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Belinelli 13, Hornets ‘suonati’. Gallinari e Bargnani ai box

La notte degli italiani Nba: altra sconfitta con brutte percentuali per New Orleans contro gli Utah Jazz. Danilo fermo per una distorsione si perde il successo di Denver con Golden State, Andrea il k.o. di Toronto a Milwaukee

Marco Belinelli, unico italiano in campo nella notte Nba, firma 13 punti nella sconfitta interna di New Orleans contro Utah. Danilo Gallinari, ai box per una distorsione alla caviglia destra, si perde il successo di Denver in casa con Golden State, Andrea Bargnani il k.o. esterno di Toronto a Milwaukee.

Marco Belinelli, autore di 13 punti. Reuters
Marco Belinelli, autore di 13 punti

New Orleans Hornets-Utah Jazz 78-90

La gara contro i Jazz (38-43) sembra la perfetta fotocopia del match disputato lunedì sera a Memphis. Gli Hornets (46-35) anche contro Utah tirano con brutte percentuali, si fanno dominare sotto canestro e nella ripresa non danno mai l’impressione di poter portare a casa il successo. “E’ stata una prestazione difficile da descrivere – commenta sconsolato al termine del match il coach Monty Williams – faccio i complimenti ai Jazz ma noi abbiamo giocato senza energia”. Gli Hornets in effetti dalle battute iniziali sembrano scarichi. Utah, priva di Kirilenko e Bell, parte forte e segna i primi otto punto del match. Marco Belinelli, reduce dallo straordinario primo quarto di Memphis, prova ad accendere la scintilla e, dopo un bel recupero, trova il suo primo canestro del match. L’azzurro pero’ paga dazio a due rapidi fischi ed e’ costretto a tornare in panchina dopo cinque minuti di gara. Gli ospiti, trascinati dalla coppia Miles-Harris, arriva al vantaggio in doppia cifra e chiude il primo quarto avanti 29-21. New Orleans fatica troppo a trovare buone soluzioni in attacco. Chris Paul gioca decisamente meglio rispetto alla sfida con i Grizzlies ma non riesce a scuotere gli Hornets che nel secondo quarto mettono a referto solamente 16 punti. Monty Williams preferisce tenere Belinelli in panchina fino all’intervallo, i Jazz pero’, pur senza fare cose straordinarie, prendono possesso del match e vanno negli spogliatoi in vantaggio di 10 lunghezze. Nel terzo quarto la musica non cambia. Belinelli va subito in lunetta e firma due liberi, Utah pero’ tiene in mano il pallino del gioco, difendendo con ordine e dominando la zona pitturata. I Jazz accelerano e a meta’ frazione arrivano al +15. Il match scivola via senza scossoni. Nell’ultimo periodo Utah rimane saldamente davanti. Belinelli realizza dal perimetro, trova il canestro con due belle penetrazioni e nel finale firma una tripla ma i Jazz con i canestri di Harris e Millsap mettono al sicuro il risultato, conquistando un meritato successo.

New Orleans: BELINELLI 13 (4/6 da due, 1/2 da tre, 2/2 ai liberi), 1 assist, 1 recupero in 23’. Paul 15 (6/12, 0/1). Rimbalzi: Gray 9. Assist: Jack 6
Utah: Miles, Harris 18, Millsap 16. Rimbalzi: Jefferson, Millsap 6. Assist: Harris, Jefferson 5.

Keith Smart, coach di Golden State. Reuters
Keith Smart, coach di Golden State

Denver Nuggets-G.State Warriors 134-111

Denver (50-31) conquista contro Golden State (35-46) la sua 50ª vittoria della stagione al termine di un match stile All Star Game nel quale nessuno sembra avere veramente la voglia di difendere. Come ampiamente previsto Danilo Gallinari resta precauzionalmente a riposo. La caviglia destra non sembra dargli più grossi problemi, pero’ a meno di una settimana dall’inizio dei playoff e con la quinta posizione nella Western Conference oramai conquistata, non ha senso rischiare. L’azzurro potrebbe disputare qualche minuto nel match di mercoledì contro Utah, comunque sia sarà a pieno regime nella postseason. I Nuggets recuperano Chris Andersen e Arron Afflalo ma contro i Warriors devono rinunciare, oltre al Gallo, anche a Wilson Chandler, Al Harrington e Timofey Mozgov. Dopo un primo tempo equilibrato, la squadra di casa cambia marcia nella ripresa. Nene, a causa di un problema muscolare, rimane negli spogliatoi (non dovrebbe trattarsi comunque di una cosa grave), Kosta Kuofos, utilizzato da coach Karl con il contagocce fino a questo momento, pero’ lo sostituisce egregiamente, realizzando 18 punti. A meta’ frazione i Nuggets piazzano lo sprint grazie ai canestri di Smith, Andersen e di un ottimo Felton. La produzione di Stephen Curry non basta perché la difesa di Golden State fa acqua da tutte le parti. La truppa di coach Karl realizza la bellezza di 44 punti nel terzo quarto e mette al sicuro il risultato nei primi minuti dell’ultima frazione. Koufos trova il canestro con continuità, Forbes e Felton fanno il resto e i Nuggets così vanno a vincere in scioltezza.

Denver: Smith 22 (2/8, 4/9), Koufos 18, Forbes, Felton 15. Rimbalzi: Andersen 12. Assist: Felton 10
Golden State: Curry, Wright 27, Williams 17. Rimbalzi: Amundson 6. Assist: Lee, Curry 5.

Milwaukee Bucks-Toronto Raptors 93-86

Harakiri finale. Nella seconda gara di un back-to-back e con la rotazione ridotta a 8 uomini dagli infortuni, Toronto (22-59) naufraga negli ultimi 8’30” a Milwaukee (34-47) incassando l’8ª sconfitta esterna consecutiva. I Raptors hanno dovuto fare a meno di Andrea Bargnani (ma anche di Calderon, Barbosa, Evans, Kleiza, Amir Johnson, Weems e Kleiza) per la 15ª gara stagionale: il Mago, che non ha seguito la squadra in trasferta, ha un problema alla caviglia destra rimediato martedì scorso contro i Knicks, e la sua presenza nell’ultima sfida stagionale, mercoledì in casa con Miami, è incerta. Coach Jay Triano deve puntare sui giovani, e qualche buon segnale per il futuro lo vede: il rookie Ed Davis sforna la 13ª doppia doppia stagionale; il 27enne veterano Joey Dorsey centra il massimo in carriera a rimbalzo, DeRozan e Bayless si intendono alla grande. La sconfitta arriva dopo un ottimo primo quarto, chiuso avanti 33-25 grazie ai 9 punti di Davis. Toronto, che domina a rimbalzo, fatica a trovare il canestro (5/18 nel secondo quarto) e all’intervallo i punti di vantaggio sono 5. Il trend prosegue anche nel terzo parziale: Milwaukee acciuffa la parità sul 62, poi viene ricacciata indietro e inizia gli ultimi 12’ sotto 71-69. Toronto allunga fino al 77-71 a 8’49” dalla fine, poi crolla: Milwaukee gira il match con un 15-0 alimentato da Jennings, resiste al poco convinto ritorno di Toronto (86-84 a 1’33” dalla fine) e chiude i conti con Gooden, chiudendo la stagione al Bradley Center con una vittoria.

Milwaukee: Salmons 24 (8/13, 1/1, 5/7 tl), Jennings 21, Gooden 19. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Gooden 5
Toronto: Bayless 20 (5/13, 2/7, 4/6 tl), DeRozan 17, Davis 15. Rimbalzi: Dorsey 20. Assist: Bayless 5.

tratto da gazzetta.it

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Sorridono Belinelli e il Gallo. Toronto, non basta Bargnani

Ottima gara dell’azzurro che contribuisce al fondamentale successo degli Hornets su Portland. Vince anche Denver contro Sacramento, grazie anche ai 17 punti di Gallinari. I Raptors crollano in casa con i Bucks nonostante i 22 punti del Mago

New Orleans, grazie anche all’ottima performance di Marco Belinelli, conquista un importante successo contro Portland. Bene anche Denver che supera Sacramento, mentre a Toronto non bastano i 22 punti di Bagnani per superare Milwaukee.

Marco Belinelli, 25 anni, 16 punti contro i Blazers. Reuters
Marco Belinelli, 25 anni, 16 punti contro i Blazers

New Orleans Hornets-Portland Blazers 95-91

Successo fondamentale in ottica playoff per gli Hornets che mostrano grande carattere contro Portland andando a vincere 95-91 dopo essere stati sotto anche di 11 lunghezze. New Orleans così in classifica supera i Blazers (attualmente a pari merito ma gli Hornets sono in vantaggio negli scontri diretti) e si porta in sesta posizione, ma soprattutto distanzia Houston di ben quattro partite, garantendosi in pratica, salvo una clamorosa frenata nelle ultime sette gare della regular season, l’accesso ai playoff. I Blazers partono con grande personalità. LaMarcus Aldridge fa subito capire di voler creare parecchi grattacapi alla difesa di New Orleans, i padroni di casa rispondono con Okafor e con un canestro dal perimetro di Marco Belinelli. Il cestista italiano si muove moltissimo sul perimetro e dalla lunghissima distanza tenta una conclusione che trova la retina e porta gli Hornets al +3. L’azzurro sprizza fiducia da tutti i pori, Chris Paul lo capisce e lo imbecca. Beli dall’angolo trova la sua seconda tripla consecutiva, replicando, praticamente dalla stessa posizione, 40’’ più tardi. Nove punti in meno di 1’30’’ per il bolognese che però si vede fischiare il suo secondo fallo ed è costretto a tornare in panchina. Portland approfitta dell’assenza del giocatore più caldo di New Orleans per piazzare un parziale di 12-0 e arrivare al +8. Patrick Mills regala ai Blazers una produzione importante dalla panchina, il resto lo fa Aldridge così gli ospiti a metà secondo quarto arrivano al +11. Carl Landry, al quale tocca il difficile compito di sostituire l’infortunato David West, si mette a lavorare nella zona pitturata e trova i canestri che riportano sotto la truppa di Monty Williams. New Orleans al riposo è in svantaggio di due lunghezze, un passivo accettato di buon grado, per come si erano messe le cose, dallo staff tecnico degli Hornets. Gerald Wallace e Aldridge provano a spingere lontano Portland all’inizio della ripresa, Landry non ci sta e un ottimo Belinelli con la sua quarta tripla del match riporta davanti (61-60) i padroni di casa. Portland torna al +2 a fine terzo quarto ma nell’ultimo periodo la panchina di New Orleans cambia l’inerzia del match. Willie Green e Jarrett Jack prendono per mano gli Hornets che, con un parziale di 16-5, a 4’13’’ dalla fine arrivano al +9. I Blazers non si arrendono e nel finale tornano sotto, ma i liberi di Landry mettono al sicuro gli Hornets che così conquistano un successo davvero importante.

New Orleans: BELINELLI 16 (1/2 da due, 4/5 da tre, 2/2 ai liberi), 2 rimbalzi in 26’. Landry 21 (7/15), Okafor 15. Rimbalzi: Okafor 10. Assist: Paul 12.
Portland: Aldridge 24 (11/18, 0/1), Miller 19. Rimbalzi: Aldridge 15, Wallace 10. Assist: Miller 5.

Denver Nuggets-Sacramento Kings 104-90

Un ottimo secondo tempo è sufficiente ai Nuggets per raffreddare i caldissimi Kings, reduci da quattro vittorie consecutive. Grazie alla contemporanea sconfitta di Portland, Denver così allunga in classifica e solidifica il quinto posto nella Western Conference. La squadra del Colorado però soffre per tre quarti di gara, poi prende il controllo delle operazioni nell’ultimo periodo e, sfruttando anche il calo dei Kings, va addirittura a vincere in scioltezza. Gli ospiti escono dai blocchi a tutta velocità, trascinati dalla verve dell’ex Hornets Marcus Thornton. Danilo Gallinari dalla media distanza prova a rallentare la marcia di Sacramento che però a metà frazione arriva al vantaggio in doppia cifra. Tyreke Evans entra in campo e ha subito un impatto sul match. I Kings tentato la fuga ma a inizio secondo quarto i canestri di Harrington e Smith riportano sotto Denver. Si scalda anche Ty Lawson ma negli ultimi minuti del primo tempo gli ospiti si rimettono a correre e vanno al riposo avanti di 10 lunghezze. Troppo altalenanti i Nuggets nel primo tempo, coach Karl prova a dare la scossa nell’intervallo ma a inizio ripresa Sacramento con DeMarcus Cousins crea non pochi problemi alla difesa di Denver. Ci pensa Gallinari con un gioco da tre a suonare la carica. Chandler, Lawson e Harrington rispondono presenti e il Pepsi Center diventa rumoroso. I padroni di casa tornano davanti e chiudono la terza frazione in vantaggio 74-71. Sacramento deve pagare dazio a un faticoso “back to back” e nell’ultimo quarto gioca senza l’energia mostrata nel primo tempo. Harrington e Smith continuano a segnare e la schiacciata in contropiede (più fallo, ma l’azzurro fallirà il libero) del Gallo porta i Nuggets al +5. I Kings oramai boccheggiano e proprio il giocatore milanese li manda al tappeto trovando una tripla. Felton replica, sempre dalla lunga distanza, 30’’ più tardi e Denver mette praticamente il risultato in cassaforte arrivando al +11 a tre minuti dalla sirena. Gli ospiti alzano bandiera bianca ma c’è ancora tempo per vedere la perentoria schiacciata di Gallinari che fissa il punteggio sul definitivo 104-90.

Denver: GALLINARI 17 (4/7 da due, 1/5 da tre, 6/8 ai liberi), 9 rimbalzi, 2 assist, 3 recuperi in 36’. Lawson 20 (6/6, 1/3), Smith 17, Harrington 15. Rimbalzi: Nene 15. Assist: Felton 7.
Sacramento: Thornton 27 (4/8, 5/11), Evans 22. Rimbalzi: Dalembert, Thompson 6. Assist: Udrih 10.

Toronto Raptors-Milwaukee Bucks 98-104

Con il punteggio di 98-104 i Milwaukee Bucks (30-44) infliggono a Toronto (20-54) la quinta sconfitta consecutiva. Non bastano i 22 punti di Andrea Bargnani, autore di una solida gara malgrado i problemi alla caviglia destra che gli avevano fatto saltare la gara precedente. I Raptors mantengono la sfida aperta fino agli ultimi minuti, ma dopo la tripla del sorpasso di Carlos Delfino (88-90) a 4’13” dalla sirena non riescono più a raggiungere gli avversari. I padroni di casa giocano bene nel primo quarto andando a +12, ma si fanno riprendere nel secondo quarto che inizia con un parziale di 11-3 per Milwaukee e vede i Raptors poco attenti a proteggere il pallone (8 turnover nella frazione). Trascinati da 12 punti di Bargnani i ragazzi di Triano chiudono il terzo quarto in parità (76-76), ma nel quarto decisivo i Bucks hanno qualcosa in più e tagliano primi il traguardo. Toronto fa 0/5 nelle triple nell’ultimo quarto, mentre Drew Gooden punisce la difesa dei Raptors con 12 punti e 8 rimbalzi. Se Andrew Bogut è il perno su cui ruota l’intero attacco dei Bucks, l’uomo in più è Gooden non solo per i punti, ma per la tenacia che mette in campo. “È stato Gooden che ci ha creato tanti problemi con i suoi canestri dalla media contro il nostro secondo quintetto”, spiega Triano. Ma i problemi difensivi di Toronto nascono soprattutto dalla marcatura di Bogut, un giocatore che secondo il Mago è davvero difficile contenere. “Non puoi raddoppiare Bogut – dice Triano -. Bisogna cercare di contenerlo uno contro uno. Appena mandi un secondo difensore è bravissimo a trovare i tiratori. È uno dei migliori passatori della lega tra i big men”. I Bucks sono una squadra migliore di quello che lascia intendere la loro classifica (decimi in lotta per l’ottavo posto), ma nel corso della stagione hanno avuto molte avversità che hanno frenato la loro corsa ai playoff peraltro ancora raggiungibili anche se Indiana ha un calendario favorevole. Troppi giocatori chiave hanno saltato molte partite e ora che sono tutti recuperati, da Delfino a Bogut, a Gooden e Redd forse è troppo tardi. I Raptors intanto continuano a giocare (anche se in palio c’è poco o nulla tranne per chi è in cerca di contratto) e a far fare esperienza ai giovani, ma ormai l’aria che si respira intorno alla squadra è di rassegnazione. In sei delle ultime sette gare che ha disputato il Mago ha comunque superato quota 20. Contro i Bucks la squadra canadese ha tirato con il 51% dal campo con DeRozan subito dietro al Mago nelle marcature con 20 punti, seguito da Barbosa con 18. James Johnson ha chiuso con 10 rimbalzi, record in carriera, mentre Calderon ha abbandonato la gara all’inizio dell’ultimo quarto per un problema muscolare. Sia Gooden che Bogut hanno ottenuto una doppia doppia, mentre il miglior marcatore dei Bucks è risultato Brandon Jennings con 25 punti. Delfino ha chiuso con 14 punti e 4/10 nelle triple.

Toronto: BARGNANI 22 (6/9 da due, 2/5 da tre, 4/4 tl), 2 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse, 3 falli in 32’. DeRozan 20, Barbosa 18, Calderon 13. Rimbalzi: J. Johnson 10. Assist: Calderon 8.
Milwaukee: Jennings 25 (8/18), Gooden 22 (8/17), Bogut 17, Delfino 14. Rimbalzi: Gooden 11. Assist: Salmons e Jennings 7.

tratto da gazzetta.it

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Bargnani non nei piani futuri dei Raptors?

Secondo il “New York Dailynews”, Toronto, nonostante la perdita di Chris Bosh e la deludente stagione, sarebbe intenzionata a riaffidare a Bryan Colangelo un nuovo progetto di ricostruzione. Nei piani del general manager dovrebbe ancora rientrare coach Jay Triano, ma si vocifera che, se D’Antoni dovesse essere spesato da New York, Colangelo potrebbe puntare sull’allenatore col baffo, vista anche la positiva convivenza di entrambi ai Suns. Sul fronte dei giocatori giunge un rumor che per gli appassionati italiani ha del clamoroso: Toronto infatti per ricostruire vorrebbe puntare sul centro al primo anno Ed Davis e sulla guardia DeMar DeRozan, mettendo sul mercato Andrea Bargnani.

tratto da sportando.net

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San Antonio si inchina a Denver. Bargnani c’è ma vince Phoenix

I Nuggets continuano la loro marcia superando gli Spurs orfani di Tim Duncan al termine di un match combattuto e divertente: è la vittoria n.11 dell’era “post Melo”. Il Mago realizza 27 punti ma i Suns hanno la meglio e restano in corsa per i playoff ad Ovest

Danilo Gallinari cotro Tony Parker. Ap
Danilo Gallinari cotro Tony Parker

Se a New York non sanno più dove sbattere la testa, a Denver i si godono una squadra che lotta, diverte e soprattutto che vince. I Nuggets (43-29) continuano la loro marcia spedita e battono gli Spurs (57-14) 115-112 al termine di un match combattuto e divertente. San Antonio si presenta in Colorado priva dell’infortunato Tim Duncan, sotto canestro così Nene e Tiago Splitter danno vita a un duello tutto brasiliano. Coach Karl chiede aggressività a Danilo Gallinari e l’azzurro risponde attaccando il canestro e guadagnandosi sei liberi nei primi cinque minuti del match. Gli Spurs però con le triple del solito Manu Ginobili piazzano un parziale di 11-0 e arrivano subito al vantaggio in doppia cifra. Denver risponde con la schiacciata in contropiede di un Gallo applaudito a scena aperta dal pubblico del Pepsi Center, l’ingresso di Gary Neal però cambia gli equilibri. Il giocatore di San Antonio trova subito ritmo dalla lunga distanza, gli Spurs arrivano al +14 all’inizio del secondo quarto ma un redivivo Harrington e un ottimo Smith riportano sotto i padroni di casa. Il match è intenso e divertente e gli attacchi hanno la meglio sulle difese. Gallinari torna sul parquet a metà frazione e si presenta subito con una tripla delle sue. L’azzurro replica, sempre dalla lunga distanza, e Denver, grazie alla produzione di Harrington, torna al -2. San Antonio nel finale di tempo si affida a Ginobili che con uno dei suoi marchi di fabbrica, la tripla con il passo all’indietro, manda gli ospiti negli spogliatoi avanti di cinque lunghezze.

seconde linee decisive — Grazie alla panchina Denver in attacco nel secondo quarto è quasi infallibile e chiude la frazione con qualcosa come 40 punti a referto. San Antonio, comunque, riesce a rimanere davanti. Nel terzo quarto le due squadre iniziano a sporcare le proprie percentuali al tiro ma la qualità della pallacanestro non ne risente. Gli ospiti tornano al vantaggio in doppia cifra ma ogni volta che San Antonio prova a scappare, Denver la riprende. Sale in cattedra Raymond Felton e i Nuggets chiudono la terza frazione sotto 93-90. Harrington, grazie alla sua produzione in attacco, si guadagna i minuti del Gallo e i Nuggets nell’ultimo quarto si mettono anche a difendere con aggressività. La forza di Denver “post trade” è proprio quella di poter contare su due potenziali titolari per ogni ruolo e contro San Antonio sono proprio i panchinari a fare la differenza. Felton, Smith e Harrington spingono i Nuggets, trascinati da un pubblico caldissimo, al parziale di 11-0 che li riporta al +4 (102-98) a sei minuti dalla sirena. Il solito Gary Neal (25 punti, suo massimo in carriera) e Tony Parker rispondono ma a 29’’ dalla fine Chandler, con un bel movimento, trova il canestro del 114-112. 20’’ più tardi Felton potrebbe chiudere i conti ma realizza un libero su due, regalando così agli Spurs un’ultima possibilità. La palla va nelle mani di Ginobili che però è costretto a forzare una tripla dall’altissimo quoziente di difficoltà che non trova la retina. Denver vince e festeggia così la sua 11ª vittoria (con sole quattro sconfitte) dell’era “post Melo”.

Denver: GALLINARI 13 (1/3 da due, 2/4 da tre, 5/8 ai liberi), 7 rimbalzi, 1 assist in 26’. Harrington 27 (3/6, 5/6), Felton, Smith 18. Rimbalzi: Nene 10. Assist: Felton 8.
San Antonio: Neal 25 (3/7, 6/8), Ginobili 20, Parker 19. Rimbalzi: McDyess 12. Assist: Parker 5.

Bargnani, al centro, a gioco fermo Reuters
Bargnani, al centro, a gioco fermo

Phoenix-Toronto 114-106

Toronto (20-51) prova a fare lo sgambetto ai Suns, esausti dopo i tre supplementari giocati contro i Lakers la sera prima, ma cede nell’ultimo quarto. Phoenix (36-34) trova la zampata vincente spinta dal migliore in campo Aaron Brooks e con il risultato finale di 114-106 ottiene un successo importante che la mantiene in corsa per i playoff in decima posizione ad Ovest. I Raptors prevalgono nei primi tre quarti trascinati dai punti di Bargnani e DeRozan, ma i Suns arrivano primi allo sprint finale e Brooks firma la tripla decisiva del 110-105 a 54” dalla sirena. I ragazzi di Triano iniziano bene e soprattutto Bargnani (autore di 8 punti con 4/7 nel primo quarto) indica la strada con i primi due canestri di Toronto su altrettanti tentativi. I Suns invece hanno le gambe molli e sono tenuti in piedi all’inizio da Vince Carter con 3/3 nelle triple e da Brooks che ha troppa libertà d’azione in attacco. Carter parte bene ma si spegne col passare del tempo, mentre i Raptors mostrano buona energia e buon ritmo in attacco anche con l’ex Barbosa protagonista dalla panchina. Trascinata da 16 punti del Mago (6/11 e 4/4 liberi) Toronto va all’intervallo in vantaggio di 6 punti. Il massimo distacco è di 13 punti nel terzo quarto dopo un canestro da tre dell’ispirato Bargnani, ma Phoenix non molla. Sono Gortat e Brooks a suonare la carica alla fine della terza frazione che vede i Suns trovare il pareggio con un layup di Brooks (86-86). Coach Gentry è bravo a gestire i minuti di Steve Nash e se lo ritrova con sufficienti energie per guidare la sua truppa nell’ultimo quarto. Il primo sorpasso dei Suns avviene con una tripla di Frye a otto minuti dalla fine, poi Toronto ripassa in testa, ma dal 97-103 i Suns completano una rimonta con 15-2 di parziale (di Bargnani l’unico canestro dei Raptors) grazie anche alla difesa a zona contro la quale i Raptors si inceppano non avendo grandi tiratori in campo. Toronto si disunisce negli ultimi minuti e nemmeno il Mago riesce a salvare la squadra dal k.o., tirando con 1/4 negli ultimi 4’ oltre a una stoppata subìta da Gortat. Il finale premia i padroni di casa che hanno lottato con orgoglio contro la fatica e le avversità. Dopo aver perso in fretta Grant Hill (debilitato dall’influenza) si è infortunato Pietrus con una distorsione al ginocchio. Indispensabile per la vittoria dei Suns l’apporto della panchina che contribuisce con 63 punti realizzati (25 di Brooks, 15 di Gortat e 13 di Dudley).

Toronto: BARGNANI 27 (9/19 da due, 1/3 da tre, 6/6 tl), 4 rimbalzi, 3 assist, 2 palle perse, 2 falli in 39’. DeRozan 19, Barbosa 14. Rimbalzi: Davis 9. Assist: Calderon 13.
Phoenix: Brooks 25, Nash 16, Gortat 15. Rimbalzi: Gortat 8. Assist: Nash 8.

tratto da gazzetta.it

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Anche il Mago dice 23. E Toronto batte i Thunder

Dopo i 23 punti di Belinelli e Gallinari arrivano quelli di Bargnani nella difficile trasferta di Oklahoma City. I Raptors vincono 93-95 grazie al ricco bottino dell’azzurro e a un canestro di Amir Johnson a un secondo dalla sirena

Andrea Bargnani, 23 punti contro Oklahoma City. Reuters
Andrea Bargnani, 23 punti contro Oklahoma City

Con una tripla di Barbosa e un canestro di Amir Johnson a un secondo dalla sirena i Toronto Raptors inaugurano la trasferta con un colpaccio a Oklahoma City dove sconfiggono i Thunder (quarti a Ovest con 45-24 di record) con il punteggio di 93-95. Una splendida e inattesa vittoria, la prima fuori casa dopo il 5 gennaio a Cleveland, frutto di una prova gagliarda e contrariamente all’abitudine una perfetta esecuzione e lucidità nel momento decisivo.

concretezza e lucidità — Dopo aver domato i Thunder ed aver raggiunto un vantaggio di 10 lunghezze alla fine del terzo quarto, Toronto subisce nell’ultimo quarto il risveglio dei padroni di casa spinti dal caloroso pubblico e dall’ispirato James Harden. Toronto rischia di compromettere una brillantissima gara negli ultimi minuti quando permette un paio di rimbalzi offensivi ai Thunder e sbaglia qualche tiro comodo in attacco, permettendo agli avversari il sorpasso (88-89) a 3’23” dalla fine. Nelle fasi cruciali i Raptors si affidano a un fantastico Leandro Barbosa e il brasiliano non delude: tripla del pareggio e palla in mano nell’ultima azione con lettura perfetta della difesa e grande assist per Amir Johnson che trova la retina con un semigancio in mezzo all’area per il meritatissimo successo a Toronto. Un finale da manuale che fa fare bella figura anche a coach Triano.

la gara del mago — Se Barbosa è il migliore in campo per gli ospiti, Andrea Bargnani contribuisce al successo con 23 punti (7/18) e un’altra gara aggressiva (soprattutto nel primo quarto) che gli procura un totale di 7/10 dalla lunetta. Pur non avendo più nulla da dire ormai per quanto riguarda la classifica (20-49), Toronto fa capire dalle fasi iniziali di avere ancora orgoglio e voglia di sorprendere. Amir Johnson subisce presto un tecnico provocato da Kendrick Perkins e viene poi vendicato dal “duro” Reggie Evans che appena entrato fa saltare i nervi a Perkins. I Raptors sono spumeggianti, giocano ad alto ritmo in attacco approfittando dala pessima transizione difensiva degli avversari e confondono Oklahoma City con una zonetta. La serata storta di Durant (chiude con 6/21 di cui 1/6 da tre) e Westbrook (7/19) contribuisce al +4 dei Raptors a metà gara. Il terzo quarto è il migliore di Toronto che arriva anche a +12 spinta da 10 punti del Mago e dall’ottimo finale di Barbosa. Toronto ci crede, ma deve stare attenta a James Harden, uno dei pochi con le idee chiare nei Thunder. Dalla lunetta Harden riporta sotto la sua squadra, poi Bargnani da tre manda Toronto di nuovo a +8, ma subito sbaglia due tiri liberi di fila. Finalmente si rivedono Westbrook e Durant e arriva anche l’aggancio (88-88 con oltre 4’ munuti da giocare). A quel punto sembrerebbero favoriti i padroni di casa, invece i Raptors stringono i denti e dopo un passaggio a vuoto che vede i Thunder in testa 93-90 ci pensa Barbosa a togliere le castagne dal fuoco con la tripla del pareggio a 38” dal termine (perfetta la rimessa disegnata da Triano). Quando Westbrook sbaglia in entrata, imitando Durant impreciso nell’azione precedente, i Raptors si ritrovano la chance di vittoria nell’azione finale e il pick and roll tra il brasiliano e Amir Johnson castiga Oklahoma City. I Raptors ringraziano anche i due errori dalla lunetta di Perkins nell’ultimo minuto e il tiraccio di Durant allo scadere.

Oklahoma City: Harden 23 punti, Westbrook 22, Durant 20. Rimbalzi: Perkins 12. Assist: Perkins, Westbrook, Harden 4.
Toronto: BARGNANI 23 punti (5/14 da 2, 2/4 da 3, 7/10 tl), 5 rimbalzi, 1 palle persa e 1 recuperata, 2 falli in 38’. Barbosa 19, DeRozan 16, Johnson 12. Rimbalzi: Evans 9. Assist: Calderon 9.

tratto da gazzetta.it

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Bargnani, partita da leader. Magic, una tripla beffa Gallinari

I Raptors vincono contro i Wizards anche grazie ai 33 punti del romano, molto convincente. I Denver Nuggets cedono invece in casa di Orlando con un canestro da 3 all’ultimo secondo di Nelson: per il Gallo 17 punti e buon rientro dopo l’infortunio

I Toronto Raptors vincono in casa contro Washington grazie a un’eccellente prestazione di Andrea Bargnani, autore di 33 punti e di una partita da leader. Niente da fare per i Nuggets di Danilo Gallinari, sconfitti in casa dei Magic proprio allo scadere: per l’italiano 17 punti.

Toronto Raptors-Washington Wizards 116-107

L’aria di casa fa bene ai Raptors e ad Andrea Bargnani che, insieme a DeRozan, trascina Toronto alla vittoria (116-107) contro i Wizards con un’eccellente prova conclusa con 33 punti, di cui ben 15 dai tiri liberi (suo massimo in carriera così come i 18 liberi tentati). Una prestazione super efficiente condita anche da un ottimo 8/15 dal campo e un canestro fondamentale in layup quando i Wizards si erano avvicinati a -2 a 3’19” dalla fine. Da quel momento i Raptors riallungano e si assicurano il successo con 16 punti in meno di tre minuti. Bargnani contribusce anche con 5 assist in una serata che vede i Raptors in progresso nella coesione offensiva (26 assist di squadra e 50% al tiro) e raggiunge una pietra miliare nella sua carriera in maglia Raptors, arrivando a quota 500 per triple realizzate nei cinque anni a Toronto. Meglio di lui hanno fatto solo gli ex Mo Peterson (801) e Vince Carter (554).

complimenti — “Complimenti ad Andrea – dice coach Triano – non per diminuirne il valore, ma è sempre stato un buon tiratore. Quello che lo ha fatto migliorare come giocatore è la sua abilità a mettere il pallone per terra e sfruttare a suo favore i cambi di marcatura quando è difeso da un piccolo. Se non avesse sviluppato questi aspetti del gioco ora non avrebbe 500 canestri da tre al suo attivo”. Un buon esempio si è visto proprio contro Washington, squadra che ha vinto solo una gara in trasferta in tutta la stagione: “33 punti con 15 tiri significa grande efficienza – prosegue Triano – Andrea ha giocato molto bene, con pazienza e senza andare nel panico quando era marcato dalle guardie. Ha portato gli avversari in post basso e preso posizione sotto. È stato aggressivo fin dall’inizio e ha anche beneficiato dal fatto che abbiamo fatto circolare bene la palla. James Johnson ha finito con 5 assist e ottime cifre. Andrea era alla fine della rotazione in attacco e ha avuto tante buone occasioni”.

clamore — Anche DeRozan ha avuto una brillante partita chiudendo con 30 punti senza troppo clamore. Per la seconda volta quest’anno sia DeMar che Bargnani sono arrivati a quota 30. Il Mago ha attaccato il canestro subito dopo la palla a due iniziale segnando dalla lunetta 7 dei suoi 12 punti del primo quarto. A metà gara è autore di 18 punti con 6/6 ai liberi nel secondo quarto. I Wizards hanno faticato tutta la gara a coprire i buchi creati in difesa e sono stati costretti a bloccare il Mago fallosamente. Javale McGee, reduce da una tripla doppia nella gara precedente con 12 stoppate, ne ha rifilate 4 ai Raptors ed ha chiuso in doppia doppia con 11 punti e 12 rimbalzi. Con una formazione rimaneggiata per le tante assenze (tra cui Nick Young, Rashard Lewis e Josh Howard) i protagonisti di Washington sono diventati i rookies Jordan Crawford, 25 punti (ma 12/27 dal campo) subito dopo il suo career high di 27, e Trevor Booker con 26 punti (anche questo career high) e 13 rimbalzi. I Wizards avevano un quintetto formato da tre matricole (il terzo è John Wall) insieme a McGee e il cinese Yi. Ora Toronto deve affrontare una lunga e difficile trasferta con 5 gare in 7 giorni e avversarie nettamente superiori come Thunder, Nuggets e Suns, e per finire Warriors e Clippers prima del ritorno a Toronto.

Toronto: BARGNANI 33 punti (6/13 da 2, 2/2 da 3, 15/18 tl), 3 rimbalzi, 5 assist, 3 palle perse, 3 falli in 41’. DeRozan 30 (11/15), Calderon 17, Barbosa 15. Rimbalzi: Evans 15. Assist: Calderon 6. Washington: Booker 26 (12/15), Crawford 25, Wall 21. Rimbalzi: Booker 13. Assist: Wall 7.

Orlando Magic-Denver Nuggets 85-82

Non basta un buon Danilo Gallinari, al rientro dopo l’infortunio all’alluce sinistro. I Nuggets (41-28), infatti, si devono inchinare alla tripla di Nelson proprio allo scadere e vengono superati 85-82 dai Magic (44-26). L’attacco di Orlando fatica a carburare nel primo quarto. I Magic devono sudare per fare arrivare il pallone in post a Dwight Howard per l’aggressività sul perimetro di Denver e quando ci riescono Nene, con la sua fisicità, limita il pericolo pubblico numero uno. I Nuggets passano a condurre grazie alla produzione di un ottimo Wilson Chandler e a 1’13’’ dalla fine della frazione ritrovano finalmente Danilo Gallinari. L’azzurro, out dalla trasferta di Portland, fa subito sentire la sua presenza. Dopo due secondi recupera palla con una buona difesa di Turkoglu, dà il via al contropiede e lo chiude con una tripla delle sue. L’infortunio sembra definitivamente alla spalle.

gomiti — I Nuggets chiudono la prima frazione avanti 21-18 e allungano all’inizio del secondo quarto, arrivando al +6. Il Gallo in attacco sfrutta al meglio il mismatch con Clark che non riesce a reggere le penetrazioni dell’azzurro. L’ex giocatore di New York si guadagna quattro liberi su due falli dello stesso Clark, poi lavora di gomiti e trasforma un rimbalzo in attacco in un gioco da tre. Denver torna al +6 ma nella seconda parte della frazione subisce il ritorno dei padroni di casa. Orlando torna davanti con i canestri di Nelson e Turkoglu. Howard va a corrente alternata ma si mette a produrre negli ultimi minuti, i Magic così piazzano un parziale di 12-4 a vanno negli spogliatoi all’intervallo avanti 47-42. Denver dopo un buon inizio fa fatica a trovare buone soluzioni in attacco e chiude il primo tempo con un deludente 37% al tiro. Ottimo, invece, l’impatto del Gallo che con nove punti e quattro rimbalzi in otto minuti al riposo è il miglior marcatore e il miglior rimbalzista di Denver.

Gallinari in azione contro Orlando. Ap
Gallinari in azione contro Orlando

in carreggiata — Anche all’inizio del secondo tempo, come nei primi minuti del match, Orlando sonnecchia. Gli ospiti così ne approfittano per tornare davanti segnando otto dei primi nove punti della ripresa. Il Gallo torna sul parquet a metà terzo quarto, i Magic, però si rimettono in carreggiata con le triple di Nelson e Anderson. Howard si mette a fare la voce grossa sotto canestro, Orlando prova a scappare nel finale della frazione ma Gallinari si guadagna altri due liberi e riporta Denver al -4. L’azzurro tiene i Nuggets in scia all’inizio dell’ultimo quarto trovando la retina con la mano sinistra dopo una bella penetrazione. Orlando prova ad andare da Howard in attacco ma gli ospiti rispondono. Gallinari si vede fischiare in attacco un dubbio quinto fallo ma continua a difendere con aggressività e ad attaccare il canestro, portando a casa altri due liberi. Denver riesce a rimanere aggrappata al match e a 41’’ dalla fine, grazie a Nene, torna al -2. I padroni di casa fanno di tutto per non chiudere i conti. Bass realizza un solo libero su due e a 14’’ dalla fine Turkoglu addirittura li fallisce entrambi. Orlando resta a +2 e con l’ultimo possesso coach Karl chiede l’uno contro uno a Gallo. L’azzurro penetra e subisce il fallo di Hedo Turkoglu a cinque secondi dalli fine. Il giocatore milanese va in lunetta e con personalità fa due su due, rimettendo il match in parità. Il supplementare sembra la conseguenza logica di un match comunque molto equilibrato, invece Nelson trova una tripla impossibile proprio sulla sirena e regala il successo ai Magic.

Orlando: Howard 16 (5/9), Turkoglu 15. Rimbalzi: Howard 18. Assist: Turkoglu 8.
Denver: GALLINARI 17 (2/4 da due, 1/3 da tre, 10/11 ai liberi), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero, 1 stoppata in 26’. Chandler 20 (5/10, 3/6). Rimbalzi: Martin 10. Assist: Felton 7.

tratto da gazzetta.it

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Raptors, il Mago non basta. Charlotte passa a Toronto

I Bobcats si impongono 95-90 in Canada nonostante i 17 punti di Andrea Bargnani, il miglior realizzatore dei suoi. La squadra di Michael Jordan, trascinata dai 23 punti di Augustin, tiene viva la propria rincorsa ai playoff

Andrea Bargnani, 25 anni, ha chiuso col 50% al tiro. Reuters
Andrea Bargnani, 25 anni, ha chiuso col 50% al tiro

I Bobcats conquistano all’Air Canada Centre un successo importante per la corsa ai playoff e migliorano il loro record a 28 vinte e 38 perse. Toronto (18-48) combatte fino alla fine, ma cede 95-90. Buona la prestazione di Andrea Bargnani, che chiude con 17 punti e il 50% al tiro.

subito mago — Amir Johnson è fuori uso, per cui è il rookie Ed Davis ad affiancare Bargnani in quintetto. Il Mago segna al primo tentativo in penetrazione e quando ci riprova viene fermato fallosamente e converte i due liberi. Charlotte è concentrata in attacco e accumula il primo vantaggio (15-8) grazie a Jackson e Diaw. Dopo aver raggiunto il +9, i Bobcats subiscono la reazione dei Raptors guidati da Bayless, che velocizza il gioco e alza il livello di energia della squadra dopo una partenza piatta. Bargnani guida le marcature di Toronto dopo i primi 12’ con 7 punti (2/5 e 3/4 dalla lunetta), mentre sono 9 i punti di Augustin. Nel secondo quarto l’azzurro riceve pochi palloni giocabili perché Bayless e Barbosa monopolizzano le azioni offensive. Il Mago è comunque efficiente quando chiamato in causa: su un raddoppio in post basso scarica un assist preciso per la tripla di Bayless, poi trova un varco e appoggia in layup da un passaggio sulla rimessa. In difesa però Bargnani subisce l’uno contro uno di Boris Diaw. Toronto non è sempre in controllo in attacco ed è penalizzata da qualche forzatura, ma almeno le guardie sono brave a mettere pressione alla difesa avversaria attaccando con decisione il canestro. Con il ritorno sul parquet di Calderon si creano ottime occasioni per Davis, grazie al pick and roll tra lo spagnolo e il rookie contro cui Charlotte è impreparata. I rimbalzi offensivi del solito Evans (5 nel solo primo quarto) danno una notevole spinta ai Raptors. I Bobcats però conducono all’intervallo (50-47) poiché la difesa di Toronto concede il 59% al tiro.

fuga bobcats — I ragazzi di Triano pasticciano nelle prime azioni del secondo tempo e Charlotte ne approfitta. Anche Bargnani perde palla su una penetrazione sul fondo, poi rimedia con la sua prima tripla per il -2. Appena il Mago va in panchina a rifiatare c’è una sequenza che inguaia Toronto: tripla di Augustin, palla rubata a Calderon con fallo subito e 2/2 dalla lunetta del concreto Gerald Henderson, infine altra tripla di Augustin e Charlotte allunga a +13 (69-56). Quando Bargnani torna in campo il distacco è di 10 lunghezze, dimezzato alla terza sirena (76-71) con l’italiano autore, dopo due errori, degli ultimi tre punti della frazione. Il Mago diventa più aggressivo e si fa vedere in attacco, così il primo canestro dell’ultimo quarto è suo. Toronto ora ci crede e l’intensità del match sale al massimo. Gli ultimi 12′ sono combattutissimi. Nel finale sale in cattedra Augustin (migliore in campo con 23 punti) che garantisce il successo ai Bobcats con 5 punti consecutivi negli ultimi 2’, mentre Toronto sbaglia gli ultimi tre tiri.

Toronto: BARGNANI 17 punti (5/10 da due, 1/2 da tre, 4/6 liberi), 4 rimbalzi, 1 assist e 2 palle perse in 38’51″. Barbosa 15 (4/11, 2/7, 1/1 tl), Calderon 13, DeRozan 11. Rimbalzi: Evans 17. Assist: Calderon 7
Charlotte: Augustin 23 (5/9, 3/5, 4/4 tl), Henderson 18, Jackson 15, Diaw 15. Rimbalzi: Brown 5, Jackson 5. Assist: Diaw 6

tratto da gazzetta.it

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Gallo, 30 punti con beffa. Sconfitto anche Bargnani

Solo Belinelli tra gli azzurri Nba conquista un successo, con New Orleans vincente su Minnesota. Gallinari è il migliore per Denver nella sfida infinita di Portland, decisa solo al supplementare. Anche il Mago gioca bene (26 punti) ma Toronto soccombe in casa contro i Suns

Nella notte Nba tre italiani in campo ma solo Belinelli conquista la vittoria. Gallinari realizza trenta punti nella sfida pazzesca di Denver a Portland, decisa al supplementare. K.o. anche Bargnani, con Toronto battuta in casa da Phoenix.

Danilo Gallinari, 30 punti a Portland. Ap
Danilo Gallinari, 30 punti a Portland

Portland-Denver 107-106 d.t.s.

I 30 punti di Danilo Gallinari non bastano. Denver, infatti, si fa recuperare un vantaggio di cinque punti negli ultimi 18’’ del match e va ko al supplementare. Non c’e’ Kevin Martin, fermato dall’influenza, coach Karl, che giovedì aveva lanciato parecchie frecciate all’indirizzo di Carmelo Anthony, promuove Wilson Chandler in quintetto. Si parte con i liberi di Danilo Gallinari (uno su due per l’azzurro), poi pochi secondi più tardi con un devastante coast to coast il giocatore milanese trova il suo primo canestro dal campo. Portland non può ancora schierare il suo nuovo acquisto Gerald Wallace ma si affida alle iniziative di un ottimo LaMarcus Aldridge e torna davanti. Il Gallo, dopo l’esordio agrodolce contro Boston, sprizza energia da tutti i pori e va a segno con una bella penetrazione, chiusa con la sinistra. L’azzurro, che firma 10 dei primi 16 punti degli ospiti, trova anche la sua prima tripla in maglia Nuggets e riporta Denver al -2. Brandon Roy torna sul parquet e mostra incoraggianti progressi. Portland prova a scappare e chiude il primo quarto avanti 25-19. Davvero buona la frazione per il Gallo che mette a referto 12 punti.Nel secondo periodo i Blazers spingono sull’acceleratore. Con Gallinari a prendere fiato in panchina si scalda JR Smith e riporta sotto gli ospiti. Denver riprende Portland con la tripla di Chandler ma Aldridge e compagni cambiano marcia nelle seconda parte della frazione. Roy e Rudy Fernandez trovano il canestro con continuità, i Blazers così arrivano al vantaggio in doppia cifra. Rientra il Gallo e accorcia le distane con un’altra bella penetrazione ma Portland chiude il secondo quarto con un parziale di 17-7 e va al riposo tra gli applausi del Rose Garden avanti 49-39.Un primo tempo deludente per i Nuggets che chiudono con un brutto 32% al tiro, coach Karl può consolarsi soltanto con i 14 punti di un buon Danilo Gallinari.I Nuggets iniziano la ripresa con grande determinazione. Chandler suona la carica, Gallo segna da sotto e Denver torna con il fiato sul collo di Portland. Wilson Chandler firma nove punti nei primi quattro minuti del terzo quarto, Gallinari realizza quattro liberi e la squadra del Colorado torna davanti. Portland in attacco si affida alle conclusioni di Fernandez ma non ha più lo smalto del secondo quarto. Il Gallo realizzaun canestro da cinema dalla media distanza e trova anche il fallo di Batum . L’azzurro replica con un bel canestro dal perimetro 20’’ più tardi, Denver piazza un parziale di 18-5 e chiude il terzo quarto avanti 72-65. Gallinari continua ad attaccare il canestro anche all’inizio dell’ultimo quarto e si guadagna quattro liberi. Quando l’azzurro va in panchina a prendere ossigeno ci pensa Arron Afflalo a tenere davanti i Nuggets. Portland prova a tornare sotto nel finale con le giocate di un ritrovato Brandon Roy. Felton pero’ a 18’’ dalla fine riporta gli ospiti al +5. Sembra fatta, invece Denver concede una tripla troppo comoda a Roy. Portland manda in lunetta Gallinari che realizza il primo libero, quello del +3, ma fallisce il secondo. I Blazers puniscono l’errore del giocatore milanese grazie al solito Roy che dalla lunga distanza pareggia i conti. Si va all’overtime e il Rose Garden è una bolgia. I padroni d casa sembrano in grado di controllare il supplementare ma cinque punti consecutivi di Afflalo portano Denver al +2 a un minuto dalla fine. Portland però con i liberi di Matthews e Aldridge torna davanti. I Nuggets scelgono di affidare l’ultimo tiro a Gallinari che dalla lunga distanza non ha fortuna. La sua conclusione, infatti, viene sputata fuori dal ferro. Denver comunque mantiene il possesso del pallone ma la tripla della disperazione di Afflalo, proprio allo scadere, non trova la retina. Il cuore non basta a Denver che così incassa una sconfitta che fa davvero male.

Portland: Aldridge 24 (9/20), Roy, Miller, Fernandez 18. Rimbalzi: Aldridge 14. Assist: Miller 9.
Denver: GALLINARI 30 (6/9 da due, 1/5 da tre, 15/17 ai liberi), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata in 42’. Chandler 20 (5/12, 3/4), Afflalo 19. Rimbalzi: Nene 11. Assist: Lawson, Felton 6.

Minnesota-New Orleans 81-95

Pur privi del loro miglior marcatore David West (rimasto a casa a causa della morte di un familiare), gli Hornets giocano una buona pallacanestro contro i Timberwolves e vincono 95-81. New Orleans ritrova finalmente Emeka Okafor e dà il suo benvenuto al nuovo acquisto Carl Landry. Gli ospiti ci mettono un po’ a carburare. Kevin Love va a segno dalla lunga distanza e inizia a mostrare i muscoli sotto canestro, Chris Paul risponde e piano piano New Orleans prende possesso del match. Landry fa il suo debutto e sembra trovarsi perfettamente a proprio agio negli schemi offensivi di Monty Williams. Gli Hornets prendono il largo negli ultimi minuti della frazione piazzando un parziale di 14-2. Marco Belinelli entra a 1’57’’ dalla fine del primo quarto e proprio allo scadere del periodo firma un canestro dalla media distanza dall’altissimo quoziente di difficoltà. L’azzurro poi apre il secondo quarto trovando la retina dal perimetro. I Wolves provano ad avvicinarsi con i canestri di Wesley Johnson ma New Orleans, dopo un appannamento in attacco, riprende a correre e chiude il primo tempo avanti 55-43.La truppa di Monty Williams non ha nessuna intenzione di far tornare in partita Love e compagni e mantiene alta la concentrazione all’inizio della ripresa. Minnesota fa troppa fatica in attacco, la coppia Paul-Ariza così spinge gli Hornets lontani. Love non basta, New Orleans, infatti, prende il controllo del match e alla fine del terzo quarto e’ avanti di ben 18 punti. Gli ospiti controllano senza grandi problemi la timida reazione dei T-Wolves nell’ultimo quarto. L’unico sussulto arriva in apertura di frazione quando l’idolo del Target Center Kevin Love cattura il suo 10° rimbalzo della gara e mette a referto la sua 45a doppia-doppia consecutiva. Non succede più nulla e New Orleans così porta a casa il successo.

Minnesota: Ridnour, Johnson 22. Rimbalzi: Love 14. Assist: Love 5.
New Orleans: BELINELLI 5 (2/5 da due, 1/2 ai liberi), 1 rimbalzo in 12’. Ariza 18 (1/5, 4/8), Paul 17. Rimbalzi: Okafor 7. Assist: Paul 8.

Toronto-Phoenix 92-110

I Phoenix Suns travolgono Toronto con una partenza a razzo e conquistano il successo (92-110) al termine di un match dominato da Steve Nash e compagni. Non basta ai Raptors la grande prestazione offensiva di Andrea Bargnani che realizza 26 punti con 12 canestri su 15 tentativi. La pessima difesa condanna Toronto alla sconfitta che è già nell’aria dopo un primo quarto tutto di marca Suns. “Non siamo entrati in campo pronti per giocare – ammette Bargnani -. Né in difesa né in attacco e loro ne hanno approfittato. Sono davvero una buona squadra in contropiede e sono abituati ad andare al tiro in sei-sette secondi”. La transizione difensiva è il problema principale all’inizio e Phoenix sfrutta ogni occasione per lanciare Grant Hill e Vince Carter a canestro prima che Toronto possa schierare la propria difesa. I Suns ottengono sia punti facili che tiri liberi. L’odiatissimo ex Carter si esalta contro i fischi dei tifosi canadesi e ci mette poco per dare spettacolo con una schiacciata al volo in contropiede su assist preciso di Nash. Per Toronto solo Bargnani è efficace in attacco e mette a segno 10 dei primi 12 punti della squadra che insegue 12-29. Il primo quarto segna il resto della gara e si conclude 15-34. Tra gli ospiti Carter guida la marcature con 11 punti e Channing Frye ha all’attivo tre triple realizzate. Nash si preoccupa più di distribuire il pallone nelle mani giuste che di produrre punti e Phoenix vola sempre più in alto con i Raptors alquanto imbambolati. Bargnani è autore di 12 punti nei primi 12’, ma il resto della squadra delude. DeRozan chiude con 14 punti con 6/11, però la sua gara è condizionata dai falli. Il vantaggio di Phoenix raggiunge il +24 nel secondo quarto e il primo tempo si chiude 42-60 con 16 punti (7/9) di Bargnani. Toronto cerca di reagire con un 6-0 di parziale in avvio di ripresa concluso da una decisa schiacciata del Mago, ma i Suns riallungano in fretta sfruttando Marcin Gortat che si fa sempre trovare pronto sugli scarichi di Nash e la buona vena di Carter, protagonista anche di 6 palle recuperate. Toronto continua ad appoggiarsi su Bargnani che aumenta il proprio bottino con un terzo quarto ancora molto efficace (4/5 al tiro per altri 8 punti). La partita comunque ha ormai poco da dire. Il punteggio è 62-86 e i Raptors oltre a una difesa che fa il solletico agli avversari mette in vetrina un orribile 0/12 complessivo di Calderon, Barbosa e Weems nei primi tre quarti. L’ultimo quarto è caratterizzato dal garbage time. La sconfitta porta Toronto a un bilancio di 16-43 totale e 11-19 all’Air Canada Centre.

Toronto: BARGNANI 26 (12/15 da due, 2/5 tl), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 palla recuperata e 3 perse, 1 fallo in 35’. Barbosa 15, DeRozan 14. Rimbalzi: Bayless e Davis 5. Assist: Calderon 7.
Phoenix: Carter e Gortat 17, Frye 16, Pietrus 14. Rimbalzi: Gortat 11. Assist: Nash 11.

tratto da Gazzetta.it

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Bargnani beffa Derrick Rose e Chris Paul si gode Belinelli

A Toronto il Mago realizza 24 punti e trascina alla vittoria i Raptors sui Chicago Bulls (118-113). Successo anche per gli Hornets contro i Clippers (98-87)

I Raptors di Bargnani si rifanno della trasferta deludente a Charlotte con una brillante vittoria contro Derrick Rose e i suoi Chicago Bulls, superati col punteggio di 118-113. Successo anche per gli Hornets di Belinelli, che superano i Los Angeles Clippers 98-87.

Toronto Raptors-Chicago Bulls 118-113

Per battere una delle squadre più forti dell’Est ci voleva una prova maiuscola da parte di Andrea Bargnani e compagni che con l’aiuto del caloroso pubblico riescono a fare lo sgambetto ai Bulls, malgrado le gambe molli per il back to back. In una serata in cui tutto sembra funzionare in attacco Toronto chiude con il 58% dal campo e un clamoroso 32/34 dalla lunetta contro una delle difese migliori del campionato, ottenendo un validissimo contributo da diversi protagonisti. Le due bocche da fuoco primarie Bargnani e DeRozan realizzano entrambi 24 punti, Amir Johnson è perfetto al tiro con 8/8, Barbosa (13p. con 6/8) e Weems (12p. con 4/5) si mettono in luce tra le riserve e Calderon orchestra il gioco efficacemente smazzando via 17 assist (sono 19 totali quelli di Chicago). I Raptors conducono all’inizio fino al 13-11, poi si fanno sorpassare e devono inseguire all’intervallo (55-58). Bargnani riporta Toronto in testa 61-60 alla ripresa del gioco e i Dinos restano al comando per quasi tutto il terzo quarto raggiungendo il +9 grazie a un bell’assist da seduto del Mago che non si scompone e riesce a liberarsi della sfera trovando libero Ed Davis che centra il bersaglio appoggiando al tabellone (81-72). Toronto si distrae e permettte ai Bulls di recuperare nel finale del terzo quarto che si conclude con 4 punti di vantaggio per i Raptors. Nell’ultimo quarto si scatena Derrick Rose, uno dei candidati al premio di mvp stagionale, con 19 punti e la tripla del pareggio 107-107. I due minuti finali sono tutti da godere: Chicago pareggia tre volte, ma Toronto mette la zampata finale grazie a un aggressivo DeRozan autore di 6 punti consecutivi (4 dalla lunetta). Bargnani chiude con un impressionante 10/11 dalla lunetta. Le gambe stanche provocano qualche tiro sbilenco dal perimetro e allora il Mago va giustamente a cercar fortuna provocando contatti fallosi degli avversari. Positivi anche i 4 assist dell’azzurro. All’esordio con la maglia dei Raptors l’ala James Johnson, proveniente proprio da Chicago, desta subito una buona impressione dandosi da fare per il campo con grande intensità. Il suo primo tabellino ufficiale con Toronto comprende 9 punti, 5 rimbalzi e 3 stoppate in 26 minuti. Triano lo lancia in quintetto pensando di trarre vantaggio dal fatto che Johnson conosce bene i suoi ex compagni e i fatti gli danno ragione. Il neo Raptor aveva addirittura partecipato all’allenamento dei Bulls del giorno precedente e conosceva dunque il piano di gara dei Bulls, spiegherà Bargnani dopo la partita. Cose che succedono solo nella Nba.

Toronto: BARGNANI 24 (7/16 da due, 0/3 da tre, 10/11 tl), 8 rimbalzi, 4 assist, 1 palla recuperata e 3 perse, 2 falli in 42’. DeRozan 24, Johnson 17, Barbosa 12. Rimbalzi: Bargnani 8. Assist: Calderon 17.
Chicago: Rose 32 (8/22, 14/16 tl), Boozer 24, Deng 19. Rimbalzi: Noah 16. Assist: Rose 10.

Marco Belinelli, 12 punti ai Clippers. Afp
Marco Belinelli, 12 punti ai Clippers

New Orleans Hornets-Los Angeles Clippers 98-87

Gli Hornets erano arrivati alla pausa per l’All Star Weekend perdendo 9 delle ultime 11 gare. Si vede che la pausa ha fatto bene alla squadra di Monty Williams, che ritrova la vittoria, e Marco Belinelli ritrova la via del canestro (e il campo) dopo i 6 minuti senza punti nell’ultima partita disputata, a Portland. Parte sempre dalla panchina il Beli, dietro a Willie Green, ma torna a segnare in doppia cifra risultando preziosissimo per i suoi. I Clippers di Blake Griffin (privi di Baron Davis oltre che di Eric Gordon, mentre a NOLA mancava Okafor) continuano a fare una fatica bestiale fuori casa (5-23 il record esterno, 21-37 il totale). Belinelli segna i suoi primi punti con 10’03 sul cronometro del secondo quarto, interrompendo un parziale di 7-0 degli ospiti e siglando il +3 per i suoi, con il tiro dalla media e il fallo di Butler (a segno il tiro libero aggiuntivo per il 26-23), e prosegue il suo momento con altre due conclusioni dalla media, trovato da Green prima e da Jack poi, per un totale di 7 punti in nemmeno 3′ per il 32-27 di New Orleans. Nel secondo quarto Marco è scatenato: lo cerca anche Chris Paul, e lui risponde con 5 punti in fila per il +7 dei suoi, dopo la schiacciata di Griffin (38-31 con 3’01 da giocare prima dell’intervallo. Nonostante questa raffica nel secondo quarto, coach Williams lo ripropone solamente a 51 secondi dalla fine, quando la gara è già in ghiaccio. Sì perché, intanto, nella ripresa gli Hornets volano via: Chris Paul è in gran serata (anche 6 rimbalzi e 3 recuperi per lui), David West la solita macchina, e un pezzo per volta gli Hornets costruiscono un vantaggio stabilmente in doppia cifra (raggiunta per la prima volta con il tiro di West del 62-52 a 5’16 dall’ultima pausa). Toccano anche il +16 i padroni di casa, con due tiri liberi di Jarrett Jack a 5’09 dalla fine (87-71), mentre gli sforzi di Aminu e Kaman nell’ultimo periodo non bastano agli ospiti per rimanere in partita.

New Orleans: BELINELLI 12 (4/5, 1/2, 1/1 tl), 1 assist, 1 fallo in 16 minuti. West 22 (9/18, 4/6 tl), Paul 19, Green 17. Rimbalzi: West 8. Assist: Paul 10.
L.A. Clippers: Griffin 21 (8/16, 0/1, 5/8 tl), Foye 15, Kaman 14. Rimbalzi: Griffin 13. Assist: Foye 9.

tratto da Gazzetta.it

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Gallinari trascina New York. Super Bargnani non basta

I Knicks superano Atlanta 102-90; l’italiano, nonostante gli acciacchi, mette a referto 17 punti. Strepitosa la prestazione dell’azzurro di Toronto (38 punti), ma alla fine passa Miami. Cade anche New Orleans; a bocca asciutta Belinelli

Lo show da 38 punti di Andrea Bargnani non basta a Toronto per evitare la sconfitta casalinga con Miami. Danilo Gallinari si ferma a un rimbalzo dalla doppia doppia (anche 17 punti) contribuendo al successo di New York su Atlanta al Garden. Meno di 6’ per Marco Belinelli nella sconfitta di New Orleans a Portland.

Andrea Bargnani in azione. Ap
Andrea Bargnani in azione

Toronto Raptors-Miami Heat 95-103

Malgrado una sontuosa partita di Andrea Bargnani, autore di 38 punti di cui 17 nel solo quarto periodo, i Raptors si inchinano agli Heat trascinati dai Big Three. Nel suo attesissimo ritorno all’Air Canada Centre l’ex Chris Bosh è protagonista insieme a Wade e James del successo di Miami. “Siamo tutti felici per Chris anche se non abbiamo giocato una grande partita”, dice coach Spolstra. Toronto combatte anche dopo aver perso l’unico vantaggio nel corso del match (+6 nel primo quarto), ma con i tre All Star sopra il ventello diventa impossible sperare di fare lo sgambetto a Bosh. La differenza di talento tra le squadre è palese. Toronto può contare come sempre su Bargnani e sul secondo violino DeRozan (24 punti) in attacco, gli unici ad andare in doppia cifra, ma gli altri faticano contro la difesa di Miami. Malgrado ciò, i Raptors impegnano King James e compagni anche nell’ultimo quarto che inizia con Toronto sotto 72-80. Miami parte lenta in attacco e Bargnani la punisce con una tripla (eccellente il suo 5/6 totale da tre). A metà frazione, il Mago si scatena firmando 14 su 16 punti della squadra che permettono ai Raptors di portarsi a -4 (84-88) e rendere il finale meno scontato. Le due ultime triple ravvicinate di Bargnani fissano il punteggio sul 93-97 a un minuto e mezzo dalla fine. LeBron però non perdona e assicura il successo agli Heat con un layup e un altro canestro su rimbalzo offensivo. All’uscita dal campo, Chris Bosh manda baci al pubblico in un mix di fischi e applausi e poi spiega il gesto: “C’era del sarcasmo rivolto ai detrattori e affetto per i veri sostenitori. Ognuno lo può interpretare come vuole. La cosa più importante stasera è stata la vittoria. Volevamo continuare il buon momento”. I Raptors escono a testa alta e ringraziano i tifosi che hanno creato una grande atmosfera: “Siamo fortunati a giocare davanti a un pubblico come questo. Non molte arene sono come la nostra. Mi aspettavo i fischi per Bosh e penso che anche lui li attendesse”, dice Bargnani che aggiunge un giudizio sulla gara dei Raptors. “Ci siamo messi in una buona situazione nell’ultimo quarto. Abbiamo avuto la nostra chance anche se poi è mancata la vittoria, ma penso che abbiamo giocato bene. Anche se era la prima volta a Toronto, avevamo già giocato due volte contro Chris. La prima è stata più strana, ma ora è tutto normale. Mi piace giocare contro i grandi giocatori e CB è uno di loro. Così come i vari Nowitzki e Duncan. Mi diverto”. LeBron James, che alla vigilia aveva dichiarato che l’ostilità dei fans canadesi avrebbe aiutato Miami a trovare maggiore motivazione prim adella pausa per l’All Star Game, chiude sfiorando la tripla doppia con 23 punti, 13 rimbakzi e 8 assist.

Toronto: BARGNANI 38 punti (10/20 da 2, 5/6 da 3, 3/4 tl), 4 rimbalzi, 3 palle perse, 4 falli in 39’. DeRozan 24 (9/20). Rimbalzi: Davis 13. Assist: Calderon 14.
Miami: Wade 28 (10/18), Bosh 25 (7/16, 11/12 tl), James 23. Rimbalzi: James 13. Assist: James 8.

Danilo Gallinari, 17 punti in 37 minuti.  Reuters
Danilo Gallinari, 17 punti in 37 minuti

New York Knicks-Atlanta Hawks 102-90

L’ultimo match prima della pausa per l’All Star game regala soddisfazioni a Mike D’Antoni. I Knicks infatti, giocano un’ottima gara e battono per la prima volta in questo campionato Atlanta. Nonostante un Amare Stoudemire acciaccato e un Danilo Gallinari in non perfette condizioni fisiche (il problema al ginocchio non è ancora del tutto superato), la squadra di casa tiene testa agli Hawks e conquista con pieno merito il successo. Gallinari mette subito le cose in chiaro trovando i suoi primi due punti dal campo con una perentoria schiacciata. Atlanta risponde con i canestri di Marvin Williams ma i Knicks nelle battute finali del primo quarto cambiano marcia, piazzano un parziale di 15-3 e arrivano al +9. Il Gallo produce un’altra schiacciata da applausi, Felton e l’All Star Stoudemire fanno il resto. Gli Hawks giocano senza la giusta concentrazione e al termine del primo periodo sono sotto di sette lunghezze. Shawne Williams e un ritrovato Wilson Chandler si mettono a produrre in apertura di secondo periodo, la truppa di Mike D’Antoni così allunga, toccando il vantaggio in doppia cifra. Sembra tutto facile per i padroni di casa ma nelle battute finali del primo tempo Joe Johnson e compagni provano a tornare sotto. Un buon Gallinari dalla lunga distanza li ricaccia indietro, Smith e Horford però negli ultimi secondi della frazione riescono a limitare i danni. Gli Hawks così dopo un primo tempo deludente vanno negli spogliatoi sotto 52-45.

Il Garden sembra apprezzare lo sforzo della squadra di casa che torna sul parquet con la giusta convinzione. Ci pensa subito il Gallo, con la sua seconda tripla del match, a riportare i Knicks al +10. Stoudemire e Hordorf sotto canestro danno vita a un bel duello, Gallinari intanto per un intervento scomposto su Bibby rimedia un tecnico. Atlanta pero’ fa troppa fatica in attacco così la compagine newyorchese non deve faticare più di tanto per tenere in mano le redini del match. I canestri di Chandler e quattro liberi dell’azzurro negli ultimi 36’’ della frazione spingono i Knicks al +13 al termine del terzo quarto. Mike D’Antoni non vuole cali di tensione e i Knicks non abbassano la guardia. Gallinari apre l’ultimo quarto con un altro canestro dalla lunga distanza, Douglas e Chandler allontanano gli Hawks che escono dal match già a metà frazione. I Knicks così inseriscono il pilota automatico e difendono senza grossi problemi il vantaggio.

New York: GALLINARI 17 (2/4 da due, 3/8 da tre, 4/4 ai liberi), 9 rimbalzi, 1 assist, 1 recupero in 37’. Stoudemire 23 (8/17), Chandler 20. Rimbalzi: Fields, Gallinari 9. Assist: Felton 11.
Atlanta: Williams 17 (5/9, 2/5), Bibby 15. Rimbalzi: Horford 11. Assist: Johnson 6.

Portland Trail Blazers-New Orleans Hornets 103-96

Non basta conoscere i segreti di LaMarcus Aldridge per riuscire a fermarlo. La stella di Portland (32-24) non ha pietà di coach Monty Williams, negli ultimi 5 anni assistente ai Blazers, e con la quarta gara nelle ultime cinque sopra quota 30 punti  regala alla franchigia dell’Oregon la sesta vittoria consecutiva, la striscia più lunga dal novembre 2009. New Orleans (33-25), con Marco Belinelli limitato a meno di 6’ (sia perché l’azzurro non incide sia perché nella ripresa la rotazione si accorcia a 6 uomini, complice la gran serata di Willie Green), invece cade per la nona volta nelle ultime 11 esibizioni, incapace nell’ultimo quarto di contenere i Blazers (11/18 dal campo), trascinati da Aldridge (12 punti nel parziale) e Miller (10). A tradire coach Williams sono la difesa e soprattutto Chris Paul, un fantasma da 8 punti, 5 assist e 4 palle perse che vaga per il Rose Garden: in stagione viaggia a 16,4 punti e 9,7 assist, ma nelle ultime 5 partite ha tirato col 31,4%. “Abbiamo giocato a lungo con un quintetto basso e a rimbalzo abbiamo pagato dazio – ha raccontato Aldridge a fine gara -, per questo abbiamo ad una difesa aggressiva su Paul. Nel secondo tempo in particolare ci siamo concentrati su di lui e siamo riusciti a contenerlo” .

Si segna tanto nel primo quarto (70% Portland, 63,1% New Orleans) e i Blazers trascinati da Aldridge e Matthews (13 punti a testa) chiudono sul 35-26 nonostante i 12 di David West. Belinelli si alza dalla panchina a 4’02” dalla prima sirena ma non incide: si prende il suo unico tiro del match subito dopo che Fernandez ha portato i Blazers sul 38-28, in avvio di secondo quarto, ma lo sbaglia e torna in panchina per non rialzarsi più. New Orleans intanto aggiusta la difesa (4/14 concesso a Portland nel secondo quarto), domina a rimbalzo (20 con 8 offensivi dopo 24’) e torna in partita con un 9-0, lanciata in vantaggio all’intervallo (49-48) da West. Green con 9 punti nel terzo quarto prova ad alimentare la fuga degli ospiti, ma il divario arriva al massimo a 8 lunghezze (l’ultima volta sul 76-68 a 1’08” dalla terza sirena) e i Blazers restano in partita, cambiando marcia nel quarto conclusivo. Il sorpasso (87-86) lo firma Aldridge a 4’13” dalla fine, con un gioco da tre punti nel mezzo di un 13-3 a cui contribuiscono anche Miller e Matthews che regala a Portland il 96-89 con 51” secondi da giocare. A New Orleans non basta la voglia di West per tentare la rimonta.

Portland: Aldridge 34 (13/18, 8/9 tl), Matthews 24, Miller 18. Rimbalzi: Matthews 8. Assist: Miller 7.
New Orleans: BELINELLI 0 punti (0/1 da tre) e 1 rimbalzo in 5’45”. West 27 (10/18, 7/8 tl), Green 24, Ariza 16. Rimbalzi: Ariza 9. Assist: Ariza 6.

tratto da Gazzetta.it

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