New York rientra dal -15 in casa dei Miami Heat, i campioni Nba tornano dal -14 a Oklahoma City. A San Antonio, il playmaker esce per guai a un polpaccio ma i suoi si impongono sui Grizzlies. Successi anche per Orlando, Atlanta, Phoenix (dopo il supplementare), Philadelphia e Minnesota
Grandi colpi esterni per New York e i Lakers, entrambi in rimonta: ‘Melo e compagni tornano dal -15 in casa dei Miami Heat, e grazie all’apporto determinante non solo di Billups e Stoudemire, ma anche di comprimari come Williams e Walker, passa a casa di James, Wade e Bosh. I campioni Nba rientrano dal -14 e vincono a Oklahoma City contro i pericolosi Thunder di Durant e Westbrook. Si fa male Tony Parker, ma San Antonio vince ancora grazie a 35 di Ginobili contro Memphis. Impazza la lotta-playoff, in una Conference come nell’altra: Atlanta e Orlando, pretendenti al quarto posto a Est, si rispondono colpo su colpo, bene Philadelphia a Cleveland e Phoenix, in overtime, sul campo di Indiana. Doppia-doppia consecutiva numero 46 per Kevin Love.
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- New York sbanca Miami
Miami Heat-New York Knicks 86-91
Sembravano pronte le vagonate di critiche ai Knicks nella loro versione con Carmelo Anthony, reduci dall’imbarazzante sconfitta di Cleveland e sotto di 15 nel secondo quarto (51-36), ma capaci di chiudere con un parziale di 16-0 prima dell’intervallo, con le triple di Billups (2), Fields e la tabellata di Bill Walker (ottimo, anche 7 rimbalzi nella sua partita) per arrivare sul 52-51 a metà partita. La sfida è punto a punto, come ai vecchi tempi, quando Miami-New York era una torrida sfida da playoff (erano quelli di Pat Riley contro quelli di Jeff Van Gundy). Anthony, per gradire, è a quota 83 punti in 3 gare con i Knicks, ma in questo caso le giocate decisive sono di Billups e Stoudemire: il playmaker, un vero capo, mette 5 punti in fila per il sorpasso 85-84 a 1 minuto dalla fine. Stoudemire, tra un 2/2 e l’altro da parte di Shawne Williams dalla lunetta, prende il tempo a LeBron James, contenuto difensivamente da Anthony, e lo stoppa, negandogli il layup del sorpasso a 7 secondi dalla fine. Dopo l’89-86 siglato appunto da Williams dalla lunetta, James ha un’altra opportunità: finta, tiro da fuori, ma prende solo il ferro. Ci pensa Walker, sempre dalla lunetta, a mettere dentro i punti finali di una vittoria che i Knicks possono esibire come manifesto della loro nuova forza.
Miami: James 27 (9/15, 1/5, 6/8 tl), Bosh 20, Wade 12, Miller 10. Rimbalzi: Bosh 12. Assist: Wade 9.
New York: Anthony 29 (9/18, 1/4, 8/9 tl), Stoudemire e Billups 16. Rimbalzi: Stoudemire 10. Assist: Williams 4.
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- Festa Lakers, delusione Thuner
Oklahoma City Thunder-Los Angeles Lakers 87-90
Partita molto importante per la terza piazza a Ovest, e sempre un grande esame di maturità per i Thunder: quello di affrontare i campioni Nba, nel repeat della serie di playoff dello scorso anno. I Thunder, però, andranno rivisti al completo, quando utilizzeranno Perkins (soprattutto lui, chiamato per dare più consistenza difensiva in area), Robinson e Mohammed. “Ma le assenze non sono una scusa. Abbiamo abbastanza materiale per vincere lo stesso”, ammonisce coach Brooks. I Lakers giocano da campioni, vincendo prima di tutto con la testa: la squadra di Phil Jackson reagisce dopo essere stata messa con la testa sott’acqua nel secondo quarto (2 triple in fila di Cook, 38-24 Thunder a 9’34 dall’intervallo), dimostrando la loro profondità. I Lakers pareggiano a quota 42 senza contributi offensivi di Bryant e Gasol: 7 di Odom, 6 di Bynum, 5 di Brown e quindi il layup di Derek Fisher per il pareggio a 5’04 dall’intervallo. La gara ora è equilibrata, e quando servono arrivano i campioni gialloviola: 5 punti di Bryant e 2 liberi di Gasol per il +7 a 4’37 dalla fine (87-80), dall’altra parte prima segna Durant, poi Westbrook ne mette 5 in fila per il -1 (87-88 a 2’01 dalla fine), ma il playmaker dei Thunder prima perde un pallone importante sul -3 (siglato da un sontuoso Bryant sulla linea di fondo), poi va a sfondare (marcato da Bryant, sull’aiuto di Gasol) a 10 secondi dal termine. Odom non punisce: fa 0/2 dalla lunetta con 10 secondi da giocare, e i Thunder hanno un’altra opportunità. Durant reclama la palla durante il time-out, e la ottiene: il suo tiro da fuori, però, viene rifiutato dal ferro, la palla viene ributtata fuori per Harden che sbaglia anche lui. I Lakers passano.
Oklahoma City: Westbrook 22 (7/15, 1/1, 5/6 tl), Durant 21, Harden 14, Sefolosha 10. Rimbalzi: Ibaka 13. Assist: Westbrook 6.
L.A. Lakers: Gasol 18, Bryant 17, Bynum 16, Artest 10. Rimbalzi: Gasol 11. Assist: Bryant 7.
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- L’infortunio di Tony Parker
San Antonio Spurs-Memphis Grizzlies 95-88
Una partita che si segnala per un fatto curioso: l’infortunio dell’arbitro Tommy Nunez Jr. nel primo quarto, che potrebbe dover saltare il resto della stagione per problemi a un ginocchio. Ce n’è un altro, quello di Tony Parker, che rimane in campo appena 13 minuti prima di uscire per guai a un polpaccio. Niente paura per gli Spurs, sempre più il miglior record della Lega (49-10), che annullano i Grizzlies dove sono più forti (in assenza di Rudy Gay), concedendo un pessmo 8/32 dal campo alla coppia Randolph-Gasol, con Duncan autore di 5 delle 10 stoppate di squadra. Gli Spurs, privi anche dell’ottimo Gary Neal (ancora fuori in conseguenza di una botta alla testa riportata contro i Thunder), si affidano alle sapienti mani di Ginobili: 18 per lui nel solo ultimo quarto, che gli Spurs iniziano a -4 (59-63) dopo aver condotto in precedenza anche di 16. Le triple di Jefferson e Bonner (che chiude con 4/5 da fuori, dalla panchina) mettono in ritmo gli Spurs, che sorpassano per l’ultima volta con Ginobili (86-85 a 1’15 dalla fine) e chiudono il discorso con 9/10 dalla lunetta, compreso un 6/6 dell’argentino.
San Antonio: Ginobili 35 (8/14, 2/8, 13/16 tl), Bonner e Hill 14, Duncan 12. Rimbalzi: McDyess 9. Assist: Ginobili 8.
Memphis: Randolph 24 (6/24, 1/1, 9/10 tl), Conley 19, Arthur 12, Allen 10. Rimbalzi: Randolph 17. Assist: Gasol 7.
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- Contatto duro tra DeMarcus Cousins e Dwight Howard
Orlando Magic-Charlotte Bobcats 100-86
Altra gara in doppia-doppia per Dwight Howard, che torna sotto al 50% nei tiri liberi dopo 4 partite consecutive in cui li ha tirati molto bene per le sue abitudini (viaggia con il 62.3% a febbraio). I Magic giocano una gara solida, senza mai andare in svantaggio contro una squadra in lotta per un posto nei playoff (26-33, sempre mezza gara indietro rispetto a Indiana), toccando anche il +16 nel finale con 4 tiri liberi consecutivi di Brandon Bass (96-80 a 3’46 dalla fine). Una tranquilla giornata in ufficio. Ai Bobcats non basta un sontuoso Jackson, Henderson e Augustin combinano per 6/23 dal campo, imitati dai giocatori della panchina (7/23 totale, 6 timbalzi in 14 minuti con 0/2 per il neo arrivato Przybilla).
Orlando: Howard 20 (7/12, 6/13 tl), Bass 17, Arenas 16, Nelson 13, J. Richardson 11. Rimbalzi: Howard 10. Assist: Nelson 7.
Charlotte: Jackson 35 (10/17, 3/5, 6/10 tl), Diaw e Augustin 11. Rimbalzi: Diaw 9. Assist: Augustin 4.
Portland Trail Blazers-Atlanta Hawks 83-90
Vittoria importante per Atlanta, in una gara in cui entrambe le squadre avevano molto da giocarsi (sono in piena lotta, chi per il quarto posto a Est, chi per un posto nei playoff a Ovest). Gli ospiti fanno la corsa in testa praticamente per tutta la partita, una volta ammortizzato il buon inizio dei padroni di casa (16-9 firmato da Wes Matthews con 4’24 da giocare nel primo quarto). Gli Hawks arrivano a condurre anche di 23 punti (66-43, 2+1 di Marvin Williams a 4’13 dall’ultima pausa), e respingono con Jamal Crawford la reazione di Portland: sul +6 per Atlanta, l’ex giocatore dei Warriors si prende la tripla dal palleggio a 1’37 dalla fine (85-76) e rispedisce al mittente i sogni di rimonta dei Blazers.
Portland: Miller 20 (9/16, 0/1, 2/3 tl), Aldridge 19, Matthews 12. Rimbalzi: Aldridge 8. Assist: Miller 4.
Atlanta: Crawford 23 (1/4, 4/9, 9/10 tl), Johnson 22, Smith 14, Williams 11. Rimbalzi: Pachulia 12. Assist: Smith 4.
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- Danny Granger, a destra, lotta con Grant Hill
Indiana Pacers-Phoenix Suns 108-110 dts
Dopo essersi messo in partita segnando 14 punti nel solo primo quarto (chiuso avanti 33-29 da Phoenix), Grant Hill mette anche il tiro che manda la partita ai supplementari, la tripla del 99 pari a 44 secondi dalla fine. Non riuscirà Danny Granger, infatti, a vincerla per i suoi, con il tiro allo scadere. Ci riesce invece Channing Frye, che dopo aver commesso fallo su Josh McRoberts concedendo il 2+1 per il 108-108, si prende la responsabilità del tiro allo scadere, servito da Nash, e consegna a Phoenix una vittoria molto importante nella lotta ai playoff. Tra i Pacers s’è visto per la prima volta il rookie Lance Stephenson, autore di 2 punti (dalla lunetta) in 4 minuti. Su di lui, soprannominato “Lance-a-lot”, era stato girato anche un documentario, seguendo i suoi passi da liceale. Ripagherà le attese?
Indiana: Granger 25 (5/10, 3/7, 6/7 tl), Price 18, Hansbrough 13, Rush 11. Rimbalzi: Foster 12. Assist: Granger 6.
Phoenix: Hill 34 (10/19, 4/7, 2/2 tl), Gortat 17, Dudley 15, Frye 14, Nash 10. Rimbalzi: Gortat 11. Assist: Nash 13.
Cleveland Cavaliers-Philadelphia 76ers 91-95
Per la prima volta in questa stagione, i Philadelphia 76ers vanno sopra il 50% (30-29). Risultato non da poco, dopo una partenza da 3 vittorie e 13 sconfitte. Dall’altra parte, non bastassero tutti i problemi avuti in questa stagione, si fa male Antawn Jamison, che si frattura il mignolo della mano sinistra nel terzo quarto. Con Baron Davis ancora in borghese, ma gasati dall’ultima vittoria sui Knicks, i Cavs partono fortissimo: 20-8 dopo i tiri liberi di Jamison a 3’10 dalla fine del primo quarto. Non dura, però. I 76ers prendono in mano la gara, arrivano a condurre anche di 15 (73-58 con la tripla di Holiday a 2’43 dalla fine del terzo periodo), e nonostante il cuore dei Cavs (che rientrano nel finale) la gestiscono con la tripla di Meeks a 3’43 dalla fine (89-81) e poi con i tiri liberi finali degli stessi Holiday e Meeks.
Cleveland: Hickson 22 (9/14, 0/1, 4/7 tl), Sessions 20, Jamison 16, Samuels 12. Rimbalzi: Hickson 16. Assist: Sessions 10.
Philadelphia: Brand 16 (7/13, 2/3 tl), Williams 16 (2/5, 2/3, 6/8 tl), Meeks 14, Holiday 13, Young 12, Turner 10. Rimbalzi: Brand 8. Assist: Holiday 9.
Minnesota Timberwolves-Golden State Warriors 126-123
Kevin Love arriva a 46 doppie-doppie consecutive, e lo fa con stile, con un’altra gara oltre i 30 punti e 20 rimbalzi. Il record assoluto di Moses Malone è a -4. Una volta tanto, però, Love e i suoi Timberwolves portano a casa la vittoria. Lo fanno in una gara, strana, non certo dominata dalle difese (73-69 Warriors a metà gara, dopo che gli ospiti sono stati avanti anche 47-33 in avvio di secondo periodo). I padroni di casa passano a condurre con un parziale di 18-3 nel terzo periodo (89-78, con 7 punti di Love e 6 di Beasley), ma grazie alla solita spinta di Curry ed Ellis Golden State torna a -1 sul 124-123 a 1’42 dalla fine. Non segnerà più, nemmeno quando a 4 secondi dalla fine Ellis si ributta dentro, venendo fermato da Wes Johnson con la stoppata. I tiri liberi di Tolliver chiudono la partita.
Minnesota: Love 37 (5/9, 3/4, 18/23 tl), Beasley 25, Johnson 17, Ridnour 13, Tolliver 12, Pekovic 11. Rimbalzi: Love 23. Assist: Flynn 9.
Golden State: Curry 33 (8/16, 5/7, 2/2 tl), D. Wright 26, Lee ed Ellis 20, Radmanovic 12. Rimbalzi: Curry 11. Assist: Ellis 8.
tratto da Gazzetta.it