Alla prima da avversario a Cleveland contro la sua ex squadra, segna 38 punti e trascina Miami al successo (118-90). I fan lo contestano per tutta la gara, lui risponde con una prestazione maiuscola. Phoenix supera i Warriors, al nono k.o. nelle ultime 11 gare
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- LeBron James ha realizzato a Cleveland 38 punti, suo record stagionale
LeBron James batte i fischi di Cleveland e alla prima da avversario dei Cavaliers trascina Miami alla vittoria segnando 38 punti, la sua miglior performance stagionale. Phoenix si sbarazza di Golden State, alla nona sconfitta nelle ultime 11 gare.
Cleveland Cavaliers-Miami Heat 90-118
Una valanga di fischi, la miglior prestazione stagionale e una vittoria. Alla prima da avversario in quella che era la sua Cleveland, LeBron James sfodera una gara da Mvp, abbattendosi con 38 punti sui Cavaliers, la sua ex squadra (7 vinte-11 perse in stagione), e regalando agli Heat (12-8), il team a cui dal 9 luglio “ha portato il suo talento”, il terzo successo consecutivo. Fischiato e sbeffeggiato durante tutta la gara, LeBron ha trascorso l’ultimo quarto in panchina, circondato dai poliziotti chiamati per garantire la sicurezza del nuovo nemico numero 1 della città. Ma non ce n’è stato bisogno, visto che la Quicken Loans Arena, l’ex regno di LeBron, si è limitata ad insulti e cori di scherno, come “Akron (la città Natale del due volte Mvp in carica, ndr) ti odia” udito durante una gita in lunetta. “Non ho niente di personale contro questi tifosi e mai l’avrò – ha detto James, che nel solo terzo quarto ha messo insieme 24 punti -. Era una partita di basket. Non sono deluso per i fischi, in fondo erano qui per fare il tifo per la loro squadra. Non posso dire niente di brutto su questi tifosi. Dalla stagione prima che io arrivassi, chiusa con 17 vittorie, siamo cresciuti fino alle ultime due stagioni, quando abbiamo avuto la miglior squadra della lega durante la regular season. Capisco la loro frustrazione. Io stesso ero frustrato perché non abbiamo ottenuto quello che volevamo.
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- “Traditore”, dedicato a LeBron James
Ma auguro il meglio a questa organizzazione e a questi tifosi, che sono i migliori”. Nonostante la bordata di fischi che lo ha accompagnato ad ogni tocco di palla, James è riuscito a guidare i suoi ad un successo netto grazie all’aiuto di Dwyane Wade (a un rimbalzo e un assist dalla tripla doppia) e di una squadra che ha chiuso col 57% dal campo, tenuto gli avversari al 36% e vinto 43-35 la sfida a rimbalzo. La gara prende la strada di Miami nel primo quarto, quando James con 8 punti alimenta il 16-0 degli Heat, che chiudono il parziale sul 31-23. Sessions riporta Cleveland a distanza ravvicinata (36-31) a 8’20” dal riposo, ma gli ospiti rispondono con un nuovo break che li porta prima sul 50-35 e poi negli spogliatoi avanti 59-40 con gli avversari tenuti al 28% dal campo. James si scatena nel terzo quarto, e con 24 punti regala a Miami un vantaggio talmente rassicurante (95-65) che coach Spoelstra lo tiene in panchina per quel che resta della gara. LeBron osserva gli Heat allungare sul 102-75 a 7’14” dalla fine, poi Spoelstra richiama in panchina anche Wade e Bosh e le riserve fanno il resto. Per LeBron il ritorno in quello che una volta era il suo regno non è stato certo un incubo.
Cleveland: Gibson 21 (2/8 da due, 4/6 da tre, 5/7 tiri liberi), M. Williams 11, Jamison 11, Sessions 11. Rimbalzi: Varejao 8. Assist: Sessions 7
Miami: James 38 (13/18, 2/7, 6/9 tl), Wade 22, Jones 18. Rimbalzi: Wade 9. Assist: Wade 9
Golden State Warriors-Phoenix Suns 101-107
I punti di Jason Richardson e Grant Hill (59 in due), gli assist di Steve Nash, una serata col 54,8% al tiro e la precisione quasi assoluta (21/22) dalla lunetta. Così Phoenix (9-9) riesce ad imporsi in casa di Golden State (8-11) e a conquistare la seconda vittoria nelle ultime tre esibizioni. Ai Warrios non sono bastati i 38 punti di Monta Ellis, in campo per tutti i 48’ per la seconda volta in stagione, per evitare la nona sconfitta nelle ultime 11 partite. Hill e Richardson fanno male fin dal primo quarto, Nash sforna la metà dei suoi assist totali in meno di 9’ ma Phoenix riesce a scappare solo negli ultimi 4’, con un 9-0 che vale il 31-20 alla prima sirena. Golden State però non molla: grazie ai punti di Ellis (11 nel secondo quarto), riesce più volte a tornare a -5 contro le riserve dei Suns; poi, quando in campo si rivedono i titolari, il divario si accorcia fino a due soli punti (46-44 a 1’41” dalla fine), anche se gli ospiti riescono ad andare al riposo avanti 52-49.
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- Steve Nash in azione
Phoenix costruisce un vantaggio di 9 punti (66-57) a 7’19” dalla terza sirena, ma Golden State agguanta la parità con un break ispirato da 7 punti di Ellis e il match resta equilibrato, anche se sono sempre i Suns a trovarsi in vantaggio alla sirena (75-72). Dragic con 5 punti e due assist ispira il 9-2 che fa volare gli ospiti sull’84-74 a 9’28” dalla fine, poi Dudley li trascina sul 93-79 quando restano 6’53” da giocare. Ellis suona la carica e riporta Golden State a distanza (95-92) a 3’40” dalla fine: i Warriors però non riescono a ricucire, e Phoenix con un 10/10 dalla lunetta tiene il risultato al sicuro.
Golden State: Ellis 38 (13/22, 3/5, 3/7 tl), Lee 25, Wright 10. Rimbalzi: Wright 10. Assist: Curry 7, Ellis 7, Wright 7
Phoenix: Richardson 25 (7/11, 3/4, 2/2 tl), Hill 24, Nash 13. Rimbalzi: Frye 10. Assist: Nash 16












