimo quarto, non capisco cosa sia successo ma nei playoff non si possono perdere partite in questo modo”.

Memphis: Randolph 21 (8/21, 0/1), Conley, Mayo 18, Gasol 16. Rimbalzi: Randolph 21. Assist: Conley, Mayo 4.
Oklahoma City: Westbrook 23 (6/19, 1/3), Durant 22. Rimbalzi: Perkins 13, Durant 12. Assist: Westbrook 12.

tratto da gazzetta.it

Commenti (1) »

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.