Archivio per Eurolega

Ufficiale, Chuck Eidson lascia il Maccabi

Ora è ufficiale. Chuck Eidson non sarà più un giocatore del Maccabi Tel Aviv a partire dalla prossima stagione.

L’americano ha informato la dirigenza israeliana della sua volontà di giocare altrove e guadagnare più soldi (si parla di offerte da 3 milioni di euro per due anni).
Eidson lascia dopo due anni, il secondo decisamente all’altezza della sua fama essendo stato uomo tra i più decisivi per il raggiungimento della Final Four di Euroleague prima e della Finale assoluta poi, persa solo contro il Panathinaikos.

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Eurolega è il regno di Obradovic: Sesto trionfo del Pana, Siena è 3ª

Il Panathinaikos è campione d’Europa per la sesta volta nella sua storia, Maccabi battuto 78-70. La Mens Sana supera 80-62 il Real nel match tra le battute

Zelimir Obradovic, 8° trionfo per lui. Reuters
Zelimir Obradovic, 8° trionfo per lui

L’ottava meraviglia di Zelimir Obradovic. Il Panathinaikos Atene vince l’Eurolega 2011, battendo in finale 78-70 il Maccabi Tel Aviv e il 51enne tecnico serbo si aggiudica l’ottava Final Four in vent’anni. Nessuno ha vinto quanto lui, ora Dino Meneghin lo guarda dal “basso” delle sette Coppe Campioni vinte da giocatore. Giusto parlare di trionfo, magari esagerato definirlo un capolavoro visto che non si è trattato di una sfida epica al pari di alcune del recente passato. Ma doveroso inchinarsi all’uomo che in dodici anni ha reso il Panathinaikos una corazzata difficilmente battibile gestendo alla grande organici a volte strabordanti di talento e trovando a quasi tutti i suoi campioni un ruolo adeguato.

E’ la sfida tra la solidità greca e il dinamismo israeliano, è la sfida tra la sostanza che diventa forma di Obradovic e la forma che diventa sostanza di Blatt. Tra il muro biancoverde e la marea gialloblu sugli spalti l’ambiente è infuocato e il campo sembra quasi un francobollo dagli spazi ridotti tra i 16.000 del Palau Sant Jordi.
Il Pana in trionfo. Ciam/Cast
Il Pana in trionfo

LA PARTITA — Il Pana cerca subito di attaccare l’area sfruttando i pochi centimetri degli avversari, il Maccabi risponde con tre triple di Pnini e Eidon per l’11-11 al 6’. L’ingresso dell’ex biellese Batiste è una scossa per i greci (11-2 di parziale) e con Pargo che fa fuori ritmo il Panathinaikos chiude il primo quarto avanti 22-15 e limitando a 1/8 da sotto Tel Aviv. Chuck Eidson, statunitense del South Carolina che veniva preso a calci nel sedere dal padre quando da ragazzino tirava troppo, segna 12 punti con 7 tiri ed è la chiave della resistenza israeliana, sotto 27-24 dopo 15’. Sono molti i tratti in comune alla semifinale di Siena e, come già giovedì, nel rush finale del primo tempo si moltiplicano gli errori. Al riposo è 33-30 Panathinaikos con gli israeliani trovano cose importanti da David Blu (ex Bluthenthal), veterano dal talento indiscusso che però nelle sue tre fermate italiane non si era distinto per il carattere e la propensione alla lotta. Riecco Pargo ed ecco finalmente “Big Sofo” Schortsanitis e il Maccabi torna avanti, ma esattamente come Siena venerdì trova buoni tiri e li sbaglia. A punire gli errori con la massima severità (43-36 al 25’) è Romain Sato con due triple consecutive a nobilitare un primo tempo opaco. Batiste, poi Calathes e a ruota una schiacciata di Fotsis, il cigno che tante volte si è travestito da brutto anatroccolo, firmano il massimo vantaggio sul 51-40 e al 30’ siamo 54-43. Ancora Schorsanitis e Pargo per il -7, ma l’ex italiano (uno dei 5 in campo oltre ai due coach) Nicholas mette cinque punti in fila e rilancia il Pana.

I greci non sono infallibili, ma il Maccabi come l’Mps pasticcia ogni volta che può rientrare e forse non sarà un caso. Eliyahu con un 2+1 accorcia a 63-56 e oltre 4 minuti da giocare, ma è l’ultimo acuto. Prima Batiste (provato da Trieste e lanciato da Biella) e poi Nicholas (scoperto da Fabriano, lanciato da Livorno e affermatosi a Treviso) riportano il margine in doppia cifra regalando alla partite un forte connotato dell’Italia del recente passato. La speranza israeliana si riaccende con una tripla e un tap-in di Eliyahu (69-64 a 1’20”). L’immenso Batiste segna da sotto, Diamantidis mette due liberi e, scampato il pericolo, il popolo biancoverde canta più forte che mai. Il Panathinaikos è arrivato a Barcellona coi favori del pronostico e se ne va meritatamente con la sesta Eurolega della sua storia: pochi fronzoli e tanta gloria.

Atene: Batiste 18, Diamantidis 16, Nicholas 14
Tel Aviv: Eidson 17, Blu 14, Pargo 12

Montepaschi Siena-Real Madrid 80-62

Siena batte il Real e chiude al terzo posto l’Eurolega 2011, bissando il risultato del 2003 e del 2006. Una magra consolazione in termini assoluti, ma la conferma di una continuità ai vertici continentali che non può venire data per scontata. Pianigiani ripresenta nei 12 Aradori e Michelori e lascia a riposo Akindele e Stonerook. Molto lascia intendere che almeno per un po’ sia un match abbastanza soft, ma la voglia di Jaric (ex di turno, che in Spagna andò malino) e la foga del tecnico senese a bordo campo smentiscono in fretta le premesse: al 7’ Mps avanti 12-2 con l’area del Real che si taglia con troppa facilità. A fine primo quarto la Mens Sana conduce 17-11 con Lllull che tiene a galla la formazione di Molin. Ci vogliono ben 14 minuti prima che i toscani tentino una tripla e lo fanno sul 25-15 dopo 22 tentativi da 2 e 6 tiri liberi. Il Real trova ottime cose da Mirotic, miglior giovane di Eurolega quest’anno e disastroso in semifinale, e da Begic che venne svezzato in Italia alla Virtus Bologna.

Al riposo 36-32 con grande spazio alle panchine e Real che vanifica la superiorità a rimbalzo con il doppio delle palle perse di Siena. Si rientra in campo in un un clima trasformato: l’ingresso delle tifoserie israeliana e greca infiamma il Palau Sant Jordi, ma distoglie ulteriormente l’attenzione da quanto accade in campo La Mens Sana continua a muovere bene la palla e ha Moss e Rakovic molto solidi mentre gli spagnoli sono tutti sulle spalle di Llull: al 30’ è 57-45 con Siena che pare in controllo. A turno c’è gloria per tutti: McCalebb e Carraretto allargano il margine fino al 68-53 del 35’. La finalina è vinta, l’amaro in bocca per la semifinale persa non passa invece così facilmente: l’Italia è troppo piccola e l’Europa è ancora un po’ troppo larga per questa Mens Sana, ma come ha detto Pianigiani “è questione di dettagli e a volte i dettagli vanno dalla parte giusta”. L’appuntamento per riprovarci è a Istanbul 2012.

Siena: Lavrinovic 17, Moss 11, McCalebb 10
Madrid: Llull 23, Reyes 8, Tomic 8

tratto da gazzetta.it

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Euroleague, Dimitris Diamantidis è l’MVP

Dimitris Diamantidis è stato eletto MVP dell’edizione 2010-11 dell’Euroleague. La stella del Pana capeggia anche il primo quintetto della stagione assieme a Juan Carlos Navarro, Fernando San Emeterio, Mike Batiste e Sofoklis Schortsanitis.
Diamantidis diventa anche il primo giocatore a vincere in una sola stagione il premio di miglior difensore e di MVP.

Il secondo miglior quintetto è composto da Jeremy Pargo, Sergio Llull, Vassilis Spanoulis, Ksistof Lavrinovic e Dusko Savanovic.

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Eurolega, Siena si arrende 77-69, Panathinaikos in finale

Nella prima semifinale, grande partenza degli italiani, grazie soprattutto ai rimbalzi d’attacco. Ma alla distanza i greci impongono la loro forza

Siena c’è. Contro la corazzata Panathinaikos, nella prima semifinale della Final Four di Eurolega, ha giocato un primo quarto splendido per intensità, andando al primo mini-riposo in vantaggio 21-17. Grande intensità in difesa, supremazia persino clamorosa nei rimbalzi offensivi (7-0), un Lavrinovic inarrestabile sotto canestro e dalla distanza: queste le chiavi della Montepaschi, mentre i greci per ora non stanno rendendo secondo il loro immenso potenziale.

Nel secondo quarto ancora Siena in controllo per almeno metà frazione, con prevalenza delle difese (peccato un paio di errori banali della Montepaschi) e il Pana poco reattivo sotto canestro (a un certo punto nessun rimbalzo d’attacco contro gli 11 di Siena!): l’unico (non piccolo) problema per la squadra di Pianigiani è il terzo fallo di Lavrinovic. Il Panathinaikos però riesce a entrare in partita tirando meglio da tre e innescando il totem Batiste e sfruttando qualche ingenuità difensiva della Mps vola 39-34 a 1′ dalla sirena, andando poi al riposo sul 40-36.

Dopo l’intervallo Siena continua a lottare ma il canestro improvvisamente sembra troppo piccolo e il pallone comincia a pesare una tonnellata. Troppi errori anche banali costringono la Mps a continuare la rincorsa, il che toglie lucidità. E il quarto fallo di Lavrinovic al 5′ sembra una mazzata già decisiva, anche perché poco dopo pure Moss arriva al quarto personale. Siena si scompone, la difesa non può più mordere i greci, che trovano i canestri che li portano al massimo vantaggio (+9 firmato Batiste a 13′ dalla conclusione). Il Panathiniakos si esalta e va all’ultimo stop su un vantaggio confortante: 56-47.

Nella quarta e ultima frazione Hairston illude Siena riportandola a -6, ma Diamantidis con una tripla frontale respinge il tentativo di rimonta. Siena continua a perdere troppi palloni, eppure non molla: Stonerook con una tripla la riporta a -6 a 7′ dalla fine. Ma il Panathinaikos è troppo esperto per farsi prendere dalla frenesia e sfrutta con freddezza la difficoltà di Siena per la situazione falli. Al 37′ è 70-61 e si capisce che per Siena non c’è più nulla da fare.

tratto da gazzetta.it

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Nikola Mirotic è l’Euroleague Rising Star

Nikola Mirotic ha vinto lo Euroleague Rising Star Trophy che ogni anno viene assegnato al miglior giovane della massima competizione europea per club (al 1 luglio del 2011 il giocatore deve avere meno di 22 anni). Mirotic è letteralmente esploso nella seconda parte di stagione con la maglia del Real Madrid, divenendo uno degli uomini chiave della cavalcata della squadra madrilena, arrivata all’appuntamento finale, le Final Four di Barcelona dove affronterà il Maccabi Tel Aviv.

Mirotic ha finito la stagione di Euroleague segnando 7 punti di media con 3.2 rimbalzi e 0.5 stoppate.

Victor Claver

Jan Vesely

Secondo nelle votazioni è arrivato Victor Claver del PE Valencia e Jan Vesely del Partizan Belgrado.

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Dimitris Diamantidis è ancora il “Defensive Player of the Year” nell’Eurolega

Dimitris Diamantidis ha vinto per la sesta volta in carriera in Best Defender Trophy dell’Euroleague come miglior difensore della stagione.
Il greco ha vinto il riconoscimento davanti a Shaun Stonerook della Montepaschi Siena.

Diamantidis ha chiuso la stagione di Euroleague, in attesa delle Final Four di Barcelona dove il Panathinaikos affronterà proprio la Mens Sana Siena, con 1.6 rubate a partita e 3.6 rimbalzi ma, come per Stonerook, la sua importanza non la si vede dai numeri delle statistiche.
Memorabili sono state le sue performances nei quarti di finale in cui i Green hanno superato i campioni in carica e massimi favoriti per il titolo finale del Regal Barcelona.

tratto da sportando.net

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Real alle Final Four. Valencia battuto in gara 5

La squadra di Madrid allenata dall’italiano Emanuele Molin – ex vice di Messina – sfrutta il fattore campo facendo la differenza a rimbalzo nella “bella” dei quarti di finale. Sfiderà a Barcellona il Maccabi Tel Aviv. I madrileni tornano tra le magnifiche 4 dopo 15 anni

Richardson contro Tucker. Afp
Richardson contro Tucker

Battendo 66-58 il Valencia nella decisiva gara-cinque dei quarti di finale, il Real Madrid torna alla Final Four di Eurolega dopo 15 anni. Nell’unica serie finita alla “bella”, è l’unica qualificata tra le quattro squadre che avevano il vantaggio del fattore campo ed è l’unica delle quattro spagnole arrivate tra le prime otto a entrare in semifinale: il 6 maggio in casa degli arcirivali del Barcellona campione in carica, appena eliminato, sfiderà il Maccabi Tel Aviv, dopo aver conosciuto la vincente dell’altra sfida tra Panathinaikos e Montepaschi Siena.

ancora italia alle final four — Oltre ai toscani, si aggiunge così un pezzo d’Italia alla kermesse catalana: la guida in panchina del Real è Lele Molin, che un mese fa ha raccolto il testimone dal dimissionario Ettore Messina, cui non si può non riconoscere una fetta di meriti nel risultato delle merengues, e che, dopo una vita da assistente, tra un mese allenerà la sua prima Final Four.

la gara — Bloccato dai propri passaggi a vuoto prima che dalla paura, il Real era partito nei primi otto attacchi con 1/6 al tiro e due perse in 5′, offrendo il fianco al 2-11 ospite con 9 punti di Savanovic. I falli di Valencia hanno lo scopo di non far entrare in ritmo l’attacco casalingo, ma alla lunga penalizzano gli ospiti: Pietrus e Richardson si spendono su Suarez, Javtokas ne ha tre al 12′ e quattro al 22′. Il Real parte però troppo male per non finire sotto 13-23 all’11’30” sbagliando 11 dei primi 15 tiri e con 6 perse. A riportare in partita la squadra di Molin è l’annunciata superiorità a rimbalzo, segnatamente d’attacco, e la scarica di quattro triple di fila a fine secondo quarto, di cui tre di Tucker, per rientrare sul 37-38 al 18’30”. L’inerzia è del Real, che inevitabilmente apre la ripresa mettendo per la prima volta la testa avanti (43-42): Llull e Prigioni mandano in confusione Cook e Martinez, che perdono lucidità e i palloni che innescano la mini fuga casalinga 52-46 al 25′. Savanovic prova a resistere, ed è l’unico in un terzo quarto da 9 punti per la squadra di Pesic. Il Real sbaglia molto, ma conquista una marea di canestri da seconda opportunità, aprendo il quarto periodo sul 60-51. Entrambi i canestri si tappano: i madrileni non trovano il colpo del k.o., Valencia non riesce a rientrare, e ci guadagna solo il Real se nei primi otto minuti dell’ultimo quarto le squadre fanno 4-4. Gli ospiti giocano troppi attacchi in meno (e quei pochi li sbagliano) rispetto ai padroni di casa, che chiuderanno con 17 rimbalzi d’attacco, blindando il successo nel finale dalla lunetta. Il Real va a Barcellona, per una volta da squadra di casa.

Madrid: Suarez 12, Tucker 12
Valencia: Savanovic 19, Martinez 16

tratto da gazzetta.it

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Siena, il sogno diventa realtà. A Barcellona per le Final Four

La Montepaschi conquista l’atto conclusivo di Eurolega chiudendo 3-1 la serie con l’Olympiacos. Nella quarta sfida gli uomini di Pianigiani si sono imposti 88-76. In Catalogna prima sfida col Panathinaikos

La festa di Siena, alla quarta Final Four. Ciam/Cast
La festa di Siena, alla quarta Final Four

I panni della bella favola le stanno stretti, Siena insegue la leggenda. La Montepaschi batte 88-76 l’Olympiacos e conquista il quarto viaggio alla Final Four in otto partecipazioni di Eurolega: a Barcellona (6-8 maggio) sfiderà il Panathinaikos, che ha eliminato 3-1 i blaugrana campioni in carica che avrebbero giocato in casa.

il nuovo ciclo — Siena ci arriva al primo anno del nuovo ciclo avviato in estate, dopo aver cambiato quattro quinti del quintetto del quarto scudetto consecutivo. Ci arriva nonostante gli infortuni che nel momento decisivo della stagione l’avevano privata via via di McCalebb, Lavrinovic e Kaukenas, i suoi migliori giocatori fin lì, trovando altrove risorse inaspettate. Ci arriva dopo aver chiuso sul 3-1 la serie di quarti di finale con l’Olympiacos, affrontata senza il vantaggio del fattore campo e risorgendo dopo il sorprendente e storico -48 di gara-1: rischiava di pesare come un macigno, soprattutto a livello mentale, e invece da lì in poi Siena ha dominato. Con le firme di Jaric e Hairston, che solo un mese fa era impossibile aspettarsi. Il trionfo toscano, incontestabile, è il fallimento dell’Olympiacos, bravi solo a fare la faccia dura ma incapaci di leggere la partita e far vedere di aver preparato qualcosa: Pianigiani ha fatto fare al santone Ivkovic la figura del pivello.

subito siena — Da copione, l’approccio greco era stato autoritario, negando a Siena le prime opzioni e costringendola a tirare allo scadere: trovare subito due triple con Stonerook è stato per la Montepaschi importante anche tatticamente. I greci non sanno leggere le situazioni, ma Siena ha un peggior rapporto coi contatti e col metro con cui vengono valutati. I problemi di falli di Moss e Rakovic sono però per i campioni d’Italia l’opportunità di buttare nella mischia Lavrinovic e Hairston, che dominano il primo tempo. Il lituano attacca a ogni pallone che riceve, spalle o fronte a canestro a seconda dell’avversario; l’americano si mette in partita conquistando viaggi in lunetta e prosegue con un dominio atletico (al riposo 19 punti in 15′) senza mai andare fuori giri: in coppia segnano 19 punti nel primo quarto e ci sono anche le loro triple nel 4/4 che alimenta il 12-2 di break per rompere il punto a punto e toccare il 29-18 al 10′. Halperin e Gordon si prendono le responsabilità nella squadra di Papaloukas, Spanoulis e Teodosic (1/10 in tre nel primo tempo), così l’Olympiacos spara a salve da tre mentre Siena trova ossigeno da chi nella serie praticamente non s’era visto, come Ress e McCalebb, allungando fino al 42-27 al 16′.

il trionfo — Toccato anche il 55-38 al ritorno dal riposo con una tripla di Moss, Siena subisce l’impatto di Mavrokefalides, in panchina per tutto il primo tempo (in gara-3 la staffetta con Nielsen era stata inversa), motore dell’11-3 per il rientro greco a -10 a metà terzo quarto. La Montepaschi raccoglie errori dal quintetto con McCalebb e Rakovic, i greci tornano 63-58 al 28′ e 66-61 poco dopo, ma i 7 punti in fila con cui Jaric apre il quarto periodo ridanno un margine di sicurezza sul 77-65 al 33′. Hairston continua a volare e dopo una brutta partita Kaukenas sigilla il trionfo con la tripla dell’84-69 al 37′: da qui in poi la Montepaschi va a braccia levate fino in fondo. Il trono continentale è lontano solo 80 minuti: a questo punto crederci si può. Una nuova pagina di storia è lì da scrivere, l’inchiostro c’è.

Siena: Hairston 25, Lavrinovic 19, Jaric 12
Olympiacos: Bourousis 16, Gordon 16, Teodosic 10, Halperin 10

tratto da gazzetta.it

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Eurolega, è 2-1 Siena. Final Four a un passo

La Montepaschi batte l’Olympiacos 81-72 e si porta in vantaggio 2-1 nella serie: giovedì ha il match point in casa. Decisivo Jaric con 24 punti ma grandi prove anche da Lavrinovic e Kaukenas

C’è una vittoria tra la Montepaschi e la quarta Final Four di Eurolega della sua storia. Siena batte 81-72 l’Olympiacos e ha adesso due matchpoint, il primo dei quali giovedì in casa. Si è rovesciato il mondo rispetto al -48 di una settimana fa al Pireo: i toscani hanno dominato gara 2 e dato un’altra prova di forza in gara 3. Kaukenas, Moss nel primo tempo e Lavrinovic nel secondo sono essenziali, ma il volto simbolo è quello di Marko Jaric: è arrivato a gennaio, c’è voluta pazienza ad aspettarlo e a lui umiltà per mangiare il fango di chi si ripresenta con una forma non all’altezza della sua fama. In gara-uno al Pireo gli hanno quasi rotto il naso, già nel retour match era stato decisivo, stavolta il suo mix di classe e determinazione tutta slava lo spinge alla sua miglior gara senese.

L'esultanza di Jaric. Ciamillo
L’esultanza di Jaric

in tribuna — Teodosic, mvp dell’ultima Eurolega che aveva saltato le prime due gare per infortunio, entra nella serie con una gara da due punti e 1/5 al tiro. La partita va dove la portano le caratteristiche delle squadre. Siena prova sempre ad andare al ferro, ma trova un muro e riesce a macinare canestri coi tiri dalla media, che hanno più alto coefficiente di difficoltà e però entrano. L’Olympiacos trova la difesa Montepaschi sulla strada dei suoi giochi a due, usandoli così per creare sugli scarichi più che per andare dai lunghi: così, quando non manda la palla in tribuna (11 perse al riposo), trova triple importanti. Si esce dal punto a punto solo con l’ingresso di Jaric a fine primo quarto, che segna canestri da fuoriclasse: 7 punti in fila nel 10-2 per andare 21-14 al 10′, saranno 11 in 6 minuti.

Grande lotta sotto canestro a Siena. Ciamillo
Grande lotta sotto canestro a Siena

a salve — Siena però comincia a sparare a salve da tre (0/6 nel secondo quarto) mentre l’Olympiacos quando arriva al ferro fa sempre canestro, ed è così che torna sul 31 al 18′ e mette anche la testa avanti sul 35-37 prima del riposo. Chiamata a ripartire da zero, la Montepaschi dà il nuovo strappo nel terzo quarto cominciando a segnare da tre: 4/5 nel periodo. Le due di Lavrinovic sono quelle che tolgono il tappo al canestro, quella di Kaukenas certifica il break: il 10-2 per volare 55-46 al 26’30” però arriva soprattutto tenendo quattro minuti l’Olympiacos senza segnare con in campo il quintetto di maggior taglia, coi due pivot e il trio Jaric-Kaukenas-Moss a sovrastare fisicamente almeno in due ruoli su tre sul perimetro coi tre play ospiti insieme. Il regista serbo, 9 punti nel quarto, spara un’altra fiammata di canestri inventati di classe pura per il +10 entrando nell’ultimo periodo.

sussulto — L’Olympiacos ha un sussulto, ma Spanoulis sbaglia in contropiede la tripla del possibile -3 e di là punisce Lavrinovic: gioco da tre punti e tripla del lituano, una anche da Stonerook per l’11-1 costruito tenendo i greci altri tre minuti senza canestri, per volare 73-57 a metà quarto periodo. Siena trova sempre i canestri giusti per respingere un Nesterovic da 8 punti negli ultimi 5′ e chiude a braccia alzate.

Siena: Jaric 24, Lavrinovic 15, Kaukenas 15, Moss 11
Pireo: Nesterovic 16, Spanoulis 15, Gordon 9

tratto da gazzetta.it

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Siena, reazione da grande. L’Olympiacos va al tappeto

La Montepaschi riscatta la disfatta di gara-1 imponendosi 82-65 ad Atene nella seconda sfida dei quarti di finale di Eurolega. Il terzo match della serie al meglio delle 5 in programma martedì alla Montepaschi Arena. Anche le altre sfide sull’1-1

La gioia più grossa della stagione europea di Siena cancella l’amarezza più grande. A sole 48 ore dal -48 del Pireo, la Montepaschi domina 82-65 sul campo dell’Olympiacos. Per una volta le frasi fatte trovano applicazione: lo scarto non conta, conta vincere o perdere. E, mettendosi alle spalle l’89-41 di martedì con una forza mentale indescrivibile, Siena esce vincitrice dal doppio scontro in Grecia, perché fa saltare il fattore campo, che è adesso a suo favore: martedì e giovedì della settimana prossima si gioca in Toscana, la “non partita” di gara-1 non la ricorda più nessuno. Protagonisti? Tutti, costringendo l’Olympiacos a una marea di perse e mandandolo a sbattere contro la zona, ma soprattutto la forza dei nervi saldi senesi, trascinati da Hairston.

il riscatto — Vissuto nel -48 di gara-1 il peggiore degli incubi, l’attenzione era per la reazione di Siena, prima ancora che per il risultato. E stavolta la Montepaschi c’è soprattutto in quella consistenza difensiva che manda in bambola l’Olympiacos e il suo inizio soft: tra palle in tribuna, passi, falli in attacco, specialmente coi lunghi, i greci partono con 9 perse in 9′ (4 di Bourousis). Partire con Carraretto e Lavrinovic in quintetto dà concretezza e taglia a Siena, ma il cambio di marcia arriva con l’ingresso delle seconde linee, ed è un paradosso contro una squadra più profonda: Kaukenas attaccando il ferro, Jaric anche in difesa, Hairston con l’atletismo danno alla Montepaschi più energia. Due giorni prima Siena al 25′ aveva segnato solo 9 punti, stavolta nell’ultimo paio di minuti del primo periodo infila il 12-0 per volare via: tenendo l’Olympiacos a un solo canestro in 6′, Siena scappa sul 30-15 con Lavrinovic al 14′.

l’olympiacos ci prova — I greci tornano in partita conquistando viaggi in lunetta con Spanoulis: fino a poco prima del riposo hanno segnato più tiri liberi che tiri su azione: da qui, e dalla freschezza di Erceg, nasce il break ellenico di 12-1 a cavallo dell’intervallo con cui, complici alcune ingenuità senesi, l’Olympiacos rientra 39-35 subito al ritorno dagli spogliatoi. E’ il momento più difficile per Siena e qui i canestri di carattere di Carraretto servono a resistere ai colpi di Bourousis (44-40 al 23′), i salti di Hairston e i canestri di Zisis danno di nuovo respiro (56-47), tornando con una tripla dell’americano alla doppia cifra di margine sul +10 al 29′, che diventa 66-54 con un’altra tripla di Stonerook al 32′ mentre l’Olympiacos si impantana contro la zona 3-2 senese. E’ il muro che impedisce di rientrare ai greci, zavorrati dalla valanga di perse: Rakovic diventa un porto sicuro, Jaric pare quello dei tempi d’oro, e sul suo 77-60 a meno di tre minuti dalla fine Siena capisce di aver fatto l’impresa. Ora appuntamento in Toscana.

Olympiacos: Mavrokefalides 16, Spanoulis 12, Nesterovic 10
Siena: Hairston 19, Kaukenas 14, Rakovic 12

le altre sfide — In campo anche tutte le altre 6 squadre per gara-2. Le serie sono tutte sull’1-1.

Lotta sotto canestro tra Vitoria e Maccabi. Ansa
Lotta sotto canestro tra Vitoria e Maccabi

Caja Laboral Vitoria-Maccabi Tel Aviv 81-83 (serie sull’1-1)

Un canestro sulla sirena di Jeremy Pargo in faccia a Logan fa saltare il fattore campo e permette al Maccabi di fare il colpo alla Fernando Bruesa Arena al termine di un appassionante punto a punto. Gli israeliani in avvio sono soprattutto nei canestri di Schortanitis (17 punti al riposo), i baschi nelle triple: non solo con San Emeterio (15 all’intervallo) ma anche con Teletovic e Logan per toccare il 40-29 prima del riposo. Bluthenthal, Perkins e ancora Schortsanitis però suonano la sveglia per il Maccabi con un 17-5 che ridà la parità agli ospiti a quota 51 al 24′. Vitoria resiste con le triple di Logan, poi campo agli ex: Batista prova a chiuderla per i padroni di casa (75-68 al 36′), Eliyahu anima il 7-0 ospite per impattare di nuovo. Punto a punto: Huertas perde palla, Logan sbaglia e Pargo, dopo aver fatto solo 1/2 dalla lunetta, non fallisce il canestro vittoria allo scadere.

Vitoria: Batista 17, San Emeterio 17, Teletovic 16
Tel Aviv: Schortsanitis 22, Blu 18, Pargo 13, Perkins 10

Omar Cook (destra), trascinatore del Valencia a Madrid. Ansa
Omar Cook (destra), trascinatore del Valencia a Madrid

Real Madrid-Power Electronics Valencia 75-79 (1-1)

Colpo del Valencia di Pesic, che pareggia la serie col Real espugnando la Caja Magica grazie alla serata da urlo del play Omar Cook: 20 punti con 5/5 da tre, tra cui il siluro che entrando nell’ultimo minuto ha di fatto deciso il match. L’ex squadra di Messina, ora affidata a Molin, aveva provato a prendere il largo in avvio con Fischer prima (19-11) e Velickovic poi (31-22), ma si era fatta riprendere sul 35 pari dalle triple di Cook e Richardson e dai rimbalzi di Lishchuk, e superare sul 57-52 al 29′. Llull prova a rimettere in piedi la gara, ma è ancora Richardson che gli risponde. Mirotic fa entrare il Real a +1 nell’ultimo minuto, ma Valencia sorpassa sul 76-74 con la tripla di Cook a 56″ dalla fine, allungando poi a +3 dalla lunetta, a cui i madrileni rispondono sbagliando tre tiri da tre di fila con Prigioni, Tucker e Llull e non riuscendo più a rientrare.

Madrid: Llull 18, Tucker 9, Reyes 8
Valencia: Cook 20, Richardson 15, Martinez 12, Savanovic 12

Duello tra Rubio e Diamantidis: ha vinto il greco. Ansa
Duello tra Rubio e Diamantidis: ha vinto il greco

Regal Barcellona-Panathinaikos 71-75 (1-1)

E’ del Panathinaikos l’impresa che conclude una giornata di quarti di finale vissuta solo di vittorie esterne, violando il campo del Barcellona campione in carica dopo una lunga rimonta firmata da Diamantidis e Sato, e poi difesa nel finale in volata. I catalani erano partiti 11-3 in un primo quarto da soli 10 punti segnati per i greci, precipitati 28-12 al 14′ sotto i colpi di Vazquez e Ndong, sbagliando 17 dei primi 21 tiri. E’ qui che Sato comincia lentamente a ricucire, gli va dietro Batiste e una tripla di Nicholas fa scendere il divario sotto la doppia cifra (36-28) prima del riposo. Anderson allunga ancora in avvio di ripresa, prima del 9-0 firmato da Diamantidis (14 punti nel terzo quarto) che risuscita il Panathinaikos sul 46-42 nel cuore del terzo quarto. La spallata la dà poi l’ex senese Sato, che ispira il nuovo break greco di 14-2 con 10 punti in fila a cavallo degli ultimi due periodi per ribaltare il match sul 64-59 al 34′. Il Barcellona prova a rientrare sparacchiando da tre, con Rubio, Anderson e Morris: Nicholas allunga fino al 70-62 al 36′. Il colpo di reni di Navarro produce al massimo il rientro sul 72-71 negli ultimi secondi, poi però ancora Lakovic sbaglia da tre (il Barça chiuderà con 4/24 escluso Navarro) e il Pana chiude i giochi.

Barcellona: Navarro 19, Vazquez 11, Anderson 11
Panathinaikos: Sato 18, Diamantidis 17, Batiste 14

tratto da gazzetta.it

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