Nella diciassettesima giormata di serie A, la Montepaschi passa a Montegranaro ed è a +6 su Milano. La Lottomatica dopo la figuraccia in Eurolega spazza via la Scavolini Pesaro, i brianzoli passano a Cremona. Successi anche per Bologna, Avellino, Teramo e Sassari
Dopo la sconfitta di Mlano nell’anticipo del sabato sera, si è completata domenica la diciassettesima giornata di serie A. Siena passa a Montegranaro e allunga in classifica
Fabi Montegranaro-Montepaschi Siena 70-74
Stoppata in Eurolega dal Real Madrid, la Montepaschi in campionato prosegue nella propria marcia. Stavolta però i campioni d’Italia soffrono fino alla fine contro una Fabi determinata e aggressiva. Senza McCalebb, Lavrinovic e Aradori (influenzato), Siena parte subito forte Siena, con la Fabi che non riesce a trovare le giuste contromisure ai blocchi che liberano al tiro Kaukenas (suoi sei dei primi dieci punti messi a segno dalla Montepaschi) e al tempo stesso non trova fluidità nel gioco d’attacco. La tripla di Zisis al 5′ porta i biancoverdi sul +9. Al rientro da un time-out Antonutti (in campo al posto di Ray) risponde per l’11-17. E’ l’episodio che dà la scossa perché i gialloblù stringono le maglie in difesa, trovano in Ford il giusto terminale in attacco e scoprono la carta Canavesi. E’ l’ala italiana a segnare il pari (23-23) a inizio secondo quarto, quindi Maestranzi (recuperato dopo il recente infortunio) realizza dalla lunga distanza il sorpasso (26-23 al 13′). Nel finale di quarto Pianigiani gioca la carta Jaric accanto a Zisis. E sono proprio due tiri dai 6,75 del nuovo innesto a rompere l’equilibrio tra le due squadre che vanno al riposo sul 35-43. Al rientro dalla pausa lunga la Fabi accorcia con un 5-0 firmato da Cavaliero e Ford per il -3 al 24′. Ancora una volta è Kaukenas (immarcabile per la difesa della Fabi) e riportare la Montepachi a distanza di sicurezza. Nell’ultimo periodo Montegranaro tenta il tutto per tutto. Un mini parziale di 11-3 con tanto di tripla di Allan Ray riportano la Sutor sul -1 al 35′ (63-64). Siena barcolla ma non si disunisce, anzi ribatte colpo su colpo. In difesa si affida anche alla zona mandando in tilt l’attacco gialloblù che per due volte sbaglia l’azione del possibile pari. Si decide tutto negli ultimi venti secondi, ma Kaukenas e Moss non tremano dalla lunetta.
Montegranaro: Ford 24, Ray 10, Cavaliero 8.
Siena: Kaukenas 21, Zisis 11, Rakovic 11, Moss 10.
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- Foster al tiro dopo aver battuto Leunen
Vanoli-Cremona-Bennet Cantù 68-71
Trinchieri si conferma tabù di Cremona, 8 su 8 contro la sua ex squadra: la Bennet passa al PalaRadi dopo 40’ sul filo dell’equilibrio e acuisce la crisi della Vanoli, alla quinta sconfitta in fila, l’ottava nelle ultime nove. Lo fa con la difesa, capace di togliere tanto ritmo, dopo il primo quarto, ad una Cremona che, con Drozdov impalpabile, ha finito con scelte offensive sempre peggiori, culminate nel 39% dal campo degli ultimi 10’. Mentre Cantù ritrovava i suoi protagonisti: Mazzarino, 12 nella ripresa e i liberi della sicurezza, e Leunen, decisivo a girare in favore della Bennet la lotta a rimbalzo (32-21 dal secondo quarto in poi). Il massimo vantaggio della Vanoli è stato il +5 (15-10) di un primo quarto in cui Cremona ha trovato 14 dei 19 punti dai lunghi (19-16 al 10’ ). Ad accendere il motore canturino, nel secondo quarto, è stato Green, creando dal palleggio (36-37 al 20’ ); lui e Rowland, gli unici in grado di produrre lampi di talento, producono i ministrappi di due quarti centrali in cui Cantù non ha preso grande vantaggio (53-55 al 30’ ) ma ha trovato l’inerzia della partita, migliorando via via la qualità delle letture difensive e, grazie a Mazzarino, anche di quelle offensive. Così lo strappo della Bennet, che coincide con quattro cattive scelte di tiro cremonesi ed è griffato da 4 punti di Green (59-64 al 35’ ) è quello decisivo, seguito dalla tripla di un chirugico Leunen (61-68 al 38’ ). Rowland e Foster resistuiscono speranze a Cremona (66-68), Mazzarino e i tre falli da spendere di Cantù nell’ultimo minuto condannano la Vanoli, ora allo scontro salvezza con Brindisi.
Cremona: Rowland 18, Milic 14, Sekulic 12, Foster 12
Cantù: Green 14, Leunen 13, Mazzarino 13
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- Toquean Dean al tiro da tre
Cimberio Varese-Air Avellino 83-85
Aiutata da un Thomas da 15 punti nell’ultimo quarto con 10/11 ai tiri liberi, Avellino recupera dal -6 del 36’30 (76-70) e stende una Cimberio che, nonostante l’evidente affanno fisico, ci prova fino alla fine e manca con Goss la tripla del sorpasso al 40’. Se il tecnico irpino Vitucci può sopperire al k.o. di Troutman con il buon avvio del centro polacco Szewcyzk (11 punti nel primo quarto) e con la reattività nell’area colorata dell’eccellente Thomas – capace di una “tripla doppia” con 16 rimbalzi in aggiunta ai 14 falli subiti e ai 23 punti per un eclatante 49 di valutazione – sull’altro versante Recalcati, che ha già a mezzo servizio un Goss comunque stoico (26 minuti e 5 assist) nonostante una settimana senza allenamenti, lamenta il difficile debutto a Masnago di Ryan (1/8 al tiro per il sostituto di Thomas) e i problemi di un zoppicante Rannikko. Dopo un primo tempo in cui Kangur (4/7 da 2) aveva sostenuto lo sforzo di Varese per andare nello spogliatoio all’intervallo sul +5 (35-30), è stato Lauwers con due triple in avvio di ripresa a mettere il turbo all’Air. Insieme alla guardia belga, uno dei tanti ex della partita, era la precisione di Dean (8/16 da fuori) a costruire un parziale di 13-0 che portava gli ospiti al massimo vantaggio sul +8 (35-43 al 23’50”). Goss però alzava il livello del suo gioco e con una serie di percussioni metteva in moto Fajardo (9/11 da sotto). Proprio il centro di origine spagnola regalava alla Cimberio l’illusione del +6 a poco più di 180” dalla sirena. Complice qualche disattenzione di troppo di Galanda (solo 2 punti per festeggiare il compleanno numero 36), Avellino riprendeva però in mano la partita costringendo Varese all’ottava sconfitta in nove partite. (Antonio Franzi)
Varese: Fajardo 26, Goss 20, Kangur 12
Avellino: Dean 26, Thomas 23 e Szewczyk 16
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- Djedovic atacca la difesa di Pesaro
Lottomatica Roma-Scavolini Pesaro 85-53
Roma reagisce al -41 di Tel Aviv con un +32 ai danni di Pesaro che ribalta il -9 dell’andata. Gara praticamente senza storia: all’8’ è 30-12 con super Djedovic (12 punti, finirà con 23) bravo non solo a difendere su Diaz ma a finalizzare al meglio i giochi offensivi. Poi, la luce romana pian piano si affievolisce con Washington che sembra giocare dall’altra parte, tanto che Filipovski è costretto quasi per disperazione, per la seconda volta, a metterlo in panchina. Così Pesaro prende un po’ di coraggio, Hackett è sempre spavaldo, Almond rimpingua il bottino: due suoi liberi prima del riposo lungo valgono il 42-36, un meno 6 che alla Scavolini va di lusso. Fortuna per la Lottomatica, poi, che i valori ritornino quelli del primo quarto, col tecnico che sfida pure il pubblico ripartendo con Washington: stavolta non ci sono disastri, anzi Roma riprende a macinare gioco e punti: il terzo quarto si segnala per il +32 (71-39) della Lottomatica che tiene Pesaro (all’Eur senza l’infortunato Collins) a soli tre punti realizzati, grazie a un break di 22-0. Gli ultimi 10’, così, servono solo ai fini statistici (Dasic 4/4 da due e 2/2 da tre) e per far entrare tutti sul parquet.
Roma: Djedovic 23, Dasic 16, Traore 13
Pesaro: Hackett 18, Almond 10, Lydeka 8
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- Diener nella sua specialità, il tiro da tre
Tercas Teramo-Angelico Biella 87-83 dts
Teramo vince dopo un supplementare una battaglia durissima contro Biella. Uno strepitoso Diener e un’azione difensiva di De La Fuente a 3” dalla fine regalano la vittoria ai padroni di casa. All’inizio i padroni di casa stentano in attacco (10 palle perse) mentre i piemontesi attaccano con raziocinio e organizzazione, portando a turno tutti a canestro. Scappa Biella: già 9-18 dopo 5′. Teramo prova a ricucire con De La Fuente e chiude il primo quarto sotto 20-28. Nella seconda frazione due canestri consecutivi di Rullo danno l’idea che Teramo possa riprendersi e invece la Tercas si blocca in attacco per 5′ e Biella può scappare via 26-43.. Ramagli adotta un quintetto piccolo con Davis da centro e prova a metterla sull’aggressività: Davis e Diener suonano la carica, il Palaska diventa un’inferno e Teramo risale fino al 41-43 del riposo, con un parziale di 16-0. Si riprende nel terzo periodo nello stesso modo: Teramo è spinta dal pubblico e Biella è ancora in confusione. Nonostante le palle perse, i piemontesi però si tengono avanti con le iniziative di Viggiano (50-58). La Banca Tercas dopo la sfuriata di Zoroski fatica a trovare alternative in attacco e si blocca di nuovo, dal 25′ al 30′ segna solo 4 punti, mentre l’Angelico con una tripla di Jurak e una di Soragna chiude il terzo periodo in vantaggio 52-63. Sono ancora Davis, Zoroski e Diener a trascinare i padroni di casa: 73-71 al 38′, grazie ad un’azione da 3 punti di Boscagin. Sosa risponde immediatamente con la tripla del 73-74 e nell’azione successiva Suton fa 2/2 ai liberi, ma Diener a 9” dalla fine segna tre liberi su tre e impatta, costringendo Biella al supplementare visto che l’ ultimo tiro di Soragna da dentro l’area non entra. Nel supplementare Biella ribatte ad ogni iniziativa di Teramo, ma sull’ultimo capolavoro di Diener cede.
Teramo: Diener 23, Zoroski 18, Davis 16.
Biella: Sosa 18, Suton 16, Viggiano 14
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- Rivers si alza da tre punti
Canadian Solar Bologna-Enel Brindisi 93-72
Con un primo tempo di grande spinta e precisione offensiva (alla pausa 55% da tre e 58% globale) e una ripresa di contenimento e controllo difensivo continuando peraltro a fare canestro, Bologna accende la sua nona vittoria in campionato spegnendo le velleità di Brindisi, troppo legata alle giocate dei singoli. Dopo un primo tempo equilibrato con poca difesa su ambo i fronti, la Canadian scatta 46-35 nel secondo quarto grazie alla verve di Rivers, il nuovo Usa che produce un esordio convincente e proficuo, mentre l’Enel si aggrappa ai numeri di Roberson e Diawara, incisivi ma anche molto discontinui. Nel terzo periodo Bologna gestisce il vantaggio coi muscoli di Homan, poi allunga fortissimo nell’ultimo quarto toccando il +25 (86-61) sotto la spinta di Sanikidze e del redivivo Poeta, uscito alla distanza e vincitore del duello di cervelli con Dixon.
Bologna: Rivers 17, Homan 15, Sanikidze 14.
Brindisi: Roberson 27, Diawara 13, Lang 12
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- White appoggia al tabellone di sinistro
Pepsi Caserta-Dinamo Sassari 90-94 dts
Si interrompe la striscia positiva della Pepsi Caserta dopo tre vittorie consecutive. Bottino prezioso per la Dinamo che riesce a risalire dalla zona calda della classifica, viste le sconfitte delle dirette avversarie per la salvezza. Solo un tempo supplementare è riuscito decidere una gara che ha cambiato volto dopo il fallo tecnico a Colussi al 10’ (32-23) che ha generato il parziale sassarese di 0-10 da cui è scaturito il primo vantaggio ospite: 32-33 al 13’. Di lì in poi, si procede a strappi. Prima 6-0 bianconero (57-52), poi 6-0 Dinamo (57-58). Quello più importante è a cavallo tra terzo e quarto periodo: Sassari mette a segno uno 0-11 (61-70) trascinata da Cittadini (praticamente perfetto al tiro dal campo) e dalla difesa che manda in crisi l’attacco casertano, la cui unica luce è Williams a centro area, insostenibile per Hunter. Nell’ultimo quarto torna a segnare Bowers, che infila dieci punti che riportano avanti la Pepsi (78-77), prima dei due possibili tentativi di vittoria sassaresi sprecati da Diener e Sacchetti in chiusura di gara. Nel supplementare la Dinamo resta lucida, la Pepsi invece perde Williams per falli. La palla del possibile pareggio è di Bowers, che però sbaglia dalla lunga distanza a 5’’ dal termine. Al resto ci pensa Plisnic dalla lunetta, che col 3/4 finale mette fine alla gara. Nel dopogara Sacripanti attacca gli arbitri:”Sembra diventata un’abitudine quella degli arbitri di mandare a quel paese gli allenatori. Pretendo rispetto per me e per i miei giocatori che hanno lavorato duro per tutto il match”. Più soddisfatto Sacchetti: ”Siamo in crescita, vittoria fondamentale per il prosieguo della stagione”. (Giuseppe Bernardo)
Caserta: Jones 22, Bowers 21, Williams 19
Sassari: White 16, Cittadini 15, Diener 14


SNAIDERO – PRIMA 76-82









