Archivio per novembre, 2010

Hornets battuti a casa Durant Belinelli, un paio di fiammate

Per la seconda partita consecutiva, New Orleans spreca una situazione di vantaggio: a Oklahoma City arriva la quarta sconfitta in 5 gare per Paul e compagni. Decide Westbrook, per “Beli” 10 punti segnati in avvio di primo e terzo quarto

Russell Westbrook sfugge a Chris Paul. Ap
Russell Westbrook sfugge a Chris Paul

Occasione mancata per gli Hornets che ancora una volta perdono il bandolo della matassa nel secondo tempo e si fanno superare 95-89 dai Thunder. Un vero peccato perché gli ospiti sembravano avere in mano il match ma devono subire il furioso ritorno di Kevin Durant e compagni che con un 14-0 nei minuti finali infliggono a New Orleans la sua quarta sconfitta nelle ultime cinque gare.

beli, che inizio — Partono benissimo gli Hornets che dopo aver subito il primo canestro di Durant, piazzano un parziale di 10-0 griffato da Marco Belinelli, il quale realizza due triple dall’angolo. Con i canestri di Russell Westbrook e dell’ex Biella Thabo Sefolosha i padroni di casa tornano sotto. New Orleans frena e negli ultimi 3’30’’ del primo quarto non mette punti a referto, Oklahoma così chiude la frazione avanti 23-19. A meta del secondo quarto però anche i Thunder iniziano a fare fatica in attacco. Chris Paul dispensa assist al bacio, Emeka Okafor e il solito David West ringraziano e riportano sotto la truppa di Monty Williams. New Orleans va negli spogliatoi sotto di due lunghezze (50-48), tutto sommato poteva andare peggio a Paul e compagni.

ma c’e’ durant — Ci pensa subito Marco Belinelli a dare una scossa agli Hornets a inizio ripresa. Il bolognese realizza un canestro dalla media distanza, poi va in lunetta con un movimento aggressivo e trova la retina con entrambi i liberi. Nel terzo quarto gli ospiti giocano meglio dei Thunder e i sei punti consecutivi di West portano New Orleans al +8. Nel finale della frazione Kevin Durant si carica sulle spalle l’attacco di Oklahoma City che risale la china e arriva al -2. Con le riserve sul parquet a inizio ultimo quarto però i padroni di casa fanno tantissima fatica in attacco. Nei primi quattro minuti della frazione i Thunder mettono a referto soltanto due liberi, gli Hornets ne approfittano solo in parte, ma a sei minuti dalla sirena sono comunque avanti di sei lunghezze.

si accende westbrook — La squadra delle Louisiana sembra in grado di portare a casa un successo importante ma nella seconda metà della frazione va in scena il “Westbrook Show”. Mentre New Orleans inizia a litigare con il canestro, il giocatore dei Thunder diventa incandescente. Westbrook segna da tutte le posizioni e con 12 punti spinge Oklahoma City al parziale di 14-0 che mette k.o. gli Hornets. Se contro gli Spurs Chris Paul e compagni avevano sprecato un vantaggio di 17 punti nella ripresa, lunedì a Oklahoma City sono fatali gli ultimi minuti del match. I Thunder così vincono un match molto strano, tirando con un misero 38% dal campo.

Oklahoma City: Durant 26 (7/17, 0/5), Westbrook 25. Rimbalzi: Ibaka, Durant 11. Assist: Westbrook 11.
New Orleans: BELINELLI 10 (1/4 da due, 2/6 da tre, 2/2 ai liberi), 2 rimbalzi in 30’. West 20 (10/24), Paul 17. Rimbalzi: Okafor 11. Assist: Paul 14.

tratto da Gazzetta.it

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James più Wade: Miami facile Dallas e Utah senza problemi

Buona prova anche di Bosh nel 105-94 degli Heat su Washington priva di Wall. Senza Brooks e Yao, i Rockets si sgretolano davanti ai Mavs di Nowitzki. Jennings non basta a Milwaukee falcidiata dalle assenze sotto i tabelloni

LeBron James e Dwyane Wade guidano Miami a una comoda vittoria su Washington, che però ha diversi infortunati importanti tra cui John Wall. Bene anche Dallas su Houston, pure lei con un roster accorciato dagli infortuni. Infortuni, tanti e importanti, anche per Milwaukee: impossibile provare a vincere sul campo dei Jazz.

LeBron James difende su Alonzo Gee. Reuters
LeBron James difende su Alonzo Gee

Miami Heat-Washington Wizards 105-94

Miami non avrebbe dovuto avere problemi a battere Washington priva di John Wall. E non ne ha avuti. LeBron James e Dwyane Wade si dividono la gara a metà: 20 punti per LBJ nei primi due quarti, 15 di D-Wade negli altri due. Tanto è bastato per tenere a debita distanza gli avversari, arrivando anche a +22 con 7’39 da giocare (sempre con Wade, 94-72). In mezzo c’è stata la doppia espulsione per Hilton Armstrong (bruttissimo fallo su Joel Anthony) e Juwan Howard (che ha spinto via Armstrong per “vendicare” il compagno di squadra). Intanto, a margine di una partita che nell’economia della stagione di Miami non vuol dire molto, continuano le discussioni: la spallata di LeBron a coach Spoelstra era volontaria? Che si sono detti i giocatori dopo la partita di Dallas? Il destino del coach è segnato? Vedremo.

Miami: James 30 (9/17, 1/1, 9/11 tl), Wade 26, Bosh 20. Rimbalzi: Wade 8. Assist: Wade 6.
Washington: Blatche 26 (8/19, 10/14 tl), Arenas 23, Young 13, McGee 10. Rimbalzi: McGee 10. Assist: Arenas 7.

Dirk Nowitzki batte Jordan Hill. Reuters
Dirk Nowitzki batte Jordan Hill

Dallas Mavericks-Houston Rockets 101-91

Sesta vittoria concecutiva per i Mavericks, che regolano senza affanni i Rockets nel duello tutto texano facendo leva sul talento di Nowitzki e la maggiore qualità e fisicità del roster. Dallas fa la differenza nel terzo quarto, con Caron Butler. L’ex giocatore di Washington mette 11 punti consecutivi per portare i suoi a +18 (77-59), ma il massimo vantaggio sarà il +22 firmato Nowitzki (95-73) a 7’11 dalla fine. Houston, con le sue assenze troppo importanti (Aaron Brooks e Yao Ming) non ha proprio le armi per provare a rientrare in partita. Non contro i Mavs solidi e concreti di questi tempi.

Dallas: Nowitzki 20 (10/15, 0/1), Butler 19, Marion 14, Barea 11, Stevenson 10. Rimbalzi: Nowitzki e Marion 10. Assist: Kidd 11.
Houston: Martin 17 (1/9, 3/6, 6/6 tl), Scola 15, Lee 13, Miller 11, Hill 10. Rimbalzi: Hill 8. Assist: Lowry e Miller 5.

Elson e Williams fermano Ilyasova. Ap
Elson e Williams fermano Ilyasova.

Utah Jazz-Milwaukee Bucks 109-88

Sempre senza Gooden, Bogut e Maggette, era praticamente impossibile per Milwaukee sperare di passare sul campo di Deron Williams e compagni. I Jazz, una delle squadre più in forma del momento, vedono la chiara superiorità vicino a canestro e appoggiano la palla su Al Jefferson con continuità. L’ex centro di Minnesota ripaga la cortesia anche nella sua metà campo: 8 rimbalzi difensivi e pure 4 stoppate, come quelle di Kirilenko. Al cospetto di uno dei più grandi playmaker del momento, Brandon Jennings tiene in partita i suoi finché può (11 punti in fila, 68-65 Jazz a 6’11 dalla fine del terzo quarto), ma non può durare a lungo e Milwaukee cede alla distanza.

Utah: Jefferson 22 (11/14), Williams 22 (6/8, 2/4, 4/4 tl), Kirilenko 13, Watson 12, Bell e Price 10. Rimbalzi: Jefferson 11. Assist: Williams 10.
Milwaukee: Jennings 27 (4/11, 4/9, 7/9 tl), Douglas-Roberts 19, Ilyasova 18. Rimbalzi: Ilyasova 6. Assist: Jennings, Salmons e Dooling 4.

tratto da Gazzetta.it

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Casarsa vince il derby e agguanta lo Zoppola a quota 2

ZOPPOLA – CASARSA   54 – 62


Polisigma Zoppola:
Misuraca 4, Piccin 19, Geremia 3, Gobbato, Ruffo 8, Manarini 10, Zerio 10, Campaner, Paludetto, De Chiara, Cozzarini. All. Gri.

Coop Casarsa: Margarit 12, Gruosso 23, Vallavanti 8, Apolloni, Zancolò 1, Favot, Gasparini, Perisan 7, Pessa 6, Zardini 5. All. Ciman.

ARBITRI: R. Toldo e Fedrigo.

NOTE Quarti: 12-16, 22-33, 33-48. Tiri liberi: Zoppola 16 su 22, Casarsa 9 su 13. Da tre punti: Zoppola 6 su 22, Casarsa 3 su 9.

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Portogruaro batte tra le mura amiche il Tolmezzo

PORTOGRUARO – TOLMEZZO   83 – 69


Vepral Portogruaro:
Cescon 10, Zorzi 6, Andrea Chiesurin 14, Pizziuti 7, Andrea Sgorlon 7, Muneron 6, Pezzini 2, Ciman 16, Bonato 2, Grion 13; non entrati: Baruzzo e Nosella. Coach Fantin.

Solai Carnia Tolmezzo: Bonis 3, Francescatto 2, Stefanutti 2, Adami 15, Tosoni 17, Stroppolo 13, Polo 10, Ajello, Candotti 7. Coach Piccottini.

ARBITRI Spessot e Bean di Gradisca d’Isonzo.

NOTE Quarti: 12-19, 37-36, 56-56.

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Pordenone batte un colpo: Fanchini conduce alla vittoria la squadra di Drvaric

Pordenone è viva, pure se reduce da una settimana difficile a causa delle polemiche originate a seguito della separazione da capitan Massimiliano Cipolla: la partenza della guardia pordenonese non è sicuramente stata indolore, ma la squadra ha risposto al meglio contro una formazione preparata come la Triveneta Albignasego, forte di alcuni elementi di spicco come il centro Eddy Cagnin, l’esterno Pigato e la guardia Zanovello.

Pronti, via e Pordenone ingrana subito il turbo: è 16-4, con predominio dei friulani sotto i tabelloni (Gonzo 6/9, 9 rimbalzi e 2 assist; Ogrisek 4/8 da due, 3/4 ai liberi e 11 rimbalzi). Padova fatica a realizzare, si ritrova sotto di cinque dopo dieci minuti, ma con un parziale di 2-7 rimette tutto in parità.

Con il passare dei minuti, i veneti si affidano sempre più alle iniziative di Adriano Pigato, micidiale in avvicinamento e nel guadagnarsi falli (3/7 dal campo, 11/12 in lunetta, 12 falli subiti e 5 recuperi).

Il punteggio è in bilico e la partita è sempre equilibrata, ma nel terzo periodo la Caf opera un nuovo strappo: i protagonisti sono Zatta e Fantinato, le due guardie servite benissimo da un Fanchini efficace e puntuale come non mai. Parziale di 7-0 e Pordenone nuovamente lontana, pure se Padova riesce a trovare anche qualche alternativa a Pigato, con i punti di Zanovello e Castelluccia: Fanchini (5/6 da due, 1/2 da tre, 1/2 ai liberi, 7 rimbalzi, 2 recuperi, 4 assist), però, è micidiale nel rintuzzare ogni tentativo di rimonta ospite. Sul +7 dopo la fine del terzo quarto, la squadra locale non avrà più pericoli di sorta perchè riesce a controllare bene gli avversari, che devono cedere sul punteggio di 81-68.


PORDENONE – ALBIGNASEGO   81 – 68


Caf Cgn Pordenone:
Gonzo 12, Somvi 10, Ogrisek 11, Fantinato 11, Bovolenta, Fanchini 14, Galli, Ughi 2, Muner 8, Zatta 13. Coach Drvaric.

Triveneta Padova Albignasego: Cagnin 7, Fortunati, Colombo 8, Voltolina 2, Zuliani, Serena 5, Zanovello 14, Pigato 17, De Nicolao 2, Castelluccia 13. Coach Rubini.

ARBITRI Chilà e Liberati di Milano.

NOTE Quarti: 16-11, 33-31, 50-43. Tiri liberi: Caf Cgn 15 su 21, Albignasego 23 su 28. Da tre: Caf Cgn 6 su 21, Albignasego 5 su 24. Falli tecnici a Zuliani e Ogrisek.

tratto da Megabasket.it

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Decima Giornata: La Graphistudio cede nel finale al San Vendemiano

GRAPHISTUDIO 75
SAN VENDEMIANO 79

La Graphistudio inciampa in casa perdendo un match che fino all’ultimo è sembrato essere alla propria portata.
Il team di Andriola paga una difesa non proprio brillante e la giornata negativa di alcuni dei suoi uomini chiave. L’inizio sembrava di buoni auspici: padroni di casa sempre avanti, a gestire un vantaggio tra i 5 e gli 8 punti.
All’inizio del secondo quarto, però, il primo blackout: parziale di 20-2 per San Vendemmiano con il punteggio che si rovescia sul 22-31 al 15′. La rimonta inizia subito dopo, e negli ultimi due minuti prima della sirena di metà gara la Graphistudio torna sopra grazie ad un Fazzi particolarmente ispirato.
Dalla ripresa in poi la gara si gioca punto a punto. Per i biancorossi a farla da padrone è Fazzi, con 6 su 7 da due, 2 su 6 da tre e 5 su 6 ai liberi. Buone prove a tratti anche per Munari (11 punti) e Sandrin (10) Dall’altra parte Lena tira male (1 su 9), ma fa giocare bene gli altri producendo 7 assist, e il giovane Cescon sorprende tutti entrando e mettendo a segno 10 punti in 5 minuti.
Tra i mosaicisti Leita è il tasto dolente (2 soli punti per lui), mentre Musiello (4 su 12 al tiro) è ben marcato e non decolla. Ad incidere sulla vittoria degli uomini di Torazza sono due falli tecnici comminati a Fazzi e alla panchina, che creano un piccolo vantaggio che Pavan e compagni riescono a gestire fino alla sirena finale.

GRAPHISTUDIO: Munari 11, Cominotto 2, Bongo Banda 9, Fazzi 23, Musiello 9, Leita 2, Sandrin 10, Bagnarol 9, Gerometta ne, Accardo ne. All. Andriola.

SAN VENDEMMIANO: Modolo 2, Lena 6, Simoni, Sanson ne, Pavan 11, Cescon 12, Pin Dal Pos 15, Metlica 23, Susanna ne, Carpi 10. All. Torazza.

ARBITRI: Bergamin di Venezia e Degano di Udine

Parziali pq 18-11; sq 41-39; tq 62-62. Tiri liberi: Graphistudio 10 su 14; San Vendemmiano 11 su 19. Da tre: Graphistudio 5 su 20; San Vendemmiano 6 su 16.

tratto da qui

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Colpaccio in casa Lakers Hibbert fa volare i Pacers

Indiana sorprende Los Angeles a domicilio e costringe Bryant (41 punti) al secondo stop consecutivo. Vince fuori anche Utah. Nuggets a valanga su Phoenix: 271 punti totali!

I Pacers creano un’enorme sorpresa andando a vincere sul campo dei campioni Nba in carica, appoggiandosi a un grande Hibbert. Vittoria per Denver in una gara folle contro Phoenix (271 punti totali!) nonostante l’uscita anzitempo di Anthony. Vince fuori casa anche Utah, sul campo dei Clippers, vittorie di misura per Houston (su Oklahoma City) e New Jersey (su Portland).

Kobe Bryant, 32 anni, a canestro contro Indiana. Ap
Kobe Bryant, 32 anni, a canestro contro Indiana

Los Angeles Lakers-Indiana Pacers 92-95

Prima vittoria dei Pacers in casa dei Lakers da quando si gioca allo Staples Center. Soprattutto, però, Hibbert e compagni creano un’altra enorme sorpresa dopo aver battuto a domicilio anche i Miami Heat di Wade, James e Bosh. Gli ospiti sono stati in totale controllo della gara nel terzo quarto, toccando anche il +15 (74-59 firmato Granger a 2’58 dall’ultima pausa). I Lakers, però, sfruttando l’impatto di Shannon Brown e Steve Blake dalla panchina, oltre agli 8 punti di Bryant negli ultimi 4 minuti e mezzo, arrivano sul -1 (tiri liberi di Gasol, 92-93 a 34 secondi dalla fine). Hibbert, centro di gravità permanente per la formazione ospite, con la schiacciata riporta i suoi a +3, e Bryant – per due volte – sbaglia la possibilità del pareggio. Il colpaccio è servito.

L.A. Lakers: Bryant 41 (11/25, 3/8, 10/13 tl), Odom 15, Gasol 13. Rimbalzi: Gasol 12. Assist: Fisher 5
Indiana: Hibbert 24 (9/13, 6/8 tl), Granger 18, Collison 14, Rush 11. Rimbalzi: Hibbert 12. Assist: Hibbert 6.

J.R. Smith festeggia i 30 punti con Phoenix. Ap
J.R. Smith festeggia i 30 punti con Phoenix

Denver Nuggets-Phoenix Suns 138-133

Non basta nemmeno un ultimo quarto da 44 punti ai Suns per sbancare Denver, che ha visto Carmelo Anthony lasciare subito la partita per un problema fisico. Una partita folle, con una quantità irreale di canestri segnati (entrambe hanno tirato molto e bene da fuori, 16/30 Denver e 13/32 Phoenix), mentre a fare le veci di ‘Melo ci ha pensato soprattutto la coppia Billups-Smith. “Non puoi vincere una partita se non marchi nessuno”, ha detto coach Alvin Gentry a fine gara. Jason Richardson con 3 triple negli ultimi 3′, ha reso accettabile lo scarto della sconfitta, dopo che i suoi Suns erano finiti a -19 (101-82) con 2’12 da giocare nel terzo quarto.

Denver: Smith 30 (2/4, 6/11, 8/11 tl), Billups 25, Afflalo, Forbes e Lawson 15, Williams 14, Nene 12. Rimbalzi: Nene 9. Assist: Billups 8
Phoenix: Richardson 39 (8/14, 7/10, 2/2 tl), Nash 17, Childress 15, Turkoglu 13, Hill 11, Frye 10. Rimbalzi: Richardson 10. Assist: Nash 11.

Uno scontro di gioco tra White e Martin. Ap
Uno scontro di gioco tra White e Martin

Houston Rockets-Oklahoma City Thunder 99-98

Finisce sul ferro l’ultimo tiro di Kevin Durant, che avrebbe potuto dare la vittoria ai Thunder. Gli ospiti, abbonati alle partite punto a punto (8-0, prima della gara, in quelle terminate con un massimo di 7 punti di scarto), incassano così la seconda sconfitta in trasferta in 8 gare. A fare la differenza per Houston, oltre alla mira di Kevin Martin, pure la bella serata offensiva per Shane Battier (4/6 nel tiro da fuori), che ha anche segnato gli ultimi punti dei suoi (99-93 a 1’06 dalla fine). Poi la tripla di Green e il tiro di Westrbook riavvicinano i Thunder, ma, come detto, l’ultima possibilità ce l’ha Durant e la sbaglia.

Houston: Martin 23 (7/18, 2/3, 3/4 tl), Battier 18, Lowry 14, Scola 13, Hill 12, Miller 11. Rimbalzi: Miller e Hill 7. Assist: Lowry 8
Oklahoma City: Westbrook 23 (10/19, 3/6 tl), Durant 18, Ibaka 16, Green 15, Harden 10. Rimbalzi: Ibaka 8. Assist: Westbrook 10.

Blake Griffin in azione contro Utah. Ap
Blake Griffin in azione contro Utah

Los Angeles Clippers-Utah Jazz 97-109

Ai Clippers non basta l’undicesima doppia-doppia stagionale di Blake Griffin, che sta assolutamente rispettando le aspettative da un punto di vista individuale (pure 7 assist nella sua partita), ma i suoi Clippers non riescono proprio a diventare una squadra vincente. Stavolta sono Deron Williams e compagni a passare sul loro campo, grazie anche ai contributi decisivi dalla panchina (10 di Miles nell’ultimo quarto). Completata, quindi, l’opera iniziata con il parziale di 15-2 per iniziare il terzo quarto (da 52-60 a 65-62) con le triple di Kirilenko, Williams e Bell: proprio Miles firma il massimo vantaggio a 5’26 dalla fine (96-82).

L.A. Clippers: Griffin 35 (13/21, 9/12 tl), Gordon 21, Aminu e Bledsoe 12. Rimbalzi: Griffin 14. Assist: Gordon 9
Utah: Williams 26 (6/7, 2/7, 8/9 tl), Miles 16, Kirilenko e Millsap 15, Bell 12, Jefferson 10. Rimbalzi: Williams 5. Assist: Williams 9

New Jersey Nets-Portland Trail Blazers 98-96

Portland accarezza l’idea della vittoria esterna a lungo. Prima grazie a 15 punti di Brandon Roy nei primi due quarti, compreso il canestro del 52-44 a metà partita, poi con il +12 maturato a 8’48 dalla fine del terzo quarto (62-50) grazie alla precisione dalla media distanza di LaMarcus Aldridge. Devin Harris, però, suona la sveglia per i suoi: prima guida il controparziale dei Nets che riporta la situazione in parità (64-64 a 4’24 dall’ultima pausa), poi è ancora il playmaker di casa a sparigliare le carte con la tripla del 92-89 a 1’12 dalla fine. Il 6/6 ai liberi del trio Outlaw-Harris-Morrow permette alla squadra di Avery Johnson di gestire la situazione nel finale.

New Jersey: Harris 25 (5/8, 2/4, 9/11 tl), Morrow 16, Lopez 13, Humpries 10. Rimbalzi: Humpries 8. Assist: Harris 8
Portland: Matthews 25 (4/8, 5/6, 2/2 tl), Roy 21, Aldridge 20, Miller 13. Rimbalzi: Camby 10. Assist: Miller 5.

tratto da Gazzetta.it

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Udine espugna il PalaTriccoli di Jesi: ottava meraviglia e primato confermato

JESI – UDINE   80 – 83

Fileni BPA Jesi: Maggioli 12, Rossi 3, Nocedal 7, Pecile 21, Tagliabue 9, Pergolini ne, Migliori, Elder 14, Santiangeli ne, Mobley 15. All. Cioppi.

Snaidero Udine: Petiziol ne, Mathis 16, Harrison 14, Lee 22, Williams 4, Pascolo ne, Truccolo 1, Prandin 5, Dordei 10, Rinaldi 11. All. Garelli.

Parziali: 15-17, 42-39, 64-57.

Udine infila l’ottava vittoria consecutiva battendo una mai doma Fileni Jesi per 80-83. Capace di ribaltare per due volte lo svantaggio, -7 prima e -10 poi, ha rimesso il naso avanti nell’ultima frazione. Oltre a sfatare il tabù che non la vedeva mai vincente sul campo di Jesi, la Snaidero stabilisce il nuovo record di vittorie in fila (otto) per la propria società (battendo il record detenuto da Pancotto nella stagione 2005-06). A tal proposito, emblematiche le parole del Direttore Sportivo Micalich che commenta il record: “E’ un risultato magnifico che premia il modo di lavorare che abbiamo dall’inizio di questa stagione, questo gruppo e questi uomini”.

Udine riaggancia così, in vetta alla classifica, l’Umana Venezia (vincente all’overtime sul campo di Pistoia) e si gode l’ennesima prestazione sopra le righe del collettivo. Venendo alla contesa è da sottolineare, come ha fatto nel post partita coach Garelli, la mentalità di un gruppo, quello arancione, capace di ribaltare il -10 di terzo periodo (53-43) su un campo dov’era passata solo Reggio Emilia. A livello di singoli stratosferica la prova di Lee autore di 22 punti e 4 rimbalzi in appena 19′ di impiego per un tondo 26 di valutazione. Oltre al centro finlandese ottima la prova di capitan Mathis decisivo con dieci dei suoi sedici punti di serata nell’ultimo quarto. Plauso anche ai solidissimi Dordei e Rinaldi autori di un primo tempo da incorniciare per intensità, grinta e caparbietà.

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Milano cade a Montegranaro E Siena la raggiunge in testa

Settima giornata: l’Armani, battuta nelle Marche e al primo k.o in campionato, viene affiancata al primo posto dalla Montepaschi, che spazza via Teramo. Altro k.o. per Roma. Successi anche per Varese, Biella e Sassari

Ron Slay, festeggia il successo di Varese su Bologna. Ciam/Cast
Ron Slay, festeggia il successo di Varese su Bologna

La settima di serie A vede la prima caduta stagionale di Milano a Montegranaro. L’Armani viene agganciata in testa alla classifica da Siena, che spazza via Teramo. La giornata in dettaglio:

Cimberio Varese-Canadian Bologna 91-81

L’aspettava da un anno e voleva essere protagonista: un Righetti da 16 punti nel secondo tempo risponde alla Virtus, che per tutta la scorsa stagione lo aveva messo fuori rosa, con una grande prestazione (5/8 da 3 e 20 di valutazione) aiutando coach Recalcati a issare la sua Cimberio solitaria sul terzo gradino della classifica. Nonostante le assenze di Sanikidze e di Winston, la Canadian non cede mai, rendendo una classica del basket tricolore equilibrata e interessante fino al 40’. Dopo aver costruito un buon margine nella prima frazione (42-31 al 16’) grazie alla precisione di Rannikko (3/3 da 3 e 23 di valutazione) ma anche degli altri ex-virtussini Kangur (due canestri da 3 in avvio) e Fajardo (13 punti finali), Varese ha sofferto il grande inizio di ripresa della formazione di Lardo: un 14-2 firmato da un Kemp in spolvero (9/15 da fuori) e da un Amoroso eccellente, sia da sotto (6/7), sia da fuori (4/7). Il primo vantaggio esterno (50/52 al 24’), ha però stimolato la reazione di Fajardo, autore di una gran stoppata proprio su Kemp, e di Righetti, che ha infilato una sequenza di conclusioni dalla lunga distanza per riportare la Cimberio sul +6 (64-58 al 29’). Mentre Thomas rimediava una serata nulla al tiro (0/7) con 6 assist, Slay prendeva il sopravvento dentro l’area colorata (13 rimbalzi). Non bastava, però, per mettere sotto una Canadian che trovava anche da Koponen l’energia per mettere ancora pressione su una Cimberio supportata da un buon Goss fin quando proprio Righetti ha realizzato dalla lunetta i due tiri liberi del k.o.

Cimberio Varese: Righetti 21, Slay 19, Goss 14
Canadian Solar Bologna: Amoroso 26, Kemp 25, Koponen 13

Daniele Cavaliero, uomo-partita per Montegranaro. Ciam/Cast
Daniele Cavaliero, uomo-partita per Montegranaro

Fabi Montegranaro-Armani Jeans Milano 89-85

E’ la Fabi Montegranaro ad infliggere la prima sconfitta del campionato all’Armani Jeans. I primi della classe pagano gli errori del secondo periodo, subendo oltre modo i continui raddoppi difensivi imposti da coach Pillastrini specie sotto le plance per contenere Mancinelli. I gialloblù da parte loro giocano la miglior partita dell’anno, che permette loro di ottenere il secondo “scalpo” eccellente della stagione dopo quello di Bologna. In un primo quarto giocato a ritmi bassi, ad iniziare con il piglio giusto è Montegranaro, abile a sfruttare l’asse Ford-Cinciarini (8-3 dopo sette minuti di gioco). L’Armani risponde con l’energia di Hawkins che prima costringe al fallo Jones, poi realizza la tripla del -2 al 4′ (10-8). Dall’arco Cavaliero prima ed Ivanov poi tentano un nuovo allungo, ma Milano resta incollata con Hawkins (9 punti nel primo quarrto). E’ nel secondo periodo che Milano gioca i suoi peggiori dieci minuti, come dimostrano i soli tredici punti segnati e le pessime percentuali di tiro (2/6 da due, 1/6 da tre e 6/12 ai liberi). Praticamente l’opposto di Montegranaro. Ford intimidisce dentro l’area pitturata (3 stoppate) ed un ottimo Ray (problemi alla caviglia dimenticati e prestazione di sostanza) le da lo slancio per chiudere avanti di nove lunghezza. Nella ripresa arriva anche il +14 sulla tripla di Antonutti realizzata al 25′. Schierato sia da 3 che da 4, l’ex Udine risulta fondamentale anche per limitare David Hawkins, fino a quel momento devastante. Nel quarto periodo Milano ritrova fluidità in attacco con Jaaber e, dopo esser andata sotto di quindici (tripla di Cavaliero), approfitta del quinto fallo di Ford per ricucire (79-72 a 3′ dalla fine). Le triple di Jaaber e Mordente riducono il gap fino a -4, ma poi sono i liberi di Ivanov e Cinciarini a mettere in ghiaccio il risultato e condannare definitivamente Milano per una vittoria che vale il quarto posto in classifica.

Montegranaro: Ford 17, Cavaliero 16, Cinciarini 15.
Milano: Jaaber 19, Hawkins 17, Mordente 15.

Lottomatica Roma-Vanoli Cremona 70-84

Al PalaLottomatica, Foster e Rowland sembrano i cloni del Charlie Smith dei tempi migliori. Ma la vera differenza, tra la Virtus di Boniciolli e la Vanoli di Mahoric, è semplice e lampante. Cremona è una squadra: costruisce, ragiona, esegue. Roma, invece, solo individualismo allo stato puro, che non basta a colmare le lacune di un gioco che, semplicemente, ancora non c’è. Il risultato, del resto, parla da solo: 70-84, fischi dalle tribune, nuova crisi all’orizzonte per il basket della capitale. E nonostante un Alì Traorè da otto in pagella (20 punti e sette rimbalzi), l’epilogo, sul parquet dell’Eur, è il verdetto più giusto che condanna la Lottomatica all’ottava sconfitta stagionale (tra campionato ed Eurolega) e premia la continuità, la solidità e l’organizzazione di una Vanoli capace di gestire una gara tutta in crescendo per gli uomini di Mahoric. Merito della micidiale precisione al tiro di Foster e Rowland (37 punti in due), autori dell’allungo decisivo nel terzo quarto, capitalizzato nell’ultima frazione fino al +15 del massimo vantaggio (64-79) a tre minuti dalla sirena. Giusto il tempo di unirsi alla festa per Drozdov e Formenti ed accendere la luce di Cremona nella notte fonda calata di nuovo sul cielo della Lottomatica.

Roma: Traorè 20, Djedovic 15, Datome 12, Washington 11.
Cremona: Foster 19, Rowland 18, Drozdov 13.

Rakovic (Siena) in difesa su Zoroski. LaPresse
Rakovic (Siena) in difesa su Zoroski

Tercas Teramo-Montepaschi Siena 57-93

La Montepaschi Siena schiaccia la Banca Tercas Teramo con tutta la sua potenza di campione in carica e non ha nessuna pietà di una squadra in chiara crisi d’identità e di gioco. Siena stenta solo 2’ a prendere le misure ad una Banca Tercas visibilmente in difficoltà, 2-9 dopo 3’30. Teramo ha idee confuse in attacco davanti alla difesa fisica di Siena e in difesa è troppo molle nell’individuale, riuscendo a limitare un po’ i danni solo con la zona. Il primo quarto si chiude sul 13-22; nel secondo periodo la Tercas di Ramagli insiste con la zona, ma i problemi più grandi sono in attacco, dove Zoroski non riesce mai ad organizzare la manovra, e tantomeno ci riesce Rullo. Scappa subito Siena con Lavrinovic, 18-33 al 15’, ma Teramo prova a restare vicino con il cuore di Boscagin e Diener. Siena però è uno schiacciasassi, e al riposo vola fino al massimo vantaggio sul 27-43. All’inizio del terzo quarto la Montepaschi imprime un’accelerazione devastante, 25-0 in 6’30 con Teramo completamente in bambola, incapace di trovare non solo il canestro, ma spesso anche il tiro. Alla fine del 3° periodo il 35-77 dice tutto. L’ultimo periodo è solo accademia.

Teramo: Davis 16, Zoroski 13, Diener 11.
Siena: Aradori 18, Lavrinovic 14, Mc Calebb 13

James White, uomo partita per Sassari. LaPresse
James White, uomo partita per Sassari

Dinamo Sassari-Enel Brindisi 94-89 d.t.s

Vittoria all’overtime per la Dinamo, 94-89, nello scontro fra neopromosse contro Brindisi. Gli ospiti litigano con il canestro, il rientrante Diener, non al top, chiude il primo parziale da 6-0. Sassari c’è a rimbalzo, in difesa e in attacco, l’Enel soffre andando sotto sino al -9 (14-5). Hubalek è gigantesco in area colorata, Dixon prova a prendere per mano i suoi e li guida sino al 25-23 di fine primo quarto. I biancoblu aumentano il ritmo e con la zona imbrigliano la manovra pugliese. Tsaldaris si conferma regolarista del passo e porta avanti i suoi sul 33-25 che costringe Perdichizzi al time out. Grande impatto di Cittadini, a segno da due, da tre e in lunetta. La chiave restano i rimbalzi (22-13 per Sassari a metà gara), anche se l’Enel non molla la presa e con Infante e la schiacciata di Diawara torna nello spogliatoio sul -5 (42-37). Maresca, particolarmente efficace, firma il 44 pari, ma White allunga di nuovo. Il 4° fallo manda Tourè in panca, due triple consecutive di Devecchi chiudono il periodo sul 67-58. Parziale da 7-0 Enel, 4 di Pinton, Diener di nuovo in mischia e 0/2 di Cittadini. Il jolly da tre è di Tsaldaris, 72-65, ma il canestro più libero di Roberson a -48” riapre i giochi. Dixon a -20” impatta (80-80). Lo 0/2 di Diener regala a Dixon il possesso vittoria, ma il pallone esce di un soffio ed è overtime. È guerra di nervi, White diventa un fattore, l’Enel lotta ma alla fine cade 94-89.

Sassari: White 33 ,Tsaldaris 19,Hunter 17
Brindisi: Dixon18 , Roberson 17, Diawara 17

Matteo Soragna (Biella). Ciam/Cast
Matteo Soragna (Biella)

Angelico Biella-Air Avellino 86-85 dts

Una partita che alla vigilia doveva offrire spettacolo assecondando le caratteristiche simili di due squadre abituate a correre e segnare molto, alla fine ha offerto spettacolo solo nel supplementare, dove l’adrenalina ha spazzato via quaranta minuti di gioco non bello, condito da errori e tanta tattica che ha finito per imbrigliare sia l’Angelico sia l’Air. Gara bruttina e in equilibrio quasi sempre, con l’Angelico che ha dovuto recuperare da un -7 al 30′ (67-74). A 15″ dalla fine Soragna ha nelle mani il libero del +3, ma sbaglia e dal rimbalzo Szewczyk viene servito sotto canestro per il pari a quota 70. Nel supplementare l’Angelico vola via sull’onda delle triple di Soragna che vuole farsi perdonare, ma questa volta è Avellino a tornare dal -7 (79-72) proprio con le triple del lungo Szewczyk, che riporta l’Air in vantaggio 81-82 al 43’30″. Dall’altra parte Slaughter non sbaglia dalla lunetta, mentre ancora Szewczyk manca un libero riportando la gara in equilibrio a quota 83. A decidere è una ancora una tripla di Soragna dopo un’azione corale biellese, alla quale in 15″ l’Air (che ha perso 26 palloni contro i 15 dell’Angelico) riesce a replicare solo con un tiro del bravo Cortese.

Biella: Soragna 16, Salyers 14, Slaughter, Suton, Jurak 13.
Avellino: Szewczyk 19, Thomas 17, Johnson 13.

tratto da Gazzetta.it

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Gallinari e Knicks, che fatica! Bargnani e Belinelli sconfitti

Nella serata Nba più italiana dell’anno, New York si impone 125-116 a Detroit dopo un doppio overtime, rilanciata dalle triple del Gallo che chiude con 20 punti. Toronto sconfitta da Atlanta: 14 punti e 7 rimbalzi per Bargnani. New Orleans deve arrendersi agli Spurs: Belinelli chiude a quota 12

Andrea Bargnani inaugura con una sconfitta la serata più italiana dell’anno in Nba. Danilo Gallinari riscatta gli azzurri contribuendo con 20 punti alla vittoria di New York dopo un doppio supplementare a Detroit. Marco Belinelli firma 12 punti nella sconfitta interna dei suoi Hornets con San Antonio.

Andrea Bargnani, 25 anni, miglior realizzatore dei suoi. Reuters
Andrea Bargnani, 25 anni, miglior realizzatore dei suoi

Toronto Raptors-Atlanta Hawks 78-96

Toronto crolla in casa contro Atlanta dopo un disastroso terzo quarto che chiude la partita con largo anticipo. Dopo un brillante primo tempo, Andrea Bargnani scompare insieme al resto della squadra nel secondo e chiude con 14 punti (12 nei primi 24′), 7 rimbalzi e 5 palle perse. Difese entrambe sospette nei primi minuti: a metà del primo quarto, sul punteggio di 17-14, Andrea Bargnani ha già bruciato Josh Smith un paio di volte ottenendo 5 punti con un 2+1 e una comoda schiacciata. E Calderon ha già lanciato due passaggi alley-oop chiusi in schiacciata dal centro Joey Dorsey, al suo debutto da titolare nella Nba al posto dell’infortunato Reggie Evans. Nel primo quarto regna l’equilibrio e con 11/20 di Atlanta e 10/20 di Toronto il punteggio è in leggero favore degli ospiti (23-27). Bargnani guida i Raptors con 9 punti (anche 4 rimbalzi) e 4/6 al tiro. Anche Horford, il centro avversario, è il migliore dei suoi con 4/6 al tiro e 8 punti più 4 rimbalzi. Ci vuole una magia di Jamal Crawford (tripla malgrado due avversari addosso) per spingere gli Hawks al +7, ma Toronto reagisce subito. Appena rientrato in campo, Bargnani gioca in isolamento sul lato destro contro Horford e infila la retina con un tiro fuori equilibrio dall’angolo che provoca anche il secondo (dubbio) fallo del dominicano e permette a Toronto di sorpassare (35-34). Esce Horford e si gioca coi quintetti piccoli: Bargnani e Kleiza da una parte, Josh Smith e Marvin Williams dall’altra. Anche Bargnani commette un paio di falli in attacco, il secondo uno sfondamento sulla linea di fondo, e va in panchina con 3 falli. Il Mago chiude il primo tempo con 12 punti e un positivo 5/9 dal campo, mentre Atlanta conduce 46-52 con 14 punti di Williams e 12 di Johnson, ma il bello per gli ospiti deve ancora arrivare.

I Raptors si mostrano piatti e con poche idee al ritorno sul parquet dopo l’intervallo. Il Mago prova da tre e non trova nemmeno il ferro. La difesa di Atlanta concentra le proprie attenzioni su di lui e Toronto non trova alternative valide. Nemmeno in contropiede si riesce a far canestro quando Weems appoggia al ferro che risputa il pallone. Gli Hawks cambiano marcia e fanno valere le loro doti fisiche superiori andando a contestare i tiri avversari con maggior intensità. Il risultato sono palle perse da parte di Calderon, tiri fuori ritmo di Bargnani e nessun giocatore con sufficiente talento per costrursi un tiro in grado di creare difficoltà ad Atlanta. L’esito del terzo quarto è impietoso per i Raptors: 3/17 dal campo e la miseria di11 punti contro i 25 degli avversari e 0/4 con 1 rimbalzo per Bargnani. Con gli Hawks a +20 dopo tre quarti (57-77), il quarto periodo è occupato dal garbage time. Josh Smith chiude con una tripla doppia con 12 punti, 13 rimbalzi e 10 assist. DeMar DeRozan prolunga la sua fase calante dopo il promettente avvio di stagione recitando ancora la parte della comparsa con solo 3 punti e un tiro nei primi tre quarti. Nel garbage time aggiusta le sue cifre segnando 10 inutili punti. Atlanta vince con un attacco bilanciato e 8/18 da tre. Male invece i Raptors che chiudono con 1/12 nelle triple.

Toronto: BARGNANI 14 punti (6/14 da 2, 0/3 da 3, 2/2 tl), 7 rimbalzi, 5 palle perse e 1 recuperata, 1 stoppata e 4 falli in 35’. DeRozan 13, Kleiza e Dorsey 9. Rimbalzi: Bargnani 7. Assist: Calderon 5.
Atlanta: Williams 17, Johnson e Horford 16, Smith 12, Crawford 10. Rimbalzi: Smith 13. Assist: Smith 10.

Amare Stoudemire ha trascinato i Knicks a Detroit. Ap
Amare Stoudemire ha trascinato i Knicks a Detroit

Detroit Pistons-NY Knicks 116-125 d2ts

Ci vogliono due supplementari e un grande Amare Stoudemire, ma alla fine i Knicks riescono ad avere ragione dei Pistons 125-116. Non c’è grande atmosfera al Palace di Auburn Hills, il pubblico rumorosissimo di qualche anno fa è soltanto uno sbiadito ricordo. Questi Pistons, infatti, non riescono a generare entusiasmo nella Motor City. L’inizio di gara per i Knicks è decisamente più incoraggiante rispetto al match di sabato al Garden. Ci pensa Wilson Chandler a creare problemi alla difesa di Detroit. Il giocatore newyorchese realizza tre triple nei primi minuti e firma anche una bella schiacciata in contropiede. Così, grazie anche al canestro dalla lunga distanza di Danilo Gallinari, a metà frazione New York ha già 20 punti a referto. L’azzurro realizza anche dalla media distanza, i Knicks arrivano al +7 ma nel finale del quarto rallentano. Entra anche l’ex di turno Tracy McGrady che dà il suo contributo, i Pistons così limitano i danni e chiudono la frazione in ritardo di tre lunghezze. Detroit riprende New York a inizio secondo quarto. In attacco la squadra di casa si affida alle giocate di Rodney Stuckey e di un ottimo T-Mac. I Pistons passano a condurre ma Gallinari, dalla lunga distanza, riporta avanti gli ospiti. Amare Stoudemire nelle zona pitturata fa quello che vuole contro il lentissimo Ben Wallace, i Knicks però perdono lo smalto del primo quarto e sono costretti a inseguire. I Pistons così, soprattutto grazie alla produzione di McGrady (13 punti, con 6/7 dal campo, in 13’) vanno all’intervallo avanti 55-53. Il caldissimo T-Mac parte in quintetto a inizio ripresa e Detroit mette a referto i primi sei punti della frazione. Stuckey continua a segnare (10 punti nei primi 5′ del terzo quarto), i Knicks però non si allontanano grazie ai punti di Stoudemire. Gallinari firma due canestri consecutivi, il primo da sotto il secondo dal perimetro, e gli ospiti a fine terzo quarto sono sotto 78-75. Con Stuckey in panchina l’attacco di Detroit fa fatica e i Knicks ne approfittano per tornare davanti. Si scalda Felton, il quale dopo uno 0/6 dalla lunga distanza infila tre triple nella prima metà dell’ultimo quarto. Gli ospiti arrivano al +6 a tre minuti dalla sirena ma i Pistons rispondono e pareggiano i conti a 40’’ dalla fine. Il solito Stoudemire si guadagna due liberi e riporta avanti la truppa di Mike D’Antoni, ripresa però da Prince sul 99-99. I Knicks si giocano l’ultimo possesso del match facendo girare la palla, che però arriva un po’ in ritardo a Gallinari il quale allo scadere tenta una difficile tripla che trova soltanto il ferro. Si va al supplementare. Stoudemire e Fields si rimboccano le maniche e portano la squadra newyorchese al +3 a 20’’ dalla fine dell’overtime. Prince punta Gallinari, lo batte e trova il canestro ma l’azzurro esagera con il contatto e commette fallo permettendo così al giocatore di Detroit di completare il gioco da tre punti (109-109). Chandler non riesce a risolvere la pratica allo scadere e allora ci sono da giocare altri cinque minuti. Il Gallo mostra tutto il suo carattere e rimedia all’errore difensivo firmando i primi sei punti (due triple) del secondo supplementare. New York naviga a vele spiegate e chiude la pratica con un altro canestro pesante di Fields, portando a casa con il fiatone il successo.

Detroit: Prince 31 (13/22), Stuckey 29, Hamilton 17. Rimbalzi: Prince 8. Assist: Prince 7.
New York: GALLINARI 20 (3/3 da due, 4/9 da tre, 2/2 ai liberi), 9 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata in 52’. Stoudemire 37 (12/20), Felton 23, Chandler 20, Fields 16. Rimbalzi: Stoudemire 15, Fields 11. Assist: Felton 11.

Marco Belinelli a confronto con Manu Ginobili. Ap
Marco Belinelli a confronto con Manu Ginobili

New Orleans Hornets-San Antonio Spurs 95-109

Come buttare via una vittoria in 24’. Per informazioni chiedere a New Orleans, che dopo aver chiuso il primo tempo avanti di 17 si fa rimontare e battere da San Antonio, incassando la terza sconfitta nelle ultime 4 partite, la prima casalinga della stagione che fa ancora più male visto che arriva contro una rivale diretta nella Southwest Division. Gli Hornets sono tanto perfetti nel primo tempo quanto inguardabili nel secondo. Marco Belinelli chiude a quota 12, la sua settima gara di fila in doppia cifra, e ci mette 8 punti nella ripresa in cui però si prende solo tre tiri dal campo. New Orleans concede 65 punti agli avversari nella ripresa dopo averli tenuti al 39% al tiro nel primo tempo, schiacciata dalla voglia di Duncan, Ginobili e Jefferson, che producono da soli 63 punti, ben aiutati dai 14 di Hill dalla panchina e dai 9 assist di Tony Parker. Tra le chiavi del successo di San Antonio, che ha ripreso a marciare dopo la sconfitta che aveva fermato a 12 la serie di successi consecutivi, c’è anche il 42-34 messo insieme a rimbalzo. New Orleans parte 8-2 grazie a 6 punti dello scatenato David West, San Antonio riesce a chiudere il buco con Duncan e Ginobili ma, dopo i primi punti (dalla lunetta) di Belinelli si arrende alla voglia di West, che chiude il quarto con 16 punti trascinando i suoi sul 34-26 alla sirena. Con le riserve in campo Nola dilaga, complice anche una difesa quasi impenetrabile. Belinelli firma il +15 (50-35) col suo unico canestro dal campo del primo tempoa 4’09” dal riposo, dove i padroni di casa arrivano avanti 61-44 (tirando col 61%) grazie alla tripla conclusiva di Paul (già a quota 6 assist). Belinelli con la tripla a 9’17” dalla terza sirena cancella il buon inizio degli Spurs, che però ripartono a testa bassa per un 13-2 che li riporta sotto 70-64 a 6’36” da fine parziale. Mister B con 3 punti di fila riavvia gli Hornets, ma San Antonio chiude un parziale in cui Ginobili firma 10 punti riportandosi sotto 77-72. La rimonta capolavoro i texani la completano in avvio di ultimo quarto: 3/3 da fuori nei primi 3’ e 24-7 che consegna 12 punti di vantaggio (96-84) a 5’38” dalla fine. Paul prova a scuotere i suoi, ma gli ospiti allungano ancora e con Duncan e Jefferson fanno 101-86 a 3’08” dalla fine. Coach Williams alza bandiera bianca e le riserve si spartiscono i minuti rimanenti. New Orleans rimedia un k.o. che fa male, San Antonio la settima vittoria esterna di fila fuori casa.

New Orleans: BELINELLI 12 punti (2/7 da due, 1/2 da tre, 5/6 liberi), 1 rimbalzo, 2 assist e 1 fallo in 29’11”. West 23 (10/14, 3/6 tl), Paul 15, Okafor 12. Rimbalzi: Okafor 7, West 7. Assist: Paul 7.
San Antonio: Duncan 23 (5/9, 3/8, 4/4 tl), Ginobili 21, Jefferson 19. Rimbalzi: Duncan 7, Ginobili 7, McDyess 7. Assist: Parker 9

tratto da Gazzetta.it

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