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Scegli chi sfiderà la Nazionale. Il 13 marzo torna l’All Star Game

La partita delle stelle tra l’Italia di Pianigiani e i migliori stranieri guidati da Peterson, scelti da voi su internet, si giocherà al Forum di Assago. Il più votato al momento è il sassarese James White. Già in vendita i biglietti

Anche l’Italia ha il suo All Star Game. Di grande livello. Ok, non ci sarà Blake Griffin che schiaccia saltando sopra un’aautomobilr o Kobe Bryant che ne mette 37, ma l’evento che andrà in scena il 13 marzo al Mediolanum Forum di Milano è di quelli da non perdere per chi ama la palla a spicchi. L’Italia di Simone Pianigiani, senza i tre giocatori Nba, contro i migliori stranieri della serie A. A seguire gara del tiro da tre e delle schiacciate.

SCEGLI TU CHI GIOCA — E se le convocazioni azzurre saranno ovviamente a cura dell’allenatore della Montepaschi, le stelle straniere verranno selezionate direttamente da voi. Basta collegarsi al sito http://www.allstargame2011.it/home.php registrarsi ed esprimere la propria preferenza. Al momento i cinque giocatori più votati dimostrano la competenza degli appassionati. Guida la classifica James White, capocannoniere e soggetto che nella gara delle schiacciate Nba non sfigurerebbe, Alle sue spalle il solido Othello Hunter, che dopo un’esperienza in Nba con gli Atlanta Hawks sta disputando un’ottima annata in Sardegna. Chiude il podio un altro giocatore della Dinamo, Travis Diener, cugino di Drake, ex playmaker degli Indiana Pacers, dotato di un gran tiro. Quarto posto per la guardia Bo McCalebb, il giocatore cui sono affidate gran parte delle speranze senesi di successo, attualmente fermo ai box per infortunio. Tanto talento anche per il quinto in classifica, il casertano Jumaine Jones. Ma la graduatoria è nelle vostre mani: se il vostro giocatore preferito al momento è fuori, datevi da fare.

BIGLIETTI Sono già in vendita: anche in questo caso si fa tutto online. Cliccando su ticket.it o ticketone.it potete già assicurarvi un posto al Mediolanum Forum per quella che sarà una grandissima e spettacolare giornata di basket.

tratto da Gazzetta.it

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Siena non conosce ostacoli. Roma si ritrova, bene Cantù

Nella diciassettesima giormata di serie A, la Montepaschi passa a Montegranaro ed è a +6 su Milano. La Lottomatica dopo la figuraccia in Eurolega spazza via la Scavolini Pesaro, i brianzoli passano a Cremona. Successi anche per Bologna, Avellino, Teramo e Sassari

Dopo la sconfitta di Mlano nell’anticipo del sabato sera, si è completata domenica la diciassettesima giornata di serie A. Siena passa a Montegranaro e allunga in classifica

Fabi Montegranaro-Montepaschi Siena 70-74

Stoppata in Eurolega dal Real Madrid, la Montepaschi in campionato prosegue nella propria marcia. Stavolta però i campioni d’Italia soffrono fino alla fine contro una Fabi determinata e aggressiva. Senza McCalebb, Lavrinovic e Aradori (influenzato), Siena parte subito forte Siena, con la Fabi che non riesce a trovare le giuste contromisure ai blocchi che liberano al tiro Kaukenas (suoi sei dei primi dieci punti messi a segno dalla Montepaschi) e al tempo stesso non trova fluidità nel gioco d’attacco. La tripla di Zisis al 5′ porta i biancoverdi sul +9. Al rientro da un time-out Antonutti (in campo al posto di Ray) risponde per l’11-17. E’ l’episodio che dà la scossa perché i gialloblù stringono le maglie in difesa, trovano in Ford il giusto terminale in attacco e scoprono la carta Canavesi. E’ l’ala italiana a segnare il pari (23-23) a inizio secondo quarto, quindi Maestranzi (recuperato dopo il recente infortunio) realizza dalla lunga distanza il sorpasso (26-23 al 13′). Nel finale di quarto Pianigiani gioca la carta Jaric accanto a Zisis. E sono proprio due tiri dai 6,75 del nuovo innesto a rompere l’equilibrio tra le due squadre che vanno al riposo sul 35-43. Al rientro dalla pausa lunga la Fabi accorcia con un 5-0 firmato da Cavaliero e Ford per il -3 al 24′. Ancora una volta è Kaukenas (immarcabile per la difesa della Fabi) e riportare la Montepachi a distanza di sicurezza. Nell’ultimo periodo Montegranaro tenta il tutto per tutto. Un mini parziale di 11-3 con tanto di tripla di Allan Ray riportano la Sutor sul -1 al 35′ (63-64). Siena barcolla ma non si disunisce, anzi ribatte colpo su colpo. In difesa si affida anche alla zona mandando in tilt l’attacco gialloblù che per due volte sbaglia l’azione del possibile pari. Si decide tutto negli ultimi venti secondi, ma Kaukenas e Moss non tremano dalla lunetta.

Montegranaro: Ford 24, Ray 10, Cavaliero 8.
Siena: Kaukenas 21, Zisis 11, Rakovic 11, Moss 10.

Foster al tiro dopo aver battuto Leunen. LaPresse
Foster al tiro dopo aver battuto Leunen

Vanoli-Cremona-Bennet Cantù 68-71

Trinchieri si conferma tabù di Cremona, 8 su 8 contro la sua ex squadra: la Bennet passa al PalaRadi dopo 40’ sul filo dell’equilibrio e acuisce la crisi della Vanoli, alla quinta sconfitta in fila, l’ottava nelle ultime nove. Lo fa con la difesa, capace di togliere tanto ritmo, dopo il primo quarto, ad una Cremona che, con Drozdov impalpabile, ha finito con scelte offensive sempre peggiori, culminate nel 39% dal campo degli ultimi 10’. Mentre Cantù ritrovava i suoi protagonisti: Mazzarino, 12 nella ripresa e i liberi della sicurezza, e Leunen, decisivo a girare in favore della Bennet la lotta a rimbalzo (32-21 dal secondo quarto in poi). Il massimo vantaggio della Vanoli è stato il +5 (15-10) di un primo quarto in cui Cremona ha trovato 14 dei 19 punti dai lunghi (19-16 al 10’ ). Ad accendere il motore canturino, nel secondo quarto, è stato Green, creando dal palleggio (36-37 al 20’ ); lui e Rowland, gli unici in grado di produrre lampi di talento, producono i ministrappi di due quarti centrali in cui Cantù non ha preso grande vantaggio (53-55 al 30’ ) ma ha trovato l’inerzia della partita, migliorando via via la qualità delle letture difensive e, grazie a Mazzarino, anche di quelle offensive. Così lo strappo della Bennet, che coincide con quattro cattive scelte di tiro cremonesi ed è griffato da 4 punti di Green (59-64 al 35’ ) è quello decisivo, seguito dalla tripla di un chirugico Leunen (61-68 al 38’ ). Rowland e Foster resistuiscono speranze a Cremona (66-68), Mazzarino e i tre falli da spendere di Cantù nell’ultimo minuto condannano la Vanoli, ora allo scontro salvezza con Brindisi.

Cremona: Rowland 18, Milic 14, Sekulic 12, Foster 12
Cantù: Green 14, Leunen 13, Mazzarino 13

Toquean Dean al tiro da tre. Ciam/Cast
Toquean Dean al tiro da tre

Cimberio Varese-Air Avellino 83-85

Aiutata da un Thomas da 15 punti nell’ultimo quarto con 10/11 ai tiri liberi, Avellino recupera dal -6 del 36’30 (76-70) e stende una Cimberio che, nonostante l’evidente affanno fisico, ci prova fino alla fine e manca con Goss la tripla del sorpasso al 40’. Se il tecnico irpino Vitucci può sopperire al k.o. di Troutman con il buon avvio del centro polacco Szewcyzk (11 punti nel primo quarto) e con la reattività nell’area colorata dell’eccellente Thomas – capace di una “tripla doppia” con 16 rimbalzi in aggiunta ai 14 falli subiti e ai 23 punti per un eclatante 49 di valutazione – sull’altro versante Recalcati, che ha già a mezzo servizio un Goss comunque stoico (26 minuti e 5 assist) nonostante una settimana senza allenamenti, lamenta il difficile debutto a Masnago di Ryan (1/8 al tiro per il sostituto di Thomas) e i problemi di un zoppicante Rannikko. Dopo un primo tempo in cui Kangur (4/7 da 2) aveva sostenuto lo sforzo di Varese per andare nello spogliatoio all’intervallo sul +5 (35-30), è stato Lauwers con due triple in avvio di ripresa a mettere il turbo all’Air. Insieme alla guardia belga, uno dei tanti ex della partita, era la precisione di Dean (8/16 da fuori) a costruire un parziale di 13-0 che portava gli ospiti al massimo vantaggio sul +8 (35-43 al 23’50”). Goss però alzava il livello del suo gioco e con una serie di percussioni metteva in moto Fajardo (9/11 da sotto). Proprio il centro di origine spagnola regalava alla Cimberio l’illusione del +6 a poco più di 180” dalla sirena. Complice qualche disattenzione di troppo di Galanda (solo 2 punti per festeggiare il compleanno numero 36), Avellino riprendeva però in mano la partita costringendo Varese all’ottava sconfitta in nove partite. (Antonio Franzi)

Varese: Fajardo 26, Goss 20, Kangur 12
Avellino: Dean 26, Thomas 23 e Szewczyk 16

Djedovic atacca la difesa di Pesaro. LaPresse
Djedovic atacca la difesa di Pesaro

Lottomatica Roma-Scavolini Pesaro 85-53

Roma reagisce al -41 di Tel Aviv con un +32 ai danni di Pesaro che ribalta il -9 dell’andata. Gara praticamente senza storia: all’8’ è 30-12 con super Djedovic (12 punti, finirà con 23) bravo non solo a difendere su Diaz ma a finalizzare al meglio i giochi offensivi. Poi, la luce romana pian piano si affievolisce con Washington che sembra giocare dall’altra parte, tanto che Filipovski è costretto quasi per disperazione, per la seconda volta, a metterlo in panchina. Così Pesaro prende un po’ di coraggio, Hackett è sempre spavaldo, Almond rimpingua il bottino: due suoi liberi prima del riposo lungo valgono il 42-36, un meno 6 che alla Scavolini va di lusso. Fortuna per la Lottomatica, poi, che i valori ritornino quelli del primo quarto, col tecnico che sfida pure il pubblico ripartendo con Washington: stavolta non ci sono disastri, anzi Roma riprende a macinare gioco e punti: il terzo quarto si segnala per il +32 (71-39) della Lottomatica che tiene Pesaro (all’Eur senza l’infortunato Collins) a soli tre punti realizzati, grazie a un break di 22-0. Gli ultimi 10’, così, servono solo ai fini statistici (Dasic 4/4 da due e 2/2 da tre) e per far entrare tutti sul parquet.

Roma: Djedovic 23, Dasic 16, Traore 13
Pesaro: Hackett 18, Almond 10, Lydeka 8

Diener nella sua specialità, il tiro da tre. Ciam/Cast
Diener nella sua specialità, il tiro da tre

Tercas Teramo-Angelico Biella 87-83 dts

Teramo vince dopo un supplementare una battaglia durissima contro Biella. Uno strepitoso Diener e un’azione difensiva di De La Fuente a 3” dalla fine regalano la vittoria ai padroni di casa. All’inizio i padroni di casa stentano in attacco (10 palle perse) mentre i piemontesi attaccano con raziocinio e organizzazione, portando a turno tutti a canestro. Scappa Biella: già 9-18 dopo 5′. Teramo prova a ricucire con De La Fuente e chiude il primo quarto sotto 20-28. Nella seconda frazione due canestri consecutivi di Rullo danno l’idea che Teramo possa riprendersi e invece la Tercas si blocca in attacco per 5′ e Biella può scappare via 26-43.. Ramagli adotta un quintetto piccolo con Davis da centro e prova a metterla sull’aggressività: Davis e Diener suonano la carica, il Palaska diventa un’inferno e Teramo risale fino al 41-43 del riposo, con un parziale di 16-0. Si riprende nel terzo periodo nello stesso modo: Teramo è spinta dal pubblico e Biella è ancora in confusione. Nonostante le palle perse, i piemontesi però si tengono avanti con le iniziative di Viggiano (50-58). La Banca Tercas dopo la sfuriata di Zoroski fatica a trovare alternative in attacco e si blocca di nuovo, dal 25′ al 30′ segna solo 4 punti, mentre l’Angelico con una tripla di Jurak e una di Soragna chiude il terzo periodo in vantaggio 52-63. Sono ancora Davis, Zoroski e Diener a trascinare i padroni di casa: 73-71 al 38′, grazie ad un’azione da 3 punti di Boscagin. Sosa risponde immediatamente con la tripla del 73-74 e nell’azione successiva Suton fa 2/2 ai liberi, ma Diener a 9” dalla fine segna tre liberi su tre e impatta, costringendo Biella al supplementare visto che l’ ultimo tiro di Soragna da dentro l’area non entra. Nel supplementare Biella ribatte ad ogni iniziativa di Teramo, ma sull’ultimo capolavoro di Diener cede.

Teramo: Diener 23, Zoroski 18, Davis 16.
Biella: Sosa 18, Suton 16, Viggiano 14

Rivers si alza da tre punti. Ciam/Cast
Rivers si alza da tre punti

Canadian Solar Bologna-Enel Brindisi 93-72

Con un primo tempo di grande spinta e precisione offensiva (alla pausa 55% da tre e 58% globale) e una ripresa di contenimento e controllo difensivo continuando peraltro a fare canestro, Bologna accende la sua nona vittoria in campionato spegnendo le velleità di Brindisi, troppo legata alle giocate dei singoli. Dopo un primo tempo equilibrato con poca difesa su ambo i fronti, la Canadian scatta 46-35 nel secondo quarto grazie alla verve di Rivers, il nuovo Usa che produce un esordio convincente e proficuo, mentre l’Enel si aggrappa ai numeri di Roberson e Diawara, incisivi ma anche molto discontinui. Nel terzo periodo Bologna gestisce il vantaggio coi muscoli di Homan, poi allunga fortissimo nell’ultimo quarto toccando il +25 (86-61) sotto la spinta di Sanikidze e del redivivo Poeta, uscito alla distanza e vincitore del duello di cervelli con Dixon.

Bologna: Rivers 17, Homan 15, Sanikidze 14.
Brindisi: Roberson 27, Diawara 13, Lang 12

White appoggia al tabellone di sinistro. Ciam/Cast
White appoggia al tabellone di sinistro

Pepsi Caserta-Dinamo Sassari 90-94 dts

Si interrompe la striscia positiva della Pepsi Caserta dopo tre vittorie consecutive. Bottino prezioso per la Dinamo che riesce a risalire dalla zona calda della classifica, viste le sconfitte delle dirette avversarie per la salvezza. Solo un tempo supplementare è riuscito decidere una gara che ha cambiato volto dopo il fallo tecnico a Colussi al 10’ (32-23) che ha generato il parziale sassarese di 0-10 da cui è scaturito il primo vantaggio ospite: 32-33 al 13’. Di lì in poi, si procede a strappi. Prima 6-0 bianconero (57-52), poi 6-0 Dinamo (57-58). Quello più importante è a cavallo tra terzo e quarto periodo: Sassari mette a segno uno 0-11 (61-70) trascinata da Cittadini (praticamente perfetto al tiro dal campo) e dalla difesa che manda in crisi l’attacco casertano, la cui unica luce è Williams a centro area, insostenibile per Hunter. Nell’ultimo quarto torna a segnare Bowers, che infila dieci punti che riportano avanti la Pepsi (78-77), prima dei due possibili tentativi di vittoria sassaresi sprecati da Diener e Sacchetti in chiusura di gara. Nel supplementare la Dinamo resta lucida, la Pepsi invece perde Williams per falli. La palla del possibile pareggio è di Bowers, che però sbaglia dalla lunga distanza a 5’’ dal termine. Al resto ci pensa Plisnic dalla lunetta, che col 3/4 finale mette fine alla gara. Nel dopogara Sacripanti attacca gli arbitri:”Sembra diventata un’abitudine quella degli arbitri di mandare a quel paese gli allenatori. Pretendo rispetto per me e per i miei giocatori che hanno lavorato duro per tutto il match”. Più soddisfatto Sacchetti: ”Siamo in crescita, vittoria fondamentale per il prosieguo della stagione”. (Giuseppe Bernardo)

Caserta: Jones 22, Bowers 21, Williams 19
Sassari: White 16, Cittadini 15, Diener 14

tratto da Gazzetta.it

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Milano cade a Montegranaro E Siena la raggiunge in testa

Settima giornata: l’Armani, battuta nelle Marche e al primo k.o in campionato, viene affiancata al primo posto dalla Montepaschi, che spazza via Teramo. Altro k.o. per Roma. Successi anche per Varese, Biella e Sassari

Ron Slay, festeggia il successo di Varese su Bologna. Ciam/Cast
Ron Slay, festeggia il successo di Varese su Bologna

La settima di serie A vede la prima caduta stagionale di Milano a Montegranaro. L’Armani viene agganciata in testa alla classifica da Siena, che spazza via Teramo. La giornata in dettaglio:

Cimberio Varese-Canadian Bologna 91-81

L’aspettava da un anno e voleva essere protagonista: un Righetti da 16 punti nel secondo tempo risponde alla Virtus, che per tutta la scorsa stagione lo aveva messo fuori rosa, con una grande prestazione (5/8 da 3 e 20 di valutazione) aiutando coach Recalcati a issare la sua Cimberio solitaria sul terzo gradino della classifica. Nonostante le assenze di Sanikidze e di Winston, la Canadian non cede mai, rendendo una classica del basket tricolore equilibrata e interessante fino al 40’. Dopo aver costruito un buon margine nella prima frazione (42-31 al 16’) grazie alla precisione di Rannikko (3/3 da 3 e 23 di valutazione) ma anche degli altri ex-virtussini Kangur (due canestri da 3 in avvio) e Fajardo (13 punti finali), Varese ha sofferto il grande inizio di ripresa della formazione di Lardo: un 14-2 firmato da un Kemp in spolvero (9/15 da fuori) e da un Amoroso eccellente, sia da sotto (6/7), sia da fuori (4/7). Il primo vantaggio esterno (50/52 al 24’), ha però stimolato la reazione di Fajardo, autore di una gran stoppata proprio su Kemp, e di Righetti, che ha infilato una sequenza di conclusioni dalla lunga distanza per riportare la Cimberio sul +6 (64-58 al 29’). Mentre Thomas rimediava una serata nulla al tiro (0/7) con 6 assist, Slay prendeva il sopravvento dentro l’area colorata (13 rimbalzi). Non bastava, però, per mettere sotto una Canadian che trovava anche da Koponen l’energia per mettere ancora pressione su una Cimberio supportata da un buon Goss fin quando proprio Righetti ha realizzato dalla lunetta i due tiri liberi del k.o.

Cimberio Varese: Righetti 21, Slay 19, Goss 14
Canadian Solar Bologna: Amoroso 26, Kemp 25, Koponen 13

Daniele Cavaliero, uomo-partita per Montegranaro. Ciam/Cast
Daniele Cavaliero, uomo-partita per Montegranaro

Fabi Montegranaro-Armani Jeans Milano 89-85

E’ la Fabi Montegranaro ad infliggere la prima sconfitta del campionato all’Armani Jeans. I primi della classe pagano gli errori del secondo periodo, subendo oltre modo i continui raddoppi difensivi imposti da coach Pillastrini specie sotto le plance per contenere Mancinelli. I gialloblù da parte loro giocano la miglior partita dell’anno, che permette loro di ottenere il secondo “scalpo” eccellente della stagione dopo quello di Bologna. In un primo quarto giocato a ritmi bassi, ad iniziare con il piglio giusto è Montegranaro, abile a sfruttare l’asse Ford-Cinciarini (8-3 dopo sette minuti di gioco). L’Armani risponde con l’energia di Hawkins che prima costringe al fallo Jones, poi realizza la tripla del -2 al 4′ (10-8). Dall’arco Cavaliero prima ed Ivanov poi tentano un nuovo allungo, ma Milano resta incollata con Hawkins (9 punti nel primo quarrto). E’ nel secondo periodo che Milano gioca i suoi peggiori dieci minuti, come dimostrano i soli tredici punti segnati e le pessime percentuali di tiro (2/6 da due, 1/6 da tre e 6/12 ai liberi). Praticamente l’opposto di Montegranaro. Ford intimidisce dentro l’area pitturata (3 stoppate) ed un ottimo Ray (problemi alla caviglia dimenticati e prestazione di sostanza) le da lo slancio per chiudere avanti di nove lunghezza. Nella ripresa arriva anche il +14 sulla tripla di Antonutti realizzata al 25′. Schierato sia da 3 che da 4, l’ex Udine risulta fondamentale anche per limitare David Hawkins, fino a quel momento devastante. Nel quarto periodo Milano ritrova fluidità in attacco con Jaaber e, dopo esser andata sotto di quindici (tripla di Cavaliero), approfitta del quinto fallo di Ford per ricucire (79-72 a 3′ dalla fine). Le triple di Jaaber e Mordente riducono il gap fino a -4, ma poi sono i liberi di Ivanov e Cinciarini a mettere in ghiaccio il risultato e condannare definitivamente Milano per una vittoria che vale il quarto posto in classifica.

Montegranaro: Ford 17, Cavaliero 16, Cinciarini 15.
Milano: Jaaber 19, Hawkins 17, Mordente 15.

Lottomatica Roma-Vanoli Cremona 70-84

Al PalaLottomatica, Foster e Rowland sembrano i cloni del Charlie Smith dei tempi migliori. Ma la vera differenza, tra la Virtus di Boniciolli e la Vanoli di Mahoric, è semplice e lampante. Cremona è una squadra: costruisce, ragiona, esegue. Roma, invece, solo individualismo allo stato puro, che non basta a colmare le lacune di un gioco che, semplicemente, ancora non c’è. Il risultato, del resto, parla da solo: 70-84, fischi dalle tribune, nuova crisi all’orizzonte per il basket della capitale. E nonostante un Alì Traorè da otto in pagella (20 punti e sette rimbalzi), l’epilogo, sul parquet dell’Eur, è il verdetto più giusto che condanna la Lottomatica all’ottava sconfitta stagionale (tra campionato ed Eurolega) e premia la continuità, la solidità e l’organizzazione di una Vanoli capace di gestire una gara tutta in crescendo per gli uomini di Mahoric. Merito della micidiale precisione al tiro di Foster e Rowland (37 punti in due), autori dell’allungo decisivo nel terzo quarto, capitalizzato nell’ultima frazione fino al +15 del massimo vantaggio (64-79) a tre minuti dalla sirena. Giusto il tempo di unirsi alla festa per Drozdov e Formenti ed accendere la luce di Cremona nella notte fonda calata di nuovo sul cielo della Lottomatica.

Roma: Traorè 20, Djedovic 15, Datome 12, Washington 11.
Cremona: Foster 19, Rowland 18, Drozdov 13.

Rakovic (Siena) in difesa su Zoroski. LaPresse
Rakovic (Siena) in difesa su Zoroski

Tercas Teramo-Montepaschi Siena 57-93

La Montepaschi Siena schiaccia la Banca Tercas Teramo con tutta la sua potenza di campione in carica e non ha nessuna pietà di una squadra in chiara crisi d’identità e di gioco. Siena stenta solo 2’ a prendere le misure ad una Banca Tercas visibilmente in difficoltà, 2-9 dopo 3’30. Teramo ha idee confuse in attacco davanti alla difesa fisica di Siena e in difesa è troppo molle nell’individuale, riuscendo a limitare un po’ i danni solo con la zona. Il primo quarto si chiude sul 13-22; nel secondo periodo la Tercas di Ramagli insiste con la zona, ma i problemi più grandi sono in attacco, dove Zoroski non riesce mai ad organizzare la manovra, e tantomeno ci riesce Rullo. Scappa subito Siena con Lavrinovic, 18-33 al 15’, ma Teramo prova a restare vicino con il cuore di Boscagin e Diener. Siena però è uno schiacciasassi, e al riposo vola fino al massimo vantaggio sul 27-43. All’inizio del terzo quarto la Montepaschi imprime un’accelerazione devastante, 25-0 in 6’30 con Teramo completamente in bambola, incapace di trovare non solo il canestro, ma spesso anche il tiro. Alla fine del 3° periodo il 35-77 dice tutto. L’ultimo periodo è solo accademia.

Teramo: Davis 16, Zoroski 13, Diener 11.
Siena: Aradori 18, Lavrinovic 14, Mc Calebb 13

James White, uomo partita per Sassari. LaPresse
James White, uomo partita per Sassari

Dinamo Sassari-Enel Brindisi 94-89 d.t.s

Vittoria all’overtime per la Dinamo, 94-89, nello scontro fra neopromosse contro Brindisi. Gli ospiti litigano con il canestro, il rientrante Diener, non al top, chiude il primo parziale da 6-0. Sassari c’è a rimbalzo, in difesa e in attacco, l’Enel soffre andando sotto sino al -9 (14-5). Hubalek è gigantesco in area colorata, Dixon prova a prendere per mano i suoi e li guida sino al 25-23 di fine primo quarto. I biancoblu aumentano il ritmo e con la zona imbrigliano la manovra pugliese. Tsaldaris si conferma regolarista del passo e porta avanti i suoi sul 33-25 che costringe Perdichizzi al time out. Grande impatto di Cittadini, a segno da due, da tre e in lunetta. La chiave restano i rimbalzi (22-13 per Sassari a metà gara), anche se l’Enel non molla la presa e con Infante e la schiacciata di Diawara torna nello spogliatoio sul -5 (42-37). Maresca, particolarmente efficace, firma il 44 pari, ma White allunga di nuovo. Il 4° fallo manda Tourè in panca, due triple consecutive di Devecchi chiudono il periodo sul 67-58. Parziale da 7-0 Enel, 4 di Pinton, Diener di nuovo in mischia e 0/2 di Cittadini. Il jolly da tre è di Tsaldaris, 72-65, ma il canestro più libero di Roberson a -48” riapre i giochi. Dixon a -20” impatta (80-80). Lo 0/2 di Diener regala a Dixon il possesso vittoria, ma il pallone esce di un soffio ed è overtime. È guerra di nervi, White diventa un fattore, l’Enel lotta ma alla fine cade 94-89.

Sassari: White 33 ,Tsaldaris 19,Hunter 17
Brindisi: Dixon18 , Roberson 17, Diawara 17

Matteo Soragna (Biella). Ciam/Cast
Matteo Soragna (Biella)

Angelico Biella-Air Avellino 86-85 dts

Una partita che alla vigilia doveva offrire spettacolo assecondando le caratteristiche simili di due squadre abituate a correre e segnare molto, alla fine ha offerto spettacolo solo nel supplementare, dove l’adrenalina ha spazzato via quaranta minuti di gioco non bello, condito da errori e tanta tattica che ha finito per imbrigliare sia l’Angelico sia l’Air. Gara bruttina e in equilibrio quasi sempre, con l’Angelico che ha dovuto recuperare da un -7 al 30′ (67-74). A 15″ dalla fine Soragna ha nelle mani il libero del +3, ma sbaglia e dal rimbalzo Szewczyk viene servito sotto canestro per il pari a quota 70. Nel supplementare l’Angelico vola via sull’onda delle triple di Soragna che vuole farsi perdonare, ma questa volta è Avellino a tornare dal -7 (79-72) proprio con le triple del lungo Szewczyk, che riporta l’Air in vantaggio 81-82 al 43’30″. Dall’altra parte Slaughter non sbaglia dalla lunetta, mentre ancora Szewczyk manca un libero riportando la gara in equilibrio a quota 83. A decidere è una ancora una tripla di Soragna dopo un’azione corale biellese, alla quale in 15″ l’Air (che ha perso 26 palloni contro i 15 dell’Angelico) riesce a replicare solo con un tiro del bravo Cortese.

Biella: Soragna 16, Salyers 14, Slaughter, Suton, Jurak 13.
Avellino: Szewczyk 19, Thomas 17, Johnson 13.

tratto da Gazzetta.it

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Cantù stoppa Avellino Treviso pendolino su Teramo

Negli anticipi della sesta, Avellino perde l’imbattibilità casalinga contro una super Cantù. Tutto facile per Treviso. Colpo di Caserta a Brindisi dove scoppiano incidenti tra le tifoserie

Tre gli anticipi del sabato sera, che hanno aperto la sesta giornata di serie A. Cantù sbanca Avellino: vittoria numero 1000 in A per la Bennet, che ferma la corsa di Avellino reduce da due vittorie e al primo stop della stagione. Passeggia Treviso sul fanalino Teramo, mentre Caserta espugna Brindisi. Domani si completa il turno, in programma Bologna-Montegranaro, Cremona-Varese, Milano-Roma, Pesaro-Sassari e Siena-Biella.

Il duello tra Tabu (Cantù) e Green (Avellino). Ciamillo
Il duello tra Tabu (Cantù) e Green (Avellino)

Air Avellino – Bennet Cantù 71-75

Ad Avellino si conferma la tradizione positiva di Cantù. Sui legni del Pala Del Mauro i brianzoli non cadono dal 3 febbraio 2008 e centrano la vittoria numero 1000 in A. L’Air non capitalizza il successo ottenuto a Porto San Giorgio e cade sotto i colpi di una Bennet concreta. Pronti via, ed è subito sfida nelle sfida tra il Green irpino ed il ‘cardinale’ Mazzarino. Duello sul filo del pick and roll, duello a colpi di triple, in un primo periodo frenetico e spettacolare, in cui Cantù tira con il 75% dal campo ed ottiene dalla guardia italo-uruguaiana 13 punti (20 alla fine) con percorso netto al tiro (20-25 al 10’). Seppure l’inerzia non cenni a passare nelle mani dell’Air, il secondo periodo ha poco o nulla in comune con il frizzante primo. Squadre più pazienti e difese pressanti, contribuiscono ad un sensibile calo del ritmo. Non cala invece il gap dei padroni di casa, complice la grande vena di Micov. Non appena le percentuali di Cantù scendono, Dean impatta al 19’ (39-39) con una tripla da distanza siderale. Alla ripresa, la Bennet fa valere nuovamente il suo gioco ricco di soluzioni e ad Avellino occorrono due triple di Troutman per aprire la scatola lombarda (54 -54 al 30’). Nella frazione finale, si decide tutto all’ultimo minuto. A 32 secondi dalla fine è +4 Cantù: Spinelli commette un’ingenua infrazione di passi che mette la parola fine al match (71-75).

Avellino: Troutman 17, Dean 13, Thomas 12.
Cantù: Mazzarino 20, Micov 14, Green 13.

Ryan Toolson (Benetton Treviso) scarica a canestro. Ciamillo
Ryan Toolson (Benetton Treviso) scarica a canestro

Benetton Treviso – Tercas Teramo 90-71

Dopo quattro sconfitte di fila in campionato, la Benetton ritrova vittoria e fiducia, superando 90-71 la Banca Tercas. La differenza arriva nell’ultimo quarto, dopo una gara equilibrata: Treviso alza l’intensità in difesa e Teramo, a corto di uomini e di energie, è costretta ad arrendersi. Nonostante i tagli recenti (Shaw e Hall) e le difficoltà di classifica, non entra in campo una Banca Tercas dimessa e arrendevole. Anzi, probabilmente Treviso si fa sorprendere dalla verve degli abruzzesi. Zoroski segna e fa segnare, ma la difesa di Capobianco è deboluccia. Non c’è nessuno che riesca a contenere Motiejunas: 10 punti per il lituano nel primo quarto, che termina 25-24. Non cambia molto nel secondo quarto: ritmi blandi, difese poco atletiche. Le due squadre restano incollate: ai canestri di Smith e Nicevic risponde la grinta rabbiosa di Polonara e Boscagin. E così il primo tempo si chiude 46-45. Si riprende e Treviso ancora non riesce a scappare: i veneti, sospinti da Markovic, alzano intensità e ritmo, ma sbagliano tantissimo. Teramo, nonostante abbia gli uomini contati, resiste ancora: 61-55 al 30’. Ma il crollo è imminente, sebbene con tenacia Polonara provi a scuotere i suoi: Capobianco non ha uomini che contengano Smith e Peric, che allargano il divario grazie a difesa, contropiede e giocate spettacolari.

Treviso: Smith 24, Motiejunas 23, Markovic e Nicevic 10.
Teramo: Boscagin 17, Zoroski 14, Polonara 13.

Tourè (Brindisi) si appende al canestro di Caserta. Evangelista
Tourè (Brindisi) si appende al canestro di Caserta

Enel Brindisi – Pepsi Caserta 64-76

Risorge Caserta con una prova tutto cuore, griffata Koszarek (18 punti, 5/5 dal campo, 4 recuperi, 30 valutazione) e Jones, gli uomini che la rialzano dall’inferno in cui era caduta nel terzo periodo, vittima delle solite amnesie. Ma il primo successo stagionale è meritato, perché Caserta ha condotto punteggio e ritmo per oltre 35’, prima grazie alla verve di Di Bella, autore di 7 punti in un inizio di gara equilibrato (18-17), poi con i due stranieri. La sinfonia bianconera è lanciata da Jones (24-17) e rimpolpata dalla panchina. Quando inizia la girandola delle rotazioni, la Pepsi vola. La miccia è Garri, fondamentale a rimbalzo, dove Caserta domina (26-14 all’intervallo), mentre il detonatore è Colussi che con 7 punti firma il +11 (36-25 a 1’30”). Brindisi è poca cosa: paga l’assenza di Dixon, seduto a causa dei falli, la serataccia di Roberson (0/9 dal campo, -16 di valutazione) e un Diawara abulico nei primi 20’. Ma al rientro accade quello che non ti aspetti: la Pepsi soffre di vertigini dopo aver toccato il +11 e l’Enel la castiga. Un parziale di 18-0 tra il 3’ e il 5’ proietta i biancazzurri sul 45-38, con Diawara in un raro momento di formato Nba (10 punti in 90”). È una fiammata che si esaurisce presto, perché Koszarek si riprende il match in mano: 7 punti in un parziale di 10-2 che vale il controsorpasso (48-47). La gragnola di triple nella prima metà dell’ultimo quarto non sposta gli equilibri (60-60 al 36’). Poi Brindisi, squadra corta che ottiene solo 3 punti dalla panchina, esaurisce le sue energie mentre Koszarek e Jones segnano ancora dall’arco, e Di Bella chiude il break di 11-4 che manda al tappeto Brindisi a 1’ dalla sirena (71-64) mentre sugli spalti le due tifoserie vengono a contatto, provocando attimi di tensione e l’intervento delle forze dell’ordine.

Brindisi: Dixon 19, Diawara 17, Touré 15.
Caserta: Koszarek 18, Jones 17, Colussi 11.

tratto da Gazzetta.it

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Milano batte Sassari

DINAMO SASSARI – ARMANI JEANS MILANO 54-69

Dinamo Sassari – White 15, Hunter 15, Devecchi 3, Cittadini, Diener 8, Sacchetti B. 2, Tsaldaris 7, Vanuzzo, Pinton 2, Hubalek 2. All. Sacchetti

Armani Jeans Milano – Mancinelli 9, Maciulis 6, Mordente 6, Finley 20, Jaaber 9, Rocca 12, Melli 4, Petravicius n.e., Ganeto n.e., Nardi, Hawkins 3. All. Bucchi

Vince Milano per 69-54 una delle gare più attese dell’anno dai tifosi della Dinamo. Indubbie e ben visibili differenze di valore tecnico, come peraltro già si sapeva e, dopo un primo quarto sostanzialmente equilibrato, l’Armani piazzava la zampata che le consentiva poi di “vivacchiare” e controllare durante il resto del match.

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Pesaro perde Marco Cusin per infortunio

Marco Cusin classe '85

La Scavolini Siviglia comunica che Marco Cusin, nel corso dell’allenamento di ieri, ha riportato la distorsione alla caviglia sinistra con lesione legamentosa. Il giocatore,quindi, non sara’ in campo a Teramo e domenica prossima, a Pesaro, contro Sassari ,prima di essere nuovamente valutato dallo staff medico della Vuelle.

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Siena ringrazia Lavrinovic La Virtus passa a Caserta

Nei due anticipi della quinta giornata, la Montepaschi si impone a Cantù grazie all’ottima prova del lituano: 24 punti in 23′. L’altro colpo esterno in Campania è di Bologna, che lascia a zero Di Bella e compagni

Erano due gli anticipi del sabato sera, che hanno aperto la quinta giornata di serie A. In attesa di Milano, impegnata domenica a Sassari alle 11.45, Montepaschi Siena e Virtus Bologna raggiungono l’Armani al primo posto in classifica.

Il lituano Lavrinovic, decisivo per Siena a Cantù. Ciam/Cast
Il lituano Lavrinovic, decisivo per Siena a Cantù

Bennet Cantù-Montepaschi Siena 72-75

La Montepaschi torna in cima alla classifica – almeno per una notte – vincendo contro Cantù, fatto che avviene sistematicamente dal dicembre 2004). Non è mancata qualche polemica finale (Stonerook ha cercato di reagire dopo un tifoso lo aveva colpito col cappotto ), in una partita durissima, giocata più sui nervi e sul fisico che sulla tecnica nei concitati minuti finali. Ress è stato protagonista in difesa su Leunen, con il canturino costretto a saltare l’intero secondo tempo per colpa di una distorsione alla caviglia (a rischio l’incontro di martedì in coppa). Sugli scudi il solito Lavrinovic (24 punti in 23′, 7 rimbalzi e 3 recuperi) nelle vesti del solito implacabile terminale offensivo, gli uomini di Pianigiani hanno provato a chiudere la gara nel secondo quarto (dal 22-19 al 22-33) non riuscendo però a sferrare il colpo del k.o. “Rispetto alle precedenti gare abbiamo fatto delle scelte giuste – è il commento di Pianigiani a fine gara – scelte che ci hanno permesso di essere meglio in controllo nel finale di partita. Dopo due gare difficili è sicuramente un buon passo in avanti”. “Non abbiamo rimpianti particolari – commenta il coach canturino Trinchieri – perchè abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre possibilità e forse anche oltre”. Per Trinchieri a fine gara, oltre al rimpianto di non aver bissato l’exploit di Varese, l’amarezza di non aver trovato una serata positiva da tre punti (1/16 di squadra) ma anche la certezza di poter ambire a posizioni nobili della classifica

Cantù: Markoishvili 17, Ortner 16, Green 12.
Siena: Lavrinovic 24, McCalebb 12, Stonerook e Zisis 8.

Winston (Virtus) si alza da tre punti. Ciam/Cast
Winston (Virtus) si alza da tre punti

Pepsi Caserta-Canadian Solar Bologna 63-71

Altra batosta davanti al pubblico amico per la Pepsi che, con questa, porta a cinque la serie di sconfitte consecutive, sette se si contano le due gare contro il Khimki nel preliminare di Eurolega. Tutto sommato era iniziata bene per i padroni di casa, che schierano per la prima volta Williams in quintetto: è proprio il lungo “bulgaro” ad essere continuamente cercato – e trovato – da Bowers e compagni. Per la Virtus è solo Winston a segnare (12 punti nel primo quarto su 21 totali). Nel secondo quarto la Juve trova anche il massimo vantaggio con la tripla di Koszarek al 12’ per il 31-24. La Virtus reagisce con Kemp: tre triple in due minuti riportano la partita in parità (35-35), e al 16’ Homan opera il primo sorpasso ospite (36-37 al 16’). La Pepsi non sfrutta le 11 palle perse dei virtussini e continua a sparacchiare dalla lunga distanza (6/30 totale! ) e dalla lunetta (17/28). Nel terzo quarto si spegne la luce: la Juve segna 19 punti in 20’, di cui solo 6 nell’ultimo quarto. I continui tentativi da fuori, gli errori dalla lunetta condannano la Pepsi, che molla la presa negli ultimi minuti, provocando la rabbia del pubblico. Winston e Amoroso ne approfittano e mettono a segno il colpo decisivo per la Virtus (60-69 al 38’). Finisce tra i fischi e gli applausi ironici all’ultimo canestro della gara, siglato da Ere, che fissa il punteggio sul 63-71. “Il nostro obiettivo era limitare la Pepsi e non farla entusiasmare, ci siamo riusciti” le parole di Lino Lardo. “Abbiamo perso una partita alla quale tenevamo, molto probabilmente anche a causa dei troppi tiri dall’arco” le dichiarazioni di Sacripanti, che non nasconde il momento difficile dei suoi “L’ansia della vittoria ci fa sbagliare anche le cose più semplici”. A fine partita arrivano anche le dimissioni del presidente Caputo, che afferma: ”Se staff e squadra non sono disposti a fare un passo indietro, lo faccio io, e mi dimetto. Chiedo scusa a tutti i tifosi, sono disposto anche a rimborsare l’abbonamento a chi me ne farà personalmente richiesta”.

Caserta: Ere 13, Bowers 12, Williams 10.
Bologna: Winston 22, Kemp 12, Amoroso e Koponen 9.

tratto da Gazzetta.it

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Milano batte Teramo nell’anticipo della prima giornata

Banca Tercas Teramo – Olimpia Armani Jeans Milano 83-89 dts (22-21, 38-39, 59-69, 78-78)

Tercas Teramo: Hall 23, Diener 12, Zoroski 15, Ahern 11, Fletcher 9, Polonara 7, Lulli, Shaw, Boscagin 6, Serafini ne, Martelli ne, Rullo ne. All. Capobianco

Olimpia Armani Jeans Milano: Pecherov 7, Jaaber 3, Hawkins 14, Mancinelli 27, Finley 10, Petravicius 4, Mordente 2, Rocca 14, Maciulis 8, Nardi, Melli ne, Ganeto ne. All. Bucchi

leggi il commento su Gazzetta.it

leggi il commento su Pianetabasket.it

Inizia con un successo all’overtime la stagione della Pallacanestro Olimpia Armani Jeans Milano. Al PalaScapriano i ragazzi di coach Piero Bucchi si impongono per 89-83 dopo un supplementare. Una prima parte di gara caratterizzata dalla grande precisione al tiro da tre punti della squadra di casa, che ha poi concluso con un comunque ottimo 17/30. Per l’Olimpia da segnalare i 27 punti di Stefano Mancinelli, di cui 22 realizzati nella seconda frazione della partita e nell’overtime. Un successo importante che Mancinelli ha così commentato nel dopopartita ai microfoni di SkySport: “Abbiamo giocato un’ottima gara, siamo sempre stati concentrati e siamo riusciti a mantenerci a contatto di Teramo anche nei loro momenti migliori. Sono convinto che quest’anno, sfruttando al meglio le nostre caratteristiche, riusciremo a toglierci delle belle soddisfazioni”. Conquistati i primi due punti della stagione, l’Olimpia Armani Jeans Milano è ora attesa all’esordio in Eurolega: giovedì trasferta a Mosca sul campo del CSKA.

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L’Armani Jeans supera la Canadian Solar Bologna 81-73

ARMANI JEANS MILANOCANADIAN SOLAR BOLOGNA 81-73 (24-17, 45-44; 66-58)

MILANO: Furlanetto 7, Amato 4, Mancinelli 11, Cacace 0, Mordente 7, Rocca 16, Melli 2, Pecherov 16, Ganeto 8, Jaaber 10.

BOLOGNA: Blizzard 12, Poeta 13, Homan 6, Sanikidze 0, Martinoni 11, Werner 1, Gaddefors 0, Kemp 19, Amoroso 2, Person 9.

Nell’amichevole di Cinisello Balsamo, L’Armani Jeans Milano ha avuto ragione della Virtus, in una partita dalle formazioni largamente rimaneggiate. Se per Milano c’erano le assenze annunciate di Hawkins, Finley, Petravicius e Maciulis, i bianconeri non sono stati da meno, e hanno dovuto fare a meno di Winston (ginocchio), Moraschini (spalla) e Gailius (sospetto stiramento al polpaccio), oltre che avere un Sanikidze a mezzo servizio per via della distorsione di sabato sera e l’assenza del solito Koponen. Quindi largo spazio ai giovani, con lo svedese Person che si è particolarmente distinto.
A parte questo, Milano ha sempre fatto la partita, conducendo fino al +12, confermandosi squadra esperta e forte fisicamente. Rocca e Pecherov hanno costretto Homan a tre falli precoci, e i lunghi dell’Olimpia hanno avuto quindi vita abbastanza facile, con 16 punti a testa.
Sulla Virtus, che ha trovato comunque buone cose da Kemp e Poeta, ha di certo pesato il lunghissimo viaggio causa coda in autostrada, oltre che l’allenamento mattutino.

I bianconeri torneranno in campo sabato, nel torneo “Giuseppe Angelico” di Biella. Palla a due ore 18, avversario la Dinamo Sassari.

tratto da Pianeta Basket

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Intervista a Marco Cusin: “Pesaro è una piazza ambiziosa”

“L’obiettivo è migliorare sempre”

Marco Cusin con la maglia della Nazionale

Marco Cusin è stato il colpo di mercato della Scavolini Siviglia Pesaro. Il “centrone” pordenonese vestirà la maglia Vuelle dopo gli ultimi anni trascorsi a Cremona in maglia Vanoli. L’atleta pordenonese un mese fa era stato convocato da Pianigiani come sostituto naturale di Bargnani per le qualificazioni agli Europei in Lituania del 2011, ma ha dovuto abbandonare il ritiro della Nazionale a causa di una fascite plantare al piede destro (l’Italia non ha raggiunto la qualificazione diretta a Eurobasket 2011 ma ha ancora un’opportunità di qualificarsi vincendo l’Additional Round del prossimo anno ndr). Ora, ripreso dallo sfortunato infortunio, Cusin è pronto per iniziare la stagione da protagonista a Pesaro.

Innanzitutto come ti senti? Sto bene, mi sono ripreso abbastanza velocemente per fortuna da questo infortunio, ho iniziato ad allenarmi per raggiungere il massimo della forma.

Quali sono le tue prime impressioni su Pesaro? Per ora ho solo impressioni positive, la società è molto seria, ha alle spalle una tradizione vincente con un pubblico ambizioso. La squadra è molto giovane, devo ancora ambientarmi bene però la società è molto disponibile e fa di tutto per farti sentire “a casa”.

Come ti trovi con l’allenatore? Bene, lo conosco dalla Nazionale (vice-allenatore di Simone Pianigiani ndr) è un’ottima persona prima di tutto e un buon allenatore però è un po’ presto per dare giudizi approfonditi.

Cosa ti aspetti da questo nuovo anno? Sicuramente di continuare la mia crescita personale. Poi gli obiettivi che posso pormi sono di giocare bene, con continuità. Di squadra andare ai playoff e magari vincere il primo turno.

Senti che potrai recitare un ruolo da protagonista? Ma, bisognerà vedere innanzitutto il ruolo che l’allenatore mi affiderà, poi man mano che andrà avanti la stagione ogni giocatore tenterà di ritagliarsi il suo spazio.

Capitolo Nazionale. L’infortunio non ti ha permesso di giocare le Qualificazioni, potevi dare un gran contributo. Come hai visto la squadra in questo torneo? Da come eravamo partiti sono stati molto bravi, nell’ultima partita (vittoria contro Montenegro per 72 a 71 ndr) hanno giocato molto bene e sono migliorato molto rispetto all’inizio quando abbiamo perso le prime due. La squadra può andare molto lontano, l’età media è molto bassa, c’è tanto talento e coach Pianigiani sta svolgendo un ottimo lavoro. Mi dispiace che questo infortunio mi abbia tenuto fuori, volevo dare il mio contributo alla Nazionale, purtroppo è andata diversamente.

Il prossimo anno all’Additional Round con un tuo rientro e quello di Gallinari dove può arrivare questa Nazionale? Per quanto riguarda la mia situazione so che devo guadagnarmi il posto in squadra, quindi cercherò di fare un buon anno per raggiungere la convocazione. Ora è presto per parlare di dove si può arrivare, bisogna vedere in che girone capireremo all’Addiotional Round però per quello che ha dimostrato, questa Nazionale può tranquillamente andare agli Europei e anche arrivare fra le prime 3 secondo me.

Alessandro Mecchia

articolo tratto da “Il Popolo” del 05 settembre 2010

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