Archivio per gennaio, 2011

Siena non conosce ostacoli. Roma si ritrova, bene Cantù

Nella diciassettesima giormata di serie A, la Montepaschi passa a Montegranaro ed è a +6 su Milano. La Lottomatica dopo la figuraccia in Eurolega spazza via la Scavolini Pesaro, i brianzoli passano a Cremona. Successi anche per Bologna, Avellino, Teramo e Sassari

Dopo la sconfitta di Mlano nell’anticipo del sabato sera, si è completata domenica la diciassettesima giornata di serie A. Siena passa a Montegranaro e allunga in classifica

Fabi Montegranaro-Montepaschi Siena 70-74

Stoppata in Eurolega dal Real Madrid, la Montepaschi in campionato prosegue nella propria marcia. Stavolta però i campioni d’Italia soffrono fino alla fine contro una Fabi determinata e aggressiva. Senza McCalebb, Lavrinovic e Aradori (influenzato), Siena parte subito forte Siena, con la Fabi che non riesce a trovare le giuste contromisure ai blocchi che liberano al tiro Kaukenas (suoi sei dei primi dieci punti messi a segno dalla Montepaschi) e al tempo stesso non trova fluidità nel gioco d’attacco. La tripla di Zisis al 5′ porta i biancoverdi sul +9. Al rientro da un time-out Antonutti (in campo al posto di Ray) risponde per l’11-17. E’ l’episodio che dà la scossa perché i gialloblù stringono le maglie in difesa, trovano in Ford il giusto terminale in attacco e scoprono la carta Canavesi. E’ l’ala italiana a segnare il pari (23-23) a inizio secondo quarto, quindi Maestranzi (recuperato dopo il recente infortunio) realizza dalla lunga distanza il sorpasso (26-23 al 13′). Nel finale di quarto Pianigiani gioca la carta Jaric accanto a Zisis. E sono proprio due tiri dai 6,75 del nuovo innesto a rompere l’equilibrio tra le due squadre che vanno al riposo sul 35-43. Al rientro dalla pausa lunga la Fabi accorcia con un 5-0 firmato da Cavaliero e Ford per il -3 al 24′. Ancora una volta è Kaukenas (immarcabile per la difesa della Fabi) e riportare la Montepachi a distanza di sicurezza. Nell’ultimo periodo Montegranaro tenta il tutto per tutto. Un mini parziale di 11-3 con tanto di tripla di Allan Ray riportano la Sutor sul -1 al 35′ (63-64). Siena barcolla ma non si disunisce, anzi ribatte colpo su colpo. In difesa si affida anche alla zona mandando in tilt l’attacco gialloblù che per due volte sbaglia l’azione del possibile pari. Si decide tutto negli ultimi venti secondi, ma Kaukenas e Moss non tremano dalla lunetta.

Montegranaro: Ford 24, Ray 10, Cavaliero 8.
Siena: Kaukenas 21, Zisis 11, Rakovic 11, Moss 10.

Foster al tiro dopo aver battuto Leunen. LaPresse
Foster al tiro dopo aver battuto Leunen

Vanoli-Cremona-Bennet Cantù 68-71

Trinchieri si conferma tabù di Cremona, 8 su 8 contro la sua ex squadra: la Bennet passa al PalaRadi dopo 40’ sul filo dell’equilibrio e acuisce la crisi della Vanoli, alla quinta sconfitta in fila, l’ottava nelle ultime nove. Lo fa con la difesa, capace di togliere tanto ritmo, dopo il primo quarto, ad una Cremona che, con Drozdov impalpabile, ha finito con scelte offensive sempre peggiori, culminate nel 39% dal campo degli ultimi 10’. Mentre Cantù ritrovava i suoi protagonisti: Mazzarino, 12 nella ripresa e i liberi della sicurezza, e Leunen, decisivo a girare in favore della Bennet la lotta a rimbalzo (32-21 dal secondo quarto in poi). Il massimo vantaggio della Vanoli è stato il +5 (15-10) di un primo quarto in cui Cremona ha trovato 14 dei 19 punti dai lunghi (19-16 al 10’ ). Ad accendere il motore canturino, nel secondo quarto, è stato Green, creando dal palleggio (36-37 al 20’ ); lui e Rowland, gli unici in grado di produrre lampi di talento, producono i ministrappi di due quarti centrali in cui Cantù non ha preso grande vantaggio (53-55 al 30’ ) ma ha trovato l’inerzia della partita, migliorando via via la qualità delle letture difensive e, grazie a Mazzarino, anche di quelle offensive. Così lo strappo della Bennet, che coincide con quattro cattive scelte di tiro cremonesi ed è griffato da 4 punti di Green (59-64 al 35’ ) è quello decisivo, seguito dalla tripla di un chirugico Leunen (61-68 al 38’ ). Rowland e Foster resistuiscono speranze a Cremona (66-68), Mazzarino e i tre falli da spendere di Cantù nell’ultimo minuto condannano la Vanoli, ora allo scontro salvezza con Brindisi.

Cremona: Rowland 18, Milic 14, Sekulic 12, Foster 12
Cantù: Green 14, Leunen 13, Mazzarino 13

Toquean Dean al tiro da tre. Ciam/Cast
Toquean Dean al tiro da tre

Cimberio Varese-Air Avellino 83-85

Aiutata da un Thomas da 15 punti nell’ultimo quarto con 10/11 ai tiri liberi, Avellino recupera dal -6 del 36’30 (76-70) e stende una Cimberio che, nonostante l’evidente affanno fisico, ci prova fino alla fine e manca con Goss la tripla del sorpasso al 40’. Se il tecnico irpino Vitucci può sopperire al k.o. di Troutman con il buon avvio del centro polacco Szewcyzk (11 punti nel primo quarto) e con la reattività nell’area colorata dell’eccellente Thomas – capace di una “tripla doppia” con 16 rimbalzi in aggiunta ai 14 falli subiti e ai 23 punti per un eclatante 49 di valutazione – sull’altro versante Recalcati, che ha già a mezzo servizio un Goss comunque stoico (26 minuti e 5 assist) nonostante una settimana senza allenamenti, lamenta il difficile debutto a Masnago di Ryan (1/8 al tiro per il sostituto di Thomas) e i problemi di un zoppicante Rannikko. Dopo un primo tempo in cui Kangur (4/7 da 2) aveva sostenuto lo sforzo di Varese per andare nello spogliatoio all’intervallo sul +5 (35-30), è stato Lauwers con due triple in avvio di ripresa a mettere il turbo all’Air. Insieme alla guardia belga, uno dei tanti ex della partita, era la precisione di Dean (8/16 da fuori) a costruire un parziale di 13-0 che portava gli ospiti al massimo vantaggio sul +8 (35-43 al 23’50”). Goss però alzava il livello del suo gioco e con una serie di percussioni metteva in moto Fajardo (9/11 da sotto). Proprio il centro di origine spagnola regalava alla Cimberio l’illusione del +6 a poco più di 180” dalla sirena. Complice qualche disattenzione di troppo di Galanda (solo 2 punti per festeggiare il compleanno numero 36), Avellino riprendeva però in mano la partita costringendo Varese all’ottava sconfitta in nove partite. (Antonio Franzi)

Varese: Fajardo 26, Goss 20, Kangur 12
Avellino: Dean 26, Thomas 23 e Szewczyk 16

Djedovic atacca la difesa di Pesaro. LaPresse
Djedovic atacca la difesa di Pesaro

Lottomatica Roma-Scavolini Pesaro 85-53

Roma reagisce al -41 di Tel Aviv con un +32 ai danni di Pesaro che ribalta il -9 dell’andata. Gara praticamente senza storia: all’8’ è 30-12 con super Djedovic (12 punti, finirà con 23) bravo non solo a difendere su Diaz ma a finalizzare al meglio i giochi offensivi. Poi, la luce romana pian piano si affievolisce con Washington che sembra giocare dall’altra parte, tanto che Filipovski è costretto quasi per disperazione, per la seconda volta, a metterlo in panchina. Così Pesaro prende un po’ di coraggio, Hackett è sempre spavaldo, Almond rimpingua il bottino: due suoi liberi prima del riposo lungo valgono il 42-36, un meno 6 che alla Scavolini va di lusso. Fortuna per la Lottomatica, poi, che i valori ritornino quelli del primo quarto, col tecnico che sfida pure il pubblico ripartendo con Washington: stavolta non ci sono disastri, anzi Roma riprende a macinare gioco e punti: il terzo quarto si segnala per il +32 (71-39) della Lottomatica che tiene Pesaro (all’Eur senza l’infortunato Collins) a soli tre punti realizzati, grazie a un break di 22-0. Gli ultimi 10’, così, servono solo ai fini statistici (Dasic 4/4 da due e 2/2 da tre) e per far entrare tutti sul parquet.

Roma: Djedovic 23, Dasic 16, Traore 13
Pesaro: Hackett 18, Almond 10, Lydeka 8

Diener nella sua specialità, il tiro da tre. Ciam/Cast
Diener nella sua specialità, il tiro da tre

Tercas Teramo-Angelico Biella 87-83 dts

Teramo vince dopo un supplementare una battaglia durissima contro Biella. Uno strepitoso Diener e un’azione difensiva di De La Fuente a 3” dalla fine regalano la vittoria ai padroni di casa. All’inizio i padroni di casa stentano in attacco (10 palle perse) mentre i piemontesi attaccano con raziocinio e organizzazione, portando a turno tutti a canestro. Scappa Biella: già 9-18 dopo 5′. Teramo prova a ricucire con De La Fuente e chiude il primo quarto sotto 20-28. Nella seconda frazione due canestri consecutivi di Rullo danno l’idea che Teramo possa riprendersi e invece la Tercas si blocca in attacco per 5′ e Biella può scappare via 26-43.. Ramagli adotta un quintetto piccolo con Davis da centro e prova a metterla sull’aggressività: Davis e Diener suonano la carica, il Palaska diventa un’inferno e Teramo risale fino al 41-43 del riposo, con un parziale di 16-0. Si riprende nel terzo periodo nello stesso modo: Teramo è spinta dal pubblico e Biella è ancora in confusione. Nonostante le palle perse, i piemontesi però si tengono avanti con le iniziative di Viggiano (50-58). La Banca Tercas dopo la sfuriata di Zoroski fatica a trovare alternative in attacco e si blocca di nuovo, dal 25′ al 30′ segna solo 4 punti, mentre l’Angelico con una tripla di Jurak e una di Soragna chiude il terzo periodo in vantaggio 52-63. Sono ancora Davis, Zoroski e Diener a trascinare i padroni di casa: 73-71 al 38′, grazie ad un’azione da 3 punti di Boscagin. Sosa risponde immediatamente con la tripla del 73-74 e nell’azione successiva Suton fa 2/2 ai liberi, ma Diener a 9” dalla fine segna tre liberi su tre e impatta, costringendo Biella al supplementare visto che l’ ultimo tiro di Soragna da dentro l’area non entra. Nel supplementare Biella ribatte ad ogni iniziativa di Teramo, ma sull’ultimo capolavoro di Diener cede.

Teramo: Diener 23, Zoroski 18, Davis 16.
Biella: Sosa 18, Suton 16, Viggiano 14

Rivers si alza da tre punti. Ciam/Cast
Rivers si alza da tre punti

Canadian Solar Bologna-Enel Brindisi 93-72

Con un primo tempo di grande spinta e precisione offensiva (alla pausa 55% da tre e 58% globale) e una ripresa di contenimento e controllo difensivo continuando peraltro a fare canestro, Bologna accende la sua nona vittoria in campionato spegnendo le velleità di Brindisi, troppo legata alle giocate dei singoli. Dopo un primo tempo equilibrato con poca difesa su ambo i fronti, la Canadian scatta 46-35 nel secondo quarto grazie alla verve di Rivers, il nuovo Usa che produce un esordio convincente e proficuo, mentre l’Enel si aggrappa ai numeri di Roberson e Diawara, incisivi ma anche molto discontinui. Nel terzo periodo Bologna gestisce il vantaggio coi muscoli di Homan, poi allunga fortissimo nell’ultimo quarto toccando il +25 (86-61) sotto la spinta di Sanikidze e del redivivo Poeta, uscito alla distanza e vincitore del duello di cervelli con Dixon.

Bologna: Rivers 17, Homan 15, Sanikidze 14.
Brindisi: Roberson 27, Diawara 13, Lang 12

White appoggia al tabellone di sinistro. Ciam/Cast
White appoggia al tabellone di sinistro

Pepsi Caserta-Dinamo Sassari 90-94 dts

Si interrompe la striscia positiva della Pepsi Caserta dopo tre vittorie consecutive. Bottino prezioso per la Dinamo che riesce a risalire dalla zona calda della classifica, viste le sconfitte delle dirette avversarie per la salvezza. Solo un tempo supplementare è riuscito decidere una gara che ha cambiato volto dopo il fallo tecnico a Colussi al 10’ (32-23) che ha generato il parziale sassarese di 0-10 da cui è scaturito il primo vantaggio ospite: 32-33 al 13’. Di lì in poi, si procede a strappi. Prima 6-0 bianconero (57-52), poi 6-0 Dinamo (57-58). Quello più importante è a cavallo tra terzo e quarto periodo: Sassari mette a segno uno 0-11 (61-70) trascinata da Cittadini (praticamente perfetto al tiro dal campo) e dalla difesa che manda in crisi l’attacco casertano, la cui unica luce è Williams a centro area, insostenibile per Hunter. Nell’ultimo quarto torna a segnare Bowers, che infila dieci punti che riportano avanti la Pepsi (78-77), prima dei due possibili tentativi di vittoria sassaresi sprecati da Diener e Sacchetti in chiusura di gara. Nel supplementare la Dinamo resta lucida, la Pepsi invece perde Williams per falli. La palla del possibile pareggio è di Bowers, che però sbaglia dalla lunga distanza a 5’’ dal termine. Al resto ci pensa Plisnic dalla lunetta, che col 3/4 finale mette fine alla gara. Nel dopogara Sacripanti attacca gli arbitri:”Sembra diventata un’abitudine quella degli arbitri di mandare a quel paese gli allenatori. Pretendo rispetto per me e per i miei giocatori che hanno lavorato duro per tutto il match”. Più soddisfatto Sacchetti: ”Siamo in crescita, vittoria fondamentale per il prosieguo della stagione”. (Giuseppe Bernardo)

Caserta: Jones 22, Bowers 21, Williams 19
Sassari: White 16, Cittadini 15, Diener 14

tratto da Gazzetta.it

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È Gallo l’arma dei Knicks. Per Belinelli un altro k.o.

New York supera Detroit con 29 punti dell’azzurro, prezioso anche in difesa. Arriva invece un’altra sconfitta per gli Hornets, sconfitti in casa dei Suns

Ventinove punti e Danilo Gallinari trascina i suoi Knicks ad una comoda vittoria contro i Pistons. Niente da fare invece per Marco Belinelli: gli Hornets subiscono un’altra sconfitta, stavolta contro i Suns.

La pressione di Gallinari su Prince. Ap
La pressione di Gallinari su Prince

New York Knicks-Detroit Pistons 124-106

Bella vittoria per i Knicks trascinati da un eccellente Danilo Gallinari. L’azzurro mette a referto 29 punti, si fa sentire anche in difesa e diventa l’arma in più della squadra newyorchese contro i Pistons. Mike D’Antoni non può contare sull’infortunato Wilson Chandler e sullo squalificato Shawne Williams. Recupera, invece, Amare Stoudemire, uscito dal match di Atlanta con un ginocchio malconcio. Con “Stat” in precarie condizioni fisiche, ci pensa Danilo Gallinari nel primo tempo a fare la differenza in attacco. L’azzurro attacca il canestro, si guadagna subito due liberi, e trova la sua oramai classica schiacciata dopo il dribbling sul perimetro. Prince e McGrady tengono sotto i Pistons ma l’azzurro con due canestri consecutivi, un layup e una tripla, li spinge al -7. Il secondo fallo di Turiaf riporta sul parquet dopo diverso tempo l’ormai dimenticato Timofey Mozgov. I primi quattro minuti del rookie sono davvero scioccanti. Il russo, infatti, commette una serie di errori clamorosi, coach D’Antoni pero’ ha il merito di insistere e Mozgoz lo ripaga con gli interessi. Con l’andare dei minuti, infatti, il lungo newyorchese trova ritmo in attacco, si fa sentire sotto canestro e alla fine regala al suo allenatore 11 punti e sei rimbalzi nella prima frazione. Davvero niente male. Detroit però con i canestri di Prince, Gordon e di un ottimo Villanueva passa a condurre. I padroni di casa rispondono e la tripla di Gallinari, a 1’09’’ dal riposo, riporta avanti i Knicks.

Due canestri consecutivi dalla lunga distanza di Villanueva permettono pero’ a Detroit di chiudere il primo tempo in vantaggio di due lunghezze, 62-60. Ben Gordon si scalda all’inizio della ripresa e con le sue triple porta i Pistons al +8. Nessun problema. Il Gallo con un canestro in penetrazione suona la carica, New York si mette a difendere come si deve e piazza un parziale di 12-2. Ma l’incandescente Gordon segna da tutte le posizioni. L’ex Bulls firma altre tre triple prima della fine della frazione e chiude il terzo quarto con ben 16 punti a referto. Le due squadre aprono l’ultima frazione appaiate a quota 91 ma a rompere la parità ci pensa subito il Gallo con una tripla delle sue. New York gioca con un’intensità diversa nella quarto periodo e Detroit fatica a rimanere a contatto con la squadra di casa. L’azzurro con un altro canestro dalla lunga distanza allontana i Pistons. La truppa di Mike D’Antoni arriva al vantaggio in doppia cifra e nonostante le triple incoscienti di un Gordon davvero spaziale nella ripresa, tiene a bada senza grossi problemi gli ospiti. Gallinari rimpingua il suo bottino penetrando con aggressività e andando in lunetta in due occasioni, anche il sorprendente Mozgov continua a produrre, i Knicks così vanno a vincere in scioltezza.

New York: GALLINARI 29 (3/5 da due, 4/7 da tre, 11/11 ai liberi), 5 rimbalzi, 1 assist in 40’. Stoudemire 33 (11/19), Mozgov 23. Rimbalzi: Mozgov 14. Assist: Felton 5.
Detroit: Gordon 35 (5/10, 7/11), Prince 16, Monroe 15. Rimbalzi: Monroe 17. Assist: Wilcox 4.

Marco Belinelli, 2 punti in 14 minuti contro i Suns. Afp
Marco Belinelli, 2 punti in 14 minuti contro i Suns

Phoenix Suns-New Orleans Hornets 104-102

Dopo quella di Sacramento arriva un’altra sconfitta per gli Hornets di Marco Belinelli, di misura in casa dei Suns. Decisiva una stoppata di Channing Frye su Marcus Thornton a 3.9 secondi dalla fine, sul layup del possibile pareggio per gli ospiti, autori di una gran rimonta nel finale dopo essere stati sotto di 12 a 3’09 dalla fine (102-90). La gara, che presentava un duello con i fiocchi tra i playmaker Steve Nash e Chris Paul, è stata a lungo equilibrata, e lo è anche quando Marco Belinelli ne esce, a 5’30 dalla fine del terzo periodo, poco dopo aver segnato i suoi unici punti della partita (quelli del 67-65 su assist di West). Il “Beli” non rientra dopo un time-out, lasciando spazio a Marcus Thornton, leader a sorpresa tra i rimbalzisti di New Orleans, dopo che Emeka Okafor aveva dovuto lasciare per un problema all’anca sul 50-47 per i suoi a 2 minuti dalla fine del secondo quarto. Come detto, sono i Suns provare la spallata nell’ultimo quarto, con quel +12 raggiunto grazie a 6 punti consecutivi di Gortat, ma poi succede di tutto: New Orleans produce un parziale di 12-0 chiuso dalla tripla e da 3 tiri liberi (fallo di Frye sul tiro da fuori) ad opera di Chris Paul, che fa 104-102 a 12 secondi dalla fine. La difesa degli Hornets mette pressione sulla rimessa, e costringe Grant Hill alla palla persa: gli ospiti hanno un’ultima occasione, ed è quella raccontata in precedenza. Thornton ci prova da sotto, Frye lo stoppa rischiando l’interferenza e Paul, stavolta, non trova il canestro forzando da fuori allo scadere.

Phoenix: Gortat 25 (9/10, 7/7 tl), Hill 16, Carter 12, Frye 11, Lopez e Nash 10. Rimbalzi: Gortat 11. Assist: Nash 15.
New Orleans: BELINELLI 2 (1/2, 0/2), 1 rimbalzo, 1 fallo in 14 minuti. Paul 26 (5/10, 2/4, 10/10 tl), West 17, Ariza 16, Okafor e Thornton 10. Rimbalzi: Thornton 10. Assist: Paul 12.

tratto da Gazzetta.it

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Vittoria per il Pienne contro la capolista Ravenna per 69 a 65

Strepitosa vittoria per il Pienne che vince meritatamente contro la capolista Acmar Ravenna al termine della più bella partita vista al Forum quest’anno, sempre condotta nel punteggio dall’inizio alla fine. Da sottolineare la prova di tutti e dieci i giocatori scesi in campo, capaci come non mai di lottare con generosità e carattere, con una intensità e una voglia di vincere semplicemente emozionante, pronti a sostenersi l’un l’altro, con un Gonzo stellare (19 punti e 15 rimbalzi), un Fanchini perfetto in regia e nella marcatura sul pericolosissimo Davolio, un Pigato autore di un esordio vittorioso e preziosissimo in tutti i minuti giocati, con i giovani perfetti nella loro prestazione, con Galli che si è speso benissimo con un’ottima prova in difesa e Ughi altrettanto bravissimo e glaciale nel realizzare i due liberi decisivi per la vittoria. Grazie a tutti voi ragazzi per questa straordinaria prestazione di gruppo, per le incredibili emozioni che ci avete regalato ed un grazie al pubblico, il sesto uomo in campo, che ha saputo essere sempre vicino ai giocatori, soffrendo con loro e incitandoli dall’inizio alla fine.

Il prossimo appuntamento e domenica prossima 6 febbraio di nuovo al “Forum”per una partita fondamenta per la salvezza contro la Manica Rovereto, forza Pienne !

qui il tabellino dell’incontro

 

 

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Il Carnera perde l’imbattibilità: Veroli passa 76-82 a Udine

SNAIDERO – PRIMA 76-82

SNAIDERO UDINE Mathis 20, Harrison 12, Dordei 13, Lee 23, Truccolo 5, Rinaldi 1, Prandin 2; non entrati: Pascolo, Molinaro e Bossi. Allenatore: Luigi Garelli.
PRIMA VEROLI Penn 17, Binetti 7, Rosselli 4, Iannone, Gatto 19, Kavaliauskas 15, Rossetti, Jackson 9, Brkic 11; non entrati: Iannarilli e Mariani. Allenatore: Demis Cavina.
ARBITRI Ursi, Castelluccio e Di Toro.
NOTE Quarti: 14-18, 37-45, 53-67. Tiri liberi: Snaidero 16/23, Prima 13/14.

Nella terza di ritorno di Legadue, la Snaidero Udine è stata sconfitta per 76-82 dalla Prima Veroli e ha perso l’imbattibilità del Carnera da inizio campionato. I ciociari, reduci da quattro vittorie consecutive, si sono dimostrati la squadra più in forma del momento e i friulani, senza Jason Williams, hanno comunque tenuto botta a lungo, ma non è bastato. Alla fine, però, la Snaidero ha mantenuto in attivo la differenza canestri dopo il +10 dell’andata.

Così il vice presidente Massimo Blasoni ha commentato il passo falso della Snaidero: «Quando due squadra hanno il medesimo valore e qualche giocatore di una delle due gioca al di sotto delle proprie possibilità la differenza è presto fatta. Va bene aver tenuto a favore la differenza canestri e speriamo di interrompere quanto prima la striscia negativa di due sconfitte consecutive».

Nella sala stampa del Carnera, coach Gigi Garelli è una furia: «Per vincere contro la formazione più in forma del momento, che ha un organico di assoluto livello, dovevamo essere perfetti, ma non lo siamo stati. Sono deluso di qualche mio giocatore e dell’arbitraggio che oggettivamente non è stato a nostro favore. Veroli è stata dentro la partita con lucidità. Noi, dal secondo quarto, siamo stati altalenanti. Siamo stati troppo ingenui e abbiamo sbagliato tanti tiri aperti. M’interessava vincere la gara, non tenere la differenza canestri anche se l’assenza di Williams ha pesato».

Il direttore sportivo Davide Micalich non recrimina e guarda avanti: «Veroli è molto cresciuta rispetto all’andata. L’assenza di Williams ha aumentato le difficoltà di questo match e per prevalere saremmo dovuti essere perfetti. Non ci siamo mai esaltati quando abbiamo vinto, figuriamoci se ora ci demoralizziamo dopo la seconda sconfitta di fila. Continuare a lavorare con serenità e andiamo avanti per la nostra strada».

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Eurobasket 2011. I sorteggi: Italia nel girone B di Šiauliai con Serbia, Germania, Lettonia, Francia e Israele

Saranno Serbia, Germania, Lettonia, Francia e Israele, nell’ordine, le squadre nel girone B di Šiauliai a contendere all’Italia l’accesso alla seconda fase dell’Eurobasket 2011 in Lituania (31 agosto-5 settembre), il Campionato europeo di basket, che per la prima volta si disputa a 24 squadre.

L’Italia è in un girone decisamente impegnativo: “Per noi, però, è una grande occasione -commenta Simone Pianigiani, capo allenatore della Nazionale – E’ sicuramente un girone tosto ed equilibrato, ma le nostre aspettative sono positive. Volevamo partecipare a questo campionato europeo ed eccoci qui. Il nostro è un gruppo nuovo, in crescita, che speriamo sia quanto più completo possibile. Il confronto con squadre forti ci aiuta sicuramente a crescere: a questo punto tocca a noi farci trovare pronti contro queste grandi Nazionali – continua Pianigiani-. Sinceramente oggi è difficile fare una disamina delle singole squadre, perché con le Nazionali i roster si formano avvicinandosi al Campionato stesso. Decisamente questo gironè è un ostacolo durissimo, con una prima fase che manda a casa la metà delle squadre, ma le nostre motivazioni sono sicuramente forti, così come l’orgoglio di giocare questo Europeo in una nazione che vive di basket.”

Sulla stessa linea il presidente FIP Dino Meneghin: “E’ un onore per noi partecipare ad un Campionato Europeo in Lituania, dove il basket è lo sport più importante. Non ci nascondiamo dietro a un dito: è un girone con squadre forti, ma andremo in Lituania per fare bella figura. La nostra è una Nazionale che vuol crescere e per crescere deve rispettare tutti, ma non temere nessuno.”

Le altre sedi per la prima fase (31 agosto-5 settembre) dell’Eurobasket 2011 sono Alytus, Panevėžys, Klaipėda, mentre Vilnius ospiterà la seconda fase (7-12 settembre) e Kaunas (14-18 settembre) le fasi finali dai quarti in poi.

Questo il calendario dell’Italia:

Italia-Serbia (31 agosto );
Italia-Germania (1 settembre);
Italia-Lettonia (2 settembre);
Italia-Francia (4 settembre)
Italia-Israele (5 settembre)

Gli altri gironi
Girone A (Panevėžys) : Spagna, Turchia, Lituania, Lituania, Gran Bretagna, Polonia, Seconda Qualificata Additional Qualifying Round
Girone C (Alytus): Grecia, Croazia, Montenegro, Macedonia, Bosnia Herzegovina, Prima Qualificata Additional Qualifying Round
Girone D (Klaipėda): Slovenia, Russia, Belgio, Georgia, Bulgaria, Ukraina

Prima e seconda qualificata dall’Additional Qualifying Round che si conclude 24 agosto. Vi partecipano Finlandia, Portogallo ed Ungheria

Eurobasket 2011

La Formula
La formula dell’Eurobasket 2011 prevede due fasi successive di qualificazione.
La prima (31 agosto-5 settembre) con 24 squadre divise in 4 gironi (che si disputano ad Alytus, Šiauliai, Panevėžys, Klaipėda) di 6 squadre ciascuno. Da ogni girone saranno promosse alla seconda fase le prime tre squadre.

La seconda fase di qualificazione a Vilnius (7-12 settembre) vedrà le rimanenti 12 squadre divise in due gironi da sei squadre ciascuno.

Le prime quattro di ogni girone si qualificheranno per i quarti di finale dove si incroceranno con le prime quattro dell’altro girone (prima-quarta, seconda-terza, terza-seconda e quarta-prima) dal 14 settembre in poi a Kaunas.

Giochi Olimpici Londra 2012
Le prime due squadre dell’Eurobasket 2011 si qualificano per i Giochi Olimpici di Londra 2012.
Le squadre qualificate dal terzo al sesto posto accedono al Torneo di Qualificazione Olimpica a dodici squadre (di cui le prime tre partecipano poi per i Giochi Olimpici)

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L’ASTRA vince contro il Robur e agguanta il terzo posto

Imoportante successo per l’ASTRA Basket che vince in casa col punteggio di 64 a 59 e ribalata anche la differenza canestri dell’andata (persa per 54 a 50)

ASTRA: Bandini 3, Laforgia, Raffaelli 3, Tracanelli 8, Lucci 5, Falcomer 22, Giusti ne, Taddeo 2, Centis, Rossit, Boi 13, Finos 8. Coach: Coassini

Parziali: (17-19, 16-9, 12-15, 19-16)

Partita interpretata bene sin dall’inizio, l’Astra che non riesce a decollare con il Robur che sfrutta un paio di bombe. Chiudendo meglio la difesa nel secondo quarto i padroni di casa riescono ad andare sul massimo vantaggio (+9) poi il  solito calo di tensione – “non riusciamo mai a chiudere le partite quando possiamo” dice coach Coassin -  e gli avversari tornano in partita fino al -5 della pausa lunga (33-28).

Nel terzo quarto Falcomer e compagni subiscono l’atletismo del 12 avversario che segna e prende rimbalzi in attacco e a dieci minuti dalla sirena gli ospiti sono solo a meno 2.

Coach Coassin, teme l’inerzia degli avversari e sfodera la sua fedele zona 1-3-1 dopo 30 minuti di una buona difesa a uomo. All’inizio la zona funziona bene e si arriva a +7. Nella continuazione della lotta tra la 1-3-1 e la loro 2-3 ospite però pian piano il Robur recupera terreno e effettua il sorpasso a pochi minuti dalla fine. Col punteggio in bilico, Boi fa 0 su 2 in lunetta ma è determinante il rimbalzo più canestro di Traccanelli da fuori area e l’anticipo di Boi nella rimessa avversaria andando a segnare il canestro della tranquillità (riscattando lo 0 su 2 ai liberi), finisce + 5 con due liberi di Falcomer.

DICHIARAZIONI DEL COACH: ” Sono molto contento, è una vittoria che vale doppio grazie alla differenza canestri ribaltata. Sono contento anche della grande reazione della squadra che sotto di 1 a meno di due minuti dalla fine è riuscita comunque a portare i due punti a casa”

I MIGLIORI: 22 punti di Falcomer in 30 minuti col 50% dal campo. Doppia doppia di Boi (13 punti, 15 rimbalzi) in 27 minuti. La coppia Falcomer&Boi ha fatto 15 dei 19 punti dell’ultimo quarto. Speciale menzione per Tracanelli per il canestro sul tiro libero sbagliato da Boi e andando a rimbalzo addirittura da fuori area (8 rimbalzi in attacco).

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Siena non conosce ostacoli. Passa anche a Montegranaro

La capolista soffre contro una Fabi molto aggressiva, ma nel finale con la zona manda il tilt l’attacco dei padroni di casa

Stoppata in Eurolega dal Real Madrid, la Montepaschi in campionato prosegue nella propria marcia. Stavolta però i campioni d’Italia soffrono fino alla fine contro una Fabi determinata e aggressiva. Senza McCalebb e senza Aradori (influenzato) Siena ottiene un successo di valore in virtù delle tante difficoltà.

Rimantas Kaukebas, top scorer per Siena. Ciam/Cast
Rimantas Kaukebas, top scorer per Siena

bocche da fuoco — Parte subito forte Siena con la Fabi che non riesce a trovare le giuste contromisure ai blocchi che liberano al tiro Kaukenas (suoi sei dei primi dieci punti messi a segno dalla Montepaschi) e al tempo stesso non trova fluidità nel gioco d’attacco. La tripla di Zisis al 5′ porta i biancoverdi sul +9 costringendo al time-out Pillastrini. Al rientro Antonutti (in campo al posto di Ray) risponde al tiro pesante del greco per l’11-17. E’ l’episodio che dà la scossa perché i gialloblù stringono le maglie in difesa, trovano in Ford il giusto terminale in attacco e scoprono la carta Canavesi. E’ l’ala italiana a segnare il pari (23-23) ad inizio secondo quarto, quindi Maestranzi (recuperato dopo il recente infortunio) realizza dalla lunga distanza il sorpasso (26-23 al 13′). Nel finale di quarto coach Pianigiani gioca la carta Jaric accanto a Zisis. E sono proprio due tiri dai 6,75 del nuovo innesto a rompere il sostanziale equilibrio tra le due squadre che vanno al riposo sul 35-43.

zona decisiva — Al rientro dalla pausa lunga la Fabi trova il modo di accorciare ulteriormente con un mini break di 5-0 firmato dall’asse Cavaliero – Ford per il -3 al 24′. Ancora una volta è Kaukenas (immarcabile per la difesa della Fabi) e riportare la Montepachi a distanza di sicurezza. Nell’ultimo periodo Montegranaro tenta il tutto per tutto. Un mini parziale di 11-3 con tanto di tripla di Allan Ray riportano la Sutor sul -1 al 35′ (63-64). Siena barcolla ma non si disunisce, anzi ribatte colpo su colpo. In difesa si affida anche alla zona mandando in tilt l’attacco gialloblù che per due volte sbaglia l’azione del possibile impatto. Si decide tutto negli ultimi venti secondi, nei quali né Kaukenas né Moss tremano dalla lunetta.

Montegranaro: Ford 24, Ray 10, Cavaliero 8.
Siena: Kaukenas 21, Zisis 11, Rakovic 11, Moss 10.

tratto da Gazzetta.it

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Toronto sempre più a picco. New Orleans si ferma a 10

I Raptors cedono 103-87 contro i modesti Minnesota Timberwolves: per Bargnani 15 punti. Gli Hornets di Belinelli (5 punti) interrompono a dieci la loro striscia vincente e cadono a Sacramento per 102-96

Duello fra Andrea Bargnani e Milicic, di Minnesota. Reuters
Duello fra Andrea Bargnani e Milicic, di Minnesota

Toronto non spezza la serie negativa nemmeno contro un avversario sulla carta abbordabile come Minnesota (11-36 di record, peggio del 13-35 dei Raptors) e per Andrea Bargnani e compagni arriva così il k.o. numero 11. Dopo 10 successi consecutivi, invece, gli Hornets frenano a Sacramento, dove perdono 102-96. I Kings, reduci dalla sorprendente vittoria sui Lakers, si affidano a un eccellente DeMarcus Cousins e restano davanti dal primo all’ultimo minuto.

Minnesota Timberwolves-Toronto Raptors 103-87

Con il punteggio finale di 103-87 i Raptors si inchinano a Kevin Love, migliore in campo ben coadiuvato dal supporting cast (tranne il confusionario Beasley). L’attacco di Toronto arranca già dalla prime battute e il primo tempo si chiude con un misero 28% dei Raptors. Lo stesso Bargnani parte male con un paio di triple imprecise e una penetrazione mancina bloccata da Milicic che fa buona guardia sul Mago. Quindi Bargnani trova un bel canestro rovesciato sulla linea di fondo, e un altro in mezzo all’area pitturata. L’azzurro è più efficace quando mette il pallone per terra invece di effettuare il tiro piazzato. Si prosegue con percentuali bassissime per entrambe le squadre e sfida che non decolla. Kevin Love dà il buon esempio alla sua squadra con 14 punti e 7 rimbalzi, mentre Flynn piazza 2 triple consecutive che permettono ai T-Wolves di prendere il primo vantaggio importante (42-32). Bargnani ha come avversario diretto quasi sempre Darko Milicic e il serbo vince il duello contro l’italiano. Ancor più di Milicic si distingue un super concreto Kevin Love, per il quale la franchigia di Minnesota ha lanciato una campagna pro All Star con un accattivante video che vede protagonista Love e la sua fraganza di profumo “Numbers”. Proprio i suoi grandi numeri spiegano perché il big man, selezionato in quinta posizione nel draft di Gallinari, meriti la sempre più probabile convocazione all’All Star Game: Love trascina Minnesota con la 33ª doppia doppia consecutiva dell’anno da 21 punti (6/10 e 7/8 tl) e 12 rimbalzi. Bargnani metterebbe la firma per dodici rimbalzi, ma per Love sono anche pochi essendo in testa alla graduatoria con 15.7 di media. Il motivo è presto spiegato. Il leader dei T-Wolves gioca solo 24 minuti poiché il risultato non è più in discussione già durante il terzo quarto quando Minnesota allunga a +15 grazie a un canestro di Love. Toronto resta a guardare e i padroni di casa danno la mazzata finale con il parziale di 13-2 che chiude la frazione. Il distacco arriva anche a 29 punti nell’ultimo quarto nel quale Toronto mette in mostra un buon Ed Davis (doppia doppia da 15+11). Le cifre finali dei Raptors sono spaventose anche perché Minnesota è la peggior difesa della lega per pencentuali concesse agli avversari. Toronto non riesce ad andare al di là del 33.7 %, la peggior prova offensiva della stagione. Bargnani chiude con un tremendo 5/24 dal campo. Qualche jumper entra ed esce dal ferro, ma altri sono effettuati in maniera affrettata. Nel primo tempo, Bargnani ottiene risultati migliori quando si avvicina al canestro, ma per la maggior parte della sera insiste a sostare sul perimetro dove non trova mai ritmo.

“PESSIMO ATTACCO” — “Siamo stati terribili in attacco – ammette il Mago -. Abbiamo sbagliamo un sacco di tiri anche da liberi. Non si può sperare di vincere così. Eravamo completamente fuori ritmo e sbagliavamo anche i layups. Solo Ed (Davis) ha giocato bene, ma la gara era ormai finita”. DeRozan, definito da Triano come nuovo “go-to-guy” dei Raptors prima della gara (e la motivazione del coach è che le difese ormai si concentrano totalmente a bloccare Bargnani), si prende però solo 3 tiri nel primo tempo. Il ritorno di Weems (primo tempo con 7 tiri così come Bayless, mentre sono 14 quelli del Mago) sembra intralciare i progressi offensivi di DeRozan. Purtroppo i Raptors sono pieni di problemi, dal logorio fisico di Calderon e Bargnani, all’inesperienza dei giovani, alla mancanza assoluta di un leader, alla pessima difesa e alla grave assenza di Barbosa ed Evans. Undici gare consecutive perse stanno lasciando traccia nell’umore all’interno dello spogliatoio: “C’è una cattiva atmosfera perché nessuno ama perdere. Dobbiamo continuare a lavorare”, conclude Bargnani.

Toronto: BARGNANI 15 (5/19 da due, 0/5 da tre, 5/6 tl), 3 rimbalzi, 3 assist, 2 palle recuperate e 1 persa, 3 stoppate, 1 fallo in 32’. Davis 15, A. Johnson 11. Rimbalzi: Davis 11. Assist: Caldern e T. Johnson 6.
Minnesota: Love 21 (6/10), Webster 15, Johnson 14. Rimbalzi: Love 12. Assist: Flynn 8.

 Lo sloveno Beno Udrih, di Sacramento, supera Chris Paul. Ap
Lo sloveno Beno Udrih, di Sacramento, supera Chris Paul

Sacramento Kings-New Orleans Hornets 102-96

Dopo 10 successi consecutivi gli Hornets frenano a Sacramento. I Kings, reduci dalla sorprendente vittoria sui Lakers, si affidano a un eccellente DeMarcus Cousins e restano davanti dal primo all’ultimo minuto. Pronti via e Cousins mostra subito di essere in serata di grazia. L’altalenante rookie non si lascia intimidire da David West e si mette a fare danni nella zona pitturata. Gli Hornets rispondono con Okafor e con il canestro dal perimetro di Marco Belinelli. Cousins e Tyreke Evans però fanno il bello e il cattivo tempo e Sacramento rimane davanti. All’inizio del secondo quarto New Orleans perde contatto con il match. Come troppo spesso accade, con le riserve sul parquet gli Hornets vanno in grande difficoltà. La produzione di Marcus Thornton, che con i suoi canestri ruba minuti anche a Belinelli, non basta, Sacramento, infatti, spinge sull’acceleratore e arriva al vantaggio in doppia cifra. Cousins continua a produrre e anche l’ex milanese Beno Udrih inizia a trovare il canestro con regolarità. I Kings toccano quota +17, nel finale di frazione però West e Thornton riescono a limitare i danni, New Orleans così va al riposo sotto 56-46. Il copione non cambia di molto nemmeno nel terzo quarto. Cousins spesso appare svogliato ma quando va in post sa far male, New Orleans, e lo stesso Marco Belinelli, non riescono a trovare ritmo in attacco, Sacramento così mantiene un confortevole vantaggio e chiude il terzo periodo avanti 76-67. Nell’ultimo quarto però New Orleans prova a cambiare marcia e mette paura ai tifosi della Arco Arena. Thornton e Okafor riportano sotto gli ospiti che a metà frazione, grazie alla tripla da distanza siderale firmata proprio da Belinelli, arrivano al -2. Dalembert ed Evans, che con cinque falli a carico gioca con grande disciplina gli ultimi minuti del match, però rispondono, Sacramento così prova ad allontanarsi. A 1’43’’ dalla sirena David West dal perimetro riporta New Orleans al -2 ma i Kings non si scompongono e con un parziale di 6-0 mettono al sicuro il risultato.

Sacramento: Cousins 25 (11/22), Evans 18, Dalembert 16. Rimbalzi: Cousins 12. Assist: Cousins 7.
New Orleans: BELINELLI 5 (1/5 da due, 1/4 da tre), 2 rimbalzi, 1 assist in 23’. West 21 (8/20, 0/1), Paul 19, Thornton 16. Rimbalzi: West 7. Assist: Paul 7.

tratto da Gazzetta.it

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San Antonio, febbre a 40. Bene Dallas e Chicago

Gli Spurs battono Houston 108-95 e conquistano il quarantesimo successo su 47 gare, il diciottesimo di fila in casa. I Mavericks piegano Atlanta e Rose trascina i Bulls contro Indiana

Manu Ginobili, degli Spurs, batte la difesa di Houston. Ap
Manu Ginobili, degli Spurs, batte la difesa di Houston

Prima di affrontare il tremendo “Rodeo Road Trip”, i San Antonio Spurs si assicurano la 40esima vittoria in 47 gare, battendo Houston: un cammino semplicemente mostruoso. Dallas piega Atlanta, priva del sospeso Marvin Williams, i Clippers domano Charlotte, Rose resiste nonostante i problemi allo stomaco e guida i Bulls alla vittoria su Indiana. Memphis raggiunge il 50% tra vittorie e sconfitte, superando Washington, Brandon Jennings torna in campo per Milwaukee nella vittoria sui Nets.

San Antonio Spurs-Houston Rockets 108-95

18esima vittoria casalinga consecutiva per San Antonio, che raccoglie la 40esima affermazione stagionale in 47 partite. Da martedì, però, i texani saranno alle prese con il consueto “Rodeo Road Trip”, vale a dire 9 gare esterne consecutive (in casa di Portland, L.A. Lakers, Sacramento, Detroit, Toronto, Philadelphia, Washington, New Jersey e Chicago). Un 7-0 dei Rockets nel primo quarto è stato il momento di massimo splendore per gli ospiti (22-16 con 4’20 da giocare alla prima pausa) ma la gara rimane a lungo in equilibrio, perché come sempre Houston non molla niente: ci vuole una tripla di Ginobili per consentire a San Antonio di andare 53-51 a metà gara, ancora l’argentino, da 2, risponde alla tripla di Budinger per il 76-71 al 36′. L’ex reggino e bolognese ispira i suoi anche all’inizio del quarto periodo: comincia con 2 triple, Parker e Jefferson ne mettono un’altra a testa e San Antonio scava il solco decisivo (102-85 con 5’01 da giocare).

San Antonio: Ginobili 22 (3/5, 4/6, 4/4 tl), Jefferson 18, Parker 17, Blair e Hill 14, Duncan 12. Rimbalzi: Blair 12. Assist: Hill e Parker 5.
Houston: Scola 23 (8/17, 7/8 tl), Lowry 15, Hayes e Martin 10. Rimbalzi: Scola 10. Assist: Lowry 7.

Dallas Mavericks-Atlanta Hawks 102-91

Gara equilibrata per tre quarti, con Atlanta senza Marvin Williams (squalificato per 2 gare dopo la rissa con Shawne Williams, dei Knicks), poi i texani fanno la differenza negli ultimi 12 minuti. Con 7 uomini in doppia cifra, un Jason Terry bravissimo non solo a segnare (suo compito principale a Dallas) ma anche a trovare opportunità di tiri comodi per i compagni, e un Nowitzki che non forza nulla, i Mavs mettono insieme un parziale di 25-13 nel quarto decisivo. Atlanta, nello stesso frangente, tira con 4/15 dal campo, e viene sommersa da un parziale di 17-1 a cavallo degli ultimi due periodi (91-79 Mavs con 8’07 da giocare).

Dallas: Nowitzki 19 (7/10, 1/1, 2/3 tl), Terry 18, Chandler e Kidd 12, Stevenson 11, Marion e Haywood 10. Rimbalzi: Kidd 8. Assist: Terry 11.
Atlanta: Johnson 27 (13/19, 0/5, 1/1 tl), Smith 17, Ja. Crawford 11, Horford 10. Rimbalzi: Horford 9. Assist: Johnson 6.

 Il tedesco Dirk Nowitzki, di Dallas, contro Jordan Crawford. Ap
Il tedesco Dirk Nowitzki, di Dallas, contro Jordan Crawford

Chicago Bulls-Indiana Pacers 110-89

In questi giorni Derrick Rose non riesce praticamente a mangiare, a causa dei problemi allo stomaco. Però continua a giocare, e ad esserci per la sua squadra. Indiana, nonostante il massimo in carriera nei punti da parte di Josh McRoberts e un 12-0 nel primo quarto (per passare dal 13-17 al 25-17 con Collison a distribuire 4 assist per Granger, Dunleavy, George e Foster), non è riuscita a contenere i Bulls specialmente nell’ultimo quarto (parziale 33-17). I padroni di casa vanno a +13 con 6 punti in 2 minuti di Korver (92-79 a 6’22 dalla fine) e poi dilagano nel finale, con il 2+1 di Boozer che regala il massimo vantaggio (108-85 con 1’31 sul cronometro).

Chicago: Boozer 24 (11/21, 2/2 tl), Rose 20, Deng 19, Korver 16.
Rimbalzi: Boozer 10. Assist: Deng 8.
Indiana: McRoberts 20 (6/9, 2/3, 2/2 tl), Granger 19, Dunleavy 13, Price 12, Collison 11. Rimbalzi: Foster 10. Assist: Collison 8.

Los Angeles Clippers-Charlotte Bobcats 103-88

Randy Foye sta dando un ottimo contributo per i Clippers dall’infortunio di Eric Gordon (mancano anche Chris Kaman e Craig Smith, vale la pena ricordarlo), e i Clippers tornano a vincere, anche grazie alla 38esima doppia-doppia stagionale di Blake Griffin. Il rookie aveva già 19 punti e 8 rimbalzi all’intervallo, con la sua squadra avanti 57-42. Dopo aver chiuso a +23 il terzo periodo (83-60), i Clippers subiscono un 12-0 dagli ospiti, squadra in ottima salute, iniziato da 5 punti di Henderson e chiuso da Brown (83-72 a 7’37 dalla fine). A respingere l’assalto ci pensa Foye con la tripla e Baron Davis con 8 punti in 1 minuto e mezzo (94-76 a 4’50 dal termine). Per i Clippers è l’ottava vittoria in 12 gare, per coach Del Negro la numero 100 nelle partite di regular season.

L.A. Clippers: Griffin 24 (11/22, 0/1, 2/5 tl), Foye 21, Gomes 18, Davis 12, Diogu 10. Rimbalzi: Griffin 10. Assist: Davis 11.
Charlotte: Jackson 14 (5/7, 1/4, 3/3 tl), Henderson 14 (4/5, 1/1, 3/5 tl), Augustin 13. Rimbalzi: Brown 12. Assist: Diaw 5.

Memphis Grizzlies-Washington Wizards 107-93

Quinta vittoria nelle ultime 6 partite per i Grizzlies, che raggiungono il 50% di record (24-24), nonostante l’assenza del sospeso O.J. Mayo. Zach Randolph ci mette la sua 14esima doppia-doppia consecutiva, Darrell Arthur, dalla panchina, produce il suo massimo in carriera (con 9/11 dal campo), e Washington (priva di JaVale McGee) finisce per soccombere, penalizzata anche dall’infortunio a un polpaccio di Nick Young nel corso dell’ultimo periodo. I Grizzlies sono semplicemente più forti e più in forma, così il +21 firmato da Tony Allen (88-67 con 11’21 da giocare) non è una sorpresa.

Memphis: Randolph 22 (10/19, 0/2, 4/4 tl), Arthur 22, Conley e Allen 15, Gasol 14, Young 10. Rimbalzi: Randolph 20. Assist: Conley 12.
Washington: Wall 14 (3/7, 1/3, 5/7 tl), Booker, Martin e Thornton 12, Lewis e Blatche 10. Rimbalzi: Booker 12. Assist: Wall 8.

Milwaukee Bucks-New Jersey Nets 91-81

Ci sono 2 punti (con 0/3 dal campo e 2/2 ai liberi) e 1 assist in 11 minuti per Brandon Jennings, che torna finalmente in campo per Milwaukee (senza gli infortunati Salmons e Gooden, e con Douglas- Roberts assente per un lutto in famiglia). I suoi Bucks, però, non hanno bisogno di spremerlo particolarmente per battere New Jersey. Andrew Bogut troneggia nel cuore dell’area (6 rimbalzi offensivi e pure 7 stoppate per il centro australiano), ed è proprio lui a firmare il massimo vantaggio dei suoi (85-67 con 6’07 da giocare) in una gara sostanzialmente sempre condotta dai padroni di casa, dall’inizio del secondo quarto. Tra i Nets mancava ancora Jordan Farmar per problemi alla schiena.

Milwaukee: Delfino 21 (3/7, 4/9, 3/4 tl), Bogut 17, Maggette, Ilyasova e Dooling 14. Rimbalzi: Bogut 18. Assist: Dooling 9.
New Jersey: Lopez 26 (12/23, 2/4 tl), Morrow 16, Harris 10. Rimbalzi:
Humpries 10. Assist: Harris 16.

tratto da Gazzetta.it

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Milano scivola a Treviso. Primo k.o. per Peterson

Anticipo 17ª, la Benetton supera nettamente, 76-59, la squadra di Dan Peterson che perde dopo quattro vittorie di fila in campionato. Veneti sempre avanti: ottima la prova di Motiejunas, Peric e Bulleri

Bulleri contrastato da Mordente: duello fra ex compagni. Ciam-Cast
Bulleri contrastato da Mordente: duello fra ex compagni

Quello che non ti aspetti: nel momento più difficile la Benetton inventa la miglior gara dell’anno, e schianta l’Armani per 76-59, infliggendo la prima sconfitta a coach Dan Peterson. Le chiavi della vittoria? Intensità in difesa e a rimbalzo, un attacco corale sempre alla ricerca dell’uomo libero, e due protagonisti assoluti: Massimo Bulleri, letteralmente impazzito contro la sua ex-squadra; e un Donatas Motiejunas mai così maturo. Per il lituano 18 punti, 9 rimbalzi, 5 recuperi e 8 falli subiti.

milano in affanno — L’avvio è un errore dopo l’altro, e non solo per merito delle difese. I tiri non vogliono entrare. Dopo cinque minuti il tabellone segna 2-2, e le percentuali non sono da ricordare. Peterson cerca il cambio di ritmo facendo esordire Eze e inserendo Greer, ma non funziona. Treviso è molto più vivace: prova l’allungo con Bulleri, e solo una tripla di Hawkins permette a Milano di chiudere il primo quarto sotto di 2 (13-11). Adesso finalmente si gioca per davvero, anche perché il Bullo è scatenato: una tripla e due liberi del capitano regalano alla Benetton il +8 al 14’ (25-17). L’Armani soffre a rimbalzo, non mette una tripla (1/8) e troppo spesso si affida ad Hawkins, chiedendogli di inventare un canestro. Ma, nel momento migliore della Benetton, irrompe il 5-0 di Jaaber, che riapre il match: 29-24 al 18’. Ma Treviso c’è: è un libero del Bullo – sempre lui – a chiudere il primo tempo sul 32-26. Si riprende e la Benetton torna a +10 con il cuore e un grande Brunner. Se l’Armani resta in partita, è perché i veneti non segnano un libero (5/14). Coach Peterson mescola quintetti e difese (pressing e 1-3-1), ma a tenere a galla l’Armani sono due triple in serie di Jaaber (46-36 al 26’). Importantissime, perché permettono a Milano di crederci ancora. E così la squadra di Peterson si riavvicina pian piano, fino al –5 del 30’ (53-48, tripla di Hawkins). È questo il tema del match: Treviso guida perché gioca meglio; Milano resta in partita per i miracoli dei suoi fuoriclasse. Ma nell’ultimo quarto cambia tutto: la Benetton vola a +14 (62-48 al 34’), semplicemente perché trova sempre l’uomo libero. E questa è la volta buona per Treviso, che vola via. Esplode la gioia di un Palaverde caldissimo, e ora la Benetton può respirare.

Treviso: Motiejunas 18, Peric 15, Brunner 11, Smith e Bulleri 10
Milano: Jaaber e Hawkins 17, Pecherov 7

tratto da Gazzetta.it

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