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Milano troppo imprecisa. Cantù è già al match point

La Bennet supera l’Armani Jeans 70-64 e si porta sul 2-0 nella semifinale scudetto, mantenendo inviolato il Pianella. Ora la serie si sposta a Milano

Hawkins attacca Micov in penetrazione. Ciam/Cast
Hawkins attacca Micov in penetrazione

Cantù va 2-0, batte Milano 70-64 in gara-2 della semifinale scudetto dopo una sfida controllata per tre quarti ma poi rimessa in discussione dalla grande difesa di Milano, che concede 12 punti nell’ultimo quarto (e 25 nella ripresa) agli avversari. Alla fine, quando Lynn Greer riporta la AJ dal -15 del 26’ al -3 (64-61) e Cantù non riesce più a segnare, la differenza la fa la lunetta: 11/13 Cantù nella ripresa, 10/21 Milano con un sanguinoso 2/9 di Rocca.

CON ORTNER — Trinchieri lascia Tabù in tribuna per Ortner, un piccolo per un lungo. Milano cambia le marcature rispetto a gara-1, usa Jaaber su Mazzarino, Hawkins su Green e Karl su Micov. Da questa miscela di decisioni nate a tavolino, nasce un primo quarto equilibrato (22-19) dove le 6 palle recuperate di Milano, molto attiva con Mancinelli (4 recuperi), compensano l’1/8 da tre permettendo 5 tiri in più rispetto alla Bennet. Senza Tabu, arriva il momento di utilizzare Micov anche come regista, situazione alla quale Milano si adegua con un quintettone con Mancio ala piccola. Sbagliato, perché così va a marcare proprio Micov che riesce a portar palla contro un pari ruolo. Palla che gira come un flipper e trova due volte Leunen perso da Pecherov oltre la linea da tre punti nel primo vero allungo canturino (39-27). La Bennet tocca anche +14 in un primo tempo segnato dall’1/10 da tre della AJ, con un Greer produttivo (8 punti nel 2° quarto) e niente più. Mazzarino a Leunen vanno al riposo con un 6/8 complessivo nelle triple, altra musica.

ALLUNGO E RECUPERO — Milano va con due play nella ripresa, soprattutto coinvolge Eze in attacco. Ma due svarioni difensivi vengono puniti mirabilmente da Micov, e Cantù tiene, anzi allunga con un gioco da tre punti di Scekic (53-38). I lunghi della Bennet sono carichi di falli, dimostrando che Trinchieri ha fatto bene a portarne uno in più anche se poi va in affanno sul pressing milanese. Rocca produce solo 2 punti da 6 viaggi in lunetta, Mian impreziosisce con una tripla i minuti di riposo dati a Mazzarino, e Cantù si trova ancora a +9 al 30’, dopo un terzo quarto in cui per la prima volta perde un po’ il controllo della situazione e non segna più con continuità. Greer guida l’AJ a modo suo, ma crea movimento che la difesa di Cantù stavolta non è pronta a neutralizzare. Peterson protesta forte con gli arbitri, per la prima volta da quando è rientrato.

BRUTTI ATTACCHI — Mancinelli riporta Milano a -5 (60-55 a 6’12″ dalla fine) ma mentre la difesa funziona benissimo (Jaaber annulla Mazzarino, un solo tiro, sbagliato, nella ripresa, Mancinelli Leunen), gli attacchi che possono mettere la Bennet con le spalle al muro sono giocati male. La differenza rispetto ad altre occasioni è che Milano sopravvive ai suoi errori senza mollare mai. Cantù spara dei tiracci al 24″ senza aver costruito nulla, dal 32’ segna solo dalla lunetta. Ma sull’ultima azione del possibile aggancio (-40″, 66-61) Hawkins spara una tripla che non prende neanche il ferro. Poi la processione in lunetta mette Cantù con un piede in finale. Ma la reazione difensiva di Milano dà all’AJ una speranza per le gare casalinghe.

Cantù: Mazzarino 13, Leunen 12, Micov, Scekic 11.
Milano: Greer 15, Rocca 12, Eze 8.

tratto da gazzetta.it

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Semifinale gara-1, Cantù c’è. Milano soffocata: 48 punti!

La Bennet vince 62-48 sull’Armani dopo una gara tatticamente perfetta e con una elevata qualità di gioco. Ottima la difesa della squadra di Trinchieri. Mazzarino leader dei suoi con 16 punti, bene anche Mike Green con 5 assist

Cantù vince gara-1 delle semifinali scudetto 62-48 dopo una gara dominata per qualità di pallacanestro (15 assist su 23 canestri fatti), anche se non ad alto punteggio per i tanti buoni tiri sbagliati. L’AJ tocca a malapena i 48 punti, peggior prestazione stagionale (59 il precedente minimo) riesce a stare incollata alla gara fino al 32’ (48-43) ma poi schianta. Oltre al solito Mazzarino, ottimo Green, 5 assist, e, in generale, la squadra.

cantù di gruppo - Milano attacca solo con le individualità di Hawkins e Greer. Cantù sciorina subito grande pallacanestro, sale 11-2, subisce un 7-0 firmato da Greer (Jaaber esce alla prima azione per un colpo alla mano, ma rientra al 7’), poi incanta con un 11-0 (22-9) costruito su passaggi illuminanti e tiri ad alta percentuale. Il primo quarto è impietoso per Milano (la valutazione statistica, che dà la fotografia della qualità del gioco, dice 35-7 per la Bennet), l’unico sassolino nell’ingranaggio perfetto di Trinchieri sono gli errori al tiro di Leunen che non permettono alla sua squadra di dilagare. Altro problemino, quando Mazzarino si prende 4’ di riposo, Cantù non fa un punto mentre Pecherov, con 7 punti in 7’, dimezza lo svantaggio della AJ (26-21). Torna Nicholas, su cui si alternano Karl, Hawkins, Mordente e Jaaber, e per tre azioni consecutive Green è il mandante dei canestri che riportano lontano Cantù (34-23). Eppure, ancora una volta, quando la qualità del gioco vota Bennet, la superiorità fisica di Milano con Hawkins e Pecherov e il dominio a rimbalzo ribaltano un destino tatticamente segnato. All’intervallo (34-29), Hawkins è a quota 9 con Mazzarino (3/5 da 3) ma il 2/8 di Leunen pesa.

Micov in entrata fra Kobe Karl e Benjamin Eze. Ciam-Cast
Micov in entrata fra Kobe Karl e Benjamin Eze

hawkins ricuce — Il Falco di Milano però è colpevole dell’ottima uscita dagli spogliatoi della Bennet: è lui che marca due volte Micov che gli sdottora in faccia sotto canestro, è lui in ritardo sulla tripla di Mazzarino (41-31). Peterson va con Jaaber e Greer assieme, per segnare un pochino anche senza Hawkins ma non funziona (2 punti nei primi 5’40″ della ripresa, 43-31), e soffre a rimbalzo. In compenso, Cantù costruisce tanti buoni tiri ma li sbaglia e, come accade sempre in questi casi, comincia ad andare in affanno (4/16 al tiro nel terzo quarto) permettendo il recupero avversario con triplone di Mordente che apre l’8-0 AJ (45-42). Un capolavoro di Green ferma l’emorragia, una fesseria difensiva di Mancinelli viene punita da Scekic (che poi va a prendere un rimbalzo offensivo vitale), una penetrazione di Mazzarino sul cambio di Pecherov fa decollare di nuovo Cantù (58-46) fino alla tripla di Markoishvili 1’27″ dalla fine che rimette le giuste distanze viste in campo (61-46). Mercoledì gara-2: dopo gara-1, non si intravede un solo motivo perché debba finire diversamente. Marcatori

Cantù: Mazzarino 16, Green 10, Micov 8.
Milano: Greer e Hawkins 12, Pecherov 7

tratto da gazzetta.it

 

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Cantù è già in semifinale. Milano dilaga a Sassari

La Bennet batte Varese in gara-3 dei quarti e chiude la serie sul 3-0, trascinata da un ottimo Leunen. L’Armani si porta sul 2-1 con il successo in Sardegna per 91-72: la squadra di Peterson è trascinata da un grande Pecherov

La Bennet Cantù è la prima semifinalista dei play-off scudetto ,dove attende la vincente della serie tra Milano e Sassari. L’Armani vince a sassari e ribalta le sorti della serie

Cimberio Varese-Bennet Cantù 69-75

Cantù trova in Leunen un leader offensivo ad alto profilo (6/7 nelle triple, 24 di valutazione) e con una superprestazione del suo lungo Usa, glaciale nel bucare la retina avversaria in ognuna delle situazioni chiave di gara 3, si guadagna di slancio e con autorevolezza le semifinali. In una serata in cui la Cimberio ha pagato dazio a un attacco insufficiente con pessime percentuali dal perimetro, coach Trinchieri può essere soddisfatto anche della preferenza accordata a Scekic: l’ala forte serba, chiamata per scelta tecnica a sostituire Ortner, ha infatti garantito ulteriore sostanza al gioco interno della Bennet con una prova perfetta al tiro (5/5 da due e 1/1 da tre). La cronaca dice che, dopo che un grande sforzo iniziale di Varese con tre palle recuperate di fila per l’unico vantaggio interno sul 4-0 al 2’, è l’implacabile Leunen a sbloccare Cantù con 3 triple di fila. Anche Green sale in cattedra (6/8 al tiro e 6 rimbalzi oltre a 8 falli subiti) e con sue percussioni completa un parziale di 13-0 che mette subito in chiaro come Cantù sia scesa sul parquet di Masnago con la voglia legittimare il suo ruolo di vera sfidante al trono di Siena. Recalcati propone una zona 2-3, che però non limita un quintetto avversario capace di andare all’intervallo lungo con il 57% dal campo contro i soli 13 canestri su 29 tentativi (45%) dei padroni di casa, mai veramente in grado di mettere a repentaglio la leadership brianzola. Anche quando il grande sforzo di Goss, l’unico puntuale a trovare la via del canestro (8/14, 4 assist e 33 di valutazione), riporta in avvio di ripresa la Cimberio sul -2 (33-35 al 21’), Leunen sa sempre respingere l’assalto e di nuovo con Green un altro parziale di 7-0 (33-42 al 26’30”). Recalcati ripropone allora Slay (solo 6 di valutazione con 4 palle perse), ma la Cimberio non dà mai la sensazione di poter cambiare l’inerzia del derby, nonostante un avvicinamento propiziato dalla reattività di Talts (3 stoppate per il centro estone). E anche quando Slay con una conclusione ravvicinata ripropone il -1 sul tabellone (51-52 al 33’), Mazzarino e il solito, infallibile Leunen legittimano il successo brianzolo con un nuovo contro parziale di 6-0 (51-58 al 34’). Alla Cimberio resta la bontà di una stagione che, soprattutto nella sua seconda parte dopo l’innesto di Stipcevic, ha regalato ampie soddisfazioni agli appassionati biancorossi, testimoniate dall’applauso che al 40’ ha salutato il quintetto varesino. (Antonio Franzi)

Varese: Goss 26, Slay 13, Talts 9
Cantù: Luenen 19, Green 19, Scekic15

David Hawkins , 18 punti. Ciamillo
David Hawkins , 18 punti

Sassari-Armani Jeans Milano 72-91

L’Armani Jeans Milano, trascinata da un grande Pecherov, sbanca il PalaSerradimigni per 72-91, ribalta la situazione ed ora guida per 2-1 la serie dei quarti playoff scudetto. Impressionante tutto esaurito in piazzale Segni. Si parte con il ricordo del team manager biancoblu Mimì Anselmi, Peterson sceglie Pecherov e tiene fuori Petravicius, Sacchetti schiera Diener dal primo minuto dopo due gare di stop. White apre la sfida dai 6.75, la risposta è di Hawkins in fotocopia, sotto i tabelloni è già battaglia, è 0/2 di Eze, Devecchi è mastino su Karl con l’appoggio di Devecchi è 6-6, la sua tripla vale il +3. Plisnic e Eze, al secondo fallo, tornano in panca, Hunter fa la voce grossa e allunga (13-9), dalla panchina esce il “problem solver” Rocca, il gioco da tre punti di White manda Peterson al minuto: l’Olimpia sbaglia tanto e segna solo dalla lunga. Mancinelli per il primo canestro biancorosso dal campo, Pinton dà fiato a Diener, Mordente è un problema da risolvere, colpisce per due volte da tre (3/3 nei primi 10’) e l’Armani torna a portata d’aggancio: 19-17. Alla prima sirena è 19 pari. Zona Dinamo, Pecherov in campo , Ala-Diener realizza dalla lunga, il terzo fallo rimanda Eze in panchina. Mason Rocca è produttiva arma da parquet (25-24), poi anche per lui è terza infrazione, e Peterson lo tiene fuori dalla mischia. Risveglio di Pecherov, schiacciata, tripla, ribaltata e liberi (33-33). Ritmi elevati, scarti ridotti, match aperto. Hunter dominante a rimbalzo (8in 18’) Plisnic risponde allo zar (38-35), Devecchi per la volata, all’intervallo lungo è 43-37 per i padroni di casa. Pecherov è la chiave del quintetto Armani, White si fa male alla mano, Hawkins scrive il -1 sul tabellone e realizza per il vantaggio ospite (48-49). Milano prende fiducia e scappa: la tripla di Mancinelli chiude il parziale da 9-0, Sacchetti ci parla su. L’Armani cementa il vantaggio con Hawkins (54-62), la Dinamo stringe i denti, va a zona e resta in scia. Hunter ringhia sotto, Tsaldaris è iceman in lunetta e l’ultimo sipario si apre sul 63-66. Accelerazione di Mordente (63-70), bolgia sugli spalti, Milano a gestire il vantaggio, la Dinamo ad inseguire. Il 2+1 di Hawkins a meno 5’ è fardello pesante (67-78), lo sforzo biancoblu è massimo ma la stanchezza è tanta. Vince Milano, 72-91, martedì si replica in una gara4 già decisiva per la serie. (Giovanni Dessole)

Sassari: Hunter 18, Devecchi 15, Tsaldaris 13
Milano: Pecherov 20, Hawkins 18, Mordente 15

tratto da gazzetta.it

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Milano ritorna in corsa. Cantù fatica ma allunga

L’Armani liquida 73-63 Sassari in gara-2 dimenticando lo scivolone della prima sfida. La Bennet soffre con la Cimberio, ma riesce a imporsi 67-64 e a volare sul 2-0 nella serie

Cantù e Milano esultano dopo le prime due gara-2 dei quarti dei playoff. L’Armani pareggia la serie con Sassari, la Bennet vola sul 2-0 in quella con Varese.

Armani Jeans Milano-Sassari 73-63 (serie 1-1)

Gli incubi si ripetono, ma non sempre. L’Olimpia evita una seconda disfatta casalinga in avvio di playoff, impatta la serie e ora vola in Sardegna, contro un’avversaria che si è abituata a trasformare i sogni in realtà, dove dovrà vincere almeno una delle prossime due partite per evitare la più clamorosa eliminazione nella storia dei playoff. Al Forum l’ambiente non è proprio quello delle grandi occasioni: 2490 presenti (molti al seguito di Sassari), con la città che – in quella che potrebbe essere l’ultima esibizione stagionale casalinga – ha tradito una squadra che non ha mai saputo farsi amare e che ben di rado ha incarnato il celebre “sputare sangue” predicato da Dan Peterson. Una vera sconfitta prima ancora della palla a due iniziale, qualcosa che a prescindere dai risultati del campo deve indurre il progetto Armani a meditare se la strada percorsa è quella corretta. Peterson parte con Karl in quintetto per provare a muovere meglio la palla e nel turnover degli europei preferisce Pecherov a Petravicius; Sacchetti deve fare i conti con Diener ancora in naftalina per i guai alla schiena che lo avevano tenuto ai box in gara-1. Inizio freddo (0-0 al 3’), poi l’AJ con un paio di contropiedi si sblocca e Mancinelli la lancia sul 10-1. Sassari parte con 0/8 al tiro, 4/8 dalla lunetta e 6 perse: sembra una serata da incubo e Pecherov la rende subito peggiore con 5 punti appena entrato per il 18-4 che diventa 22-4 a fine primo quarto. Senza segnare dalla distanza (0/6) la Dinamo può andare poco lontano, ma l’abitudine a giocare tutti i palloni con la massima concentrazione paga sempre e dal -15 riesce a rientrare sul 26-16 presidiando meglio l’area difensiva. Chi ha una sua maledizione personale è Plisnic, generoso e meritevole in campo ma osceno al tiro: 0/10 tra gara-1 e i primi 18 minuti di gara-2 e l’incubo degli artigili di Eze che probabilmente gli rovinerà le notti di primavera. Quando il serbo si sblocca e White accende i motori allora c’è partita: 36-28 all’intervallo. Se possibile l’avvio di ripresa è ancora più brutto di quello del primo tempo e nel deserto tecnico vola il falco Hawkins che prova a sfruttare il suo clamoroso vantaggio fisico e atletico sul malcapitato Tsaldaris. Plisnic ha scaldato la mano e non si ferma più: ai rimbalzi unisce le triple e White dalla lunetta accorcia sul 42-38. L’AJ alza l’intensità difensiva, la Dinamo paga un po’ dazio e a fine terzo periodo siamo 50-43 con troppe palle perse su entrambi i fronti e un certo abuso del tiro da fuori. Per quattro volte Sassari sbaglia il tiro per tornare a un possesso da Milano, ma quello che la sorte aveva concesso mercoledì le viene tolto ora. Ed è una tripla di Mancinelli, sempre più la vera anima della squadra e a un passo dal rinnovo con l’Olimpia per la prossima stagione, sigla il 61-53. La Dinamo reagisce ancora e ancora Mancinelli con altri due canestri dalla lunga distanza chiude i conti. Questa volta l’Armani Jeans esce indenne dal Forum, ma a Sassari e con Diener in campo non basterà la forza d’urto di un organico monstre.

Milano: Hawkins 17, Mancinelli 17, Greer 12
Sassari: Plisnic 18, White 16, Hunter 11, Sacchetti 11

Nicolas Mazzarino, 19 punti di media nei playoff. Ciam/Cast
Nicolas Mazzarino, 19 punti di media nei playoff

Bennet Cantù-Cimberio Varese 67-64 (serie 2-0)

Quattro punti consecutivi di Jonathan Tabu, gli unici della sua partita, nell’ultimo minuto della gara consegnano alla Bennet un successo molto, ma molto contestato dalla dirigenza varesina. Polemiche, da sempre il sale dei playoff, che nel dopo gara scatenano le ire di Vescovi per un canestro “ballerino”. Polemiche che mettono in secondo piano una Cimberio letteralmente trasformata rispetto a gara-1, determinata sulle palle vaganti (18 recuperi), brava nella metà campo avversaria nel trovare per lunghi periodi l’uomo giusto per fare canestro, bravissima nella propria nell’isolare dal gioco quasi tutte le guardie canturine. Escluso un monumentale Mazzarino (4/4 da 2, 3/5 da 3) “Assolutamente fantastico – il commento di Trinchieri a fine gara – ma questo lo sapevamo già”. Per la Cimberio, (“Dopo la brutta prestazione di gara-1 abbiamo dimostrato di essere dentro i playoff” chiosa un tranquillo Recalcati) avanti nel punteggio in più di un’occasione in una gara dal punteggio elastico, un punto di partenza in una partita che domenica potrebbe essere senza ritorno:”Adesso abbiamo due gare a casa nostra. Cantù per superare la serie, deve dimostrare di essere superiore a noi”.

Cantù: Mazzarino 24, Micov 14, Leunen 11
Varese: Kangur 13, Slay 12, Goss 11

tratto da gazzetta.it

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Sassari sbanca Milano Cantù travolge Varese

Parte la volata scudetto: l’AJ soffre la Dinamo che passa sulla sirena: 70-71. Senza storia l’altra sfida

Guarda qui gli Highlights della partita

Comincia con due risultati per niente scontati la serie dei playoff di serie A: la Dinamo Sassari passa a Milano 71-70, mentre Cantù passeggia con Varese 78-53. Nemmeno il tempo di rifiatare: gara-2 è tra quarantotto ore.

AJ Milano-Sassari 70-71

Una pagina di storia dei playoff è già stata riscritta. La Cenerentola Sassari si trasforma in splendida principessa e vince il primo round dei quarti di finale al cospetto di un’indecifrabile AJ. La formazione di Meo Sacchetti una volta di più si conferma degna di un monumento per come ha interpretato nel corso di tutta la stagione la sua avventura da matricola del campionato e il successo del Forum è la ciliegina sulla torta, ma non la fine di una corsa commovente. La Dinamo si presenta con tanti tifosi, ma senza Travis Diener che non ha recuperato da un guaio alla schiena. L’Olimpia presenta Karl, ma deve rinunciare oltre che a Maciulis anche a Pecherov per turnover.

Peterson prima della partita ricordava la sindrome da inizio playoff, quasi a volere esorcizzare il pronostico nettamente a favore di Milano: bastano infatti pochi minuti per capire che senza Diener l’attacco alla difesa schierata di Sassari è perlomeno difficile.
Alessandro Cittadini difende su Jaaber. Ciam/Cast
Alessandro Cittadini difende su Jaaber

Hawkins, con il nuovo taglio di capelli a spazzola, e Mancinelli allungano sul 12-6 al 6’ e subito dopo c’è spazio anche per Karl, il cui agonismo tende subito a sconfinare nella foga. A fine primo quarto siamo 16-12, con a Dinamo che vive quasi esclusivamente su White e Hunter. Quanto alla festa isolana si aggiunge con anche capitan Vanuzzo, ex che a Milano venne sbolognato con poco riguardo, la Dinamo scatta avanti (19-18). L’AJ balbetta dalla distanza (1/7) e con la panchina (Cittadini e Sacchetti Jr) Sassari allunga 26-22 dopo 15’. Milano non fa quasi mai canestro (2/12 tra l’11’ e il 17’) e ancora Sacchetti dalla distanza fa il break (23-31) mentre dalle tribune fiocca anche qualche fischio. A cavare un po’ d’impaccio i lombardi sono Jaaber e Hawkins che con il loro dirompente atletismo provano ad attaccare il tabellone con regolarità e combinano per 20 punti nel 34-35 all’intervallo.

Ci si aspetta l’urto AJ dopo il riposo invece è Eze a tenere a galla l’Olimpia per qualche minuto. Hunter e White perdono un po’ il filo del discorso e quando Milano riesce a correre trova un 10-0 per il 46-38 dopo 26’. Karl accende il Forum (in parterre anche Matri) con un paio di triple e una stoppata e c’è molto di suo nel vantaggio 53-44 al 28’. Sembra aprirsi un’autostrada, ma di colpo riecco White con una giocata da 4 (libero, rimbalzo offensivo e canestro con libero supplementare) e due tiri pesanti di Pinton che tengono il match più vivo che mai (56-54) a fine terzo quarto. Con 6 minuti da giocare regna ancora l’equilibrio (62-59), poi – con Hunter in difficoltà manifesta – Eze allarga il margine a 7 lunghezze, Il lungo statunitense della Dinamo reagisce e al 38’ siamo 68-66 e l’AJ si affida al cuore di Mancinelli che però esce per falli prima del rush finale. Sul 69-67 Sassari potrebbe sorpassare, ma c’è fallo in attacco di Hunter. Milano spreca due attacchi e White la punisce impattando a 35 secondi. Attacco sciagurato dell’AJ e palla persa: a 5” dalla fine fallo di Jaaber su Pinton che fa 2/2 dalla lunetta e da carneade diventa eroe. Hawkins si procaccia un dubbio fallo di White ma dalla lunetta sbaglia il primo, e come un perfetto suicida, segna il secondo impedendo il rimbalzo del potenziale pareggio. Sassari festeggia, i miracoli continuano e venerdì al Forum tutta la pressione sarà sull’Olimpia.

Milano: Jaaber 18, Hawkins 13, Eze 12
Sassari: White 16, Hunter 12, Pinton 11

 Markoishvili festeggia con Mian. Ciam/Cast
Markoishvili festeggia con Mian

Cantù-Varese 78-53

La Bennet archivia gara-1 con una vittoria nettissima su una Cimberio che recupera rispetto all’ultima gara della stagione regolare sia Slay (2/8 da due, 072 da tre) che Kangur (1/5). Alla formazione di casa, ‘tarantolata’ in difesa (17 recuperi), determinata in attacco (18/37 da due, 8/12 da tre), solida a rimbalzo (41-29 il computo) va il merito di aver da subito messo le mani sulla gara (23-6 all’8′) togliendo dalla partita Goss, l’uomo che più aveva preoccupato Trinchieri domenica scorsa: “Abbiamo toccato con mano che cosa succede quando quello che doveva essere un nostro punto fermo, e mi riferisco alla lotta a rimbalzo, non frutta nulla di concreto. Se non riusciamo a giocare alla pari con Cantù sotto le plance diventa difficile ridurre i gap che separa le due squadre”. E’ una disanima serena quella di Charlie Recalcati e, “anche se tra 48 ore sarà tutta un’altra partita” la voglia di riscatto varesina (12/29 da 2, 7/29 da tre) è un fuoco che cova sotto la cenere. Lo sa bene Trinchieri che a fine gara getta acqua sul fuoco, cercando di spegnere gli entusiasmi: “Erano mesi che volevamo giocare così. Ma adesso si resetta tutto. Ricordando però che tutto nasce dalla difesa, da quel modo di difendere che abbiamo messo in campo oggi. Ecco, se difendiamo bene, se facciamo fare all’attacco avversario quello che noi vogliamo, allora siamo pronti. Ma, lo ripeto, questa gara è già in archivio. Mi aspetto una Varese diversa e magari qualche ‘magata’ del Chiarlie…… Noi dobbiamo essere pronti”. Perchè è davvero difficile che la Cimberio, seppur incerottata, non provi a sbancare Cantù. Del resto basta aspettare solo 48 ore…

Cantù: Micov 14, Mazzarino 14,Markoishvili e Leunen 11
Varese: Stipcevic 14, Serapinas 9, Goss 6.

tratto da gazzetta.it

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Cantù resta al secondo posto. Montegranaro cede nel finale

I brianzoli con un grande ultimo quarto vincono 67-56 e si portano a meno quattro dalla capolista Siena, che però ha due partite in meno

Markoishvili (Cantù) conclude da sotto di destro. Ciam/Cast
Markoishvili (Cantù) conclude da sotto di destro

Altra vittoria casalinga di Cantù, che ha ragione di Montegranaro dopo una partita combattuta in cui non sono mancati i colpi di scena. Partenza sprint dei padroni di casa trascinati da Leunen che prende rimbalzi, intercetta palloni in area e segna dal perimetro. Montegranaro è in affanno: Cinciarini e Cavaliero non sono in giornata, Pillastrini fa girare tutti i suoi nel tentativo di trovare il quintetto vincente. Ne approfittano Green e Mazzarino: sono loro le triple che portano Cantù sopra di 13 punti al suono della prima sirena. Il secondo quarto si apre con Markoishvili che segna da tre e viene servito in area per un tiro facile, 5 punti che mettono ancora più distanza dagli avversari (25-9 al 13′).

TIRA E MOLLA — A questo punto Montegranaro intensifica la difesa e confeziona un mini break di 7-10 che pare riaprire i giochi. Ma Cantù riprende il controllo e si porta di nuovo a +13 a un minuto dalla fine del primo tempo. Nuova reazione di Montegranaro e all’intervallo è + 8 per i padroni di casa. È tutta un’altra Montegranaro quella che entra in campo nel secondo tempo e la squadra di casa subisce un parziale di 14-0. La Fabi è caldissima e Cantù riesce a stare a galla con la tripla di Leunen e il contropiede di Mazzarino. La terza frazione si chiude con 8-17 di parziale. Nell’ultimo quarto Cantù restituisce la pariglia con un 15-0 di parziale, che mette un’ipoteca sulla vittoria. Cantù amministra in scioltezza fino al fischio finale e, in attesa dell’impegno di Milano di domenica, resta al secondo posto da sola a meno quattro da Siena, anche se la Montepaschi, che non giocherà in questo fine settimana, ha dua partite in meno.

tratto da gazzetta.it

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Cantù regola Caserta. Treviso, blitz a Pesaro

Anticipi di serie A: la Bennet batte la Pepsi 87-76 con sei uomini in doppia cifra. La Scavolini cede in casa alla Benetton, 65-71 ed esce dal campo fra i fischi

Brian Skinner, a duello contro Lydeka. Ciam-Cast
Brian Skinner, a duello contro Lydeka

Nei due anticipi del sabato della ventidiuesima giornata di serie A, Cantù supera Caserta 87-76 con una grande prova di squadra sottolineata dai sei uomini in doppia cifra (Micov 17, Mazzarino 14). Pesaro, invece deve cedere in casa a Treviso, 65-71: ottima la prova di Smith e Peric, per la squadra veneta, autori, rispettivamente di 18 e 12 punti.

Scavolini Pesaro-Benetton Treviso 65-71

La Benetton sbanca Pesaro e si prepara per i quarti di finale di Eurocup, da mercoledì. Una giornata stortissima per Hackett – ex di turno – e compagni, che non hanno regalato un compleanno felice allo sponsor-socio Sauro Bianchetti. C’ era da ritrovare il ritmo perso per la sosta, e non è bastata una partita intera. La Vuelle è uscita tra i fischi. All’Adriatic Arena c’erano numerosi osservatori Nba per Motiejunas e Melli: Loize Milosavljevic, Mark Crow e l’assistente general manager David Penaergraft degli Atlanta Hawks, il presidente Ernie Grunfeld degli Washington Wizard, Bryan Colangelo, g.m. dei Toronto Raptors. La Benetton è ancora senza Nicevic, risulta comunque più alta e atletica dell’avversaria. In campo però non ci si diverte: 6-6 dopo 6’, le due squadre spiccano per gli errori. Polveri bagnate per un primo quarto in tono minore. Pesaro tira 0/8 da tre nel primo quarto e perde Aleksandrov per infortunio alla caviglia, Treviso si ferma a 0/3. E’ l’ anti-spettacolo, la Benetton guida di misura: 15-22. Gui Diaz inventa qualche magata, la palla sotto non arriva, Alessandro Gentile è il migliore per gli ospiti. Smith sale in cattedra, per Almond sono “buu”. L’equilibrio si spezza nel quarto periodo, quando Treviso aggiusta la mira e si fa più reattiva. Devin Smith ha scaldato la mano (57-64 a 6’ dalla fine). L’attacco pesarese è statico e le forze vanno pian piano spegnendosi. C’è poca lucidità da parte dei locali, Peric la mette in più modi e la Benetton corona l’operazione-aggancio, con il 2-0 a favore negli scontri diretti. Non basta l’agonismo di Diaz, che sul -4 a 5” dalla doccia sbaglia una tripla con fallo subito annesso. Non è serata per i biancorossi.

Pesaro: Diaz 16, Collins e Cusin 12.
Treviso: Smith 16, Peric 12, Skinner e Brunner 10.

Mike Green, play di Cantù, contro Ebi Ere. Ciam-Cast
Mike Green, play di Cantù, contro Ebi Ere

Bennet Cantù-Pepsi Caserta 87-76

Con sei uomini in doppia cifra ed uno, Marconato, autore di un “filotto” (5/5) da due, la Bennet vince una gara difficile da pronosticare difensivamente alla vigilia. C’erano scelte importanti da prendere per gli uomini di Trinchieri. La marcatura sulla fisicità di Williams “Abbiamo cercato di aggirare la montagna”, la difesa su Jones “Leunen è stato bravissimo. Mi chiedo cosa avrebbe fatto Jones se Marteen (8 rimbalzi) non avesse difeso in quel modo”, la difesa su Di Bella “Dove siamo stati e bravi e intelligenti nel difendere e isolarlo dal resto della squadra”. Spiega così il coach canturino un successo che “mette dietro Caserta nel confronto diretto”. Dimentica, il condottiero canturino, la perfetta percentuale al tiro da tre punti nel secondo quarto (4/4) della sua Bennet e la disponibilità al sacrificio per la squadra del meno visibile ma indispensabile Micov (29 val.). Per la Pepsi, capace sì di rientrare in partita ogniqualvolta la Bennet ha provato a mettere la mani sulla gara, una prestazione in chiaro-scuro con la panchina. “Avevamo sia Koszarek che Martin sotto antibiotico” è la spiegazione di Sacripanti a fine gara – in grado di realizzare solo 5 punti (21 Cantù). E’ stato questo con ogni probabilità l’elemento determinante per l’esito della gara perchè Caserta (62-62 al 29′), nell’ultimo quarto è arrivata senza più energie cedendo di schianto sotto i colpi di Ortner, Mazzarino (2000 punti in A) e Green.

Cantù: Micov 17, Mazzarino 14, Leunen 13
Caserta: Jones 19, Ere 17, Williams 16.

tratto da gazzetta.it

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Cantù travolge Avellino. E’ seconda con Milano

L’anticipo della 6ª di ritorno senza storia: la nuova Air regge un quarto, poi crolla 91-67. Il big match della domenica è tra la Virtus Roma e l’Armani Milano

Marty Leunen, top scorer di Cantù con 16 punti. Ciam/Cast
Marty Leunen, top scorer di Cantù con 16 punti

La Bennet riprende il cammino di successi interrotto domenica scorsa a Siena dapprima con sofferenza e poi vincendo 91-67 contro Avellino in assoluta tranquillità una gara che magari non esalta i puristi del bel basket ma, per dirla alla Trinchieri, “difficile come può esserlo solo una partita prima di una pausa”. Contro un’Air giunta a Cantù con gli uomini contati, una costante negativa che gli uomini di Vitucci hanno pagato soprattutto nel secondo e nell’ultimo quarto, quando i padroni di casa hanno trovato maggiore fluidità e sicurezza in attacco.

ENERGIE BENNET — Si perché Avellino, dopo un primo quarto concluso avanti nel punteggio grazie all’infallibilità nelle triple di Lauwers (3/3), nel secondo quarto, complice una maggiore pressione difensiva della Bennet (6 recuperi nel quarto) non è riuscita a contenere l’impatto offensivo di Cantù che ha provato una prima fuga. “Nel primo e nel terzo quarto (chiusi a più tre e a meno due nei parziali, ndr.) siamo riusciti a stare a contatto con la Bennet perché eravamo più freschi” è il sintetico commento di Vitucci a fine gara. Cantù è stata brava e scaltra nell’avere pazienza, soffrendo sia per la verve di Johnson che per qualche disattenzione difensiva prima di trovare lo scossone decisivo per un successo che, per una notte, la pone ancora al secondo posto in classifica: 14-0 all’inizio dell’ultimo quarto e partita virtualmente chiusa.

Cantù: Green 16, Leunen 16, Tabu 14
Avellino: Thomas 23, Green 15, Lauwers 14

tratto da Gazzetta.it

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Siena ingorda: la Coppa è sua ma Cantù cede solo all’ultimo

Gli uomini di Pianigiani si aggiudicano la finale per 79-72, dopo che i lombardi erano arrivati al -3 a quattro minuti dalla fine. Per i toscani è la terza Coppa Italia consecutiva, per il tecnico la decima vittoria in altrettante finali alla guida della Mens Sana

Implacabile! Siena vince la terza Coppa Italia consecutiva, sconfiggendo in finale la Bennet Cantù79-72. Per i campioni d’Italia è l’ottavo trofeo consecutivo in manifestazioni nazionali e per Simone Pianigiani è il decimo successo in dieci finali disputate da quando nell’estate 2006 è divenuto allenatore della Mens Sana Siena. Il libro dei record toscano si allunga di qualche pagina, ma è stato questo uno dei trofei più sofferti in casa Montepaschi: nessuna partita dominata e tanta fatica. Un successo del sistema Siena, di una squadra che non s’impone per diritto divino ma perché è allenata a vincere e per vincere e in cui il lavoro quotidiano non è un esercizio di stile bensì la password per trasformare i sogni in realtà.

jaric in tribuna — Pianigiani conferma, un po’ a sorpresa, Hairston nei dodici, e lascia in tribuna Jaric con una mossa che suona come una mezza bocciatura per il fuoriclasse serbo. Trinchieri presenta in quintetto Marconato, fresco di infortunio, che in carriera ha vinto sei volte la Coppa Italia e una quella di Spagna. Il gigante veneto mette anche il canestro del 6-2 prima di cedere il passo a Ortner; in realtà l’Mps fatica a servire i lunghi e si affida a Zisis e Carraretto con più frequenza del solito. Dalla panchina Lavrinovic è chiamato a qualcosa in più del solito apporto di qualità, anche perché Cantù non ha grandi risposte per le sue giocate fronte a canestro: il lituano risponde alla grande e, con lui, anche il connazionale Kaukenas che illumina un parziale di 14-2 per il 20-12 senese di fine primo quarto. La Bennet spara a salve dalla distanza (0/3), ma soprattutto non riesce mai a coinvolgere Mazzarino che resta a secco come accaduto anche nei primi 10’ contro Avellino.

Effetto sosta — Bastano due minuti di sosta per vedere una nuova Bennett: cinque punti a testa dell’italo-uruguaiano e del belga Tabu e al 13’ è parità a quota 22. Mazzarino è scatenato: tira (10/11 da 3 qui a Torino) e serve l’assist del sorpasso (27-26) a Marconato: Il terzo fallo di Zisis dopo 16’ complica il piano partita toscano e quello di Stonerook un minuto più tardi lo rende decisamente difficile. Leunen sale di tono, Cantù infila un 9-0 e spreca due liberi con Ortner prima che Micov si suicidi prendendo tecnico dopo avere commesso il terzo fallo. Al riposo la Bennet è avanti di un’incollatura (36-34), però Siena ha giocato mille di queste partite ed è maestra nel capitalizzare qualsiasi passaggio a vuoto degli avversari. E’ una vera partita a scacchi con gli allenatori che a ogni azione adeguano qualcosa, ma nel caso di Trinchieri non possono disporre di una carabina per rallentare le scorribande di Lavrinovic (8 punti in 3’). La Bennet fa quasi sempre le scelte giuste, ma esegue male; l’Mps fa pure scelte di grande qualità ed è più precisa: parziale di 9-0 con 4 marcatori differenti ed è 52-44 al 26’. A sanare il deficit pensa Mike Green, grattacapo costante per la difesa bianco verde, che crea qualcosa a ogni azione e a fine terzo quarto riporta sotto i suoi (58-55). Micov rientra ed è spaesato, Ortner continua a balbettare e Zisis trova due zampate da campione. Lavrinovic umilia il pari-ruolo austriaco, firma il 68-57, ma fallisce il colpo del +13.

Sussulto — Sussulto lombardo con le triple di Leunen e Tabu e il canestro di Marconato: 68-65 e quasi 4’ da giocare. La Bennet ha la palla del potenziale pareggio, la perde e non ne avrà altre: Siena non condona nulla e nell’ordine sono Lavrinovic, Zisis e Kaukenas a far scendere il sipario. Applausi, applausi per tutti dai quasi 9.000 del Palaolimpico. La pallacanestro italiana ha ritrovato una città (Torino) che merita una grande squadra e una città (Cantù) che una grande squadra ce l’ha già a dispetto della sconfitta.

Siena: Lavrinovic 21, Zisis 16, Carraretto 11

Cantù: Leunen 16, Green 15, Mazzarino 11

tratto da Gazzetta.it

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Coppa Italia, Siena in finale. Sfida per il trofeo con Cantù

La Bennet demolisce 82-65 Avellino e si giocherà la Coppa con i campioni d’Italia, che hanno superato 80-67 Montegranaro

Semifinali di Coppa Italia al Palaolimpico del capoluogo piemontese. In campo le vincitrici delle ultime tre edizioni (Avellino 2008, Siena 2009 e 2010), una pluri-finalista (Cantù) e una debuttante tra le prime quattro della manifestazione (Montegranaro).

Montepaschi Siena-Fabi Montegranaro 80-67

La Mens Sana coglie l’ottavo successo in fila nelle Final Eight, e il 17° tra campionato e Coppa in Italia, e si guadagna il diritto a difendere il titolo conquistato nelle ultime due edizioni. Pianigiani rinuncia a Jaric per turnover, forse confidando nell’assenza di Maestranzi che fino al riscaldamento prepartita è in dubbio. Pillastrini alla vigilia parlava di “partita perfetta” per tenere botta e l’avvio della Fabi è promettente: poche forzature, qualche problema a contenere Rakovic dentro l’area e un impatto molto positivo di Cavaliero e Cinciarini per il primo vantaggio marchigiano sull’11-10 al 5’. Aradori ripaga la promozione in quintetto con 6 punti in 6 minuti, Kaukenas al suo posto è invece meno felice al tiro però l’Mps aumenta la pressione difensiva e Montegranaro trasforma solo uno degli ultimi sei possessi del quarto e al 10’ siamo 19-15 per Siena. Il lituano scalda la mano con due triple (25-18), Lavrinovic lo asseconda alla grande e con 16 punti baltici in 6 minuti si arriva al 30-22. La Fabi vive sugli spunti di Ivanov mentre Ford, già in ombra contro Bologna, soffre parecchio in entrambe le aree. Ray prova a fare il salvatore della patria, ma sbaglia patria (nonché tiri e scelte) e Siena non perdona involandosi a +14. Al riposo 39-27 coi toscani implacabili dalla distanza e imprecisi da sotto, ma micidiali nello sfruttare le palle perse (11) e le distrazioni avversarie.

siena vola — Pillastrini si affida a Maestranzi, ma a incidere è Aradori che arriva a quota 14 (record stagionale 18) e regala il massivo vantaggio a Siena sul 44-29. Reagiscono il solito Cinciarini e Ford per il -9 della Fabi, però si accende Moss, super nei quarti e a secco nel primo tempo della semifinale, e l’Mps infila un 8-0 che mette una seria ipoteca sulle sorti del match (51-35). Montegranaro ci riprova con Jones (10 punti e 3 rimbalzi nel quarto) e coi lunghi, ma non riesce a contenere Kaukenas e, soprattutto, ha Maestranzi lontano da una condizione accettabile (-7 di valutazione in 9’45” in campo). Eppure c’è ancora partita: 59-51 al 30’. La rimonta continua fino a quanto Cavaliero e Jones sprecano le chance per il -5 e Stonerook da tre riporta il divario in doppia cifra (64-54). Ford esce prepotentemente alla distanza, Siena è più opaca del solito in attacco mentre in difesa è perfetta nel contrastare quasi tutti i tiri della speranza di Montegranaro che è costretta a cedere il passo. E’ la legge del più forte, ma anche lo sconfitto questa volta esce a testa alta.

Siena: Kaukenas 18, Aradori 14, Lavrinovic 12, Rakovic 12
Montegranaro: Ford 19, Ivanov 14, Cinciarini 13

Bennet Cantù-Air Avellino 82-65

Ora chiamiamola MagiCantù. Altro giro e altro capolavoro brianzolo che schianta l’Air, reduce da 8 vittorie in 10 gare, e si candida sia nella forma sia nella sostanza al ruolo di avversaria numero uno per Siena. Trinchieri, dopo la prova spettacolare dei piccoli di Avellino contro Milano, ripesca il playmaker belga Tabu e lascia fuori per turnover il lungo Urbutis, L’Air parte cercando sistematicamente di servire i lunghi con Johnson e Szewczyk che segnano 4 punti a testa nel 10-6 del 4’. In particolare lo statunitense è un vero rebus in avvicinamento a canestro e allora per presidiare l’area viene ripescato Marconato, in dubbio fino all’ultimo e assente nei quarti. Il vero problema per Cantù è che vengono tagliati tutti i rifornimenti a Mazzarino (0/1 e poche palle toccate), costringendo Micov a fare pentole (8 punti) e coperchi (2 rimbalzi e 1 assist) nel 16-15 irpino di fine primo quarto. A cavallo dei due periodi, con Johnson in panchina zoppicante, ecco Mazzarino con 2/2 da tre ed ecco un 10-0 che porta la Bennet avanti 23-16. Vitucci prova la carta del quintetto piccolissimo con l’anteriore Green-Spinelli-Lauwers, però non fa i conti con le polveri bagnate al tiro e con un’avversaria che è un caterpillar e che macina gioco con una sicurezza disarmante. Micov e Mazzarino segnano a raffica e l’uruguaiano accumula ben 17 punti nel secondo periodo.

condanna avellino — All’intervallo siamo 44-27, ma il sapore del k.o è davvero forte, con gli esterni dell’Air spenti e il solo Szewczyk rimasto a tenere in piedi la baracca dopo il riacutizzarsi di un guaio alla coscia destra di Johnson. Contro Milano Dean e Thomas avevano chiuso il primo tempo a 2/13 dal campo, stasera è 1/8 (1/14 aggiungendo Green), ma i margini di rivincita sembrano minori. Avellino è davvero piccola, dovrebbe andare a mille all’ora per sperare in un’altra rimonta, ma la benzina latita e gli adeguamenti difensivi sono più lenti del movimento di palla canturino. Sembra la fotocopia della lezione impartita a Biella: 25 minuti giocati e 58-31, il confronto è davvero impari. Trinchieri inizia a pensare alla sfida, non così impossibile, contro la Mens Sana e fa riposare i big. Le distanze si accorciano, ma è statistica e non storia. Quella sarà parzialmente riscritta in caso di successo domenicale.

Cantù: Mazzarino 21, Micov 18, Ortner 17
Avellino: Szewczyk 22, Dean 11, Thomas 10

tratto da Gazzetta.it

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