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Milano troppo imprecisa. Cantù è già al match point

La Bennet supera l’Armani Jeans 70-64 e si porta sul 2-0 nella semifinale scudetto, mantenendo inviolato il Pianella. Ora la serie si sposta a Milano

Hawkins attacca Micov in penetrazione. Ciam/Cast
Hawkins attacca Micov in penetrazione

Cantù va 2-0, batte Milano 70-64 in gara-2 della semifinale scudetto dopo una sfida controllata per tre quarti ma poi rimessa in discussione dalla grande difesa di Milano, che concede 12 punti nell’ultimo quarto (e 25 nella ripresa) agli avversari. Alla fine, quando Lynn Greer riporta la AJ dal -15 del 26’ al -3 (64-61) e Cantù non riesce più a segnare, la differenza la fa la lunetta: 11/13 Cantù nella ripresa, 10/21 Milano con un sanguinoso 2/9 di Rocca.

CON ORTNER — Trinchieri lascia Tabù in tribuna per Ortner, un piccolo per un lungo. Milano cambia le marcature rispetto a gara-1, usa Jaaber su Mazzarino, Hawkins su Green e Karl su Micov. Da questa miscela di decisioni nate a tavolino, nasce un primo quarto equilibrato (22-19) dove le 6 palle recuperate di Milano, molto attiva con Mancinelli (4 recuperi), compensano l’1/8 da tre permettendo 5 tiri in più rispetto alla Bennet. Senza Tabu, arriva il momento di utilizzare Micov anche come regista, situazione alla quale Milano si adegua con un quintettone con Mancio ala piccola. Sbagliato, perché così va a marcare proprio Micov che riesce a portar palla contro un pari ruolo. Palla che gira come un flipper e trova due volte Leunen perso da Pecherov oltre la linea da tre punti nel primo vero allungo canturino (39-27). La Bennet tocca anche +14 in un primo tempo segnato dall’1/10 da tre della AJ, con un Greer produttivo (8 punti nel 2° quarto) e niente più. Mazzarino a Leunen vanno al riposo con un 6/8 complessivo nelle triple, altra musica.

ALLUNGO E RECUPERO — Milano va con due play nella ripresa, soprattutto coinvolge Eze in attacco. Ma due svarioni difensivi vengono puniti mirabilmente da Micov, e Cantù tiene, anzi allunga con un gioco da tre punti di Scekic (53-38). I lunghi della Bennet sono carichi di falli, dimostrando che Trinchieri ha fatto bene a portarne uno in più anche se poi va in affanno sul pressing milanese. Rocca produce solo 2 punti da 6 viaggi in lunetta, Mian impreziosisce con una tripla i minuti di riposo dati a Mazzarino, e Cantù si trova ancora a +9 al 30’, dopo un terzo quarto in cui per la prima volta perde un po’ il controllo della situazione e non segna più con continuità. Greer guida l’AJ a modo suo, ma crea movimento che la difesa di Cantù stavolta non è pronta a neutralizzare. Peterson protesta forte con gli arbitri, per la prima volta da quando è rientrato.

BRUTTI ATTACCHI — Mancinelli riporta Milano a -5 (60-55 a 6’12″ dalla fine) ma mentre la difesa funziona benissimo (Jaaber annulla Mazzarino, un solo tiro, sbagliato, nella ripresa, Mancinelli Leunen), gli attacchi che possono mettere la Bennet con le spalle al muro sono giocati male. La differenza rispetto ad altre occasioni è che Milano sopravvive ai suoi errori senza mollare mai. Cantù spara dei tiracci al 24″ senza aver costruito nulla, dal 32’ segna solo dalla lunetta. Ma sull’ultima azione del possibile aggancio (-40″, 66-61) Hawkins spara una tripla che non prende neanche il ferro. Poi la processione in lunetta mette Cantù con un piede in finale. Ma la reazione difensiva di Milano dà all’AJ una speranza per le gare casalinghe.

Cantù: Mazzarino 13, Leunen 12, Micov, Scekic 11.
Milano: Greer 15, Rocca 12, Eze 8.

tratto da gazzetta.it

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Siena, prova di forza. Travolge Treviso in gara 1

Semifinale playoff: Mens Sana scatenata contro la Benetton, spazzata via 79-58 in gara 1 in Toscana. Hairston miglior marcatore con 16 punti, agli ospiti non bastano i 14 di Gentile. Gara 2 giovedì ancora a Siena

Non finisce come in occasione del +39 in gara-uno nello scontro dei quarti della scorsa stagione, ma anche stavolta il primo atto della semifinale tra Siena e Treviso dura poco più di metà quarto. La Montepaschi festeggia il 42esimo compleanno e la cinquantesima gara playoff senese di Stonerook, che diventa così il recordman del club, con un 79-58 sulla Benetton che matura quasi tutto a cavallo dei primi due quarti.

Lavrinovic difende forte su Motiejunas. Ciam/Cast
Lavrinovic difende forte su Motiejunas

montepaschi rullo compressore — Siena spalma la sua qualità su tutti i suoi 11 giocatori scesi in campo, tutti a segno, contro la Benetton che nelle ultime 12 gare ha perso solo tre volte, ma due di queste contro i campioni d’Italia, nettamente. Non da oggi Treviso è una grande squadra a rimbalzo d’attacco, un’emorragia che Siena in avvio non argina, se non dominando (1-6) il saldo perse-recuperate. Alla lunga però non può bastare alla Benetton per tamponare una pessima giornata al tiro: all’intervallo ha 3/12 da tre (1/6 nel primo quarto) e 7/22 da due (3/13 nel secondo quarto). Soprattutto la Montepaschi riesce a imbavagliare i lunghi titolari Motiejunas e Skinner (1/8 in due a metà gara), riuscendo sulla distanza anche a tenere a rimbalzo (34 pari alla fine) con l’aiuto degli esterni.

la gara si spacca — Sono gli ingredienti che spaccano la partita: prima Hairston e Kaukenas a fine primo periodo, poi Carraretto e Ress dalla panchina all’inizio del secondo sono i motori del 19-1 nei 7′ in cui Treviso non segna dal campo, risvegliandosi al 13′ sotto 35-14. Repesa, che aveva chiamato il primo timeout dopo 37”, solo a questo punto chiama il secondo, giocandosi troppo tardi l’annunciata zona, incisiva nei precedenti stagionali. Ormai una schiacciasassi, la Montepaschi macina anche questa: subito a +22, già prima del riposo la Montepaschi toccherà il 44-20 al 18′ con Hairston, che è anche il protagonista per tenere il +23 al rientro dagli spogliatoi. Un 7-0 veneto vale al massimo il rientro sul 53-37 ma contro la zona ospite i segreti toscani sono McCalebb e Kaukenas, guizzanti a metà campo e imprendibili in campo aperto. Resistendo qui ai tentativi di rientro di Gentile, Siena torna poi ad allungare sul 69-43 all’inizio del quarto con Michelori. Con due triple di un Bulleri fin lì a secco, la Benetton prova il colpo di reni con un 10-0 che la riporterà anche 71-56 a metà quarto periodo, ma qui sbaglia cinque attacchi di fila per rientrare oltre. Gara 2 giovedì, ancora a Siena.

SIENA: Hairston 16, Lavrinovic 12, McCalebb 11
TREVISO: Gentile 14, Smith 11

tratto da gazzetta.it

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Semifinale gara-1, Cantù c’è. Milano soffocata: 48 punti!

La Bennet vince 62-48 sull’Armani dopo una gara tatticamente perfetta e con una elevata qualità di gioco. Ottima la difesa della squadra di Trinchieri. Mazzarino leader dei suoi con 16 punti, bene anche Mike Green con 5 assist

Cantù vince gara-1 delle semifinali scudetto 62-48 dopo una gara dominata per qualità di pallacanestro (15 assist su 23 canestri fatti), anche se non ad alto punteggio per i tanti buoni tiri sbagliati. L’AJ tocca a malapena i 48 punti, peggior prestazione stagionale (59 il precedente minimo) riesce a stare incollata alla gara fino al 32’ (48-43) ma poi schianta. Oltre al solito Mazzarino, ottimo Green, 5 assist, e, in generale, la squadra.

cantù di gruppo - Milano attacca solo con le individualità di Hawkins e Greer. Cantù sciorina subito grande pallacanestro, sale 11-2, subisce un 7-0 firmato da Greer (Jaaber esce alla prima azione per un colpo alla mano, ma rientra al 7’), poi incanta con un 11-0 (22-9) costruito su passaggi illuminanti e tiri ad alta percentuale. Il primo quarto è impietoso per Milano (la valutazione statistica, che dà la fotografia della qualità del gioco, dice 35-7 per la Bennet), l’unico sassolino nell’ingranaggio perfetto di Trinchieri sono gli errori al tiro di Leunen che non permettono alla sua squadra di dilagare. Altro problemino, quando Mazzarino si prende 4’ di riposo, Cantù non fa un punto mentre Pecherov, con 7 punti in 7’, dimezza lo svantaggio della AJ (26-21). Torna Nicholas, su cui si alternano Karl, Hawkins, Mordente e Jaaber, e per tre azioni consecutive Green è il mandante dei canestri che riportano lontano Cantù (34-23). Eppure, ancora una volta, quando la qualità del gioco vota Bennet, la superiorità fisica di Milano con Hawkins e Pecherov e il dominio a rimbalzo ribaltano un destino tatticamente segnato. All’intervallo (34-29), Hawkins è a quota 9 con Mazzarino (3/5 da 3) ma il 2/8 di Leunen pesa.

Micov in entrata fra Kobe Karl e Benjamin Eze. Ciam-Cast
Micov in entrata fra Kobe Karl e Benjamin Eze

hawkins ricuce — Il Falco di Milano però è colpevole dell’ottima uscita dagli spogliatoi della Bennet: è lui che marca due volte Micov che gli sdottora in faccia sotto canestro, è lui in ritardo sulla tripla di Mazzarino (41-31). Peterson va con Jaaber e Greer assieme, per segnare un pochino anche senza Hawkins ma non funziona (2 punti nei primi 5’40″ della ripresa, 43-31), e soffre a rimbalzo. In compenso, Cantù costruisce tanti buoni tiri ma li sbaglia e, come accade sempre in questi casi, comincia ad andare in affanno (4/16 al tiro nel terzo quarto) permettendo il recupero avversario con triplone di Mordente che apre l’8-0 AJ (45-42). Un capolavoro di Green ferma l’emorragia, una fesseria difensiva di Mancinelli viene punita da Scekic (che poi va a prendere un rimbalzo offensivo vitale), una penetrazione di Mazzarino sul cambio di Pecherov fa decollare di nuovo Cantù (58-46) fino alla tripla di Markoishvili 1’27″ dalla fine che rimette le giuste distanze viste in campo (61-46). Mercoledì gara-2: dopo gara-1, non si intravede un solo motivo perché debba finire diversamente. Marcatori

Cantù: Mazzarino 16, Green 10, Micov 8.
Milano: Greer e Hawkins 12, Pecherov 7

tratto da gazzetta.it

 

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Treviso e Siena: è semifinale. Avellino e Bologna eliminate

La Benetton elimina l’Air imponendosi 69-59 in gara-4 davanti al proprio pubblico. Nel turno successivo affronterà i campioni, che sono riusciti a liquidare la Canadian Solar 81-62 e a chiudere la serie sul 3-1

Dopo Cantù e Milano, anche Treviso e Siena si guadagnano la semifinale scudetto che le vedrà di fronte. La Montepaschi avrà il vantaggio del campo.

Benetton Treviso-Air Avellino 69-59

(serie 3-1)
Gioia Benetton al Palaverde: la squadra di Repesa batte Avellino, chiude la serie 3-1 e vola in semifinale. Come due anni fa, i trevigiani se la dovranno vedere con Siena. Ma cominceranno a preoccuparsi per il futuro più avanti, per ora c’è da festeggiare. Gara intelligente quella dei veneti che, trascinati dallo spettacolare Motiejunas (20 punti), conducono dall’inizio alla fine. L’Air spreca la grande occasione dell’aggancio a metà terzo quarto, poi non ne ha più. Non bastano Dean (18) e il preziosissimo Johnson (10+11). Motiejunas-Gentile, che coppia: il 9-0 dei giovani gioielli è l’avvio tremendo di Treviso. A quei due riesce tutto: canestri impossibili, difesa, rimbalzi, assist. Dopo cinque minuti il lituano ha 12 punti, la Benetton è avanti 20-10 e Avellino sopravvive per due triple estemporanee di Dean. Vitucci sa che i ritmi incontenibili di Markovic non possono durare per sempre: con pazienza i suoi rientrano fino a –6 al 12’ (27-21), nonostante i mille errori di Szewczyk. È Johnson che fa per tre, ma quando commette il secondo fallo tocca toglierlo: così Treviso, anche se a ritmi più bassi, torna ad allungare in modo straripante. Solo la zona press di Vitucci riduce il divario da –15 al –8 del 20’ (41-33). L’Air può ringraziare Peric: tre errori di fila del croato tengono aperto il match. Si rientra e c’è un’altra partita: Avellino la mette sul gioco duro e fa bene, visto che gli arbitri lasciano fare. Tre triple di fila (due Dean e una Green) e l’Air è sotto: 44-42 al 23’, Johnson cattura tutto ciò che vola. È il momento migliore per Avellino, ma Repesa ha la panchina più lunga e pesca l’uomo che spezza il break: dentro il Bullo, che congela il ritmo e piazza quel 5-0 che aiuta i suoi a riprendere il controllo del match. Il 58-51 con cui si chiude il terzo quarto è vantaggio rassicurante per la Benetton. L’Air ha gli uomini davvero contati: quei pochi non mollano, ma ad un certo punto le energie si esauriscono. Così la Benetton può festeggiare con il proprio pubblico. D’ora in poi sarà dura. (Alberto Mariutto)

Treviso: Motiejunas 20, Gentile 14, Bulleri 11
Avellino: Dean 18, Johnson 10, Lauwers 9

Rimantas Kaukenas, centro lituano di 34 anni. Ciam/Cast
Rimantas Kaukenas, 34 anni

Canadian Solar Bologna-Montepaschi Siena 62-81 (serie 1-3)

Siena conquista in gara-4 il biglietto per la semifinale con Treviso ripescando dalla tribuna Hairston e Jaric, decisivi in avvio e in coda, in borghese nelle prime tre partite della serie. Scalfita solo in parte da un blackout a cavallo degli ultimi due quarti, con Bologna che rientra dal -26 al -8, la Montepaschi ritrova alcune delle sue certezze dopo lo scivolone di due giorni prima. Bologna chiude la sua stagione, e forse la sua storia alla Futurshow Station, con Lino Lardo festeggiato sotto la curva e applausi a tutti, soprattutto per il successo di gara-3 sugli invincibili toscani, al termine di un’annata più di mugugni che di sorrisi. E che ha vissuto quel momento più alto subito dopo l’addio ad Amoroso e l’esclusione di Winston. Si vede che giocando ogni 48 ore i cambi di roster funzionano, anche solo come effetto placebo: Siena per la prima volta nella serie si presenta senza Zisis e l’ex Moss, con l’altro ex Jaric e Hairston al loro posto. Proprio l’ala ex Spurs è il match winner: entra al 3’50” per i problemi di falli del titolare Carraretto e il suo ingresso, insieme a un Rakovic molto migliore rispetto al resto della serie, si concretizza nel 16-0 (per il 5-18 all’8′) che fa volare Siena a +16 già al 9’30” (7-23). Tra post basso, tiri in sospensioni, triple e tanto contropiede, al 12′ Hairston sarà già a 16 punti. Di là la Virtus si autoesclude con un primo quarto da 3/10 e 8 perse (e zero recuperi). Le recriminazioni sulla fiscalità nella valutazione dei contatti, ma più avanti anche Siena avrà da lamentarsi, non aiutano la Virtus a entrare in partita: coi liberi del secondo fallo tecnico prima del riposo Siena supera il +20 sul 26-47 al 19′ e al ritorno dagli spogliatoi toccherà addirittura il 29-55 al 23′. Ma alla lunga la Montepaschi paga l’1/10 da tre nei quarti centrali e i 6 rimbalzi d’attacco del terzo quarto, spie di un motore che torna a borbottare come già in gara-due (da +16 a +2 in 6′) e in gara-tre (prima sconfitta playoff dopo tre anni). Rivers è la punta dell’iceberg bianconero, che riesce con un mattoncino da tutti gli interpreti a caricarsi di entusiasmo contro il calo di tensione toscano: Siena segna 4 punti in 7′ contro la difesa mani ovunque della Canadian Solar, e sulla tripla del 55-64 dell’americano al 33′ il break tocca il 18-4. Sul suo 60-68 dalla lunetta tre minuti dopo gira la partita: da qui in poi la Virtus segnerà solo due punti, rompendosi sullo 0/2 dalla lunetta di un Sanikidze fin lì notevole. McCalebb perde palla e Pianigiani ridà la squadra in mano a Jaric: un palleggio, arresto e tiro dell’ex riaccende Siena e insieme a 6 punti di Lavrinovic e una tripla di Kaukenas materializza l’11-0 del gameover, della partita e della serie, per il 60-79 al 38′. Finisce come da pronostico, ma con 48 ore di ritardo. (Giuseppe Nigro)

Bologna: Rivers 16, Sanikidze 13, Homan 10
Siena: Hairston 18, Kaukenas 16, Lavrinovic 14

tratto da gazzetta.it

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Milano vince a Sassari. E’ semifinale con Cantù

L’Arnani Jeans vince 72-60 gara -4 contro una Dinamo affaticata: è 3-1 nella serie. Hawkins il miglior realizzatore. Ora la sfida per un posto in finale è tutta lombarda

Davis Hawkins, 18 punti. Ciam/Cast
Davis Hawkins, 18 punti

L’Armani Jeans passa al PalaSerradimigni in gara -4, supera per 60-72 una Dinamo fiaccata dalla grande cavalcata di regular season e si prepara ad affrontare Cantù nella semifinale scudetto di Lega A.

Dinamo Sassari-Armani Jeans Milano 60-72

febbre in sardegna — PalaSerradimigni caldissimo ed esaurito in ogni ordine di posto, la flemma di Dan Peterson, gli spalti a spingere Sassari verso un traguardo inimmaginabile per una matricola al ballo delle debuttanti. L’Armani Jeans ha in mano il servizio che vale la semifinale, la Dinamo ha Diener e White incerottati. Si comincia, Pecherov parte in panchina, Devecchi nello starting five di Meo Sacchetti. Primo possesso milanese, Eze rompe gli indugi con due canestri in rapida successione (0-4), Pinton rileva Diener, Milano scappa via sull’8-0 con Jaaber e manda Sassari al minuto. È 0/2 di White, osservato speciale e merita il raddoppio, gioco da tre punti di Eze, dentro Tsaldaris, il parziale a 4’34” è di 14-0, sul secondo di Mancinelli entra Pecherov. Hunter spezza il sortilegio, magia di “The Flight” e seconda infrazione anche per Eze.

tocca a greer — Peterson getta in mischia Greer, buona difesa biancoblu, break da 7-0 sassarese (7-14), la tripla di Vanuzzo fa esplodere gli spalti (13-19) e chiude la prima frazione. Greer ne mette cinque in fila per l’allungo biancorosso (13-24), mentre Travis Diener osserva dalla panchina un match del quale sarebbe potuto essere protagonista. Schiacciata di White, Karl perentorio dai 6.75, Olimpia in testa alla corsa (17-27), Dinamo ad inseguire d’orgoglio. Tecnico e 4° fallo per Eze, la Dinamo mette dentro due liberi su quattro e non sfrutta il possesso, Hunter positivo sotto le plance, Rocca lavora nell’ombra e produce il +10 AJ. Terzo fallo per Devecchi, tegola per le già limitate rotazioni di Sacchetti, entra in striscia anche Mordente e sul 20-33 è minuto Dinamo.

milano gestisce — La lunetta è tabù per Sassari (5/12 nei primi 20’), Pecherov segna con Hunter a terra, il lungo Usa è costretto a tornare nello spogliatoio, , all’intervallo lungo è 22-37. Diener e Hunter tornano in campo, Mancinelli colpisce due volte dalla lunga (26-45), il divario cresce, Sassari non trova le energie per reagire mentre il plymaker di Fond du Lac viene richiamato in panchina. Le triple di Pinton e di capitan Vanuzzo (2) ridanno benzina alla macchina biancoblu (40-54). L’ultimo sipario si apre sul 42-56. Hawkins plana sulla preda (42-61) poi esce per il 4° fallo. La Dinamo di rabbia e cuore, Milano in gestione sino alla fine. È 3-1, l’Olimpia è in semifinale e festeggia. Il PalaSerradimigi applaude la sua squadra, addio che vuole essere soltanto un arrivederci.

Sassari: White 14, Tsaldaris , Vanuzzo 11
Milano: Hawkins18 , Greer 12, Mancinelli 9

tratto da gazzetta.it

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Bologna, colpaccio su Siena. Treviso sul 2-1 con Avellino

La Virtus interrompe una serie di 21 sconfitte consecutive con la Montepaschi, che con Pianigiani in panchina ha perso solo due partite di playoff e non cadeva da 23 gare, dal 10 giugno 2008: finisce 74-68, Mens Sana sempre avanti, 2-1, nella serie

Bologna accorcia le distanze con Siena, ora la serie è sul 2-1 per i toscani. Treviso supera Avellino e si porta in vantaggo.

Canadian Solar Bologna-Montepaschi Siena 74-68

Altro che vittima sacrificale. La Virtus interrompe una serie di 21 sconfitte consecutive con la Montepaschi, che con Pianigiani in panchina ha perso solo due partite di playoff e non cadeva da 23 gare, dal 10 giugno 2008. Lo fa costruendo su una prestazione di grande efficacia offensiva, guidata da Homan in area e dalla coppia Koponen-Rivers al tiro da fuori, la sorpresa che allunga la serie almeno fino a gara-quattro di mercoledì. Lo fa marciando sulle incertezze, i nervosismi e il calo palpabile della Montepaschi, che è uscita sconfitta contro tre delle ultime quattro avversarie affrontate a cavallo della Final Four di Eurolega. Poteva essere l’ultima partita della Virtus a Casalecchio, e a lungo non è una partita da showtime per i bolognesi, che per il primo quarto tengono la media di un punto al minuto, 8 dei quali di un Homan ancora padrone su Rakovic. Entrambe sparacchiano da tre, ma Siena resta impantanata in un brutto primo periodo da 32% al tiro che mortifica il mestiere di Kaukenas e il lavoro a rimbalzo di Stonerook. L’ingresso di un Lavrinovic da 10 punti nel secondo quarto dà il primo strappo (10-16, poi 19-25) alla Montepaschi, per il resto (6 punti di tutti gli altri) irretita dalla zona di Lardo che la ferma a 4 punti in cinque minuti. Dopo il 0/7 di entrambe le squadre nel primo quarto, nel secondo la Canadian Solar pesca il jolly del 4/4 da oltre l’arco: Rivers e Koponen sono i motori del rientro sul pari al 18′, che diventa vantaggio con la tripla di tabella di Gaddefors per il 31-30 a 40” dal riposo.

Rivers tira eludendo la difesa di Moss. LaPresse
Rivers tira eludendo la difesa di Moss

Scollata, contratta e senza ritmo, la Montepaschi si blocca di nuovo a 6 punti in 7′ a cavallo dell’intervallo, facendo scappare la Virtus. Koponen, Poeta, Rivers, ancora Rivers: con una scarica di triple Bologna va a +7, resiste al ritorno senese a -3 e rilancia con un 11-2 fino al 47-38 al 26’30”, esteso nel giro di un paio di minuti da Gailius sul 52-40. Trovando canestri di scaltrezza al ferro e costruendo una tripla di Carraretto, Siena torna sul -4 con un 9-1 e carica di falli anche Rivers e Homan, oltre a Martinoni e Gailius, tutti a quattro entrando negli ultimi sette minuti. Il lungo di passaporto bulgaro però non si lascia escludere dalla partita: a tratti troppo molle per rientrare, la Montepaschi torna 64-62 a 3’30” dal termine, poi rifiuta tiri e i migliori che trova sono quelli che mandano McCalebb a sbattere contro la difesa di casa. Anche la Virtus fa i suoi errori, ma Siena – fin lì dominante sotto i tabelloni – le regala i rimbalzi d’attacco per condurla in porto. Abbiamo una serie. (Giuseppe Nigro)

Bologna: Rivers 20, Homan 15, Koponen e Poeta 11
Siena: Lavrinovic 19, Kaukenas 15, McCalebb 9

Benetton Treviso-Air Avellino 74-64

In una serie al meglio delle cinque chi vince la terza, arrivando da una situazione di parità, porta in cascina il punto forse decisivo. Così Benetton ed Air, consapevoli dell’importanza di potersi giocare il match-ball già mercoledì, disputano una partita senza risparmi, sicuramente intensa ed anche piacevole. A vincere sono i trevigiani, dominatori a rimbalzo (45 a 30) e bravi a non cedere, di nervi e di testa dinnanzi ai lupi irpini affamati e bisognosi di un blitz nella Marca. Avellino recupera Thomas, che entra nel secondo quarto. Stando in panchina vede l’inizio del match con molta tensione e tanti errori, da ambo le parti. Treviso paga il nervosismo della posta in palio, coi giovani virgulti incapaci d’imprimere il timbro alla gara. Infatti sia Gentile che Motiejunas, mattatori del primo incontro della serie, sono completamente fuori dagli schemi. Il figlio di Nando sbaglia molto (0-10 dal campo), sempre marcato stretto e considerato giustamente come terminale più pericoloso di Treviso, mentre il lituano – prossima scelta al primo giro dei Draft Nba – viene frenato dai falli e non entra mai in ritmo.

Brunner lavora sottocanestro. Ciam/cast
Brunner lavora sottocanestro

Gli irpini provano a scappare, dopo l’equilibrio a quota 23, con Thomas e Johnson al 18’ (26-36), con coach Repesa che ruota e pesca dalla panchina le triple di Peric, Bulleri e soprattutto quelle anche fortunose di Markovic, che lasciano così spiragli per una ripresa di Treviso (34-38 al 20’). L’intervallo giova ai biancoverdi di casa, che aggiustano la mira trascinati dal caldo tifo amico (48-43 al 26’). La reattività sotto le plance bilancia qualche lacuna difensiva, con Thomas spesso libero di scorazzare indisturbato, tanto che alla mezzora Treviso è caparbiamente sopra (54-50). L’ultima frazione è spezzettata dai molti fischi arbitrali, con contatti sempre più da playoff inoltrati. Benetton scappa (63-56) ma Air rimonta (63-64). La giocata decisiva la disegna però l’ex Smith con un tiro da 4 punti (68-64), che da il là alla festa trevigiana. (Francesco Maiano)

Treviso: Smith 14, Bulleri e Brunner 13.
Avellino: Thomas 21, Johnson 12, Dean 10

tratto da gazzetta.it

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Cantù è già in semifinale. Milano dilaga a Sassari

La Bennet batte Varese in gara-3 dei quarti e chiude la serie sul 3-0, trascinata da un ottimo Leunen. L’Armani si porta sul 2-1 con il successo in Sardegna per 91-72: la squadra di Peterson è trascinata da un grande Pecherov

La Bennet Cantù è la prima semifinalista dei play-off scudetto ,dove attende la vincente della serie tra Milano e Sassari. L’Armani vince a sassari e ribalta le sorti della serie

Cimberio Varese-Bennet Cantù 69-75

Cantù trova in Leunen un leader offensivo ad alto profilo (6/7 nelle triple, 24 di valutazione) e con una superprestazione del suo lungo Usa, glaciale nel bucare la retina avversaria in ognuna delle situazioni chiave di gara 3, si guadagna di slancio e con autorevolezza le semifinali. In una serata in cui la Cimberio ha pagato dazio a un attacco insufficiente con pessime percentuali dal perimetro, coach Trinchieri può essere soddisfatto anche della preferenza accordata a Scekic: l’ala forte serba, chiamata per scelta tecnica a sostituire Ortner, ha infatti garantito ulteriore sostanza al gioco interno della Bennet con una prova perfetta al tiro (5/5 da due e 1/1 da tre). La cronaca dice che, dopo che un grande sforzo iniziale di Varese con tre palle recuperate di fila per l’unico vantaggio interno sul 4-0 al 2’, è l’implacabile Leunen a sbloccare Cantù con 3 triple di fila. Anche Green sale in cattedra (6/8 al tiro e 6 rimbalzi oltre a 8 falli subiti) e con sue percussioni completa un parziale di 13-0 che mette subito in chiaro come Cantù sia scesa sul parquet di Masnago con la voglia legittimare il suo ruolo di vera sfidante al trono di Siena. Recalcati propone una zona 2-3, che però non limita un quintetto avversario capace di andare all’intervallo lungo con il 57% dal campo contro i soli 13 canestri su 29 tentativi (45%) dei padroni di casa, mai veramente in grado di mettere a repentaglio la leadership brianzola. Anche quando il grande sforzo di Goss, l’unico puntuale a trovare la via del canestro (8/14, 4 assist e 33 di valutazione), riporta in avvio di ripresa la Cimberio sul -2 (33-35 al 21’), Leunen sa sempre respingere l’assalto e di nuovo con Green un altro parziale di 7-0 (33-42 al 26’30”). Recalcati ripropone allora Slay (solo 6 di valutazione con 4 palle perse), ma la Cimberio non dà mai la sensazione di poter cambiare l’inerzia del derby, nonostante un avvicinamento propiziato dalla reattività di Talts (3 stoppate per il centro estone). E anche quando Slay con una conclusione ravvicinata ripropone il -1 sul tabellone (51-52 al 33’), Mazzarino e il solito, infallibile Leunen legittimano il successo brianzolo con un nuovo contro parziale di 6-0 (51-58 al 34’). Alla Cimberio resta la bontà di una stagione che, soprattutto nella sua seconda parte dopo l’innesto di Stipcevic, ha regalato ampie soddisfazioni agli appassionati biancorossi, testimoniate dall’applauso che al 40’ ha salutato il quintetto varesino. (Antonio Franzi)

Varese: Goss 26, Slay 13, Talts 9
Cantù: Luenen 19, Green 19, Scekic15

David Hawkins , 18 punti. Ciamillo
David Hawkins , 18 punti

Sassari-Armani Jeans Milano 72-91

L’Armani Jeans Milano, trascinata da un grande Pecherov, sbanca il PalaSerradimigni per 72-91, ribalta la situazione ed ora guida per 2-1 la serie dei quarti playoff scudetto. Impressionante tutto esaurito in piazzale Segni. Si parte con il ricordo del team manager biancoblu Mimì Anselmi, Peterson sceglie Pecherov e tiene fuori Petravicius, Sacchetti schiera Diener dal primo minuto dopo due gare di stop. White apre la sfida dai 6.75, la risposta è di Hawkins in fotocopia, sotto i tabelloni è già battaglia, è 0/2 di Eze, Devecchi è mastino su Karl con l’appoggio di Devecchi è 6-6, la sua tripla vale il +3. Plisnic e Eze, al secondo fallo, tornano in panca, Hunter fa la voce grossa e allunga (13-9), dalla panchina esce il “problem solver” Rocca, il gioco da tre punti di White manda Peterson al minuto: l’Olimpia sbaglia tanto e segna solo dalla lunga. Mancinelli per il primo canestro biancorosso dal campo, Pinton dà fiato a Diener, Mordente è un problema da risolvere, colpisce per due volte da tre (3/3 nei primi 10’) e l’Armani torna a portata d’aggancio: 19-17. Alla prima sirena è 19 pari. Zona Dinamo, Pecherov in campo , Ala-Diener realizza dalla lunga, il terzo fallo rimanda Eze in panchina. Mason Rocca è produttiva arma da parquet (25-24), poi anche per lui è terza infrazione, e Peterson lo tiene fuori dalla mischia. Risveglio di Pecherov, schiacciata, tripla, ribaltata e liberi (33-33). Ritmi elevati, scarti ridotti, match aperto. Hunter dominante a rimbalzo (8in 18’) Plisnic risponde allo zar (38-35), Devecchi per la volata, all’intervallo lungo è 43-37 per i padroni di casa. Pecherov è la chiave del quintetto Armani, White si fa male alla mano, Hawkins scrive il -1 sul tabellone e realizza per il vantaggio ospite (48-49). Milano prende fiducia e scappa: la tripla di Mancinelli chiude il parziale da 9-0, Sacchetti ci parla su. L’Armani cementa il vantaggio con Hawkins (54-62), la Dinamo stringe i denti, va a zona e resta in scia. Hunter ringhia sotto, Tsaldaris è iceman in lunetta e l’ultimo sipario si apre sul 63-66. Accelerazione di Mordente (63-70), bolgia sugli spalti, Milano a gestire il vantaggio, la Dinamo ad inseguire. Il 2+1 di Hawkins a meno 5’ è fardello pesante (67-78), lo sforzo biancoblu è massimo ma la stanchezza è tanta. Vince Milano, 72-91, martedì si replica in una gara4 già decisiva per la serie. (Giovanni Dessole)

Sassari: Hunter 18, Devecchi 15, Tsaldaris 13
Milano: Pecherov 20, Hawkins 18, Mordente 15

tratto da gazzetta.it

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Avellino, è 1-1 con Treviso. Siena, 2-0 con Bologna

Gara-2 dei quarti: l’Air batte la Benetton 87-68, con una grande prova di Szewczyk (34 punti) e pareggia 1-1. La Montepaschi piega 85-81 la Canadian Solar, che rimonta dal -16 al -2 e allunga nella serie

In gara-2 dei quarti di playoff, Avellino pareggia i conti con Treviso, seppellendola per 87-68, grazie a una grandissima prova del polacco Szewczyk, autore di 34 punti, 10 rimbalzi e 42 di valutazione. Nell’altro match, i tricolori di Siena soffrono, ma riescono a frenare la rimonta di Bologna, che risale dal -16 al -2, ma è battuta 85-81, e si portano sul 2-0.

Air Avellino-Benetton Treviso 87-68

Avellino rimette la palla al centro. Senza l’mvp del campionato Omar Thomas, i padroni di casa interpretano gara-2 magistralmente, conducendo per l’intero arco dell’incontro. Alla Benetton non basta il predominio a rimbalzo, perché l’Air è rapida ed incisiva in attacco ribaltando a proprio favore il gap di chili e centimetri. Ritmo e velocità di manovra, le parole d’ordine di coach Vitucci: Dean ne è l’interprete principale per la fiammata iniziale di Avellino (16-7 al 6’). Repesa fa ricorso alla solita staffetta inserendo in corsa il trio Smith-Motiejunas-Skinner. Nonostante non trovi più con facilità la via interna, l’Air allunga sul +10 (23-13 al 9’), grazie ad uno Szewczyk dalla mano a dir poco torrida. Il polacco non si ferma nemmeno in avvio di seconda frazione. Le sue doti perimetrali fruttano il primo allungo importante (37-121 al 15’). Senza Green, gravato di due falli, l’Air dimostra di aver metabolizzato gara-1. Motiejunas non punge e i tre falli di Skinner complicano la vita a Repesa, ma non quanto il dubbio terzo falli di Green al suo collega. L’onda lunga dell’invenzione di Facchini produce un parziale di 9-0 a cui l’Air pone un freno dalla lunetta (40-30 al 20’). Una tripla con aggiuntivo di Green apre la ripresa. Treviso comincia lentamente a prevalere a rimbalzo, ma gli ospiti tirano a salve da oltre l’arco laddove Avellino si esalta con Dean e Lauwers (49-32 al 25’). La soluzione del doppio play in casa trevigiana produce qualche effetto soprattutto quando Green è costretto ad uscire momentaneamente dopo uno scontro con Markovic. Professor Smith prova a riaprire i giochi con due triple (58-51 al 29’). Il ritorno di Green in campo chiude la porta agli ospiti. Il tandem con Spinelli propizia i tiri pesanti di Lauwers e Szewczyk che ricacciano indietro Treviso (69-56 al 34’). Le penetrazioni di Spinelli creano scompiglio. L’Air dilaga con Green (87-63 al 39’) e Vitucci regala momenti di gloria anche ai baby di casa, mentre le urla di Repesa riecheggiano negli spogliatoi a fine gara.

Avellino: Szewczyk 34, Dean 17, Green 16
Benetton: Smith 16, Markovic e Bulleri 7

Lavrinovic e Zisis si congratulano per il successo. LaPresse
Lavrinovic e Zisis si congratulano per il successo

Montepaschi Siena-Canadian Solar Bologna 85-81

La sorpresa in gara-due sta per materializzarsi quando la Virtus si presenta a -2 nell’ultimo minuto dopo essere stata a -16 a sette minuti dalla fine. Siena si salva con un 9/10 dalla lunetta negli ultimi 49 secondi da una caduta per cui avrebbe dovuto solo piangere sè stessa, smettendo di giocare sul 72-56. Bologna esce a testa alta e raccoglie i frutti dell’aver rinunciato all’abulico Winston, pescando tra i cinque giocatori in doppia cifra anche 19 punti del rinato Homan e 12 della rivelazione Gailius, e si trova a sorpresa a masticare amaro per il finale. Se in gara-uno la Virtus era durata cinque minuti, stavolta resta avanti per il primo quarto e mezzo. Coi rimbalzi in attacco di Homan, pure non una gran presenza difensiva a centro area, e un 3/4 da tre in avvio (e potevano essercene un altro paio se non si pestava la riga), la Canadian Solar piazza subito il 9-0 per il 4-14 al 4’30”, e Koponen (8 punti in 7′) si fa apprezzare da subito. Siena ha i lampi di McCalebb e il metodo di Kaukenas per tornare 17-18 all’9, ma grazie alle triple e alle imbeccate di un Poeta da 10 punti a metà gara gli ospiti, più reattivi sulle palle vaganti, al 13′ sono ancora a +5. Ma Rivers è imbavagliato da Moss e Carraretto, e l’impatto sulla gara di Gailius e Gaddefors sulla gara è complesso (7 perse in tre al riposo), e dopo il secondo timeout di Pianigiani in un quarto e mezzo Siena riprende il comando. Sull’onda di un primo tempo da 11 recuperi e 2 perse per i toscani, l’uomo del sorpasso è un Aradori da 8 punti in tre minuti, chiusi sul 34-31 al 17′, e la maestria di Lavrinovic in area manda i suoi negli spogliatoi sul +5. L’1/8 da tre nei quarti centrali toglie pian piano dalla partita la Virtus, che scivola 58-45 al 27′ quando resta quattro minuti senza canestri dal campo, subendo il 9-1 di break nel momento migliore dell’ex Moss. Due triple di Carraretto a cavallo degli ultimi due periodi fanno allungare 72-56 al 33′ con Ress la Montepaschi, che però spegne solo il motore con un po’ troppo di anticipo. Siena resta quattro minuti senza segnare, subendo l’8-0 grazie alla verve di Gailius che fa rientrare a -8 i bolognesi: le triple di Sanikidze e Koponen riaccendono gli ospiti, ancora Gailius a tutto campo fa entrare la Virtus solo 76-74 nell’ultimo minuto. Qui la Montepaschi la chiude con 9 punti dalla lunetta, 5 dell’ex Moss calamitando i contatti di Homan e Rivers, per spegnere un sogno che la Canadian Solar non sapeva neanche di poter coltivare.

Siena: McCalebb 16, Lavrinovic 15, Carraretto, Kaukenas e Moss 10
Bologna: Homan 19, Rivers e Koponen 15

tratto da gazzetta.it

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Milano ritorna in corsa. Cantù fatica ma allunga

L’Armani liquida 73-63 Sassari in gara-2 dimenticando lo scivolone della prima sfida. La Bennet soffre con la Cimberio, ma riesce a imporsi 67-64 e a volare sul 2-0 nella serie

Cantù e Milano esultano dopo le prime due gara-2 dei quarti dei playoff. L’Armani pareggia la serie con Sassari, la Bennet vola sul 2-0 in quella con Varese.

Armani Jeans Milano-Sassari 73-63 (serie 1-1)

Gli incubi si ripetono, ma non sempre. L’Olimpia evita una seconda disfatta casalinga in avvio di playoff, impatta la serie e ora vola in Sardegna, contro un’avversaria che si è abituata a trasformare i sogni in realtà, dove dovrà vincere almeno una delle prossime due partite per evitare la più clamorosa eliminazione nella storia dei playoff. Al Forum l’ambiente non è proprio quello delle grandi occasioni: 2490 presenti (molti al seguito di Sassari), con la città che – in quella che potrebbe essere l’ultima esibizione stagionale casalinga – ha tradito una squadra che non ha mai saputo farsi amare e che ben di rado ha incarnato il celebre “sputare sangue” predicato da Dan Peterson. Una vera sconfitta prima ancora della palla a due iniziale, qualcosa che a prescindere dai risultati del campo deve indurre il progetto Armani a meditare se la strada percorsa è quella corretta. Peterson parte con Karl in quintetto per provare a muovere meglio la palla e nel turnover degli europei preferisce Pecherov a Petravicius; Sacchetti deve fare i conti con Diener ancora in naftalina per i guai alla schiena che lo avevano tenuto ai box in gara-1. Inizio freddo (0-0 al 3’), poi l’AJ con un paio di contropiedi si sblocca e Mancinelli la lancia sul 10-1. Sassari parte con 0/8 al tiro, 4/8 dalla lunetta e 6 perse: sembra una serata da incubo e Pecherov la rende subito peggiore con 5 punti appena entrato per il 18-4 che diventa 22-4 a fine primo quarto. Senza segnare dalla distanza (0/6) la Dinamo può andare poco lontano, ma l’abitudine a giocare tutti i palloni con la massima concentrazione paga sempre e dal -15 riesce a rientrare sul 26-16 presidiando meglio l’area difensiva. Chi ha una sua maledizione personale è Plisnic, generoso e meritevole in campo ma osceno al tiro: 0/10 tra gara-1 e i primi 18 minuti di gara-2 e l’incubo degli artigili di Eze che probabilmente gli rovinerà le notti di primavera. Quando il serbo si sblocca e White accende i motori allora c’è partita: 36-28 all’intervallo. Se possibile l’avvio di ripresa è ancora più brutto di quello del primo tempo e nel deserto tecnico vola il falco Hawkins che prova a sfruttare il suo clamoroso vantaggio fisico e atletico sul malcapitato Tsaldaris. Plisnic ha scaldato la mano e non si ferma più: ai rimbalzi unisce le triple e White dalla lunetta accorcia sul 42-38. L’AJ alza l’intensità difensiva, la Dinamo paga un po’ dazio e a fine terzo periodo siamo 50-43 con troppe palle perse su entrambi i fronti e un certo abuso del tiro da fuori. Per quattro volte Sassari sbaglia il tiro per tornare a un possesso da Milano, ma quello che la sorte aveva concesso mercoledì le viene tolto ora. Ed è una tripla di Mancinelli, sempre più la vera anima della squadra e a un passo dal rinnovo con l’Olimpia per la prossima stagione, sigla il 61-53. La Dinamo reagisce ancora e ancora Mancinelli con altri due canestri dalla lunga distanza chiude i conti. Questa volta l’Armani Jeans esce indenne dal Forum, ma a Sassari e con Diener in campo non basterà la forza d’urto di un organico monstre.

Milano: Hawkins 17, Mancinelli 17, Greer 12
Sassari: Plisnic 18, White 16, Hunter 11, Sacchetti 11

Nicolas Mazzarino, 19 punti di media nei playoff. Ciam/Cast
Nicolas Mazzarino, 19 punti di media nei playoff

Bennet Cantù-Cimberio Varese 67-64 (serie 2-0)

Quattro punti consecutivi di Jonathan Tabu, gli unici della sua partita, nell’ultimo minuto della gara consegnano alla Bennet un successo molto, ma molto contestato dalla dirigenza varesina. Polemiche, da sempre il sale dei playoff, che nel dopo gara scatenano le ire di Vescovi per un canestro “ballerino”. Polemiche che mettono in secondo piano una Cimberio letteralmente trasformata rispetto a gara-1, determinata sulle palle vaganti (18 recuperi), brava nella metà campo avversaria nel trovare per lunghi periodi l’uomo giusto per fare canestro, bravissima nella propria nell’isolare dal gioco quasi tutte le guardie canturine. Escluso un monumentale Mazzarino (4/4 da 2, 3/5 da 3) “Assolutamente fantastico – il commento di Trinchieri a fine gara – ma questo lo sapevamo già”. Per la Cimberio, (“Dopo la brutta prestazione di gara-1 abbiamo dimostrato di essere dentro i playoff” chiosa un tranquillo Recalcati) avanti nel punteggio in più di un’occasione in una gara dal punteggio elastico, un punto di partenza in una partita che domenica potrebbe essere senza ritorno:”Adesso abbiamo due gare a casa nostra. Cantù per superare la serie, deve dimostrare di essere superiore a noi”.

Cantù: Mazzarino 24, Micov 14, Leunen 11
Varese: Kangur 13, Slay 12, Goss 11

tratto da gazzetta.it

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Treviso passa ad Avellino. Siena cancella Bologna

In gara-1 dei quarti dei playoff, la Benetton inverte subito il fattore campo con un immenso Motiejunas. Tutto facile per i campioni d’Italia, che rifilano 39 punti alla Virtus

Dopo la grande sorpresa di mercoledì, con la vittoria di Sassari a Milano, giovedì sera si sono giocate altre due partite di gara-1 dei quarti playoff di serie A. Tutto facile per Siena contro Bologna, mentre Treviso fa il colpo andando a vincere ad Avellino grazie ai 28 punti di Motiejunas e rigirando a proprio favore il fattore campo.

Montepaschi Siena-Canadian Solar Bologna 94-55

La ventesima sconfitta consecutiva della Virtus negli scontri diretti con Siena ha più di altre volte i tratti dell’umiliazione: mai nella loro storia le V nere avevano perso ai playoff con un divario così ampio, scrivendo la propria storia ma dalla parte sbagliata. La Montepaschi si mette definitivamente alle spalle le scorie della Final Four di Eurolega ripartendo dall’assetto ”da campionato” di inizio stagione, con Jaric e Hairston fuori per turnover, affondando il coltello nel burro della totale inconsistenza bolognese. La Virtus resta in partita solo fino al 6 pari dopo quattro minuti, poi imbarca l’11-0 che manda Siena oltre la doppia cifra di margine già al 7′, sulle spalle di un Rakovic da 12 punti in nove minuti. A Lardo non serve mettere i cinque piccoli, e la zona diventa un boomerang: invitata al tiro da fuori, la Montepaschi (32-13 all’11′) lo onora con un 8/12 nel primo tempo tra cui un 5/5 di Carraretto in dodici minuti che dà la piega definitiva alla partita. Ancora ferma a soli 8 punti dopo nove minuti, infatti, la Canadian Solar ne segna 13 in quattro minuti a cavallo dei primi due quarti quando si accende un Rivers da 8 punti in 6′. Con la vena al tiro, la Montepaschi non fa rientrare però Bologna oltre il 34-21 al 13′, e col dominio a rimbalzo (21-4 a fine primo tempo!) toglie la terra sotto ai piedi della Virtus. Il +20 arriva al 16’30” proprio con Carraretto (46-26), ma il parziale senese si estende fino al 21-4 che fissa il divario sul 62-30 al ritorno dal riposo, con gli ospiti più che doppiati. Qui si mette in partita anche Kaukenas, che era andato in bianco nel primo tempo: 9 suoi punti in sette minuti sono la benzina per allungare fino al 76-40 al 28′. Il finale è buono a malapena per migliorare le cifre degli inguardabili Homan e Winston: il vantaggio senese toccherà il 94-54, schiacciato a canestro da Aradori entrando nell’ultimo minuto. (Giuseppe Nigro)

Siena: Lavrinovic 16, Carraretto 15, Rakovic 13
Bologna: Rivers 15, Homan 8, Koponen e Poeta 7

Donatas Motiejunas, prossima scelta Nba, migliore in campo ad Avellino. Ciam/Cast
Donatas Motiejunas, prossima scelta Nba, migliore in campo ad Avellino

Air Avellino-Benetton-Treviso 78-82

Alti, grossi e vincenti: la Benetton si conferma rullo compressore conquistando la nona vittoria nelle ultime dieci gare. I trevigiani lavorano ai fianchi l’Air che alla lunga cede all’avversaria guidata da un Motiejunas in formato NBA, seguito a ruota da un concreto Gentile. Le percentuali ai liberi (57%) degli irpini si spiegano anche così. Avvio da libro Cuore: “Un premio è per un anno, una statua è per sempre”: in uno striscione e relativa statua l’apprezzamento della curva biancoverde per coach Vitucci, mentre il presidente di Legabasket, Valentino Renzi, consegna il premio, quello vero, di mvp del campionato ad Omar Thomas. Il clima play-off pervade la gara sin dalle prime battute. La Benetton mette in campo tutta la sua fisicità, ma i padroni di casa fanno scelte giuste in attacco giocando con i falli degli avversari. La tripla di Cortese 43-39 (al 17’) è da preludio al terzo fallo di Johnson. Repesa capisce che il momento di alzare il quintetto. Motiejunas (21 punti nel primo tempo) e Skinner banchettano in area pitturata: la Benetton rimette la freccia (47-48 al 20’). Il momento positivo continua nella ripresa: 7-0 di parziale e l’Air vacilla. E’ Green a rianimarla con una tripla e prendendo per mano gli irpini in attacco. Treviso, con Motiejunas in panca, si trastulla con una manovra troppo perimetrale e si fa raggiungere da Szewczyk e Dean (60-60 al 27’). L’amnesia dura poco perché gli uomini di Repesa tornano a fare la voce grossa sotto le plance. La gara si fa spigolosa, gli attacchi ne soffrono e l’equilibrio non si schioda. Si decide in volata: Smith trasforma in oro un air-ball di Skinner: a 10 secondi dalla fine e sul +2, l’americano fallisce i liberi della staffa. Avellino ha la palla del supplementare, ma tenta il colpo grosso con la tripla di Szewczyk che scheggia il ferro mandando in archivio il primo atto della sfida. (Massimo Roca)

Avellino: Szewczyk 20, Green 13 , 3 giocatori con 8.
Treviso: Motiejunas 28, Gentile 20, Brunner e Skinner 8.

tratto da gazzetta.it

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