Gli Hornets vincono a Sacramento e restano in testa alla Western Conference con San Antonio: 12 punti per Belinelli, decisivo dalla lunetta nel finale. Successo per i Lakers sui Warriors con un Gasol perfetto al tiro, a Detroit contro Washington servono i supplementari
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- Belinelli al tiro contro i King: chiuderà con 12 punti
Undicesimo successo in 12 gare per New Orleans, che con un successo a Sacramento per 71-75 rimane in testa alla Western Conference insieme ai San Antonio Spurs (che hanno concesso proprio agli Hornets la loro unica sconfitta stagionale). Ottava partita chiusa in doppia cifra per Marco Belinelli, importante nel secondo quarto quando i suoi si sono ritrovati anche a -9, e poi nel finale con i due tiri liberi che hanno chiuso i conti. Non è una bella partita, anzi: gli ospiti la portano a casa tirando con il 32.2% dal campo, ma costringendo i padroni di casa comunque sotto il 40% (38.7%) e soprattutto a 21 palle perse, limitando al minimo l’impatto di Tyreke Evans (4/12 al tiro, ma 7 rimbalzi, 5 assist e 4 recuperi con 3 perse).
difesa — L’impronta difensiva degli Hornets di Monty Williams sta caratterizzando in positivo la loro stagione (solo Cleveland, perdendo 108-101, è riuscita ad andare sopra i 100 contro CP3 & Co.), ed è stata la chiave per passare anche alla Arco Arena. Insieme, ovviamente, alla regia di Paul, capace di smazzare 14 dei 20 assist della squadra e di condire la sua prova con 7 rimbalzi, 5 recuperi e sole 2 perse, facendo passare quasi in secondo piano il 2/12 dal campo.
l’asse paul-west — Sì perché il braccio armato preferito da Paul non è il suo, ma quello di David West: è a lui che il playmaker recapita gli assist n° 13 e 14, per i tiri dalla media che valgono il +5 a 42.7 secondi dalla fine (73-68) a completare un parziale di 7-0 iniziato con la tripla di Ariza (indovinate di chi era l’assist). Sacramento, che aveva toccato il massimo vantaggio con Luther Head a 5’39 dalla fine del secondo quarto (31-22), trova il canestro+fallo di DeMarcus Cousins, che riporta i suoi a -2 (71-73 a 32.4 secondi dalla sirena), ma sull’errore di Chris Paul nel possesso successivo si rivela capitale il rimbalzo d’attacco di David West.
il beli — Belinelli sbaglia i suoi primi due tiri dal campo, ma come detto è nel secondo quarto che è molto importante. Segna i suoi primi due punti a 6’29 dalla fine del periodo (26-20), poi firma la tripla sull’assist di Paul per il -5 a 3’55 dall’intervallo (32-27) e quindi cattura il suo terzo rimbalzo della gara per innescare il contropiede che porta Chris Paul a segnare, con il fallo, per pareggiare a quota 36. Nel terzo quarto, Marco raccoglie il decimo assist di Chris Paul per mettere la tripla del -1 a 3’54 dalla fine del terzo quarto (52-51) e va in doppia cifra con il tiro del +3 (55-52) con 2’44 da giocare prima dell’ultima pausa. Infine, dopo il rimbalzo offensivo di West nel finale, chiude il conto dalla lunetta con 6.4 secondi sul cronometro, dopo aver subito il sesto fallo di Cousins.
Sacramento: Greene 15 (5/9, 1/6, 2/2 tl), Head 11, Evans e Landry 9. Rimbalzi: Greene e Dalembert 10. Assist: Evans 5.
New Orleans: BELINELLI 12 (2/8, 2/4, 2/2 tl), 4 rimbalzi, 2 perse, 33 minuti. West 17 (8/19, 1/2 tl), Ariza 16. Rimbalzi: Okafor 12. Assist: Paul 14.
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- Pau Gasol, a destra, lotta con Jeff Adrien
Los Angeles Lakers-Golden State Warriors 117-89
I Lakers non hanno minimamente corso rischi contro Golden State, spianandosi subito la strada verso la vittoria numero 12 in 14 gare. I gialloviola spengono le bocche da fuoco avversarie (Monta Ellis tenuto a 5 punti con 2/10 dal campo in 23′) e volano via nella prima metà di gara: 37-21 alla fine del primo quarto, 69-41 a metà gara. Non c’è più nulla da dire a livello agonistico, Golden State regala 18 minuti di celebrità a Jeremy Lin, il ragazzo che stupì tutti alla Summer League: per lui 13 punti in 18 minuti con 4/9 dal campo, 3 rimbalzi, 2 assist e altrettanti recuperi. Intanto, Phil Jackson ha detto che i Lakers sono alla ricerca di un lungo per ovviare agli infortuni di Bynum e Ratliff.
L.A. Lakers: Gasol 28 (10/10, 8/8 tl), Bryant 20, Brown 17, Odom 15. Rimbalzi: Odom 10. Assist: Blake 6.
Golden State: D. Wright 16 (5/14, 0/3, 6/6 tl), Curry e Lin 13. Rimbalzi: Adrien 10. Assist: Ellis e Bell 3.
Detroit Pistons-Washington Wizards 115-110 dts
Washington, ancora senza John Wall (infortunato al piede sinistro) ma con un eccellente Arenas (tolto il tiro da fuori, 1/8, ma già in doppia-doppia alla fine del terzo quarto, come McGee) va vicinissima alla prima vittoria esterna della stagione, dopo 5 k.o. Invece, dopo il 102-98 firmato da Blatche a 1’54 dalla fine, i liberi di Maxiell e i 2 punti di Villanueva rimandano tutto al supplementare, dove si scatena Richard Hamilton. Suoi i primi 12 dei 13 punti messi a segno dai Pistons nel prolungamento, compresi i tiri liberi del +4 (114-110) a 12 secondi dalla fine, punendo la palla persa di Arenas. Per i Pistons, dopo un inizio da 0-5, è la quinta vittoria nelle ultime 8 gare.
Detroit: Hamilton 27 (11/18, 0/3, 5/6 tl), Villanueva 25, Stuckey 15, Maxiell 14, Gordon 10. Rimbalzi: Villanueva 11. Assist: Stuckey 7.
Washington: Blatche 20 (9/19, 03, 2/4 tl), McGee 20 (9/12, 0/1, 2/4 tl), Arenas 19, Young 18, Hinrich 12. Rimbalzi: McGee 16. Assist: Arenas 16.



